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Breve formulario di matematica , Formulari di Sistemi Di Telecomunicazioni

Formulario

Tipologia: Formulari

2012/2013

Caricato il 04/04/2013

diucas1
diucas1 🇮🇹

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Breve formulario di matematica
Luciano Battaia
a2=|a|;
lim sin x
x= 1, se
x0; sin(α+β) =
sin αcos β+ cos αsin β;f(x) =
ex2f0(x) = 2xex2;Rsin x dx =
cos x+k;x1,2=b±
2a;am·an=
an+m; logax2=|x|;y=ax2+bx +c;
x2+y2=r2;Rexdx =ex+k;
cos2x+ sin2x= 1; y=mx +q;
lim xln x= 0, se x0; tan x=
sin x/ cos x;f(x) = x3+
4x2+ 2x1f0(x) =
3x2+ 8x+ 2
pf3
pf4
pf5
pf8
pf9
pfa
pfd
pfe

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Breve formulario di matematica

Luciano Battaia

a^2 = |a|; lim sinx^ x = 1, se x → 0; sin(α + β) = sin α cos β + cos α sin β; f (x) = ex 2 ⇒ f ′(x) = 2xex 2 ;

sin x dx = − cos x + k; x 1 , 2 = −b±

√ ∆ 2 a ;^ a

m (^) · an (^) = an+m; loga x^2 = |x|; y = ax^2 + bx + c; x^2 + y^2 = r^2 ;

ex^ dx = ex^ + k; cos^2 x + sin^2 x = 1; y = mx + q; lim x ln x = 0, se x → 0; tan x = sin x/ cos x; f (x) = x^3 + 4 x^2 + 2x − 1 ⇒ f ′(x) = 3 x^2 + 8x + 2

1 Qualche prodotto e scomposizione notevole

  • (a − b)(a + b) = a^2 − b^2
  • (a + b)^2 = a^2 + 2ab + b^2
  • (a − b)^2 = a^2 − 2 ab + b^2
  • (a + b)^3 = a^3 + 3a^2 b + 3ab^2 + b^3
  • (a − b)^3 = a^3 − 3 a^2 b + 3ab^2 − b^3
  • a^3 + b^3 = (a + b)(a^2 − ab + b^2 )
  • a^3 − b^3 = (a − b)(a^2 + ab + b^2 )

2 Formula risolutiva delle equazioni di secon-

do grado

ax^2 + bx + c = 0: x 1 , 2 = −b±

√ b^2 − 4 ac 2 a.^ La quantit`a ∆ =^ b

(^2) − 4 ac si chiama

anche discriminante: se e negativo l’equazione non ha soluzioni, see zero ha una soluzione (o, come si usa dire, due soluzioni coincidenti), se `e maggiore di zero ha due soluzioni distinte.

3 Qualche equazione di grado superiore

Equazione di terzo grado elementare. ax^3 + b = 0 : x = 3

−b a. Nello stesso modo si risolvono tutte quelle di grado dispari elementari.

Equazione di quarto grado elementare. ax^4 + b = 0 : x = ± 4

−b a , purch´e −ab ≥ 0, altrimenti non ci sono soluzioni. Nello stesso modo si risolvono tutte quelle di grado pari elementari.

Equazioni scomposte in fattori. f (x) · g(x) = 0. Si applica la legge del- l’annullamento del prodotto: basta trovare le soluzioni di f (x) = 0 o di g(x) = 0 (attenzione tutte le soluzioni dell’una oppure dell’altra!).

6 Geometria analitica

Distanza tra due punti. Dati A (xA, yA) e B (xB , yB ), per la distanza si ha AB =

(xA − xB )^2 + (yA − yB )^2.

Punto medio di un segmento. Dati A (xA, yA) e B (xB , yB ), le coordina- te del punto medio M del segmento AB sono la media delle coordinate di A e B: M =

(xA+xB 2 ,^

yA+yB 2

Equazione generica di una retta. ax + by + c = 0.

Equazione di una retta non verticale. y = mx + q. Il coefficiente di x, m, si chiama coefficiente angolare e caratterizza la pendenza della retta; il termine noto, q, si chiama ordinata all’origine.

Equazione di una retta verticale (parallela all’asse y). x = k.

Equazione di una retta parallela all’asse x. y = k.

Equazione di una retta passante per due punti. Se sono dati due pun- ti A (xA, yA) e B (xB , yB ), la retta passante per entrambi ha equazione (x − xA)(yB − yA) = (y − yA)(xB − xA).

Parabola con asse verticale Ha equazione y = ax^2 + bx + c. Se a > 0 la parabola volge la concavita verso l’alto, se a < 0 verso il basso. L’a- scissa del verticee: − 2 ba , l’ordinata del vertice si trova per sostituzione nell’equazione.

Parabola con asse orizzontale. Ha equazione x = ay^2 + by + c. Se a > 0 la parabola volge la concavita verso destra, se a < 0 verso sinistra. L’or- dinata del verticee: − 2 ba , l’ascissa del vertice si trova per sostituzione nell’equazione.

Circonferenza. Ha equazione x^2 + y^2 + ax + by + c = 0. Perch`e sia effettiva- mente una circonferenza deve verificare la condizione a

(^2) +b (^2) − 4 c 4 ≥^ 0 (se vale l’uguale a zero si tratta di una circonferenza ridotta ad un punto). Il centro ha coordinate C =

−a 2 , − b 2

, il raggio `e r =

a^2 +b^2 − 4 c

  1. At- tenzione: queste formule si applicano se l’equazione della circonferenza e scritta nella forma riportata sopra, cioe con i coefficienti di x^2 e y^2 uguali a 1. L’equazione di una circonferenza con centro C (xC , yC ) e raggio r si scrive semplicemente (x − xC )^2 + (y − yC )^2 = r^2.

Ellisse ed iperbole. L’equazione x 2 a^2 ±^

y^2 b^2 =^ ±1, rappresenta:

  1. un’ellisse se `e del tipo: x 2 a^2 +^

y^2 b^2 = +1;

  1. un’iperbole se `e del tipo: x 2 a^2 −^

y^2 b^2 = +1 oppure^

x^2 a^2 −^

y^2 b^2 =^ −1;

  1. non ha alcuna soluzione se `e del tipo: x 2 a^2 +^

y^2 b^2 =^ −^1

Nei primi due casi per la rappresentazione grafica si comincia col trac- ciare un rettangolo di centro l’origine e lati 2a (sull’asse orizzontale) e 2b (sull’asse verticale). Se si tratta di un’ellisse il suo grafico `e im- mediato. Se si tratta di un’iperbole bisogna ancora tracciare le rette diagonali del rettangolo e poi procedere come nei grafici riportati oltre.

x

y

O a

b

x^2 a^2

y^2 b^2

x

y

O

a

b

x^2 a^2

y^2 b^2

x

y

O a

b

x^2 a^2

y^2 b^2

x

y

O

f (x) = x^3

x

y

O

f (x) = ex

x

y

O

f (x) = ln x

x

y

O

f (x) = sin x

x

y

O

f (x) = cos x

9 Grafici derivati

Alcune tecniche elementari per ottenere nuovi grafici di funzioni, a partire da grafici noti.

  • Da f (x) a −f (x): simmetria rispetto all’asse x.
  • Da f (x) a f (−x): simmetria rispetto all’asse y.
  • Da f (x) a f (x + k), k > 0: traslazione di k unit`a verso sinistra.
  • Da f (x) a f (x − k), k > 0: traslazione di k unit`a verso destra.
  • Da f (x) a f (x) + k, k > 0: traslazione di k unit`a verso l’alto.
  • Da f (x) a f (x) − k, k > 0: traslazione di k unit`a verso il basso.
  • Da f (x) a f (|x|),: la parte di grafico a destra dell’asse y rimane identica, a sinistra dell’asse y il grafico si ottiene per semplice simmetria, rispetto all’asse y, della parte di destra.
  • Da f (x) a |f (x)| ,: la parte di grafico sopra l’asse x rimane identica, la parte sotto l’asse x si ribalta rispetto all’asse x stessa.

Esempi:

x

y

O

f (x)

x

y

O

f (x) − 1

x

y

O

f (|x|)

x

y

O

|f (x)|

10 Calcoli sulla retta reale “estesa”

Se a `e un numero reale qualunque si ha:

  • a + (+∞) = +∞
  • a − (+∞) = −∞
  • a + (−∞) = −∞
  • a − (−∞) = +∞
  • (+∞) + (+∞) = +∞
  • (−∞) + (−∞) = −∞
  • (+∞) − (−∞) = +∞
  • (−∞) − (+∞) = −∞

Se a `e un numero reale diverso da zero si ha:

  • a · (∞) = ∞
  • (∞) · (∞) = ∞
  • ∞ a = ∞; ∞ 0 = ∞
  • a 0 = ∞
  • (^) ∞a = 0; (^) ∞^0 = 0

In tutti i casi elencati, quando il segno di “∞” non `e precisato, si applica la usuale regola dei segni, con qualche attenzione per il “segno di zero”.

11 Formule per le derivate

  1. Somme, prodotti, quozienti
    • y = f (x) + g(x), y′^ = f ′(x) + g′(x)
    • y = f (x) · g(x), y′^ = f ′(x) · g(x) + f (x) · g′(x)
    • y = k · f (x), y′^ = k · f ′(x)
    • y =

f (x) g(x)

, y′^ =

f ′(x) · g(x) − f (x) · g′(x) (g(x))^2

  1. Funzioni elementari
    • y = k, y′^ = 0
    • y = xn, y′^ = nxn−^1
    • y = ex, y′^ = ex^ ; y = ax, y′^ = ax^ ln a
    • y = ln x, y′^ =

x

; y = loga x, y′^ =

x

loga e

  • y = sin x, y′^ = cos x
  • y = cos x, y′^ = − sin x
  • y = tg x, y′^ = 1 + tg^2 x
  1. Funzioni composte
  • y = (f (x))n, y′^ = n (f (x))n−^1 · f ′(x)
  • y = ef^ (x), y′^ = ef^ (x)^ · f ′(x) ; y = af^ (x), y′^ = af^ (x)^ ln a · f ′(x)
  1. Integrazione per parti La formula di integrazione per parti sui pu`o scrivere in due modi equivalenti: -

f ′(x)g(x) dx = f (x)g(x) −

f (x)g′(x) dx

f (x)g(x) dx = F (x)g(x)−

F (x)g′(x) dx , ove F (x) =

f (x) dx

  1. Due integrali famosi non calcolabili elementarmente

e−x 2 dx

∫ (^) sin x x dx

13 Massimi e minimi relativi per le funzioni

di due variabili

Sia f (x, y) una funzione di due variabili, derivabile quanto serve, e indichiamo con f (^) x′(x, y) e f (^) y′(x, y)

le sue derivate parziali prime, e con

f (^) xx′′(x, y) , f (^) xy′′ = f (^) yx′′(x, y) e f (^) yy′′(x, y)

le sue derivate parziali seconde. Un punto (x 0 , y 0 ) interno al dominio pu`o essere di massimo o di minimo solo se { f (^) x′(x 0 , y 0 ) = 0 f (^) y′(x 0 , y 0 ) = 0

Se poi poniamo H(x 0 , y 0 ) = f (^) xx′′(x 0 , y 0 ) · f (^) yy′′(x 0 , y 0 ) −

f (^) xy′′(x 0 , y 0 )

, si ha che:

  • se f (^) xx′′(x 0 , y 0 ) > 0 e H(x 0 , y 0 ) > 0, il punto `e di minimo;
  • se f (^) xx′′(x 0 , y 0 ) < 0 e H(x 0 , y 0 ) > 0, il punto `e di massimo;
  • se H(x 0 , y 0 ) < 0, il punto non `e n´e di massimo n´e di minimo (punto di sella);
  • se H(x 0 , y 0 ) = 0, occorre un’indagine locale per stabilire la natura del punto.

14 Massimi e minimi vincolati per le funzioni

di due variabili

Sia f (x, y) una funzione di due variabili e g(x, y) = 0 un vincolo, con tutte le ipotesi di regolarita che servono per le funzioni f e g. Per la ricerca dei massimi e minimi vincolati si puo procedere come segue:

  • se da g(x, y) = 0 si pu`o esplicitare o la x o la y, la si sostituisce nella funzione f , ottenendo una funzione di una variabile i cui massimi e minimi si trovano come al solito;
  • se la cosa non `e possibile i punti di massimo e minimo vanno ricercati fra le soluzioni del sistema   

f (^) x′(x, y) + λg′ x(x, y) = 0 f (^) y′(x, y) + λg′ y(x, y) = 0 g(x, y) = 0

Se il vincolo rappresenta un insieme chiuso e limitato e sono verificate tutte le ipotesi di regolarit`a che servono, tra le soluzioni del sistema indicato ci sono sicuramente sia il punto di massimo assoluto che quello di minimo assoluto.