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Una donna analisi di Sara Lorenzetti, Schemi e mappe concettuali di Letteratura Italiana

Luoghi della memoria nella narrativa di Sibilla Aleramo. Analisi di Sarà Lorenzetti

Tipologia: Schemi e mappe concettuali

2024/2025

Caricato il 11/12/2025

Luciaqw
Luciaqw 🇮🇹

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Luoghi della memoria nella narrativa di Sibilla Aleramo
(Analisi di Sara Lorenzetti)
La memoria e la lontananza
La memoria in Una donna è collegata al tema della lontananza e al bisogno di comunicare. Il
passato è evocato in modo frammentario e sfocato, risultando spesso irrecuperabile.
1. “Una donna”: dalla casa onirica alla prigione
1.1 Tempo e ricordi sfocati
Il romanzo autobiografico segue il percorso di emancipazione della protagonista,
narrato in prima persona.
La storia parte dall’infanzia libera e felice fino alla separazione dal marito e
all’abbandono del figlio.
La narrazione alterna momenti cronologici e riflessivi, con ricordi descritti
come febbrili e poco chiari.
Esempi: “Non ricordo come passassi quella notte”; “I ricordi che serbo sono
come quelli della febbre.”
1.2 La casa onirica
L’infanzia trascorsa in Piemonte e Milano è idealizzata: la casa è un luogo
armonioso, simbolo di felicità, e riflette il legame profondo con il padre.
Citazione: “L’amore per mio padre mi dominava unico.”
Secondo Bachelard, la casa è una “grande culla” che riflette l’io. Con il tempo,
però, l’immagine dell’infanzia evolve, passando da visione idealizzata a prospettiva più
obiettiva.
2. La fabbrica e l’ingresso nel mondo degli adulti
2.1 Trasferimento e nuova ambientazione
La famiglia si trasferisce al Sud (Porto Civitanova), dove il padre dirige una
fabbrica chimica.
La natura affascina Sibilla, ma il contesto sociale, descritto come rozzo e
ipocrita, la disgusta.
2.2 Luoghi chiusi e oppressivi
La fabbrica e la casa diventano spazi claustrofobici e soffocanti, simbolo di
oppressione.
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Luoghi della memoria nella narrativa di Sibilla Aleramo

(Analisi di Sara Lorenzetti)

La memoria e la lontananza

La memoria in Una donna è collegata al tema della lontananza e al bisogno di comunicare. Il passato è evocato in modo frammentario e sfocato, risultando spesso irrecuperabile.

  1. “Una donna”: dalla casa onirica alla prigione

1.1 Tempo e ricordi sfocati

Il romanzo autobiografico segue il percorso di emancipazione della protagonista , narrato in prima persona.

  • La storia parte dall’infanzia libera e felice fino alla separazione dal marito e all’abbandono del figlio.
  • La narrazione alterna momenti cronologici e riflessivi, con ricordi descritti come febbrili e poco chiari.
  • Esempi: “Non ricordo come passassi quella notte”; “I ricordi che serbo sono come quelli della febbre.”

1.2 La casa onirica

  • L’infanzia trascorsa in Piemonte e Milano è idealizzata: la casa è un luogo armonioso, simbolo di felicità, e riflette il legame profondo con il padre.
  • Citazione: “L’amore per mio padre mi dominava unico.”
  • Secondo Bachelard, la casa è una “grande culla” che riflette l’io. Con il tempo, però, l’immagine dell’infanzia evolve, passando da visione idealizzata a prospettiva più obiettiva.
  1. La fabbrica e l’ingresso nel mondo degli adulti

2.1 Trasferimento e nuova ambientazione

  • La famiglia si trasferisce al Sud (Porto Civitanova), dove il padre dirige una fabbrica chimica.
  • La natura affascina Sibilla, ma il contesto sociale, descritto come rozzo e ipocrita, la disgusta.

2.2 Luoghi chiusi e oppressivi

  • La fabbrica e la casa diventano spazi claustrofobici e soffocanti, simbolo di oppressione.
  • Sibilla, impiegata nella fabbrica del padre, cerca un’affermazione personale ma finisce intrappolata nel mondo lavorativo.

2.3 Rottura con l’infanzia e crisi familiare

  • L’ingresso nell’età adulta rompe il legame con la casa dell’infanzia, ormai irrecuperabile.
  • La crisi familiare culmina nel tentato suicidio della madre, trasformando la casa in un luogo di dolore. Solo il fidanzamento della sorella porta un breve momento di serenità, che Sibilla vive come proiezione del proprio sogno infranto.

2.4 Solitudine e isolamento

  • Incapace di ritrovare un senso di appartenenza nella famiglia, Sibilla si isola. Si rifugia in una stanza tutta per sé, coltivando la propria tendenza alla solitudine.

Conclusione

Il percorso della protagonista in Una donna mostra una trasformazione profonda: la casa dell’infanzia, inizialmente simbolo di felicità e protezione, diventa un luogo di oppressione e crisi. La memoria, spezzata e frammentata, riflette il conflitto tra passato idealizzato e presente doloroso, culminando nella necessità di ribellione ed emancipazione.