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Differenza tra difficoltà e disturbi, Sintesi del corso di Disturbi dell'Apprendimento

Riassunto integrato con slide, libro e lezioni frontali

Tipologia: Sintesi del corso

2017/2018

Caricato il 21/07/2018

marco-varegliano
marco-varegliano 🇮🇹

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Stima disturbi dell’Apprendimento: 3-6 %
Sovradiagnosi identificare dei falsi positivi, presentano ad esempio ritardo della
lettura ma non dislessia. Questo succede perché non abbiamo strumenti adeguati per
differenziare le due condizioni.
Differenza tra difficoltà e disturbo:
Difficoltà basso rendimento scolastico imputabile a fattori genetici, basso livello
socio-culturale, caratteristiche della famiglia, fattori emotivi/motivazionali, difficoltà
di socializzazione, disabilità sensoriali e/o motorie.
La differenza è che:
Difficoltà: è transitoria, legata al clima familiare, all’ambiente socioculturale,
a fattori emotivi- motivazionali, fattori di natura contestuale o temporale,
qualità dell’istruzione scolastica;
Disturbo: è permanente, ineliminabile, resistente al cambiamento e
all’istruzione, interessa un dominio specifico di abilità. Quando la prestazione
del b/o è disomogenea, in alcuni ambiti ha una caduta si può fare l’ipotesi di un
disturbo specifico perché ha una natura specifica. Il concetto di disturbo
dell’Apprendimento è molto resistente a qualsiasi definizione e spesso la
definizione è basata sui criteri di esclusione (no svantaggio socio-culturale,
deficit cognitivo).
DSA si riferisce ad un gruppo eterogeneo di disordini che si manifestano con
significative difficoltà nell’acquisizione ed uso di abilità di comprensione del
linguaggio orale, espressione linguistica, lettura, scrittura, ragionamento o
matematica. Questi disordini sono intrinseci all’individuo, presumibilmente legate a
disfunzioni del SNC e possono essere presenti lungo l’intero arco della vita (hanno un
carattere evolutivo: sono presenti nel b/o fin dalla nascita e possono essere
diagnosticati con l’inizio dell’istruzione formale). Possono concorrere con problemi
di autoregolazione emotiva, del comportamento, di percezione e interazione sociale,
possono essere associati al disturbo di apprendimento. Benché i DSA possano
verificarsi in concomitanza con altre condizioni di handicap (danno sensoriale, ritardo
mentale, serio disturbo emotivo) o con influenze esterne come le differenze culturali,
l’insegnamento insufficiente o inappropriato, i DSA non sono il risultato di queste
condizioni o influenze.
Concetti chiave:
Deficit specifico;
QI nella norma e superiore alla resa scolastica criterio della discrepanza tra il
QI e il DSA, ossia io posso fare una diagnosi di DSA solo se il b/o presenta una
caduta selettiva in un dominio accademico a fronte di una prestazione a norma
es scale di Raven. Per la formulazione della diagnosi è risultato essere più
informativo il profilo cognitivo generale del semplice livello di QI. Viene
suggerito di utilizzare il QI solo tra i criteri di esclusione;
Criteri di esclusione: Deficit sensoriali, disturbi Emotivi, basso livello socio-
culturale;
Criterio di Discrepanza: Permette di stimare la differenza tra successo
scolastico (dominio specifico: deficitario in rapporto alle attese per l’età e/o la
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Stima disturbi dell’Apprendimento: 3-6 % Sovradiagnosi identificare dei falsi positivi, presentano ad esempio ritardo della lettura ma non dislessia. Questo succede perché non abbiamo strumenti adeguati per differenziare le due condizioni.

Differenza tra difficoltà e disturbo:

Difficoltà basso rendimento scolastico imputabile a fattori genetici, basso livello

socio-culturale, caratteristiche della famiglia, fattori emotivi/motivazionali, difficoltà di socializzazione, disabilità sensoriali e/o motorie. La differenza è che:

  • Difficoltà: è transitoria, legata al clima familiare, all’ambiente socioculturale, a fattori emotivi- motivazionali, fattori di natura contestuale o temporale, qualità dell’istruzione scolastica;
  • Disturbo: è permanente, ineliminabile, resistente al cambiamento e all’istruzione, interessa un dominio specifico di abilità. Quando la prestazione del b/o è disomogenea, in alcuni ambiti ha una caduta si può fare l’ipotesi di un disturbo specifico perché ha una natura specifica. Il concetto di disturbo dell’Apprendimento è molto resistente a qualsiasi definizione e spesso la definizione è basata sui criteri di esclusione (no svantaggio socio-culturale, deficit cognitivo). DSA si riferisce ad un gruppo eterogeneo di disordini che si manifestano con significative difficoltà nell’acquisizione ed uso di abilità di comprensione del linguaggio orale, espressione linguistica, lettura, scrittura, ragionamento o matematica. Questi disordini sono intrinseci all’individuo, presumibilmente legate a disfunzioni del SNC e possono essere presenti lungo l’intero arco della vita (hanno un carattere evolutivo: sono presenti nel b/o fin dalla nascita e possono essere diagnosticati con l’inizio dell’istruzione formale). Possono concorrere con problemi di autoregolazione emotiva, del comportamento, di percezione e interazione sociale, possono essere associati al disturbo di apprendimento. Benché i DSA possano verificarsi in concomitanza con altre condizioni di handicap (danno sensoriale, ritardo mentale, serio disturbo emotivo) o con influenze esterne come le differenze culturali, l’insegnamento insufficiente o inappropriato, i DSA non sono il risultato di queste condizioni o influenze. Concetti chiave:
  • Deficit specifico;
  • QI nella norma e superiore alla resa scolastica criterio della discrepanza tra il QI e il DSA, ossia io posso fare una diagnosi di DSA solo se il b/o presenta una caduta selettiva in un dominio accademico a fronte di una prestazione a norma es scale di Raven. Per la formulazione della diagnosi è risultato essere più informativo il profilo cognitivo generale del semplice livello di QI. Viene suggerito di utilizzare il QI solo tra i criteri di esclusione;
  • Criteri di esclusione: Deficit sensoriali, disturbi Emotivi, basso livello socio- culturale;
  • Criterio di Discrepanza: Permette di stimare la differenza tra successo scolastico (dominio specifico: deficitario in rapporto alle attese per l’età e/o la

classe frequentata) e abilità intellettive generali (disabilità intellettive). Il b/o con DSA ha una resa scolastica marcatamente inferiore alle sue risorse cognitive. Questo è il criterio principale per stabilire la diagnosi di DSA basato su calcoli probabilistici e non sull’eziologia del disturbo. La prestazione cognitiva di un individuo è a norma mentre le prestazioni di apprendimento -2ds. LINEE GUIDE DELLA CONSENSUS CONFERENCE (2007):

  • La necessità di usare test standardizzati prove che virtualmente non risentono dell’effetto sperimentatore. Test la cui somministrazione può essere oggettiva. Dovrebbero essere standardizzati su popolazioni ampie e ben stratificate.
  • Carattere evolutivo caratterizzano lo sviluppo di un individuo e sono presenti nell’intero arco della vita;
  • La diversa espressività del disturbo può cambiare molto nelle diverse fasi evolutive dell’abilità in questione;
  • La quasi costante associazione ad altri disturbi (comorbilità): fatto che determina la eterogeneità dei profili funzionali e di espressività con cui i DSA si manifestano;
  • Il carattere neurobiologico delle anomalie processuali che caratterizzano i DSA: esiste un interazione tra fattori biologici e fattori ambientali;
  • Il DSA deve comportare un impatto significativo e negativo per l’adattamento scolastico e/o per le attività della vita quotidiana. Evoluzione normativa sui DSA: Legge 104 (1992) Circolari e note ministeriali (2004-2009) Normativa di riferimento regionale Legge 170 (2010): - Disturbo della lettura: Accuratezza e velocità (dislessia evolutiva); -Disturbo della Scrittura: Componente motoria (disgrafia) e Componente linguistica (disortografia); -Disturbo del calcolo: Conoscenza numerica e Procedure e/o Calcolo.

Tre sotto-categorie:

  1. Disabilità;
  2. Disturbi evolutivi specifici, riguardano “affezioni” ovvero alterazioni funzionali, a cui appartengono: ■ DSA; ■ Area verbale: Disturbi specifici del linguaggio o bassa intelligenza; ■ Area non verbale: Disturbo della coordinazione motoria, Disturbo non verbale, disprassia o bassa intelligenza non verbale; ■ (^) Disturbi dello spettro autistico lieve; ■ ADHD; ■ FIL (Funzionamento Intellettivo Limite o disturbo evolutivo specifico misto). Questi disturbi si caratterizzano per cambiamenti significativi nella manifestazione dei sintomi in relazione all’età, vale a dire che l’espressione del disturbo si modifica in relazione al livello di compromissione della funzione e all’età.

scritta. Alcuni studi trovano che la prematurità e il peso molto basso alla nascita come l’esposizione prenatale alla nicotina aumentano il rischio di learning disabilitis in tutti i domini accademici. Criterio della discrepanza e QI:

  • L’associazione tra i deficit cognitivi e la dislessia è probabilistica, non deterministica, ciò significa che un clinico non può utilizzare un profilo cognitivo specifico per escludere/confermare una diagnosi di dislessia;
  • Non fornisce informazioni rispetto all’intervento, ai bisogni e alle priorità.