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Schopenhauer esplora la struttura della realtà naturale, descrivendo una piramide cosmica che culmina nell'uomo e la sua consapevolezza di volontà. Egli afferma che l'uomo, a causa della sua coscienza più sviluppata, è l'essere più mancante e inquieto, portando alla noia e al dolore universale. L'amore, secondo schopenhauer, è solo un strumento per la procreazione e non ha vero significato senza sessualità.
Tipologia: Appunti
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Il mondo delle realtà naturali si struttura a propria volta in una serie di gradi disposti in ordine ascendente: grado più basso dell’oggettivazione della volontà è costituito dalle forze generali della natura e i gradi superiori dalle piante e dagli animali. Questa sorta di piramide cosmica culmina nell’uomo nel quale la volontà diviene pienamente consapevole ma ciò che essa acquista in coscienza perde insicurezza infatti come guida della vita la ragione è meno efficace dell’istinto ed è per questo che Schopenauer afferma che l’uomo è un animale malaticcio. Pessimismo affermare che l’essere è la manifestazione di una volontà infinita equivale a dire che la vita è dolore per essenza infatti volere significa desiderare e desiderare significa trovarsi in uno stato di tensione per la mancanza di qualcosa che si vorrebbe avere. Per definizione quindi il desiderio è assenza, ossia dolore e poiché nell’uomo la volontà è più cosciente che negli altri esseri, proprio l’uomo risulta il più bisognoso e mancante tra loro , destinato a non trovare mai un appagamento definitivo.
delle filosofie e delle religioni occidentali dell’epoca in cui interpretavano il mondo come un organismo perfetto governato da Dio o da una ragione immanente.
irrazionali e il mondo è il teatro dell’illogicità e della sopraffazione. Schopenauer perviene ad abbozzare le linee di un ateismo filosofico che sarà ripreso in forma originale da Nitzche.