L'ATTENZIONE NELL'AUTISMO
Le problematiche sensoriali e quelle relative all'attenzione sono entrambe reali ed entrambi di primaria im portanza; in alcuni casi le une possono
contribuire alle altre, ma sospetto che siano collegate solamente in virtù di cause neurobioevolutive simili. Sia i problemi di attenzione, si a quelli sensoriali
possono avere conseguenze evolutive che contribuiscono a creare la sindrome autistica.
La capacità di prestare attenzione selettivamente agli stimoli significativi ignorando quelli irrilevanti è essenziale per il funzionamento cognitivo. E'
necessario filtrare una quantità infinita di informazioni per ren dere il trattamento delle informazioni efficace e cosciente. Possiamo elaborare
coscientemente soltanto una quantità limitata di stim oli e la decisione di quali stimoli debbano essere elaborati in ciasc una situazione è di importanza
capitale. Un'attenzione selettiva deficitaria è all'origine di una maggiore distrazione e di un peggiore funzionamento cognitivo, poiché r isposte a stimoli
irrilevanti interferiscono con l'elaborazione delle informazioni ricercate.
Alcuni ricercatori definiscono l'attenzione selettiva come una componente dell'attenzione esplicita. L'attenzione esplicita comprende:
•un processo selettivo per la distinzione tra ciò che è rilevante e ciò che è irrilevante;
•un processo intensivo per la distribuzione dell'attenzione in quantità diversa su insieme di stimoli, a seconda del valore di ciascuno;
•un processo di messa in allerta e di mantenimento della vigilanza, cioè dell'energia necessaria a sostenere l'attenzione.
Ornitz aggiunge a tali processi percettivi una componente m otoria, che permette e modula l'attività percettiva. Mancanze o distorsioni di qualcuna di
queste componenti possono causare disattenzione. Ornitz ipotizza che il comportamento autistico possa essere meglio compreso come un disturbo
dell'attenzione esplicita che coinvolge meccanismi neurofisiologici localizzati nell'emisfero destro.
I bimbi autistici sembrano ignorare stimoli rilevanti a vantaggio di stimoli ambientali insignificanti. La decisione di quali stimoli siano rilevanti e quali siano
insignificanti dipende dal patrimonio comune di esperienze e conoscenze. Le persone autistiche potrebbero prestare attenzione a ciò che esse credono
importante, che solitamente si rivela diverso da ciò che le persone non autistiche credono essere importante, ed è descritto come "focus idiosincratico di
attenzione".
Uta Frith applica la teoria della coerenza centrale debole nell'autismo per spiegare questo focus idiosincratico di attenzione -> una buona decisione su
dove puntare l'attenzione si baserebbe su grandi quantità di informazioni raccolte e, se la coerenza in questo punto centrale del processo decisionali è
debole, la direzione dell'attenzione sarà aleatoria.
Blamires offre una sua spiegazione alternativa a quella fondata sulla coerenza centrale: afferma che gli autistici attribuiscono diversi significati agli stimoli
o li ignorano come insignificanti perché possiedono perché possiedono un patrimonio di conoscenze sul mondo diverso da quello delle persone non
autistiche. E' il patrimonio di conoscenze a decidere quali aspetti dell'ambiente sono importanti. Questa visione coincide con la teoria della rilevanza: la
nostra attenzione va automaticamente a ciò che nell'ambiente sembra rilevante.
Una persona autistica sceglie ciò che ritiene importante, ma questo è diverso da ciò su cui si focalizzano nella stessa situazione le persone non autistiche.
Avendo egli una visione a tunnel, tutto quello che non è in quel momento al centro della sua attenzione scompare. Sarebbe utile per una persona con
questo modello di attenzione che le si dicesse esplicitamente che cosa guardare o ascoltare, per creare un focus di attenzione condiviso.
MODELLI DI ATTENZIONE NELL'AUTISMO
Per evitare il sovraccarico di informazioni sensoriali, le persone autistiche acquisiscono strategie e compensazioni volontarie e involontarie, come
l'elaborazione a singolo canale, in cui focalizzano la loro attenzione su un unico canale, o la cosiddetta "percezione a tunnel", in cui si concentrano su un
dettaglio anziché sull'insieme. Hanno un'attenzione focalizzata in modo molto ristretto. Gli individui autistici paragonano questa modalità di attenzione
all'avere "una mente come una torcia elettrica", "un puntatore laser" o "un raggio laser" che mette in luce un singolo puntino che essi vedono chiaramente,
mentre tutto ciò che è intorno è grigio e sfumato. Murray fa riferimento a questo fenomeno nel monotropismo come tunnelizzazione dell'attenzione.
Rimland afferma che le varie forme di autismo rappresentino gravi disordini dei meccanismi dell'attenzione. L'autore ipotizza che i mecc anismi
dell'attenzione di autistici savant siano patologicamente confinanti all'estremità superintensa e indistraibile della scala della concentrazione. Un autistico
savant è dotato della capacità di occuparsi di piccoli dettagli, a costo di essere ignaro dello sfondo o dl contesto di questi dett agli: sa apprendere stimoli
visivi o uditivi, ma non li sa comprendere.
Possiamo provare a immaginarci i problemi che un focus di attenzione ristretto può creare nell'autismo eseguendo un esperimento: copriamo una
fotografia con un figlio di carta con un piccolo buco al centro, chiediamo a qualcuno di riconoscere che cosa ci sia nella foto muovendo il foglio bucato
sopra di essa. La difficoltà di riconoscimento con una focalizzazione ristretta è evidente.
Un altro problema vissuto dai bimbi autistici è la difficoltà nello spostare l'attenzione. Spostare l'attenzione da uno stimolo all'altro è un processo
relativamente lento, che crea una specie di pausa o ritardo nella reazione. Questo processo di spostamento dell'attenzione troppo lento può essere
causato dall'elaborazione ritardata di ciascuno stimolo. Un ritardo nello spostamento dell'attenzione potrebbe spiegare molti comportamenti associati
all'autismo.
AUTISMO E ADHD: Contrariamente alla sindrome da deficit di attenzione e iperattività (ADHD), caratterizzata da una breve at tenzione, l'autismo
evidenzia altri modelli di attenzione deviante, quali problemi di selettività, focalizzazione troppo ristretta e bassa velocità di spostamento. Una delle
conseguenze è che le persone autistiche vedono spesso le cose a frammenti e non connesse. Spesso autismo e ADHD possono sovrapporsi: persone
con autismo possono essere iperattive e avere una breve durata di attenzione, mentre individui con ADHD possono evidenziare tratti autistici.
Vi sono prove a sostegno dell'ipotesi che la mancanza di teoria della mente in molte persone autistiche sia il risultato dei l oro problemi nello spostamento
dell'attenzione e della loro incapacità di prestare attenzione a una varietà di segnali.
Il problema più comune nell'autismo è l'insuccesso delle persone autistiche nello stabilire e mantenere l'attenzione congiunta, cioè la capacità di prestare
attenzione ai medesimi stimoli a cui va l'attenzione dell'altra persona, di qui il non riuscire a condividere delle esperienze.
Dal momento che esercitare un'attenzione congiunta implica esercitare un'attenzione distribuita, in cui una persona deve prestare attenzione sia
all'oggetto dell'attenzione congiunta, sia alla persona con cui dovrebbe condividere l'esperienza, una persona autistica non riesce a co ntrollare le due
cose e così non riesce a prestare attenzione o all'oggetto dell'attenzione condivisa, o agli spostamenti dell'attenzione dell'altra persona. Ciò g enera un
insuccesso nella comprensione del significato dell'interazione, ed è ostacolato allo sviluppo sociale e culturale.
Per imparare il linguaggio l'attenzione congiunta è essenziale. Un bimbo collega una parola nuova con l'oggetto dell'attenzione congiunta . Un deficit
nell'attenzione congiunta influisce sul modo in cui i bimbi autistici imparano nuovi concetti. Possono udire la parole e ricordarla in connessione o con una
parte dell'oggetto a cui sta nno prestando attenzione in quel momento, o con l'intero oggetto diverso dall'oggetto dell'attenzione congiunta o anche con
l'intera scena, o con la sensazione che in quel momento stanno provando. L'importante è non presupporre che i bimbi autistici colgano sempre la stessa
cosa che coglieremo noi-> ESEMPIO: quando la maestra mostra l'immagine di un'automobile dicendo :"questa è un'automobile" un bimbo potrebbe
focalizzarsi sul riflesso della luce dell'orecchino dell'insegnante e così imparare la parola con questo suo personale significato, un altro bimbo in quel
momento potrebbe sentire prurito e collegare il commento "questa è un'automobile" alla sensazione del momento. In questo caso tutte le istruzioni
dovrebbero essere esplicite, con frasi ad esempio:"fa attenzione a ciò che ho in mano" -> si deve inoltre d are ai bimbi il tempo sufficiente per spostare
l'attenzione da ciò che sta facendo a chi gli parla e all'oggetto di cui parla. Se anche guardasse nella stessa direzione, non si deve presumere che stia
vedendo la stessa cosa. Cercate sempre di vedere dalla prospettiva del bimbo.
Le p ersone autistiche non si accorgono degli altri perché per loro le persone hanno un'importanza non superiore a quella degli o ggetti. Se hanno dei
problemi percettivi, per loro le persone appaiono come forme, allo stesso modo in cui i mobili e gli alberi sono forme e non differiscono da qualunque altra
visione o suono. I bimbi autistici sembrano ignorare e persone o usarle come strumenti per ottenere ciò che vogliono. Questo può essere spiegato dal
fatto che a causa dei problemi di attenzione e di percezione, i bimbi autistici sono incapaci di distribuire la loro attenzione fra gli oggetti che desiderano e
la persona di fronte loro, e trattano parti di informazione separate. Essi non percepiscono la persona come una persona, o non si accorgono della sua
presenza. Una tipica descrizione dei bimbi autistici li vede chiedere qualcosa in una stanza vuota, cioè rivolgendosi a nessuno. Il bimbo può concentrare
tutta la sua attenzione ed energia sull'espressione appresa e recitarla, senza potersi nello stesso momento rendere conto del fatto che ci dovrebbe esser
qualcuno a cui rivolgersi la richiesta.