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Comunicazione sociale, Appunti di Comunicazione di Massa

Una sintesi dei capitoli del corso

Tipologia: Appunti

2024/2025

Caricato il 21/02/2026

PietroDo
PietroDo 🇮🇹

5 documenti

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COMUNICAZIONE SOCIALE
CAPITOLO PRIMO: La struttura della relazione comunicativa
Differenza tra modelli concettuali (lineari) e modello relazionale: La differenza fondamentale risiede
nella concezione del processo comunicativo.
I modelli degli anni '40 (come Shannon e Weaver o Lasswell) sono lineari e unidirezionali. Tendono
a concepire la comunicazione come una trasmissione di contenuti o informazioni da un emittente a
un ricevente, focalizzandosi sugli aspetti "ingegneristici" o di controllo.
Il modello relazionale (come il modello ABX di Newcomb o quello di Schramm) introduce la
bidirezionalità della relazione. La comunicazione è vista come una condivisione e costruzione di
significati all'interno di un contesto sociale, dove i partecipanti sono sia emittenti che riceventi
(feedback) e dove i campi di esperienza giocano un ruolo cruciale.
Soggetti agenti: simili ma diversi Secondo Paul Ricœur, questa è la condizione a-priori della comunicazione
umana.
Devono essere simili perché se fossero totalmente diversi non potrebbero comprendersi o condividere
codici.
Devono essere diversi (separati) perché se fossero identici non avrebbero nulla da comunicarsi.
Questa tensione rende la comunicazione una "traduzione" continua all'interno del proprio schema
concettuale.
Comunicazione intenzionale L'intenzionalità indica un rapporto consapevole con l'atto comunicativo. Essa
implica:
1. La capacità dell'uomo di essere "oggetto a se stesso", ovvero di guardarsi e valutarsi dall'esterno
(consapevolezza di sé).
2. La consapevolezza di essere rivolti verso l'altro (l'interlocutore) con cui si sta comunicando.
Emittente e Ricevente: categorie e ruoli
Emittente e Ricevente non sono solo posizioni fisiche ma concetti sociologici complessi.
Emittente e Ricevente non sono solo due posizioni all’interno della relazione comunicativa, ma sono
categorie analitiche e concetti empirici. Inoltre, mentre nell’emittente sono presenti tre ruoli, il ricevente può
essere scomposto in due tipologie di soggetto di recezione.
Emittente (3 ruoli):
1. Animatore: Colui che concretamente parla o comunica ("macchina parlante").
2. Autore: Colui che ha ideato e costruito il messaggio.
3. Mandante: Il soggetto che si assume la responsabilità dell'atto comunicativo (es. un giudice
che ordina un arresto).
Ricevente (2 tipologie):
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COMUNICAZIONE SOCIALE

CAPITOLO PRIMO: La struttura della relazione comunicativa Differenza tra modelli concettuali (lineari) e modello relazionale: La differenza fondamentale risiede nella concezione del processo comunicativo.

  • I modelli degli anni '40 (come Shannon e Weaver o Lasswell ) sono lineari e unidirezionali. Tendono a concepire la comunicazione come una trasmissione di contenuti o informazioni da un emittente a un ricevente, focalizzandosi sugli aspetti "ingegneristici" o di controllo.
  • Il modello relazionale (come il modello ABX di Newcomb o quello di Schramm ) introduce la bidirezionalità della relazione. La comunicazione è vista come una condivisione e costruzione di significati all'interno di un contesto sociale, dove i partecipanti sono sia emittenti che riceventi (feedback) e dove i campi di esperienza giocano un ruolo cruciale. Soggetti agenti: simili ma diversi Secondo Paul Ricœur, questa è la condizione a-priori della comunicazione umana.
  • Devono essere simili perché se fossero totalmente diversi non potrebbero comprendersi o condividere codici.
  • Devono essere diversi (separati) perché se fossero identici non avrebbero nulla da comunicarsi. Questa tensione rende la comunicazione una "traduzione" continua all'interno del proprio schema concettuale. Comunicazione intenzionale L'intenzionalità indica un rapporto consapevole con l'atto comunicativo. Essa implica:
  1. La capacità dell'uomo di essere "oggetto a se stesso", ovvero di guardarsi e valutarsi dall'esterno (consapevolezza di sé).
  2. La consapevolezza di essere rivolti verso l'altro (l'interlocutore) con cui si sta comunicando. Emittente e Ricevente: categorie e ruoli Emittente e Ricevente non sono solo posizioni fisiche ma concetti sociologici complessi. Emittente e Ricevente non sono solo due posizioni all’interno della relazione comunicativa, ma sono categorie analitiche e concetti empirici. Inoltre, mentre nell’emittente sono presenti tre ruoli, il ricevente può essere scomposto in due tipologie di soggetto di recezione.
  • Emittente (3 ruoli):
  1. Animatore: Colui che concretamente parla o comunica ("macchina parlante").
  2. Autore: Colui che ha ideato e costruito il messaggio.
  3. Mandante: Il soggetto che si assume la responsabilità dell'atto comunicativo (es. un giudice che ordina un arresto).
  • Ricevente (2 tipologie):
  1. Ratificato/Designato: Il destinatario vero e proprio a cui il messaggio è intenzionalmente diretto.
  2. Occasionale/Accidentale: Chi si trova casualmente nel campo d'azione della comunicazione e viene raggiunto dal messaggio senza esserne il destinatario diretto. Il messaggio e i suoi tre aspetti: Il messaggio è il contenuto dello scambio e si definisce in relazione a 3 aspetti:
  3. Essere un'espressione comunicativa dotata di significato.
  4. Dire qualcosa in relazione alla realtà (riferimento al mondo).
  5. Essere costruito secondo le regole di un codice e trasmesso tramite una forma materiale (canale). Le dimensioni del messaggio: può presentare le seguenti diverse dimensioni
  6. Intenzionale e non intenzionale: Si può comunicare consapevolmente (es. una lezione), ma anche trasmettere messaggi involontari (es. rossore, tono di voce). La Scuola di Palo Alto afferma che "non si può non comunicare".
  7. Denotazione e connotazione: La denotazione è il significato oggettivo/letterale; la connotazione è il significato soggettivo, emotivo o culturale associato.
  8. Contenuto e relazione: Ogni messaggio trasmette un'informazione (contenuto) ma definisce anche il rapporto tra i soggetti (es. un ordine implica una gerarchia) e presenta un'immagine dell'Io.
  9. Esplicita e implicita: Ogni atto comunicativo ha un significato evidente ma presuppone un "mondo" di significati impliciti dati per scontati (es. modi di dire come "piove sul bagnato"). Il Segno e le sue funzioni: Il segno è "qualcosa che sta al posto di qualcos'altro per qualcuno". Nelle creazioni umane svolge tre funzioni:
  10. Rappresentare la realtà: Permette di conoscere e immaginare il mondo.
  11. Comunicazione: Permette lo scambio di messaggi e intenzioni.
  12. Partecipazione sociale: Favorisce il senso di appartenenza a gruppi e collettività. 3 tipi di segni (Charles Sanders Peirce)
  13. Icona: Comunica per somiglianza con l'oggetto (es. foto, disegno, mappa).
  14. Indice: Comunica per connessione diretta o contiguità fisica (es. fumo per il fuoco, impronta).
  15. Simbolo: Comunica per convenzione/interpretazione arbitraria (es. le parole, la bandiera). La semiosi è il processo in cui qualcosa funziona come segno. Coinvolge il veicolo segnico , il designatum (ciò a cui si riferisce), l' interprete e l' interpretante (l'effetto sull'interprete, il "rendersi conto"). Il Codice (Charles Morris) Un codice è un sistema di segni destinato alla comunicazione. Le 5 caratteristiche sono:
  16. È composto da una pluralità di segni.
  1. Negoziata: Il ricevente accetta la logica generale ma contratta significati specifici o locali, riservandosi il diritto di discrepanza.
  2. Oppositiva (o Alternativa): Il ricevente comprende il codice dominante ma lo rifiuta, decodificando il messaggio in un quadro di riferimento opposto. Attività interpretativa: Schemi, Copioni ed Enciclopedie →guidano la comprensione della realta Questi concetti della psicologia cognitiva servono a organizzare la conoscenza nella memoria:
  • Schemi: Concetti riferiti a elementi singoli e semplici (es. tazza, sedia).
  • Copioni (Scripts): Rappresentazioni di eventi o relazioni sociali (es. andare al ristorante).
  • Enciclopedia: L'insieme di queste conoscenze che ci permette di interpretare la realtà e comunicare. Frame, precomprensioni e pregiudizi
  • Frame (Cornici): Strutture che ci permettono di capire "cosa sta succedendo" qui in realta (es. distinguere uno scherzo da un insulto). Frame è fattore di ordine perche orienta la comprensione degli eventi e comportamento dei partercipanti facilitano la comunicazione.
  • Precomprensioni/Pregiudizi: La conoscenza avviene tramite categorizzazione e semplificazione. I pregiudizi sono forme di pre-giudizio necessarie per orientarsi, ma possono diventare rigidi ostacoli alla comprensione reale dell'altro (oscillazione tra individuazione e tipizzazione). La fiducia come precondizione Habermas: la comunicazione è una forma di cooperazione e collaborazione, confido che l’altro possa ascoltarmi e capirmi. Il fondamento della relazione sulla fiducia reciproca. Il fatto che l’altro come appare, sia quel dice e mostra di essere. La comunicazione presuppone che l'altro sia capace di parlare e dire il vero. Senza questo "principio di carità" o "accordo portante", l'atto stesso di aprire bocca non avrebbe senso. Principio di cooperazione (Paul Grice) È la regola tacita per cui i partecipanti contribuiscono alla conversazione "così come è richiesto, nel momento in cui avviene, dagli scopi accettati". Implica che ci sia una volontà comune di capirsi. Massime conversazionali (Grice) Servono a regolare la cooperazione:
  1. Quantità: Completezza dell'informazione (né troppo, né troppo poco).
  2. Qualità: Veridicità (non dire il falso).
  3. Relazione: Pertinenza (stare in tema).
  4. Modo: Chiarezza (evitare ambiguità). Paradosso della comunicazione conflittuale

Anche il conflitto è una forma di relazione/associazione (Simmel). Cooperazione e conflitto coesistono attraverso due processi:

  1. Verbalizzazione: Trasformare l'aggressività fisica in parole.
  2. Ritualizzazione: Inscrivere il conflitto in regole accettate (es. un processo, un dibattito, una gara). TERZO CAPITOLO: Le funzioni della comunicazione A che serve comunicare: le funzioni della comunicazione Funzione Referenziale (Conoscere la realtà) La comunicazione serve a riferisci al mondo esterno e agli oggetti (referenti). Il problema soggiacente non è un rapporto realta e rappresentazione: il linguaggio non è uno specchio neutro, ma costruisce socialmente la realtà. In media mediano e interpretano la realtà non la riflettono semplice (Es: un avviso in stazione). Il referente è un oggetto (astratti o fisici) o evento dell mondo reale esterno, una persona, un’azione, puo essere una realta relazione come una famiglia, uno stato interiore della persona. Funzione Sociale (Relazioni sociali) Serve a legare le persone. Si divide in:
  • Fàtica: Mantenere il contatto/canale aperto (es. Saluti, telefonata).
  • Integrativa: Condividere valori e visioni del mondo, unire/dividere le persone (es: i tifosi allo stadio). Funzione Pragmatica (Produrre azione) Comunicare è agire ("fare cose con le parole" - Austin). Serve a coordinare l'azione di gruppo, a influenzare gli altri (ordini, richieste) o a compiere atti che modificano la realtà, l’atto tende a dirigere il comportamento di altri (es. "ti battezzo..."). Funzione Identitaria (Immagine dell'Io) Comunicando presentiamo noi stessi e definiamo chi siamo.
  • Modello verticale: Identità dialogica. Taylor:l’ID compone 3 elementi: il senso irriducibile del proprioio, l’id dialogica che si è formata e continua e id deriva dalla appartenenza e dallo stato civile.
  • Modello orizzontale (Goffman): L'identità è un effetto drammaturgico, una "facciata" presentata sulla scena sociale per essere confermata dagli altri (es: un medico e suo paziente). Funzione Metacomunicativa (Definire la comunicazione) È la comunicazione sulla comunicazione. Serve a spiegare il significato (metalinguistica), a dare istruzioni su come interpretare il messaggio ("sto scherzando") e a incorniciare (framing) la situazione (es: saper “insulto # scherzo”). Competenza linguistica vs comunicativa
  • Linguistica (Chomsky): Conoscenza delle regole grammaticali per generare frasi. Distingue tra competenza (conoscenza innata delle regole grammaticali per generare frasi) ed esecuzione (performance, l'uso effettivo della lingua)
  • Comunicativa (Hymes): Capacità di usare il linguaggio in modo appropriato alla situazione sociale (sapere quando tacere, cosa dire, a chi e come).

SESTO CAPITOLO: Fallimento della comunicazione Perché la comunicazione può fallire: incomprensione, conflitto e inganno Rumore

  • Fisici: Disturbi sul canale/ambiente (es. linea disturbata).
  • Semantici: Incomprensioni sui significati o sui codici culturali.
  • Referenziali: Riguardano l'incomprensione del contenuto (il "che cosa").
  • Relazionali: Riguardano la relazione tra i soggetti (es. presentazione di sé, squalifica). Conflitto vs Violenza comunicativa
  • Conflitto: Può essere aperto e dichiarato, e paradossalmente è una forma di relazione.
  • Violenza: Include la disconferma (negare l'esistenza dell'altro), il rifiuto di ascoltare, la calunnia, l'insinuazione e la manipolazione. Comunicazione ingannevole È la manipolazione della realtà.
  • Interpersonale: Menzogna, ipocrisia, millanteria.
  • Mass mediatica: Manipolazione dei frame, fake news, propaganda, costruzione di "pseudo-eventi". Strategie contro il rumore e benefici
  • Strategie: Ridondanza (ripetizione), Metacomunicazione (spiegare), Feedback (verifica).
  • Benefici: L'ambiguità e il "non detto" stimolano la cooperazione interpretativa e la creatività del ricevente (es. nell'arte o nella seduzione). CAPITOLO SETTIMO: La credibilità Cos'è la credibilità È la probabilità di essere creduti. Non è solo una qualità morale della persona, ma una relazione : è qualcosa di attribuito e negoziato tra emittente e ricevente. Radici della credibilità
  1. Conoscenza/Competenza: Credibilità dell'esperto o del testimone (sa quel che dice).
  2. Valori: Credibilità di chi incarna valori ritenuti giusti e desiderabili (coerenza).
  3. Affettività/Attaccamento: Credibilità basata sul legame affettivo e sulla solidarietà (es. madre, amico) - "ti credo perché ti voglio bene". Credibilità come Relazione (Aristotele) Inizialmente legata all'onestà (ethos), oggi la credibilità è vista come una relazione: è qualcosa di attribuito e negoziato tra emittente e ricevente (credibilità proiettata vs percepita)

Principio di Cooperazione (Paul Grice): La comunicazione richiede un accordo di fondo. Il principio di cooperazione stabilisce che si debba dare il proprio contributo alla conversazione "così come è richiesto, nel momento in cui avviene, dagli scopi accettati". Si basa su massime di quantità, qualità, relazione e modo CAPITOLO OTTAVO: intelligenza artificale

1. Definizione e Natura dell'Intelligenza Artificiale L'autore definisce l'IA non come una "magia", ma come un ramo dell'informatica. - Concetto: L'IA è la progettazione di sistemi hardware e software che dotano le macchine di caratteristiche considerate "umane", come la percezione visiva, spazio-temporale e decisionale. Tuttavia, strumenti come ChatGPT non "sanno" di cosa stanno parlando; non possiedono conoscenza reale ma creano dipendenze statistiche basate su enormi database per prevedere la parola successiva. - Esempio: Stephen Wolfram spiega che quando ChatGPT genera una frase, sta semplicemente calcolando quale parola ha la probabilità statistica più alta di seguire la precedente, senza comprendere il senso logico o veritiero del discorso. 2. L'Evoluzione della Tecnologia e l'Impatto Antropologico Il documento analizza come la tecnologia non sia neutrale ma modifichi l'ambiente e l'uomo stesso. - Concetto: Citando McLuhan, si ribadisce che "il medium è il massaggio", ovvero che i mezzi di comunicazione condizionano l'ambiente sociale e psichico. Inoltre, Luciano Floridi classifica le tecnologie in tre ordini: quelle che interagiscono con la natura, quelle che interagiscono con l'uomo e quelle che interagiscono con altre tecnologie. - Esempio: La "cultura digitale" sta generando una "nuova narrazione antropologica". Non usiamo più il computer solo per calcolare, ma la tecnologia digitale pervade ogni aspetto della vita quotidiana, ridefinendo come ci rapportiamo agli altri. - Classifica la tecnologia: o Interagisce con la natura o Interagisce con l’uomo o Interagisce con l’altra tecnologia 3. La Prospettiva Etica e Spirituale (Papa Francesco) Vengono citati ampiamente i messaggi di Papa Francesco per le Giornate Mondiali della Pace e delle Comunicazioni Sociali. - Concetto: C'è il rischio che la società diventi "ricca di tecnica e povera di umanità". È necessario recuperare la "sapienza del cuore" per leggere la novità del tempo e non ridurre le persone a dati statistici. L'IA pone sfide non solo tecniche, ma antropologiche ed educative.