Docsity
Docsity

Prepara i tuoi esami
Prepara i tuoi esami

Studia grazie alle numerose risorse presenti su Docsity


Ottieni i punti per scaricare
Ottieni i punti per scaricare

Guadagna punti aiutando altri studenti oppure acquistali con un piano Premium


Guide e consigli
Guide e consigli


La Nascita e Sviluppo della Televisione: Da Ragazza Desiderata a Realtà Obbiettivo, Sintesi del corso di Teorie E Tecniche Del Linguaggio Televisivo

La nascita e lo sviluppo della televisione, dalla sua apparizione come evoluzione desiderata della radio, agli esperimenti di trasmissioni negli Stati Uniti, Germania, Inghilterra e Italia, fino alla diffusione di televisioni private e a pagamento. Il testo illustra come la televisione americana si è basata sull'intrattenimento radiofonico, con giochi e quiz, spettacoli di varietà, prodotti narrativi di finzione a elevata serialità e come l'arrivo della televisione privata in Italia ha portato al decollo della tv a pagamento. Viene inoltre analizzata la necessità della rilevazione degli ascolti per determinare il valore degli spazi pubblicitari e la distinzione tra televisione generalista e neotelevisione.

Tipologia: Sintesi del corso

2019/2020

Caricato il 02/05/2020

alice-arlati
alice-arlati 🇮🇹

4.3

(12)

12 documenti

1 / 15

Toggle sidebar

Questa pagina non è visibile nell’anteprima

Non perderti parti importanti!

bg1
Parte 1
Televisione:
La televisione inizialmente apparve come una tanto desiderata evoluzione della radio ed è proprio per questo i
vari stati decisero di finanziare la ricerca sulla televisione.
Essa aveva una funzione già stabilita: quella di allargare e perfezionare il ruolo già svolto dalla radio, in totale
continuità con essa.Nel corso degli anni ’30 vari paesi effettueranno esperimenti di televisione che in Germania,
Inghilterra e Stati Uniti portarono all’inizio ufficiale delle trasmissioni tra il 1936 e il 1939, successivamente la
guerra però blocco tutto e soltanto nel dopoguerra si vedranno quelle condizioni favorevoli alla televisione.
Negli Stati Uniti il decollo della tv fu molto rapido e si colloca tra il 1948 e il 1952.
In Europa la televisione giunge più tardi, negli anni ’50.
In Italia il servizio televisivo avviene tra il 1956 e i primi anni ’70.
TV ALL’AMERICANA:
Il modello americano è fondato sulla competizione tra più catene televisive (network), finanziate dagli investitori
pubblici e gratuite per lo spettatore.
L’obiettivo di un network era quello di realizzare il massimo di ascolto e farlo diventare costante e fedele.
I programmi della tv americana sono basati sull’intrattenimento che deriva dalla radio ed è fondato su giochi e
quiz, sullo spettacolo di varietà, su prodotti narrativi di finzione (fiction) a elevata serialità.
Vi è un ampio spazio anche per i notiziari e per l’approfondimento delle notizie a opera di un personaggio che
tiene ancorati a sé gli spettatori. All’informazione si aggiunge l’offerta di eventi spettacolari, sportivi o anche
politici in diretta.
TV ALL’EUROPEA:
Anche le tv all’europea si ispirano per i loro programmi all’esperienza radiofonica. Si trattava di un’offerta
televisiva limitata su un solo canale disponibile in un numero ristretto di ore.
Solo dagli anni ’60 arriverà in Italia il secondo canale RAI. Questa televisione aveva un palinsesto settimanale e
non giornaliero, ed in esso ogni serata era dedicata ad un diverso genere e si pensava quindi ad una televisione
che veniva accesa quando si era interessati ad un determinato programma. Gli indici di ascolto, così importanti
per la tv americana, non interessavano i dirigenti delle tv europee, per loro era importante valutare il gradimento
dei programmi.
La televisione europea trasmetteva in diretta grandi eventi, adattava per il piccolo schermo opere teatrali,
musicali, letterarie, produceva in studio rubriche.
La rappresentazione della politica è limitata alle “Tribune politiche”. Presto furono proposti prodotti di fiction
americani.
Il film in tv fu un genere scarso, per l’intenzione di non fare concorrenza al cinema.
Infine la pubblicità era esigua in Italia ed in Inghilterra addirittura assente.
RADIO LIBERA:
Con il passare del tempo la televisione tolse alla radio il suo ruolo di medium più importante e consolidato.
Tuttavia la radio seppe trovare un nuovo ruolo, in particolare negli Stati Uniti degli anni ’50, si inserì stabilmente
nei consumi di una precisa fascia di pubblico, i giovani, che proprio negli stessi anni iniziavano ad affermare una
propria individualità anche con tratti di una forte ribellione nei confronti degli adulti, e esercitare proprie scelte di
consumo. Questa ribellione assunse i tratti della nuova musica rock e la radio divenne la sua naturale alleata.
Dal 1953 si diffuse in America la radio in modulazione di frequenza (FM).
Dal 1955 l’industria giapponese diffonde in Occidente la radio FM a transistor svincolata da una presa elettrica e
quindi dall’obbligo di rimanere in casa.
Nel 1979 un’altra tappa fondamentale sarà il walkman della Sony: la radio diventa così il primo mezzo mobile, il
primo personal medium.
LA ROTTURA DEL MONOPOLIO PUBBLICO E L’ARRIVO DELL’EMITTENZA PRIVATA:
Negli anni ’70 i monopoli televisivi furono messi in discussione in tutta Europa. Con la microelettronica i costi di
tutte le fasi dell’attività televisiva si riducevano sensibilmente. L’economia era molto cresciuta, e si poteva pensare
di realizzare grandi profitti aprendo alla pubblicità spazi in televisione che il monopolio attribuiva raramente ma
che emittenti privati non avrebbero certo lesinato. Tutti i paesi europei affrontarono la spinta ad aprire e
privatizzare almeno in parte la radiotelevisione. In Italia UNA LEGGE DEL 1975 RIBADì il monopolio della RAI,
riformandola ampiamente. Il controllo sull’azienda passava dal Governo al Parlamento.
La legge introduceva un terzo telegiornale e una terza rete televisiva dedicata alla cultura.
1
pf3
pf4
pf5
pf8
pf9
pfa
pfd
pfe
pff

Anteprima parziale del testo

Scarica La Nascita e Sviluppo della Televisione: Da Ragazza Desiderata a Realtà Obbiettivo e più Sintesi del corso in PDF di Teorie E Tecniche Del Linguaggio Televisivo solo su Docsity!

Parte 1

Televisione:

La televisione inizialmente apparve come una tanto desiderata evoluzione della radio ed è proprio per questo i vari stati decisero di finanziare la ricerca sulla televisione. Essa aveva una funzione già stabilita: quella di allargare e perfezionare il ruolo già svolto dalla radio, in totale continuità con essa.Nel corso degli anni ’30 vari paesi effettueranno esperimenti di televisione che in Germania, Inghilterra e Stati Uniti portarono all’inizio ufficiale delle trasmissioni tra il 1936 e il 1939, successivamente la guerra però blocco tutto e soltanto nel dopoguerra si vedranno quelle condizioni favorevoli alla televisione. Negli Stati Uniti il decollo della tv fu molto rapido e si colloca tra il 1948 e il 1952. In Europa la televisione giunge più tardi, negli anni ’50. In Italia il servizio televisivo avviene tra il 1956 e i primi anni ’70. TV ALL’AMERICANA: Il modello americano è fondato sulla competizione tra più catene televisive (network), finanziate dagli investitori pubblici e gratuite per lo spettatore. L’obiettivo di un network era quello di realizzare il massimo di ascolto e farlo diventare costante e fedele. I programmi della tv americana sono basati sull’intrattenimento che deriva dalla radio ed è fondato su giochi e quiz, sullo spettacolo di varietà, su prodotti narrativi di finzione (fiction) a elevata serialità. Vi è un ampio spazio anche per i notiziari e per l’approfondimento delle notizie a opera di un personaggio che tiene ancorati a sé gli spettatori. All’informazione si aggiunge l’offerta di eventi spettacolari, sportivi o anche politici in diretta. TV ALL’EUROPEA: Anche le tv all’europea si ispirano per i loro programmi all’esperienza radiofonica. Si trattava di un’offerta televisiva limitata su un solo canale disponibile in un numero ristretto di ore. Solo dagli anni ’60 arriverà in Italia il secondo canale RAI. Questa televisione aveva un palinsesto settimanale e non giornaliero, ed in esso ogni serata era dedicata ad un diverso genere e si pensava quindi ad una televisione che veniva accesa quando si era interessati ad un determinato programma. Gli indici di ascolto, così importanti per la tv americana, non interessavano i dirigenti delle tv europee, per loro era importante valutare il gradimento dei programmi. La televisione europea trasmetteva in diretta grandi eventi, adattava per il piccolo schermo opere teatrali, musicali, letterarie, produceva in studio rubriche. La rappresentazione della politica è limitata alle “Tribune politiche”. Presto furono proposti prodotti di fiction americani. Il film in tv fu un genere scarso, per l’intenzione di non fare concorrenza al cinema. Infine la pubblicità era esigua in Italia ed in Inghilterra addirittura assente. RADIO LIBERA: Con il passare del tempo la televisione tolse alla radio il suo ruolo di medium più importante e consolidato. Tuttavia la radio seppe trovare un nuovo ruolo, in particolare negli Stati Uniti degli anni ’50, si inserì stabilmente nei consumi di una precisa fascia di pubblico, i giovani, che proprio negli stessi anni iniziavano ad affermare una propria individualità anche con tratti di una forte ribellione nei confronti degli adulti, e esercitare proprie scelte di consumo. Questa ribellione assunse i tratti della nuova musica rock e la radio divenne la sua naturale alleata. Dal 1953 si diffuse in America la radio in modulazione di frequenza (FM). Dal 1955 l’industria giapponese diffonde in Occidente la radio FM a transistor svincolata da una presa elettrica e quindi dall’obbligo di rimanere in casa. Nel 1979 un’altra tappa fondamentale sarà il walkman della Sony: la radio diventa così il primo mezzo mobile, il primo personal medium. LA ROTTURA DEL MONOPOLIO PUBBLICO E L’ARRIVO DELL’EMITTENZA PRIVATA: Negli anni ’70 i monopoli televisivi furono messi in discussione in tutta Europa. Con la microelettronica i costi di tutte le fasi dell’attività televisiva si riducevano sensibilmente. L’economia era molto cresciuta, e si poteva pensare di realizzare grandi profitti aprendo alla pubblicità spazi in televisione che il monopolio attribuiva raramente ma che emittenti privati non avrebbero certo lesinato. Tutti i paesi europei affrontarono la spinta ad aprire e privatizzare almeno in parte la radiotelevisione. In Italia UNA LEGGE DEL 1975 RIBADì il monopolio della RAI , riformandola ampiamente. Il controllo sull’azienda passava dal Governo al Parlamento. La legge introduceva un terzo telegiornale e una terza rete televisiva dedicata alla cultura.

L’anno successivo una sentenza della Corte costituzionale, ammetteva l’emittenza privata, radiofonica e televisiva purché in ambito locale, così cominciarono a sorgere radio e tv private. NEOTELEVISIONE: Emittenti televisive private nacquero in tutte le città e le regioni. Il monopolio finì all’inizio degli anni ’80 e nel 1984 la Fininvest (poi Mediaset) raggiunse lo stesso numero di reti nazionali della RAI e la superò per fatturato pubblicitario. La televisione italiana cominciò ad essere una partita a due RAI-FININVEST, quello che è stato definito un “DUOPOLIO”.

L’effetto fu una modifica della televisione italiana che venne definita da Umberto Eco come “ neotelevisone ”. *

Nella neotelevisone l’intrattenimento tende ad inglobare altri generi, diventando il vero tessuto connettivo della programmazione. Dal 1986 anche la televisione italiana avrà una misurazione quantitativa degli indici di ascolto: non saranno più i dirigenti dal monopolio a decidere cosa il pubblico deve vedere, ma gli spettatori stessi con il telecomando. Sono gli spettatori a decidere quindi le sorti di un programma o di un personaggio: una trasmissione se non richiamo subito un pubblico sufficiente rischia di essere cancellata e allo stesso modo un conduttore che non riscuote successo difficilmente otterrà un nuovo contratto. Ciascuna rete cerca allora di farsi scegliere e di far restare lo spettatore sul proprio canale, possibilmente anche durante gli spot pubblicitari. L’ andamento narrativo è ciclico e ciò permette al pubblico di unirsi al programma anche se già iniziato da tempo. Questa modalità di offerta televisiva è stata chiamata flusso televisivo e invita a scegliere, tra i molti spettacoli offerti, i frammenti che più ci interessano.

  • la vecchia televisione, cioè la veterotelevisione , come la chiama Eco, era una televisione in cui noi stavamo seduti a ricevere informazioni. La televisione attuale è una televisione in cui, attraverso il telecomando, la scelta tra programmi è molto vasta. LA TV A PAGAMENTO: Negli anni ’60 si afferma negli Stati Uniti una nuova offerta televisiva: la tv via cavo, che offre, in abbonamento, la ricezione di canali televisivi specializzati. Il pacchetto di canali ha un affollamento pubblicitario ridotto rispetto al network e offre prima di tutto film recenti e sport, a cui presto si aggiungono: canali dedicati ai bambini (il primo Disney Channel), ai vari hobby e alle previsioni meteorologiche (-> saranno chiamati canali tematici). Il sistema televisivo assume allora una configurazione a due livelli: le famiglie meno abbienti guardano solo i network gratuiti mentre quelle più facoltose utilizzato i programmi via cavo connettendosi ai network solo per la cronaca e per i grandi eventi. Il giudizio del pubblico è più importante di quello degli inserzionisti poiché, al momento del rinnovo dell’abbon., questo deve valutare il servizio ricevuto e decidere se rinnovarlo o meno. LA TV DIVENTA DIGITALE: In Italia la tv a pagamento arriva in ritardo. Tentativi di tv a pagamento compiono in Italia negli anni ’90 con l’emittente Telepiù , trasmessa via etere in forma criptato: visibile cioè dagli abbonati. Il vero decollo della tv a pagamento lo si ha nel 1997, quando diventa operativo il primo satellite digitale che copre tutta Italia; sempre nello stesso anno una legge liberalizza i servizi di telecomunicazione, compresa la tv via cavo e via satellite. L’abbondanza di canali è un fattore indispensabile per realizzare la Pay tv e soprattutto per la Pay tv View , in cui le famiglie dopo aver sottoscritto un abbonamento basic , pagano per i singoli spettacoli che scelgono di vedere. Le “piattaforme digitali” diffuse via satellite erano in Italia originariamente due, Telepiù e Stream, ma dal 2003 le due piattaforme cedettero il posto a Sky dove gli abbonati hanno a disposizione oltre 170 canali visibili se in possesso di un decoder che richiede l’inserimento di una smart card. IL DIGITALE TERRESTRE: Un’altra piattaforma è il cosiddetto “Digitale terrestre”. Originariamente una legge del 2001 aveva stabilito che nel 2006 tutti le trasmissioni televisive sarebbero state diffuse esclusivamente con la tecnologie digitale, ma successivamente una legge del 2004, la “legge Gasparri” ha stabilito il graduale passaggio della tv analogica al digitale terrestre, cioè trasmessa via etere come la televisione tradizionale, ma in digitale. Ciò permette di comprimere sei canali diversi all’interno di uno stesso multiplex , e quindi di moltiplicare le frequenze disponibili. Il DTT è ricevibile anche dai vecchi televisori analogici, purché dotati di un apposito decoder, e dai nuovi schermi piatti a cristalli liquidi o al plasma.L’applicazione che ha avuto è stata la diffusone a pagamento di partire di calcio e poi di altri eventi e canali mediante una tessera prepagata della scratch card da parte di Mediaset Premium e la La 7 Cartapiù. La RAI invece ha prodotto canali assai mediocri, come RAI Utile. Il numero delle famiglie con DTT ha superato gli abbonati di Sky.

CULTURE E MEZZI ESPRESSIVI DELLA NEOTELEVISIONE IL GOVERNO DEL NUOVO PALINSESTO Nella televisione del monopolio il potere di decidere cosa potevano vedere gli spettatori apparteneva ai dirigenti delle televisioni pubbliche. La discussione tra i dirigenti verteva su cosa fosse più adatto per gli spettatori, ogni sera occorre fornire un menù di appuntamenti e occasioni attraenti. La discussione verte ora su come far crescere il proprio ascolto. Nella neotelevisione l’ideale è una programmazione quotidiana che sia rivolta a tutte le età e a tutte le categorie sociali che presumibilmente a quell’ora possono trovarsi davanti al televisore. E’ quella che è chiamata una televisione “generalista”, una tv per tutti. Dai generi si passa al metageneri , ampie partizioni tematiche che contengono una trasfigurazione e composizione dei generi tradizionali. La tv non ha più un palinsesto settimanale ma un palinsesto giornaliero. Gran parte di ciò che va in onda in televisione si ripete giornalmente in forma seriale e, questa collocazione giornaliera, sempre allo stesso orario, si chiama programmazione a striscia. Sempre con lo stesso scopo c’è un palinsesto per i giorni lavorativi e uno diverso per il weekend, ma bisogna tener conto anche dei cambiamenti del clima, delle stagioni, delle festività, dell’agenda politica e di quella del campionato di calcio. AUDITEL E RILEVAZIONI DEGLI ASCOLTI La rilevazione dell’ascolto è una necessità vitale della televisione generalista per determinare il valore degli spazi pubblicitari il cui pregio dipende dal numero di spettatori che raggiungono. Le rilevazioni d’ascolto erano curate dalla società Auditel, una società privata fondata dalle televisioni pubbliche e private dai rappresentati delle agenzie pubblicitarie e dagli editori dei giornali. La metodologia adottata è quella della costituzione di un campione rappresentativo delle famiglie italiane e dell’applicazione ai televisori del campione di un misuratore automatico dell’ascolto detto meter , attivato da uno speciale telecomando che permette di individuare quali sono i membri della famiglia davanti al televisore. Tramite la linea telefonica i dati sono inviati a un computer centrale. QUATTRO ONDATE DI NEOTELEVISIONE Questa forma di televisione ha ormai 30 anni e possiamo distinguere 4 ondate successive:

  1. Nella prima fase (1976-80) la neotelevisione è fortemente conoscitiva. Si cercano trasmissioni concepite per interessare quasi tutti e il primo metagenre che questa ricerca assume è il contenitore: una scatola che si presta a farsi riempire con frammenti dei più vari generi, mediati e organizzati da un conduttore. Il precursore dei contenitori è considerato Domenica in. Il talk show è invece una forma di intrattenimento parlato, un salotto televisivo popolato di ospiti, animato da un conduttore e fondato sulla conversazione di vari argomenti.
  2. Una successiva fase si colloca negli anni ’80. La neotelevisione ha ormai stabilito un rapporto diretto col pubblico, costruito su due elementi: da un lato il successo dei conduttori di talk show e contenitori; dall’altro l’offerta larghissima di fiction gratuita. Nel 1989 si contano in media 100 passaggi televisivi di film al giorno; tra il 1980 e il 1992 il cinema in Italia perde il 65% dei biglietti e il 58% delle sale. La tv si afferma come la principale raccontatrice di storie del tempo. Nascono lo sportainment , l’intrattenimento sportivo, e l’edutainment , la forma aggiornata delle rubriche culturali; ma il genere più rilevante è l’infotainment , l’informazione spettacolarizzata, con una forte connotazione politica.
  3. La terza fase inizia alla fine degli anno ’80 quando si cercano tinte forti e contenuti più pepati, perché una certa usura ha logorato la conversazione di talk show e del contenitore. La tv è ora ansiosa di metter in scena la realtà, si dedica a mandare in onda aule giudiziarie, ospedali, casi umani (reality show).
  4. La quarta fase si apre con l’avvento del Grande Fratello (2000) CONTENITORE E TALK SHOW Il primo prodotto neotelevisivo è il programma contenitore: un involucro lungo in cui un conduttore propone uno dopo l’altro frammenti anche molto diversi tra loro. Sostanzialmente il contenitore è una grande cornice che è in grado di comprendere al suo interno tutti i preesistenti generi televisivi, dallo sport al telefilm, dalla rubrica culturale all musica, dai giochi all’informazione. Capostipite della dinastia dei contenitori è considerato DOMENICA IN nella sua prima edizione del 1979. Il conduttore è il personaggio chiave del contenitore, indispensabile per far funzionare il programma. Il conduttore si considera come un proprietario della trasmissione e può avere una “spalla”, solitamente è un uomo che come spalla ha una donna. Il compito del conduttore non è facile poiché deve conferire al suo contenitore un’atmosfera particolare. La conversazione del conduttore è ricca di comportamenti rituali (forme di saluto, omaggi, lodi) e c’è un grande uso di sorrisi. Nella tv di tutti i giorni gli spettatori preferiscono un conduttore di profilo basso, in quanto essi vedono nel conduttore qualcuno che aiuta le persone a stare bene e oltretutto si rispecchiano in lui. NB: Nella veterotelevisione non c’era il conduttore ma il presentatore.

TALK SHOW

Il talk show è una forma di intrattenimento parlato, fondato sulla conversazione tra un conduttore e i suoi ospiti. In Italia arriva con Bontà loro , Acquario e Grand’Italia , tutti di Maurizio Costanzo. Il talk show ha poltrone e divani, i partecipanti non sono chiamati a parlare soltanto di quello per cui sono importanti e ha il suo elemento forte nella conversazione. Nessun argomento viene sviscerato fino in fondo ma si scivola da un tema all’altro. Rappresenta inoltre un luogo in cui i VIP possono mettere in scena la loro umanità ed un’occasione gratuita di rinforzare la propria immagine. Il funzionamento dal talk show ha innanzitutto un’esigenza compositiva: mettere insieme ospiti abbastanza vari perché riescono a dialogare fra loro ma anche a non dire le stesse cose. Vi sono talk show in cui l’attualità è del tutto assente e in cui prevale un aspetto mondano, in altri l’attualità è filtrata da un interesse prevalente e, in altri ancora, l’attualità partecipa a pieno titolo alla formula della trasmissione. LA FICTION La fiction è una parte centrale dell’intrattenimento neotelevisivo. La fiction della veterotelevisione aveva spesso una morale, intendeva cioè trasmette valori. Questo elemento si attenua nella neotelevisione e tende a coincidere con i valori della sfera privata della società occidentale ( amore, amicizia, famiglia). La neoteleveisione fa un largo uso di fiction sia per il basso costo di questi prodotti che per il gran numero di puntate disponibili. Le commedie sentimentali dall’infinito numero di puntate sono dette SOAP OPERAS (un tempo sponsorizzate delle industrie di detersivi e di provenienza radiofonica). La struttura narrativa è caratterizzata dalla lentezza , ciclicità e ridondanza nel presentare le informazioni e i contenuti. Nella soap i personaggi, in ogni puntata, fanno qualcosa che turba l’equilibrio originario che poi si ricompone, rimandando così all’appuntamento successivo. L’inquadratura tipica è il controcampo : le telecamere sfruttano il primo piano e l’asse orizzontale per sottolineare i turni di parola dei protagonisti. La SITCOM (situazion comedy) ha invece carattere più brillante e spesso umoristico. E’ composta da quadri familiari ed è animata da un dialogo vivace con molte battute con spesso il sottofondo di risate e applausi. Il TELEFILM o SERIE TELEVISIVA (series) erano originariamente cicli di episodi costruiti attorno alle avventure di uno o più personaggi a cui si aggiunge qualche Guest star. Di norma durava 25 o 55 minuti ed il ciclo poteva comprendere anche centinaia di episodi. Nella sitcom e nel telefilm i personaggi NON CRESCONO PSICOLOGICAMENTE, rimangono cioè uguali a se stessi. All’inizio degli anni ’80 si affaccia in Italia una forma più recente di fiction americana, il SERIAL: vicende narrative più complesse della soap, in cui ogni puntata rappresenta un segmento narrativo incompiuto, concatenato alle precedenti e alle successive. La narrazione può procedere per anni e anni introducendo nuovi personaggi ed eliminandone altri. La neotelevisione ha importato in Italia per la prima volta le TELENOVELAS brasiliane e di altri paesi sudamericani. Si tratta di un variante televisiva in Italia della soap opera dove l’elemento sentimentale è più cupo ed elementare. Ha un meccanismo narrativo chiuso destinato a concludersi dopo un numero determinato di puntate che però può essere elevato, fino a varie centinaia. INFORMAZIONE E INFOTAINMENT L’INFORMAZIONE: Dal dopoguerra la televisione mandò in onda i suoi notiziari quotidiani. All’inizio il telegiornale era di tipo radiofonico: uno speaker seduto ad una scrivania leggeva le notizie, mentre alle sue spalle venivano proiettate le immagini. In America i telegiornali (tv news) sono un genere di grande scelto. Essi sono affidati a un giornalista, che presenta il tg, dialoga con i corrispondenti e gli inviati. In Italia le edizioni regolari del tg cominciano lo stesso giorno dell’inizio delle trasmissioni, 3 gennaio 1954. Il tg da largo spazio alla componente istituzionale della politica, adotta un tono comunicativo ufficioso: le notizie sono lette da un annunciatore e si presentano non scritte da lui, ma da un’invisibile redazione rappresentata dalla rai. Dal 1968 i tg saranno letti dai giornalisti e non più dagli annunciatori. La neotelevisione modifica radicalmente la struttura delle news televisive italiane. Le modifiche son tutte in direzione del modello americano: personalizzazione de giornalista che conduce il tg, superamento di un ideale di obiettività e di ufficialità con l’introduzione di elementi di tendenza, arricchimento della musica, della grafica e della scenografia. Vengono aggiunte notizie flash o le Breaking news.

GAME SHOW

Il gioco televisivo diventa una forma di reality show. Negli anni ’90 i giochi aumentano il monto premi e si affacciano all prima serata. Adesso il game show esibisce la tensione dei concorrenti, la gioia della vittoria ma anche l’amarezza della sconfitta. Il vero protagonista è il denaro. UNA NUOVA GENERAZIONE DI REALITY Il 16 settembre 1999 in Olanda viene mandato in onda la prima puntata di Big Brother. Dieci persone, 5 donne e 5 uomini che non si sono mai conosciuti prima, vivranno per una durata di massimo 100 giorni in un piccolo appartamento collettivo senza poter uscire e avere contati con l’esterno. Chi sopravvive vince il premio finale. Nel settembre del 2000 Grande Fratello arriva in Italia su Canale 5 e per tutta la stagione si colloca ai vertici dell’ascolto diventando un fenomeno di costume. I personaggi dello show diventano eroi popolari che tentano la via del successo. A lungo andare ci furono degli elementi che diedero scandalo come la violazione della privacy, le scene di nudità, di sesso ed il controllo pervasivo. Successivamente abbiamo SURVIVOR in onda dal 2000 su CBS che vede un gruppo di concorrenti su un’isola sperduta al largo della Malesia esposti continuamente allo sguardo delle telecamere. AUTOPROMOZIONE TELEVISIVA : una sorta di auto promozione di un fi lm importante, annunciato una settimana prima. Magari il fi lm è insignifi cante (ma lo si può sapere solo dopo anni) ma magari è un fi lm che ha fatto discutere, bisogna che pubblico lo sappia, bisogna promuoverlo. Serviva per creare un’agenda

PARTE 2 (appunti presi a lezione)

Alfred Hitchcock (londinese di origine, trasferitosi poi negli Stati Uniti), famoso regista, divenne icona

mondiale attraverso la televisione (che dal 1950 aveva iniziato ad arrivare nelle case di tutti) dal 1955,

grazie a programmi brevi, circa 23 minuti, thriller e di suspance. Grazie alla platea sconfinata della

televisione, riuscì a diventare famoso anche a livello mondiale.

  • Un peso sullo stomaco (Serie: "Hitchcock presenta, stagione 2 volume 3).

Il commento di Hitchcock alla fine dell'episodio non è in linea con i film da lui stesso

precedentemente prodotti. Questo breve film però veniva trasmesso attraverso il network

televisivo ed era necessario passare al pubblico (soprattutto al pubblico giovane) il concetto che "il

crimine non paga".

Contrariamente a ciò che accade nel cinema, nella televisione non può passare il messaggio opposto.

Da questa frase è possibile capire la destinazione del film. Il film è costruito sul rapporto tra i due

personaggi, lentamente si scoprono i problemi che ci sono tra i due e che derivano da una donna, e

quindi capiamo che tra i due c'è una forte rivalità. Questo genera un sentimento di vendetta che rende

drammatica ogni frase, non sappiamo fino a che punto l'aiutante sarà tale e quando invece diventerà

"traditore". Nel finale infatti si invertono i ruoli di carnefice e vittima.

Questa serie di Hitchcock è composta da 360 film della durata fissa di 23 minuti, in quanto erano un

prodotto per la televisione e, avendo posto fisso nel palinsesto, ne veniva trasmesso uno al giorno.

La suspance si può costruire sul nulla, in quanto essa si basa su quello che avviene nella nostra mente

e non su ciò che accade realmente nel film. Hitchcock amava i racconti di Edgar Allan Poe.

Per Hitchcock il concetto di suspance è particolare, il film è prodotto con pochissimi fondi e senza la

presenza di star internazionali, non succede praticamente nulla ma l'attenzione dello spettatore rimane

incollata allo schermo fino alla fine. Il film si basa sull'attesa di qualcosa che potrebbe non succedere

mai.

Differenza tra suspance e sorpresa: la suspance si produce nel momento in cui lo spettatore è a

conoscenza di ciò che potrebbe accadere, conosce la situazione più del personaggio, trasformando

ciò che potrebbe essere noioso in qualcosa carico di tensione.

Non è altro che la drammatizzazione del materiale narrativo. La sorpresa si produce nel momento in cui

accade/non accade qualcosa che ci si aspetta, o no; dura pochi secondi mentre la suspance potrebbe

durare anche per tutto il film.

SERIALITA’ TELEVISIVA:

La serialità televisiva è un tipo particolare di narrazione: ha una lunghezza eccezionale (le serie TV

potrebbero durare anni, differentemente dai film che durano solo 2 ore).

Come la mitologia greca che aveva moltissime storie e varianti diverse, anch'essa ha serie infinita di

varianti con la differenza che chi scrive le varianti deve sceglierne una sola, anche se quelle escluse

non si buttano ma vengono riciclate in altri modi.

Esistono vari livelli di finzione: sogno, immaginazione, desideri, progetti; non tutto accade

nella realtà ma gli eventi si verificano su livelli differenti.

Un altro fenomeno che caratterizza la serialità televisiva è lo spin-off , una serie che nasce da un'altra

serie (esempio: un personaggio di sfondo, apprezzato dal pubblico, potrebbe diventare protagonista di

un altra serie).

L'esempio più clamoroso di spin-off è Happy Days, che ne ebbe 4, e riuscì a portare lo spin-off

all'interno di se stesso (Fonzie riuscì a farsi amare piano piano dal pubblico e anche se non era il

  • Serie Antologica: è una serie dove troviamo il presentatore che dice che si tratta di una puntata con un

certo marchio (es. Hitchcock Presents).

Negli ultimi anni c'è stata una forte evoluzione della serialità televisiva che ha superato il cinema sotto

molti punti di vista.

È necessario "fidelizzare" lo spettatore, renderlo fedele alla serie e al network televisivo in modo che ci

rimanga legato per tutta la durata della serie (che potrebbe durare anni); questo è un meccanismo che

non si può creare con i film.

Il cinema tende sempre di più a produrre sequel e prequel che continuano la vicenda di un film di

successo ambientandola in un tempo funzionale antecedente o successivo al film originale; questo

costituisce una specie di riconoscimento da parte del cinema nei confronti della serialità televisiva.

La serialità televisiva è diventata così importante perché costituisce un equivalente del romanzo

letterario, con simile completezza e complessità.

Sub Plot = linea secondaria è derivata del plot.

Lo stacco è risolto in termini di regia traverso i movimenti della telecamera con l'utilizzo di carrelli (la

telecamera è montata su rotaie, il movimento è fisso sul binario che può essere reale o immaginario),

panoramiche (la macchina da presa è ferma e ruota sul proprio asse, vediamo muoversi l'immagine. È

detta a "schiaffo" se è molto veloce, conferisce un senso di dramma; oppure può essere lenta e avere

funzione descrittiva).

La carrellata ottica consiste nello zoom e si ottiene grazie a un gioco ottico di lenti e focali; prende

questo nome perché ha un movimento molto simile al carrello.

Nelle serie ogni spazio è deputato a una funzione particolare e serve a delineare le diverse linee

narrative. E.R. è la serie più importante degli anni '90 e introduce nuovi standard.

Gli anni 2000 sono caratterizzati da un'altra serie televisiva iniziata ne 2001 che ha segnato un

cambiamento, " twenty-four " realizzata in tempo reale: 1 minuto dello spettatore corrisponde a 1 minuti

della storia del personaggio, ogni stagione corrisponde a 24 ore di vita dell'agente protagonista). Sono

presenti però salti temporali, è presente un timecode ovvero un cronometro su cui scorre l'ora che ci

permette di notare uno stacco di 4 minuti causato dalla pubblicità della TV americana (la serie è stata

realizzata tenendo conto di questo quindi quei 4 minuti non esistono).

Altre serie innovative, piuttosto recenti, sono state MadMen, Breaking Bad, True Detective,

House of cards (prima serie interamente prodotta è distribuita da Netflix, a rilascio completo: costituisce

un'innovazione perché per la prima volta è lo spettatore a decidere i tempi di fruizione della serie

televisiva).

Cross over = si verifica quando in una puntata di una serie televisiva entrano, in modo provvisorio, i

personaggi di un'altra serie e si verifica una "fusione" tra mondi finzionali diversi.

Precedentemente alla serialità televisiva il cross over veniva praticato nei fumetti, specialmente quelli

della Marvel.

Diventa importante per quanto riguarda le ricadute commerciali delle serie

(es: CSI nato come "CSI Crime Investigation" si sviluppa poi in altre serie cross over come "CSI Miami" e

"CSI New York"): se si vuole creare una serie nuova, per questioni commerciali, viene provata all'interno

di una serie già esistente per vedere i che modo il focus group reagisce ainuovi personaggi.

Si crea così negli spettatori della serie un'aspettativa nei confronti della nuova serie, senza necessità di

video promozionali.

Si raggiunge così il focus group e inizia a crearsi una sorta di fidelizzazione trascinandoli dalla serie

madre alla serie figlia. Questo fenomeno è simile a una derivazione del pilot (puntata zero).

A causa degli elevati costi dei pilot, alcuni autori hanno ideato il backdoor pilot, un pilot girato come

puntata di una serie già esistente e serve ad abbattere i costi di realizzazione e analizzare la reazione

degli spettatori attraverso indagini di mercato allarga scala.

Il fermento più postmoderno legato alla serialità televisiva è la fan fiction, riscrittura e rielaborazione

delle storie operata dai fan delle serie.

La nascita della fan fiction è legata a una serie storica, Star Treck , nata nel 1966 di carattere

fantascientifico che fu interrotta dopo pochi anni a causa di uno scarso successo;

aveva però una quantità di fan sfegatati che non accettarono la decisione del network di chiuderla e

negli anni successivi ci furono riprese della serie che ebbe successo in tempi recenti.

Da lì nacque e si diffuse in modo massiccio la fan fiction, ma anche la fan-zin (realizzati su supporti

cartacei simili a riviste a basso costo), in cui facevano rivivere i personaggi della serie televisiva.

Al giorno d'oggi la fan fiction si è evoluta tantissimo e si è diffusa anche su supporti audio visivi e

questo può comportare un cambio di genere.

Essa ha comportato spesso battaglie legali, legate al problema del diritto d'autore (copyright)

soprattutto negli Stati Uniti: è il proprietario dei diritti che deve decidere se questo è un problema o se

può essere sfruttato per fare pubblicità al prodotto originario

Radio e televisione sono due media che intrattengono un rapporto ambiguo: sono diversissimi ma

legatissimi tra loro.

Se considerati come istituzioni sono collegati: la radio, nata in precedenza, ha creato le basi su cui si è

poi sviluppata la televisione.

Se considerati come linguaggio sono estremamente diversi tra loro: la radio ha linguaggio

monomediale, usa solo quello sonoro, diversamente dalla tele che ha linguaggio audiovisivo simile a

cinema.

Un'altra distinzione fondamentale può essere fatta tra Stati Uniti ed Europa, dal punto di vista

dell'istituzione: in Europa radio e televisione sono nate pubbliche , controllate dallo Stato, mentre negli

Usa il modello è liberistico ovvero fin dall'inizio la televisione è stata affidata all'imprenditoria privata.

La differenza sta nel modo di porsi problemi pedagogici, problemi di controllo del consenso (voti

elettorali), problemi commerciali, di ascolti, intrattenimento e di pubblicità.

Il presentatore verrà poi cambiato perché nonostante lo speaker radiofonico avesse una bella voce, non

era considerato visivamente adatto per la trasmissione televisiva, escluso anche perché la Democrazia

Cristiana, il più grande partito politico dell'epoca, era preoccupata per le voci che circolavano riguardo

la sua presunta omosessualità, considerata all'epoca uno scandalo.

La presentazione passerà poi a Pippo Baudo (13 edizioni presentate) e Mike Bongiorno (11 edizioni

presentate).

Inizialmente al Festival partecipavano pochi cantanti che cantavano molte canzoni (esempio eclatante:

Nilla Pizzi nel 1952 vinse tutto il podio) è l'obiettivo era dare risalto alle canzoni piuttosto che ai cantanti

in gara.

Nell'edizione del 1958 vince un nuovo cantante che non risponde più alla tradizione legata all'opera

lirica: Domenico Modugno, con la canzone "Nel blu dipinto di blu", all'estero conosciuta come "volare" e

simbolo dell'Italianità, fece un atto all'epoca considerato scandaloso: mentre tutti cantando

avvicinavano le mani al cuore, Modugno allarga le braccia in un gesto ampio e liberatorio che diventa

simbolo del cambio radicale della canzone italiana, rimanendo impresso in milioni di telespettatori, in

quanto era in

contrasto con la tradizione.

Altro gesto eclatante e provocatorio fu quello di Adriano a Celentano che, presentatosi in divisa militare,

si mise a cantare dando le spalle al pubblico.

A quell'epoca la televisione aveva fruizione collettiva, come la radio, perché pochissimi potevano

permettersela. In occasione di eventi importanti ci si riuniva in casa di amici, conoscenti o in bar e

locali.

Il televisore era grande, con tubo catodico, ma aveva uno schermo di piccole dimensioni.

L'evento che richiamava maggiormente la fruizione televisiva e che fece crescere il numero degli

abbonati al Canone fu il gioco a quiz Lascia o raddoppia (nato nel 1955), presentato da Mike

Bongiorno. Era sorprendente come in un Paese con molte persone che parlavano dialetto o erano

analfabete, l'italiano fu imparato da molti garanzie a un conduttore che in realtà aveva origini americane,

ma che proprio per questo motivo usava un italiano semplice da capire e imparare.

Veniva trasmesso di sabato, generando la disperazione dei proprietari dei cinema che non incassavano

quasi nulla nel giorno che prima era di massima affluenza, di conseguenza la Rai spostò l'evento al

giovedì sera.

Divenne leggendaria la figura del notaio, la cui caratteristica era quella di essere sempre o quasi fuori

campo (rappresentava la legge) e a cui si chiedevano chiarimenti.

Nacque anche l'idea della valletta, antenata della moderna soubrette, non parlava mai e portava le

domande, aveva ruolo puramente decorativo, la prima valletta della TV italiana era Edy Campagnoli ed

era soprannominata "la valletta muta".

I concorrenti divennero tutti famosissimi. Il logo era composto dal fumetto di un bambino

concentrato a pensare alla risposta alla domanda.

Negli anni in cui era ancora in onda, fu prodotto un instant movie (film creato subito dopo un

determinato avvenimento) che parla della trasmissione in modo ironico attraverso una parodia e del

modo in cui svolgeva, possiamo vedere Mike Bongiorno che interpreta il ruolo di se stesso.

Film ---> "Totò lascia o raddoppia?"

Nonostante l'avvento della televisione, il gergo radiofonico persiste nella parlata dei conduttori. Il quiz è

basato su una formula che da alla fortuna il primo posto, in quanto può decidere della vittoria o della

sconfitta; moralmente si pensava che la vittoria si sarebbe ottenuta solo attraverso la conoscenza.

C'è un momento sadico dello spettatore che deve guardare il quiz e assistere alla fortuna/sfortuna del

concorrente, con apprensione. Attorno a Lascia o raddoppia si era anche creata una mitologia legata

alle contestazioni dei concorrenti (famosa quella di uno che era andato in tribunale sostenendo che la

risposta esatta era quella data da lui, che ne sapeva più del notaio).

Per capire come fu percepita la nascita della televisione, è interessante osservare quale fu la presa di

posizione del Vaticano: la notizia del Corriere della sera fu data con basso risalto è in modo locale,

senza are importanza all'avvenimento mentre la reazione del Papa (Pio XII) fu un monito estremamente

significativo della percezione della Chiesa, definì la televisione "potenza malefica e più sconvolgitrice

degli spettacoli cinematografici perché capace di introdurre nelle pareti domestiche un'atmosfera

avvelenata di materialismo ed edonismo che si respira nelle sale cinematografiche".

Si pensava che la TV, nata in Uk e Usa avrebbe portato, in un popolo legato alle tradizioni, una

modernità che era da molti, soprattutto della Chiesa, considerata un pericolo. In quegli anni infatti ci fu

un attentissimo controllo dei programmi televisivi da parte della Democrazia Cristiana.

Filiberto Guala fu dal 1954 al 1956 a capo dell'azienda Rai (che aveva un solo canale: Programma

Nazionale), con il ruolo di garante della moralità.

Product placement = tecnica di vendita che consiste nel mostrare un prodotto all'interno di un

programma, in modo apparentemente casuale, con l'obiettivo di aumentarne le vendite.

La combinazione canone-pubblicità risale alla legislazione del 1924 legata alla radiofonia italiana e poi

tramandata anche alla televisione.

“Lascia o raddoppia ” nasce nel 1955 e finisce nel 1959, ma avrà molti rifacimenti nel corso di tutta la

storia della televisione italiana.

Pochi anni dopo esce un saggio brevissimo di Umberto Eco, "Fenomenologia di

Mike Bongiorno", in cui assume Mike Bongiorno come simbolo del cambiamento della mitologia della

televisione: mentre prima gli spettatori si identificavano e si mettevano in rapporto con divi

irraggiungibili (es. Rodolfo Valentino, divi di Hollywood), la televisione cambia in modo radicale le cose

in quanto il divo diventa un uomo senza qualità particolari, è un uomo normale senza qualità

eccezionali.

La TV non presenta più come ideale il Superman bensì l'Everyman (= uomo qualunque).

Lo stesso meccanismo, che non sviluppa nessun complesso di inferiorità negli spettatori, potrebbe

essere applicato a personaggi televisivi attuali come Emilio Fede e Gigi Marzullo.

Questo meccanismo non può essere applicato al cinema in quanto l'uomo qualunque non sarebbe a

suo agio perché non si troverebbe ne suo ambiente.

Nel 1955 la Rai è comandata dal governo della Democrazia Cristiana, il primo capo (amministratore

delegato) è Filiberto Guala , uomo cn convinzioni di ferro che sembrava giusto per tenere sotto

controllo le preoccupazioni della Chiesa.

Fu varato un severo codice di autodisciplina in modo che gli spettacoli televisivi non turbassero il senso

del pudore del pubblico; in quegli anni in televisione non si potevano vedere vicende che turbassero la

pace sociale (era il periodo della cortina di ferro che divideva blocco occidentale e blocco orientale,

l'Italia aveva il più grande partito comunista ed era una sorta di confine tra le due parti) era quindi

proibito l'incitamento dell'odio di classe, opere che screditassero l'istituto della famiglia (tema caro alla

DC) e bisognava avere rispetto delle istituzioni e della Nazione.

Era vietato anche l'uso di parole specifiche, esempio "membro", "seno", "parto", "vizio"... con qualsiasi

significato e riferimento. Vennero così adottate alcune sostituzioni che sono entrate a far parte della

nostra lingua: esempio, suicidio = "insano gesto", gravidanza = "lieto evento", cancro = "male

incurabile".