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Riassunto di Contesti educativi per il sociale, esame di Pedagogia professionale
Tipologia: Sbobinature
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1) L’EDUCAZIONE TRA EMERGENZA ED UTOPIA (di F. Frabboni) Sullo stesso tandem: Conoscenza e Formazione. Il ventunesimo secolo deve investire su CONOSCENZA e FORMAZIONE o si rischia di rendere incurabili analfabetismo (nega istruzione ai bambini a sud dell’equatore) e neoanalfabetismo (gran numero di giovani pede gli alfabeti qualche anno dopo l’uscita da scuola, colpisce l’emisfero a nord dell’equatore). Conoscenza = ● capitale socio-economico, la produttività di un Paese dipende dal diritto dei giovani a ingresso e successo scolastico; ● capitale umano, concorre alla costruzione di una persona equipaggiata di valori civili e morali; ● genera intelligenze multiple, è in grado di produrre teste ben fatte. Traguardi del XXI secolo:
La pedagogia europea ritiene che ci sia la “scomparsa” delle prime età della vita ➝ duplice violenza patita dall’infanzia e dall’adolescenza perché ● da una parte le prime età sono gettate nella foresta degli adulti (precoce colonizzazione nella società dei grandi); ● dall’altra le prime età vengono gettate tra le onde del mare dei consumi (il destino è l’uniformazione nella cultura di mercato) ➝ si tende a imprigionare infanzia e adolescenza. La Pedagogia pone le età della vita di fronte a singolarità e solitudine/interiorità dell’individuo, che stanno per essere cancellate dal neoliberismo economico. Occorre quindi un’avventura educativa che impugni la fiaccola del coraggio esistenziale. Diamo cielo alla Pedagogia (europea ➝ multiculturale) Le teorie dell’educazione si configurano come orizzonti “ideali”, aperti al possibile e orientati verso il futuro. Queste teorie pongono al centro della propria riflessione la persona , però soltanto quella che abita in occidente, cioè una persona bianca-maschio-ricca-sazia ; mai le teorie dell’educazione hanno posto al centro la persona dell’altra metà del pianeta, nera-femmina-povera-disperata (questo perché la Pedagogia è nata nel nord del pianeta). Quindi la Pedagogia deve avventurarsi verso confini lontani, dove possa incontrare teorie dell’educazione molto più larghe ➝ una Pedagogia multiculturale, non più soltanto occidentale, ma anche orientale e meridionale, e che abbia come suo orizzonte quello di una Paideia in grado di perseguire una coscienza individuale e collettiva, in grado di decifrare la dialettica idealità-realtà. 2) PROFESSIONI EDUCATIVE PER IL SOCIALE: PROGETTUALITÀ E SETTING EDUCATIVO (di L. Dozza) La progettualità educativa Un sistema di interventi e servizi sociali va pensato non come sistemi collocati l’uno nell’altro, ma l’uno per-con l’altro. Es. in un carcere è possibile vedere contrapposti intervento rieducativo e intervento punitivo; in un SerDP possono coesistere senza integrarsi un approccio medico-assistenziale e uno educativo-terapeutico. Le professioni per il sociale lavorano sull’interfaccia che si frappone tra l’individuo e i suoi gruppi passati, presenti e futuri. Gli educatori sono il tramite per la persona con gli altri e con se stessa. Approcci teorico-metodologici inerenti al “gruppo” :
Nella formazione umana, individuale e collettiva è importante formare (dare forma), per poi formarsi (in modo autonomo) e trasformarsi (a fronte dei cambiamenti dati dagli eventi della vita). Un’educazione, che sia prevenzione e recupero, deve ricostruire le esperienze delle età e nei luoghi di vita. Però bisogna svincolare i luoghi di vita da una funzione autoritaria e repressiva per far sì che assolvano una funzione di liberazione e emancipazione. Conoscenza e progettazione pedagogica: tra fattori sociali, culturali e psicologici. La conoscenza e la progettazione pedagogica fanno riferimento a 3 fattori:
pratica senza teoria è priva di fondamento; la teoria senza una verifica pratica è vuota di senso → quindi il pedagogista deve agire tra teoria e prassi. L’identità del pedagogista è difficile da definire, nonostante le indicazioni europee, educatore e pedagogista vivono da anni una situazione di incertezza identitaria e professionale. EQF (European Qualifications Framework) = quadro europeo delle competenze, qualifiche e percorsi per l’apprendimento permanente. La formazione del pedagogista è funzionale al raggiungimento delle conoscenze in coerenza con i livelli del QEQ (quadro europeo qualificazioni). Svolge diverse attività pedagogiche: progettazione, programmazione, organizzazione, coordinamento, gestione, monitoraggio, valutazione, consulenza e supervisione qualità pedagogica. Il pedagogista rientra nel 7° livello del Quadro Europeo delle Qualificazioni: è un professionista che svolge funzioni intellettuali, con propria autonomia scientifica e propria responsabilità, attraverso strumenti conoscitivi, in vari contesti, per tutto il corso della vita. Può lavorare in regime di lavoro dipendente, autonomo, parasubordinato, in contesti pubblici o privati. 5) L’EDUCATORE PROFESSIONALE SOCIO-PEDAGOGICO E DEI SERVIZI PER L’INFANZIA (A. D’Antone) L’educazione dell’educatore è una problematica complessa. E. Morin delinea una nuova prospettiva educativa:
7) SPAZIO NEUTRO E EDUCATIVA DOMICILIARE (A. D’Antone) Sono tra i 2 principali interventi a sostegno della famiglia e della genitorialità, in cui un educatore socio-pedagogico può spendere la sua professionalità. Educativa domiciliare : intervento mediato dal Servizio Sociale e dal Tribunale per i Minorenni, in un sistema familiare problematico o disfunzionale in cui viva almeno un minore. Obiettivi dell’Educativa domiciliare:
Nella realtà esistono molte situazioni familiari in cui i genitori sono solo “parzialmente in grado” di occuparsi dei loro figli, senza che si possa riscontrare un abbandono del minore tale da dar luogo all’adozione → semiabbandono permanente , che può comportare una di queste opzioni:
In questa situazione è emersa quindi la necessità di protrarre la responsabilità della società, garantendo, oltre i 18 anni, forme di tutela educativa e assistenziale con appartamenti in autonomia. Le figure professionali. Tutti questi eventi (progettazione, accoglienza, inserimento, congedo…) vengono gestite da: Responsabile (collabora con rete multidisciplinare e con Servizi sociali), Coordinatore pedagogico ( progetta, monitora, affianca il lavoro dell’équipe), Capo-educatore (sostiene e orienta gli educatori), Educatori professionali socio-pedagogici (con formazione specifica e che sappiano lavorare in team). **SERVIZI EDUCATIVI PER L’INFANZIA E IL CENTRO DI AGGREGAZIONE GIOVANILE
Lo spazio d’équipe è uno spazio riflessivo sul proprio agire educativo, è saper dar voce agli impliciti individuali, condividere elementi di difficoltà rispetto al mandato educativo. **STRUTTURE PER IL DISAGIO PSICOSOCIALE
Opportunità del carcere : può anche diventare un “cantiere” dove si deve lavorare per: