Docsity
Docsity

Prepara i tuoi esami
Prepara i tuoi esami

Studia grazie alle numerose risorse presenti su Docsity


Ottieni i punti per scaricare
Ottieni i punti per scaricare

Guadagna punti aiutando altri studenti oppure acquistali con un piano Premium


Guide e consigli
Guide e consigli


Metodologia Didattica Partecipativa: Cooperative Learning, Appunti di Pedagogia

Descrizione della metodologia didattica quale è il Cooperative Learning

Tipologia: Appunti

2019/2020

Caricato il 16/07/2020

mariafabiano
mariafabiano 🇮🇹

4.3

(21)

4 documenti

1 / 4

Toggle sidebar

Questa pagina non è visibile nell’anteprima

Non perderti parti importanti!

bg1
Metodologia didattica partecipativa : Cooperative Learning
La finalità generale di un intervento formativo non è solo quello di promuovere “apprendimenti”,
ma vere e proprie “competenze”, intendendo con tale termine, l’insieme integrato di conoscenze,
abilità, atteggiamenti e identità.
Pertanto gli obiettivi del processo formativo devono mirare non solo all’apprendimento di nozioni,
ma anche dei processi relazionali e comunicativi e delle dinamiche di gruppo, alla consapevolezza
della percezione di e degli altri, all’aumento della comprensione della reciprocità e della
circolarità dei rapporti inter personali e di quelli individuo/contesto, all’apprendimento di una
gestione positiva dei rapporti e dei conflitti interpersonali, all’aumento delle capacità di tollerare
l’ansia e la frustrazione, al miglioramento delle competenze di lavoro in gruppo e delle capacità di
analisi dei processi organizzativi ed istituzionali.
Alla scuola, fondamentale agenzia formativa all’interno della comunità, viene richiesto di
Promuovere Formazione che, come afferma Avallone (1989), vuol dire attivare un processo
finalizzato a rendere individui e gruppi soggetti attivi di cambiamento, sia a livello individuale che
contestuale, non attraverso l’adesione ad un modello precostituito ed esterno a sé, ma mediante
l’elaborazione autonoma, e nel confronto con altri, di una propria strategia di intervento, alimentata
da un arricchimento del proprio patrimonio cognitivo, dall’analisi della dinamica emotiva e
motivazionale, e dalla consapevolezza della propria identità.
Imparare è un processo complesso, fortemente legato alla motivazione, alla partecipazione attiva,
alla possibilità di fare esperienza, cioè di sperimentare e di sperimentarsi, e alle qualità delle
relazioni affettive. Imparare non solo conoscenze, ma anche imparare a fare ed imparare ad essere.
Al docente la capacità di osservare e comprendere le dinamiche esistenti all’interno del gruppo
classe, di cogliere i bisogni dei formandi, di utilizzare tecniche in grado di stimolare la motivazione
e la partecipazione, così come la socializzazione e la coesione degli alunni.
In quest’ottica di formazione, il gruppo e la metodologia adottati diventano i nodi cruciali di questo
complesso processo.
La formazione che lavora “su” e “attraverso” i processi di gruppo mira a generare la capacità di
stare in forme provvisorie, per imparare a trasformare e ad essere costantemente trasformati dal
contesto di appartenenza (Montesarchio, Marzella, 2004).
I metodi attivi caratterizzano la metodologia didattica propria della formazione centrata sul gruppo
e sul coinvolgimento dei partecipanti; tale didattica è basata sulla presa di coscienza dei formandi,
finalizzata alla produzione autonoma di modelli a partire dall’esperienza (Bellotto, 1988). Essi
pf3
pf4

Anteprima parziale del testo

Scarica Metodologia Didattica Partecipativa: Cooperative Learning e più Appunti in PDF di Pedagogia solo su Docsity!

Metodologia didattica partecipativa : Cooperative Learning La finalità generale di un intervento formativo non è solo quello di promuovere “apprendimenti”, ma vere e proprie “competenze”, intendendo con tale termine, l’insieme integrato di conoscenze, abilità, atteggiamenti e identità. Pertanto gli obiettivi del processo formativo devono mirare non solo all’apprendimento di nozioni, ma anche dei processi relazionali e comunicativi e delle dinamiche di gruppo, alla consapevolezza della percezione di sé e degli altri, all’aumento della comprensione della reciprocità e della circolarità dei rapporti inter personali e di quelli individuo/contesto, all’apprendimento di una gestione positiva dei rapporti e dei conflitti interpersonali, all’aumento delle capacità di tollerare l’ansia e la frustrazione, al miglioramento delle competenze di lavoro in gruppo e delle capacità di analisi dei processi organizzativi ed istituzionali. Alla scuola, fondamentale agenzia formativa all’interno della comunità, viene richiesto di Promuovere Formazione che, come afferma Avallone (1989), vuol dire attivare un processo finalizzato a rendere individui e gruppi soggetti attivi di cambiamento, sia a livello individuale che contestuale, non attraverso l’adesione ad un modello precostituito ed esterno a sé, ma mediante l’elaborazione autonoma, e nel confronto con altri, di una propria strategia di intervento, alimentata da un arricchimento del proprio patrimonio cognitivo, dall’analisi della dinamica emotiva e motivazionale, e dalla consapevolezza della propria identità. Imparare è un processo complesso, fortemente legato alla motivazione, alla partecipazione attiva, alla possibilità di fare esperienza, cioè di sperimentare e di sperimentarsi, e alle qualità delle relazioni affettive. Imparare non solo conoscenze, ma anche imparare a fare ed imparare ad essere. Al docente la capacità di osservare e comprendere le dinamiche esistenti all’interno del gruppo classe, di cogliere i bisogni dei formandi, di utilizzare tecniche in grado di stimolare la motivazione e la partecipazione, così come la socializzazione e la coesione degli alunni. In quest’ottica di formazione, il gruppo e la metodologia adottati diventano i nodi cruciali di questo complesso processo. La formazione che lavora “su” e “attraverso” i processi di gruppo mira a generare la capacità di stare in forme provvisorie, per imparare a trasformare e ad essere costantemente trasformati dal contesto di appartenenza (Montesarchio, Marzella, 2004). I metodi attivi caratterizzano la metodologia didattica propria della formazione centrata sul gruppo e sul coinvolgimento dei partecipanti; tale didattica è basata sulla presa di coscienza dei formandi, finalizzata alla produzione autonoma di modelli a partire dall’esperienza (Bellotto, 1988). Essi

consentono di: stimolare la partecipazione, l’attenzione e la motivazione, di promuovere la socializzazione e le capacità relazionali, di acquisire nuovi modelli a partire dall’esperienza vissuta. Esse coinvolgono attivamente lo studente nel processo di apprendimento e si caratterizzano per: -la partecipazione “vissuta” degli studenti (coinvolgono tutta la personalità dell’allievo); -il controllo costante e ricorsivo (feed-back) sull’apprendimento e l’autovalutazione; -la formazione in situazione; -la formazione in gruppo. L’efficacia di tali metodi è correlata a molteplici variabili inerenti la situazione formativa, per esempio la relazione tra formatore e partecipanti, le competenze di entrambi i poli del rapporto, gli aspetti temporali e logistici, il setting specifico ed altri elementi di volta in volta significativi. L’Apprendimento Cooperativo è una delle metodologie didattiche attive e partecipative più efficaci. Molte ricerche internazionali ne dimostrano la validità in modo trasversale per i diversi ordini scolastici: gli studenti ottengono risultati scolastici più alti, una più approfondita acquisizione di contenuti e abilità, un miglioramento dell’autostima e maggiori competenze sociali .Consiste in un insieme di pratiche educative in cui la variabile significativa è la cooperazione; esso utilizza piccoli gruppi in cui gli studenti lavorano insieme per migliorare reciprocamente il loro apprendimento e si differenzia, quindi, sia dall’apprendimento competitivo sia da quello individualistico. Differentemente dal normale lavoro di gruppo, il cooperative learning trova la sua specificità nell'enfasi posta sulla partecipazione attiva di tutti gli studenti al lavoro e sul successo scolastico di tutti i membri del gruppo. Inoltre può essere applicato a ogni compito, ogni materia e ogni curricolo. Tale metodo si caratterizza per la presenza dei seguenti elementi :

  1. Interdipendenza positiva;
  2. Responsabilità individuale e di gruppo.
  3. Interazione promozionale faccia a faccia
  4. Uso appropriato delle abilità nella collaborazione
  5. Valutazione del lavoro. 1.Interdipendenza positiva Ad ogni componente del gruppo vengono assegnati ruoli e compiti di uguale importanza e ciascuno deve coordinare i suoi sforzi con quelli altrui nello svolgimento di compiti comuni.
  6. Responsabilità individuale e di gruppo. Il gruppo deve essere responsabile del raggiungimento dei suoi obiettivi e ogni membro lo deve essere nel contribuire con la sua parte di lavoro; l’apporto del singolo nell’apprendimento del gruppo deve essere insostituibile. Il gruppo deve definire in modo chiaro gli obiettivi che vuole

fino a 5 minuti per lavorare e soltanto a quello scelto è permesso scrivere; allo scadere del tempo chiede ad alcuni studenti, appartenenti a gruppi diversi, la risposta elaborata dal proprio gruppo. La questione può riguardare spiegazioni precedenti, impostare la soluzione di un problema, completare dei passaggi mancanti in un procedimento di calcolo o in una procedura sperimentale o l'analisi di dati, formulare una spiegazione su una osservazione sperimentale, ipotizzare una serie di cause, riassumere una lezione, generare una o due domande sugli argomenti relativi ad una certa lezione, elencare i possibili difetti di un esperimento o di un progetto di un esperimento industriale, o rispondere a domande che il docente normalmente chiede alla classe durante una spiegazione. Una variante a questo metodo è la coppia che ragiona insieme (think-pair-share), dove il docente chiede prima di formulare individualmente delle risposte, e poi di mettersi insieme a coppie, per sintetizzare una risposta, mettendo insieme le risposte individuali. Poi ad alcuni studenti, appartenenti a coppie diverse sarà chiesto di fornire le loro risposte. Richiedere la risposta ad alcuni studenti rafforza l'idea della responsabilità personale ed è una caratteristica essenziale di questo approccio. Se il docente chiede a dei volontari, gli studenti hanno pochi incentivi per partecipare attivamente, sapendo che non hanno nulla da perdere se restano passivi. Se invece sanno che chiunque può essere chiamato, il desiderio di evitare il conseguente imbarazzo, motiverà la maggior parte ad avere pronta la miglior risposta possibile. Nel CL formale, gli studenti lavorano in gruppi su certi problemi o su progetti o su relazioni di laboratorio. Parte del lavoro può essere fatto in classe o fuori della classe. Una interdipendenza positiva si ottiene assegnando differenti ruoli a differenti membri del gruppo, fornendo un training specifico nei differenti aspetti del progetto ai diversi membri del gruppo assegnando a caso ai diversi membri la parte della relazione sui differenti aspetti del progetto e dando un giudizio all'intero gruppo su quanto hanno fatto bene, e valutando in modo complessivo il progetto del gruppo. L'impegno individuale viene assicurato esaminando ogni studente su ogni aspetto del progetto elaborato dal gruppo.