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Come è strutturata la fiction, Appunti di Storia Del Cinema

Appunti università anno 2025/2026

Tipologia: Appunti

2024/2025

Caricato il 15/11/2025

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La serie Twin Peaks rappresenta il passaggio dallo sguardo “glance” allo sguardo “gaze”. Nel
primo caso, lo spettatore pone l’attenzione principalmente sulla narrazione e sulle azioni principali:
l’aspetto visivo è subordinato a ciò che accade, e anche perdendo qualche momento non si
compromette la comprensione della storia. Nel secondo caso, invece, l’attenzione del pubblico si
concentra su ciò che appare sullo schermo: ogni oggetto, inquadratura o dettaglio visivo
diventa un indizio o una traccia per interpretare ciò che succederà. In questo modo, Twin Peaks
trasforma radicalmente il modo di vedere una produzione televisiva.
La serie si apre come un classico whodunit, un giallo incentrato sulla ricerca dell’assassino, ma
presto si sposta verso una narrazione di tipo orizzontale, concentrandosi sulla vita dei personaggi
e sui particolari. Emblematica è l’inquadratura del volto senza vita di Laura Palmer, che invita a
soffermarsi su ciò che normalmente verrebbe solo “guardato”. A differenza dei gialli tradizionali, il
principio di colpevolezza è esteso a tutti i personaggi, rendendo ogni figura potenzialmente
sospetta i personaggi sono pieni di backstories. I personaggi stessi sono costruiti in modo
dissonante, spesso con atteggiamenti inaspettati e non coerenti con le convenzioni narrative
classiche. All'interno della serie vengono inseriti elementi irrealistici.
Riprendendo il pensiero di Roland Barthes, in un’immagine si possono distinguere due elementi: lo
studium, ovvero il modo in cui un’inquadratura è costruita per rispondere alle aspettative dello
spettatore, e il punctum, il dettaglio che destabilizza, crea un taglio e introduce l’inatteso. Nello
stile di David Lynch prevale il punctum, poiché spesso gli elementi visivi e sonori non possono
essere pienamente compresi, generando ambiguità e disorientamento. Anche la musica nella
serie contribuisce a questa sensazione di dissonanza.
Infine, Twin Peaks è considerata una serie di culto (cult): viene seguita indipendentemente dal suo
valore nazionale e crea un coinvolgimento emotivo profondo, simile a quello di un culto
religioso, in cui il pubblico sviluppa una devozione simbolica verso l’opera.
Modello della super soap
Il modello della super soap rappresenta un’evoluzione della soap tradizionale, in cui viene inserita
una narrazione complessa che spesso si avvicina alla commedia dell’assurdo, come nel caso di
I Love Lucy. In questo tipo di struttura narrativa, le gerarchie sono di tipo orizzontale, seguendo
quindi il modello del serial, dove la storia si sviluppa attraverso una continuità di episodi legati tra
loro.
Modello Multistrand
Elemento fondamentale è il myth arc, ovvero la grande domanda narrativa che sostiene l’intera
serie. Si tratta della presentazione di un arco narrativo per il quale, nel corso degli episodi, è
necessario arrivare a una risposta. Questo meccanismo funziona come un puzzle game, poiché
ogni episodio deve contenere almeno un richiamo all’arco mitico, mantenendo viva la tensione e
la coerenza narrativa.
I plot orizzontali, o linee narrative, si sviluppano lungo tutta la serie e si manifestano con diversi
livelli di affioramento nei singoli episodi. Questi plot sono ciò che sostiene e fa avanzare l’arco
narrativo principale. A differenza del myth arc, lo story arc riguarda una parte della narrazione che
compare solo in un segmento limitato della serie, fungendo da arco secondario.
Accanto agli elementi orizzontali si trova il subplot verticale, ossia una vicenda che si esaurisce
in un solo episodio, ma che deve comunque contribuire all’avanzamento della serie o allo
sviluppo dei personaggi.
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La serie Twin Peaks rappresenta il passaggio dallo sguardo “glance” allo sguardo “gaze”. Nel primo caso, lo spettatore pone l’attenzione principalmente sulla narrazione e sulle azioni principali : l’aspetto visivo è subordinato a ciò che accade, e anche perdendo qualche momento non si compromette la comprensione della storia. Nel secondo caso, invece, l’attenzione del pubblico si concentra su ciò che appare sullo schermo : ogni oggetto , inquadratura o dettaglio visivo diventa un indizio o una traccia per interpretare ciò che succederà. In questo modo, Twin Peaks trasforma radicalmente il modo di vedere una produzione televisiva. La serie si apre come un classico whodunit , un giallo incentrato sulla ricerca dell’assassino, ma presto si sposta verso una narrazione di tipo orizzontale , concentrandosi sulla vita dei personaggi e sui particolari. Emblematica è l’inquadratura del volto senza vita di Laura Palmer , che invita a soffermarsi su ciò che normalmente verrebbe solo “guardato”. A differenza dei gialli tradizionali, il principio di colpevolezza è esteso a tutti i personaggi , rendendo ogni figura potenzialmente sospetta i personaggi sono pieni di backstories. I personaggi stessi sono costruiti in modo dissonante , spesso con atteggiamenti inaspettati e non coerenti con le convenzioni narrative classiche. All'interno della serie vengono inseriti elementi irrealistici. Riprendendo il pensiero di Roland Barthes , in un’immagine si possono distinguere due elementi: lo studium , ovvero il modo in cui un’inquadratura è costruita per rispondere alle aspettative dello spettatore , e il punctum , il dettaglio che destabilizza , crea un taglio e introduce l’ inatteso. Nello stile di David Lynch prevale il punctum , poiché spesso gli elementi visivi e sonori non possono essere pienamente compresi, generando ambiguità e disorientamento. Anche la musica nella serie contribuisce a questa sensazione di dissonanza. Infine, Twin Peaks è considerata una serie di culto ( cult ): viene seguita indipendentemente dal suo valore nazionale e crea un coinvolgimento emotivo profondo, simile a quello di un culto religioso , in cui il pubblico sviluppa una devozione simbolica verso l’opera.

Modello della super soap

Il modello della super soap rappresenta un’evoluzione della soap tradizionale, in cui viene inserita una narrazione complessa che spesso si avvicina alla commedia dell’assurdo , come nel caso di I Love Lucy. In questo tipo di struttura narrativa, le gerarchie sono di tipo orizzontale , seguendo quindi il modello del serial , dove la storia si sviluppa attraverso una continuità di episodi legati tra loro. Modello Multistrand Elemento fondamentale è il myth arc , ovvero la grande domanda narrativa che sostiene l’intera serie. Si tratta della presentazione di un arco narrativo per il quale, nel corso degli episodi, è necessario arrivare a una risposta. Questo meccanismo funziona come un puzzle game , poiché ogni episodio deve contenere almeno un richiamo all’arco mitico , mantenendo viva la tensione e la coerenza narrativa. I plot orizzontali , o linee narrative , si sviluppano lungo tutta la serie e si manifestano con diversi livelli di affioramento nei singoli episodi. Questi plot sono ciò che sostiene e fa avanzare l’arco narrativo principale. A differenza del myth arc, lo story arc riguarda una parte della narrazione che compare solo in un segmento limitato della serie, fungendo da arco secondario. Accanto agli elementi orizzontali si trova il subplot verticale , ossia una vicenda che si esaurisce in un solo episodio , ma che deve comunque contribuire all’ avanzamento della serie o allo sviluppo dei personaggi.

Un altro aspetto rilevante è la focalizzazione , che implica la costruzione di tutte le linee narrative secondo il punto di vista di un singolo personaggio , rendendo la narrazione più coerente e immersiva. Questo insieme di caratteristiche dà origine al modello multistrand , in cui più linee narrative si intrecciano e coesistono, mantenendo un equilibrio tra sviluppo orizzontale e verticale. In generale, una serie serializzata si basa su una struttura verticale , cioè episodi conclusi in sé, ma con elementi orizzontali che collegano le singole puntate e contribuiscono alla costruzione di un universo narrativo più ampio e coerente.

Le strutture verticali e orizzontali nelle narrazioni televisive

Nel panorama televisivo contemporaneo, le serie e i film realizzati per la TV si distinguono in base alla loro struttura narrativa , che può essere verticale , orizzontale o una combinazione delle due. La distinzione riguarda il modo in cui si organizza la narrazione degli episodi , il grado di continuità tra le puntate e la costruzione dei personaggi e delle trame.

Le strutture verticali

Le narrazioni verticali sono caratterizzate da episodi autoconclusivi , ciascuno dei quali racconta una storia indipendente dalle altre. Questo tipo di struttura permette allo spettatore di seguire un episodio singolo senza dover conoscere necessariamente quelli precedenti. Il TV movie rappresenta una delle prime forme di racconto verticale. Si tratta di un film prodotto esclusivamente per la televisione , con una narrazione chiusa che si esaurisce all’interno di un unico episodio. A differenza del cinema, il TV movie nasce per la fruizione domestica e si distingue per la durata contenuta e per il linguaggio televisivo, più immediato e accessibile. Un’altra forma di racconto verticale è la serie antologica , una collezione di episodi completamente autonomi tra loro, ma uniti da un denominatore comune , che può essere un genere , un tema o un mood condiviso. Ogni episodio rappresenta una variazione dello stesso genere , come nel caso di Alfred Hitchcock presenta , dove ogni storia ricomincia da capo con nuovi personaggi , nuove ambientazioni e un set narrativo differente. Ciò consente grande libertà creativa, pur mantenendo una riconoscibile coerenza stilistica e tematica. La sitcom costituisce il formato verticale per eccellenza. Essa si basa sull’ unità di luogo e su una scrittura in tre atti — crisi, svolgimento e soluzione — che si ripete in ogni episodio. Ogni puntata è autosufficiente , ma i personaggi restano ricorrenti , generando familiarità e continuità emotiva nello spettatore. Il tono comico e la leggerezza narrativa rendono la sitcom uno dei modelli più longevi della televisione. A metà strada tra il TV movie e la serie, si colloca il TV movie in serie , formato composto da una collezione di film autonomi dedicati allo stesso personaggio o tema. Un esempio emblematico è la serie di Montalbano , in cui ogni episodio rappresenta un’indagine conclusa, ma legata al protagonista e al suo universo narrativo. Di solito vengono prodotti due o tre episodi all’anno , a differenza del TV movie classico, che è un evento più raro e isolato. Anche la serie classica a episodi , detta anche procedural , si basa su una struttura verticale. Ogni puntata presenta un caso o una missione che si risolve all’interno dell’episodio stesso, secondo un modello narrativo stabile e ripetitivo, in cui i personaggi esercitano sempre le stesse competenze e ruoli.

organizza in pacchetti omogenei , ciascuno dei quali propone diverse tipologie di contenuto per attrarre pubblici differenti. Questi canali si distinguono per ciò che offrono di esclusivo al pubblico : in particolare film in prima visione ed eventi sportivi , come il pugilato , scelto perché non ha una programmazione regolare ma si concentra in eventi eccezionali, i cosiddetti main events. I servizi in abbonamento , tuttavia, possono raggiungere una fase di saturazione , cioè un punto in cui il numero di abbonati smette di crescere, dando luogo a una stagnazione del mercato. Per reagire a questa situazione, nel 1997 HBO decide di investire 300 milioni di dollari nella produzione autonoma di serie televisive originali. Da questa scelta nascono alcuni titoli destinati a rivoluzionare la televisione moderna: Oz , Sex and the City , The Sopranos , Six Feet Under , The Wire e Deadwood. L’obiettivo è differenziarsi dai semplici “content provider” e diventare un produttore creativo indipendente , capace di offrire contenuti unici e di alta qualità. Allo stesso modo, quando un content provider non riesce più a essere competitivo, può scegliere di produrre contenuti propri , come farà anni dopo Netflix , passando dalla distribuzione al ruolo di studio di produzione. Parallelamente, altri canali non premium, come quelli del basic cable , iniziano a proporre serie di grande successo come Mad Men , The Walking Dead e Breaking Bad. Queste produzioni si basano su un modello verticale , caratterizzato da una forte serializzazione : storie complesse e articolate, definite anche “super soap” , che sviluppano intrecci narrativi profondi e psicologicamente intensi. Si assiste così al passaggio dall’ eroe in crisi all’ antieroe , figura emblematica delle nuove narrazioni. Personaggi come Dexter , ad esempio, si muovono su un confine ambiguo tra giustizia e moralità , punendo criminali peggiori di loro ma agendo comunque contro la legge. Essendo canali a pagamento , HBO e gli altri premium channels danno più importanza agli abbonamenti che agli ascolti, poiché il successo non dipende dagli indici di audience, ma dal numero e dalla fedeltà degli abbonati. In questo contesto diventa centrale la costruzione del brand e della sua brand equity , ovvero il valore aggiunto del marchio rispetto al semplice valore funzionale del prodotto. Il pubblico deve essere convinto che il brand valga di più rispetto agli altri, e una parte fondamentale di questo processo è costituita dal merchandising , che rafforza la riconoscibilità e l’identità del marchio. Un’altra differenza sostanziale tra i canali premium e quelli tradizionali è l’ assenza di pubblicità. Questi canali non interrompono la narrazione con spot e, di conseguenza, eliminano anche il classico “schermo nero” che in passato segnalava il cliffhanger , cioè il momento di sospensione drammatica tra un blocco narrativo e l’altro. L’assenza di interruzioni contribuisce a una fruizione più immersiva e cinematografica , elemento distintivo della televisione di qualità che si afferma a partire dagli anni Novanta. Analisi di OZ Oz è un drama di ambiente penitenziario , ambientato all’interno di un carcere di massima sicurezza chiamato Oswald State Correctional Facility , abbreviato in Oz. Nella narrazione del dramma carcerario , il racconto ha quasi sempre come scopo l’uscita dal carcere , e si fonda sulla polarità tra mondo interno ed esterno : da un lato il carcere come mondo straordinario , dall’altro la vita fuori, il mondo ordinario. Tuttavia, in Oz questa dinamica viene sovvertita: la serie rimane interamente nel mondo straordinario , non mostrando mai una vera uscita, né fisica né simbolica, dal carcere.

La serie è prodotta dalla HBO , una rete che si rivolge a un target socioculturalmente alto , e rappresenta uno dei primi esempi di serialità complessa della televisione americana contemporanea. Oz è una serie liberal , che affronta tematiche sociali e morali di grande rilievo, come la violenza sistemica , il razzismo , la discriminazione sessuale , la tossicodipendenza e la riabilitazione dei detenuti. Nel primo episodio si nota subito un uso marcato della camera a mano e di inquadrature dal basso , scelte stilistiche che contribuiscono a creare una sensazione di instabilità , claustrofobia e realismo. Queste tecniche visive servono anche a far percepire il carcere come un microcosmo chiuso e opprimente , in cui i rapporti di potere sono costantemente in tensione. I personaggi principali iniziali della serie sono tre: Tobias Beecher , un avvocato condannato per omicidio colposo che rappresenta l’ eroe in crisi ; Vern Schillinger , leader dei neonazisti , che incarna la violenza ideologica e la dominazione razziale ; e Kareem Saïd , un musulmano radicale ma colto e carismatico, portavoce di un ideale politico e religioso di riscatto. Beecher rappresenta il personaggio orizzontale , poiché attraversa l’intera serie evolvendosi e subendo profondi cambiamenti, mentre gli altri due sono più verticali , legati a specifiche linee narrative che si risolvono in archi più circoscritti. Uno dei problemi tipici del cinema carcerario — e che Oz affronta con grande abilità — è la difficoltà di girare in ambienti chiusi , dove lo spazio narrativo è limitato. La serie riesce a superare questo vincolo grazie all’uso della tecnica del panopticon , ispirata al modello architettonico del Panopticon di Bentham , che permette di avere sotto controllo tutti i personaggi e allo stesso tempo di moltiplicare i punti di vista. Questa struttura visiva e narrativa offre un margine di libertà all’interno dell’ambiente chiuso, consentendo di mostrare simultaneamente più azioni e più prospettive. La serie sviluppa anche un forte myth-arch , cioè un filo conduttore mitico e tematico che unisce le varie stagioni. Le domande centrali di questo myth-arch sono: riusciranno i personaggi a sopravvivere? e i personaggi cambieranno davvero?. Queste due questioni definiscono il cuore del dramma, che non è solo un racconto di violenza e punizione, ma anche una riflessione sulla possibilità di redenzione. All’interno del carcere esistono diverse gang , che rappresentano la frammentazione etnica, ideologica e sociale degli Stati Uniti. Vi sono i mafiosi italoamericani , guidati da Peter Schibetta e poi da Carmen Guerra ; gli islamisti , capeggiati da Kareem Saïd ; i neonazisti , con Vern Schillinger al comando; e i tossicodipendenti o “Emerald City addicts” , che ruotano intorno a personaggi come Ryan O’Reily , manipolatore e stratega. La narrazione suggerisce la possibilità che, con il procedere delle stagioni, nuove gang e nuove alleanze possano emergere, ampliando ulteriormente la complessità del microcosmo carcerario. Nel complesso, Oz costruisce un mondo chiuso ma dinamico , in cui la realtà sociale americana viene rappresentata in forma di microcosmo distorto. Il carcere diventa così una metafora politica e morale della società contemporanea: un luogo dove si manifestano tutte le contraddizioni della libertà, del potere e della convivenza umana.