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catullo: vita, opere e testi, Appunti di Latino

Catullo: vita, opere e alcuni testi

Tipologia: Appunti

2020/2021

Caricato il 28/05/2025

giorgia-passeri
giorgia-passeri 🇮🇹

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Catullo
Gaio Valerio Catullo nasce a Verona nell'84 A.C. , in una famiglia
molto agiata. Pare che nella splendida villa di famiglia a Sirmione,
sul lago di Garda, sia stato ospite più di una volta persino Giulio
Cesare.
Catullo riceve un'educazione seria e rigorosa e, come è usanza per i
giovani di buona famiglia, si trasferisce a Roma intorno al 60 A.C.
per completare i suoi studi.
Arriva a Roma in un momento molto particolare, quando la vecchia
repubblica è ormai al tramonto e la città è dominata da lotte
politiche e da un individualismo sempre più marcato sia in ambito
politico che culturale e letterario.
Entra a far parte di un circolo letterario, detto dei neoteroi o poetae
novi, che si ispira alla poesia greca di Callimaco, e stringe delle
relazioni di amicizia con uomini di prestigio come Quinto Ortensio
Ortalo e il famoso oratore Cornelio Nepote.
oPur seguendo le vicende politiche del periodo, non vi prende
attivamente parte, preferendo, al contrario, abbandonarsi ai
numerosi piaceri che offre la città.
Proprio a Roma conosce la donna che sarà il suo grande
amore, ma anche il suo tormento: Clodia, sorella del tribuno
Clodio Pulcro e moglie del proconsole per il territorio
cisalpino, Metello Celere.
Catullo canta il suo amore per Clodia nei suoi carmi attribuendole
il nome poetico di Lesbia, per il paragone implicito con la poetessa
di Saffo. La relazione tra i due è molto difficile perché Clodia, di
dieci anni più grande di lui, è sì una donna elegante, raffinata ed
intelligente, ma anche molto libera. Ella, infatti, pur amando il
poeta non gli risparmia una serie di dolorosi tradimenti fino alla
definitiva separazione.
Alla notizia della morte del fratello, Catullo torna nella nativa
Verona rimanendovi per circa sette mesi. Ma la notizia
dell'ennesima relazione di Clodia, legatasi nel frattempo a Celio
Rufo, lo induce a tornare a Roma. L'insostenibile peso della gelosia
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Catullo

 Gaio Valerio Catullo nasce a Verona nell'84 A.C. , in una famiglia

molto agiata. Pare che nella splendida villa di famiglia a Sirmione, sul lago di Garda, sia stato ospite più di una volta persino Giulio

Cesare.

 Catullo riceve un'educazione seria e rigorosa e, come è usanza per i giovani di buona famiglia, si trasferisce a Roma intorno al 60 A.C. per completare i suoi studi.  Arriva a Roma in un momento molto particolare, quando la vecchia repubblica è ormai al tramonto e la città è dominata da lotte politiche e da un individualismo sempre più marcato sia in ambito politico che culturale e letterario.  Entra a far parte di un circolo letterario, detto dei neoteroi o poetae novi, che si ispira alla poesia greca di Callimaco, e stringe delle relazioni di amicizia con uomini di prestigio come Quinto Ortensio Ortalo e il famoso oratore Cornelio Nepote.

o Pur seguendo le vicende politiche del periodo, non vi prende

attivamente parte, preferendo, al contrario, abbandonarsi ai

numerosi piaceri che offre la città.

 Proprio a Roma conosce la donna che sarà il suo grande

amore, ma anche il suo tormento: Clodia, sorella del tribuno

Clodio Pulcro e moglie del proconsole per il territorio

cisalpino, Metello Celere.

 Catullo canta il suo amore per Clodia nei suoi carmi attribuendole

il nome poetico di Lesbia , per il paragone implicito con la poetessa di Saffo. La relazione tra i due è molto difficile perché Clodia, di dieci anni più grande di lui, è sì una donna elegante, raffinata ed intelligente, ma anche molto libera. Ella, infatti, pur amando il poeta non gli risparmia una serie di dolorosi tradimenti fino alla definitiva separazione.

 Alla notizia della morte del fratello, Catullo torna nella nativa

Verona rimanendovi per circa sette mesi. Ma la notizia dell'ennesima relazione di Clodia, legatasi nel frattempo a Celio Rufo, lo induce a tornare a Roma. L'insostenibile peso della gelosia

lo rende irrequieto al punto da lasciare nuovamente Roma per seguire, nell'anno 57, il pretore Caio Memmio in Bitinia. Liber dedicato a C. Nepote Alla tematica amorosa si intrecciano anche carmi con tematiche differenti, come quelli rivolti contro i vizi e le virtù pubbliche, e in particolare contro i mediocri, i truffatori, gli ipocriti, i moralisti, carmi dedicati al tema dell'amicizia e ai vincoli parentali. Sono i legami con la famiglia, infatti, l'affetto sostitutivo con cui Catullo cerca di dimenticare Lesbia. «Viviamo, o mia Lesbia, e amiamoci, e le dicerie dei vecchi severi consideriamole tutte di valore pari a un soldo. I giorni possono tramontare e risorgere; noi, quando una buona volta finirà questa breve vita, dobbiamo dormire un'unica notte eterna. Dammi mille baci, poi cento, poi ancora mille, poi di nuovo cento, poi senza smettere altri mille, poi cento; poi, quando ce ne saremo dati molte migliaia, li mescoleremo, per non sapere (il loro numero) e perché nessun malvagio ci possa guardare male, sapendo che qui ci sono tanti baci.» (carme V) «Passero, tesoro della mia ragazza, lei con te scherza, lei ti tiene in grembo, lei ti porge la punta del dito quando le voli incontro, lei provoca sovente le tue pungenti beccate, quando lei, la mia accecante passione, ama inventare non so quale piacevole svago ... e mi è grato come all'agilissima fanciulla - si tramanda - l'aureo pomo che sciolse la cintura a lungo avvinta ... e piccolo conforto al suo dolore

  • almeno immagino -, allora passerà la febbre d'amore. Potessi anch'io, come lei, scherzare con te e liberare il cuore dai miei melanconici pensieri.» (1 Carme) Con quale gioia e felicità ti rivedo Sirmione, gioiello delle penisole e delle isole, fra tutte quelle che il duplice Nettuno accoglie nei chiari laghi e nei vasti mari! A stento credo di aver lasciato la Tinia