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La Filosofia di Schopenhauer: Dolore, Volontà e Illusione, Appunti di Filosofia

Schopenhauer esplora la struttura della realtà naturale, descrivendo una piramide cosmica che culmina nell'uomo e la sua consapevolezza di volontà. Egli afferma che l'uomo, a causa della sua coscienza più sviluppata, è l'essere più mancante e inquieto, portando alla noia e al dolore universale. L'amore, secondo schopenhauer, è solo un strumento per la procreazione e non ha vero significato senza sessualità.

Tipologia: Appunti

2020/2021

Caricato il 08/04/2021

Utente3456
Utente3456 🇮🇹

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Il mondo delle realtà naturali si struttura a propria volta in una serie di gradi disposti in ordine ascendente: grado
più basso dell’oggettivazione della volontà è costituito dalle forze generali della natura e i gradi superiori dalle
piante e dagli animali. !
Questa sorta di piramide cosmica culmina nell’uomo nel quale la volontà diviene pienamente consapevole ma ciò
che essa acquista in coscienza perde insicurezza infatti come guida della vita la ragione è meno ecace dell’istinto
ed è per questo che Schopenauer aerma che l’uomo è un animale malaticcio.!
Pessimismo
aermare che l’essere è la manifestazione di una volontà infinita equivale a dire che la vita è dolore per essenza
infatti volere significa desiderare e desiderare significa trovarsi in uno stato di tensione per la mancanza di qualcosa
che si vorrebbe avere. Per definizione quindi il desiderio è assenza, ossia dolore e poiché nell’uomo la volontà è più
cosciente che negli altri esseri, proprio l’uomo risulta il più bisognoso e mancante tra loro , destinato a non trovare
mai un appagamento definitivo. !
- ciò che gli uomini chiamano godimento o gioia non è nient’altro che una cessazione di dolore ossia lo scaricarsi di
una tensione preesistente (infatti perché ci sia piacere bisogna per forza che ci sia uno stato precedente di tensione
o dolore).!
La stessa cosa però non vale per il dolore che non può fatto essere ridotto a cessazione di piacere. !
- quindi mentre il dolore che è la struttura stessa della vita è un dato primario e permanente, il piacere è solo una
funzione derivata del dolore che vive unicamente a spese di esso. Accanto al dolore e al piacere Schopenauer
pone La noia la quale subentra quando viene meno l’aculeo del desiderio oppure quando cessano il frastuono delle
attività e il pungolo delle preoccupazioni. La vita umana è come un pendolo che oscilla incessantemente tra il
dolore e la noia passando attraverso l’intervallo fugace e illusorio del piacere e della gioia.!
Soerenza universale
dato che la volontà di vivere si manifesta in tutte le cose sottoforma di un vero e proprio desiderio inappagato
cosmico il dolore a sua volta non riguarda soltanto l’uomo ma investe ogni creatura.(se l’uomo sore di più rispetto
le altre creature è perché Lui avendo maggiore consapevolezza è destinato a sentire in modo più accentuato la
spinta della volontà e a patire maggiormente l’insoddisfazione dei propri desideri e l’oesa dei dolori. E il filosofo
quindi aerma che il male non è solo nel mondo ma nel principio stesso da cui esso dipende)!
Illusione dell’amore
Schopenauer ritiene basilare per l’individuo l’amore perché è uno dei più forti stimoli dell’esistenza.!
il fine dell’amore è solo l’accoppiamento ed è per questo che l’atto sessuale accompagnato da un particolare
piacere.!
Quindi l’individuo proprio nel momento in cui crede di realizzare maggiormente il proprio godimento la propria
personalità in realtà è lo zimbello della natura. Le manifestazioni di tale “scienza biologica” dell’amore sono per
Schopenauer il caso limite della mantide femmina (che divora il maschio dopo l’unione sessuale ) e la triste
constatazione del fatto che la donna dopo aver adempiuto alla procreazione e all’allevamento dei figli perde ben
presto bellezze e attrattive.!
E quindi se l’amore è un puro strumento per perpetuare la vita della specie allora non c’è amore senza sessualità e
per diverse ragioni l’amore procreativo viene inconsapevolmente avvertito come peccato e vergogna ed è
responsabile del maggiore dei delitti cioè della procreazione di altre creature destinate a sorire. !
Schopenauer aerma che l’unico amore di cui si può tessere l’elogio non è quello generativo dell’eros ma quello
disinteressato della pietà.!
Il rifiuto dell’ottimismo cosmico
E nei suoi testi vi sono spunti di critica alle ideologie che si trovano disseminati un po’ in tutti i suoi libri poiché egli
fa della tecnica dello smascheramento uno degli aspetti principali del suo filosofare e per questo può essere
considerato tra i tre maestri del sospetto nella cultura moderna con Marx Nitzche e Freud.!
Il filosofo sbugiarda la filosofia accademica di Stato aermando che chi viene pagato per pensare non può certo
filosofare liberamente ma deve riflettere rispettando le idee e i pregiudizi di chi lo paga.!
-nei suoi testi risulta essere uno dei suoi bersagli preferiti l’ottimismo cosmico che circolava in una buona parte
delle filosofie e delle religioni occidentali dell’epoca in cui interpretavano il mondo come un organismo perfetto
governato da Dio o da una ragione immanente.!
-per Schopenauer questa visione risulta palesemente falsa poiché la vita è un’esplosione di forze sostanzialmente
irrazionali e il mondo è il teatro dell’illogicità e della sopraazione.!
Schopenauer perviene ad abbozzare le linee di un ateismo filosofico che sarà ripreso in forma originale da Nitzche.!

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Il mondo delle realtà naturali si struttura a propria volta in una serie di gradi disposti in ordine ascendente: grado più basso dell’oggettivazione della volontà è costituito dalle forze generali della natura e i gradi superiori dalle piante e dagli animali. Questa sorta di piramide cosmica culmina nell’uomo nel quale la volontà diviene pienamente consapevole ma ciò che essa acquista in coscienza perde insicurezza infatti come guida della vita la ragione è meno efficace dell’istinto ed è per questo che Schopenauer afferma che l’uomo è un animale malaticcio. Pessimismo affermare che l’essere è la manifestazione di una volontà infinita equivale a dire che la vita è dolore per essenza infatti volere significa desiderare e desiderare significa trovarsi in uno stato di tensione per la mancanza di qualcosa che si vorrebbe avere. Per definizione quindi il desiderio è assenza, ossia dolore e poiché nell’uomo la volontà è più cosciente che negli altri esseri, proprio l’uomo risulta il più bisognoso e mancante tra loro , destinato a non trovare mai un appagamento definitivo.

  • ciò che gli uomini chiamano godimento o gioia non è nient’altro che una cessazione di dolore ossia lo scaricarsi di una tensione preesistente (infatti perché ci sia piacere bisogna per forza che ci sia uno stato precedente di tensione o dolore). La stessa cosa però non vale per il dolore che non può fatto essere ridotto a cessazione di piacere.
  • quindi mentre il dolore che è la struttura stessa della vita è un dato primario e permanente, il piacere è solo una funzione derivata del dolore che vive unicamente a spese di esso. Accanto al dolore e al piacere Schopenauer pone La noia la quale subentra quando viene meno l’aculeo del desiderio oppure quando cessano il frastuono delle attività e il pungolo delle preoccupazioni. La vita umana è come un pendolo che oscilla incessantemente tra il dolore e la noia passando attraverso l’intervallo fugace e illusorio del piacere e della gioia. Sofferenza universale dato che la volontà di vivere si manifesta in tutte le cose sottoforma di un vero e proprio desiderio inappagato cosmico il dolore a sua volta non riguarda soltanto l’uomo ma investe ogni creatura.(se l’uomo soffre di più rispetto le altre creature è perché Lui avendo maggiore consapevolezza è destinato a sentire in modo più accentuato la spinta della volontà e a patire maggiormente l’insoddisfazione dei propri desideri e l’offesa dei dolori. E il filosofo quindi afferma che il male non è solo nel mondo ma nel principio stesso da cui esso dipende) Illusione dell’amore Schopenauer ritiene basilare per l’individuo l’amore perché è uno dei più forti stimoli dell’esistenza. il fine dell’amore è solo l’accoppiamento ed è per questo che l’atto sessuale accompagnato da un particolare piacere. Quindi l’individuo proprio nel momento in cui crede di realizzare maggiormente il proprio godimento la propria personalità in realtà è lo zimbello della natura. Le manifestazioni di tale “scienza biologica” dell’amore sono per Schopenauer il caso limite della mantide femmina (che divora il maschio dopo l’unione sessuale ) e la triste constatazione del fatto che la donna dopo aver adempiuto alla procreazione e all’allevamento dei figli perde ben presto bellezze e attrattive. E quindi se l’amore è un puro strumento per perpetuare la vita della specie allora non c’è amore senza sessualità e per diverse ragioni l’amore procreativo viene inconsapevolmente avvertito come peccato e vergogna ed è responsabile del maggiore dei delitti cioè della procreazione di altre creature destinate a soffrire. Schopenauer afferma che l’unico amore di cui si può tessere l’elogio non è quello generativo dell’eros ma quello disinteressato della pietà. Il rifiuto dell’ottimismo cosmico E nei suoi testi vi sono spunti di critica alle ideologie che si trovano disseminati un po’ in tutti i suoi libri poiché egli fa della tecnica dello smascheramento uno degli aspetti principali del suo filosofare e per questo può essere considerato tra i tre maestri del sospetto nella cultura moderna con Marx Nitzche e Freud. Il filosofo sbugiarda la filosofia accademica di Stato affermando che chi viene pagato per pensare non può certo filosofare liberamente ma deve riflettere rispettando le idee e i pregiudizi di chi lo paga.

- nei suoi testi risulta essere uno dei suoi bersagli preferiti l’ottimismo cosmico che circolava in una buona parte

delle filosofie e delle religioni occidentali dell’epoca in cui interpretavano il mondo come un organismo perfetto governato da Dio o da una ragione immanente.

- per Schopenauer questa visione risulta palesemente falsa poiché la vita è un’esplosione di forze sostanzialmente

irrazionali e il mondo è il teatro dell’illogicità e della sopraffazione. Schopenauer perviene ad abbozzare le linee di un ateismo filosofico che sarà ripreso in forma originale da Nitzche.