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Risposte ai test di autovalutazione dell'esame di Didattica Speciale.
Tipologia: Prove d'esame
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1 Si inizia a parlare di pedagogia come scienza verso la fine : a Dell' 2 L'arte dell'educazione o pedagogia deve diventare ragionata se deve sviluppare la natura umana in modo che essa attui il suo destino., tale espressione è di: a Kant 3 Tra i pionieri della pedagogia speciale ritroviamo: b Langdon Maydon Down 4 L'opera la Didattica Magna è di: d Comenio 5 J.A. Comenio applicò il suo concetto di scienze all'ambito educazionale, ponendo l'accento sull'importanza: b Dell'osservazione e dell'esperienza 6 "La pedagogia scientifica tratta ciò che spiega l'educazione come fatto nel suo aspetto psicologico e sociale; essa non stabilisce che cosa deve essere. È una scienza empirica; analitica, induttiva ed esplicativa del fatto educativo., tale definizione è stata coniata da: d W. Brezinka
b Che cerca risposte specifiche a bisogni specifici
a Il modeling, il coaching, lo scaffolding, il fading 9 A cavallo tra l'800 e il 900 la pedagogia era intesa come: a Un'attività teorica e normativa 10 La tecnica delle mappe concettuali è stata sviluppata da Novak negli anni Sessanta e si basa sulle teorie di: : a Ausubel
b L'esteriorizzazione di uno stato patologico
c L'oggettivazione Della Menomazione
d L'ICD
c L’ICIDH non coglie la causa della patologia, ma l’importanza e l’influenza che il contesto ambientale esercita sullo stato di salute delle popolazioni
a L’ICF fornisce una grande analisi dello stato di salu te degli individui ponendo la correlazione fra salute e ambiente, arrivando alla definizione di disabilità, intesa come una condizione di salute in un ambiente sfavorevole
d Le funzioni fisiologiche dei sistemi corporei, comprese quelle psicologiche
b Qualsiasi difficoltà evolutiva di funzionamento, permanente o transitoria, in ambito educativo e/o apprenditivo, che necessita di educazione speciale individualizzata
a I minori che in seguito ad evento morboso o traumatico intervenuto in epoca pre-peri-post natale, presentino una menomazione delle proprie condizioni fisiche, psichiche e/o sensoriali, che li mettano in difficoltà di apprendimento o di relazione
c Considera il problema dell’integrazione delle persone handicappate ad ampio spettro e all’interno dei vari contesti di vita, sociali e formativi in cui si sviluppa la personalità degli individu
c Un insegnante specializzato che viene assegnato, in piena contitolarità con gli altri docenti, alla classe in cui è inserito il soggetto con disabilità
b PEP
seconda fase: a Si definiscono gli obiettivi a lungo termine, ovvero quegli obiettivi che idealmente si vorrebbero raggiungere
b Da tutti gli insegnanti partecipi al processo di insegnamento-apprendimento
a Pragmatica
d Coinvolgere gli intervistati
c Si mette a punto una sintesi significativa e il coordinamento dei dati raccolti per capire meglio la condizione dell'allevio e proporgli un programma di lavoro relazionato ai suoi bisogni speciali
a Si scelgono gli obiettivi a medio termine ovvero quegli obiettivi da raggiungere nell'arco di mesi o nell'anno scolastico
c Vengono definitivi gli obiettivi a breve termine e le sequenze di sotto-obiettivi
b Evidenziare le scelte effettuate circa gli obiettivi a lungo, medio e breve termine
d È importante coinvolgere anche i familiari
a «le difficoltà scolastiche sono di tanti tipi diversi e spesso non sono conseguenza di una causa specifica, ma sono dovute al concorso di molti fattori che riguardano sia l'alunno sia i contesti in cui egli viene a trovarsi»
che ogni scuola dovrebbe prendere apertamente, comunicare all'interno dell'offerta formativa e concordare con le famiglie e la comunità. Le scelte a cui si fa riferimento riguardano, in parte: b La decisione di comprendere le complesse interconnessioni dei fattori che costituiscono e mantengono le varie difficoltà; La decisione di rispondere in modo inclusivo, efficace ed efficiente alle difficoltà, attivando tutte le risorse dell'intera comunità scolastica e non
d Difficoltà evolutiva di funzionamento educativo-apprenditivo
necessità speciali degli allievi, indicar a cosa fa riferimento: a Si fa riferimento al bisogno di individualizzare l'offerta formativa, aggiungendo risorse e adattando le attività di insegnamento-apprendimento
c “bambino in stato di bisogno”, con esso ci si riferisce ad un bambino con scarse probabilità o senza opportunità di raggiungimento o mantenimento di un ragionevole standard di salute o sviluppo senza
prestare attenzione ad una serie di aspetti di notevole rilevanza. Per contribuire a sviluppare l’attenzione uditiva del bambino è necessario: a Produrre suoni e vocalizzi associati ad un gioco
fino ai sei mesi di vita è preferibile: d Utilizzare preferibilmente suoni vocalici e consonanti labiali che per il bambino sono più facili da riprodurre
c Sorridere e chiamare il bambino per attirare la sua attenzione
attenzione soprattutto alle intonazioni. Per rafforzare la sua attenzione uditiva è necessario: c Associare un suono di tipo onomatopeico a dei giochi che il bambino preferisce
ampliare il patrimonio sia semantico che lessicale. Il patrimonio lessicale e semantico si può rafforzare se: b Si utilizza materiale illustrato per ampliare il vocabolario e per stimolarlo a riconoscere nelle immagini le somiglianze con i suoi giochi
a: a Domandare usando la forma verbale piuttosto che l’indicazione gestuale
linguaggio degli adulti. È importante che il bambino in questa fase venga spronato verso la produzione di frasi complete. Per stimolare la produzione di frasi complete potrebbe essere utile ogni volta che il bambino produce una frase contratta: b Ripetere la stessa frase completandola, in questo modo il bambino impara ad identificare le preposizioni e gli articoli
sua capacità di produrre parole con più sillabe, ma ciò che va rafforzato e stimolato è l’intento comunicativo. Se bambino manifesta difficoltà nell’articolazione di alcune parole è opportuno che: d L’adulto durante la conversazione utilizzi queste parole con una certa frequenza. In questo modo, è possibile conferirgli una stimolazione senza che questa sembri un correzione
pensiero creativo. In questa fase di età è importante aiutare il bambino a perfezionare la struttura della frase attraverso: b L'insegnamento a descrivere l’uso delle cose che gli si presentano nell’esperienza quotidiana per stimolarlo ad utilizzare la forma verbale più adeguata quando formula una richiesta
nuove e numerose forme di linguaggio senza rendersene conto. Alcuni giochi per stimolare l’ascolto potrebbero essere: c Ascoltiamo il silenzio. Per apprendere ad ascoltare, i bambini devono sfruttare tutte le loro capacità di ascolto. In questo gioco facciamo sperimentare cosa si sente quando ci tappiamo le orecchie
b Labbro leporino
a Un ingrossamento congenito della lingua
a Una malformazione del palato
a Sindrome da deficit fonologico-sintattico
a Un’alterazione della voce
a Organica e funzionale
a Volontari
a Involontari
d Dalla difficoltà Fonica
b In cui il cordoncino sotto la lingua è corto
a Padiglione
a Dalla cassa del timpano
d Da una cavità divisa in molti canali
b La tromba di Eustacchio
c Esami campo libero
b Boel Test
a DB
a Microfono, amplificatore e ricevitore
d Utricolo, Canali semicircolari e Condotto cocleare
a Colmare le deficienze uditive
a Anatomico e funzionale
b Traumi
d Generali e locali
d Nel globo più piccolo del normale
c Un unico abbozzo oculare
tipico
c All’attenzione
introduceva l’etichetta: a Reazione ipercinetica del bambino
b Il cervello utilizza la dopamina
b La corteccia prefrontale
d Ansia
a Disattenzione, iperattività ed impulsività
b Combinate, iperattività prevalente, disattenzione prevalente
comportamenti tra cui: b Agitazione e disattenzione
possono essere raccolti in insiemi diversi: d Interviste cliniche: hanno lo scopo di inquadrare il problema, vanno rivolte alla famiglia e, qualora il bambino/ragazzo sia sufficientemente grande, anche a lui
loro coetanei. Possiedono carenti capacità: a Organizzative e strategiche che ostacolano la loro acquisizione di informazioni nuove
posso trarre conclusioni sbagliate, ad esempio pensano che il bambino sia: b Svogliato
in favore del bambino affetto da deficit di attenzione/iperattività ed è chiamato ad essere: a Agente di cambiamento
c Un clima relazionale positivo fatto di comprensione, disponibilità e rispetto
un'attenta osservazione che può essere suddivisa in sei fasi. Nella prima fase avremo: d Un'osservazione non strutturata per la creazione di un inventario di comportamenti negativi
deve essere sviluppata allo scopo di: c Anticipare il verificarsi del comportamento problema
bambino è importante tenere presenti alcuni punti, come: a Usare l’anticipazione, ricordando al bambino, prima delle attività, quale comportamento gli viene
richiesto e quale gratificazione potrebbe conseguire con una condotta adeguata
severi. Scopo della punizione è: d Far decrescere la probabilità che il bambino attivi nuovamente il comportamento cui essa è seguita
collaborazione con la famiglia e gli operatori clinici. Per fare ciò deve possedere: b Una notevole competenza pedagogica ed emotiva e prima ancora un buon livello di motivazione
c La creatività
c Del computer
sono: c Tendenza a lasciar passare troppo tempo prima di intervenire sul comportamento inadeguato
compreso tra i 5 e i 10 secondi dalla manifestazione del comportamento e deve rispettare le seguenti fasi: a Dire al bambino di smettere di comportarsi in un certo modo; comunicare in modo chiaro e semplice le conseguenze di quel comportamento; punire il comportamento
d Accrescere la consapevolezza sul DDAI e sulle informazioni correlate, oltre che migliorare la qualità degli interventi offerti ai giovani pazienti con DDAI e alle loro famiglie
b Sessanta del '
a Riflettere su come è strutturato il loro ambiente familiare in modo da poterlo riorganizzare per favorire l’autoregolazione e la riflessività del bambino
consiste nel: c Rendere i genitori i veri protagonisti di un processo di formazione e di cambiamento
b Nel primo si insegna ai genitori a prestare attenzioni al figlio quando manifesta comportamenti positivi, e ad ignorare i comportamenti lievemente disturbanti. Nel secondo stadio si introduce l’uso del timeout, una tecnica punitiva per ridurre i comportamenti inadeguati
costruzione di un percorso di intervento cognitivo comportamentale per genitori e bambino con disturbo da deficit d’attenzione/iperattività. Individua i primi tre momenti: a Durante il primo stadio è necessario determinare nel bambino la presenza o meno del disturbo e il suo livello di gravità. In un secondo momento bisogna individuare le caratteristiche cognitive e comportamentali del bambino, della famiglia e della scuola. Il terzo stadio riguarda l’insegnamento ai genitori di strategie e modalità di interventi utili alla riduzione e/o alla scomparsa dei comportamenti problematici
d L'aspetto educativo e quello di formazione
bambino con deficit di attenzione/iperattività dovrebbero osservare nella gestione quotidiana del proprio figlio. Individua il primo e l'ultimo tra:
a La quantità del movimento appare ridotta
b Ereditaria
a Lo sviluppo delle competenze motorie e lo sviluppo psicologico generale
c Rilasciamento volontario prima dell'iniziativa
d Disturbi del tono muscolare, dei riflessi e delle reazioni automatiche
b Un'immaturità morfo-funzionale dell'encefalo
a L'uso prevalente della mano destra e dell'occhio sinistro e viceversa
d Nell'organizzazione sequenziale
b Le afferenze sensoriali risultano compromesse
movimento, compie azioni adeguate al raggiungimento di uno scopo, esprime i suoi stati d’animo, sviluppa comportamenti che favoriscono la comunicazione e la relazione con coetanei ed adulti, in definitiva arriva ad un’adeguata autodeterminazione della propria identità…”, tale espressione è di: a Jean Piaget
c Dall’esperto in psicometria
b Jean Piaget
a L’ordine
d Dal gioco senso motorio a quello simbolico
a Due anni
a Alla fine degli anni ’
b 1975
alcune regioni italiane nel: c 1972
svolto: d Dall’empatia
b Una proposta da contestualizzare, presentare e realizzare in ambito educativo sotto forma di didattica laboratoriale
d Fisico e sociale attrezzato
a Capacità psicomotorie e di una adeguata consapevolezza del proprio corpo
a Stimolare e mettere in moto motivazioni e necessità, nonché di originare nuovi bisogni e nuove motivazioni, che si qualificano come dei veri e propri interessi formativi
c Cognitiva che comprende potenzialità sensoriali, percettive e fisiche in un complesso sistema di processi e stili cognitivi
d I canali attraverso i quali i soggetti entrano in contatto con l’ambiente
contestualizzare l’esperienza motoria: b I laboratori didattici, relazionali ed espressivi
più complesse, come: b Relazionarsi con culture diverse
c L'oggettualità, la spazialità e l’attività propria del laboratorio
interagire con l’ambiente e con gli altri e proseguire nel processo di apprendimento. In una prima fase è necessario: d Sollecitare l’attenzione del bambino verso il proprio corpo e le parti che lo compongono
a Della Comunicazione; dell’interazione sociale e dell’immaginazione
c I disturbi generalizzati dello sviluppo
b Con tratti simili a quelli autistici ma non permanenti
d Alterazione globale dello sviluppo psicopatologico
a Plurale
b Biologici
a Tipicamente femminile
a Grave e pervasiva nello sviluppo dell’integrazione sociale e delle capacità di comunicazione verbali e non verbali, senza però che i sintomi soddisfino i criteri di inclusione per la diagnosi di autismo
b La regressione evolutiva nei primi due anni di vita
d Disturbo di Asparger
a Processo diagnostico
c Dell’autismo
d Di Figure professionali e genitori
a A.E.R.C
b Le modalità di azione educativa, terapica o didattica condotte in riferimento ad orientamenti teorici in materia di apprendimento e sviluppo mentale, di educazione e didattica
d Strumento per contrastare una serie di sintomi
b Sulle specifiche e isolate funzioni disturbate
c Sulle condizioni requisiziali e organiche
c Cognitiviste
a Greenspan
d Le manifestazioni sintomatiche indesiderabili
c A.E.R.C.
deficit di comprensione del mondo, soggettivo ed oggettivo, che gli rende complessa e disviata la concezione dei fenomeni, si tratta in questo caso della presenza di: a Pensiero in dettagli b Pensiero visuale c Cecità mentale d Cecità concettuale
a M. Zappella b Teo Peeters c Schopler d Stanley Greenspan
a Il comportamento ossessivo b La non comunicazione c L’interazione familiare d L’interazione sociale
a L’interazione sociale b L’interazione familiare c La comunicazione
d L’immaginazione e il comportamento ripetitivo
comportamentale il soggetto con autismo, ovvero il pensiero: a Convergente b Divergente c In dettagli d Dissociato
a Sull’individualità b Sulla cooperazione c Sull’integrazione d Sulla competitività
a La comunicazione, la comprensione e l’immaginazione b L’immaginazione, la disponibilità e la flessibilità c L’immaginazione, la disponibilità e la flessibilità d La disponibilità, la comunicazione e l’immaginazione
comunicazione: b Interattiva c Persuasiva d Aumentativa
a Asia b Italia c Europa d Oriente
a Nella ripetizione letterale di parole o frasi b Nel ripetere sempre alcune parole c Nel memorizzare frasi d Nel memorizzare ripetitivamente alcune parole
deficit di comprensione del mondo, soggettivo ed oggettivo, che gli rende complessa e disviata la concezione dei fenomeni, si tratta in questo caso della presenza di: a Pensiero in dettagli b Pensiero visuale c Cecità mentale d Cecità concettuale
a M. Zappella b Teo Peeters c Schopler d Stanley Greenspan
a Il comportamento ossessivo b La non comunicazione c L’interazione familiare
c Della sfera relazionale d Della sfera socio-comunicativa
a Una valutazione pedagogica b Una valutazione psicologica c Una valutazione medica d Una valutazione multifattoriale
a Non organica b Organica c Relazionale d Non relazionale
a Capacità genitoriali, competenze trasversali dei genitori e competenze degli operatori b Potenzialità dei bambini; Risorse dei bambini e competenze trasversali degli adulti c Capacità genitoriali, risorse dei bambini e competenze metodologhe degli operatori d Competenze degli operatori, risorse dei genitori e strutturazione dell’ambiente educativo
a Emozionale-relazionale b Relazionale-sentimentale c Emotivo-affettiva d Affettiva-sentimentale
a Americana b Giapponese c Italiana d Tedesca
di dare vita ad un’azione educativa fondata sui principi: a Attivazione emotiva e sensoriale b Reciprocità corporea e attivazione sensoriale c Della reciprocità emotiva e attivazione corporea d Dell’attivazione emotiva e reciprocità corporea
a Duo didattico b Duo educativo c Triade educativa d Triade didattica
a Diadica b Triadica c Secondaria d Sociale
a Una rappresentazione o conoscenza dello stato mentale delle persone b Una rappresentazione o conoscenza del proprio stato mentale c Una conoscenza dello stato sociale delle persone d Una conoscenza dello stato relazionale delle persone
a La presunta incapacità di decifrare le espressioni verbali degli altri b La presunta incapacità di decifrare gli occhi e le espressioni facciali degli altri, quindi lo stato emozionale e la relazione c La presunta incapacità di decifrare le espressioni verbali e non verbali, quindi indica una difficoltà nella comunicazione in generale d L’incapacità di decifrare la comunicazione di decifrare le espressioni verbali e non verbali, quindi indica una difficoltà nella comunicazione in generale
a Far finta di modificare l'ambiente b Far finta di modificare il significato degli oggetti c Comunicare un interesse all'adulto d Far proprio un interesse visivo dell'adulto
a Capacità di far proprio un interesse visivo dell'adulto b Capacità di comunicare un proprio interesse all'adulto alternando lo sguardo sull'oggetto e all'adulto c Capacità di comunicare un proprio interesse ad un coetaneo alternando lo sguardo sull'oggetto e sul coetaneo d Capacità di far proprio l'interesse manifestato dall'adulto
a Vigotskij b Piaget c Bruner d Gardner
a Cecità trasmessa b Cecità ereditaria c Cecità sociale d Cecità relazionale
a Centrale b Esterna c Relazionale d Dinamica
a L'area emotiva dell'uomo b L'area affettiva dell'uomo c Alcune aeree funzioni con le quali l'uomo si esprime d Tutte le aeree funzionali con le quali l'uomo si esprime
a L'identificazione delle emozioni causate da situazioni b L'identificazione delle emozioni causate dal desiderio c Il riconoscimento delle espressioni del viso nelle fotografie d Il riconoscimento delle emozioni in disegni schematici
a L'identificazione delle emozioni causate dal desiderio b L'identificazione delle emozioni causate da situazioni c Il riconoscimento delle espressioni del viso nelle fotografie d Il riconoscimento delle emozioni in disegni schematici
a Esposti i significati sintetici della diagnosi b Descritte le patologie conclamate c Descritte le storie cliniche d Descritte le prospettive diacroniche
in braccio: a Sicurezza che lo fa sentire accettato ed amato b Paura di cadere c Sensi di colpa d Ambivalenza (accettazione – rifiuto)
a “Crisi di indipendenza” b Difficoltà psichiche nel bambino e dar luogo ad una serie di disturbi psicosomatici c Una sperimentazione della sua capacità di autorealizzazione d Una piacevole esperienza
fase definita: a “Fase genitoriale” b “Fase primaria” c “Fase del sì” d “Fase del no”
gioca volentieri con i suoi coetanei. Anche se due o più bambini giocano insieme, in realtà, ciascuno gioca in modo autonomo e riveste: a Un ruolo superiore ai compagni b Un ruolo parallelo a quello dei compagni c Un ruolo inferiore ai compagni d Un ruolo complementarei che si integra fra loro
a Una presenza materiale del padre b Un Maternage negativo c Un Maternage sufficientemente positivo d Un complesso di cure paterne
a Interagisce con il padre e con la madre in un dialogo alternato b Interagisce con il mondo esterno c Non è ancora pronto a interagire con i genitori d Interagisce solo con altri bambini
socialmente condivisi”, si evolvono senza mai più abbandonare il soggetto per il resto della vita: a L’emozione disgiunta e l’intenzione congiunta b L’emozione congiunta e l’intenzione disgiunta c L’emozione disgiunta e l’intenzione disgiunta d L’emozione congiunta e l’intenzione congiunta
a Riconoscimento del viso b Riconoscimento delle mani c Riconoscimento delle voci d Riconoscimento degli odori
a Il patrimonio genetico individuale b L'ansia diffusa e le improvvise crisi legate allo sviluppo di un bambino c Il patrimonio culturale d La paura legata allo sviluppo di un bambino
di rispondere alle prime necessità sociali dei bambini. Questo è soprattutto vero se parliamo della risposta a necessità sociali tipiche del: a Primi tre anni di vita del bambino b Primo anno di vita del bambino c Primi nove anni di vita del bambino d Primi sei anni di vita del bambino
a È uno strumento utile alla formazione dei genitori e creato per fare acquisire loro abilità utili ed efficaci b È uno strumento utile alla formazione dei terapisti e creato per far acquisire loro abilità utili ed efficaci c È uno strumento utile al sostegno psicologico dei genitori d È uno strumento utile al sostegno morale e psicologico del bambino
a Essere socialmente attivo b Essere socialmente passivo c Individuo normale d Individuo anormale
a Alle esigenze familiari b Alle esigenze familiari c Alle loro esigenze d Alla passività del bambino
a Della lingua b Dell’alimentazione c Dell’udito d Dell’occhio
bambini, affetti da difficoltà nello sviluppo sociale sono quelli di: a Bruner e Vygotskij b Piaget e Freud c Dawson e di Baranek d Dawson e Gardner
a Accettazione acritica b Condividere c Ricevere d Condivisione passiva