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avanguardie artistiche del 900
Tipologia: Sintesi del corso
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Le avanguardie artistiche del 900
- Origini dell’arte moderna L’arte moderna nasce da una rottura dei valori dell’800 = questa rottura è maturata attraverso una serie di trasformazioni storiche, politiche e ideologiche già presenti nel precedente secolo In particolare ciò è avvenuto tra il 1815 e il 1848 = quando l’Europa vive un periodo di pace in cui i concetti di libertà acquisiscono una nuova forza e concretezza = favorisce la diffusione di idee liberali, socialiste e anarchiche = ciò spinge gli intellettuali ad impegnarsi in modo attivo nelle lotte politiche - Centralità della realtà e nascita del Realismo Nel clima rivoluzionario = la pressione delle forze popolari è avvertita dagli intellettuali come un elemento decisivo della storia moderna = la letteratura e l’ arte non saranno più solo divertimento per pochi ma diventano la voce del popolo In un contesto come questo è necessario che = la realtà quotidiana diventa il tema centrale Inoltre nel 1840 = nasce il socialismo scientifico = lo spirito della scienza si diffondeva in ogni disciplina Da questa confluenza di circostanze storiche = nasce il Realismo = l’uomo era il perno intorno al quale tutto si raccoglieva = la cui regola fondamentale era quella di mettere in evidenza il legame agli aspetti più immediati e quotidiani = quindi rifiutava:
Dramma storico di Van Gogh Egli arriva a Parigi nel 1886 dopo solo 6 anni di attività pittorica La sua formazione precedente è importante per comprendere la reazioni e la crisi degli ultimi anni della sua vita E’ figlio di un pastore e commosso per le idee di redenzione sociale finisce per scegliere come vocazione la predicazione evangelica tra i minatori del Belgio = fusione tra evangelismo e socialismo umanitario (alimentati dalla lettura di Zola) In tutti i luoghi che aveva conosciuto prima di Parigi aveva conosciuto una sola realtà = quella dei lavoratori di fabbriche, miniere e campi = da qui nasce il suo orientamento verso un’ arte realistica e socialmente impegnata Anche la scelta dei maestri è importante come: MILLET, COURBET e DAUMIER
Quando arriva a Parigi nel 1886 = trova una realtà diversa da quella che immaginava:
Tra gli artisti che lo affascina di più emerge GAUGUIN e le teorie impressioniste = la sua vicenda diventa uno dei casi più emblematici della crisi che stava emergendo nel mondo artistico = il suicidio sarà per lui un gesto estremo = ossia la protesta contro la società e la difesa da essa L’unica consolazione = uso del colore = diventa per Van Gogh una metafora violenta e soggettiva: il colore si fa forma Allungando e ondulando la pennellata impressionista = è possibile considerare Van Gogh un precursore dell’espressionismo moderno
Ensor e Munch nella crisi dell’ Accanto a Van Gogh anche James Ensor ed Edvard Munch avvertono = la crisi dell’unità culturale dell’ Entrambi provengono da un’esperienza realista = ciò spiega la somiglianza tra i primi disegni di Ensor e quelli del giovane Van Gogh, sia nello stile sia nei soggetti umili rappresentati.
1. Ensor Inizialmente aveva aderito al socialismo poi abbandona presto questa posizione per una forma di ribellione individuale = in particolare anarchismo intellettuale. A differenza di Van Gogh:
I miti dell’evasione Dopo il 1870 l’arte ufficiale assume una funzione celebrativa e ipocrita, coprendo gli aspetti sgradevoli della società borghese. Gli artisti reagiscono opponendosi con forza a questa cultura dominante = il rifiuto del mondo borghese, già presente nei primi romantici, diventa ora più concreto e si manifesta spesso come evasione :
Per Gauguin = lasciarsi penetrare dalla natura significa purificare l’anima = per questo motivo attacca i missionari cattolici = accusandoli di corrompere i popoli locali e vuole difendere lo stato d’innocenza delle popolazioni oceaniche. Ma l’ evasione si rivela impossibile = la sua esperienza diventa simbolo della ricerca, da parte di molti artisti, di un modo per reagire all’impoverimento spirituale dell’epoca.
Da questa condizione nasce gran parte dell’ avanguardia europea = artisti che abbandonano il loro terreno culturale senza trovarne un altro = diventano déracinés = sradicati.
Le avanguardie condividono alcuni aspetti con il decadentismo ma se ne distinguono per la consapevolezza della rottura storica in atto Il confronto tra Gauguin e Gustave Moreau chiarisce questa differenza:
Un caso particolare è Marinetti = che nasce dal decadentismo francese e dal superomismo nietzschiano: già nel poema “ La conquête des étoiles” emergono le sue origini simboliste, con immagini come il mare trasformato in “femmina fatale”.
Diversi erano invece Van Gogh, Ensor e Gauguin = la loro protesta nasceva da una repulsione attiva verso la società e li portò perfino a rifiutare l’eredità figurativa dell’Europa occidentale. Da questo atteggiamento polemico nasce la ricerca di un linguaggio vergine , fuori dalla tradizione = Rimbaud esalta illustrazioni popolari, libri senza ortografia, testi fuori moda: è la prima formulazione della poetica che favorirà i pittori primitivi o ingenui , artisti autodidatti che dipingono per diletto.
All’inizio del Novecento gli artisti ingenui si moltiplicano: le botteghe sono scomparse e solo chi ha mezzi può diventare pittore = questa fortuna è legata soprattutto a Henri Rousseau , capace di creare un mondo incantato, libero e lontano dall’arte ufficiale = ciò porta ad aprire la strada ai primitivi
Un ruolo decisivo è svolto anche dalla scoperta delle sculture primitive (africane e oceaniche) = affascinano gli artisti ma vengono disprezzate dall’arte ufficiale L’“arte negra” influenza profondamente molti pittori, anche se inizialmente non si distingue tra Africa e Polinesia = ciò che interessa è una visione nuova e libera dai vincoli della tradizione. Queste sculture = mostrano come esprimere l’emozione in modo diretto = in particolare gli espressionisti vi trovano un significato profondo: il terrore, la tristezza primitiva, la presenza della morte = l’arte negra diventa una delle influenze più durature dell’arte europea = Tzara è tra i primi a studiarla = l’ interesse per quest’arte diventa un modo per ribellarsi alla tradizione europea e scandalizzare il borghese Da questi casi isolati si passa alla formazione dei movimenti organizzati della rivolta = dadaismo, futurismo, espressionismo, cubismo, astrattismo.
La protesta dell’espressionismo
Negli ultimi trent’anni dell’Ottocento e all’inizio del Novecento il positivismo = diventa una filosofia comoda usata per attenuare i malumori diffusi tra artisti, scrittori e intellettuali = questa visione ottimistica non riesce a nascondere le contraddizioni della società, che presto sfoceranno nella guerra = molti autori iniziano a smascherare la falsità del messaggio positivista, denunciando vizi e miserie morali
Da questa protesta nasce l’ espressionismo = è un movimento complesso, opposto al positivismo e difficile da definire in modo univoco. È un’ arte di opposizione = pur essendo anti-naturalistica e anti-impressionista prende elementi da entrambi
Nel 1903 = dopo la morte di Gauguin = un articolo su Occident sottolinea la sua influenza: liberare gli artisti dall’obbligo di copiare = questi insegnamenti sono due gruppi:
1. Nabis = artisti come Bonnard, Denis, Vuillard e Ranson = tra il 1889 e il 1895 sviluppano un intellettualismo mistico, influenzato dal decadentismo, dallo spiritualismo stilizzato e dalle stampe giapponesi = Bonnard è il più rappresentativo, con un disegno volutamente acerbo. 2. Fauves = il gruppo ottiene riconoscimento al Salon del 1905 , ma la loro ricerca era iniziata già dieci anni prima = ne fanno parte Matisse, Vlaminck, Derain, Marquet, Van Dongen = la loro pittura usa colori violenti , pur mantenendo una certa disposizione naturalistica. Per loro il quadro non deve essere decorazione o armonia, ma pura espressione. Fortemente influenzati da Gauguin e Van Gogh, i Fauves vedono la pittura come sfogo del temperamento e dell’istinto (“animale pittorico”) Vlaminck = è il più radicale: anarchico, lettore di Zola e Nietzsche, immerso in ambienti libertari. La libertà è la sua unica legge, motivo per cui rifiuta il cubismo.
2. Il gruppo DER BLAUE REITER 1911 Il nome deriva dall’amore per i cavalieri e per il colore azzurro. Nasce a Monaco dopo la dissoluzione della “Nuova associazione degli artisti di Monaco”. I fondatori furono: Kandinsky e Franz Marc. Differenze rispetto alla Brücke :
Il gruppo dura poco (ultima mostra nel 1914), ma è fondamentale per l’arte europea.
Kandinsky = elabora un sistema teorico complesso. Nel suo trattato sulla spiritualità e sulle idee sostiene che = la storia oscilla tra bene/male, luce/buio. Concepisce la società come una piramide spirituale = nelle sezioni più grandi stanno coloro che hanno un credo materialistico (ebrei, cattolici e protestanti), poi i socialisti e così via di seguito in un ascensore purificatrice Formula l’idea che l’opera d’arte diventa un mondo a sé = un universo autonomo con proprie leggi È il primo vero teorico dell’ astrattismo :
Klee = è diverso da Kandinsky = perchè rifiuta la teosofia, vuole chiarezza e trasparenza. L’artista deve inserirsi nelle forze creative della natura , diventando un “medium” Celebre la sua similitudine dell’ albero (radici-natura, tronco-artista, foglie-opera). Non accetta l’astrazione assoluta = resta legato al mondo fenomenico
Realismo espressionista
Dopo la fine del Blue Reiter = nel 1924 nasce il gruppo dei “quattro azzurri” (Kandinsky, Klee, Jawlensky, Feininger). Il contesto è segnato dalla guerra = ciò spinge molti artisti a riflettere criticamente sulla cultura figurativa del passato = questa riflessione assume un tono polemico = ora si cerca un’arte dura e spietata come la realtà Non una rivoluzione formale, ma una rivoluzione di contenuto L’arte pura aveva ridotto tutto ai sentimenti del pittore: tutti pretesero di dipingere la propria anima = nascono 77 tendenze diverse, ma alcuni gruppi rifiutano questa direzione e si concentrano su movimento, simultaneità, cerchio e linea , eliminando l’anima come tema. Da qui emergono i costruttivisti = vogliono lavorare per esigenze attuali e concrete = ma essi sbagliano perché credono di essere loro a guidarlo = il vero costruttivista è l’ingegnere, l’architetto, il fabbro = i più onesti abbandonano l’arte e si dedicano alle basi tecniche del costruttivismo.
Questo porta a una reazione = nasce la nuova oggettività = è legata alle condizioni storiche del dopoguerra:
Tra le conseguenze culturali:
Figure chiave del realismo espressionista:
1. Ernst Barlach = ricordato per litografie, incisioni e sculture. Rappresenta contadini e mendicanti con dolorosa sincerità morale. La sua opera segna una rottura netta con il positivismo 2. Kathe Kollwitz = è la voce del silenzio dei popoli sacrificati. Le sue opere grafiche raccontano il dramma del dopoguerra nella Berlino sconfitta. Gli artisti iniziano a mettere l’arte al servizio del proletariato , scelta decisiva anche per dadaismo e surrealismo 3. Otto Dix = autore di un ciclo di 50 acqueforti sulla guerra. Ha visto l’orrore delle trincee e lo rappresenta con durezza naturalistica. Tra i capolavori: La trincea del ’20. Le sue opere mostrano una civiltà perduta 4. George Grosz = nel 1917 pubblica disegni pieni di collera e denuncia: ubriaconi, assassini, borghesi ipocriti. Li mette a nudo sotto i loro abiti eleganti. Politicamente impegnato, vicino allo spartachismo (come Kollwitz) 5. Max Beckmann = condivide la critica sociale, ma rifiuta l’astrattismo: per lui l’invisibile si manifesta solo attraverso il mondo oggettivo. I suoi quadri sono materialisticamente imponenti. Per questo non aderisce alla Nuova Oggettività, che spesso si confonde con il realismo magico
Espressionismo in belgio
L’espressionismo belga arriva in ritardo rispetto a quello tedesco = la figura più rappresentativa è Constant Permeke = a causa della guerra è costretto a vivere lontano dalla sua città natale: proprio questa lontananza favorisce la maturazione del suo linguaggio espressionista e solo dopo il conflitto potrà rientrare in patria. Permeke incarna il carattere fiammingo , dotato di un forte sentimento tragico; in lui si avverte anche qualcosa dell’eredità di Ensor. A differenza degli artisti della nuova oggettività non si dedica molto all’opera grafica: rimane invece legato a una forma plastica e sintetica Accoglie la schematizzazione cubista , ma il suo cubismo non aderisce alla poetica del cubismo francese = utilizza solo la linea cubista per conferire monumentalità alle figure. Dietro questa visione permane l’influenza del naturalismo di Zola
La sua pittura è popolaresca, istintiva, lontana da ogni estetismo: non rappresenta un amore letterario, ma un amore verso il compagno di sventure. Viani è anche scrittore , e ciò che dipinge coincide con ciò che scrive
La negazione dadaista
Il dadaismo nasce a Zurigo nel 1916 , in un periodo in cui la Svizzera era rifugio di artisti e poeti fuggiti dalla guerra. Nel 1916/17 il conflitto sembrava interminabile = cresce tra i giovani un sentimento di disgusto e rivolta = i dadaisti si oppongono radicalmente alla guerra e ai valori che l’hanno resa possibile. Dada è un’arte di opposizione morale = vuole guardare il mondo con occhi nuovi, mettere in discussione le definizioni ereditate dai padri e verificarne la validità. Secondo il racconto = Tristan Tzara trova la parola DADA l’8 febbraio 1916 su un vocabolario al Café Terrasse di Zurigo = diventa un simbolo di rivolta e negazione. A Zurigo si trovano Tzara, Janco, Arp e Huelsenbeck = saranno loro a fondare il Cabaret Voltaire Inizialmente il gruppo non è politicamente impegnato , solo dopo la Rivoluzione d’Ottobre del 1917 si interessa alla politica, ma senza partecipare direttamente all’azione. Diverso sarà il caso dei dadaisti tedeschi, che prenderanno parte alla lotta di strada. Il gruppo zurighese è però molto attivo nella negazione intellettuale : protesta contro i falsi miti della ragione positivistica e porta la negazione fino all’estremo, fino alla negazione della ragione stessa. A differenza dell’espressionismo, che crede ancora nell’arte, il dadaismo rifiuta anche l’arte. Dada è: contraddizione, libertà assoluta dell’individuo, dire “no” quando gli altri dicono "sì", opposizione a modernismo, espressionismo, cubismo, futurismo, surrealismo. Dada arriva perfino a distruggere se stesso : ciò che conta è il gesto provocatorio Gli scritti di Tzara sono fondamentali: il loro stile è nuovo, nervoso, insolente, carico di tensione intellettuale. L’energia del movimento proviene da = intellettuali non-artisti , e poiché al momento della nascita del dadaismo le principali tendenze artistiche erano già affermate, Dada diventa anti cubista, antifuturista, anti astrattista. L’arte dada non è definita da uno stile = i dadaisti non creano opere , ma fabbricano oggetti Molte opere nascono dalla casualità : materiali raccolti a caso, forme e colori assemblati senza logica estetica = si ricorda Kurt Schwitters = questi lavori vengono definiti “prodotti dell’immondizia”
● L’attività dadaista più radicale negli Stati Uniti nasce grazie a:
● Il dadaismo tedesco ottiene i risultati più importanti, grazie soprattutto all’invenzione del fotomontaggio usato come strumento polemico e politico = attribuito a Hausmann o Heartfield I dadaisti tedeschi rompono i confini tra arti e generi, utilizzando fotografie ritagliate e materiali casuali = Max Ernst porta la provocazione all’estremo con mostre in cui il pubblico è invitato a distruggere le opere. Nonostante gli scandali, la borghesia postbellica resta imperturbabile, spingendo molti dadaisti verso scelte ancora più radicali.
● Con l’arrivo di Tzara a Parigi nel 1919 = iniziano anche qui le manifestazioni dadaiste, caratterizzate da scandalo, ironia e agitazione come risposta alla frustrazione postbellica. I dadaisti francesi praticano un attivismo provocatorio, esemplificato dai baffi alla Gioconda di Duchamp o dalla scimmia incorniciata di Picabia. Proprio per la sua natura di “arte d’emergenza” era inevitabile che Dada finisse per distruggere se stesso.
Il problema della libertà = surrealismo
Il surrealismo realizza ciò che il dadaismo non poteva = trasforma la libertà della negazione in una dottrina costruttiva , offrendo una via per una libertà positiva. Il movimento vuole superare la protesta sterile e trovare una soluzione rivoluzionaria alla crisi, unendo libertà individuale (Freud) e libertà sociale (Marx). Breton, tra il 1923 e il 1935, guida questa ricerca, dando al sogno e all’inconscio una base scientifica. Per i surrealisti, comprendere la libertà significa trasformare il mondo e cambiare la vita , attraverso l ’immaginazione e il sogno.
Dal 1925 il surrealismo si avvicina alla politica = nel 1927 Breton, Éluard e Péret entrano nel Partito Comunista Francese. L’obiettivo è restituire all’uomo la sua potenza attraverso una rivoluzione sociale e individuale. Breton elogia Freud fin dal primo manifesto = il sogno è una parte essenziale dell’esistenza e rivela i desideri più profondi = la libertà si ottiene liberando le forze dell’ Io inconscio anche nello stato di veglia = per questo il surrealismo è definito come mezzo di liberazione totale dello spirito , fondato sull’ automatismo psichico = ossia sul pensiero senza controllo della ragione.
● Pittura e automatismo
Pierre Naville = sostiene che non possa esistere una pittura surrealista, ma Breton risponde che l’opera plastica deve rifarsi a un modello interiore.
La pittura surrealista parte dalla consapevolezza che le cose sensibili non emozionano più: occorre sovvertire i rapporti tra le cose , creare un mondo dove l’uomo ritrovi il meraviglioso , anticipazione della libertà del sogno nella realtà.
Il cubismo deriva in parte dal neoimpressionismo di Seurat, ma anche da altre influenze teoriche come Paul Sérusier.
Cézanne e il problema della forma
Il cubismo di Picasso e Braque deriva soprattutto dalla lezione di Cézanne = l’unico capace di superare il carattere provvisorio dell’impressionismo, giudicato incoerente e privo di struttura. Cézanne rifiuta l’impressione immediata e cerca una pittura solida, concreta, durevole , fondata sulla forma = per lui il quadro deve essere un “ens a se” , autonomo, senza ricorrere a letteratura o simbolismi = nasce il problema moderno dell’autonomia dell’arte = ossia il colore non è astratto ma una forza naturale Da qui derivano:
Cézanne osserva gli oggetti da più punti di vista , rompendo la prospettiva rinascimentale e inaugurando uno spazio evocativo = questa visione apre la strada al cubismo e alla modernità, intrecciandosi con le ricerche formali e spirituali di molti artisti del Novecento.
Gli inizi Nel 1907 la retrospettiva di Cézanne colpisce profondamente:
La teoria
Il cubismo non nasce da una teoria unitaria = la storia del movimento si articola in tre fasi:
liberamente , senza imitazione. Delaunay sviluppa un cubismo “ orfico ”, poetico e luminoso, che influenzerà Klee e Marc. Con il cubismo sintetico tornano linee curve e colori vivaci , grazie a Léger e Delaunay. I cubisti introducono anche i collage e il concetto di quadro-oggetto , inserendo materiali reali nella tela per affermare la concretezza dell’opera.
Evoluzioni personali:
Contraddizioni del futurismo
Il futurismo nasce in Italia in un clima culturale stagnante, dominato da accademismo e provincialismo. Le riviste La Critica, Il Leonardo e La Voce creano un ambiente di rinnovamento che prepara il terreno al movimento. All’inizio il futurismo ha una forte componente anarchica, socialista e antiborghese : molti futuristi, come Boccioni e Carrà, sono vicini agli operai e alla denuncia sociale, accanto a questa spinta rivoluzionaria, cresce una componente nazionalista , alimentata soprattutto da Marinetti, che glorifica la guerra e sostiene l’impresa di Libia (1911). Con l’avvicinarsi della Prima guerra mondiale = il futurismo scivola verso posizioni interventiste , perdendo la sua carica sociale. Dopo il conflitto, molti futuristi vengono trascinati verso il fascismo , anche se il regime finirà per preferire altre forme artistiche (Novecento). Il movimento si sfalda: Carrà passa alla metafisica, Sironi e Soffici si allontanano, Balla è incerto, e Marinetti resta isolato. Nonostante la deriva politica, il futurismo resta un movimento fondamentale: introduce la modernità nell’arte italiana, esalta velocità, dinamismo, disarmonia , e propone un linguaggio rapido e nuovo, capace di rompere definitivamente con l’Ottocento.
Astrattismo in Russia
In Russia, negli anni Venti, l’astrattismo geometrico si sviluppa in tre correnti principali : Raggismo , Suprematismo e Costruttivismo. Dopo la rivoluzione del 1905, la crisi del realismo ottocentesco e l’arrivo delle avanguardie europee favoriscono la nascita di nuove ricerche formali.
Dopo la Rivoluzione del 1917 = suprematisti e costruttivisti partecipano alla costruzione culturale sovietica, ma emergono forti contrasti : Malevič difende l’autonomia dell’arte, mentre Tatlin e il gruppo LEF chiedono un’arte sociale e rivoluzionaria.
Nel 1920 = Gabo e Pevsner pubblicano il Manifesto del Realismo = opponendosi sia al suprematismo sia al costruttivismo più radicale. Il dibattito rivela tensioni profonde tra individualismo artistico, funzione sociale dell’arte e ideologia rivoluzionaria, segnando una delle pagine più complesse della cultura sovietica