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Il processo di budgeting e il controllo budgetario, Appunti di Programmazione e controllo

Il processo di budgeting e il controllo budgetario, strumenti utilizzati per definire gli obiettivi aziendali e controllare i risultati ottenuti. Vengono descritti i vantaggi del controllo budgetario, la creazione del budget, il processo top down e bottom up, il budget selfimposed, i fattori di successo del processo di budgeting e il coordinamento dei diversi budget. Viene inoltre descritto il budget delle vendite, degli incassi, degli acquisti e della MOD. informazioni utili per gli studenti di economia e management.

Tipologia: Appunti

2023/2024

In vendita dal 06/02/2024

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PCG SECONDA PARTE:
PROFIT PLANNING
Il budget rientra fra gli strumenti che ci permettono di fare un controllo ex post sui risultati
ottenuti ma soprattutto, esplicitare in maniera chiara, sintetica, numerica gli obiettivi che
abbiamo definito in sede di pianificazione. Gli obiettivi contenuti all’interno della
pianificazione (tipicamente 3-5 anni) saranno poi formalizzati e declinati all’interno del
budget (tipicamente annuale). Il budget risponde a due esigenze fra loro complementari:
-programmazione: ex ante serve per declinare gli obiettivi e deve generare omogeneita fra i
diversi obiettivi delle diverse aree
-controllo: e proprio guardando al budget, nel quale ho inseriti i miei obiettivi, che riesco a ad
attivare un meccanismo di tipo feedback (ADS) (il budget, infatti, si va a porre un po’ come il
benchmark sul quale commisurare i risultati. La periodicita puo anche essere sul trimestre,
quadrimestre. Si divide su di essi in modo da configurare controllo anche in corso di marcia
(feedforward).
QUALI SONO I VANTAGGI TIPICI DEL CONTROLLO BUDGETARIO:
- Definisce in modo chiaro quali sono i nostri obiettivi per ogni area
- Serve per la scoperta di eventuali colli di bottiglia che potrebbero bloccare processo
produttivo (a maggio osservo che potrei avere problemi perche mancano le mp, evito
collo di bottiglia ordinando le mp)
- Mezzo per l’allocazione delle risorse
- Programmazione per il futuro
- Comunica gli obiettivi perseguiti
- Coordina le attività
Chi crea il budget:
-processo top down
-processo bottom up: self imposed budget, ognuno dei soggetti che partecipa si auto impone
un obiettivo da perseguire. Tuttavia, poi, la macro-decisione sugli obiettivi da perseguire
dovra essere presa considerando coordinatamente e integratamente tutte le aree
aziendali. Tale modello permette un maggiore coinvolgimento da parte dei dipendenti in
quanto, se e auto imposto, non posso dare la colpa a nessuno riguardo la sbagliata
programmazione. Piu coinvolgimento che porta a maggiore motivazione. Attivita di budget
rischia di diventare sterile: deve essere motivante senno si configura come mero controllo
ex post.
VANTAGGI DERIVANTI DALL’UTILIZZO DI UN BUDGET SELFIMPOSED:
1. Ogni membro della piramide aziendale e considerato importante e partecipa al
processo di budgeting
2. Stime di budget redatte dai responsabili di unità organizzativa sono spesso piu
accurate di quelle fatte dal top management
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Scarica Il processo di budgeting e il controllo budgetario e più Appunti in PDF di Programmazione e controllo solo su Docsity!

PCG SECONDA PARTE:

PROFIT PLANNING

Il budget rientra fra gli strumenti che ci permettono di fare un controllo ex post sui risultati ottenuti ma soprattutto, esplicitare in maniera chiara , sintetica , numerica gli obiettivi che abbiamo definito in sede di pianificazione. Gli obiettivi contenuti all’interno della pianificazione (tipicamente 3-5 anni) saranno poi formalizzati e declinati all’interno del budget (tipicamente annuale). Il budget risponde a due esigenze fra loro complementari:

  • programmazione: ex ante serve per declinare gli obiettivi e deve generare omogeneita fra i diversi obiettivi delle diverse aree
  • controllo: e proprio guardando al budget, nel quale ho inseriti i miei obiettivi, che riesco a ad attivare un meccanismo di tipo feedback (ADS) (il budget, infatti, si va a porre un po’ come il benchmark sul quale commisurare i risultati. La periodicita puo anche essere sul trimestre, quadrimestre. Si divide su di essi in modo da configurare controllo anche in corso di marcia ( feedforward). QUALI SONO I VANTAGGI TIPICI DEL CONTROLLO BUDGETARIO:
    • Definisce in modo chiaro quali sono i nostri obiettivi per ogni area
    • Serve per la scoperta di eventuali colli di bottiglia che potrebbero bloccare processo produttivo (a maggio osservo che potrei avere problemi perche mancano le mp, evito collo di bottiglia ordinando le mp)
    • Mezzo per l’allocazione delle risorse
    • Programmazione per il futuro
    • Comunica gli obiettivi perseguiti
    • Coordina le attività Chi crea il budget:
    • processo top down
    • processo bottom up: self imposed budget, ognuno dei soggetti che partecipa si auto impone un obiettivo da perseguire. Tuttavia, poi, la macro-decisione sugli obiettivi da perseguire dovra essere presa considerando coordinatamente e integratamente tutte le aree aziendali. Tale modello permette un maggiore coinvolgimento da parte dei dipendenti in quanto, se e auto imposto, non posso dare la colpa a nessuno riguardo la sbagliata programmazione. Piu coinvolgimento che porta a maggiore motivazione. Attivita di budget rischia di diventare sterile: deve essere motivante senno si configura come mero controllo ex post. VANTAGGI DERIVANTI DALL’UTILIZZO DI UN BUDGET SELFIMPOSED:
    1. Ogni membro della piramide aziendale e considerato importante e partecipa al processo di budgeting
    2. Stime di budget redatte dai responsabili di unità organizzativa sono spesso piu accurate di quelle fatte dal top management
  1. Motivazione più elevata quando gli individui partecipano al processo di definizione degli obiettivi
  2. Budget auto imposti eliminano la scusa che fossero poco realistici gli individui tracciano gli obiettivi che loro stessi dovranno perseguire. Nonostante i numerosi vantaggi dei budget self imposed, in azienda, spesso si preferisce una linea guida che parte dal top management (avviano il processo di budget emanando le linee guida di massima in termini di profitti e/o vendite) IL SUCCESSO ALL’INTERNO DEL PROCESSO DI BUDGETING DIPENDE DA 3 FATTORI:
  3. Top management deve essere entusiasta e impegnato nel processo di bilancio
  4. L’alta direzione non deve utilizzare il budget per fare pressione sui dipendenti o incolparli quando qualcosa va storto.
  5. Solitamente gli obiettivi di budget sono altamente raggiungibili e i manager vengono responsabilizzati in base agli obiettivi raggiunti Qualora non fosse imposto dall’alto e necessario un organo che coordini tutti i diversi budget ai diversi livelli. All’interno di esso troviamo solitamente: manager, controller e il board… Serve per coordinare tutti i budget per far sì che siano coerenti prima di proporli ed assolve a due funzioni: a) Questioni politiche relative al bilancio b) Coordinare la preparazione del bilancio COME SI AVVIA IL PROCESSO DI BUDGETING? PASSO N.1: budget delle vendite : quantifica gli obiettivi in termini di volume di vendita che riteniamo di conseguire in un dato arco temporale. Qua riscontriamo subito un primo problema, a quale dimensione riferiamo il budget?
  • Singolo prodotto
  • Famiglia di prodotto (categoria omogenea di prodotti)
  • Intera azienda (nel caso del piano industriale avevo considerato ricavi aziendali a livello complessivo) La prima informazione di tutto il processo di budgeting ci giunge dal reparto vendite: quanto pensiamo di vendere quest’anno? Ci fornisce informazioni relative a:
  • quanto devo vendere?
  • prezzo di vendita?
  • quando devo incassare?
  • percentuale dei crediti non solvibili Passiamo dunque ad esaminare il BUDGET DEGLI INCASSI : esprime quanto denaro incasseremo dalle vendite all’interno del trimestre

PASSO N.2: budget della produzione Reperisce informazioni anche dal budget delle vendite soprastante. Si determinano gli obiettivi delle vendite e in seguito, a ritroso, ci si predispone budget della produzione per raggiungere tale obiettivo. Gli input informativi sono quindi: obiettivi di vendita saranno necessariamente diversi dal budget della produzione in quanto dobbiamo considerare la gestione delle scorte di magazzino (serve come sicurezza per poter consegnare prodotti ai clienti nei momenti anche di eventuali intoppi). La gestione delle scorte dipende fisiologicamente dai volumi di vendita Partiamo dunque dalle vendite previste per ogni mese per poi andare a sommare, sempre per ogni mese, le rimanenze finali di prodotti finiti e sottrare le rimanenze iniziali di prodotti finiti. N.B. Le rimanenze finali in questo caso sono calcolate come il 20% del mese successivo. Le rimanenze iniziali sono invece calcolate tenendo il valore relativo alle rimanenze finali del mese precedente Queste sono le hp fondamentali! Il budget della produzione si configura come input per il budget della MOD e delle MP. BUDGET MP : Si parte dall’input proveniente dal budget della produzione, in particolare da quanto si vuole produrre considerando quanto si vuole vendere. A tale valore si aggiungono le rimanenze finali di materie prime e togliendo le esistenze iniziali di materie prime. Le rimanenze finali di materie prime sono calcolate come il 10% della produzione del mese

successivo. Tale valore poi andra a costituire il valore delle esistenze iniziali nel mese dopo. Abbiamo che 5 pounds sono la quantita di materie prime che servono per produrre un’unita. Tramite la moltiplicazione si trova quindi la quantita di pounds necessaria affinche sia prodotta la quantita di prodotti richiesta. Qua, tuttavia, dovremo andare ad aggiungere le rimanenze finali e detrarre le esistenze iniziali di mp. Dove le RF si calcolano come il 10% del mese successivo e forniranno da input per le EI del mese successivo. Attraverso questo processo viene trovato il materiale che deve essere comprato! Questo punto si puo calcolare il budget degli acquisti , utile per visualizzare per ogni mese le uscite di cassa dovute ad acquisti di mp. Si ha l’incasso per meta nel mese stesso e meta nel mese successivo. A seguito del budget delle materie prime si passa al budget della MOD. Qua non varranno le stesse considerazioni fatte nel caso delle materie prime in quanto si tratta di due costi di tipo diverso! Le materie prime, infatti, sono risorse produttive correnti : si acquistano per svolgere un solo ciclo produttivo. Diverse da esse, sono appunto le risorse produttive strutturali : si tratta di un fattore produttivo che e presente in azienda in maniera permanente con orizzonte temporale di periodo medio-lungo. Tali fattori presentano una

generali sono determinati sulla base delle ore di lavoro). Si passa quindi ai costi generali fissi, detraendo i costi non monetari (non rilevano una vera e propria uscita di denaro). BUDGET MAGAZZINO PRODOTTI FINITI : e la sintesi di tutte le voci sinora viste. Comprende infatti tutti i costi di produzione All’interno dei costi generali sono considerati anche i costi non monetari!!!! Facciamo questa manovra affinche risulti noto il valore del magazzino a fine trimestre. Infatti, 5000 deriva dalle rimanenze finali contenute all’interno del budget della produzione. Queste saranno valorizzate al valore del costo di produzione! Il valore di 202.000 viene fuori considerando la quantità di prodotti che si deve produrre. BUDGET DEI COSTI GENERALI AMMINISTRATIVI E COMMERCIALI: da hp sappiamo che i costi variabili sono calcolati sul totale dell’obiettivo delle unita prodotte. Per il resto vale quanto gia detto per i costi generali di produzione.

Fino a qua abbiamo esaminato i budget funzionali/operativi: si riferiscono ai singoli CDR e sono concentrati sulle risorse utilizzate nell’ambito della produzione. La parte conclusiva del budget e formata da 3 prospetti che insieme fanno il “master budget ”:

  • budget dei flussi di cassa
  • budget economico
  • budget finanziario e patrimoniale La differenza più significativa è che dal budget dei flussi di cassa si riacquista una visione d’insieme. Qua abbiamo un quadro di obiettivi riferiti all’azienda nel complesso e non alle singole unita organizzative. Lo scopo del master budget e rappresentare quello che dovrebbe essere il risultato di sintesi che l’azienda puo raggiungere qualora le unita organizzative raggiungano gli obiettivi assegnati! Essi vengono costruiti per consolidament o. Il master budget e utile alla direzione ovvero a coloro che sono deputati a definire la strategia, per vedere gli obiettivi che l’azienda dovra perseguire nel medio-lungo termine. Si va a verificare se i risultati che il budget e in grado di generare sono in linea, o meno con il progetto strategico. Si pone quindi, come uno strumento di controllo attraverso cui si valuta la coerenza con sistemi d’obiettivi e progetto strategico. Infatti, durante il processo di budgeting, ci si puo trovare in situazioni di disallineamento tra programma strategico e obiettivo fissati, cio spesso e possibile poiche, qualora il budget sia costruito con aspetto partecipativo, e sì vero che il personale e piu motivato, abbiamo la definizione di obiettivi piu realistici ecc.… dall’altra parte pero il coinvolgimento puo portare a discussioni, contrapposizioni di interessi nelle varie funzioni aziendali (es. per massimizzare le vendite si amplia la gamma dei prodotti offerta che crea problemi nel reparto di logistica e produzione, per risolvere la contrapposizione si cerca di identificare obiettivi compatibili fra le varie unita organizzative.) Si instaura un processo di ricerca del miglior livello di compromesso possibile tra gli obiettivi. BUDGET DEI FLUSSI DI CASSA : Prospetto nel quale si vanno a contrapporre incassi e pagamenti previsti per ogni periodo in cui si articola il budget. Dalla contrapposizione di incassi e pagamenti si capisce se ci sono anche eventuali punte finanziarie, con la necessita di dover accendere o meno dei finanziamenti (deve essere valutata con riferimento alle linee di credito). Budget dei flussi di cassa presenta 4 aree: 1. Gli incassi dell’area operativa considerando anche le disponibilità liquide di inizio periodo

ED IN SEGUITO A QUESTO UN BUDGET FINANZIARIO PATRIMONIALE:

MECCANISMI DI PROIEZIONI ECONOMICO FINANZARIA:

  • Lineari a basa fissa
  • Non lineari a base fissa
  • Non lineari a basa mobile (rolling)
  • Qualitativi Meccanismi di proiezioni (forecasting) sono diversi dai meccanismi di simulazioni (business plan). I meccanismi di proiezione permettono di stimare risultati economici e finanziari prospettici cogliendo il trend del passato piu recente e proiettandolo su un periodo futuro, generalmente limitato. I meccanismi di simulazione consentono invece di stimare risultati economici e finanziari prospettici sulla base di un sistema di hp-obiettivo che delineano scenari di sviluppo esterni/interni all’impresa anche significativamente diversi rispetto alla situazione attuale. I meccanismi di proiezione a base fissa forniscono delle stime ottenute mantenendo invariato per il futuro l’andamento intercettato dei dati storici. Quindi assumendo i ricavi di vendita come variabile di controllo, le serie storiche passate sono utilizzate per rappresentare l’intensita con cui generalmente si formano i ricavi di ciascun mese dell’anno. I meccanismi a base mobile consentono di estrapolare dai dati storici un insieme di regole utili a rappresentare sia le oscillazioni delle variabili di controllo nel corso del tempo, sia la tendenza di fondo, cicli e stagionalita.

Il grado di accuratezza delle stime dipende dal metodo adottato, ma piu che altro da quanto gli andamenti passati o presenti possano efficacemente rappresentare le dinamiche di sviluppo futuro delle grandezze oggetto di analisi. Il grado di complessità del meccanismo può essere influenzato dai seguenti fattori:

  • Lunghezza serie storica utilizzata per alimentare il modello
  • Dinamicita/turbolenza del modello
  • Sviluppi interni, da cui possa derivare ragionevolmente uno sviluppo futuro diverso rispetto a quello determinatosi nel passato (es. lancio di una nuova linea di business/ ampliamento della capacita produttiva)
  • Variabili esogene MECCANISMI LINEARI A BASE FISSA: il presupposto di base e che la grandezza oggetto di stima (ricavi di vendita, costi variabili, costi fissi ) si sviluppa in maniera omogenea e costante nel periodo oggetto di osservazione. Tale metodo e utile in contesti operativi tendenzialmente maturi, caratterizzati da relativa stabilita nei flussi operativi, nonche da scarsa significativita di oscillazioni riconducibili a fenomeni ciclici o stagionali. Forecast= 𝑣𝑎𝑙𝑜𝑟𝑒 𝑎𝑐𝑡𝑢𝑎𝑙 𝑝𝑒𝑟𝑖𝑜𝑑𝑜 𝑑𝑖 𝑟𝑖𝑓𝑒𝑟𝑖𝑚𝑒𝑛𝑡𝑜 𝑣𝑎𝑙𝑜𝑟𝑒 𝑎𝑐𝑡𝑢𝑎𝑙 x periodo di riferimento del forecast MECCANISMI NON LINEARI A BASE FISSA: il presupposto e che la grandezza oggetto di stima non si sviluppa in maniera omogenea e non è costante nel periodo oggetto di osservazione data la stagionalità. La stagionalita e l’andamento di una determinata grandezza che si ripete annualmente con regolarita, determinata da fattori climatici/sociali/culturali (es. festivita, ricorrenze, abitudini, tradizioni).

complessivamente generato da inizio anno fino a quel momento lì, in rapporto al fatturato tot dell’anno. I meccanismi non lineari presentano vantaggi come: la possibilita di costruire meccanismi di proiezione che siano accurati quando la distribuzione nel corso dell’anno non e completamente omogenea. Supponiamo che ad aprile dell’anno n i ricavi actual siano pari a 53.482.165, quale potrebbe essere il forecast al 31/ MECCANISMI NON LINEARI A BASE MOBILE: si fondano su metodologie matematico statistiche tramite cui isolare i valori rappresentativi della tendenza in atto in una serie storica, utili a prevederne l’evoluzione in futuro. Yt: rappresenta la serie storica osservata F(t): la legge di evoluzione temporale del fenomeno. Essa è influenzata da 3 componenti: a) Trend: tendenza di fondo del fenomeno b) Ciclo: fasi temporali in cui il fenomeno presenta picchi o fluttuazioni di natura ascendente o discendente. Può svilupparsi in un arco temporale molto lungo c) Stagionalità: particolare tipo di ciclo che si ripete con regolarità Ut: componente stocastica non definbile a priori

Noi utilizzeremo il modello moltiplicativo per le nostre analisi. MECCANISMI NON LINEARI A BASE MOBILE: FORECASTING I) Fase: ripulitura e normalizzazione dei dati: Prima di procedere al calcolo delle medie mobili, tramite cui eliminare la componente stagionale , mettendo in evidenza il fattore trend, e utile verificare se i dati della serie necessitano di operazioni di ripulitura ed omogenizzazione. Per quanto riguarda la ripulitura occorre verificare che non ci siano dati mancanti, e che la serie storica sia sufficientemente lunga per riuscire a cogliere tutti gli aspetti caratterizzanti il fenomeno osservato. occorre verificare che il numero delle rilevazioni e la lunghezza della serie siano significativi per cogliere tutti gli aspetti caratterizzanti il fenomeno osservato; spesso puo essere utile normalizzare i dati per togliere tutte le differenze dovute ai giorni di calendario. La normalizzazione dei dati consente di annullare tutte le differenze dovute ai giorni di calendario ed effettuare un’analisi basata su dati il piu possibile omogenei. II) Fase: destagionalizzazione

  • Quota di mercato: si tratta di un meccanismo che si fonde fra metodo quantitativo e qualitativo. Si basa sul valutare dati di sviluppo macroeconomico, in particolare si guarda al tasso di crescita % delle vendite nel settore in cui siamo, per poi calcolare la nostra quota di mercato all’interno del settore. Così facendo possiamo fare una previsione di quello che sara il nostro presumibile sviluppo futuro
  • Metodo delphi: qua si coinvolge un panel di esperti dove ad ognuno viene posta la stessa domanda: quale sara il tasso di sviluppo %? Assisteremo ovviamente a risposte molto diverse, si cerca di arrivare ad una soluzione. Una volta trovata una sintesi la si propone agli esperti che daranno di nuovo la loro opinione. Si attua questo processo fino al momento in cui non si arrivi ad un tasso di sviluppo% per il quale la maggior parte degli esperti si trovi d’accordo! SISTEMI INFORMATIVI INTEGRATI (ERP) E BUSINESS INTELLIGENCE A SUPPORTO DEL CONTROLLO DI GESTIONE I sistemi informativi aziendali si configurano come la fonte da cui il controllo di gestione prende i dati utili per i suoi fabbisogni informativi interni ed esterni. L ’ampiezza , il dettaglio , l’ articolazione del sistema informativo aziendale determinano la capacita di produrre informazioni di un sistema di controllo. Non e ovviamente uguale per tutte le aziende! Il modello informativo posto in basso e un tipo di sistema informativo gestionale che puo essere definito “primordiale” (era quello che si fondava sul modello di Anthony). Non tutti gli strumenti contenuti in questo modello primordiale sono pero tuttavia obbligatori, lo e solo la co.ge. che e fondamentale per alimentare e costruire il bilancio d’esercizio. Gia la co.an infatti ha un maggiore grado di dettaglio; se un costo per mp in co.ge. e rilevato attraverso il numero di conto, in co.an. si va a vedere quel costo per le mp per quali centri e necessario e lo si va a “spacchettare” in 3/4/5… conti diversi. Il sistema informativo condiziona il controllo di gestione in quanto va a determinare i dati disponibili e le informazioni che si possono produrre tramite quei dati. DATO: unita elementare (e il valore delle vendite quotidiane dell’azienda)

INFORMAZIONE: insieme di piu unita elementari, selezionate ed elaborate (tot. Vendite mensili) Adesso tracciamo la storia delle tecnologie informatiche in azienda:

  • Anni 50’: elaboratori elettronici entrano in azienda. Molto costosi ed ingombranti sono utilizzati solo a supporto delle operazioni che sviluppano i piu elevati volumi di dati (fatture di vendita, DDT, fatture di acquisto)
  • Anni 70’: estensione delle tecnologie informatiche ai processi operativi e di programmazione, alla produzione automatica della reportistica (programmazione della produzione). Elaboratori dotati di un’unita di elaborazione centralizzata cui si accede tramite terminali. L’utente puo utilizzare prettamente applicazioni aziendali
  • Anni 80’: sviluppo del pc (con capacita di elaborazione autonoma). Si riducono di molto i costi di acquisto hardware. Si innesca una crescita esponenziale nella capacita di elaborazione e memoria (strumenti informatici pervadono tutte le funzioni aziendali), capacità di creazione autonoma a supporto dei task per ciascun soggetto aziendale. Prima dei pc, L’informatica in azienda era concentrata sulle questioni amministrative, si diffondono software di produttività individuale (pacchetto office) con lo sviluppo di essi, informatica diviene pervasiva dentro azienda. Tra anni 80’ e 2000 si assiste a gestione parallela che da un lato vedeva software aziendali , legati ad utilizzo della co.ge e bilancio (software che gestiscono procedure necessario per gestire co.ge. scritture contabili e per redigere bilancio) dall’altro lato c’era il binario gestionale , dove informatica veniva utilizzata dagli utenti e responsabili coinvolti nei singoli processi i quali avevano bisogno di supporto informativo alle loro attività, questo supporto veniva soddisfatto grazie alla possibilita di crearsi degli applicativi specifici, fogli elettronici, programmi ad hoc, che permettevano gestione delle singole transazioni, operazioni di vendita (chi lavorava nel commerciale necessitava di applicativo dove inserire ordini ricevuti da clienti per esempio, dati molto dettagliati, analitici, frammentati, bisognava registrare molto info nel dettaglio.) Esigenza di supporto informativo era legata alla facilitazione della gestione delle operazioni! MRP (manifacturing resource planning) applicativi con i quali venivano gestite le distinte base dei prodotti , quali mp servono per realizzare un’unita di prodotto, distinte base incrociate con programmazione della produzione per capire il fabbisogno delle mp mese per mese, e così via. Fabbisogno mp incrociato con disponibilita di magazzino ed eventualmente quanto acquistare per far sì che le operazioni possano procedere. La stessa logistica ne aveva bisogno per gestire i carichi verso o clienti ecc.… Sviluppo pc parallelamente con tecnologie informatiche (software), man mano che crescevano capacità elaborazione di pari passo, si sviluppavano programmi sempre più sofisticati e riuscivano gestire problematiche crescenti. Informatica in azienda diviene sempre piu ampia e si moltiplicano i sistemi informativi! Applicazioni aziendali coprivano ambito amministrazione e contabilita (informatica aziendale), accanto ad esse sono proliferate programmi ad hoc che potevano essere gestiti attraverso fogli elettronici, gestione database, che rientrano nei pacchetti di produttivita individuali. Applicazioni funzionali andavano a soddisfare esigenze specifiche dei responsabili di un particolare processo.

Inizio anni 2000 nascono sistemi informativi che oggi prevalgono! Sistemi informativi integrati, vengono universalmente identificati con acronimo: ERP (entreprise resource planning), perche visti come evoluzione dei sistemi informativi legati alla produzione, da MRP si passa a ERP. ERP dovrebbero soddisfare esigenze informative dell’intera azienda e non piu solo della produzione. CARATTERISTICHE:

  • integrato= si dovrebbe costruire base dati unica, archivio unico, nel quale raccogliere tutti i dati necessari per soddisfare esigenze info degli utenti aziendali operativi. Si basano su possibilita di separare dati da applicazioni, si costruisce base dati e applicazioni poi vanno a pescare dati necessari da quel contenitore. Unico inserimento dei dati e tutti utenti aziendali che ne hanno bisogno lo vanno a pescare. Collaborazione e compartecipazione nell’aggiornamento del sistema, sistema informativo integrato viene aggiornato da tutti i soggetti che partecipano ad un processo comune, riceviamo dati relativi ad ordine sono inseriti da operatore commerciale, poi dati pescati da chi lavora in produzione, esso scrive che questo ordine verra messo in produzione domani e sara pronto domani l’altro, si aggiornano dati e processo. Responsabile logistica una volta che ordine e finito puo andare a pescare dato relativo alla produzione finita e evaderlo con DDT! Rapporto fra queste sezioni di un sistema informatico integrato ( sistemi transazionali ), sistema ERP si compone delle vecchie applicazioni legati alla gestione dei singoli ambiti operativi (sistema transazionali= si gestiscono le singole transazioni dal punto di vista operativo), sistemi informativi integrati si caratterizzano per la modularità = azienda interessata ad implementare Sistema informativo integrato, puo partire da contabilita vendite con tempo aggiungere contabilita produzione e così via… non e necessario comprare pacchetto completo subito. Diverse applicazioni aggiunte via via le quali pescano/aggiornano la base dati comune. Le contabilita transazionali vengono connessi alla co.ge, ulteriore innovazione che si ottiene con ERP. Noi gestiamo le nostre attivita di vendite attraverso un modulo che soddisfa la sistematicita richiesta da un sistema di co.ge, abbiamo applicativo nel quale si inseriscono tutti ordine ricevuti da clienti, dati aggiornati man mano che attivita operative vanno avanti… Ad un certo punto del processo si manifestano le condizioni che permettono di scorgere quella operazione nel sistema di co.ge, nelle contabilita transazionali sono gia presenti dati necessari per effettuare la rilevazione in co.ge. Impiegato amministrativo emette la fattura di vendita, sono automaticamente generate le rilevazioni in co.ge, associate a prodotti vendute avremo piano dei conti di co.ge dove verranno caricati i dati relativi a corrispettivi di vendita! Collegamento che consiste nel fatto che rilevazioni co.ge si sviluppano in maniera automatica (collegamento fra sistemi tradizionali e co.ge). v.d slides sopra

Le contabilita particolari sono utili poiche:

  • ci mostrano le attivita gestionali che andranno poi, tutte insieme, a confluire nella co.ge.
  • sono aggiornate dai singoli operatori addetti
  • nel sistema sono inseriti i dati grezzi di estremo dettaglio, necessari per gestire operativamente il processo
  • i dati, una volta inseriti, sono condivisi da tutti gli utenti dei processi a valle Archivi anagrafici:
  • sono di fondamentale importanza perche ci permettono di “dare un codice” ad un data informazione per evitarne la ridondanza: l’informazione e inserita una sola volta nel data base con il codice corrispondente Valori standard:
  • rappresentano i consumi teorici di fattori produttivi, tenuto conto delle normali condizioni di utilizzo
  • gestiti negli archivi anagrafici e/o tramite applicazioni di supporto al budget