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esercizi di fisica 1 sulla cinematica polito
Tipologia: Esercizi
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La maggior parte degli esercizi è tratta dai seguenti libri di testo:
Si consiglia di provare a risolvere anche altri esercizi proposti da questi testi per la preparazione all’esame.
Esercizi
(a) determinare le dimensioni della costante A. Determinare in funzione di A: (b) velocità e accelerazione medie tra t 1 = 1s e t 2 = 2s. (c) posizione, velocità e accelerazione istantanee a t 1 e t 2.
(a) vm = 12 [v (t 1 ) + v (t 2 )]
(b) Esiste almeno un tempo t∗ in cui v (t∗) = 12 [v (t 1 ) + v (t 2 )]
(c) Esiste un unico tempo t∗ in cui v (t∗) = 12 [v (t 1 ) + v (t 2 )] (d) Esiste almeno un tempo t∗ in cui v (t∗) = vm (e) Esiste un unico tempo t∗ in cui v (t∗) = vm
Ripetere l’esercizio assumendo che il moto sia uniformemente accelerato.
= 20m puntando in direzione normale alle sponde. La velocità di spostamento dell’uomo relativa all’acqua è costante e pari a vu = 3. 6 km/h. Si consideri come origine del moto il punto A di partenza dell’uomo dalla sponda. Se la velocità dell’acqua del fiume varia con la distanza y dalla sponda di partenza secondo la legge vf = αy( − y) con α = 5 · 10 −^3 m−^1 s−^1 , si determini il tempo impiegato ad attraversare il fiume e il punto di arrivo B rispetto all’origine del moto.Soluzioni
vm =
x (t 2 ) − x (t 1 ) t 2 − t 1
8 s^3 − s^3 2 s − 1 s
= 7A s^2.
Per l’accelerazione media, calcoliamo prima la velocità istantanea, v (t) = (^) dtd x (t) = 3At^2. Allora l’accelerazione media sarà
am =
v (t 2 ) − v (t 1 ) t 2 − t 1
3 A(4s^2 ) − 3 A(1s^2 ) 2 s − 1 s
= 9A s.
Per calcolare i valori istantanei basta sostituire t 1 = 1s e t 2 = 2s: x (t 1 ) = A s^3 , x (t 2 ) = 8 A s^3 , v (t 1 ) = 3A s^2 , v (t 2 ) = 12A s^2 , a (t 1 ) = 6A s, a (t 2 ) = 24A s.
(^32) −t (^31) t 2 −t 1.^ Vediamo che vm 6 = 3C t
(^22) +t (^21) 2 per esempio per^ t^2 = 1s,^ t^1 = 0s. (b) Vero, v à continua. (c) Falso, per esempio considerate la legge x ≡ 0. (d) Vero, (teorema del punto medio di Cauchy). (e) Falso, per esempio considerate la legge x ≡ 0. Nel caso di moto uniformemente accelerato, oltre a (b) e (d), anche l’affermazione (a) è vera, mentre (c) ed (e) sono anch’esse vere se escludiamo il caso a = 0.
v = 2At∗^ − 3 Bt∗^2 = 0,
con soluzione t∗^ = 0 e t∗^ = 23 AB. La prima soluzione corrisponde all’istante iniziale, quindi l’istante in cui raggiunge la massima ascisse è dato dalla seconda soluzione, che sostituita nella legge oraria fornisce xmax = 4 A
3 27 B^2.^ Verificare che le dimensioni sono quelle di una lunghezza.
a=
v^2 R
≤ 6 g,
da cui si ricava la condizione per il raggio di curvatura R ≥ v
2 6 g.^ Sostituendo i valori numerici si ottiene R ≥ 5244. 5 m.
s(t 2 ) − s(t 1 ) =
ˆ (^) t 2
t 1
v(t)dt =
At +
Bt^3 3
]t 2 =2 s
t 1 =0 s
= 10. 7 m.
L’accelerazione vettoriale in un moto circolare è data da ~a = at~ut + an~un, per cui avremo
at =
dv dt
= 2Bt,
an =
v^2 R
(A + Bt^2 )^2 R
Calcolando l’accelerazione nei due istanti indicati, si ottiene ~a(t 1 ) = A
2 R ~un^ con modulo^
A^2 R = 16 m/s^2 , e ~a(t 2 ) = (4 m/s^2 )~ut + (64 m/s^2 )~un, con modulo a =
a^2 t + a^2 n ≈ 64. 1 m/s^2.
t 2 =
(a 2 − a 1 ) a 2
t 1 =
a 1 + |a 2 | |a 2 |
t 1.
Se imponiamo che la distanza percorsa sia uguale a d = 1km,
d = x(t 2 ) =
ˆ (^) t 2
0
v(t)dt =
a 1 t^21 2
a 2 2
(t 2 − t 1 )^2.
Da questa equazione ricaviamo t 1 ≈ 21. 97 s e quindi t 2 ≈ 36. 4 s.
1 2
aA¯t^2 = vB ¯t ⇒ ¯t =
2 vB aA
= 11. 1 s
mentre abbiamo escluso la soluzione ¯t = 0. Sostituendo il valore nella legge oraria per l’auto B troviamo x¯B = vB t¯ ' 309 m.
Se l’uccello vola per questo tempo con velocità vu, percorre una distanza D = vut∗^ = Lvu 2 vt = 83.^3 km. Da questo conto non possiamo risalire a quante inversioni di rotta compie l’uccello. Calco- liamo il tempo t 0 impiegato dall’uccello nel primo volo a raggiungere il secondo treno che dista inizialmente L 0 = L da lui. Prendiamo come origine la posizione del primo treno. Il moto del secondo treno è dato da xt(t) = L 0 − vtt, mentre per l’uccello xu(t) = vut. Si incontrano al tempo t 0 dato da
L 0 − vtt 0 = vut 0 ⇒ t 0 =
vu + vt
Da questo punto di incontro e per t > t 0 si ripete esattamente lo stesso problema con la distanza tra i treni ridotta a L 1 = L 0 − 2∆ 0 , in cui ∆ 0 = vtt 0 = L (^0) vtv+tvu è lo spazio
percorso da un treno nel tempo del primo volo. Quindi L 1 = L 0
1 − (^) vt^2 +vtvu
Ripetendo esattamente il conto fatto in precedenza, il tempo di durata del secondo volo sarà quindi t 1 = (^) vtL+^1 vu , da cui calcoliamo anche lo spazio percorso dai treni ∆ 1 = L (^1) vtv+tvu. Da queste quantità possiamo ricavarci la distanza tra i treni dopo il secondo volo,
2 vt vt + vu
Dopo k inversioni di rotta troviamo Lk = L 0
1 − (^) vt^2 +vtvu
]k e lo spazio percorso dall’uccello
nel volo k-esimo è Dk = Lk (^) vtv+uvu = L (^0) vtv+uvu
1 − (^) vt^2 +vtvu
]k
. Le quantità Dk rappresentano i termini di un serie geometrica del tipo
k=0 λ
k (^) = 1 1 −λ con^ |λ|^ <^1 , quindi l’uccello compie un numero infinito di inversioni, ma percorre una distanza totale finita (paradosso di Zenone). Risommando la serie otteniamo
∑^ ∞
k=
Dk = L 0
vu vt + vu
k=
2 vt vt + vu
]k = L 0
vu vt + vu
vu + vt 2 vt
vu 2 vt
´ (^) t 1 0 α(t)dt^ =^ ω^0 −^0.^1
t^21 2 = 2.^2 rad/s.^ L’ac- celerazione centripeta vale in modulo aN = ω^2 R, mentre quella tangenziale aT = αR, da cui
a =
a^2 T + a^2 N =
ω 14 R^2 + α^21 R^2 = R
ω 14 + α^21
m s^2
Per calcolare il tempo impiegato a fermarsi possiamo calcolare la velocità angolare ad un tempo t 2 > t 1 e porla uguale a zero,
ω(t 2 ) = ω 1 + α 1 (t 2 − t 1 ) = 0 ⇒ t 2 = 17. 35 s.
d^2 x dt^2
che ha soluzione x(t) = A cos (ωt + θ).
Sappiamo che ω^2 = − (^1) xd
(^2) x dt^2 =^ −^
(− 0. 123 m/s^2 ) (0. 112 m) = 1.^098 s
− (^2). Quindi ω = 1. 048 s− (^1) e la
frequenza risulta essere f = 2 ωπ = 0. 167 s−^1.
Sappiamo inoltre che sin^2 α + cos^2 α = 1, quindi possiamo legare le espressioni della posi- zione e della velocità per calcolare l’ampiezza A del moto. Infatti sfruttando le relazioni cos (ωt + θ) = x( At) e sin (ωt + θ) = − (^) ωAx˙ , troviamo
x^2 A^2
x˙^2 ω^2 A^2
= 1 ⇒ x^2 +
x˙^2 ω^2
da cui A ≈ 3. 52 m.
xA = R cos ωt, yA = R cos ωt.
L’ascissa del pistone P vale xP = xA + b cos θ′. Dal teorema dei seni applicato al triangolo OAP
b sin θ
sin θ′^
⇒ sin θ′^ =
b
sin θ ⇒ cos θ′^ =
b^2
sin^2 ωt.
La coordinata di P varia nel tempo secondo la legge xP = R cos ωt +
b^2 − R^2 sin^2 ωt e quindi la velocità del pistone è
vP = −ωR sin ωt +
ωR^2 sin 2ωt 2
b^2 − R^2 sin^2 ωt
e l’accelerazione risulta
aP =
dvP dt
= −ω^2 R sin ωt +
ω^2 R^2 4
4 cos ωt(b^2 − R^2 sin^2 ωt) + R^2 sin^2 2 ωt
(b^2 − R^2 sin^2 ωt)
x = vx(0)t = v 0 t, x = vy (0)t −
gt^2
e il moto avviene lungo la parabola di equazione
y =
vy (0) vx(0)
x −
g 2 vx(0)^2
x^2.
Poichè vx(0) = v 0 cos α e vy (0) = v 0 cos α abbiamo
y = x tan α −
g 2 v^20 cos^2 α
x^2.
Usando la relazione 1 / cos^2 α = 1 + tan^2 α, l’equazione della traiettoria diviene
y = x tan α −
gx^2 2 v 02
gx^2 2 v^20
tan^2 α.
e si ricava l’equazione di secondo grado in t 0
t^20 +
2 x 0 v cos α
t 0 +
g
(x 0 tan α − y 0 ) = 0.
Si verifica che se fosse tan α = y 0 /x 0 , l’unica soluzione fisica sarebbe t 0 = 0, che è il caso precedente senza ritardo. In generale la soluzione fisicamente sensata è
t 0 = −
x 0 v cos α
x^20 v^2 cos^2 α
g
(x 0 tan α − y 0 ).
x = v 0 t
y = h −
g 2
t^2
Il tempo di volo si trova risolvendo l’equazione
0 = h −
g 2
t^2 ⇒ t∗^ ≈ 2. 67 s.
Per evitare gli scogli deve risultare v 0 t∗^ > 5 m ⇒ v 0 > 1. 87 m/s.
aN =
v^2 R
(17. 4 m/s)^2 (3. 64 m)
= 83. 18 ms−^2.
Possiamo calcolare la componente tangenziale dalla geometria del problema, come aT cos α = aN sin α, da cui aT = 33. 6 ms−^2. Quindi il modulo della velocità aumenta di 33. 6 m/s ogni secondo. Il modulo dell’accelerazione vale a =
a^2 N + a^2 T = 89. 71 ms−^2.
d =
2 v^2 sin α cos α g
v^2 sin 2α g
Nel nostro caso d = 25 m, quindi possiamo ricavare α,
α =
arcsin
gd v^2
Con i valori in gioco si trovano due possibili angoli di tiro α 1 = 4. 88 ◦^ e α 2 = 85. 12 ◦. Solo il primo è fisicamente corretto. Con questo angolo la freccia colpisce il bersaglio dopo t∗^ = 0. 66 s.
d^2 − x^2 A =
d^2 − v^2 At^2 , quindi
vC =
dyC dt
xAvA √ d^2 − x^2 A
Nello stesso modo otteniamo l’accelerazione di C,
aC = −
v^2 Ad^2 (d^2 − x^2 A)^3 /^2
Il punto B ha coordinate xB = xA/ 2 , yB = yC / 2. Verifichiamo che x^2 B + y B^2 = d
2 4 , quindi il moto del punto B avviene su una circonferenza di raggio d/ 2 con centro nell’origine O degli assi (la circonferenza è percorsa in senso orario). La velocità e l’accelerazione di B sono
vBx =
vA 2
, vBy =
vC 2
v^2 At 2
d^2 − v^2 At^2
aBx = 0, aBy =
aC 2
v A^2 d^2 2(d^2 − v A^2 t^2 )^3 /^2
La velocità angolare del moto di B si ottiene per esempio calcolando la legge oraria dell’an- golo θ che il raggio OB forma con l’asse x. Siccome xB = d 2 cos θ e yB = d 2 sin θ, possiamo derivare la prima relazione rispetto al tempo e otteniamo
d 2
sin θ
dθ dt
= −yB
dθ dt
dxB dt
= vBx =
vA 2
da cui
ω =
dθ dt
vA yB
vA √ d^2 − v^2 At^2
La velocità angolare non è costante e il moto è quindi vario.
Come mai quando C tende all’origine, le velocità e l’accelerazione del punto B sembrano divergere? Come si risolve questo problema?