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Riassunto dettagliato e completo del quinto capitolo.
Tipologia: Sintesi del corso
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Capitolo 5 L’intervento positivo sostitutivo L’intervento Psicoeducativo deve essere proattivo, positivo e sostitutivo. I comportamenti problema servono al soggetto, e di conseguenza non sarà affatto semplice eliminarli senza dargli qualcosa in cambio che sia altrettanto o più valido. Può essere difficile identificare degli obiettivi positivi, adeguati alla situazione e alla funzione. Ma vediamo nel dettaglio le operazioni base da compiere. Entrare spesso in situazione L’analisi funzionale ci ha indicato quali sono le condizioni antecedenti in cui è probabile che il soggetto emetta il comportamento problema: con queste situazioni costruiremo una scaletta di avvicinamento graduale ma frequente e sistematico. Non dovremo evitare queste situazioni, perché altrimenti priveremo il soggetto di Occasioni essenziali per apprendere comportamenti alternativi. Introdurre gradualmente la persona nella situazione che gli crea lo stimolo antecedente per il comportamento problema con tecniche di Fading si è dimostrata una strategia efficace per intervenire nel caso di comportamenti problema funzionali come le strategie di fuga- evitamento. Si definiscono gli specifici comportamenti positivi sostitutivi Nello scegliere i comportamenti positivi che abbiano un adeguato valore funzionale si dovrebbero seguire questi tre criteri: Comportamenti alternativi il più possibile appropriate all’età e non infantilizzanti; comportamenti alternativi non stigmatizzati socialmente; comportamenti alternativi che non interferiscono con l’apprendimento di altre abilità. Accompagnamento, guida e aiuto al comportamento positivo Inizialmente, nelle prime prove di apprendimento, il merito del comportamento positivo sarà quasi esclusivamente di chi interviene, ma un po’ alla volta le parti Si invertiranno e chi aiuta ridurrà progressivamente gradualmente il suo aiuto fisico. Dopo una serie di collaborazioni aumenta di molto la probabilità che il soggetto segue anche l’istruzione poco gradita. Valorizzazione del comportamento positivo Chi interviene avrà il compito di valorizzare il comportamento positivo. Le varie forme di valorizzazione devono essere forti, ma ridursi gradualmente fino a sparire nelle loro caratteristiche estrinseche e artificiali. Frustrazione del comportamento problema Nonostante l’accompagnamento continuo accade spesso che il vecchio comportamento problema riappaia improvvisamente, sorprendendo chi interviene. L’operatore avrà allora il compito di
frustrare questo comportamento. L’operatore dovrà agire in modo dolce e non violento. È molto diverso frustrare un comportamento dall’impedirlo. Nel primo caso il soggetto agisce ma l’azione non ha l’esito abituale previsto; nel secondo caso l’azione non può essere compiuta e di conseguenza l’attore non può fare l’esperienza della sua inefficacia rispetto al risultato atteso. Estensione e generalizzazione dell’intervento La generalizzazione è una tipica difficoltà delle persone con ritardo mentale e autismo, che spesso collegano in modo molto stretto i comportamenti acquisiti a una o più caratteristiche irrilevanti della situazione. Lavorare sulla generalizzazione serve anche il mantenimento delle competenze acquisite nel tempo. La cosa più importante è avere compreso bene il senso delle cose da fare, discutendole con gli altri componenti della rete educativa, e averne concordato il modo di calarle nel ruolo e nella quotidianità dei vari attori. Dobbiamo essere disponibili a investire risorse. Sono le risorse del nostro impegno educativo finalizzato e della nostra disponibilità a costruire alleanze con altri adulti significativi.