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Sono appunti fatte a lezione anzi sono la differenza rispetto a quello dell'anno precedente.
Tipologia: Appunti
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Data: 30/12/
Cosa è stato aggiunto rispetto alla versione precedente Sintassi: analisi in costituenti immediati, sintagmi e testa, indicatori sintagmatici (alberi), classi di parole. Ruoli semantici (agente, paziente/tema, esperiente, strumento, destinazione…) e differenza tra ruolo e funzione sintattica. Struttura informativa: tema/rema, focus e ordini marcati; sintassi marcata (dislocazioni, frasi scisse, focalizzazione a sinistra). Tipologia sintattica: ordini base (SOV/SVO/VSO…), distribuzione e criteri per identificare l’ordine non marcato. Semantica: concezione referenziale vs operazionale; collocazioni/solidarietà, campi e famiglie semantiche. Categorizzazione: modello classico, prototipi, esemplari; implicazioni (Berlin & Kay: colori focali; relatività linguistica: Dyirbal). Metafora: tipi per funzione cognitiva (strutturali, ontologiche, orientazionali) + variazione/metafore “universali”. Sociolinguistica: tabù linguistico, interdizione, eufemismi/disfemismi + caso di studio sul linguaggio politico. Metodo d’esame: cosa devo saper fare Pacchetto minimo (quello che ti chiedono spesso) Definizione in 2–3 righe + 1 esempio commentato. Trascrizione IPA (con accento e geminate). Scomposizione in morfemi con funzione (lessicale/derivazionale/flessiva). Analisi sintattica: costituenti (SN/SV/SPrep), ruoli semantici, e (se richiesto) rappresentazione ad albero. 1) Fonetica e fonologia (ripasso completo) Fono, fonema, allofono (definizione + esempio) FONO: suono concreto prodotto dall’apparato fonatorio; trascrizione tra [ ]. Esempio: [p] in [ˈpane]. FONEMA: unità astratta distintiva; se cambia il fonema cambia il significato; trascrizione tra / /. Esempio: /p/ vs /b/ → palla/balla. ALLOFONO: variante fonetica di un fonema che non cambia significato. Esempio: /n/ → [ŋ] in banco [ˈbaŋko]. Attenzione: fonema ≠ lettera (grafema). Una stessa lettera può rappresentare suoni diversi e viceversa. Parametri per descrivere i foni (con esempi) Modo di articolazione: occlusiva (pane [p]), fricativa (fame [f]), nasale (mano [m]), affricata (ciao [tʃ]).
5) Sintassi (dalle slide): costituenti, ruoli, ordine delle parole Analisi in costituenti immediati (IC analysis) Idea base: scomporre la frase dall’unità maggiore a unità più piccole (Bloomfield). Prima cosa: riconoscere le classi di parole (N, V, agg, det/quant, prep, avv, connettivi…). Due criteri per riconoscere la parola: mobilità di posizione e ininterrompibilità (non posso inserire elementi dentro una parola). Sintagmi e testa I costituenti immediati formano sintagmi: SN, SV, SPrep (SP), SAvv, SAgg. Ogni sintagma è costruito attorno a una testa (head): SN attorno a un nome/pronome; SV attorno al verbo; SP attorno a una preposizione. Ambiguità di attacco di un SP (esempi dalle slide) Gianni lesse un libro con la copertina blu → ‘con la copertina blu’ modifica il libro (attacco al SN). Gianni lesse un libro con gran piacere → SP avverbiale (modo) che modifica il verbo (attacco al SV). Gianni lesse un libro con Anna → SP comitativo (con chi?) legato all’evento (SV). Ruoli semantici (fondamentali) – attenzione: ruolo ≠ soggetto La stessa funzione sintattica (soggetto) può avere ruoli diversi: agente, esperiente, tema/paziente… Agente: entità animata che provoca intenzionalmente (Michele ha comprato un libro). Esperiente: chi prova uno stato (Michele prova dispiacere). Strumento: mezzo inanimato (Ho aperto la porta con la chiave). Destinazione/meta: verso dove (Michele è partito per la Grecia). Ordine non marcato e ordini marcati (struttura informativa) In italiano ordine non marcato tipico: (S) V OD OI (Luigi ha regalato un libro a suo padre). Tema (topic) = informazione “di cui si parla”, spesso iniziale; Rema (comment) = informazione nuova/saliente, spesso finale. Focus = punto di massima salienza (può essere parte del rema): Carla al mattino prende il caffè (focus: caffè). Sintassi marcata: dislocazioni, frasi scisse, focalizzazione a sinistra Dislocazione a sinistra: sposto un costituente in posizione di tema + clitico di ripresa (di solito). Dislocazione a destra: costituente a fine frase con funzione tematica + clitico di ripresa (ordine rema–tema). Frasi scisse: È X che… (promuove X a focus): È la polizia che si occupa di questi problemi.
9) Categorizzazione (dalle slide) – modello classico, prototipi e relatività Processo di categorizzazione (Barsalou) Formo una descrizione dell’entità → cerco una categoria simile → seleziono la più simile → traggo conseguenze → aggiorno la memoria. È un processo per lo più inconscio ma essenziale per agire e ‘sopravvivere’. Modello classico (Aristotele) vs modello a prototipo (Wittgenstein/Rosch) Classico: tratti necessari e sufficienti; appartenenza binaria; confini netti. Problemi: definizioni difficili, confini vaghi, peso culturale, membri non equivalenti. Prototipo: ‘somiglianza di famiglia’; centro-periferia; gradi di appartenenza. Esemplari (Barsalou) Il ‘prototipo’ può essere visto come aggregato di esempi concreti incontrati nell’esperienza. Studio sui colori (Berlin & Kay 1969) – quello che devi ricordare Esistono colori focali: punti più salienti nello spettro (centro della categoria), e i termini di colore tendono a generalizzare dal focale alla periferia. Colori focali: nero, bianco, rosso, blu, verde, giallo, marrone, viola, rosa, arancione, grigio. Sequenza evolutiva proposta per i colori basici: (1) nero/bianco → (2) rosso → (3) giallo/blu/verde → (4) marrone → (5) viola/rosa/arancione/grigio. Relatività linguistica: Dyirbal (esempio dalle slide) In Dyirbal (lingua australiana) i sostantivi sono raggruppati in quattro classi (bayi, balan, balam, bala). Caso famoso: donne, fuoco e ‘cose pericolose’ nella stessa classe → mostra il ruolo della cultura/visione del mondo nella categorizzazione linguistica. 10) Metafora (dalle slide): funzione cognitiva + variazione Tre tipi (Lakoff & Johnson): strutturali, ontologiche, orientazionali Strutturali: un dominio struttura l’altro (TEMPO = MOVIMENTO): “ci stiamo avvicinando a Natale”, “sono già passati due anni”. Ontologiche: danno ‘status di oggetto/luogo’ a concetti astratti: “andare alla gara” (gara come meta), “dare segni di stanchezza”. Orientazionali: organizzano concetti con assi spaziali (SU/GIÙ, DENTRO/FUORI…): FELICITÀ È SU (“morale alto”), TRISTEZZA È GIÙ (“morale a terra”). Variazione metaforica: universalità? (spunto dalle slide) Molte metafore per le emozioni sembrano ricorrere in lingue non imparentate (es. FELICITÀ = SU / LUCE / FLUIDO IN CONTENITORE).
Le slide mostrano esempi anche da cinese (Yu 1995, 1998): utile per argomentare ‘tendenze universali’ vs specificità culturali. 11) Tabù linguistico, eufemismi e disfemismi (dalle slide) Tabù linguistico (definizione) Tabù (da polinesiano: ‘sacro/proibito’): interdizione a pronunciare parole collegate a referenti ‘sensibili’. La carica culturale/emotiva ‘contamina’ le designazioni → si evitano nei discorsi. Aree tipiche: malattia, morte, sessualità, funzioni corporee, classi sociali, politica, guerra… Eufemismi (definizione + strategie) Eufemismo: parola/perifrasi più neutra o positiva per mitigare la carica negativa (Caffi). Strategie: perifrasi; prestiti (call-girl); registri tecnici; infantilismi (popò); camuffamenti fonetici; sostituzioni. Esempi dalle slide: nomi sostitutivi per Dio; ‘sgravarsi’ per partorire; mascheramenti fonetici in dialetti. Lessico che cambia nel tempo (rimodellamento) Il tabù rimodella il lessico: parole escono, altre entrano; a volte un eufemismo ‘si contamina’ e diventa tabù a sua volta. Caso di studio: linguaggio politico (eufemismi/disfemismi) Le slide indicano un cambiamento forte nel discorso politico: riduzione del ‘politichese’, maggiore informalità e paratassi. Tendenza a un linguaggio più facile, che può diventare populistico; abbassamento della ‘guardia’ e maggiore uso di disfemismi/violenza verbale. 12) Allenamento: mini-domande aperte (pronte per lo scritto)