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Appunti su Jerome Bruner, Appunti di Scienze Umane

Appunti presi a lezione su Jerome Bruner

Tipologia: Appunti

2020/2021

Caricato il 30/05/2022

Roberta333333333
Roberta333333333 🇮🇹

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Jerome Bruner
Bruner ha dato un notevole contributo al contesto di
teorizzazioni pedagogiche presente nella seconda metà del
1900.
Secondo il pedagogo, il contributo che l’educazione deve dare
è importante in quanto l’educazione si basa sulle ricerche
condotte nei processi cognitivi. Ricorda le fasi dello sviluppo
cognitivo ideate da Piaget.
Le parole chiave del periodo sono quelle di categorizzazioni e
di intelligenze multiple. Vedi Gardner.
Con Bruner parliamo di strutture, intese come modalità di
struttura del pensiero.
Lo si ritiene il creatore del Cognitivismo statunitense, corrente
di pensiero questa che prevede lo studio dei processi mentali e
cognitivi, il modo in cui il soggetto elabora e riorganizza le
informazioni ricevute dall’ambiente.
Il suo apporto autentico riguarda i processi conoscitivi
dell’apprendimento del fanciullo. Un approccio diverso da
quello che ebbero i comportamentisti, come Dewey.
Bruner considera il concetto di struttura in due diverse accezioni:
- il modo in cui la mente capta ed organizza le informazioni per l’accrescimento della conoscenza;
- all’interno delle discipline ci sono dei concetti che fanno da “centri organizzatori”.
Il contesto in cui opera Bruner è quello della seconda metà del 1900. Nel 1957 siamo nel pieno della
concorrenza tra gli Stati Uniti (democratica) e l’URSS (comunista), che divideva il mondo tra i filocomunisti e
i filoamericani, quella che viene storicamente definita come guerra fredda. In quegli anni prevaleva un
generale clima di tensione basato sul timore che potesse scoppiare una guerra tra questi due paesi
contrapposti. L’America si vede superare dall’URSS per la conquista dello spazio. Sputnik fu infatti il primo
satellite artificiale arrivato nello spazio, realizzato dalla Russia. Con questa impresa l’URSS riuscirà a
superare gli Stati Uniti. Vedi oggi con il vaccino = Pfizer è il vaccino americano, Sputnik quello russo.
La vittoria dei sovietici ha fatto riflettere gli americani anche sulla funzionalità del loro sistema educativo.
Gli americani prediligono un sistema educativo che potrebbe essere definito settoriale = si danno molte
specificità. Hanno un tipo di impostazione che si basa sull’idea che ogni individuo può riuscire a fare ciò che
vuole = sogno americano. C’è una grande spinta motivazionale che porta gli americani a darsi da fare.
D’altra parte, la Russia aveva un sistema scolastico molto rigido ma che effettivamente riusciva molto bene.
Vedi Cuba = paese comunista, in cui la libertà scarseggia ma la sanità e l’istruzione sono ad altissimi
livelli.
Tutto ciò ha fatto pensare all’America a cosa non funzionasse nel loro sistema educativo. Attraverso un
acceso dibattito pubblico riguardo tale questione, a cui prendono parte (?) viene deciso di voler superare il
pensiero educativo di Dewey, stanziato in America da più di mezzo secolo. Si sono uniti tutti in una
conferenza organizzata a Woods Whole, diretta da Bruner. Successivamente a questo incontro, Bruner
pubblicherà un libro intitolato Dopo Dewey. Il processo di apprendimento nelle due culture. Con le “due
culture” Bruner intendeva mettere in relazione la sua visione a quella esposta da Dewey nel suo Credo
pedagogico.
Secondo Bruner bisognava oltrepassare quella visione. Pertanto, comincia a definire dei passaggi.
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Jerome Bruner Bruner ha dato un notevole contributo al contesto di teorizzazioni pedagogiche presente nella seconda metà del

Secondo il pedagogo, il contributo che l’educazione deve dare è importante in quanto l’educazione si basa sulle ricerche condotte nei processi cognitivi.  Ricorda le fasi dello sviluppo cognitivo ideate da Piaget. Le parole chiave del periodo sono quelle di categorizzazioni e di intelligenze multiple.  Vedi Gardner. Con Bruner parliamo di strutture, intese come modalità di struttura del pensiero. Lo si ritiene il creatore del Cognitivismo statunitense , corrente di pensiero questa che prevede lo studio dei processi mentali e cognitivi, il modo in cui il soggetto elabora e riorganizza le informazioni ricevute dall’ambiente. Il suo apporto autentico riguarda i processi conoscitivi dell’apprendimento del fanciullo.  Un approccio diverso da quello che ebbero i comportamentisti, come Dewey. Bruner considera il concetto di struttura in due diverse accezioni:

  • il modo in cui la mente capta ed organizza le informazioni per l’accrescimento della conoscenza;
  • all’interno delle discipline ci sono dei concetti che fanno da “centri organizzatori”. Il contesto in cui opera Bruner è quello della seconda metà del 1900. Nel 1957 siamo nel pieno della concorrenza tra gli Stati Uniti (democratica) e l’URSS (comunista), che divideva il mondo tra i filocomunisti e i filoamericani, quella che viene storicamente definita come guerra fredda. In quegli anni prevaleva un generale clima di tensione basato sul timore che potesse scoppiare una guerra tra questi due paesi contrapposti. L’America si vede superare dall’URSS per la conquista dello spazio. Sputnik fu infatti il primo satellite artificiale arrivato nello spazio, realizzato dalla Russia. Con questa impresa l’URSS riuscirà a superare gli Stati Uniti.  Vedi oggi con il vaccino = Pfizer è il vaccino americano, Sputnik quello russo. La vittoria dei sovietici ha fatto riflettere gli americani anche sulla funzionalità del loro sistema educativo. Gli americani prediligono un sistema educativo che potrebbe essere definito settoriale = si danno molte specificità. Hanno un tipo di impostazione che si basa sull’idea che ogni individuo può riuscire a fare ciò che vuole = sogno americano. C’è una grande spinta motivazionale che porta gli americani a darsi da fare. D’altra parte, la Russia aveva un sistema scolastico molto rigido ma che effettivamente riusciva molto bene.  Vedi Cuba = paese comunista, in cui la libertà scarseggia ma la sanità e l’istruzione sono ad altissimi livelli. Tutto ciò ha fatto pensare all’America a cosa non funzionasse nel loro sistema educativo. Attraverso un acceso dibattito pubblico riguardo tale questione, a cui prendono parte (?) viene deciso di voler superare il pensiero educativo di Dewey, stanziato in America da più di mezzo secolo. Si sono uniti tutti in una conferenza organizzata a Woods Whole, diretta da Bruner. Successivamente a questo incontro, Bruner pubblicherà un libro intitolato Dopo Dewey. Il processo di apprendimento nelle due culture. Con le “due culture” Bruner intendeva mettere in relazione la sua visione a quella esposta da Dewey nel suo Credo pedagogico. Secondo Bruner bisognava oltrepassare quella visione. Pertanto, comincia a definire dei passaggi.

L’educazione non è solo una partecipazione culturale, ma è anche uno sviluppo dei processi cognitivi, una crescita del pensiero dell’individuo. Bisogna sviluppare delle competenze per cui l’individuo sia capace di darsi man mano degli obiettivi sempre più alti. Nel programma di insegnamento ci devono essere delle idee “organizzatrici del sapere”, da lui stesse definite tali, vale a dire delle strutture che permettono di dare ordine alle conoscenze di base, che si vanno in tal modo a sviluppare gradualmente.  Vedi impostazione di Piaget, che prevedeva un insegnamento sempre graduale, che si sviluppi man mano e si strutturi sempre meglio. L’istruzione deve porre l’importanza su quella struttura della conoscenza e sul fatto che bisogna apprendere in maniera economica. La programmazione scolastica deve rispettare sempre le fasi di sviluppo del fanciullo, e non deve mai sovraccaricarlo con eccessive nozioni e contenuti sterili.  Superamento del nozionismo, che viene visto come fine a sé stesso. Le nozioni in quel modo finiscono per perdersi. Le informazioni che arrivano alla mente, per Bruner, devono rimanervi. Deve esserci un’economicità nell’apprendere questo. Per farlo, la scuola occidentale, che al tempo era ancora la scuola d’élite, va per Bruner cambiata. La scuola va riformata ed aggiornata sistematicamente, portando sempre avanti dei cambiamenti. L’attivismo di cui parlava Dewey può essere per Bruner ripreso nella misura in cui questo diviene programmato in maniera efficace da parte degli insegnanti. Questi ultimi, conoscendo nello specifico la disciplina di cui si occupano, possono infatti individuare le tecniche più efficaci per cui le strutture di tale disciplina possono essere conosciute ed apprese autonomamente dai fanciulli. Così facendo, per Bruner i fanciulli hanno la possibilità di andare al di là delle semplici informazioni date. In geometria un problema è soltanto un’enunciazione incompleta che comprende degli elementi ignoti. E nel descrivere la cultura di un popolo, come quella dei Navajo, deve essere impiegato lo stesso criterio con cui viene affrontato un problema di geometria. Molto spesso i dati forniti non bastano. Per cui l’individuo deve andare a ricostruire anche in quel caso gli elementi ignoti, che non gli è possibile conoscere. Superamento tra le materie umanistiche e quelle scientifiche. Per Bruner, quelle strutture ci permettono di arrivare ovunque con la mente. Ma tutto ciò solo se l’insegnante, che conosce sia la propria disciplina che lo sviluppo intellettivo specifico del bambino, è in grado di programmare bene dei momenti didattici a lui adeguati.  Vedi la scuola della Gestalt. Per Bruner quelle strutture diventano più solide e complesse solo grazie agli insegnanti. Percorso di apprendimento caratterizzato da una ripetizione dei contenuti in forme sempre più complesse.  Siamo nel mondo dello strutturalismo. Se questo è allora il fondamento del pensiero, per Bruner bisognerà anzitutto formare gli insegnanti affinché possano programmare un curricolo specifico personalizzato per ciascuno dei propri alunni. Per farlo, bisogna osservare la natura del soggetto, e soprattutto quelli che sono i “sistemi di rappresentazione” che ha il soggetto. Infatti, per Bruner i fanciulli apprendono attraverso dei sistemi di rappresentazione per cui sono in grado di immagazzinare le proprie esperienze. Questi sistemi sono in particolare tre:

  • Sistema attivo = il bambino rappresenta sé stesso e il mondo attorno a sé attraverso le azioni
  • Sistema iconico = il bambino inizia ad impiegare delle immagini, dei disegni per esprimersi
  • Sistema simbolico = il bambino è capace di impiegare simboli, soprattutto linguistici, per esprimersi (impiego della scrittura)  Vedi fasi di sviluppo del pensiero di Piaget. Secondo Bruner la scuola deve favorire tutti e tre questi sistemi di rappresentazione nei fanciulli, proprio impostando dei loro curricoli precisi. Prima di Bruner nessuno aveva parlato di curricoli personali.