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Corporate Governance, Appunti di Corporate e Investment Banking

Appunti di corporate governance

Tipologia: Appunti

2025/2026

Caricato il 15/04/2026

michele-stella-6
michele-stella-6 🇮🇹

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Capitolo 1
Finanza aziendale e obiettivi dell’impresa
Qual è il ruolo del financial manager?
Il financial manager è la persona responsabile delle principali decisioni di investimento e di finanziamento
all’interno di un’impresa. Nelle realtà più piccole questa funzione è spesso concentrata in un’unica figura,
mentre nelle aziende più grandi la responsabilità è diffusa tra diversi soggetti. Infatti, non solo il top
management è coinvolto nelle scelte finanziarie, ma anche altri manager che operano in settori differenti: ad
esempio, l’ingegnere che progetta un nuovo impianto influenza il tipo di attività produttive in cui l’impresa
investirà, mentre il responsabile della pubblicità, attraverso una campagna importante, effettua un vero e
proprio investimento in un’attività immateriale, capace di generare vendite e profitti futuri.
Accanto a queste figure, esistono ruoli specializzati nella gestione finanziaria. Il tesoriere è colui che si occupa
della ricerca di fonti di finanziamento, della gestione della liquidità e dei rapporti con banche e intermediari.
Nelle piccole imprese, questo compito ricade spesso sul direttore amministrativo, che si occupa
principalmente di contabilità, bilanci, auditing e imposte, ma che funge anche da tesoriere. Con la crescita
dell’azienda emerge poi la figura del controller, responsabile del processo di pianificazione e controllo di
gestione: si occupa di contabilità dei costi, analisi degli scostamenti, sistemi di budget, piani economico-
finanziari e capital budgeting, verificando l’efficienza nell’utilizzo dei fondi raccolti da altri manager.
Dal punto di vista organizzativo, alcune imprese accorpano amministrazione, finanza e controllo in un’unica
direzione, mentre altre preferiscono distinguere la funzione di controllo di gestione da quella amministrativa.
Nelle grandi imprese, invece, viene nominato un direttore finanziario (CFO, Chief Financial Officer), a cui
rispondono sia il tesoriere sia il controller (e spesso anche il direttore amministrativo). Il CFO ha un ruolo di
primo piano: non solo definisce la politica finanziaria e partecipa alla pianificazione strategica, ma in molti
casi assume responsabilità di gestione generale e può anche sedere nel Consiglio di Amministrazione.
DECISIONI DI INVESTIMENTO E FINANZIAMENTO
Un’impresa, per poter funzionare, ha bisogno di numerose attività reali, che possono essere tangibili,
come impianti, stabilimenti e uffici, oppure intangibili, come marchi, brevetti e tecnologie. Tutte
queste risorse, però, hanno un costo e devono essere finanziate. Per ottenere il denaro necessario,
l’impresa emette delle attività finanziarie, cioè titoli, che rappresentano la promessa di restituire i
fondi raccolti e di remunerare chi li ha forniti.
Un prestito bancario, ad esempio, fornisce liquidità all’impresa, ma non è un titolo negoziabile, perché
rimane di proprietà della banca. Diverso è il caso delle obbligazioni, che l’impresa vende agli
investitori impegnandosi a pagare interessi e a restituire il capitale: questi strumenti, a differenza del
prestito, possono essere scambiati nei mercati finanziari. Lo stesso vale per le azioni e per molti altri
strumenti finanziari.
In questo contesto si distinguono due grandi categorie di scelte: le decisioni di investimento, che
riguardano l’acquisto e la gestione delle attività reali (decidere quali comprare, quando dismetterle o
come gestirne i rischi), e le decisioni di finanziamento, che riguardano invece la raccolta di capitale
tramite titoli e il rispetto degli impegni presi con banche, obbligazionisti e azionisti. Se l’impresa non
riesce a rimborsare i propri debiti, rischia l’insolvenza e quindi il fallimento.
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Capitolo 1 Finanza aziendale e obiettivi dell’impresaQual è il ruolo del financial manager? Il financial manager è la persona responsabile delle principali decisioni di investimento e di finanziamento all’interno di un’impresa. Nelle realtà più piccole questa funzione è spesso concentrata in un’unica figura, mentre nelle aziende più grandi la responsabilità è diffusa tra diversi soggetti. Infatti, non solo il top management è coinvolto nelle scelte finanziarie, ma anche altri manager che operano in settori differenti: ad esempio, l’ingegnere che progetta un nuovo impianto influenza il tipo di attività produttive in cui l’impresa investirà, mentre il responsabile della pubblicità, attraverso una campagna importante, effettua un vero e proprio investimento in un’attività immateriale, capace di generare vendite e profitti futuri. Accanto a queste figure, esistono ruoli specializzati nella gestione finanziaria. Il tesoriere è colui che si occupa della ricerca di fonti di finanziamento, della gestione della liquidità e dei rapporti con banche e intermediari. Nelle piccole imprese, questo compito ricade spesso sul direttore amministrativo, che si occupa principalmente di contabilità, bilanci, auditing e imposte, ma che funge anche da tesoriere. Con la crescita dell’azienda emerge poi la figura del controller, responsabile del processo di pianificazione e controllo di gestione: si occupa di contabilità dei costi, analisi degli scostamenti, sistemi di budget, piani economico- finanziari e capital budgeting, verificando l’efficienza nell’utilizzo dei fondi raccolti da altri manager. Dal punto di vista organizzativo, alcune imprese accorpano amministrazione, finanza e controllo in un’unica direzione, mentre altre preferiscono distinguere la funzione di controllo di gestione da quella amministrativa. Nelle grandi imprese, invece, viene nominato un direttore finanziario (CFO, Chief Financial Officer), a cui rispondono sia il tesoriere sia il controller (e spesso anche il direttore amministrativo). Il CFO ha un ruolo di primo piano: non solo definisce la politica finanziaria e partecipa alla pianificazione strategica, ma in molti casi assume responsabilità di gestione generale e può anche sedere nel Consiglio di Amministrazione. DECISIONI DI INVESTIMENTO E FINANZIAMENTO Un’impresa, per poter funzionare, ha bisogno di numerose attività reali, che possono essere tangibili, come impianti, stabilimenti e uffici, oppure intangibili, come marchi, brevetti e tecnologie. Tutte queste risorse, però, hanno un costo e devono essere finanziate. Per ottenere il denaro necessario, l’impresa emette delle attività finanziarie, cioè titoli, che rappresentano la promessa di restituire i fondi raccolti e di remunerare chi li ha forniti. Un prestito bancario, ad esempio, fornisce liquidità all’impresa, ma non è un titolo negoziabile, perché rimane di proprietà della banca. Diverso è il caso delle obbligazioni, che l’impresa vende agli investitori impegnandosi a pagare interessi e a restituire il capitale: questi strumenti, a differenza del prestito, possono essere scambiati nei mercati finanziari. Lo stesso vale per le azioni e per molti altri strumenti finanziari. In questo contesto si distinguono due grandi categorie di scelte: le decisioni di investimento, che riguardano l’acquisto e la gestione delle attività reali (decidere quali comprare, quando dismetterle o come gestirne i rischi), e le decisioni di finanziamento, che riguardano invece la raccolta di capitale tramite titoli e il rispetto degli impegni presi con banche, obbligazionisti e azionisti. Se l’impresa non riesce a rimborsare i propri debiti, rischia l’insolvenza e quindi il fallimento.

CAPITOLO 3

L’ANALISI FINANZIARIA

Quozienti Finanziari I quozienti finanziari rappresentano strumenti utili per analizzare la situazione economico-finanziaria di un’impresa. I quozienti vengono costruiti con un obiettivo ben preciso: valutare se l’impresa è in grado di creare valore per gli azionisti.La capacità di generare valore dipende innanzitutto dalla qualità delle decisioni di investimento. Il financial manager deve quindi chiedersi, per esempio, se il rendimento degli investimenti effettuati sia superiore al costo del capitale, come misurare questo rendimento e da quali fattori esso dipenda. Allo stesso modo, anche le decisioni di finanziamento influenzano la ricchezza degli azionisti. QUOZIENTI DI MERCATO Payout Ratio Indica la percentuale di utili distribuita sottoforma di dividendi. Plowback Ratio Misura la percentuale di utili che un'azienda trattiene e reinveste nel proprio business, anziché distribuirli come dividendi agli azionisti. Rapporto prezzo/utili (P/E) Mette in relazione il prezzo corrente di un'azione con i suoi utili per azione (EPS) Rapporto prezzo/utili attesi (Forecasted P/E) Confronta il prezzo attuale di un'azione con gli utili per azione che gli analisti stimano per il futuro, solitamente entro i prossimi 12 mesi. Tasso di dividendo (Dividend yield) E’ il rapporto tra il valore dell'ultimo dividendo erogato da una società e il prezzo di mercato delle azioni della società stessa.

ROS: Redditività delle Vendite TUTTI QUESTI INDICATORI TANTO PIU ALTI SONO MEGLIO E’ LIQUIDITÀ E CAPITALE CIRCOLANTE Indice di liquidità corrente: mi dice se l’azienda ha abbastanza attività a breve termine per far fronte alle passività a cui dovrà far fronte entro lo stesso periodo temporale(12 mesi). L’indice di liquidità corrente va bene quando è almeno superiore a 1, poiché ciò vorrà dire che le attività(numeratore), sono maggiori delle passività. SI TENGONO IN CONSIDERAZIONE LE RIM. FINALI. Indice di liquidità immediata: l’unica differenza rispetto alla liquidità corrente sta nel fatto che alle attività vado a sottrarre le disponibilità(magazzino). Indice di liquidità operativa: Meglio se più basso il risultato. Il CCNO= ATTIVITITA’ OPERATIVE CORRENTI-PASSIVITA’ OPERATIVE CORRENTI Un aumento del CCNO, assorbe liquidità, e può avvenire a causa di un aumento dei gg magazzino o gg cliente, oppure ad una riduzione dei gg fornitore, ma anche in seguito all’aumento di fatturato. Una riduzione del CCNO(+), libera liquidità, ad esempio si riducono i gg clienti o magazzino oppure aumentano i gg fornitori o ancora perché si riduce il fatturato.

- Giorni di credito ai clienti = Crediti Commerciali /(Fatturato / 360) Crediti commerciali: si prendono tutti entro o fuori i 12 mesi. gg clienti: esprimono i gg medi di incasso dai clienti, quanta dilazione media concedo in termini di giorni ai clienti per essere pagato. Giorni di scorta media = Magazzino /(Acquisti / 360) gg magazzino = giorni medi in cui la merce mi resta in magazzino. Giorni di credito dai fornitori = Debiti commerciali /(Acquisti / 360) gg fornitori: gg medi con cui si va a dilazionare il pagamento ai fornitori. Ciclo del circolante o monetario = gg clienti + gg magazzino – gg fornitori. Avere ciclo del circolante NEGATIVO è molto buono, perché vuol dire che l’azienda incassa prima di pagare(es. GDO).

STRUTTURA FINANZIARIA

1) LEVERAGE

Mi dice quanta parte di patrimonio netto riesce a coprire il totale attiva, quindi mi dice quanto l’impresa è patrimonializzata o indebitata a seconda del punto di vista con cui lo guardo. Costruito come nell’immagine, vorrà dire che tanto più alto è peggio è, perché fa riferimento all’indebitamento. 2) GRADO DI CAPITALIZZAZIONE Mette in proporzione il capitale conferito dai soci e il capitale che mettono gli altri finanziatori. In questo caso tanto più alto è meglio è, in quanto predomina il numeratore. 3) EBIT/OF Ci dice quanto l’azienda è capace di pagare gli oneri finanziari. Se l’indicatore Ebit/OF fosse pari a 3: l’impresa avrebbe a disposizione 3 euro di margini per pagare 1 euro di oneri finanziari, gli altri due invece mi servono per remunerare le altre gestioni.

  • un indice di redditività delle vendite ROS = EBIT / V ;
  • un indicatore di indebitamento (rapportato alle vendite) V / PFN;
  • l’onere finanziario del debito OF / PFN.
  • E’ migliorabile aumentando il reddito operativo.
  • Indica il grado di copertura che il margine operativo netto è in grado di fornire agli oneri finanziari. Un incremento dell’incidenza del costo del venduto ha i seguenti effetti: a) riduce la redditività; b) decrementa il Ros; c) decrementa il Roa; d) decrementa Ebit /OF; SVILUPPO: SONO SOLO DELLE VARIAZIONI: Variazione % ricavi Variazione % CCN Variazione % costo dei dipendenti Variazione % valore aggiunto Variazione % reddito operativo Variazione % attivo netto