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Comunicazione sociale 5, Appunti di Comunicazione Interculturale

quinta lezione di comunicazione sociale

Tipologia: Appunti

2013/2014

Caricato il 25/02/2026

marco-piana-1
marco-piana-1 🇮🇹

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5° UD
La comunicazione nella gestione dei conflitti
- fenomeno del “conflitto”:
concerne tutte le forme di vita sociale nella sfera interpersonale
si sviluppa in circoli viziosi di ostilità e competizione distruttiva
questione dell’oggetto del conflitto e i ruoli sociali degli attori
la comunicazione gioca un ruolo strategico in queste situazioni
- tipologie del “conflitto”: Emotivo o Cognitivo
elementi dell’origine del conflitto
* la presenza di una o più risorse scarse
* la presenza di una o più parti portatrici di interessi divergenti
* la sussistenza di ambiguità (criterio di suddivisione delle risorsa)
risorse scarse di tipo materiale e emotivo ...
le questioni su cui si discute servon per affermare i propri principi, valori, interpretazioni...
immagine positiva e integrata di sé - il proprio valore personale
- conflitti emotivi hanno conseguenze degenerative per e persone (umiliazioni, rancori...)
- conflitti cognitivi possono trasformarsi in un’opportunità di crescita e di sviluppo fra le parti
- tipologie del “conflitto”:
* conflitti di tipo emotivo
* conflitti di tipo cognitivo caratterizzati da percezioni a “somma zero”
* conflitti di tipo cognitivo caratterizzati da percezioni a “somma variabile”
- nei gruppi l’emergere di conflitti stimola attivamente la comunicazione tra i gruppi, la comprensione fra i
membri, il consenso sugli accordi, la franchezza, il senso di responsabilità
- “somma dei valori è zero”: percezione (errata) delle parti in conflitto che concedendo alla controparte
un aspetto in discussione significherebbe perdere quanto concesso (win/loss)
esso genera un clima competitivo, chiusure e distorsioni comunicative...
- “gioco a somma variabile”: parti consapevoli che le divergenze non sono speculari e incociliabili
non è detto che la parte concessa significhi perforza perdita per sé - percezione integrativa e generativa
del conflitto (win/win) tenderanno ad uno stile comunicativo aperto e trasparente (cooperativo) “vita tua,
vita mea”
- modalità di gestione del conflitto:
* scontro diretto [lotta e prova di forza]
* decisione unilaterale [equilibro senza comunicazione esplicita]
* appello all’autorità [ricorso giudice]
* ricorso a norme e regole [divisione equa di un bene]
* negoziazione [modalità più evoluta: conflitto diventa opportunità di crescita]
- strategie comunicative contenitive → riduce il rischio di conflitti emotivi
- strategie comunicative generative → capitalizza il potenziale creativo
strategie comunicative contenitive: conflitto e durata nel tempo (rappresentazione della situazione
conflittuale) - costruire rappresentazioni disfunzionali del conflitto per contrastarle
* principio econometrico VS sacralizzazione dei temi in conflitto
° è comune fare dei temi della discussioni delle questioni di principio (rendono “sacro” il tema)
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5° UD

La comunicazione nella gestione dei conflitti

  • fenomeno del “conflitto”: concerne tutte le forme di vita sociale nella sfera interpersonale si sviluppa in circoli viziosi di ostilità e competizione distruttiva questione dell’oggetto del conflitto e i ruoli sociali degli attori la comunicazione gioca un ruolo strategico in queste situazioni
  • tipologie del “conflitto”: Emotivo o Cognitivo elementi dell’origine del conflitto * la presenza di una o più risorse scarse * la presenza di una o più parti portatrici di interessi divergenti * la sussistenza di ambiguità (criterio di suddivisione delle risorsa) risorse scarse di tipo materiale e emotivo ... le questioni su cui si discute servon per affermare i propri principi, valori, interpretazioni... immagine positiva e integrata di sé - il proprio valore personale
  • conflitti emotivi hanno conseguenze degenerative per e persone (umiliazioni, rancori...)
  • conflitti cognitivi possono trasformarsi in un’opportunità di crescita e di sviluppo fra le parti
  • tipologie del “conflitto”:
    • conflitti di tipo emotivo
    • conflitti di tipo cognitivo caratterizzati da percezioni a “somma zero”
    • conflitti di tipo cognitivo caratterizzati da percezioni a “somma variabile”
  • nei gruppi l’emergere di conflitti stimola attivamente la comunicazione tra i gruppi, la comprensione fra i membri, il consenso sugli accordi, la franchezza, il senso di responsabilità
  • “somma dei valori è zero”: percezione (errata) delle parti in conflitto che concedendo alla controparte un aspetto in discussione significherebbe perdere quanto concesso (win/loss) esso genera un clima competitivo, chiusure e distorsioni comunicative...
  • “gioco a somma variabile”: parti consapevoli che le divergenze non sono speculari e incociliabili non è detto che la parte concessa significhi perforza perdita per sé - percezione integrativa e generativa del conflitto (win/win) tenderanno ad uno stile comunicativo aperto e trasparente (cooperativo) “vita tua, vita mea”
  • modalità di gestione del conflitto:
    • scontro diretto [lotta e prova di forza]
    • decisione unilaterale [equilibro senza comunicazione esplicita]
    • appello all’autorità [ricorso giudice]
    • ricorso a norme e regole [divisione equa di un bene]
    • negoziazione [modalità più evoluta: conflitto diventa opportunità di crescita]
      • strategie comunicative contenitive → riduce il rischio di conflitti emotivi
      • strategie comunicative generative → capitalizza il potenziale creativo strategie comunicative contenitive : conflitto e durata nel tempo (rappresentazione della situazione conflittuale) - costruire rappresentazioni disfunzionali del conflitto per contrastarle
    • principio econometrico VS sacralizzazione dei temi in conflitto ° è comune fare dei temi della discussioni delle questioni di principio (rendono “sacro” il tema)

° è utile “materializzare” la discussione introducendo un riferimento econometrico esempio: due coinquilini che discutono se invitare o meno amici in casa - compenso economico

  • principio del “attacca il problema e mai la persona” VS sensibilità individuale (minacce) ° ulteriore elemento che diventa questione di principio è la sensibilità individuale alle minacce del sé (a nessuno piace una definizione insicura e instabile del concetto di sé) ° la strategia efficace sta nell’attaccare il problema e non la persona (rassicurare il valore e la dignità dell’altro, sottolineare gli atteggiamenti e i valori del partner)
  • contingenza VS sovrastima della posta in gioco ° un’altra rappresentazione disfunzionale si determina quando la concessione diventa “precendente” pericoloso (esempio: favore di far parcheggiare il vicino di casa sul passo carrabile) ° adottare uno stile comunicativo mirato a sottolineare eccezionalità dell’evento (contingenza)
  • profondità progettuale VS “mordi e fuggi” ° gli individui tendono ad essere lungimiranti nel prospettare conseguenze future ° tendono anche alla svalutazione di una relazione in un conflitto gestito male ° gli uomini e il loro approccio “mordi e fuggi” deteriorano la relazione e il suo futuro ° dare alla relazione una profondità progettuale (per non farla appiattire)
  • metafora di Rubin: occorre accompagnare la propria controparte in cima al dirupo per farle vedere quelli che potrebbero essere gli sviluppi drammatici perseverando nelle ostilità comunicazione persuasiva retorica → mirata a stimlare modalità di pensiero analitiche e razionali (processi lenti, controllati, simbolici) comunicazione persuasiva narrativa → sostenere un’idea trasportando il ricevente all’interno di una storia capace di catturare l’attenzione, stimolare l’immaginario e accendere i sentimenti [vedi storia narrata in aula y4y - 11Marzo13] quando le parti hanno una prospettiva lungimirante e cooperativa si può parlare di “maturità”
    • iniziativa conciliatoria VS interpretazione difesa come attacco ° l’escalation conflittuale può nascere se si intende la difesa del partner come attacco personale ° l’azione ostile effettuata per pareggiare i conti è vissuta dall’latro come ulteriore e gratuito atto di aggressione (indice della natura malevola dell’altro) plateale iniziativa conciliatoria (approccio GRID) → prendere l’iniziativa e interrompere la spirale di ostilità compiendo un gesto di riconciliazione (è costoso, impegnativo, inaspettato) esempio: riportato in classe dal prof; un killer che chiede scusa ai familiari delle vittime
  • modello dei due interessi detto anche “modello motivazionale” serve per definire le strategie negoziali
  • “strategie comunicative negoziali” : dipende dalla combinazione di motivazioni presenti in colui che negozia [esempio: ottenere rispetto, mantenere un’immagine positiva di sé] 2 motivazioni fondamentali * ottenere il più elevato rendimento di sé * aiutare la controparte a massimizzare i propri rendimenti
  • dalla combinazione dei due fattori (fondamentali) nascono 5 strategie negoziali ° contesa → si è motivati a massimizzare i propri benefici da un lato e poco motivati a contribuire ai rendimenti della controparte stile comunicativo: argomentazioni e suggestioni persuasive e manipolative di tipo “competitivo”
  • comunicazione persuasiva VS comunicazione retorica → è meglio utilizzare una comunicazione di tipo esperienzale-narrativa (al posto di quella logico-retorica)