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Arresto Cardiocircolatorio: Cause, Intervento e Procedure di Rianimazione, Sbobinature di Anestesiologia

Una panoramica completa sull'arresto cardiocircolatorio, analizzando le cause, le procedure di primo soccorso e le tecniche di rianimazione. In dettaglio le fasi di intervento, dalla valutazione dello stato di coscienza alla posizione laterale di sicurezza, fino all'utilizzo del massaggio cardiaco e del defibrillatore. Particolarmente utile per gli studenti di medicina e per chiunque desideri approfondire le proprie conoscenze in materia di emergenza medica.

Tipologia: Sbobinature

2023/2024

Caricato il 26/01/2025

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barbara-bonacci-1 🇮🇹

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ANESTESIOLOGIA T.I.
Argomenti: BLS-Basic Life Support
Per coscienza si intende la capacità di intendere e volere, capacità di orientarsi nello spazio e nel
tempo, consapevolezza di chi si è e di cosa si sta facendo.
Per vigilanza si intende la capacità di percepire gli stimoli attraverso l’utilizzo dei cinque sensi.
L’interazione con l’ambiente circostante attraverso i sensi.
Quando si parla di perdita di coscienza significa che la coscienza è assente, esistono solo tre casi in
natura di perdere coscienza:
1. Anestesia generale oppure coma farmacologico indotto, in cui c’è una perdita di coscienza
totale che si effettua tramite i farmaci
2. Arresto cardiocircolatorio che rappresenta l’unica emergenza medica
3. Sonno, causa fisiologica
Tutto il resto non è una perdita di coscienza ma un’alterazione della coscienza.
Nell’eventualità ci si trovasse di fronte una persona distesa a terra, è importante capire se ha una
perdita o un’alterazione della coscienza; dunque, si stimola il paziente attraverso i sensi. Le azioni da
mettere in atto nel caso in cui ci si ritrova di fronte a una persona che è a terra, sono:
Valutare lo stato di coscienza Se stimolato verbalmente non risponde, ha una perdita di
coscienza; se risponde si tratta di un’alterazione della coscienza
Scuotere il paziente per controllare se ha reazionele reazioni possono essere di qualsiasi
natura, come per esempio può corrugare la fronte, aprire o strizzare gli occhi, lamentarsi, se
si dovessero verificare delle reazioni, potrebbe avere solo un’alterazione della coscienza e
non una perdita
Stimolo dolorifico imponente le sedi indicate sono capezzolo oppure muscolo
sternocleidomastoideo. Se non risponde anche allo stimolo dolorifico il paziente si definisce
in arresto cardiocircolatorio
Secondo le recenti linee guida (dal 2010) in un primo momento la frequenza cardiaca non si rileva,
ma si valuterà in una seconda fase quando si inizia la manovra.
Nel caso in cui invece risponde agli stimoli, le cause di sincope possono essere:
Ipotensione
ComaEs: coma ipoglicemico. Attenzione, nei pazienti sani l’ipoglicemia non esiste. Il coma
ipoglicemico può invece essere presente nel paziente diabetico determinato da una
eccessiva dose di insulina
Crisi vagale eccessiva stimolazione del nervo vago che afferisce al sistema nervoso
parasimpatico
Crisi epilettiche
Crisi psicogenecolpisce giovani donne dai 25 ai 30 anni, è una reazione dell’organismo ma
che non ha una patologia organica di base. È un meccanismo che avviene all’interno di un
sistema chiamato reticolare ascendente che porta ad un’attivazione neuronale transitoria che
determina queste crisi
Nel caso in cui si è di fronte ad una persona che ha avuto una crisi ipotensiva ha senso effettuare la
manovra di Trendelenburg che consiste nel posizionare il paziente con le gambe sollevate,
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Scarica Arresto Cardiocircolatorio: Cause, Intervento e Procedure di Rianimazione e più Sbobinature in PDF di Anestesiologia solo su Docsity!

ANESTESIOLOGIA T.I.

Argomenti: BLS-Basic Life Support Per coscienza si intende la capacità di intendere e volere, capacità di orientarsi nello spazio e nel tempo, consapevolezza di chi si è e di cosa si sta facendo. Per vigilanza si intende la capacità di percepire gli stimoli attraverso l’utilizzo dei cinque sensi. L’interazione con l’ambiente circostante attraverso i sensi. Quando si parla di perdita di coscienza significa che la coscienza è assente , esistono solo tre casi in natura di perdere coscienza:

  1. Anestesia generale oppure coma farmacologico indotto, in cui c’è una perdita di coscienza totale che si effettua tramite i farmaci
  2. Arresto cardiocircolatorio che rappresenta l’unica emergenza medica
  3. Sonno , causa fisiologica Tutto il resto non è una perdita di coscienza ma un’alterazione della coscienza. Nell’eventualità ci si trovasse di fronte una persona distesa a terra, è importante capire se ha una perdita o un’alterazione della coscienza; dunque, si stimola il paziente attraverso i sensi. Le azioni da mettere in atto nel caso in cui ci si ritrova di fronte a una persona che è a terra, sono:
  • Valutare lo stato di coscienza → Se stimolato verbalmente non risponde, ha una perdita di coscienza; se risponde si tratta di un’alterazione della coscienza
  • Scuotere il paziente per controllare se ha reazione →le reazioni possono essere di qualsiasi natura, come per esempio può corrugare la fronte, aprire o strizzare gli occhi, lamentarsi, se si dovessero verificare delle reazioni, potrebbe avere solo un’alterazione della coscienza e non una perdita
  • Stimolo dolorifico imponente→ le sedi indicate sono capezzolo oppure muscolo sternocleidomastoideo. Se non risponde anche allo stimolo dolorifico il paziente si definisce in arresto cardiocircolatorio Secondo le recenti linee guida (dal 2010) in un primo momento la frequenza cardiaca non si rileva, ma si valuterà in una seconda fase quando si inizia la manovra. Nel caso in cui invece risponde agli stimoli, le cause di sincope possono essere:
  • Ipotensione
  • Coma→Es: coma ipoglicemico. Attenzione, nei pazienti sani l’ipoglicemia non esiste. Il coma ipoglicemico può invece essere presente nel paziente diabetico determinato da una eccessiva dose di insulina
  • Crisi vagale→ eccessiva stimolazione del nervo vago che afferisce al sistema nervoso parasimpatico
  • Crisi epilettiche
  • Crisi psicogene→colpisce giovani donne dai 25 ai 30 anni, è una reazione dell’organismo ma che non ha una patologia organica di base. È un meccanismo che avviene all’interno di un sistema chiamato reticolare ascendente che porta ad un’attivazione neuronale transitoria che determina queste crisi Nel caso in cui si è di fronte ad una persona che ha avuto una crisi ipotensiva ha senso effettuare la manovra di Trendelenburg che consiste nel posizionare il paziente con le gambe sollevate,

consentendo un aumento dell’afflusso di sangue a livello del ventricolo e atrio destro, aumenta successivamente la pressione all’interno dell’atrio e ventricolo di sinistra, di conseguenza aumenta la pressione in aorta perché è aumentato il volume quindi la pressione si alza e il paziente si riprende. In tutti gli altri casi sollevare le gambe non trova una sua utilità (come, per esempio, durante una crisi vagale). Se si volesse capire se il paziente abbia avuto una crisi ipotensiva o meno, di fatto non si può sapere; l’unica cosa che si può sapere se da un punto anamnestico se il paziente stia facendo una dieta forzata, ha già avuto episodi di ipotensione o ha fatto uso diuretici, in questo caso si può giungere alla conclusione che il paziente effettivamente abbia avuto una crisi ipotensiva. Solitamente quando un paziente sviene si suppone che la causa sia un'ipoglicemia erroneamente si somministra al paziente acqua e zucchero che non trova una sua utilità anzi non si va che a peggiorare il quadro in quanto potrebbe causare una polmonite ab ingestis. Soltanto dopo una fase di ripresa in cui il paziente è vigile e cosciente può bere. Nel primo soccorso ad un paziente che ha una crisi vagale, epilettica o sia in coma etilico, la prima cosa che bisogna fare è porre il paziente in posizione laterale di sicurezza : bisogna posizionarsi di fianco e allargare il braccio in alto del paziente dal proprio lato, si piega il braccio opposto sulla spalla del paziente, si piega la gamba opposta, con le mani sul ginocchio e sulla spalla si posiziona il paziente sul fianco e si ruota il capo rivolto verso il basso. Quando vi è un paziente che è in arresto cardiocircolatorio il cuore interrompe la propria funzione contrattile di sistole e diastole, significa che il cuore non effettua più il movimento contrattile tale da permettere la fuoriuscita di sangue all’interno dell’arco aortico quindi del sistema periferico. Si parla di contrattilità perché il cuore (salvo in alcuni casi) non smette di muoversi, non si contrae. Se si parla di arresto cardiocircolatorio, il termine ‘’cardiocircolatorio’’ non significa cardiaco, perché l’arresto cardiaco induce arresto cardiocircolatorio, il quale può essere determinato o da un arresto cardiaco o da un arresto respiratorio. Le cause di arresto cardiocircolatorio si dividono in:

  • Cause respiratorie→assenza del passaggio del flusso di ossigeno dovuto ad un’ostruzione
  • Cause cardiache→ possono essere infarto miocardico acuto o aritmie che inducono arresto cardiocircolatorio Quando si ha un arresto cardiocircolatorio e si cerca di intervenire nel primo minuto si ha il 100% di possibilità che il paziente si riprenda, ogni minuto che passa la mortalità aumenta drasticamente; dopo dieci minuti le possibilità di riprendere il paziente sono pari a zero. L’American Heart Association, che elabora le linee guida, cerca di mantenere tutto il processo di BLS (Basic Life Support) del paziente entro il primo minuto, quindi mantenere l’organismo del paziente entro il primo minuto. Quindi, dopo aver visto che il paziente è a terra e dopo averlo chiamato, scosso e stimolato da un punto di vista dolorifico, le linee guida suggeriscono all’operatore di posizionare l’orecchio in prossimità della bocca del paziente, orientando lo sguardo verso il torace, iniziando a contare fino ad un massimo di dieci secondi. In questi dieci secondi, bisogna prestare attenzione ai movimenti del torace e verificare se il paziente respira. L’acronimo è MOTORE : movimento, motore, tosse, respiro; si deve rispettare il limite dei 10 secondi, di cui 5/10 secondi per i richiami verbali e gli stimoli dolorosi, 10 per controllare il respiro. Le linee guida, indicano di rilevare il polso del paziente, tramite il polso carotideo nell’intervallo dei dieci secondi, alla presenza del battito il paziente non si trova in una situazione di arresto perché ha contrattilità. La rilevazione del polso è stata tolta dalle linee guida, data la scarsa sensibilità delle dita, si prende in esempio il caso di un paziente obeso o bradicardico, la rilevazione risulta più complessa, il risultato di questo sarebbe un massaggio cardiaco ad un paziente che non è in arresto. Se è in arresto, subentra la cosiddetta catena della sopravvivenza, si tratta di un algoritmo studiato per ricordare all’operatore, tutte le varie fasi da percorrere, che si dividono in: intraospedaliere, extraospedaliere.

che si traducono nel mancare la soglia limite dei due minuti, abbassando le possibilità di riuscita al 10%. In alcuni casi, il defibrillatore non scaricherà, questo dipende soprattutto dal ritmo del paziente, si pensi all’asistolia ad esempio, definita anche ECG piatto, il cuore non si contrae, non c’è nulla da fare. i defibrillatori automatici analizzano il ritmo del paziente, all’operatore basta posizionare le piastre. Una volta rilevato un ritmo defibrillabile, il DAE riesce a produrre una scarica compresa tra 200 e 300 Joule. Bisogna effettuare almeno due cicli di massaggio, alla fine di questi bisogna analizzare il ritmo, se presente la fibrillazione ventricolare, bisogna continuare con il massaggio, somministrando 1 Mg di adrenalina ogni 2/3 minuti di massaggio cardiaco. L’indicazione al massaggio, in un paziente di cui non si sa da quanto tempo è in arresto, viene fornita dalla temperatura stessa del paziente, se freddo non si avviano le procedure di rianimazione. Esistono due tipi di morte, quella cardiaca e quella encefalica, il cuore mantiene il suo circolo, l’encefalo è completamente piatto. In Italia per effettuare la diagnosi di morte cardiaca bastano 20 minuti di ecg con linea piatta, per la morte encefalica, serve un elettroencefalogramma, da far partire ad un tempo zero, fino a 6 ore. Sono necessari figure quali, medico legale, anestesista, rianimatore, medico di direzione sanitaria. Se l’EEGA è piatto, si fa diagnosi di morte. Si possono percorrere due strade, quella di mantenere il circolo del paziente mediante intubazione e farmaci, in attesa di donare gli organi. Alla morte encefalica segue quella cardiaca. Un paziente morto a livello encefalico non ha attività respiratoria, per questo viene intubato. Il massaggio cardiaco si continua fino a quando il ritmo è defibrillabile, esistono anche dei macchinari che si sostituiscono all’operatore nel massaggio. Per ventilare un paziente, bisogna iper estendere il capo, sollevando il mento, o si pratica la tecnica bocca/bocca oppure si utilizzano presidi quale il pallone Ambu. Gli elettrodi o piastre, si posizionano sulla linea emiclaveare destra apicale e sulla linea ascellare media inferiore, mantenendo il cuore al centro, si massaggia al centro per creare la sopracitata pressione intratoracica, con le piastre così posizionate, si va a creare una scarica bipolare che parte da un elettrodo scaricando sull’altro, creando uno shock in grado di riattivare il circolo cardiaco. Domande d’esame ▪ Quali sono le cause di arresto cardiocircolatorio? Risposta: le cause possono essere di natura cardiaca o di natura polmonare. ▪ Quali sono le cause di arresto che possono indurre arresto cardiocircolatorio? Risposta: le cause sono molteplici, le più importanti sono le aritmie e l’infarto miocardico acuto, ciò non significa che tutti gli infarti inducano arresto ma alcune tipologie di infarti che riguardano la chiusura di qualche coronaria può indurre aritmie e quindi arresto cardiaco. ▪ Qual è la prima causa di arresto cardiaco? Risposta: la prima causa di arresto è l’infarto miocardico acuto. ▪ Tutti gli infarti inducono arresto cardiaco? Risposta: no, alcuni infarti possono indurre arresto, altri no. ▪ Quali sono le altre cause di arresto cardiocircolatorio? Risposta: le altre cause sono di natura polmonare. ▪ Che significa che le cause sono di natura polmonare? Risposta: si tratta di un’ostruzione delle vie aeree.

▪ Che significa ostruzione delle vie aeree? Risposta: per esempio se un bambino ingoia un giocattolo ed ha un’ostruzione della trachea l’ossigeno non passa causando un arresto cardiocircolatorio, oppure se un anziano è disfagico, un bolo alimentare (pane) va in trachea e si avrà un’ostruzione delle vie aeree che determina un arresto cardiocircolatorio.