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Filosofia di Schopenhauer: Volontà, Rappresentazione e Illusione, Appunti di Filosofia

Una panoramica sulla filosofia di Arthur Schopenhauer, concentrandosi sulla sua opera principale 'Il mondo come volontà e rappresentazione'. Viene approfondito il concetto di volontà, la sua relazione con la rappresentazione e l'illusione (Maya), e l'influenza di pensatori come Platone, Kant e le filosofie orientali. Vengono inoltre discusse le tre vie proposte da Schopenhauer per liberarsi dalla sofferenza: arte, morale e ascesi.

Tipologia: Appunti

2020/2021

Caricato il 09/11/2021

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iolanda-buldrini 🇮🇹

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SCHOPENHAUER
Con Arthur Schopenhauer (1788-1860) ci imbattiamo in un personaggio scontroso,
poco
socievole, del tutto al di fuori dello schema del professore universitario di filosofia.
Egli infatti, contemporaneo ad Hegel, inizialmente verrà poco considerata in quanto:
-dominava la filosofia hegeliana (ciò che è razionale è reale…).
-c’era una spinta di razionalità motivata dall’ideale della Rivoluzione
francese: mentre lui è il filosofo dell’irrazionalità
Solo con i moti del 48 le persone cominciano ad arrecare delusione e vengono
introdotte alla filosofia negativa di Schopenhauer.
Egli scrive due saggi:
1818: saggio “Il mondo come volontà e rappresentazione”
1813: saggio “SULLA QUADRUPLICE RADICE DEL PRINCIPIO DI RAGION
SUFFICIENTE”:
La sua filosofia è influenzata da:
1. PLATONE: Di Platone lo attrae soprattutto la teoria delle idee, intese
come vera realtà al di là del cielo: nell’iperuranio, mentre le cose del
mondo sono copie sbiadite ad esse corrispondenti.
2. KANT: de Kant deriva il concetto di fenomeno come apparenza e di
noumeno.
3. FILOSOFIE ORIENTALI: egli fu tra i primi filosofi occidentali ad
incorporare le filosofie orientali: in particolare S. studia la filosofia
orientale del maestro Meyer e poi la sviluppa diventando un orientalista.
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Le filosofie orientali degli induisti sono basate sui VEDA, un insieme di testi
sacri che vanno dal 1800 a.C. al 1500 a.C. circa. L’ultima parte dei veda è
definita “UPANISHAD”, di cui fa parte il libro LA “BHAGAVAD GITA” ovvero
“canto del creato di Dio”, che è alla base della disciplina dello yoga.
Questo libro narra che Krishna, la manifestazione del Dio interiore a tutti gli uomini
(brahman) , invita il guerriero Arjuna a combattere contro i suoi stessi parenti appartenenti
allo schieramento opposto. Egli rifiuta iniziando così un percorso il cui scopo finale è la
LIBERAZIONE INTERIORE dell’uomo, raggiungibile tramite la RINUNCIA. E quindi
tramite lo yoga della liberazione.
Quantunque sia l’ATHMAN io vengo in esistenza
attraverso il mio potere di Maya
” -
Krishna
All’esterno c’è BRAHMAN: un DIO INCONCEPIBILE ed INEFFABILE ovvero
che non cambia mai, è sempre uguale a sé stesso. Egli è la realtà vera
MA
la mente dell’uomo lo perde perché interviene un illusione cosmica (Maya).
Facendolo apparire come tutto ciò che è visibile ai nostri occhi nel mondo:
ovvero come fenomeni
PERCIO’
il mondo è un’illusione MUTEVOLE e tutti gli uomini vengono illusi.
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Scarica Filosofia di Schopenhauer: Volontà, Rappresentazione e Illusione e più Appunti in PDF di Filosofia solo su Docsity!

SCHOPENHAUER

Con Arthur Schopenhauer (1788-1860) ci imbattiamo in un personaggio scontroso,

poco

socievole, del tutto al di fuori dello schema del professore universitario di filosofia.

Egli infatti, contemporaneo ad Hegel, inizialmente verrà poco considerata in quanto:

  • dominava la filosofia hegeliana (ciò che è razionale è reale…).
  • c’era una spinta di razionalità motivata dall’ideale della Rivoluzione francese: mentre lui è il filosofo dell’irrazionalità Solo con i moti del 48 le persone cominciano ad arrecare delusione e vengono introdotte alla filosofia negativa di Schopenhauer. Egli scrive due saggi:  1818: saggio “Il mondo come volontà e rappresentazione”  1813: saggio “SULLA QUADRUPLICE RADICE DEL PRINCIPIO DI RAGION SUFFICIENTE”: La sua filosofia è influenzata da:
  1. PLATONE: Di Platone lo attrae soprattutto la teoria delle idee, intese come vera realtà al di là del cielo: nell’iperuranio, mentre le cose del mondo sono copie sbiadite ad esse corrispondenti.
  2. KANT: de Kant deriva il concetto di fenomeno come apparenza e di noumeno.
  3. FILOSOFIE ORIENTALI: egli fu tra i primi filosofi occidentali ad incorporare le filosofie orientali: in particolare S. studia la filosofia orientale del maestro Meyer e poi la sviluppa diventando un orientalista.

Le filosofie orientali degli induisti sono basate sui VEDA, un insieme di testi sacri che vanno dal 1800 a.C. al 1500 a.C. circa. L’ultima parte dei veda è definita “UPANISHAD”, di cui fa parte il libro LA “BHAGAVAD GITA” ovvero “canto del creato di Dio”, che è alla base della disciplina dello yoga.

Questo libro narra che Krishna, la manifestazione del Dio interiore a tutti gli uomini (brahman) , invita il guerriero Arjuna a combattere contro i suoi stessi parenti appartenenti allo schieramento opposto. Egli rifiuta iniziando così un percorso il cui scopo finale è la LIBERAZIONE INTERIORE dell’uomo, raggiungibile tramite la RINUNCIA. E quindi tramite lo yoga della liberazione. ↓ “ Quantunque sia l’ATHMAN io vengo in esistenza attraverso il mio potere di Maya” - Krishna All’esterno c’è BRAHMAN: un DIO INCONCEPIBILE ed INEFFABILE ovvero che non cambia mai, è sempre uguale a sé stesso. Egli è la realtà vera MA la mente dell’uomo lo perde perché interviene un illusione cosmica (Maya). Facendolo apparire come tutto ciò che è visibile ai nostri occhi nel mondo: ovvero come fenomeni PERCIO’ il mondo è un’illusione MUTEVOLE e tutti gli uomini vengono illusi.

Maya produce il mondo che cambia in modo costante grazie ai PRAGRITI, ciò corrisponde al concetto simile del demiurgo platonico: divino artefice che plasma il mondo sulla base delle idee, ma non lo crea, e diventa qualsiasi cosa con una materia che prima non era nulla A causa di questa illusione gli uomini sono intrappolati in un ciclo di reincarnazioni ma è possibile uscire da questo ciclo attraverso lo Yoga che aiuta l’uomo ad intraprendere un cammino di liberazione spirituale e di consapevolezza e svela lo spirito immutabile e sepolto dentro ogni uomi= ATHMAN (UNICA VERA REALTÀ’ SPIRITUALE ed IMMUTABILE)

il cammino di rivelazione si esplica in 3 fasi principali:

  1. TAMAS= AVIDIA= ignoranza dell’uomo che non riesce a vedere il mondo in realtà, questo é il grado più basso ed abituale dell’uomo che pensa di essere ciò che è.
  2. RAJAS= DINAMISMO PASSIONALE= gli impulsi spingono l’uomo ad agire con le proprie passioni per raggiungere gli obiettivi
  3. SATVA= LUCE INTELLIGENTE grazie alla quale l’uomo riesce a capire che è tutto un’illusione. 𝓲𝓷𝓭𝓾𝓲𝓼𝓶𝓸 𝓥𝓢 𝓬𝓻𝓲𝓼𝓽𝓲𝓪𝓷𝓮𝓼𝓲𝓶𝓸

In entrambe le religioni avviene una rinuncia (SAMNIASIS) che porta alla liberazione. Ma le religioni orientali intendono la liberazione come uscita dal mondo, senza reincarnarsi più. Mentre per i cristiani Cristo è venuto sulla terra per redimere il mondo e liberarlo, e ciò avviene tramite la sua reincarnazione.

𝓢𝓱𝓸𝓹𝓮𝓷𝓱𝓪𝓾𝓻 𝓹𝓮𝓷𝓼𝓲𝓮𝓻𝓸

S. afferma che il mondo è illusione ed è rappresentazione della propria persona, mentre la volontà è la realtà vera nella sua essenza più profonda. Egli attribuisce l’intuizione di questa verità a Platone e Kant: Da Platone Schopenhauer riprende lo schema di un mondo sensibile che non sarebbe la realtà vera (mondo come copia dell’iper uranio), Da Kant riprende i termini e i concetti di fenomeno e noumeno, ma interpretati in maniera diversa: FENOMENO KANTIANO= Per Kant il fenomeno è la realtà, l’unica realtà conoscibile dall’uomo e accessibile alla mente umana, non è illusoria. mentre il noumeno è la cosa in sé, che, come tale, è solo pensabile, ma non conoscibile, inaccessibile alla conoscenza

FENOMENO PER SCHOPENHAUER=

Per S. invece il fenomeno è parvenza, illusione, sogno, ovvero ciò che nell’antica sapienza indiana è detto “velo di Maya”. Mentre il noumeno è una realtà che si nasconde dietro l’ingannevole trama del fenomeno, e che il filosofo ha il compito di scoprire.

Egli ammette quindi l’esistenza sia di oggetto che soggetto, ma come due cose distinte e va a negare l’idealismo ed il materialismo perché entrambe negano l’esistenza di soggetto ed oggetto separati: infatti l’idealismo risolve l’oggetto nel soggetto, mentre il materialismo risolve il soggetto nell’oggetto.

1813: saggio “SULLA QUADRUPLICE RADICE DEL PRINCIPIO DI RAGION SUFFICIENTE”:

Gli EFFETTI DELLA VOLONTÀ sono:

  • Dolore = stato di tensione dato dalla volontà che spinge a voler qualcosa di illusorio, illusorio in quanto sotto c’è la volontà di replicare la vita (amore, famiglia, carriera...)
  • Piacere= interruzione breve del dolore (es sessualità)
  • Noia = momento di sospensione tra il piacere ed il dolore (di cui aveva già parlato Pascal con lo stordimento), stato in cui non si hanno desideri e obiettivi, ma solo un senso di vuoto.

CRITICHE DI SCHOPENHAUER:

rifiuto dell’ottimismo cosmico: Schopenhauer influenzato da Leopardi, coglie l’irrazionalità del mondo e afferma che +non è un mondo logico ma è teatro della sopraffazione, dell’ingiustizia e della sofferenza. Ma se Leopardi nella “La Ginestra” dice che gli uomini possono aiutarsi per cercare di uscire dal dolore; S. esprime un pessimismo totale. Rifiuto dell’ottimismo sociale: Egli rifiuta la concezione della naturalità dello stato in Aristotele, secondo cui l’uomo è un animale sociale, portato a costruire la società e associarsi con gli altri perché è nella sua natura. S. si scaglia contro la bontà dell’uomo come il giusnaturalismo ed hobbes affermando che l’uomo non è naturalmente portato a formare una società ma a sopraffare gli altri. Rifiuto dell’ottimismo stoico/storico: L’Illuminismo infatti porta con sé l’idea della futura emancipazione della figura dell’uomo ed Hegel dice che l’uomo ha un proprio sviluppo nella storia, va verso il meglio (stoicismo) ed ha come obiettivo il suo compimento (OTTIMISMO STORICO). Al contrario Schopenhauer afferma che la storia umana è si ripete in modo identico ed è contrassegnata da guerra e sopraffazione; senza margine di miglioramento.

𝓿𝓲𝓮 𝓭𝓲 𝓵𝓲𝓫𝓮𝓻𝓪𝔃𝓲𝓸𝓷𝓮 𝓭𝓪𝓵 𝓭𝓸𝓵𝓸𝓻𝓮 𝓭𝓮𝓵𝓵𝓪 𝓿𝓸𝓵𝓸𝓷𝓽à

Schopenhauer propone l’annullamento della volontà (Viene coniato un nuovo termine da “voluntas” che viene trasformato in “noluntas”), prendendo coscienza del dolore del mondo e decidendo di distaccarsi de esso attraverso 3 vie di liberazione dalla volontà: tra queste S. rifiuta il suicidio in quanto qui lavora una la volontà di vivere un'altra vita rispetto a quella in cui si vive.

  1. ARTE= può liberare momentaneamente la persona dalla volontà in quanto dal momento in cui si pratica l’arte (musica, danza, pittura..) la volontà viene sospesa e subentra il contemplare ovvero il rimanere di fronte a qualcosa senza pretendere nulla che permette così all’arte di sottrarre l’individuo alla catena di desideri e bisogni che cerca nella quotidianità. Le forme d’arte rappresentano le IDEE, archetipi fondamentali noumenici non ancora sperimentati al di fuori di spazio, tempo e razionalità. Questa inoltre rappresenta temi generali come la guerra o l’amore. In particolare la musica rappresenta la forma di arte più pura, diretta ed immediata in quanto immateriale. L’arte però dura poco, non è un rimedio stabile ma solamente temporaneo.
  1. MORALE= Per S. la morale è la seconda via per liberare l’uomo dal dolore, secondo lui questa non parte dalla ragione come per Kant ma parte da un sentimento: la pietà attraverso cui avvertiamo come nostre le sofferenze degli altri e reprimiamo momentaneamente l’egoismo provocato dalla volontà. Questa inoltre produce conoscenza, come conseguenza dello stato compassionevole e quindi morale. Tramite la pietà sperimentiamo quell’unità metafisica di tutti gli esseri e per questo si è fuori dai principi di volontà e di individuazione. [La filosofia e i testi delle Upanishad esprimono questo concetto con la sacra formula antica “TAT TWAN ASI” (“questo vivente sei tu”), che fa capire come il tormentato e il tormentatore, distinti fenomenicamente, noumenicamente siano la stessa cosa.]

La moralità è di 2 tipi: a. GIUSTIZIA, ovvero non fare del male agli altri. b. CARITA’= BENE e AMORE (caris= amore).

Questa non ve bene perché rimani ancora attaccato alla vita e alla voglia di riprodurti si passa così all’ascesi.

  1. ASCESI= (auto macerazione, digiuno, povertà, umiltà, sacrificio) Intesa come un UNIONE CON IL NULLA, che coincide con il Nirvana buddista che si ottiene tramite delle lunghe meditazioni ed uno stato di digiuno che ti porta dalla volontà alla noluntas, ovvero la CONTEMPLAZIONE DEL NULLA, uno stato di beatitudine che scioglie l’illusione dell’IO (in realtà tu non sei nulla). L’ascesi consiste nell’andare contro la volontà interiore, ovvero nel fare il contrario di ciò che vuole la volontà in modo che annullando i motivi che spingono a volere si arrivi in uno stato di quiete (= non motivo) che spegne la volontà di vivere, ovvero la volontà di replicare la vita.