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appunti lezione cinque - testo Merope IV, Appunti di Letteratura Italiana

appunti di letteratura italiana sul testo Merope IV di V. Imbriani

Tipologia: Appunti

2020/2021

Caricato il 28/06/2024

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Lezione 5 Merope IV di Vittorio Imbriani
capitolo 1- il mio scrittojo
il romanzo è scritto in prima persona, sembra che il protagonista si identifichi con l’autore, il narratore.
Il capitolo è aperto da due epigrafi: una francese di A. de Vigny, importante poeta romantico francese,
l’altra tedesca di H. Heine, importante poeta romantico tedesco.
La prima citazione allude al tema centrale di questo capitolo, quello dei ritratti. Il capitolo è giocato tutto su
cinque immagini della donna protagonista della vicenda. I ritratti a cui si riferisce Vigny sono ritratti
tradizionalmente pittorici, mentre i ritratti del capitolo di Imbriani sono ritratti fotografici. Il ritratto è una
specie di monumento del passato di qualcosa che è scomparsa e che lascia come ricordo il ritratto.
Die vierte= la quarta- allusione giocata apposta da Imbriani alla Merope IV , cioè alle tre meropi precedenti
dal destino tragico. La seconda citazione sembra alludere a un possibile esito tragico della vicenda. Come
sappiamo il romanzo sembra presentarsi come una tragedia ma in realtà terminerà con un finale per nulla
tragico.
Nelle prime righe Imbriani se la prende con l’amministrazione dell’Italia Unita; non è soddisfatto di come
l’Italia Unita si è realizzata.
C’è una descrizione di quello che c’è sullo scrittoio dell’autore(carte scritte, da scrivere…)
Armi bianche- armi da taglio come coltelli, spade, pugnali
Questo è un topos letterario che si trova in numerosi altri autori(il fatto di descrivere la propria scrivania)
Ci sono due tipi di persone e di scrivanie: chi tiene le scrivanie in modo ordinato e chi le tiene disordinate,
come il narratore-scrivania dove si accumula un insieme di cose disparate; Imbriani appassionato degli
elenchi. Imbriani ama il disordine- sembra dire che in questo disordine trova l’ispirazione-
Il romanzo si presenta già in partenza come un romanzo “disordinato”, non armonico
Sulla scrivania c’è anche la fotografia di un parlamentare, di un politico corrotto.
Si trova fra le palle= prigioniero di una fotografia, non può scappare perché sulla scrivania si trova solo in
fotografia. Viene quindi già presentato il tema della fotografia. Il paragrafo continua con questa lista di
oggetti scombinati e finisce con una citazione fuori luogo- passaggio tipico perché prende il dizionario per
fare una ricerca che non ha nulla a che vedere con il romanzo. Aleardi è uno di quegli scrittori che stanno
antipatici a Imbriani. Già qui c’è l’idea di una storia d’amore finita che non ritornerà più, una sorta di
nostalgia malinconica che poi ci conduce al tema del capitolo del romanzo(la storia d’amore tra
Quattr’asterischi e Merope IV)
Anche quello che segue è una citazione- due citazioni: Messiade- messias poema religioso sul messia.
Questo poema è stato tradotto da Barozzi nel 1858. Segue una sorta di polemica- incontra per caso la
Messiade tradotta da Barozzi e se la prende con il traduttore che fa errori di traduzione, non capisce nulla di
tedesco. Questo scatto di rabbia contro questo traduttore ottocentesco di un poema tedesco nel
settecento non centra nulla con il romanzo. È una citazione erudita che offre l’occasione all’autore di fare
una tirata polemica. Questo tipo di struttura ad albero, dove la storia principale c’è ma fatica a partire.
Questo tipo di divagazione continua è la tecnica “scostruttiva” di questo libro.
Pag 46= qui inizia la storia; non è l’inizio vero e proprio della storia ma è un’anticipazione di quella che sarà
la storia. Si parla di fotografie
C’è una citazione della Merope di Alfieri- allusione al marito
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Lezione 5 Merope IV di Vittorio Imbriani capitolo 1- il mio scrittojo il romanzo è scritto in prima persona, sembra che il protagonista si identifichi con l’autore, il narratore. Il capitolo è aperto da due epigrafi: una francese di A. de Vigny, importante poeta romantico francese, l’altra tedesca di H. Heine, importante poeta romantico tedesco. La prima citazione allude al tema centrale di questo capitolo, quello dei ritratti. Il capitolo è giocato tutto su cinque immagini della donna protagonista della vicenda. I ritratti a cui si riferisce Vigny sono ritratti tradizionalmente pittorici, mentre i ritratti del capitolo di Imbriani sono ritratti fotografici. Il ritratto è una specie di monumento del passato di qualcosa che è scomparsa e che lascia come ricordo il ritratto. Die vierte= la quarta- allusione giocata apposta da Imbriani alla Merope IV , cioè alle tre meropi precedenti dal destino tragico. La seconda citazione sembra alludere a un possibile esito tragico della vicenda. Come sappiamo il romanzo sembra presentarsi come una tragedia ma in realtà terminerà con un finale per nulla tragico. Nelle prime righe Imbriani se la prende con l’amministrazione dell’Italia Unita; non è soddisfatto di come l’Italia Unita si è realizzata. C’è una descrizione di quello che c’è sullo scrittoio dell’autore(carte scritte, da scrivere…) Armi bianche- armi da taglio come coltelli, spade, pugnali Questo è un topos letterario che si trova in numerosi altri autori(il fatto di descrivere la propria scrivania) Ci sono due tipi di persone e di scrivanie: chi tiene le scrivanie in modo ordinato e chi le tiene disordinate, come il narratore-scrivania dove si accumula un insieme di cose disparate; Imbriani appassionato degli elenchi. Imbriani ama il disordine- sembra dire che in questo disordine trova l’ispirazione- Il romanzo si presenta già in partenza come un romanzo “disordinato”, non armonico Sulla scrivania c’è anche la fotografia di un parlamentare, di un politico corrotto. Si trova fra le palle= prigioniero di una fotografia, non può scappare perché sulla scrivania si trova solo in fotografia. Viene quindi già presentato il tema della fotografia. Il paragrafo continua con questa lista di oggetti scombinati e finisce con una citazione fuori luogo- passaggio tipico perché prende il dizionario per fare una ricerca che non ha nulla a che vedere con il romanzo. Aleardi è uno di quegli scrittori che stanno antipatici a Imbriani. Già qui c’è l’idea di una storia d’amore finita che non ritornerà più, una sorta di nostalgia malinconica che poi ci conduce al tema del capitolo del romanzo(la storia d’amore tra Quattr’asterischi e Merope IV) Anche quello che segue è una citazione- due citazioni: Messiade- messias poema religioso sul messia. Questo poema è stato tradotto da Barozzi nel 1858. Segue una sorta di polemica- incontra per caso la Messiade tradotta da Barozzi e se la prende con il traduttore che fa errori di traduzione, non capisce nulla di tedesco. Questo scatto di rabbia contro questo traduttore ottocentesco di un poema tedesco nel settecento non centra nulla con il romanzo. È una citazione erudita che offre l’occasione all’autore di fare una tirata polemica. Questo tipo di struttura ad albero, dove la storia principale c’è ma fatica a partire. Questo tipo di divagazione continua è la tecnica “scostruttiva” di questo libro. Pag 46= qui inizia la storia; non è l’inizio vero e proprio della storia ma è un’anticipazione di quella che sarà la storia. Si parla di fotografie C’è una citazione della Merope di Alfieri- allusione al marito

Prima presentazione della protagonista Merope. Le fotografie sono cinque e sono in ciascuna la stessa persona però in ciascuna differente perché queste fotografie sono prese in cinque tempi diversi, segnano cinque tappe del romanzo che stiamo per leggere, cinque momenti che ritroveremo nel corso della vicenda. Pag 47 riga 7- Una sorta di dichiarazione d’amore Chi sta scrivendo, quindi il proprietario di questo scrittoio è Quattr’asterischi, è il protagonista di questo romanzo d’amore. Da una parte il narratore si identifica con il suo protagonista, confessando che il romanzo è autobiografico, dall’altra sostiene ripetutamente che si tratta di una storia inventata, distaccata dalla propria personalità di narratore. Prima descrizione della fotografia(tra pag 47 e 48) Descrizione di cinque fotografie Imbriani è affascinato dalla pettinatura femminile ma anche dall’abbigliamento- ci sono descrizioni molto precise del vestito della signora Merope IV Presente il tema del feticismo: concentrazione della carica erotica su un particolare(fisico o di abbigliamento) Merope è una persona nervosa, tesa. I ritratti sono cinque: il primo rimanda al capitolo secondo del romanzo, il secondo ritratto rimanda al capitolo settimo, il terzo ritratto rimanda al capitolo quattordicesimo, il quarto al capitolo diciottesimo e il quinto rimanda al capitolo ventitre. Questo significa che le cinque fotografie anticipano cinque ritratti che corrispondono a cinque capitoli nell’ordine del romanzo, come se queste fotografie fossero una specie di riassunto del testo. Sono cinque ritratti della stessa donna. Pag 48- descrizione della seconda fotografia Il secondo ritratto è un medaglione, cioè una fotografia circolare, come si usava nell’800. È una fotografia dalla vita in su; è una fotografia ravvicinata. Si ferma di nuovo affascinato dai capelli. Pompeiano= rimanda a Pompei, allo stile classico, all’oreficeria antica, di stile neoclassico. Descrive nel dettaglio questi due orecchini. Da notare l’estrema precisone microscopica, quasi da gioielliere che descrive due orecchini, un dettaglio del ritratto dell’abbigliamento di questa signora. Ancora una volta passa dai gioielli al vestiario. Attenzione da critico d’arte- tono-sfumatura del colore. Qui parte dagli orecchini, poi passa al colletto(quindi il collo); la signora ha al collo una cravattina ricamata a foglie e questa cravattina è come una freccia che indica il seno. La bellezza nascosta alla quale il viandante si può abbeverare sono i seni, la scollatura della bella signora. Anticipa poi il tema dei capitoli successivi; il romanzo consiste nella vicenda di una coppia dove c’è la signora sposata e il giovanotto che le fa una corte serrata(giovane militare napoletano, si innamora della signora e vuole farla sua) e per un certo numero di capitoli questo corteggiamento non ha esito felice, cioè la signora non consente, rifiuta le avance del giovane e soltanto in un secondo momento si concede all’amante. Si tratta di una storia abbastanza convenzionale. La terza fotografia cita i promessi sposi(pag 49) Citazione a Manzoni e allusione a certa pittura di genere Statua del Commendatore= allusione al don Giovanni di Mozart Fascino della caviglia come zona erotica nell’800- evidente l’aspetto feticista

Giordano Bruno= grande filosofo e letterato del tardo cinquecento molto ammirato da Imbriani Vincenzo Gioberti=filosofo illustre moderno Augusto Vera= insegnate di filosofia in varie università, anche a Napoli- bestia nera di Imbriani Dio(se v’è un dio) li abbia in gloria= Imbriani è ateo, ma è anche un ateo aggressivo- ci sono delle pagine blasfeme, contro la religione cattolica, è contro la religione non soltanto nelle sue manifestazioni istituzionali, contro la Chiesa, ma anche contro la fede. Non è un ateismo passivo, ma agitatorio, fa coppia con questi scatti polemici di Imbriani contro i politici, letterati del presente. Manifestazione di superiorità-la donna legge e scrive ma fa degli errori di ortografia- Il capitolo finisce con tre righe di puntini- non sono un taglio del curatore ma sono presenti nella prima edizione del romanzo, come per dire che il capitolo è incompiuto oppure l’autore ha fatto un’operazione di autocensura, cioè ha deciso di non trascrivere quello che avrebbe voluto trascrivere. Questo tipo di ellissi si ritrova anche in altri luoghi del romanzo. Si tratta di un romanzo finito ma nello stesso tempo ha dei buchi. Imbriani si compiace di inserire delle lacune nel suo testo. Narratore anticonformista, anche dal punto di vista della struttura del romanzo. Queste righe sostituiscono le citazioni che l’autore avrebbe dovuto trascrivere