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Contabilità Generale e Bilancio 3, Dispense di Contabilità

Dispensa tratta da appunti e lezioni. Parte terza.

Tipologia: Dispense

2019/2020

In vendita dal 14/06/2021

Giulia.Difi99
Giulia.Difi99 🇮🇹

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18/04/20
IL LEASING FINANZIARIO
IL LEASING FINANZIARIO: CONTABILIZZAZIONE e IMPATTI
ECONOMICI
Def.: con il contratto di LEASING FINANZIARIO vi è il trasferimento al locatario della maggior
parte dei benefici e dei rischi legati al bene. Al termine del contratto vi è la possibilità di
RISCATTARE il bene. Con il riscatto il bene diventa di proprietà.
È necessario distinguere:
1. NATURA GIURIDICA del CONTRATTO:
o LOCATORE, società di Leasing;
o LOCATARIO, utilizzatore del bene. Il locatario utilizza il bene come se fosse di sua
proprietà e, quindi, attraverso questo contratto vi è il trasferimento al locatario della
maggior parte dei benefici e dei rischi legati al bene stesso;
2. NATURA ECONOMICA del CONTRATTO:
o LOCATORE, funge da FINANZIATORE al locatario;
o LOCATARIO, viene FINANZIATO. Il locatario entra in possesso del bene, pur non
essendo un bene di sua proprietà. Quindi, lo utilizza come se fosse di sua proprietà
e, per fare questo, paga periodicamente dei canoni.
Dunque, c’è una distinzione tra FORMA GIURIDICA e SOSTANZA ECONOMICA del
CONTRATTO.
MODALITÀ di CONTABILIZZAZIONE
La MODALITÀ di CONTABILIZZAZIONE, in Italia:
METODO PATRIMONIALE (! Metodo dei Canoni): pone l’accento sulla forma
GIURIDICA del contratto. Quindi, poicil bene, oggetto di leasing, non è di proprietà
dell’impresa, non viene indicato nello SP (! Indicati solo i beni di proprietà).
Dunque, vi è un impatto a CE rappresentato dai costi di esercizio per CANONI LEASING;
mentre a SP potrebbero esserci (! In genere ci sono) dei RISCONTI ATTIVI al fine di
determina il costo di competenza dell’esercizio per canoni leasing, sarà necessario definire
dei risconti attivi (
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SP +);
METODO FINANZIARIO: pone l’accento sulla sostanza ECONOMICA del contratto. Nella
modalità di contabilizzazione, in Italia, tutte le informazioni legata alla contabilizzazione del
leasing secondo metodo finanziario devono essere indicate in NOTA INTEGRATIVA.
METODO PATRIMONIALE
Il METODO PATRIMONIALE è caratterizzato da diversi aspetti. Durante il periodo in cui vi è il
Contratto di Leasing, l’impresa (! Che ha sottoscritto il Contratto di Leasing) deve pagare dei
CANONI PERIODICI. Al termine del contratto vi può essere il RISCATTO del BENE limpresa,
quindi, acquista di fatto la proprietà del bene ad un prezzo più favorevole. A questo punto,
l’impresa diventa proprietaria del bene e, da quel momento, il bene è iscritto a SP + e viene
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IL LEASING FINANZIARIO

IL LEASING FINANZIARIO: CONTABILIZZAZIONE e IMPATTI

ECONOMICI

Def .: con il contratto di LEASING FINANZIARIO vi è il trasferimento al locatario della maggior parte dei benefici e dei rischi legati al bene. Al termine del contratto vi è la possibilità di RISCATTARE il bene. Con il riscatto il bene diventa di proprietà. È necessario distinguere:

  1. NATURA GIURIDICA del CONTRATTO : o LOCATORE , società di Leasing; o LOCATARIO , utilizzatore del bene. Il locatario utilizza il bene come se fosse di sua proprietà e, quindi, attraverso questo contratto vi è il trasferimento al locatario della maggior parte dei benefici e dei rischi legati al bene stesso;
  2. NATURA ECONOMICA del CONTRATTO : o LOCATORE , funge da FINANZIATORE al locatario; o LOCATARIO , viene FINANZIATO. Il locatario entra in possesso del bene, pur non essendo un bene di sua proprietà. Quindi, lo utilizza come se fosse di sua proprietà e, per fare questo, paga periodicamente dei canoni. Dunque, c’è una distinzione tra FORMA GIURIDICA e SOSTANZA ECONOMICA del CONTRATTO.

MODALITÀ di CONTABILIZZAZIONE

La MODALITÀ di CONTABILIZZAZIONE , in Italia:

  • METODO PATRIMONIALE (! Metodo dei Canoni): pone l’accento sulla forma GIURIDICA del contratto. Quindi, poiché il bene, oggetto di leasing, non è di proprietà dell’impresa, non viene indicato nello SP (! Indicati solo i beni di proprietà). Dunque, vi è un impatto a CE rappresentato dai costi di esercizio per CANONI LEASING ; mentre a SP potrebbero esserci (! In genere ci sono) dei RISCONTI ATTIVI ➡ al fine di determina il costo di competenza dell’esercizio per canoni leasing, sarà necessario definire dei risconti attivi (!^ SP + );
  • METODO FINANZIARIO : pone l’accento sulla sostanza ECONOMICA del contratto. Nella modalità di contabilizzazione, in Italia, tutte le informazioni legata alla contabilizzazione del leasing secondo metodo finanziario devono essere indicate in NOTA INTEGRATIVA. METODO PATRIMONIALE Il METODO PATRIMONIALE è caratterizzato da diversi aspetti. Durante il periodo in cui vi è il Contratto di Leasing, l’impresa (! Che ha sottoscritto il Contratto di Leasing) deve pagare dei CANONI PERIODICI. Al termine del contratto vi può essere il RISCATTO del BENE ➡ l’impresa, quindi, acquista di fatto la proprietà del bene ad un prezzo più favorevole. A questo punto, l’impresa diventa proprietaria del bene e, da quel momento, il bene è iscritto a SP + e viene

sottoposto ad AMMORTAMENTO ( Es. Impianto iscritto a SP + e vengono calcolate, quindi, le quote di ammortamento). La contabilizzazione dei canoni a CE + avviene in base alla competenza economica. Ad inizio contratto viene pagato un MAXICANONE , successivamente si pagano i canoni periodici fino al termine del contratto. è Vi è la NECESSITÀ di calcolare una RATA MENSILE TEORICA al fine di determinare il costo di competenza dei Canoni Leasing sui 12 mesi. [Rata Mensile Teorica X 12 Mesi = Costo di Competenza] Se alla scadenza l’impresa riscatta il bene allora il bene verrà iscritto a SP + e avremo le quote di ammortamento a CE + (! In base alla residua durata del bene). N.B. : Indicazione in Nota Integrativa del debito v. società di Leasing soprattutto se il debito è se rilevante. ESEMPIO – CALCOLO COSTO di COMPETENZA N.B. : Il RISCONTO ATTIVO è quella parte di costo che rinviamo al futuro.

  • METODO FINANZIARIO (! L’unico ammesso da IAS/FRS): avviene una distribuzione dei costi del contratto di Leasing lungo la DURATA ECONOMICA del BENE ;
  • METODO PATRIMONIALE : vi è una CONCENTRAZIONE dei costi lungo la DURATA del CONTRATTO di LEASING. N.B. : Con il metodo patrimoniale NON vi è il pieno rispetto del PRINCIPIO di COMPETENZA con riferimento alla durata economica del bene. 21/04/

LA VALUTAZIONE delle IMMOBILIZZAZIONI IMMATERIALI

DEFINIZIONI e TIPOLOGIE

Sono costituite da costi relativi a FATTORI PRODUTTIVI PLURIENNALI , ossia che non esauriscono la loro utilità in un solo esercizio ma manifestano i benefici economici lungo un arco temporale di più esercizi. Inoltre, non hanno il carattere della consistenza fisica. Si parla, infatti, anche di BENI INTANGIBILI.

  1. ONERI PLURIENNALI : o B. I. 1. Costi di impianto e ampliamento; o B. I. 2. Costo di sviluppo;
  2. IMMOBILIZZAZIONI IMMATERIALI in SENSO STRETTO : o B. I. 3. Brevetti e diritti di utilizzo di opere dell’ingegno; o B. I. 4. Concessioni, Licenze e Marchi; o B. I. 7. Altre immobilizzazioni immateriali;
  3. AVVIAMENTO : o B. I. 5. Avviamento.
  4. IMMOBILIZZAZIONI in CORSO e ACCONTI : o B. I. 6. Immobilizzazioni in corso e acconti (! Solo con valenza finanziaria). Tutte queste voci vanno a STATO PATRIMONIALE ATTIVO (! DARE ).

LE CONDIZIONI per l’ ISCRIZIONE

Quali sono le condizioni di iscrizione?

  1. Seppur il bene non sia tangibile, il costo è stato SOSTENUTO ;
  2. È riconosciuta la DURATA PLURIENNALE (! Inteso non come caratteristica intrinseca del bene ma in termini di destinazione);
  3. Deve avere AUTONOMA IDENTIFICABILITÀ. Un bene è autonomamente identificabile quando: o È separabile, ossia è possibile scorporarlo dalla massa dell’attivo della società e negoziarlo, quindi può essere venduto, trasferito, concesso in licenza, scambiato; o Se deriva da diritti contrattuali o da altri diritti legali, indipendentemente che questi diritti siano trasferibili o separabili dalla società. Unica ECCEZIONE è l’avviamento. Si tratta quindi di un investimento immateriale che gode generalmente, grazie alla sua identificabilità, di TUTELA/RICONOSCIBILITÀ GIURIDICA.

ONERI PLURIENNALI

COSTI di IMPIANTO e AMPLIAMENTO Si tratta di oneri sostenuti in modo NON ricorrente in precisi momenti di vita di un’impresa, come la costituzione, l’aumento del capitale sociale, la quotazione in borsa o legati a operazioni straordinarie (! Fusione, trasformazione, etc.). In particolare:

  • I COSTI di IMPIANTO sono sostenuti nel periodo INIZIALE della vita di un’impresa e consentono di acquisire le condizioni operative indispensabili per l’avvio dell’attività. Si tratta di compensi a professionisti, che hanno supportato l’impresa (! Notaio, legale, commercialista), costi sostenuti per ottenere le licenze e le autorizzazioni amministrative, spese per la ricerca e la formazione del personale, spese per indagini di mercato e creazione di reti commerciali;
  • I COSTI di AMPLIAMENTO hanno natura simile a quella dei costi di impianto ma sostenuti in momenti diversi, DURANTE la vita dell’impresa per aumentarne o diversificarne la capacità operativa N.B. : NON vanno confusi con le spese per ammodernare, ampliare e migliorare gli elementi strutturali delle immobilizzazioni materiali COSTI di SVILUPPO Si tratta di costi sostenuti per svolgere attività finalizzate allo sfruttamento economico di un’innovazione. Fanno, quindi, riferimento ad attività che riguardano l’applicazione e la messa in pratica dei risultati della ricerca per la produzione di materiali, dispositivi, processi, sistemi e servizi, con carattere della novità, prima che si passi all’attività di produzione e utilizzo vera e propria. ESEMPI tipici di costi di sviluppo sono: o Progettazione e costruzioni di prototipi; o Analisi di laboratorio e prove di scelte alternative di materiali, processi, sistemi e servizi; o Progettazione di stampi, prove e matrici relativi ad una nuova tecnologia;

N.B. : È vietato capitalizzare costi generali, amministrativi e commerciali. PROBLEMI VALUTATIVI a. DETERMINAZIONE del VALORE ORIGINARIO : o Costi di IMPIANTO e AMPLIAMENTO : il valore originario è costituito dal costo di acquisto (! Il prezzo effettivo di acquisto che risulta dal contratto o dalla fattura, al netto dell’Iva detraibile e di eventuali sconti commerciali) sommato agli oneri accessori (! Tutti gli eventuali altri costi sostenuti per perfezionare l’acquisto o per consentire lo sfruttamento dell’immobilizzazione); o L’attività di SVILUPPO può essere: § Commissionata a SOGGETTI ESTERNI : in questo caso il valore di iscrizione in bilancio è il costo di acquisto; § Realizzata INTERNAMENTE : in questo caso il valore di iscrizione in bilancio è il costo di produzione; b. MODIFICA del VALORE ORIGINARIO : o AMMORTAMENTO : costituisce un processo sistematico di ripartizione del costo sostenuto sull’intera durata di utilizzazione; deve essere sistematico e in genere è a quote costanti. Difficoltà a stabilire tecnicamente una correlazione con la vita utile. Quindi, il piano di ammortamento, generalmente, viene predisposto facendo ricorso a un periodo convenzionale. Per i costi di impianto e ampliamento , il termine massimo di ammortamento è di 5 anni. Per i costi di sviluppo , il piano di ammortamento deve seguire la vita utile del bene. Qualora non sia possibile determinarla, il periodo massimo di ammortamento è di 5 anni. N.B. : Per evitare capitalizzazioni non inerenti , il Codice Civile (! Art. 2426/5 ) ha posto un limite alla distribuzione degli utili correlato agli oneri pluriennali, stabilendo che fino a che l’ammortamento dei costi di impianto, di ampliamento e di sviluppo non è completato, possono essere distribuiti dividendi solo se residuano riserve disponibili sufficienti a coprire l’ammontare dei costi pluriennali non ammortizzati. Inoltre, l’iscrizione di tali costi a SP è sottoposta al consenso del Collegio Sindacale.

IMMOBILIZZAZIONI IMMATERIALI in SENSO STRETTO

  1. Diritti di Brevetto Industriale; Diritto di Utilizzazione delle Opere dell’Ingegno;
  2. Concessioni, Licenze e Marchi;
  3. Altre Immobilizzazioni Immateriali. Per le singole tipologie andiamo dunque ad analizzare:
  • La DEFINIZIONE SPECIFICA ;
  • I PROBLEMI VALUTATIVI : valore originario e modifica del valore originario DIRITTI di BREVETTO INDUSTRIALE e DIRITTI di UTILIZZAZIONE delle OPERE dell’ INGEGNO
  • DEFINIZIONI SPECIFICHE : o DIRITTI di BREVETTO INDUSTRIALE : si può riferire a processi produttivi, prodotti nuovi, singoli beni. Insieme di conoscenze sfruttabili economicamente. Il BREVETTO è dotato di tutela giuridica per un certo periodo di tempo (! 20 anni). La TUTELA GIURIDICA ne garantisce l’uso esclusivo. Per avere la tutela si deve depositare il brevetto presso un registro e la registrazione è a pagamento; o DIRITTI di UTILIZZAZIONE delle OPERE dell’ INGEGNO : si riferiscono ad opere scientifiche, formule, software che hanno ottenuto un riconoscimento giuridico. Possono essere o formulate dall’impresa stessa oppure acquistate dall’impresa da altri soggetti che le hanno inventate. Se la disponibilità di questa formula è A TITOLO di UTILIZZO : § FASE INIZIALE , il costo viene capitalizzato a SP +; § FASI SUCCESSIVE all’acquisto della disponibilità dell’uso del diritto: i costi periodici vengono rilevati a CE +;
  • PROBLEMI VALUTATITIVI : o Determinazione del VALORE ORIGINARIO : § Se ACQUISTO ESTERNO ➡ Costo Acquisto + Oneri Accessori; § Se PRODUZIONE INTERNA ➡ Costo di produzione. In questo caso il costo di produzione si riferisce all’attività di sviluppo svolta a monte del brevetto/formula.

• DEFINIZIONI SPECIFICHE :

o DIRITTI SIMILI : sono una categoria residuale. Sono costituiti ad esempio da: § Indirizzario clienti; § Conoscenze non brevettate (! Know How); § Diritti franchising/emissione;

  • PROBLEMI VALUTATIVI : o Determinazione del VALORE ORIGINARIO ; o Modifica del VALORE ORIGINARIO. Rinvio ai brevetti per entrambi i punti, tranne per l’ammortamento che non viene qui misurato sulla durata della tutela. ALTRE IMMOBILIZZAZIONI IMMATERIALI
  • COSTI SOSTENUTI su BENI di TERZI NON AUTONOMI : costi per ristrutturazione e restyling su immobili in locazione. o Determinazione del VALORE ORIGINARIO : § Costo Acquisto + Oneri Accessori; § Costo di Produzione; o Modifica del VALORE ORIGINARIO : § AMMORTAMENTO : ü Sulla base di piano di ammortamento; ü Sistematico; ü Quote costanti lungo la durata della locazione; § SVALUTAZIONE : V. ECONOMICO < VNC perdita durevole; § RIVALUTAZIONE : per ripristino di valore;
  • SOFTWARE (! Contabilizzazione disciplinata dai Principi Contabili Nazionali):

AVVIAMENTO

L’ AVVIAMENTO (! SP + )

  • Rappresenta la capacità di un’impresa, o di un gruppo di imprese, di produrre redditi in misura superiore a quelli (! ORDINARI ) o medi per il settore di appartenenza;
  • È l’insieme delle risorse intangibili ( Es. Reputazione sul mercato, immagine) non identificabili in modo separato e specifico; N.B. : In bilancio viene rilevato solo l’avviamento acquisito a TITOLO ONEROSO , cioè per acquisto di azienda o ramo d’azienda (! OPERAZIONE STRAORDINARIA ). Vi è il DIVIETO di contabilizzazione in bilancio del proprio avviamento (! Interno). Avviamento dell’impresa X NON compare nel Bilancio di X MA se l’impresa Y acquista l’impresa X, Y dovrà pagare l’avviamento riconosciuto e che caratterizza X ➡ allora l’avviamento di X pagato da Y, verrà iscritto nel bilancio di Y tra le Immobilizzazioni Immateriali. Il presupposto per la rilevazione è lo SCAMBIO di un complesso aziendale. DIVIETO rilevazione AVVIAMENTO INTERNO. ESEMPIO ART. 2426/6: l’ AVVIAMENTO
  1. L’iscrizione dell’avviamento è tra le Immobilizzazioni immateriali (!^ SP+ ), con il consenso del COLLEGIO SINDACALE (! Ove previsto);
  2. L’avviamento deve essere acquistato a TITOLO ONEROSO (! È necessario aver pagato un prezzo). o Nelle OPERAZIONI STRAORDINARIE : § Fusione; § Conferimento/Acquisto di rami d’azienda; § Acquisto di partecipazioni;
  3. Come si determina il valore originario? COSTO di ACQUISTO SOSTENUTO ;
  1. INVESTIMENTI PATRIMONIALI o SPECULATIVI (! ATT. FIN. ): non hanno nessun ruolo strategico, ma servono solamente per investire LIQUIDITÀ in ECCESSO e quindi vengono scambiati in modo frequente ( Es. Titoli, partecipazioni, etc…). o Investire temporanea disponibilità di risorse finanziarie; o Scelte di diversificazione del rischio; o Ricerca di maggiore remunerazione. MOTIVAZIONI Vi sono diverse MOTIVAZIONI alla base delle scelte di investimento e possono essere riassunte in due macro tipologie:
  2. INVESTIMENTI per FINI SPECULATIVI ;
  3. INVESTIMENTI per FINI STRATEGICI. è Riflessi CONTABILI diversi. TIPOLOGIE di STRUMENTI FINANZIARI
  4. PARTECIPAZIONI : quote di CAPITALE in un’altra impresa, quindi l’impresa Alfa acquista quote di capitale nell’impresa Beta. Sono INVESTIMENTI in CAPITALE di RISCHIO (! Azioni) perché l’azionista Alfa può periodicamente ricevere dividendi da Beta e il rimborso delle azioni se Alfa recede da Beta. Però, questo non è un diritto certo perché può essere che Beta non distribuisca utile o che chiuda sempre in perdita;
  5. TITOLI : quote rappresentative di un DEBITO emesso da un altro soggetto. Sono INVESTIMENTI in CAPITALE di DEBITO (! Titoli obbligazionari) che danno diritto ad interessi attivi periodici e il rimborso a scadenza del debito;
  6. AZIONI PROPRIE : quote di capitale nella STESSA IMPRESA ;
  7. CREDITI FINANZIARI : PRESTITI concessi dall’impresa ad altri soggetti. In genere ciò avviene in GRUPPI d’ IMPRESE. CRITERI di CLASSIFICAZIONE Il CRITERIO GESTIONALE guida la classificazione degli investimenti: classificare gli investimenti finanziari in base alla destinazione economica (! Motivazione legata all’investimento).
  8. IMMOBILIZZAZIONI FINANZIARIE (! SP+ B): investimenti con caratteristiche di destinazione durevole delle risorse ;
  1. ATTIVITÀ FINANZIARIE (! SP+ C): investimenti con caratteristiche di destinazione temporanea delle risorse. ESEMPI Quindi, la classificazione degli investimenti DIPENDE dal Criterio Gestionale. DEFINIZIONE SPECIFICA delle PRIME 3 TIPOLOGIE di INVESTIMENTI FINANZIARI
  2. PARTECIPAZIONI : o Partecipazioni in imprese controllate; o Partecipazioni in imprese collegate; o Partecipazioni in imprese controllanti; o Partecipazioni in imprese sottoposte al controllo delle controllanti (! Introdotta con la riforma sul bilancio nel 2015); o Partecipazioni in altre imprese;
  3. TITOLI : strumenti derivati (! Introdotta con la riforma sul bilancio);
  4. AZIONI PROPRIE : emergono PN in una Riserva specifica NEGATIVA ;
  5. CREDITI FINANZIARI : RINVIO ai crediti valutati al costo ammortizzato.

PARTECIPAZIONI – Art. 2359

PARTECIPAZIONI in IMPRESE CONTROLLATE Quando A controlla B? In base all’ Art. 235 9 vi deve essere un rapporto tale per cui la gestione di B NON è AUTONOMA , ma dipende da A. Quindi è A che gestisce la strategia, il business plan, il business in generale di B.

  • L’impresa A esercita la MAGGIORANZA dei diritti di voto (! 50%+1) nell’assemblea dell’Impresa B (! +50% del Cap. Soc. di B);
  • L’impresa A esercita sull’impresa B un’ INFLUENZA DOMINANTE (! A controlla B anche con partecipazioni < 50% del Cap. Soc. di B) ➡ potere di controllo di FATTO :

PARTECIPAZIONI in IMPRESE CONTROLLANTI L’impresa B (! Controllata da A) possiede QUOTE PARTECIPATIVE nel capitale sociale della controllante A. Quindi A controlla B all’80% e B, a sua volta, ha delle partecipazioni in A per una misura che NON può superare il 20% del Cap. Soc. di A. Questa misura è definita per LEGGE. Questa partecipazione in controllanti è sottoposta a vincoli di legge:

  • Ammontare della partecipazione in A ≤ 20% del C.S. di A;
  • B NON ha diritto di voto nell’assemblea di A;
  • B deve avere RISERVE disponibili in PN pari al valore della partecipazione in A;
  • B deve costituire in PN riserve indisponibili pari al valore della partecipazione in A fino al momento della vendita della partecipazione. PARTECIPAZIONI in IMPRESE SOTTOPOSTE al CONTROLLO delle CONTROLLANTI Una nuova categoria inserita dal D.lgs. 139/2015 per rendere più trasparenti i RAPPORTI di gruppo nel caso di holding e sub-holding. PARTECIPAZIONI in ALTRE IMPRESE È una categoria residuale. In questo caso, la percentuale di possesso di A nel Cap. Soc. di B è IRRISORIA ed è pari, generalmente, al 1%, 2%, 3% e non dà nessun potere ad A su B.

TITOLI

Non vi sono classificazioni particolari e si possono individuare 3 sottotipologie:

  1. OBBLIGAZIONI (! No obblig. per valore nominale), ovvero i titoli obbligazionari;
  2. TITOLI di STATO che sono in disuso;
  3. STRUMENTI DERIVATI che hanno una funzione di copertura di alcuni rischi aziendali;

AZIONI PROPRIE

L’impresa A acquista azioni di A. È un’operazione particolare e quindi vi sono vincoli simili all’acquisto di partecipazioni in controllanti:

  • Ammontare di azioni proprie ≤ 20% del Cap. Soc. di A;
  • A deve avere riserve disponibili in PN pari al valore della partecipazione in A;
  • A deve avere a PN una riserva indisponibile (-) pari al valore delle azioni proprie fino al momento della loro vendita o annullamento.

SINTESI sulle PARTECIPAZIONI

è FOCUS : PATRIMONIO NETTO :

  1. CAPITALE SOCIALE : valore nominale delle quote/azioni sottoscritte dai soci. o Voce collegata ai crediti v/soci per versamenti; o Ridurre per rimborsi/perdite; o Aumentare per nuove sottoscrizioni; o Esistono più categorie di azioni (! Art. 2427/17 );
  2. RISERVA SOVRAPPREZZO AZIONI : o Maggiore valore, rispetto al nominale, generalmente, a fronte di un aumento di capitale sociale; o Riserva di capitale (! Operazioni sul capitale);
  3. RISERVA di RIVALUTAZIONE : o Ridefinizione valore attività: § VOLONTARIA : casi eccezionali 2423; § A fronte di leggi specifiche;
  1. UTILI/PERDITE PORTATI a NUOVO : o UTILI/PERDITE ATTESA DESTINAZIONE ;
  2. UTILE/PERDITA dell’ ESERCIZIO : o Collegamento Conto Economico;
  3. RISERVA NEGATIVA AZIONI PROPRIE : o Introdotta D.lgs. 139/2015; o Acquisto azioni proprie. Questa è un’operazione particolare che non avviene spesso e che può essere dovuta a diverse motivazioni: ad esempio, per sostenere il valore dell’azione sul mercato, l’impresa può decidere di ridurre il numero di azioni a disposizione e, quindi, acquista azioni proprie. In questo modo un minor numero di azioni faccia aumentare il valore dell’azione sul mercato stesso. Es. Valore iniziale Banca 10.000; Acquisto Azioni proprie 1. o Banca - 1000 ; o Azioni proprie + 1000 (! Queste azioni proprie non possono rimanere nell’attivo del SP, ma devono essere sostituire o girate ad una riserva negativa a PN); o Azioni proprie - 1000 ; o Ris. Neg. Azioni proprie +1000. Vincoli normativi: o Riserve disponibili a “copertura” acquisto; o Max 20% capitale sociale. 28/04/ 20

LA VALUTAZIONE degli INVESTIMENTI FINANZIARI

INVESTIMENTI FINANZIARI SPECULATIVI: CRITERI di VALUTAZIONE

ART. 2426

ATTIVITÀ FINANZIARIE (! ATTIVO CIRCOLANTE ) Art. 2426/

  • VALORE ORIGINARIO (! I ISCRIZIONE ): Costo Acquisto + Oneri Accessori;
  • CAUSE di MODIFICA del VALORE ORIGINARIO (! VALUTAZIONE SUCCESSIVA alla I ): al MINORE tra costo d’acquisto e valore presumibile di realizzo di mercato. COSTO d’ ACQUISTO ➡ costo SPECIFICO per singolo investimento. Inoltre, questo costo può essere LIFO , FIFO , CMP per portafoglio di titoli fungibili (! TITOLI INTERSCAMBIABILI tra di loro, ovvero simili tra di loro).

N.B. : per le attività finanziarie (! Att. Circ. ) quando il Costo d’Acq. > Valore di Mercato, avviene sempre la SVALUTAZIONE anche in caso di perdite temporanee. La RIVALUTAZIONE avviene per ripristino di valore, cioè se viene meno la causa precedente di svalutazione. ESEMPIO N.B. : il COSTO ORIGINARIO è il limite massimo di rivalutazione.

INVESTIMENTI FINANZIARI IMMOBILIZZATI : PARTECIPAZIONI , TITOLI ,

AZ. PROPRIE

  • ART. 2426/1 : determinazione del valore originario ➡ Costo di Acquisto + Oneri Accessori ;
  • ART. 2426/3 : modificazione del valore originario Informativa in NI ;
  • ART. 2426/4 : valutazione in sede di prima iscrizione e valutazione successiva di imprese CONTROLLATE o COLLEGATE (! PARTECIPAZIONI ) ➡ possono essere valutate con il CRITERIO del PN (! Deroga al criterio del costo). CRITERIO del COSTO Tutte le immobilizzazioni finanziarie (! INVESTIMENTI FINANZIARI ) possono essere valutate al costo.