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difficoltà e disturbi di comprensione del testo, Sintesi del corso di Disturbi dell'Apprendimento

Riassunto integrato con slide, libro e lezioni frontali

Tipologia: Sintesi del corso

2017/2018

Caricato il 21/07/2018

marco-varegliano
marco-varegliano 🇮🇹

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Difficoltà e disturbo di comprensione del testo:
I bambini con disturbo di comprensione del testo presentano delle buone competenze
a livello fonologico, quindi non hanno problemi nella decodifica, mentre faticano a
capire e ad elaborare ciò che leggono, in presenza di adeguate abilità cognitive
generali. Il profilo del DCT è stato meno studiato, e ancora non è riconosciuto come
differente da altre condizioni in cui i problemi riguardano il linguaggio. I manuali
diagnostici come il DSM e l’ICD considerano il disturbo della lettura sia nella
componente di decodifica che in quella di comprensione del testo, in altre parole la
presenza di un problema in una delle due componenti o in entrambe viene ricondotta
alla stessa categoria diagnostica. La riconoscibilità del DCT è ancora limitata e
rappresentano all’incirca il 2% della popolazione scolastica.
Il disturbo di comprensione è un disturbo specifico? La risposta è affermativa, infatti
i criteri utilizzati per l’individuazione di questi bambini all’interno della popolazione
normale prevedono che il livello cognitivo generale sia nella norma. Il profilo
cognitivo degli studenti con DCT non è omogeneo.
Il profilo di difficoltà è specifico, in quanto le competenze generali sono nella norma,
ma si potrebbero evidenziare delle debolezze nelle competenze linguistiche generali.
Il disturbo è distinto da dislessia e da altri problemi del linguaggio? Per rispondere a
questa domanda può essere utile far riferimento al modello di lettura di Gough e
Tunmer chiamato Simple View of Reading. Secondo questo modello il livello di
comprensione del testo può essere predetto da due componenti: la decodifica e la
comprensione del linguaggio. Quindi se la capacità di decodificare è uguale a zero
non ci sarà comprensione del testo, cosi come se la comprensione del linguaggio è
pari a zero. La condizione di DCT si differenzia da quella di dislessia e di DSL, in
quanto i processi legati al riconoscimento della parola, o più in generale le
componenti fonologiche del linguaggio, sono preservate. In questo senso il profilo di
DCT sarebbe da considerarsi opposto a quello di dislessia, infatti nel primo caso la
decodifica è adeguata, mentre è penalizzata la comprensione, nel secondo la
decodifica è compromessa con una comprensione adeguata. I criteri di base da
considerare per l’individuazione di un profilo di disturbo di comprensione sono:
1. Buone o adeguate competenze dal punto di vista della decodifica Discrepanza
tra prestazioni alle prove di decodifica e lettura di parole e alle prove di
comprensione del testo;
2. Prestazioni inadeguate in prove di comprensione del testo;
3. Prestazioni scolastiche e deficitarie nelle discipline che richiedono
l’apprendimento a partire da un testo;
4. Assenza di fattori di esclusione per i disturbi specifici dell’apprendimento.
Definizione e modelli in psicologia cognitiva:
La caratteristica principale del disturbo di comprensione del testo (DCT) è la
difficoltà a comprendere in modo adeguato il significato del testo, a fronte di buone
competenze cognitive generali e buone abilità di decodifica.
Non dovrebbero manifestare difficoltà gravi nelle abilità strumentali di lettura,
l’apprendimento della lettura per loro è stato più lento ma non così grave da
giustificare diagnosi di dislessia. La loro difficoltà di apprendimento si pensava fosse
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Difficoltà e disturbo di comprensione del testo:

I bambini con disturbo di comprensione del testo presentano delle buone competenze a livello fonologico, quindi non hanno problemi nella decodifica, mentre faticano a capire e ad elaborare ciò che leggono, in presenza di adeguate abilità cognitive generali. Il profilo del DCT è stato meno studiato, e ancora non è riconosciuto come differente da altre condizioni in cui i problemi riguardano il linguaggio. I manuali diagnostici come il DSM e l’ICD considerano il disturbo della lettura sia nella componente di decodifica che in quella di comprensione del testo, in altre parole la presenza di un problema in una delle due componenti o in entrambe viene ricondotta alla stessa categoria diagnostica. La riconoscibilità del DCT è ancora limitata e rappresentano all’incirca il 2% della popolazione scolastica. Il disturbo di comprensione è un disturbo specifico? La risposta è affermativa, infatti i criteri utilizzati per l’individuazione di questi bambini all’interno della popolazione normale prevedono che il livello cognitivo generale sia nella norma. Il profilo cognitivo degli studenti con DCT non è omogeneo. Il profilo di difficoltà è specifico, in quanto le competenze generali sono nella norma, ma si potrebbero evidenziare delle debolezze nelle competenze linguistiche generali. Il disturbo è distinto da dislessia e da altri problemi del linguaggio? Per rispondere a questa domanda può essere utile far riferimento al modello di lettura di Gough e Tunmer chiamato Simple View of Reading. Secondo questo modello il livello di comprensione del testo può essere predetto da due componenti: la decodifica e la comprensione del linguaggio. Quindi se la capacità di decodificare è uguale a zero non ci sarà comprensione del testo, cosi come se la comprensione del linguaggio è pari a zero. La condizione di DCT si differenzia da quella di dislessia e di DSL, in quanto i processi legati al riconoscimento della parola, o più in generale le componenti fonologiche del linguaggio, sono preservate. In questo senso il profilo di DCT sarebbe da considerarsi opposto a quello di dislessia, infatti nel primo caso la decodifica è adeguata, mentre è penalizzata la comprensione, nel secondo la decodifica è compromessa con una comprensione adeguata. I criteri di base da considerare per l’individuazione di un profilo di disturbo di comprensione sono:

  1. Buone o adeguate competenze dal punto di vista della decodifica Discrepanza tra prestazioni alle prove di decodifica e lettura di parole e alle prove di comprensione del testo;
  2. Prestazioni inadeguate in prove di comprensione del testo;
  3. Prestazioni scolastiche e deficitarie nelle discipline che richiedono l’apprendimento a partire da un testo;
  4. Assenza di fattori di esclusione per i disturbi specifici dell’apprendimento. Definizione e modelli in psicologia cognitiva: La caratteristica principale del disturbo di comprensione del testo (DCT) è la difficoltà a comprendere in modo adeguato il significato del testo, a fronte di buone competenze cognitive generali e buone abilità di decodifica. Non dovrebbero manifestare difficoltà gravi nelle abilità strumentali di lettura, l’apprendimento della lettura per loro è stato più lento ma non così grave da giustificare diagnosi di dislessia. La loro difficoltà di apprendimento si pensava fosse

imputabile ad un deficit cognitivo di carattere generale ma oggi sappiamo che non è così. Vari studi hanno evidenziato che la ricchezza del vocabolario (ampiezza, profondità e recupero) e le competenze morfo-sintattiche sono associate a buone competenze nella comprensione da ascolto e del testo. Walker e Hulme hanno identificato una specifica difficoltà in bambini con DCT nel leggere parole astratte (ad es fortuna, orgoglio); nessuna differenza invece nella lettura di parole concrete; questa difficoltà sembra risiedere in un problema di recupero della rappresentazione della parola: un deficit dunque nel sistema semantico. La letteratura in questo caso ha messo in evidenza che le aree di maggiore difficoltà di questi studenti riguardano: 1 la capacità di fare inferenze; 2 la capacità di individuare gli elementi importanti nel testo e metterli in gerarchia, la difficoltà risiede nel non saper utilizzare gli indizi presenti nel testo che guidano l’individuazione delle informazioni importanti nel testo, come conseguenza il cattivo lettore non riesce a ricostruire una coerenza del significato di ciò che legge; 3 la capacità di controllare il livello di comprensione, individuando anomalie o incongruenze. In tal caso i cattivi lettori tendono a non accorgersi di non aver capito e a non essere in grado di individuare informazioni incongruenti all’interno del testo e della rappresentazione mentale che se ne fanno. Alcune ricerche hanno messo in evidenza delle difficoltà a livello di funzionamento della memoria di lavoro verbale. I cattivi lettori tendono non solo a ricordare un numero inferiore di informazioni rispetto ai lettori senza difficoltà, ma ricordano anche un numero maggiore di informazioni non rilevanti per il compito. Dal punto di vista scolastico i bambini con DCT presentano sufficienti o buone competenze scolastiche (dal punto di vista strumentale), ma nonostante ciò incontrano difficoltà in vari aspetti dell’apprendimento scolastico, come ad esempio matematica, italiano e le materie di studio. Il percorso diagnostico: Uno studente con DCT presenta difficoltà scolastiche piuttosto diffuse, visto che la maggior parte degli apprendimenti passa attraverso la comprensione di testi. Molto pochi di questi studenti giungono ad una valutazione psicodiagnostica e generalmente in fasi avanzate della scolarizzazione. Il percorso diagnostico dovrebbe seguire l’articolazione in due livelli: il primo per individuare la presenza del problema, il secondo per approfondire la natura del disturbo. Valutazione di primo livello: Per l’individuazione di un disturbo specifico di comprensione la valutazione deve prevedere la valutazione: -dell’abilità di decodifica, attraverso una prova di lettura di brano (ad esempio prove Mt per la valutazione della lettura) adatta a livello di scolarità e classe frequentata e/ o una prova di lettura di parole e non parole; -delle competenze cognitive generali attraverso il calcolo del QI utilizzando la forma completa o ridotta della batteria WISC-3; -una prova di comprensione del testo adatta al livello di scolarità e al periodo dell’anno; -comprensione da ascolto effettuata attraverso le prove Q1-VATA e TOR.