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La differenza tra la working memory e la memoria a breve termine, e come queste differenze possono influenzare i processi cognitivi dei bambini, in particolare quelli con autismo. Come la memoria a breve termine sostituisce il concetto di memoria di lavoro, e come i deficit nelle funzioni esecutive possono compromettere l'organizzazione, la pianificazione e il controllo. Il documento anche discute l'importanza di filtri attentivi nel processo di elaborazione di informazioni e come questi problemi possono essere correlati ai problemi di memoria a breve termine. Anche alcune strategie per aiutare i bambini con autismo a migliorare le loro capacità cognitive.
Tipologia: Sbobinature
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Dobbiamo ricordarci quando studiavamo quel modello modale, completato con le reti di informazione, che la memoria a breve termine sostituisce il concetto di memoria di lavoro, e dobbiamo tenere conto di queste cose quando noi parliamo dei processi cognitivi dei bambini, del ragazzo con l’autismo perché se noi ricordiamo la differenza che c’era tra MEMORIA A BREVE TERMINE e WORKING MEMOMY , ovvero che nella memoria a breve termine c’era una localizzazione di quel diagramma e c’era un’azione sequenziale di queste informazioni che passavano prima in un deposito, poi passavano in questa memoria a breve termine che aveva una capienza limitata dalle 7 unità e le informazioni cominciavano ad essere parzialmente elaborate a livello cronologico e semantico per quello che riguardava l’informazione verbale, era un deposito transitorio e che grazie a filtri attentivi che erano responsabili pure della selezione delle informazioni in ingresso nella memoria a breve termine e in un secondo momento le informazioni rilevanti passavano nella memoria a lungo termine. La differenza che c’è tra la memoria a breve termine e working memory è che mentre nella memoria a breve termine secondo il primo modello quello più semplice quello di Atkinson e Shiffrin che hanno focalizzato l’attenzione su quelli che sono i processi di controllo, che sono localizzati all’interno della memoria di lavoro, e la memoria di lavoro comprende anche la memoria a breve termine ma non è localizzata in un punto preciso di questo processo di laborazione delle informazioni ma lo sovrasta tutto, quindi la working memory che contiene le funzioni esecutive è quella che va ad organizzare e pianificare tutte quante le attività di apprendimento e memorizzazione. Una delle spiegazioni del particolare funzionamento cognitivo dei ragazzi con autismo è legato a un deficit delle funzioni esecutive. Cosa comporta? Comporta che vengono compromesse le funzioni esecutive, hanno problemi a livello di organizzazione, pianificazione, controllo. Il bambino del filmato noi non sappiamo se aveva problemi di organizzazione, comprensione, ma anche i problemi di comprensione non può essere legato a un deficit attentivo? Anche il fatto che lui non riesca a selezionare le informazioni più rilevanti, a capire dove concentrarsi, dove focalizzare l’attenzione per capire il significato di quelle frasi che lui legge e ripete, sono gli stessi problemi che noi riscontriamo nei bambini che hanno dei deficit di attenzione, quindi porre una particolare attenzione ai filtri attentivi di questo processo di elaborazione di informazioni ha nell’autismo una rilevanza particolare. I problemi di memoria a breve termine sono correlati anche al fatto che non riesce a selezionare quelle informazioni che sono importanti, fa riferimento solo sulla memoria fonologica, questi ragazzi hanno difficoltà a costruire delle relazioni fra i concetti, ma il problema sta a monte, cioè che loro hanno difficoltà a selezionare già nell’ingresso nella memoria a breve termine quelle che sono le informazioni rilevanti del contesto in cui vivono. Perche servono i filtri attentivi? La nostra memoria sensoriale è illimitata, breve ma è una specie di radar perché fa la scansione di tutto l’ambiente e restano impressionati in questa memoria sensoriale tutte le cose più importanti, ma richiede più risorse attentive, c’è l’attenzione compromessa, ma il processo devia rispetto alla norma perché ci sono poche risorse attentive, l’attenzione non è utilizzata in maniera “a risparmio”, pero sappiamo che ci sono problemi a livello attentivo. Con questi bambini dobbiamo puntare l’attenzione sulla comprensione del significato non sulle tante cose da imparare, ne imparano poche per volta con tanta fatica, perché tendono a fotografare in maniera automatica tutto ciò che vedono, ecco perché l’insegnante non deve fare l’errore di essere soddisfatto se il bambino ha imparato tante cose, perché tante cose le impara pure velocemente ma molte poi non le utilizza perché non riesce a dare un significato. Per verificare se il problema è a livello di capienza della memoria a breve termina, hanno uno spam di 3-4 ect, oppure di funzioni esecutive, una prova al contrario si può fare, “come dare una stringa di numeri e cercare di ricordarli, ma le funzioni esecutive si misurano se noi chiediamo a questa persona di ripetere la stringa al contrario”. A Maurizio (bambino del filmato) questa cosa non è stata chiesta perché all’epoca non si prestava tanta attenzione alle funzioni esecutive. Perché questi bimbi sono assai attratti dai dettagli, perché ricordano tanti i dettagli ma poi dopo non riescono a dare un significato coerente a questi frammenti di realtà che loro colgono? Perché non riescono alle funzioni esecutive a riorganizzare un’insieme coerente di tutto ciò che vedono. La didattica meta cognitiva e l’approccio meta cognitivo ci possono dare un grande aiuto nell’andare ad organizzare le attività per loro. Ma le funzioni esecutive sono scarsamente rieducabili, possiamo attraverso l’insegnamento e l’utilizzo di alcune strategie
utilizzare al meglio le risorse che abbiamo. Una persona che ha delle buone capacità cognitive riesce ad esercitarsi all’uso delle strategie, ma con i ragazzi autistici questo è difficile quindi si fa leva sul rinforzo e sull’adattamento del comportamento e soprattutto mancando di controllo interno cosa faccio per diminuire i comportamenti disgregolativi e organizzare per lui l’attività per la giornata? Non sarà interno ma esterno, ovvero saremo noi ad organizzare la sua giornata, sono io che vado a dirgli se ha fatto bene o ha fatto male, il bambino ha bisogno di essere etero diretto, etero regolato, dobbiamo essere bravi noi a pianificare, organizzare tutta la sua giornata, e spesso la settimana, i mesi, gli anni e anche tutta la sua vita perché lui non ha gli strumenti per farlo. Ma quanto deve essere strutturato questo ambiente? Deve essere tanto più strutturato quanto più lui è deficitario in queste attività di organizzazione e pianificazione. Ci sono due tipi di attenzione, una che inibisce e l’altra che invece facilita l’entrata delle informazioni. Qual è compromessa nel bambino con l’autismo? Si chiama SAS , quello che entra in azione quando ci troviamo di fronte ad un imprevisto( es. un cane che attraversa la strada ) e poi ci sono delle funzioni esecutive di base che servono per portare a termine il compito e riorganizzare.