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La nascita e lo sviluppo della televisione, dalla sua apparizione come evoluzione desiderata della radio, agli esperimenti di trasmissioni negli Stati Uniti, Germania, Inghilterra e Italia, fino alla diffusione di televisioni private e a pagamento. Il testo illustra come la televisione americana si è basata sull'intrattenimento radiofonico, con giochi e quiz, spettacoli di varietà, prodotti narrativi di finzione a elevata serialità e come l'arrivo della televisione privata in Italia ha portato al decollo della tv a pagamento. Viene inoltre analizzata la necessità della rilevazione degli ascolti per determinare il valore degli spazi pubblicitari e la distinzione tra televisione generalista e neotelevisione.
Tipologia: Sintesi del corso
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La televisione inizialmente apparve come una tanto desiderata evoluzione della radio ed è proprio per questo i vari stati decisero di finanziare la ricerca sulla televisione. Essa aveva una funzione già stabilita: quella di allargare e perfezionare il ruolo già svolto dalla radio, in totale continuità con essa.Nel corso degli anni ’30 vari paesi effettueranno esperimenti di televisione che in Germania, Inghilterra e Stati Uniti portarono all’inizio ufficiale delle trasmissioni tra il 1936 e il 1939, successivamente la guerra però blocco tutto e soltanto nel dopoguerra si vedranno quelle condizioni favorevoli alla televisione. Negli Stati Uniti il decollo della tv fu molto rapido e si colloca tra il 1948 e il 1952. In Europa la televisione giunge più tardi, negli anni ’50. In Italia il servizio televisivo avviene tra il 1956 e i primi anni ’70. TV ALL’AMERICANA: Il modello americano è fondato sulla competizione tra più catene televisive (network), finanziate dagli investitori pubblici e gratuite per lo spettatore. L’obiettivo di un network era quello di realizzare il massimo di ascolto e farlo diventare costante e fedele. I programmi della tv americana sono basati sull’intrattenimento che deriva dalla radio ed è fondato su giochi e quiz, sullo spettacolo di varietà, su prodotti narrativi di finzione (fiction) a elevata serialità. Vi è un ampio spazio anche per i notiziari e per l’approfondimento delle notizie a opera di un personaggio che tiene ancorati a sé gli spettatori. All’informazione si aggiunge l’offerta di eventi spettacolari, sportivi o anche politici in diretta. TV ALL’EUROPEA: Anche le tv all’europea si ispirano per i loro programmi all’esperienza radiofonica. Si trattava di un’offerta televisiva limitata su un solo canale disponibile in un numero ristretto di ore. Solo dagli anni ’60 arriverà in Italia il secondo canale RAI. Questa televisione aveva un palinsesto settimanale e non giornaliero, ed in esso ogni serata era dedicata ad un diverso genere e si pensava quindi ad una televisione che veniva accesa quando si era interessati ad un determinato programma. Gli indici di ascolto, così importanti per la tv americana, non interessavano i dirigenti delle tv europee, per loro era importante valutare il gradimento dei programmi. La televisione europea trasmetteva in diretta grandi eventi, adattava per il piccolo schermo opere teatrali, musicali, letterarie, produceva in studio rubriche. La rappresentazione della politica è limitata alle “Tribune politiche”. Presto furono proposti prodotti di fiction americani. Il film in tv fu un genere scarso, per l’intenzione di non fare concorrenza al cinema. Infine la pubblicità era esigua in Italia ed in Inghilterra addirittura assente. RADIO LIBERA: Con il passare del tempo la televisione tolse alla radio il suo ruolo di medium più importante e consolidato. Tuttavia la radio seppe trovare un nuovo ruolo, in particolare negli Stati Uniti degli anni ’50, si inserì stabilmente nei consumi di una precisa fascia di pubblico, i giovani, che proprio negli stessi anni iniziavano ad affermare una propria individualità anche con tratti di una forte ribellione nei confronti degli adulti, e esercitare proprie scelte di consumo. Questa ribellione assunse i tratti della nuova musica rock e la radio divenne la sua naturale alleata. Dal 1953 si diffuse in America la radio in modulazione di frequenza (FM). Dal 1955 l’industria giapponese diffonde in Occidente la radio FM a transistor svincolata da una presa elettrica e quindi dall’obbligo di rimanere in casa. Nel 1979 un’altra tappa fondamentale sarà il walkman della Sony: la radio diventa così il primo mezzo mobile, il primo personal medium. LA ROTTURA DEL MONOPOLIO PUBBLICO E L’ARRIVO DELL’EMITTENZA PRIVATA: Negli anni ’70 i monopoli televisivi furono messi in discussione in tutta Europa. Con la microelettronica i costi di tutte le fasi dell’attività televisiva si riducevano sensibilmente. L’economia era molto cresciuta, e si poteva pensare di realizzare grandi profitti aprendo alla pubblicità spazi in televisione che il monopolio attribuiva raramente ma che emittenti privati non avrebbero certo lesinato. Tutti i paesi europei affrontarono la spinta ad aprire e privatizzare almeno in parte la radiotelevisione. In Italia UNA LEGGE DEL 1975 RIBADì il monopolio della RAI , riformandola ampiamente. Il controllo sull’azienda passava dal Governo al Parlamento. La legge introduceva un terzo telegiornale e una terza rete televisiva dedicata alla cultura.
L’anno successivo una sentenza della Corte costituzionale, ammetteva l’emittenza privata, radiofonica e televisiva purché in ambito locale, così cominciarono a sorgere radio e tv private. NEOTELEVISIONE: Emittenti televisive private nacquero in tutte le città e le regioni. Il monopolio finì all’inizio degli anni ’80 e nel 1984 la Fininvest (poi Mediaset) raggiunse lo stesso numero di reti nazionali della RAI e la superò per fatturato pubblicitario. La televisione italiana cominciò ad essere una partita a due RAI-FININVEST, quello che è stato definito un “DUOPOLIO”.
Nella neotelevisone l’intrattenimento tende ad inglobare altri generi, diventando il vero tessuto connettivo della programmazione. Dal 1986 anche la televisione italiana avrà una misurazione quantitativa degli indici di ascolto: non saranno più i dirigenti dal monopolio a decidere cosa il pubblico deve vedere, ma gli spettatori stessi con il telecomando. Sono gli spettatori a decidere quindi le sorti di un programma o di un personaggio: una trasmissione se non richiamo subito un pubblico sufficiente rischia di essere cancellata e allo stesso modo un conduttore che non riscuote successo difficilmente otterrà un nuovo contratto. Ciascuna rete cerca allora di farsi scegliere e di far restare lo spettatore sul proprio canale, possibilmente anche durante gli spot pubblicitari. L’ andamento narrativo è ciclico e ciò permette al pubblico di unirsi al programma anche se già iniziato da tempo. Questa modalità di offerta televisiva è stata chiamata flusso televisivo e invita a scegliere, tra i molti spettacoli offerti, i frammenti che più ci interessano.
CULTURE E MEZZI ESPRESSIVI DELLA NEOTELEVISIONE IL GOVERNO DEL NUOVO PALINSESTO Nella televisione del monopolio il potere di decidere cosa potevano vedere gli spettatori apparteneva ai dirigenti delle televisioni pubbliche. La discussione tra i dirigenti verteva su cosa fosse più adatto per gli spettatori, ogni sera occorre fornire un menù di appuntamenti e occasioni attraenti. La discussione verte ora su come far crescere il proprio ascolto. Nella neotelevisione l’ideale è una programmazione quotidiana che sia rivolta a tutte le età e a tutte le categorie sociali che presumibilmente a quell’ora possono trovarsi davanti al televisore. E’ quella che è chiamata una televisione “generalista”, una tv per tutti. Dai generi si passa al metageneri , ampie partizioni tematiche che contengono una trasfigurazione e composizione dei generi tradizionali. La tv non ha più un palinsesto settimanale ma un palinsesto giornaliero. Gran parte di ciò che va in onda in televisione si ripete giornalmente in forma seriale e, questa collocazione giornaliera, sempre allo stesso orario, si chiama programmazione a striscia. Sempre con lo stesso scopo c’è un palinsesto per i giorni lavorativi e uno diverso per il weekend, ma bisogna tener conto anche dei cambiamenti del clima, delle stagioni, delle festività, dell’agenda politica e di quella del campionato di calcio. AUDITEL E RILEVAZIONI DEGLI ASCOLTI La rilevazione dell’ascolto è una necessità vitale della televisione generalista per determinare il valore degli spazi pubblicitari il cui pregio dipende dal numero di spettatori che raggiungono. Le rilevazioni d’ascolto erano curate dalla società Auditel, una società privata fondata dalle televisioni pubbliche e private dai rappresentati delle agenzie pubblicitarie e dagli editori dei giornali. La metodologia adottata è quella della costituzione di un campione rappresentativo delle famiglie italiane e dell’applicazione ai televisori del campione di un misuratore automatico dell’ascolto detto meter , attivato da uno speciale telecomando che permette di individuare quali sono i membri della famiglia davanti al televisore. Tramite la linea telefonica i dati sono inviati a un computer centrale. QUATTRO ONDATE DI NEOTELEVISIONE Questa forma di televisione ha ormai 30 anni e possiamo distinguere 4 ondate successive:
Il talk show è una forma di intrattenimento parlato, fondato sulla conversazione tra un conduttore e i suoi ospiti. In Italia arriva con Bontà loro , Acquario e Grand’Italia , tutti di Maurizio Costanzo. Il talk show ha poltrone e divani, i partecipanti non sono chiamati a parlare soltanto di quello per cui sono importanti e ha il suo elemento forte nella conversazione. Nessun argomento viene sviscerato fino in fondo ma si scivola da un tema all’altro. Rappresenta inoltre un luogo in cui i VIP possono mettere in scena la loro umanità ed un’occasione gratuita di rinforzare la propria immagine. Il funzionamento dal talk show ha innanzitutto un’esigenza compositiva: mettere insieme ospiti abbastanza vari perché riescono a dialogare fra loro ma anche a non dire le stesse cose. Vi sono talk show in cui l’attualità è del tutto assente e in cui prevale un aspetto mondano, in altri l’attualità è filtrata da un interesse prevalente e, in altri ancora, l’attualità partecipa a pieno titolo alla formula della trasmissione. LA FICTION La fiction è una parte centrale dell’intrattenimento neotelevisivo. La fiction della veterotelevisione aveva spesso una morale, intendeva cioè trasmette valori. Questo elemento si attenua nella neotelevisione e tende a coincidere con i valori della sfera privata della società occidentale ( amore, amicizia, famiglia). La neoteleveisione fa un largo uso di fiction sia per il basso costo di questi prodotti che per il gran numero di puntate disponibili. Le commedie sentimentali dall’infinito numero di puntate sono dette SOAP OPERAS (un tempo sponsorizzate delle industrie di detersivi e di provenienza radiofonica). La struttura narrativa è caratterizzata dalla lentezza , ciclicità e ridondanza nel presentare le informazioni e i contenuti. Nella soap i personaggi, in ogni puntata, fanno qualcosa che turba l’equilibrio originario che poi si ricompone, rimandando così all’appuntamento successivo. L’inquadratura tipica è il controcampo : le telecamere sfruttano il primo piano e l’asse orizzontale per sottolineare i turni di parola dei protagonisti. La SITCOM (situazion comedy) ha invece carattere più brillante e spesso umoristico. E’ composta da quadri familiari ed è animata da un dialogo vivace con molte battute con spesso il sottofondo di risate e applausi. Il TELEFILM o SERIE TELEVISIVA (series) erano originariamente cicli di episodi costruiti attorno alle avventure di uno o più personaggi a cui si aggiunge qualche Guest star. Di norma durava 25 o 55 minuti ed il ciclo poteva comprendere anche centinaia di episodi. Nella sitcom e nel telefilm i personaggi NON CRESCONO PSICOLOGICAMENTE, rimangono cioè uguali a se stessi. All’inizio degli anni ’80 si affaccia in Italia una forma più recente di fiction americana, il SERIAL: vicende narrative più complesse della soap, in cui ogni puntata rappresenta un segmento narrativo incompiuto, concatenato alle precedenti e alle successive. La narrazione può procedere per anni e anni introducendo nuovi personaggi ed eliminandone altri. La neotelevisione ha importato in Italia per la prima volta le TELENOVELAS brasiliane e di altri paesi sudamericani. Si tratta di un variante televisiva in Italia della soap opera dove l’elemento sentimentale è più cupo ed elementare. Ha un meccanismo narrativo chiuso destinato a concludersi dopo un numero determinato di puntate che però può essere elevato, fino a varie centinaia. INFORMAZIONE E INFOTAINMENT L’INFORMAZIONE: Dal dopoguerra la televisione mandò in onda i suoi notiziari quotidiani. All’inizio il telegiornale era di tipo radiofonico: uno speaker seduto ad una scrivania leggeva le notizie, mentre alle sue spalle venivano proiettate le immagini. In America i telegiornali (tv news) sono un genere di grande scelto. Essi sono affidati a un giornalista, che presenta il tg, dialoga con i corrispondenti e gli inviati. In Italia le edizioni regolari del tg cominciano lo stesso giorno dell’inizio delle trasmissioni, 3 gennaio 1954. Il tg da largo spazio alla componente istituzionale della politica, adotta un tono comunicativo ufficioso: le notizie sono lette da un annunciatore e si presentano non scritte da lui, ma da un’invisibile redazione rappresentata dalla rai. Dal 1968 i tg saranno letti dai giornalisti e non più dagli annunciatori. La neotelevisione modifica radicalmente la struttura delle news televisive italiane. Le modifiche son tutte in direzione del modello americano: personalizzazione de giornalista che conduce il tg, superamento di un ideale di obiettività e di ufficialità con l’introduzione di elementi di tendenza, arricchimento della musica, della grafica e della scenografia. Vengono aggiunte notizie flash o le Breaking news.
Il gioco televisivo diventa una forma di reality show. Negli anni ’90 i giochi aumentano il monto premi e si affacciano all prima serata. Adesso il game show esibisce la tensione dei concorrenti, la gioia della vittoria ma anche l’amarezza della sconfitta. Il vero protagonista è il denaro. UNA NUOVA GENERAZIONE DI REALITY Il 16 settembre 1999 in Olanda viene mandato in onda la prima puntata di Big Brother. Dieci persone, 5 donne e 5 uomini che non si sono mai conosciuti prima, vivranno per una durata di massimo 100 giorni in un piccolo appartamento collettivo senza poter uscire e avere contati con l’esterno. Chi sopravvive vince il premio finale. Nel settembre del 2000 Grande Fratello arriva in Italia su Canale 5 e per tutta la stagione si colloca ai vertici dell’ascolto diventando un fenomeno di costume. I personaggi dello show diventano eroi popolari che tentano la via del successo. A lungo andare ci furono degli elementi che diedero scandalo come la violazione della privacy, le scene di nudità, di sesso ed il controllo pervasivo. Successivamente abbiamo SURVIVOR in onda dal 2000 su CBS che vede un gruppo di concorrenti su un’isola sperduta al largo della Malesia esposti continuamente allo sguardo delle telecamere. AUTOPROMOZIONE TELEVISIVA : una sorta di auto promozione di un fi lm importante, annunciato una settimana prima. Magari il fi lm è insignifi cante (ma lo si può sapere solo dopo anni) ma magari è un fi lm che ha fatto discutere, bisogna che pubblico lo sappia, bisogna promuoverlo. Serviva per creare un’agenda
PARTE 2 (appunti presi a lezione)