Docsity
Docsity

Prepara i tuoi esami
Prepara i tuoi esami

Studia grazie alle numerose risorse presenti su Docsity


Ottieni i punti per scaricare
Ottieni i punti per scaricare

Guadagna punti aiutando altri studenti oppure acquistali con un piano Premium


Guide e consigli
Guide e consigli


Cronache familiari Vasco Pratolini, Schemi e mappe concettuali di Letteratura

Breve riassunto del romanzo autobiografico “Cronache familiari” di Vasco Pratolini

Tipologia: Schemi e mappe concettuali

2014/2015

Caricato il 17/02/2026

margherita33fogli
margherita33fogli 🇮🇹

5 documenti

1 / 2

Toggle sidebar

Questa pagina non è visibile nell’anteprima

Non perderti parti importanti!

bg1
CRONACHE FAMILIARI !
V.PRATOLINI!
il romanzo autobiografico segue i passi della vita dell’autore, che racconta i fatti sotto una luce
cruda e secca. Nulla è lasciato agli espedienti narrativi: c’è un’assenza di orpelli che rende la
storia quanto più vera e vicina a una fotografia. Il dolore non è anestetizzato, nè usato come
espediente per commuovere il lettore. Il dolore esiste intrinseco alla vita e fin dalle prime pagine si
presenta al lettore come un personaggio navigato, perpetuo. Arriva nella vita dello scrittore con la
morte della giovane madre, la sua morte non è patetica, spettacolarizzata o teatralizzata: la sua
morte esiste e rimane immutata nella mente del piccolo Vasco dalle prime, alle ultime pagine del
romanzo, come l’unico ricordo della madre. Una mosca che vola sulla fronte della madre e il
bambino che prova a scacciarla, mentre la madre è incapace di farlo da sola, è la ragurazione
che il bambino dà alla morte, piombata nella sua vita molto presto.!
Le pagine non lasciano spazio all’elaborazione del lutto, perché si concentrano sul rapporto
pratico che la famiglia di Vasco ha verso la vita. Così, subito dopo la morte si deve pensare a una
sistemazione per il bambino, Dante, neonato e incosciente della sua situazione. Viene adato ad
una balia per essere allattato, rimanendo poi nella villa di campagna, adottato dal maggiordomo. !
Il libro altro non è che un testamento di un rapporto fraterno finito troppo presto: dopo anni di
incomprensioni, i due si rincontrano e si conoscono davvero, parlano davvero e si amano davvero
fino alla fine. !
L’infanzia dei due è raccontata molto velocemente: un incontro al mese, due mondi diversi, due
educazioni diversi che esplodono in incomprensioni e antipatie. Nella testa di Vasco è stato
Dante, rinominato poi Ferruccio dal nuovo tutore, ad uccidere la madre nascendo. Questo è il
pensiero di un bambino a cui non è mai stato spiegato il dolore, un pensiero irrazionale ma che
contribuisce ad alimentare L’antipatia verso il fratello, un’antipatia che si trasforma in indierenza
e noncuranza. I due si perdono fino all’adolescenza di Ferruccio. Vasco si era rifugiato in un locale
di biliardo, in cui il Ferruccio sedicenne giocava. Uno sguardo defilato da parte del fratello
maggiore, seguito da quello curioso, amorevole del fratello. Vasco se ne va pensando di mettere
in imbarazzo il fratello, ma qualche giorno dopo Ferruccio si presenta alla pensione fredda e
fatiscente di Vasco. I due parlando tutta la notte, si confidano per la prima volta, si guardano
davvero per la prima volta. Inizia così piano piano la ripresa del loro rapporto fraterno,
l’avvicinamento della nonna al suo amato nipote che le era stato portato via con la forza del
potere. !
Centrale nel romanzo è il pranzo di Pasqua, una parentesi di serenità in questa storia cruda di
dolore. Il tempo passa quasi lineare durante il pranzo, non è riassunto e compresso come nel
resto del libro, scorre dolce tra le chiacchiere dei tre. !
Poi la vita ritorna a correre, gli anni passano in una frase e Ferruccio ha 26 anni, è malato da
tempo e non conosce la causa. Va a Roma dal fratello per essere curato: Vasco è il superstite alla
morte e al dolore del fratello. L’assenza dell’infanzia si fa presenza durante il suo dolore. Vasco si
fa spalla gentile e forte, impreparata ma stabile. Stavolta il dolore è parlato, la soerenza chiara e
si conclude con la morte del fratello, un fratello che non ha mai vissuto davvero, che ci ha sempre
provato ma non ci è mai riuscito. Ferruccio lascia la moglie e la bambina che non aveva mai
vissuto. !
Sintassi: la sintassi è frammentata, le frasi sono brevi e spezzate.!
Personaggi:!
>nonna: personaggio chiave di questo romanzo autobiografico, il collante tra i due fratelli. Una
fonte d’amore che entrambi hanno modo di vivere, a discapito di tutori e padri che alla fine
falliscono nel loro ruolo di genitori !
> madre: vissuta solo attraverso quell’unico ricordo di Vasco e qualche frammento di ricordi della
nonna!
> padre: descritto di sfuggita!
> matrigna di Vasco e Ferruccio!
> tutore di Ferruccio !
> Barone !
> moglie del barone !
> amici dei due ragazzi!
pf2

Anteprima parziale del testo

Scarica Cronache familiari Vasco Pratolini e più Schemi e mappe concettuali in PDF di Letteratura solo su Docsity!

CRONACHE FAMILIARI

V.PRATOLINI

il romanzo autobiografico segue i passi della vita dell’autore, che racconta i fatti sotto una luce cruda e secca. Nulla è lasciato agli espedienti narrativi: c’è un’assenza di orpelli che rende la storia quanto più vera e vicina a una fotografia. Il dolore non è anestetizzato, nè usato come espediente per commuovere il lettore. Il dolore esiste intrinseco alla vita e fin dalle prime pagine si presenta al lettore come un personaggio navigato, perpetuo. Arriva nella vita dello scrittore con la morte della giovane madre, la sua morte non è patetica, spettacolarizzata o teatralizzata: la sua morte esiste e rimane immutata nella mente del piccolo Vasco dalle prime, alle ultime pagine del romanzo, come l’unico ricordo della madre. Una mosca che vola sulla fronte della madre e il bambino che prova a scacciarla, mentre la madre è incapace di farlo da sola, è la raffigurazione che il bambino dà alla morte, piombata nella sua vita molto presto. Le pagine non lasciano spazio all’elaborazione del lutto, perché si concentrano sul rapporto pratico che la famiglia di Vasco ha verso la vita. Così, subito dopo la morte si deve pensare a una sistemazione per il bambino, Dante, neonato e incosciente della sua situazione. Viene affidato ad una balia per essere allattato, rimanendo poi nella villa di campagna, adottato dal maggiordomo. Il libro altro non è che un testamento di un rapporto fraterno finito troppo presto: dopo anni di incomprensioni, i due si rincontrano e si conoscono davvero, parlano davvero e si amano davvero fino alla fine. L’infanzia dei due è raccontata molto velocemente: un incontro al mese, due mondi diversi, due educazioni diversi che esplodono in incomprensioni e antipatie. Nella testa di Vasco è stato Dante, rinominato poi Ferruccio dal nuovo tutore, ad uccidere la madre nascendo. Questo è il pensiero di un bambino a cui non è mai stato spiegato il dolore, un pensiero irrazionale ma che contribuisce ad alimentare L’antipatia verso il fratello, un’antipatia che si trasforma in indifferenza e noncuranza. I due si perdono fino all’adolescenza di Ferruccio. Vasco si era rifugiato in un locale di biliardo, in cui il Ferruccio sedicenne giocava. Uno sguardo defilato da parte del fratello maggiore, seguito da quello curioso, amorevole del fratello. Vasco se ne va pensando di mettere in imbarazzo il fratello, ma qualche giorno dopo Ferruccio si presenta alla pensione fredda e fatiscente di Vasco. I due parlando tutta la notte, si confidano per la prima volta, si guardano davvero per la prima volta. Inizia così piano piano la ripresa del loro rapporto fraterno, l’avvicinamento della nonna al suo amato nipote che le era stato portato via con la forza del potere. Centrale nel romanzo è il pranzo di Pasqua, una parentesi di serenità in questa storia cruda di dolore. Il tempo passa quasi lineare durante il pranzo, non è riassunto e compresso come nel resto del libro, scorre dolce tra le chiacchiere dei tre. Poi la vita ritorna a correre, gli anni passano in una frase e Ferruccio ha 26 anni, è malato da tempo e non conosce la causa. Va a Roma dal fratello per essere curato: Vasco è il superstite alla morte e al dolore del fratello. L’assenza dell’infanzia si fa presenza durante il suo dolore. Vasco si fa spalla gentile e forte, impreparata ma stabile. Stavolta il dolore è parlato, la sofferenza chiara e si conclude con la morte del fratello, un fratello che non ha mai vissuto davvero, che ci ha sempre provato ma non ci è mai riuscito. Ferruccio lascia la moglie e la bambina che non aveva mai vissuto. Sintassi: la sintassi è frammentata, le frasi sono brevi e spezzate. Personaggi: >nonna: personaggio chiave di questo romanzo autobiografico, il collante tra i due fratelli. Una fonte d’amore che entrambi hanno modo di vivere, a discapito di tutori e padri che alla fine falliscono nel loro ruolo di genitori > madre: vissuta solo attraverso quell’unico ricordo di Vasco e qualche frammento di ricordi della nonna > padre: descritto di sfuggita > matrigna di Vasco e Ferruccio > tutore di Ferruccio > Barone > moglie del barone > amici dei due ragazzi