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Appunti matematica e statistica
Tipologia: Sintesi del corso
1 / 30
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Teoria intuitiva degli insiemi
Def: un insieme è una collezione di oggetti avente un criterio oggettivo che permette di stabilire univocamente se un
oggetto vi appartenga o no.
A = {1,2,3,4,5….} oppure B={numeri dispari}
Def: Dati due elementi A,B, diremo che B è sottoinsieme di A e scriveremo BA, se per ogni elemento xB si ha che
xA.
Inoltre, se B è effettivamente diverso da A, ossia che A contiene elementi che non appartengono a B, allora diremo che
B è sottoinsieme proprio di A e scriveremo BA, oppure BA
Postulato insieme vuoto:
Esiste uno, ed un solo, insieme vuoto , indicato con , tale che per ogni elemento x si ha x
Teoremi sull’insieme vuoto:
L’insieme vuoto è unico
L’insieme vuoto è sottoinsieme di ogni insieme
L’ insieme universo , indicato con , è l’insieme contente il maggior numero di elementi che ci interessa considerare.
In generale, lo si può definire come l’insieme che contiene ogni altro insieme.
Operazioni elementari tra due insiemi A,B:
AB è l’insieme che contiene sia gli elementi appartenenti ad A che gli elementi appartenenti a B
AB è l’insieme che contiene gli elementi che appartengono ad A ma non a B
A\B è l’insieme degli elementi che appartengono ad A ma non a B
AxB è l’insieme di tutte le coppie ordinate del tipo: AxB={(a;b)| aA, bB}
Il prodotto cartesiano di un insieme per sé stesso, AxA è indicato con A
2
e, in generale, l’insieme delle n-uple
ordinate di elementi di A è indicato con A
n
Proprietà delle operazioni:
Proprietà ASSOCIATIVA
Proprietà COMMUTATIVA
Proprietà DISTRIBUTIVA
Probabilità
Def: si definisce spazio degli eventi , l’insieme universo contenente tutti gli eventi e si indica con
Def: si definisce prova un esperimento caratterizzato da due o più possibili risultati, per il quale esiste incertezza circa il
risultato che si realizzerà
Def: Un evento è un avvenimento, descritto da una preposizione, che può accadere o non accadere.
Chiameremo:
Eventi certi , gli eventi che accadono con certezza e li indicheremo con (poiché lo spazio degli eventi
, contiene tutto ciò che deve accadere e quindi è l’evento certo).
Eventi impossibili , gli eventi che non possono mai verificarsi e si indicano con
Eventi aleatori , gli eventi il cui verificarsi dipende dal caso, ossia possono accadere ma senza certezza.
Eventi semplici , i singoli eventi E i
, risultati della prova
Eventi composti , gli eventi costituiti da operazioni tra eventi semplici
Eventi incompatibili , due eventi A e B tali che il verificarsi di uno esclude il verificarsi dell’altro e,
dunque, si ha AB=
Eventi esaustivi o compatibili , due eventi A e B tali che il verificarsi di uno non esclude il verificarsi
dell’altro e si ha AB=
Ci sono due metodi per attribuire una probabilità ad eventi semplici:
A PRIORI, in funzione di ipotesi teoriche sulla natura degli eventi semplici
A POSTERIORI, in funzione di misurazioni effettuate sul fenomeno che si sta studiando
Def: Dato uno spazio degli eventi , allora la probabilità è una funzione p: - > [0;1], se verifica i tre
assiomi seguenti:
Per ogni E risulta P(E)≥ 0
Sia I un evento certo, allora P(I)=P()=
Siano A,B due eventi incompatibili, allora P(AB)= P(A) + P(B)
Siano A,B eventi incompatibili, allora p(AB)= p(A) + p(B)
Sia E
𝑎𝑟𝑒𝑎 Ω
𝑎𝑟𝑒𝑎 Ω
= 1 per l’assioma 1 𝑝(∅) =
𝑎𝑟𝑒𝑎 ∅
𝑎𝑟𝑒𝑎 Ω
= 0 per l’assioma 2
𝑎𝑟𝑒𝑎 𝐸
𝑎𝑟𝑒𝑎 Ω
≥ 0 rapporto tra due aree 𝑝(𝐸) =
𝑎𝑟𝑒𝑎 𝐸
𝑎𝑟𝑒𝑎 Ω
≤ 1 area E ≤ area
Se A, B sono eventi incompatibili allora AB=:
Siano A,B eventi qualsiasi, allora p(AB) = p(A) + p(B) – p(AB)
Siano A,B e C tre eventi qualsiasi, allora p(ABC) = p(A) + p(B) + p(C) – p(AB) – p(BC) – p(CA)
p(E
C
) = 1 – p(E)
Def: Due eventi A e B si dicono indipendenti se il verificarsi dell’uno NON influisce sul verificarsi dell’altro.
Due eventi A e B si dicono indipendenti se e solo se p(AB) = p(A)*p(B)
Vogliamo trovare un modo per calcolare la probabilità di un evento B sapendo che è avvenuto un altro evento A. Questa
informazione cambia lo spazio degli eventi; sapere che, per calcolare la probabilità richiesta l’evento A è accaduto,
significa considerare solo il sottoinsieme A nell’intero spazio degli eventi => consideriamo il sottoinsieme A come il
nuovo spazio degli eventi A=. In questa casistica l’evento B è rappresentato dall’insieme BA. Avremo:
𝑎𝑟𝑒𝑎 𝐸
𝑎𝑟𝑒𝑎 Ω
𝑎𝑟𝑒𝑎 𝐵∩𝐴
𝑎𝑟𝑒𝑎 𝐴
Siano due eventi A e B qualsiasi:
Siano A 1
2
n
partizioni dell’insieme , ossia A 1
2
n
Teorema: 𝑝
𝐶
𝐶
Frequenze
Def: si definisce frequenza assoluta il numero di volte in cui un certo evento E accade
Def: si definisce frequenza relativa la quantità 𝑓 𝑟
𝑛° 𝑐𝑎𝑠𝑖 𝑓𝑎𝑣𝑜𝑟𝑒𝑣𝑜𝑙𝑖
𝑛° 𝑐𝑎𝑠𝑖 𝑝𝑜𝑠𝑠𝑖𝑏𝑖𝑙𝑖
La frequenza relativa è considerata probabilità se il numero di prove indipendenti condotte è abbastanza alto. Perché le
frequenze relative misurino davvero la distribuzione di probabilità devono essere verificate tre ipotesi importanti:
Generazione 1
Voglio ricavare le frequenze dei genotipi della G1 in funzione delle frequenze dei genotipi della G
Definiamo: P 1
= p(AA), frequenza genotipo omozigote dominante nella G
1
= p(Aa), frequenza genotipo eterozigote nella G
1
= p(aa), frequenza genotipo omozigote recessivo nella G
p(AA) = p(A)*p(A) = p o
= p o
2
=> P 1
= p o
2
p(Aa) = p(A)* p(a) = p o
1
= 2* p o
q o
p(aa) = p(a)*p(a) = q o
= q o
2
1
= q o
2
Ragionando come prima, le frequenze della G1 saranno:
p 1
1
1
= p o
2
q o
= p o
2
q o
= p o
(p o
+q o
) = p o
q 1
1
1
= q o
2
q o
= q o
2
q o
= q o
(q o
+p o
) = q o
Generazione 2
Tramite p 1
, q 1
calcolo P 2
2
2
p(AA) = p(A)*p(A) = p 1
= p 1
2
2
= p 1
2
= p o
2
p(Aa) = p(A)* p(a) = p 1
2
= 2* p 1
q 1
= 2*p o
q o
p(aa) = p(a)*p(a) = q 1
= q 1
2
=> R 2
= q 1
2
= q o
2
Le frequenze alleliche e genotipiche si sono conservate nelle generazioni, questa conservazione di dati prende il nome
di equilibrio di Hardy-Weinberg e si può applicare solamente in popolazioni ideali => no selezione naturale o
migrazioni di individui.
Denomino esperimento binomiale o di bernoulli , un esperimento che abbia solamente 2 possibili esiti:
Successo p
Insuccesso 1-p
Avremo che la probabilità di avere k successi in n prove effettuate è:
Calcolo combinatorio
Principio base: se devi compiere k scelte, e per la scelta i-esima hai n i
alternative possibili, allora il numero totale di
alternative possibili per la k scelte è n 1
*n 2
…n k
Def: una disposizione di n elementi di classe k (1≤k≤n) è una qualunque disposizione ordinata di essi
𝑛,𝑘
Def: una disposizione con ripetizione di n elementi con classe k è una disposizione ordinata in cui considero anche
i
raggruppamenti aventi elementi ripetuti
𝑛,𝑘
𝑘
Def: una disposizione di classe n di n elementi viene chiamata permutazione di n elementi
𝑛
𝑛,𝑛
Combinazioni
Def: una combinazione di n elementi di classe k è un sottoinsieme di k elementi presi dagli n
𝑛,𝑘
𝑛,𝑘
𝑘
Considero un esperimento con due soli esiti che classifico in:
P - > successo
Q=1-P - > insuccesso
E ripeto l’esperimento n volte. La probabilità di avere esattamente k successi in n prove è data da: 𝐵
𝑛,𝑘
𝑛
𝑘
𝑘
𝑛−𝑘
Quartili
I quantili si riferiscono ad una suddivisione in 4 parti uguali (dette anche classi).
Def: Dati dei valori x 1 ,…,xn, e suddiviso l’insieme di tali valori in 4 parti distinte, si dicono quartili i 3 valori agenti da
per i 4 sottoinsiemi prima citati.
Primo quartile: unità di osservazione che ha la proprietà di avere sotto di sé un quarto dei dati della distribuzione
[
𝑛
4
]+ 1
𝑛
4
è 𝑖𝑛𝑡𝑒𝑟𝑜
𝑥𝑛
4
4
2
𝑛
4
𝑛𝑜𝑛 è 𝑖𝑛𝑡𝑒𝑟𝑜
Secondo quartile= mediana
Terzo quartile:
[
3 𝑛
4
]+ 1
3 𝑛
4
è 𝑖𝑛𝑡𝑒𝑟𝑜
𝑥 3 𝑛
4
4
2
3 𝑛
4
𝑛𝑜𝑛 è 𝑖𝑛𝑡𝑒𝑟𝑜
Def: dato un insieme di dati x1, … , xn la moda è il valore più frequente nell’insieme.
La misura della media non dà indizi sulla reale dispersione dei dati, cioè quanti sia effettivamente ampio l’insieme dei
dati considerato.
Esempio:
Range dati 1:
Media = 0
Range dati 2:
Media = 0
La media è uguale ma il range considerato è notevolmente diverso.
Introduciamo degli indici per dare un’idea sull’ampiezza dell’insieme dati considerato:
Siano x 1
, … , x n
dati ordinati, si definisce:
Intervallo di variabilità come l’indice di dispersione dei dati δ= x max
Varianza è la media degli scarti della media elevati al quadrato
2
𝑖
2
𝑛
𝑖= 1
𝑖
𝑖
2
𝑘
𝑖= 1
Deviazione standard è la radice della varianza
2
Coefficiente di variazione è il rapporto tra la deviazione standard e la media ed è adimensionale
Proprietà della varianza:
Dati x 1
, … , x n
2
𝑖
2
𝑖
2
L’analisi di regressione bivariata parte dall’ipotesi che vi sia una relazione asimmetrica (casuale) tra una coppia di variabili
x e y.
L’idea di fondo è di descrivere la relazione tra le due variabili in modo tale da rendere possibile l’utilizzo dei valori di
una variabile (indipendente) per prevedere i valori dell’altra (dipendente). Il tipo di relazione ricercata è quella lineare,
ossia una retta di equazione generale y=mx+q.
I parametri m e q si dicono anche coefficienti di regressione ed hanno un preciso significato.
Il parametro m è una stima dei valori di y nel caso in cui x=
Il parametro q indica quanto varia y in corrispondenza di una variazione unitaria di x; in altre parole, indica
cosa succede a y al variare di x (varia di una unità)
Come si calcolano i coefficienti di regressione:
𝑥𝑦
𝑥𝑥
𝑥𝑥
𝑖
2
𝑛
𝑖= 1
𝑥𝑦
𝑖
𝑖
𝑛
𝑖= 1
Dove 𝑦̅ = 𝑚𝑒𝑑𝑖𝑎 (𝑦
𝑖
) e 𝑥̅ = 𝑚𝑒𝑑𝑖𝑎 (𝑥
𝑖
Def: Si definiscono, più in generale, funzioni potenza o allometriche , le funzioni del tipo y=kx
n
con n numero intero.
Distinguiamo 4 casi generali:
Dove i grafici sono relativamente simili alla parabola
Caratteristiche:
Dominio: ℝ
Codominio: [0, +∞ [
f(x)=0 se e solo se x=0; f(x)>0 per ogni x ℝ
f(x) = f(-x) per ogni x ℝ
Si dicono funzioni quadratiche le funzioni del tipo y=mx
2
+q
Dove i grafici sono del tipo:
Caratteristiche:
Dominio: ℝ
Codominio: ℝ
Dove i grafici sono del tipo:
Caratteristiche:
Dominio: ℝ-{0}
Codominio: ]0, +∞ [
f(x) = f(-x) per ogni x ℝ, x ≠ 0
Dove i grafici sono relativamente simili all'iperbole equilatera
Caratteristiche:
Dominio: ℝ- {0}
Codominio: : ℝ- {0}
f(x) = - f(-x) per ogni x ℝ, x ≠ 0
Una funzione avente equazione y =
k
x
due variabili.
Funzione avente equazione contenente un valore assoluto. Consideriamo, ad esempio y=|x|, si ha che per x<0 il grafico
della funzione coincide con quello della semiretta di equazione y=-x e per x≥0 con quello della semiretta y=x
Caratteristiche:
Dominio: ℝ
f(x)≥0 per ogni x ℝ; f(x)=0 se e solo se x=
f(x) = f(-x) per ogni x ℝ
La funzione composta è una funzione che si ottiene mediante l'operazione di composizione di due funzioni. In sintesi
la funzione composta si definisce applicando la seconda funzione alle immagini della prima.
Def: Date due funzioni f: A→B e g: B→C, definiamo funzione composta la funzione h: A→C.
Per costruirla partiamo dall’elemento xA e applichiamo la funzione f: otterremo l’immagine f(x)B. Ora applichiamo
ad f(x) la funzione g: otterremo l’immagine di f(x) in C, ossia l’elemento g(f(x)).
Date y=f(x) e z=g(x) la funzione composta fog=g(f(x))
Esponenziali e logaritmi
Def: Una funzione f(x) della forma y=a
x
avente a>0 è detta funzione esponenziale.
Si distinguono tre casi per tracciarne il grafico:
Def: Una funzione f(x) della forma 𝑦 = log 𝑎
𝑥 avente x≥0, a>0 è detta funzione logaritmica
Si distinguono tre casi per tracciarne il grafico:
Tra le funzioni esponenziali e logaritmiche, si incontrano con particolare frequenza quelle la cui base è il numero di
Nepero: e=2.7. Avremo quindi per esponenziale e
x
e per logaritmo log
𝑒
𝑥 = ln 𝑥.
Proprietà dell’esponenziale:
Derivano dalle proprietà delle potenze:
Def: Dato aR, a≠1, il logaritmo in base a del prodotto di due numeri reali positivi è uguale alla somma dei
logaritmi in base a dei singoli fattori.
log
𝑎
(𝑏 ∗ 𝑐) = log
𝑎
𝑏 + log
𝑎
Def: Dato aR, a≠1, il logaritmo in base a del quoziente di due numeri reali positivi è uguale alla differenza
dei logaritmi in base a del dividendo e del divisore.
log
𝑎
) = log
𝑎
𝑏 − log
𝑎
Def: Dato aR,a>0, a≠1, il logaritmo in base a della potenza ad esponente reale di un numero positivo è uguale
al prodotto dell’esponente per il logaritmo in base a del numero assegnato.
log
𝑎
𝑛
) = 𝑛 ∗ log
𝑎
log
𝑎
log
𝑐
log
𝑐
Con a>0, b>0, c>0 e a≠1, c≠ 1