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Le Imposte Indirette: Un'Introduzione Approfondita, Appunti di Scienza delle Finanze

Appunti esplicativi su 4 argomenti fondamentali nella materia Scienze delle finanze. Slide schematica e con vari grafici.

Tipologia: Appunti

2018/2019

Caricato il 17/12/2019

giopir01
giopir01 🇮🇹

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Le imposte indirette
Università del Salento
Anno Accademico 2018-2019
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Scarica Le Imposte Indirette: Un'Introduzione Approfondita e più Appunti in PDF di Scienza delle Finanze solo su Docsity!

Le imposte indirette

Università del Salento

Anno Accademico 2018- 2019

IRPEF

Imposte indirette

2017 milioni di euro

Imposta sul valore aggiunto (iva)

Imposte speciali sui consumi

di cui: imposta sugli oli minerali e derivati

Imposte di bollo

di cui: imposta sui tabacchi

imposta di bollo

Imposta sulle transazioni finanziarie

Imposte su lotterie, giochi a premi e scommesse

Imposta regionale sulle attività produttive (irap) 22.

Confronto imposte generali

Es. 1 IVA (imposta da imposta) IVA (base da base) Imposta plurifase (IGE) Impresa t Valore aggiunto Prezzo netto Iva Debito Iva Credito Iva versata Prezzo lordo Prezzo netto Vi - Ai Iva versata Prezzo lordo Prezzo netto Imposta versata Prezzo lordo A 20% 100 100 20 0 20 120 100 100 20 120 100 20 120 B 20% 100 200 40 20 20 240 200 200 - 100 20 240 220 44 264 Imposta totale

Es. 2 IVA (imposta da imposta) IVA (base da base) Imposta plurifase (IGE) Impresa t Valore aggiunto Prezzo netto Iva Debito Iva Credito Iva versata Prezzo lordo Prezzo netto Vi - Ai Iva versata Prezzo lordo Prezzo netto Imposta versata Prezzo lordo A 20% 100 100 20 0 20 120 100 100 20 120 100 20 120 C 5% 100 200 10 20 - 10 210 200 200 - 100 5 225 220 11 231 Imposta totale

• Imposta plurifase genera un gettito maggiore a parità di aliquote. Quindi

un particolare livello di gettito può essere ottenuto con aliquote più basse

• Le imposte plurifase incentivano l’integrazione verticale (anche se le

aliquote sono uniformi). Nell’esempio 1 se la società A si integrasse con B

potrebbe vendere il bene finale ad un prezzo netto pari a 200 pagando

complessivamente 40 di imposta. L’integrazione non cambia invece l’Iva

complessivamente pagata, sia con il metodo imposta da imposta che base

da base, che rimane pari a 40.

• Con il metodo imposta da imposta, l’Iva che grava complessivamente sul

bene è sempre uguale all’Iva pagata dall’acquirente finale. Infatti

nell’esempio 1 l’impresa B fa pagare al consumatore 40 (pari all’Iva totale

che grava sul bene) e nell’esempio 2 l’impresa C fa pagare 10 (pari all’Iva

totale che grava sul bene)

Confronto imposte generali

Iva: base imponibile

La base imponibile (valore aggiunto) può essere definita in tre

modi diversi in relazione al trattamento dell’imposta pagata sui

beni di investimento:

– reddito lordo: l'Iva pagata sui beni di investimento non è

ammessa in detrazione (VA = beni di consumo + beni di

investimento)

– reddito netto : l'Iva pagata sui beni di investimento è ammessa

in detrazione ma solo in proporzione alla quota di

ammortamento dei beni capitali utilizzati nel periodo d'imposta

(VA = beni di consumo + beni di investimento non utilizzati nel

processo produttivo durante il periodo di imposta)

– consumo: l'Iva pagata sui beni di investimento è ammessa in

detrazione in misura integrale (VA = beni di consumo →

allontanamento dalla nozione economica di VA )

Iva tipo reddito lordo, reddito netto,

consumo: esempio

Iva: classificazione delle operazioni

Le operazioni di scambio di beni e servizi, rilevanti per

l'applicazione dell‘Iva, possono essere distinte in tre categorie:

– operazioni imponibili : le operazioni sono assoggettate

a imposta sul loro intero valore secondo l'aliquota

prevista dalla legge

– operazioni non imponibili (ad aliquota zero) :

l'aliquota applicata nell'ultimo stadio produttivo è

nulla ed è ammessa la detrazione dell’imposta pagata

sugli acquisti → è come se l’Iva non esistesse

(esportazioni)

– operazioni esenti : non è prevista l'applicazione

dell'imposta sul valore aggiunto creato nell'ultimo

stadio produttivo ma non è ammessa la detrazione

dell’imposta pagata sugli acquisti → la catena

dell’Iva si interrompe all’ultimo stadio

Classificazione delle operazioni Iva: esempio

L'impresa A vende all'impresa B un bene intermedio, che ha prodotto utilizzando il solo fattore lavoro, al prezzo di 1000 L'impresa B, utilizzando il bene acquistato da A e il fattore lavoro, produce un bene finale che vende a 2000 Con tA=10% e tB=20% calcolare l’Iva versata da A e B e l'aliquota effettiva che grava sul bene prodotto da B quando la vendita del bene finale B sia:

  1. operazione imponibile TA = 10% x 1000 = 100 TB = 20% x 2000 - 10% x 1000 = 300 t = 400/2000 = 0, 2 ) operazione non imponibile TA = 10% x 1000 = 100 TB = 0 – 10% x 1000 = - 100 t = 0/2000 = 0
  2. operazione esente TA = 10% x 1000 = 100 TB = 0 – 0 = 0 t = 100/2000 = 0,

L’Iva in Italia

  • Soggetti Iva: imprenditori, esercenti arti e professioni
  • Obbligo di rivalsa: i soggetti Iva hanno l’obbligo giuridico di rivalersi sull’acquirente per l’imposta pagata in sua vece all’erario - il consumatore finale è il soggetto formalmente colpito - percussione dell’impostaincidenza dell’imposta
  • Metodo: imposta da imposta
  • Base imponibile: valore aggiunto tipo consumo

L’Iva in Italia

  • Aliquote (vincoli comunitari):
    • ordinaria: 22% (dal luglio 2013)
    • ridotte: 4% (alimentari, libri, periodici), 10% Obiettivi delle aliquote ridotte: redistribuzione, politiche protezionistiche, sostegno settoriale
  • Riferimento di tipo finanziario
  • Destinazione di una quota dell’Iva nazionale al finanziamento del bilancio comunitario (risorsa propria UE)
  • Al netto della quote EU compartecipazione Iva a favore delle Regioni (rideterminata anno per anno, attualmente = 50,15%)

Reverse charge e split payment

• Split Payment

Questo meccanismo, che ha le stesse finalità del precedente, riguarda i beni e

servizi ceduti alla Pubblica Amministrazione.

Si distingue per il meccanismo di applicazione: in questo caso l’acquirente non

è un soggetto Iva pertanto non può autofatturarsi l’Iva. L’Iva deve quindi

essere indicata nella fattura da parte del venditore, separatamente dal

corrispettivo. La Pubblica amministrazione acquirente versa il corrispettivo al

venditore e direttamente l’imposta all’erario

Le imposte sulle vendite in un contesto

internazionale

Quando applicate agli scambi internazionali si richiede che

le imposte generali sulle vendite soddisfino 3 criteri:

  • Neutralità : non devono distorcere i flussi commerciali internazionali e quindi l’allocazione efficiente dei beni → la tassazione non deve alterare i prezzi relativi pre- imposta tra beni importati e beni di produzione domestica
  • Ripartizione del gettito tra paesi : data la loro natura di imposte sui consumi, devono essere tali da attribuire il gettito ai paesi dove si realizza il consumo
  • Applicabilità : devono essere concretamente applicabili con costi limitati in termini di informazioni richieste

Principio di destinazione

Il principio di destinazione soddisfa i 3 criteri sopra richiamati?

Vantaggi:

• Non modifica i prezzi relativi (hp: siamo nel paese B) → neutralità

• Il gettito è attribuito al paese dove il bene è consumato,

indipendentemente dal luogo di produzione

Svantaggio: è di difficile applicazione perché richiede le dogane. In un

mercato unico incentivi per le imprese a dichiarare che il bene prodotto è

esportato (operazione non imponibile) anche se in realtà è consumato

internamente (operazione imponibile)

Principio di origine

Il principio di origine soddisfa i 3 criteri?

Svantaggi:

• Distorce i prezzi relativi:

• Il gettito non è attribuito al paese dove il bene viene consumato ma a

quello dove è prodotto

Vantaggio: è di facile applicazione perché non richiede l’esistenza delle dogane