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Riassunto del quarto capitolo.
Tipologia: Sintesi del corso
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Capito 4 Il “perché”: l’Analisi funzionale Affrontando l’analisi funzionale occorre definire una nuova dimensione di alleanza da stabilire con il soggetto disabile. Si tratta dell’alleanza con la funzione svolta dal suo comportamento problema. Il senso di questa alleanza sta nel credere che il comportamento problema, per quanto dannoso, abbia un valore funzionale per il soggetto, magari solo a breve, perché poi a lungo gli produrrà gravi danni. La base del lavoro di valutazione e di interpretazione riguarderà le funzioni svolte dal comportamento problema. La convinzione che ogni comportamento problema svolga una sua funzione positiva per il soggetto è un punto chiave dell’alleanza psicoeducativa. Alleandoci con la funzione valorizziamo le “intenzioni” del soggetto. Per ora possiamo dire che sotto ad alcuni comportamenti ci possono essere anche funzioni che non possiamo accettare, perché proprio in queste funzioni sta la problematicità stessa del comportamento. Le funzioni non sono affatto negative, anzi. L’analisi funzionale osserva e valuta la circolarità delle interazioni, delle comunicazioni e delle azioni-reazioni che coinvolgono il comportamento problema, quello degli altri e il livello di stimolazioni che il soggetto produce. Il comportamento problema si manifesta in presenza di alcune condizioni di stimolo che lo influenzano. Il comportamento produce degli effetti e delle reazioni a vari livelli. Il ruolo delle condizioni antecedenti Per capire la dinamica di un comportamento problema dovremo allora osservare se ci sono condizioni antecedenti che in qualche modo facilitano il comportamento problema. Le condizioni antecedenti si possono classificare in tre criteri: la vicinanza temporale al comportamento problema; la loro collocazione e tipologia; la qualità e tipo della loro influenza. Rispetto alla dimensione temporale, vi possono essere condizioni antecedenti immediatamente connesse al comportamento, condizioni un po’ più lontani nel tempo. Le condizioni più lontane saranno quelle meno leggibili. Rispetto alla collocazione e alla tipologia, è utile basarsi sulla seguente classificazione:
All’inizio degli anni ‘80n cominciarono ad essere pubblicate molte ricerche sui rapporti funzionali tra comportamenti problema e condizioni ambientali antecedenti e conseguenti. Le condizioni antecedenti erano di due tipi: “carenze di attivazione” e di “coinvolgimento e presenza di attività spiacevoli”. Un esempio di studio di un comportamento problema in un soggetto autistico dimostrò che la maggior parte del comportamenti aggressivi si manifestava quando il soggetto frequentava le attività di gruppo, mentre quando era seguito individualmente non accadeva mai. L’origine dei comportamenti problema sta nelle interazioni, nelle comunicazioni, nelle relazioni, nel valore funzionale di un’azione che ne crea l’apprendimento e il mantenimento. Il ruolo degli effetti prodotti dal comportamento problema Gli effetti che produce il comportamento problema sono: