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DOMANDE PER PREPARAZIONE ESAME FREY
Tipologia: Dispense
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1 ) Come si può attivare un circolo virtuoso nelle relazioni tra imprese-istituzioni-cittadini Per ottenere la realizzazione di un circolo virtuoso è necessario far sì che vi sia un’inversione del circolo vizioso che si è creato tra i tre attori, ovvero passare da un circolo in cui si influenzano negativamente ad uno in cui si influenzano positivamente. A tal proposito risulta efficacie un approccio policy making, si coinvolgono quindi più soggetti e l’attenzione deve inevitabilmente ricadere oltre che sulle responsabilità dei singoli anche le interazioni che vi sono tra di essi. Alla base vi deve essere dunque la fiducia, il cittadino deve potersi fidare dell’impresa che dovrà a sua volta operare in modo tale che il cittadino si fidi. Lo stesso tipo di rapporto deve instaurarsi tra impresa ed istituzioni e tra cittadino ed istituzioni. In questo modo il cittadino si fiderà dell’impresa che a sua vola avranno un rapporto di fiducia con le istituzioni. In molte evidenze aneddotiche si riscontra un circolo vizioso tra le tre tipologie di attori, soprattutto tra cittadini ed imprese. Un caso molto significativo in tale ambito è quello dell’impresa Ciba, la quale ha riscontrato dei pareri molto negativi riguardo ad un impianto produttivo che aveva acquistato nel centro Italia. Solitamente il circolo vizioso tra questi attori deriva dalla scarsa comunicazione e dagli stereotipi presenti riguardanti determinate attività industriali. Nel caso precedentemente citato, l’impresa operava nel settore chimico, il quale se agli inizi del 900 era stato capace di introdurre nuovi materiali e sostanze che hanno sostenuto il boom economico degli anni successivi, alla fine del ‘900 il settore presentava delle opinioni negative circa la loro attività. Questo perché con l’aumentare della consapevolezza del cambiamento climatico, il settore chimico è stato imputato di aver contribuito alla creazione di sostanze altamente inquinanti. Tutto ciò fece sì che la presenza del sito produttivo appena acquisito da Ciba era visto in maniera in maniera negativa dai cittadini che abitavano nelle zoni limitrofe. L’impresa, per cercare di spezzare tale circolo vizioso decise di intraprendere una strategia molto chiara, volta a migliorare la relazione tra impresa e cittadini. In primo luogo decise di aprire un sito di report accessibile al pubblico al fine di far conoscere le attività svolte all’interno dell’impianto, le sostanze utilizzate e gli impatti ambientali delle operazioni. In secondo luogo decise di aprire la fabbrica periodicamente, al fine che i cittadini potessero visitarla e vedere da vicino tutti i processi produttivi che venivano svolti al suo interno. In ultimo, decise di svolgere nelle scuole delle lezioni di chimica applicata, per far capire ciò che veniva fatto nel sito. In questo modo migliorò la relazione tra l’impresa ed i cittadini, in quanto quest’ultimi potevano avere delle informazioni chiare e precise su tutto ciò che veniva svolto nell’impianto vicino alle loro abitazioni. Tale esempio è volto a specificare che per attivare un circolo virtuoso nelle relazioni tra i vari attori è necessario una responsabilizzazione e la diffusione di informazioni tra le parti, una disponibilità degli stessi ad intraprendere relazioni, fiducia e sistemi di garanzia. Un ulteriore modo potrebbe essere quello di conseguire degli strumenti volontari presenti sul mercato, affinché la bontà delle attività svolte (o dei prodotti) possano essere certificati da essi, aumentando il grado di sicurezza delle informazioni date ai consumatori. 2 ) Cosa cambia nel passaggio da IPPC a IED IPPC/IED è una direttiva sul controllo integrato dell’inquinamento che ha un “nuovo approccio”, essa infatti mira all’utilizzo di strumenti volontari come spingere le imprese a forme di
partecipazione alla definizione delle regole, pur mantenendo regole di comando e controllo attraverso una legislazione obbligatoria (ai sei settori a cui si applica). 3 ) Come funziona il processo negoziale di definizione dei BREF a Siviglia I BREF (BAT Reference documents) sono documenti settoriali nell’ambito della direttiva IPPC. Essi sono elaborati dall’Ufficio europeo di Siviglia e pubblicati dalla Commissione Europea sulla base di un complesso processo di engagement rappresentano un punto di riferimento ufficiale per le BAT ovvero quelle per i settori specifici. Il BREF è generato da uno scambio d’informazioni che avviene tra imprese, organizzazioni ambientali, esperti degli stati membri e responsabili della CE. I BREF (Bat Reference documents) sono dei documenti settoriali volti a definire le linee guida circa le future innovazioni e le BAT per i rispettivi ambiti industriali. Forniscono quindi delle informazioni tecniche molto accurate per l’implementazione delle direttive ambientali circa le tecnologie BAT. Sono quindi il risultato di numerose conferenze gestite e coordinate dalla CE, alle quali prendono parte esperti industriali, esperti nominati dai paesi membri ed esperti delle ONG. in esse si discutono le possibili implementazioni circa le direttive delle tecnologie a livello di settore. In particolare, ogni soggetto presenta degli incentivi differenti: gli esperti industriali vorrebbero che i limiti fossero il più bassi possibile per avere più margine di azione, mentre gli esperti delle ONG vorrebbero limiti rigorosi per diminuire l’impatto ambientale. In questo modo la CE riesce ad avere informazioni molto dettagliate da tutti i soggetti, conseguendo una riduzione dell’asimmetria informativa riguardante il settore in analisi e avendo maggiore facilità di definire direttive efficienti ed efficaci. 4 ) Quale collegamento si può ravvisare tra l’ipotesi porteriana sulle politiche ambientali efficaci e l’IPPC nella sua evoluzione Le ipotesi di Porter riguardano:
gestire i modelli circolari è necessaria la trasformazione dei processi delle interne attività aziendali) ed infine le infrastrutture (necessarie per far sì che la re-immissione delle risorse nel sistema possa avvenire. 7 ) Indicare le differenze tra ISO 14001 ed EMAS in ordine di importanza Le principali differenze in ordine di importanza sono tra Iso 14001 e Emas sono:
questo provoca una distribuzione di benessere (che è legato all’utilizzo delle risorse), difficilmente omogenea. 1 5) Cosa è il Global Compact e quali sono i suoi principali obiettivi strategici Il Global compact è un patto mondiale di valori e principi nato dalla richiesta del segretario generale delle Nazioni Unite Kofi Annan, a Davos il 31 gennaio del 1999. La volontà espressa è quella di ottenere un’economia che sia “sostenibile e inclusiva” ovvero far sì che vi sia un mercato in crescita in grado di creare profitti ma anche di avere un “volto umano”. Il GC ha dunque definito 10 principi che traducono precisamente il concetto di sostenibilità. Gli obiettivi sono due: di “integrazione”, far sì che i principi definiti siano parte di strategia, operazioni e cultura delle aziende e di “contributo allo sviluppo” far sì che le azioni si catalizzino nel sostenere gli obiettivi più generali delle Nazioni Unite, tra cui gli Obiettivi di Sviluppo del Millennio. il GC è stato istituito dall’ONU al fine di avere una maggiore collaborazione tra il mondo delle imprese e l’ONU stesso per il conseguimento degli obiettivi in tema di sostenibilità. La visione del GC è data dallo sviluppo di un’economia più sostenibile ed inclusiva. Questo ha due obiettivi complementari: il primo riguarda l’integrazione, cioè far sì che i 10 principi del GC entrino a far parte della cultura, della strategia e delle operazioni delle imprese; il secondo riguarda il contributo allo sviluppo, ovvero far sì che le azioni delle imprese possano dare il proprio contributo al conseguimento degli obiettivi in termini di sostenibilità definiti dall’ONU, ovvero gli SDGs. Il GC definisce i suoi 10 principi, i quali riguardano 4 aree tematiche: lavoro, ambiente, diritti umani e lotta alla corruzione. Le imprese che aderiscono al GC devono introdurre i 10 principi all’interno della propria organizzazione, nella cultura e nella strategia; devono promuovere il GC attraverso i canali di comunicazione; infine devono fare una riunione, con cadenza annuale, per revisionale le attività e analizzarne l’allineamento con il conseguimento dei 10 principi. 1 6) Quali settori subiranno una transizione più significativa e offriranno maggiori opportunità alle imprese con l’implementazione dell’Agenda 2030 Con l’implementazione dell’Agenda 2030 i settori che offriranno maggiori opportunità alle imprese sono quello dei privati e il terzo settore. Il settore dei privati per il ruolo chiave che ha nell’implementazione del SDGs mentre il terzo rileva per la sanità (numero 3), istruzione ed educazione (numero 4) e le istituzioni legate alla giustizia (numero 16). 1 7) Come si possono collegare i principi del Global Compact con gli SDGs dell’Agenda 2030 I principi del Global compact e gli SDGs dell’agenda 2030 hanno diversi punti di tangenza. Tali punti sono l’attenzione a:
1 8) Come siamo messi oggi con il processo di “decoupling” Con disaccoppiamento (o decoupling) si intende la possibilità di crescere ma ricorrendo all’uso di un minor numero di risorse. Ad oggi vi è ancora la necessità di fare molto affinché questa separazione si realizzi è per tanto necessaria la promozione di sistemi che siano il più possibile efficienti. Una fotografia della situazione attuale è stata fornita da Enzo di Giulio e Stefania Migliavacca (di Eni Corporate University) nella loro ricerca condotta nel 2008 che ha come focus i 15 paesi che “emettono” di più. È emerso che un processo di decoupling si è verificato (già dal
prodotti sono fondamentali per conseguire un modello economico basato sulla circolarità, e non più sulla linearità. Una adeguata progettazione può portare i prodotti ad essere più facilmente riciclabili e riutilizzabili, al fine che questi rimangano nel sistema economico il più a lungo possibile. Inoltre, una progettazione di componenti maggiormente modulabili, componibili e sostituibili in quanto standardizzati potrebbe facilitare lo smaltimento ed il riutilizzo degli stessi, conseguendo quindi una maggiore circolarità. 2 3) Cosa ci dice la recente indagine dell’Istat sulla relazione tra sostenibilità e performance delle imprese Il 2 marzo 2020 l’Istat ha pubblicato un’indagine “Comportamenti d’Impresa e sviluppo sostenibile” all’interno della quale si possono ritrovare informazioni interessanti su quali siano le imprese che si impegnano in termini di sostenibilità e quali i vantaggi che essi traggono nel farlo. Emerge che l’adozione di sistemi sostenibili riguarda principalmente imprese di 50 o più addetti e che tale adozione ha avuto un impatto positivo su diversi fattori aziendali tra cui quello delle performance. Come si può vedere nella tabella sottostante le imprese che hanno dimostrato una tendenza notevole all’approccio sostenibile riportano in media una produttività maggiore rispetto a chi è classificato come “non sostenibile o poco”. 2 4) Indicate i diversi contributi di Porter sul tema ambientale e della sostenibilità Tra i diversi contributi di Porter al tema ambientale e della sostenibilità vi sono le strategie competitive orientate in senso socio-ambientale. In particolare:
sviluppo. Già numerose aziende infine secondo Porter si sono avvicinate a questa idea facendo proprio il concetto di “shared value”, sono dunque imprese che non guardano solo alla creazione di profitti ma anche di valori condivisi. Inoltre un ulteriore apporto alle tematiche ambientali potrebbe essere stato dato dal suo concetto di efficienza descritto alla domanda numero 10. 2 5) Perché l’approccio Resource Based View ci consente di analizzare al meglio la relazione tra competitività e sostenibilità Un approccio Resource Based View consente di analizzare al meglio la relazione tra competitività e sostenibilità poiché in tale ottica il vantaggio competitivo è principalmente collegato alla dotazione di risorse, ovvero alle caratteristiche e capacità che l’impresa possiede; in questo nuovo approccio infatti il vantaggio non dipende dall’intensità delle forze settoriali o dalle conseguenti strategie di base come aveva definito Porter. Nell’ottica di Resource Based View sono fondamentali le diverse risorse che l’impresa ha, in particolare quelle
Un ulteriore contributo riguarda le differenti strategie che possono essere messe in atto dalle imprese per conseguire un vantaggio competitivo sul mercato in linea con le tematiche ambientali. La strategia di leadership di costo non risulta particolarmente efficace, poiché attuare una strategia in linea con gli obiettivi sostenibili solitamente fa aumentare i costi fissi e variabili dell’impresa. Nonostante ciò, le evidenze aneddotiche affermano che in alcuni settori è possibile conseguire un vantaggio competitivo basato sull’efficienza produttiva e la riduzione dei costi, non facendo venir meno l’impegno dell’impresa in termini di sostenibilità. La seconda strategia attuabile è la differenziazione, la quale sembra quella più efficace in termini di sostenibilità. L’impresa cerca di differenziarsi dai propri competitor offrendo sul mercato prodotti sostenibili che vengono percepiti come diversi rispetto a quelli dei competitor. In più, con tali prodotti e servizi si cerca di trasmettere anche i benefici socio-ambientali dello stesso, rinforzandone la differenziazione. L’ultima strategia è la focalizzazione, nel quale un’impresa cerca di focalizzare la propria strategia cercando di acquisire gran parte, se non la totalità, delle quote di mercato di una specifica nicchia. Questa strategia è efficace solamente fino a quando la nicchia rimane tale, quindi se ad esempio consideriamo i prodotti bio o le plastiche riciclabili, se prima erano una nicchia oggi invece non lo sono più. In questo caso la strategia di focalizzazione non è più efficace per conseguire un vantaggio competitivo. 30) Quali sono a vostro parere gli SDG più importanti per un’impresa come Enel e perché Enel, l’ente nazionale energia elettrica, è la più importante impresa italiana nel settore energetico. Storicamente è stata fino all’inizio del nuovo millennio un’impresa pubblica, successivamente dopo la liberalizzazione dei mercati energetici è diventata un’impresa privata. Per il suo core business, gli SDGs più importanti dovrebbero essere “energia pulita e accessibile” (7), “lavoro dignitoso e crescita economica”(8), “consumo e produzione responsabili” (12), “agire per il clima” (13). Tendenzialmente le imprese tendono ad attuare strategie verso gli obiettivi sostenibili che sono più a diretto contatto con l’attività organizzativa. Quello che si riscontra è quindi una tendenza in Italia a considerare in misura minore gli obiettivi ambientali. Ovviamente una impresa come Enel, la quale è un importante operatore del settore dell’energia elettrica, probabilmente tenderà a dare maggiore importanza agli obiettivi che riguardano l’accessibilità di energia pulica, un lavoro dignitoso ed una crescita economica, cercando di ridurre le disuguaglianze presenti nel sistema economico ecc. Nonostante ciò, è fondamentale che tutte le imprese cerchino di attuare strategie nei confronti di tutti gli SDGs definiti dall’Agenda 2030, poiché l’eccessiva miopia delle imprese ed un maggiore focus sulle problematiche ambientali con cui sono a diretto contatto porterà inevitabilmente il settore privato a focalizzarsi più su alcuni obiettivi e meno su altri. tant’è che, come già ribadito, in Italia gli indicatori di performance sono maggiormente carenti negli SDGs che considerano tematiche ambientali, quali ad esempio la vita sott’acqua, le infrastrutture, consumo e produzione sostenibile e il cambiamento climatico.