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Una panoramica completa sull'arresto cardiocircolatorio, analizzando le cause, le procedure di primo soccorso e le tecniche di rianimazione. In dettaglio le fasi di intervento, dalla valutazione dello stato di coscienza alla posizione laterale di sicurezza, fino all'utilizzo del massaggio cardiaco e del defibrillatore. Particolarmente utile per gli studenti di medicina e per chiunque desideri approfondire le proprie conoscenze in materia di emergenza medica.
Tipologia: Sbobinature
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Argomenti: BLS-Basic Life Support Per coscienza si intende la capacità di intendere e volere, capacità di orientarsi nello spazio e nel tempo, consapevolezza di chi si è e di cosa si sta facendo. Per vigilanza si intende la capacità di percepire gli stimoli attraverso l’utilizzo dei cinque sensi. L’interazione con l’ambiente circostante attraverso i sensi. Quando si parla di perdita di coscienza significa che la coscienza è assente , esistono solo tre casi in natura di perdere coscienza:
consentendo un aumento dell’afflusso di sangue a livello del ventricolo e atrio destro, aumenta successivamente la pressione all’interno dell’atrio e ventricolo di sinistra, di conseguenza aumenta la pressione in aorta perché è aumentato il volume quindi la pressione si alza e il paziente si riprende. In tutti gli altri casi sollevare le gambe non trova una sua utilità (come, per esempio, durante una crisi vagale). Se si volesse capire se il paziente abbia avuto una crisi ipotensiva o meno, di fatto non si può sapere; l’unica cosa che si può sapere se da un punto anamnestico se il paziente stia facendo una dieta forzata, ha già avuto episodi di ipotensione o ha fatto uso diuretici, in questo caso si può giungere alla conclusione che il paziente effettivamente abbia avuto una crisi ipotensiva. Solitamente quando un paziente sviene si suppone che la causa sia un'ipoglicemia erroneamente si somministra al paziente acqua e zucchero che non trova una sua utilità anzi non si va che a peggiorare il quadro in quanto potrebbe causare una polmonite ab ingestis. Soltanto dopo una fase di ripresa in cui il paziente è vigile e cosciente può bere. Nel primo soccorso ad un paziente che ha una crisi vagale, epilettica o sia in coma etilico, la prima cosa che bisogna fare è porre il paziente in posizione laterale di sicurezza : bisogna posizionarsi di fianco e allargare il braccio in alto del paziente dal proprio lato, si piega il braccio opposto sulla spalla del paziente, si piega la gamba opposta, con le mani sul ginocchio e sulla spalla si posiziona il paziente sul fianco e si ruota il capo rivolto verso il basso. Quando vi è un paziente che è in arresto cardiocircolatorio il cuore interrompe la propria funzione contrattile di sistole e diastole, significa che il cuore non effettua più il movimento contrattile tale da permettere la fuoriuscita di sangue all’interno dell’arco aortico quindi del sistema periferico. Si parla di contrattilità perché il cuore (salvo in alcuni casi) non smette di muoversi, non si contrae. Se si parla di arresto cardiocircolatorio, il termine ‘’cardiocircolatorio’’ non significa cardiaco, perché l’arresto cardiaco induce arresto cardiocircolatorio, il quale può essere determinato o da un arresto cardiaco o da un arresto respiratorio. Le cause di arresto cardiocircolatorio si dividono in:
che si traducono nel mancare la soglia limite dei due minuti, abbassando le possibilità di riuscita al 10%. In alcuni casi, il defibrillatore non scaricherà, questo dipende soprattutto dal ritmo del paziente, si pensi all’asistolia ad esempio, definita anche ECG piatto, il cuore non si contrae, non c’è nulla da fare. i defibrillatori automatici analizzano il ritmo del paziente, all’operatore basta posizionare le piastre. Una volta rilevato un ritmo defibrillabile, il DAE riesce a produrre una scarica compresa tra 200 e 300 Joule. Bisogna effettuare almeno due cicli di massaggio, alla fine di questi bisogna analizzare il ritmo, se presente la fibrillazione ventricolare, bisogna continuare con il massaggio, somministrando 1 Mg di adrenalina ogni 2/3 minuti di massaggio cardiaco. L’indicazione al massaggio, in un paziente di cui non si sa da quanto tempo è in arresto, viene fornita dalla temperatura stessa del paziente, se freddo non si avviano le procedure di rianimazione. Esistono due tipi di morte, quella cardiaca e quella encefalica, il cuore mantiene il suo circolo, l’encefalo è completamente piatto. In Italia per effettuare la diagnosi di morte cardiaca bastano 20 minuti di ecg con linea piatta, per la morte encefalica, serve un elettroencefalogramma, da far partire ad un tempo zero, fino a 6 ore. Sono necessari figure quali, medico legale, anestesista, rianimatore, medico di direzione sanitaria. Se l’EEGA è piatto, si fa diagnosi di morte. Si possono percorrere due strade, quella di mantenere il circolo del paziente mediante intubazione e farmaci, in attesa di donare gli organi. Alla morte encefalica segue quella cardiaca. Un paziente morto a livello encefalico non ha attività respiratoria, per questo viene intubato. Il massaggio cardiaco si continua fino a quando il ritmo è defibrillabile, esistono anche dei macchinari che si sostituiscono all’operatore nel massaggio. Per ventilare un paziente, bisogna iper estendere il capo, sollevando il mento, o si pratica la tecnica bocca/bocca oppure si utilizzano presidi quale il pallone Ambu. Gli elettrodi o piastre, si posizionano sulla linea emiclaveare destra apicale e sulla linea ascellare media inferiore, mantenendo il cuore al centro, si massaggia al centro per creare la sopracitata pressione intratoracica, con le piastre così posizionate, si va a creare una scarica bipolare che parte da un elettrodo scaricando sull’altro, creando uno shock in grado di riattivare il circolo cardiaco. Domande d’esame ▪ Quali sono le cause di arresto cardiocircolatorio? Risposta: le cause possono essere di natura cardiaca o di natura polmonare. ▪ Quali sono le cause di arresto che possono indurre arresto cardiocircolatorio? Risposta: le cause sono molteplici, le più importanti sono le aritmie e l’infarto miocardico acuto, ciò non significa che tutti gli infarti inducano arresto ma alcune tipologie di infarti che riguardano la chiusura di qualche coronaria può indurre aritmie e quindi arresto cardiaco. ▪ Qual è la prima causa di arresto cardiaco? Risposta: la prima causa di arresto è l’infarto miocardico acuto. ▪ Tutti gli infarti inducono arresto cardiaco? Risposta: no, alcuni infarti possono indurre arresto, altri no. ▪ Quali sono le altre cause di arresto cardiocircolatorio? Risposta: le altre cause sono di natura polmonare. ▪ Che significa che le cause sono di natura polmonare? Risposta: si tratta di un’ostruzione delle vie aeree.
▪ Che significa ostruzione delle vie aeree? Risposta: per esempio se un bambino ingoia un giocattolo ed ha un’ostruzione della trachea l’ossigeno non passa causando un arresto cardiocircolatorio, oppure se un anziano è disfagico, un bolo alimentare (pane) va in trachea e si avrà un’ostruzione delle vie aeree che determina un arresto cardiocircolatorio.