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Testi e Vita Catullo, Schemi e mappe concettuali di Latino

Appunti su testi e Vita Catullo

Tipologia: Schemi e mappe concettuali

2021/2022

Caricato il 18/10/2023

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Audio 0, Poetae Novi:
Buongiorno ragazzi, parliamo oggi dei poeti noi o neoteroi per usare un termine greco come vedevo
l'argomento lo trovate sul testo di letteratura a pagina 345. Tra la fine del secondo e l'inizio del primo
secolo avanti Cristo aveva fatto la sua comparsa per la prima volta nella letteratura Latina il genere della
poesia Lirica sapete il significato di questa parola la poesia lirica prende il suo nome dal fatto che nell'antica
Grecia nel settimo secolo avanti Cristo veniva accompagnata dal suono della lira o della cetra quindi uno
strumento musicale a corde quindi l'elemento musicale e quello poetico erano nell’antica Grecia
strettamente collegati. Nell’età di cesare sviluppò un movimento letterario che cambiò radicalmente la
poesia Latina, parliamo appunto dei Poetae nuovi ricordatevi ragazzi che il sostantivo poeta è un nome di
genere maschile della prima declinazione per questo poète nuovi, detti anche anche neoteroi con un
termine greco. chi inventò o la denominazione di poeti nuovi o alla greca neoteroi Cicerone che utilizzo
appunto queste denominazioni in senso un po' ironico e un po' dispregiativo perché Cicerone criticava
questi giovani poeti questo è appunto il significato sia di poeti nuovi perché questi poeti si staccassero in
maniera ostentata dalla tradizione della poesia romana arcaica non possiamo parlare probabilmente di una
vera e propria scuola ma piuttosto di un circolo letterario formato da un gruppo di poeti che condividevano
giusti e programmi mettevano in comune le loro esperienze ed erano Uniti da vincoli di amicizia un po'
come accadrà secoli dopò e agli amici del dolce stil novo. Questo ci è attestato dal liber catulliano ovvero
dal insieme dei carmi composti da Catullo in cui alcuni dei neoteroi compaiono come destinatari di poesie
che talvolta ci forniscono anche informazioni sul loro modo di scrivere. I neoteroi hanno come modello di
riferimento il poeta greco Callimaco vissuto nel terzo secolo avanti Cristo la cui poetica si basa su pochi
principi cardine ovvero: la poesia deve essere breve quindi la brevità, l’utilizzo di una tecnica raffinata
quindi una poesia perché molta importanza allo stile alla cura formale che deve essere il più possibile
minuziosa e accurata quindi la brevità la tecnica raffinata e l'erudizione una poesia colta talvolta difficile
ricca di riferimenti al mutuo. infine, il rifiuto della grandiosità e della magniloquenza tipiche delle Epos.
quindi Ricapitolando la brevità la tecnica raffinata la rotazione e il rifiuto del ampollosità della
magniloquenza che caratterizzano le Epos, ovvero l’epica. le istanze avanzate da Callimaco furono
pienamente accolte dai poeti e come è dimostrato da una parte dai generi letterari da loro scelti generi
brevi come per esempio l’epigramma oppure l’elegia. Sia dalle caratteristiche formali della loro poesia una
poesia raffinata elegante ed erudita i canoni fondamentali della poesia neoterica sono infatti la raffinatezza
dello stile, i contenuti disimpegnati ma fortemente eleganti la dottrina mitologica, geografica e linguistica di
cui i poeti nuovi fanno sfoggio tant'è che molti scrittori successivi li chiameranno anche poète docti ovvero
poeti eruditi. Un'altra caratteristica che questi poeti riprendono proprio da Callimaco e la brevità dei loro
componimenti essendo essi convinti che solo un carne breve di piccole dimensioni possa essere composto
con la cura necessaria per farne un opera veramente valida quindi il successo di un'opera poteva dipendere
solamente dalla cura formale e dalla brevità
Audio 1, Vita di Catullo 1:
La vita di Gaudio Valerio Catullo, uno dei più importanti poeti d’amore della letteratura mondiale. Egli
faceva parte dei Neoteroi, dei poetae nuovi di cui abbiamo parlato nella precedente lezione. Catullo
rappresenta l'unico dei Neoteroi di cui possediamo l'opera, e come i suoi amici poeti proveniva dalla Gallia
cisalpina ovvero dall’odierna Italia settentrionale. Gaio Valerio Catullo nacque a Verona da una famiglia di
alto rango, una famiglia provinciale ma molto benestante e nobile tanto che Cesare maniera talvolta ospite
al tempo della sua carica di governatore in Gallia quindi durante le pause della campagna in Gallia pare che
Cesare fosse stato ospite della famiglia di Catullo. Di lui sappiamo che visse intensamente ma per soli 30
anni. Nacque appunto a Verona nel 84 e all'età di 30 anni, quindi giovanissimo, morirà a Roma nel 54 avanti
Cristo sappiamo che Catullo giunse a Roma ancora molto giovane e riuscì ad inserirsi perfettamente nella
vita mondana e gaudente della capitale, formando subito un sodalizio Un legame di amicizia ma anche di
intenti letterari formò quindi un cenacolo, un circolo letterario con alcuni brillanti e giovani poeti che
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Audio 0, Poetae Novi:

Buongiorno ragazzi, parliamo oggi dei poeti noi o neoteroi per usare un termine greco come vedevo l'argomento lo trovate sul testo di letteratura a pagina 345. Tra la fine del secondo e l'inizio del primo secolo avanti Cristo aveva fatto la sua comparsa per la prima volta nella letteratura Latina il genere della poesia Lirica sapete il significato di questa parola la poesia lirica prende il suo nome dal fatto che nell'antica Grecia nel settimo secolo avanti Cristo veniva accompagnata dal suono della lira o della cetra quindi uno strumento musicale a corde quindi l'elemento musicale e quello poetico erano nell’antica Grecia strettamente collegati. Nell’età di cesare sviluppò un movimento letterario che cambiò radicalmente la poesia Latina, parliamo appunto dei Poetae nuovi ricordatevi ragazzi che il sostantivo poeta è un nome di genere maschile della prima declinazione per questo poète nuovi, detti anche anche neoteroi con un termine greco. chi inventò o la denominazione di poeti nuovi o alla greca neoteroi Cicerone che utilizzo appunto queste denominazioni in senso un po' ironico e un po' dispregiativo perché Cicerone criticava questi giovani poeti questo è appunto il significato sia di poeti nuovi perché questi poeti si staccassero in maniera ostentata dalla tradizione della poesia romana arcaica non possiamo parlare probabilmente di una vera e propria scuola ma piuttosto di un circolo letterario formato da un gruppo di poeti che condividevano giusti e programmi mettevano in comune le loro esperienze ed erano Uniti da vincoli di amicizia un po' come accadrà secoli dopò e agli amici del dolce stil novo. Questo ci è attestato dal liber catulliano ovvero dal insieme dei carmi composti da Catullo in cui alcuni dei neoteroi compaiono come destinatari di poesie che talvolta ci forniscono anche informazioni sul loro modo di scrivere. I neoteroi hanno come modello di riferimento il poeta greco Callimaco vissuto nel terzo secolo avanti Cristo la cui poetica si basa su pochi principi cardine ovvero: la poesia deve essere breve quindi la brevità, l’utilizzo di una tecnica raffinata quindi una poesia perché dà molta importanza allo stile alla cura formale che deve essere il più possibile minuziosa e accurata quindi la brevità la tecnica raffinata e l'erudizione una poesia colta talvolta difficile ricca di riferimenti al mutuo. infine, il rifiuto della grandiosità e della magniloquenza tipiche delle Epos. quindi Ricapitolando la brevità la tecnica raffinata la rotazione e il rifiuto del ampollosità della magniloquenza che caratterizzano le Epos, ovvero l’epica. le istanze avanzate da Callimaco furono pienamente accolte dai poeti e come è dimostrato da una parte dai generi letterari da loro scelti generi brevi come per esempio l’epigramma oppure l’elegia. Sia dalle caratteristiche formali della loro poesia una poesia raffinata elegante ed erudita i canoni fondamentali della poesia neoterica sono infatti la raffinatezza dello stile, i contenuti disimpegnati ma fortemente eleganti la dottrina mitologica, geografica e linguistica di cui i poeti nuovi fanno sfoggio tant'è che molti scrittori successivi li chiameranno anche poète docti ovvero poeti eruditi. Un'altra caratteristica che questi poeti riprendono proprio da Callimaco e la brevità dei loro componimenti essendo essi convinti che solo un carne breve di piccole dimensioni possa essere composto con la cura necessaria per farne un opera veramente valida quindi il successo di un'opera poteva dipendere solamente dalla cura formale e dalla brevità

Audio 1, Vita di Catullo 1:

La vita di Gaudio Valerio Catullo, uno dei più importanti poeti d’amore della letteratura mondiale. Egli faceva parte dei Neoteroi, dei poetae nuovi di cui abbiamo parlato nella precedente lezione. Catullo rappresenta l'unico dei Neoteroi di cui possediamo l'opera, e come i suoi amici poeti proveniva dalla Gallia cisalpina ovvero dall’odierna Italia settentrionale. Gaio Valerio Catullo nacque a Verona da una famiglia di alto rango, una famiglia provinciale ma molto benestante e nobile tanto che Cesare maniera talvolta ospite al tempo della sua carica di governatore in Gallia quindi durante le pause della campagna in Gallia pare che Cesare fosse stato ospite della famiglia di Catullo. Di lui sappiamo che visse intensamente ma per soli 30 anni. Nacque appunto a Verona nel 84 e all'età di 30 anni, quindi giovanissimo, morirà a Roma nel 54 avanti Cristo sappiamo che Catullo giunse a Roma ancora molto giovane e riuscì ad inserirsi perfettamente nella vita mondana e gaudente della capitale, formando subito un sodalizio Un legame di amicizia ma anche di intenti letterari formò quindi un cenacolo, un circolo letterario con alcuni brillanti e giovani poeti che

condividevano i suoi gusti e orientamenti culturali. Nonostante ciò Catullo rimarrà sempre legato alla sua terra d'origine: un luogo del cuore per Catullo era la villa di famiglia presso Sirmione sul lago di Garda dove il poeta sperava sempre di tornare nei momenti di stanchezza o malinconia il suo pensiero andava sempre a Sirmione, la perla di tutte le isole e le penisole, così il poeta e la definisce nel carne 31. L'unico evento della vita di Catullo che è possibile datare con sicurezza è un soggiorno in Asia minore a cui gli accenna in vari carmi, in vari componimenti, da questi testi veniamo a sapere che Catullo faceva parte del seguito cioè della koors amicorum di Gaio Mennio, governatore della Vitinia, cioè in Asia minore dal 57 56 avanti Cristo quindi è l'unico evento databile con precisione della vita di Catullo è proprio questo viaggio. Egli nel corso di questo viaggio si fermò a rendere omaggio alla tomba del fratello sepolto nella Troade e questo evento è raccontato nel carme 101, che ispirerà molti anni dopo il sonetto di Ugo Foscolo intitolato in morte del fratello Giovani.

Audio 2, Vita di Catullo 2:

L'evento centrale nevralgico dell’esistenza di Catullo, anche soprattutto per i riflessi che ebbe sulla sua attività di poeta, quindi l'evento cardine dell’esistenza di Catullo fu l’incontro con una donna di cui il giovane poeta si innamorò perdutamente. quando Catullo incontro la donna della sua vita egli aveva circa vent'anni e la donna è cantata da Catullo con uno pseudonimo, Lesbia, dall'isola di lesbo che aveva dato i natali alla più famosa poetessa dell'antichità greca, poetessa d’amore, ovvero Saffo. Chi era Lesbia? il suo vero nome era Clodia, da identificare con ogni probabilità con la celebre sorella di Publio Clodio, acerrimo nemico dell’oratore Cicerone, eletto tribuno della plebe nel 58 avanti Cristo alleato di Cesare quindi schierato dalla parte dei populares e ripeto nemico mortale di Cicerone che rappresentava invece la parte opposta ovvero quella degli optimates. Clodia era una donna di 10 anni più grande di Catullo di una bellezza travolgente, intelligente, colta spregiudicata e particolare non trascurabile era una donna sposata e cioè moglie di Quinto Metello Celere console nel 60 avanti Cristo, morto in circostanze poco chiare nel 59 avanti Cristo. le malelingue dicono eliminato dalla moglie che in questo modo poteva e darsi e liberamente ai suoi amanti. tra i suoi numerosi amanti, oltre a Catullo ricordiamo quel Caelio Rufo che Cicerone difese in una famosissima orazione la PRO CAELIO e questa è un'orazione che viene ricordata soprattutto per il ritratto che Cicerone dipinge di questa donna rappresentata come una prostituta d'alto rango, viziosa e corrotta, addirittura e Cicerone lascia anche intendere che tra Clodia e suo fratello Clodio vi fossero dei rapporti incestuosi. Quindi il ritratto della lesbia catulliana si può ricavare Sia dai versi del poeta che tanto la amo ma anche dal ritratto pieno di odio di Cicerone questa orazione. Ricordatevi che la storia d'amore tra lesbia il giovane poeta e si sviluppò per alcuni anni e tra e passioni travolgenti e accuse abbandoni e litigi e riappacificazioni e ricordatevi che l'ultimo messaggio l'ultimo Carmen pensato da Catullo alla sua amata risale al 55 o al 54 avanti Cristo, è probabile quindi che questa fu la data della sua morte.

Audio 3, Introduzione alla poetica di Catullo:

Buongiorno ragazzi, parliamo oggi dell'opera di Catullo il liber catulliano: cosa si intende con questo termine la raccolta di tutte le poesie di Catullo che ci è stata conservata dalla tradizione manoscritta. Sicuramente questa raccolta non contiene tutte le poesie composte da Catullo e molto probabilmente non fu da lui strutturato così come ci è giunto nei manoscritti e medievali. il liber l'opera poetica del nostro Catullo comprende 116 carmina, 116 poesie che si possono dividere in tre gruppi in base ai metri usati dall'autore:

  1. il primo gruppo comprende i primi 60 carmina quindi dal primo che costituisce il problema mio e dell’intera raccolta e che tradurremo fino al 60º, i metri sono vari e questa poesia come leggeremo nel Carmen numero uno viene definita dal poeta con il termine nugae che significa poesiole, scherzi carmi e leggeri. 2)poi il secondo gruppo comprende le poesie e dal numero 61º al 68º carmina detti dagli studiosi moderni docta carmina docta si distinguono dalle nugae perché sono poesie molto più lunghe delle precedenti e di quelle successive quindi la lunghezza è maggiore e risultano anche poesie più impegnate dal

quàlecùmque: quod, ò patròna vìrgo, eccoti questo libretto qui quiz qualunque esso sia quale comunque e qualunque sia il suo valore plùs unò maneàt perènne saèclo. o vergine protettrice, qui il poeta si rivolge alla musa perché renda immortale la sua opera, e questo libretto resti perenne per più di un secolo per più di una generazione Allora intanto ricordatevi che il poeta inizia questo carne con un tono familiare e gli usa infatti indicativo, dono, e non il congiuntivo il poeta non ha dubbi questa è una domanda retorica sa benissimo e infatti lo nomina a chi che deve donare la sua opera all'amico Cornelio Nepote. allora intanto soffermiamoci sugli aggettivi elencati per asindeto ovvero senza congiunzione coordinante e senza la virgola il suo libellus è definito lepidus et novus, quindi lepidus elegante ma anche novus nel senso che veniva pubblicato per la prima volta. Modo ponicere expolitum, levigato dalla dura pomice questo verso sottolinea la cura con cui è stato prodotto il libellus, non esisteva al tempo il libro come ai giorni nostri e quindi l'opera era un volumen ovvero un foglio di papiro che veniva arrotolato intorno ad un bastoncino e veniva accuratamente levigato ai bordi con la rida tu mex ovvero con la pietra pomice per eliminare eventuali e sfrangiature ai bordi in questo verso possiamo notare il compiacimento del poeta soddisfatto nel osservare che il suo lavoro ha ricevuto una veste adeguata. Passiamo poi alla dedica appunto a Cornelio nepote perché è questo autore è amico di Catullo merita tale dedica perché pur occupandosi di un genere letterario molto serio e impegnato qual è appunto la storiografia ha dimostrato di saper apprezzare anche la poesia leggera per questo il poeta al verso tre scrive tu infatti eri solito putare ovvero ritenere che le mie poesie valessero qualcosa, Nugas compare qui è una delle parole chiave della poetica di Catullo che come abbiamo già detto definisce e cioè sciocchezze scherzi cose da poco le sue poesie ripetiamo ancora una volta che questo termine non deve trarre in inganno poiché il poeta non fa riferimento alla qualità ma il genere letterario scelto cioè una poesia scherzosa una poesia leggera una poesia che tratta d'amore tipica della lirica alessandrina in contrapposizione all’esagerazione e alla maestosità della poesia epica e tragica.

Audio 5, Carme I - seconda parte:

Catullo ringrazia quindi l'amico per aver creduto in lui per aver ammirato le prime prove letterarie del suo amico e forse è proprio lui che lo inserì nel mondo intellettuale della capitale. Catullo rende quindi omaggio all'amico che ha osato, il poeta usa proprio il verbo audeo che significa osare quindi tu Oh Cornelio hai avuto il coraggio unos italorum , unico e tra gli scrittori latini ad affrontare un'opera imponente ovvero il racconto della storia universale quindi òmne aevùm , ogni epoca storica tutta la storia addirittura dalla guerra di Troia in modo particolare Catullo allude qui come vi dicevo ai Cronica. Perché il poeta usa il verso sei e la parola carta e quindi tu usasti raccontare in tribus chàrtis, che noi abbiamo tradotto in tre volumi, con carta si intendeva il foglio di papiro che abbiamo già detto veniva poi arrotolato intorno ad un bastoncino detto umbilicus. Notiamo gli aggettivi che il poeta usa per definire l'opera in tre libri dell'amico dòctis èt labòriòsis, doctus et laboriosus sono due aggettivi che al tempo stesso qualificano la poetica e dei neoteroi, anche Catullo scriverà carmina docta e quindi poesie raffinate erudite e carmina al tempo stesso laboriosa ovvero versi faticosamente scritti per ottenere la perfezione formale. Nei versi successivi e conclusivi il poeta si rivolge alla musa, patrona Virgo , quindi vergine protettrice della poesia e affinché renda immortale la sua opera quindi al di là delle dichiarazioni di falsa modestia traspare l'orgoglio del poeta che crede nel valore della sua poesia. Ricordatevi quindi l'importanza degli ultimi due versi e l’augurio espresso attraverso il congiuntivo esortativo che questo libretto, maneat , resti perenne per un valore predicativo quindi resti duraturo, resti e nel tempo senza essere dimenticato.

Audio 6, Carme 101:

Buongiorno ragazzi continuiamo con la spiegazione delle nugae dei contenuti e dei temi affrontati da Catullo nei suoi carmina in essi è presente anche una vena malinconica che raggiunge i suoi esiti più alti nell accorato epigramma funerario rivolto al fratello morto in terra straniera nella lontana troade mi riferisco al carme 101 di cui trovate il testo a pagina 356 vi ho fornito la traduzione nel file PDF il carme richiama gli epigrammi funebri sia nella forma essendo un colloquio diretto con il defunto sia nel contenuto poiché viene descritto il rito funebre che il vivo rivolge al defunto ma il codice convenzionale di quella che era l'iscrizione posta sul sepolcro rappresenta solo una cornice esteriore poiché Catullo da questa occasione riflette sul mistero della Morte. la ragione dice al poeta che il rito è del tutto vano e che le parole che gli rivolge alla muta cenere del fratello non possono avere alcuna risposta, eppure nonostante ciò Catullo compie scrupolosamente quei gesti antichi secondo appunto il Prisco amore parent uhm quindi secondo l'antica tradizione degli antenati pronunciando infine la formula Ave atque vale come unico mezzo per concretizzare quel dialogo illusorio che neppure la morte può riesce a spezzare. il componimento presenta una struttura perfettamente simmetrica si apre nei primi quattro versi con immagini che suscitano impressioni di lontananza Catullo accenna un viaggio lungo e faticoso attraverso multas gentes e multa e cura versi sui quali si proietta addirittura il mitico viaggio di Odisseo il senso della lontananza e della fatica oltre che dalla metafora del viaggio viene anche reso dal ritmo lento dell'esametro iniziale quindi dalla metrica dalla metrica dal poliptoto multas multa e dal presente perfettivo ad venio sono giunto il poeta vuole evidenziare non solo una lontananza fisica ma anche la misteriosa distanza che separa il regno dei vivi da quello dei morti con i quali instaurare un colloquio è un illusione del tutto vana da notare il verso quattro dominato dall'immagine della muta mci name le 2:00 parole muta mm e cinereum separate dal iperbato aprimi e chiudono il quarto verso sottolineando da un lato l'idea di un silenzio senza speranza e dall'altro …

Audio 7, L'amore per Lesbia:

Buongiorno ragazzi, parliamo oggi dei carmina più famosi di Catullo quelli dedicati alla donna della sua vita e dei suoi versi lesbia buona parte del liber di Catullo è dedicata al suo rapporto d'amore con una donna che egli chiama con lo pseudonimo di lesbia seguendo l'abitudine dei poeti nuovi che usavano cantare le loro donne con nomi fittizi un po' per vezzo letterario un po' per proteggerle dai maligni invidiosi. la scelta dello pseudonimo di lesbia rivela un'indubbia radice letteraria, Lesbia è l'aggettivo femminile di lesbus ovvero: dell’isola di lesbo e non possiamo non pensare alla grande poetessa di lesbo dell'isola greca vissuta tra il settimo e il sesto secolo avanti Cristo ovvero la grande Saffo. Lesbia sulla base di diversi indizi dovrebbe essere identificata con una delle sorelle del tribuno Publio Clodio e moglie rimasta presto vedova di Quinto Metello Celere, vi invito a questo proposito a studiare la scheda su Clodia a pagina 333 del vostro libro di testo. Clodia era una donna ricca colta emancipata piena di fascino amante della vita mondana esponente di un nuovo modello di donna molto lontano da quello tradizionale ne possediamo un profilo delineato da Cicerone nella celebre orazione procede o nel 56 avanti Cristo in occasione di un processo in cui Clodia compariva come accusatrice del cliente Celio rufo difeso dal grande Cicerone questa circostanza ha naturalmente condizionato il tono delle parole ciceroniane che dovevano chiaramente presentare la donna la accusatrice nella sua veste peggiore quindi il ritratto della Clodia ciceroniana è di parte Clodia è presentata nella versione più spudorata e lussuriosa una donna senza onore disposta a qualunque infamia sembra inoltre che Cicerone abbia calcato la mano anche per placare la gelosia di sua moglie Terenzia che avrebbe avuto concreti i motivi di ritenere che il grande oratore non fosse rimasto insensibile al fascino di Clodia possiamo quindi concludere dicendo che il ritratto di Cicerone per varie ragioni deve essere