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La relazione tra la sicurezza e il welfare comunitario, introducendo la concezione di sicurezza integrata e multilivello. Michele caianello e emanuele rossi discutono la sussidiarietà e il ruolo di diversi livelli di governo, associazioni private e enti in una gestione multilivello della sicurezza. Il decreto minniti definisce la sicurezza urbana come attenta al benessere della comunità locale. La corte costituzionale ha evidenziato la necessità di un intervento sinergico di enti pubblici e soggetti privati.
Tipologia: Appunti
Caricato il 16/06/2021
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La sicurezza rientra all’interno del piano di resilienza presentato a Bruxelles. Il tema della sicurezza va progettato nell’ambito del welfare di comunità. Michele Caianello la sicurezza con gli aggettivi “integrato” e “multilivello”, impone un modo di ragionare diverso da quello che c’era prima, perché c’è una pluralità di soggetti. Giupponi c’è un forte collegamento tra il welfare di comunità e la sicurezza integrata, proprio alla luce dell’interconnessione normativa più recente, che chiama in causa enti che hanno competenze normative in ambito previdenziale, del lavoro, sanità, urbanistica, ambiente, etc. dunque sicurezza che è latu sensu. È vero quindi che è un approccio integrato si richiede ai vari attori, per mezzo della sussidiarietà chiamata in causa dalla costituzione. Si pensi anche alla sussidiarietà orizzontale. Il modello operativo può essere quello della coprogettazione. Un dialogo importantissimo è anche quello fra diversi livelli di governo, soprattutto con riferimento al Comune. Rigenerazione urbana e associazioni private. Emanuele Rossi con il d.lgs. n. 112/1998 si è cercato di definire cosa sono i servizi sociali. Una declinazione più propriamente in termini di sicurezza è stata data dal decreto Minniti, che ha indicato la definizione della sicurezza urbana. Si punta quindi ad una sicurezza urbana che attiene al benessere della comunità. Il tema della sicurezza dunque è riconosciuto anche a livello normativo come inscindibile con quello del benessere della comunità locale. Si richiedono dunque una gestione multilivello della sicurezza, che in questa versione richiede l’intervento di diversi livelli di governo, ma che al contempo apre alla società civile organizzata, cioè di quei soggetti che si pongono in una dimensione di complementarietà, svolgendo sul territorio attività di interesse generale. Si è passato da una concezione della sicurezza strictu sensu, ad una sicurezza latu sensu, che prevede misure atte a migliorrae la qualità della vita. In una dimensione costituzionale si assa da una sicurezza volta a tutelare o ad essere limite per i diritti fondamentali, ad una concezione di sicurezza che valorizza i diritti sociali, per attuatre lo stato sociale e l’art. 3 secondo comma cost. si richiede dunque un intervento sinergico di enti pubblici e soggetti privati. Con la sentenza n. 131/2020 cort. Cost. la corte evidenzia la questione. Il D.L. rilancio (n.4/2020) ar. 1, co. 4 bis, si prevede di avviare strutture di prossimità (leggi art. in questione). Il piano nazionale di resistenza e resilienza ha indicato come una prospettiva da realizzare sia quella di realizzare una nuova strategia sanitaria volta a realizzare il welfare comunitario. Non si chiamerebbero più strutture di prossimità ma case della comunità. VEDI REGISTRAZIONE Marisa Anconelli