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Differenze tra Euripide, Eschilo e Sofocle, Appunti di Letteratura Greca

Differenze tra lo stile di Euripide, Eschilo e Sofocle

Tipologia: Appunti

2019/2020

Caricato il 23/06/2023

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Differenze tra Eschilo, Sofocle ed Euripide
Lo stile
Eschilo usa uno stile complesso e solenne, ricco di espressioni aforistiche e
concise;
Sofocle adotta per lo più un linguaggio medio, che appare semplice, ma in
realtà è molto concettoso;
Euripide è l’unico ad adoperare un linguaggio colloquiale, chiaro ed
immediato, tipico del linguaggio quotidiano.
Tecniche e struttura
In Eschilo sono presenti due attori tragici, dodici coreuti (in quanto il poeta
attribuisce molta importanza al coro) e le trilogie sono legate (ereditarietà
della colpa);
Sofocle inserisce il tritagonista (terzo attore) più tre coreuti e dunque
giungendo a quindici; fa poco ricorso alle divinità e a scene di massa;
Anche la tragedia di Euripide presenta tre attori, il coro ha una funzione
marginale, ricorrono i colpi di scena, e per quanto riguarda le divinità si parla
di deus ex machina
Gli dei
In Eschilo è presente una profonda religiosità: gli dei agiscono all’interno del
sistema, infatti possono avere delle interazioni con gli uomini (sono proprio gli
dei che pongono gli uomini in condizione di sbagliare). Zeus è superiore a tutti
gli altri dei e non viene mai rappresentato sulla scena, ma ad ogni modo tutti
gli dei non vengono mai controbattuti;
Sofocle dice: “Degli dei o bisogna parlarne bene o non bisogna parlarne
affatto.” La divinità è sempre presente moralmente e bisogna rispettarla.
Nella tragedia sofoclea, la volontà degli dei non è chiara, ma lo diventa nel
momento in cui inizia la sofferenza. L’uomo è impotente dinanzi agli dei. Una
figura che assume importanza è l’oracolo;
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Differenze tra Eschilo, Sofocle ed Euripide

Lo stile

 Eschilo usa uno stile complesso e solenne, ricco di espressioni aforistiche e concise;  Sofocle adotta per lo più un linguaggio medio, che appare semplice, ma in realtà è molto concettoso;  Euripide è l’unico ad adoperare un linguaggio colloquiale, chiaro ed immediato, tipico del linguaggio quotidiano.

Tecniche e struttura

 In Eschilo sono presenti due attori tragici, dodici coreuti (in quanto il poeta attribuisce molta importanza al coro) e le trilogie sono legate (ereditarietà della colpa);  Sofocle inserisce il tritagonista (terzo attore) più tre coreuti e dunque giungendo a quindici; fa poco ricorso alle divinità e a scene di massa;  Anche la tragedia di Euripide presenta tre attori, il coro ha una funzione marginale, ricorrono i colpi di scena, e per quanto riguarda le divinità si parla di deus ex machina

Gli dei

 In Eschilo è presente una profonda religiosità: gli dei agiscono all’interno del sistema, infatti possono avere delle interazioni con gli uomini (sono proprio gli dei che pongono gli uomini in condizione di sbagliare). Zeus è superiore a tutti gli altri dei e non viene mai rappresentato sulla scena, ma ad ogni modo tutti gli dei non vengono mai controbattuti;  Sofocle dice: “Degli dei o bisogna parlarne bene o non bisogna parlarne affatto.” La divinità è sempre presente moralmente e bisogna rispettarla. Nella tragedia sofoclea, la volontà degli dei non è chiara, ma lo diventa nel momento in cui inizia la sofferenza. L’uomo è impotente dinanzi agli dei. Una figura che assume importanza è l’oracolo;

 Secondo Euripide, invece, non si può parlare di qualcosa che non ha una spiegazione. Gli dei sembrano delle maschere e servono solo da espedienti drammaturgici utili per sciogliere situazioni intricate.

L’uomo e il suo destino

 Per Eschilo l’uomo supera i propri limiti e commette una colpa ( υβρίς ) che verrà scontata da lui e dalla sua stirpe. Sono gli dei a porre gli uomini in condizione di sbagliare, ma l’uomo compie l’azione ingiusta autonomamente e di conseguenza si deve adeguare al destino;  In Sofocle l’uomo soffre per il volere incomprensibile degli dei. Ha una visione pessimistica del rapporto tra volontà e necessità. L’uomo è artefice della propria vita ma è limitato dal destino. L’uomo ha la possibilità di riscattarsi solo grazie alla divinità;  Nella fase iniziale della sua carriera poetica, Euripide lascia che le ragioni dei suoi personaggi determinino e sciolgano gli eventi. Il successo e la rovina sono il risultato dell’agire umano: l’uomo deve trovare in sé, mediante una ricerca razionale, la forza di reagire (Euripide si sofferma dunque, sulla comprensione e su superamento del dolore in seguito a una ricerca razionale). Nella fase finale l’uomo di Euripide è come una marionetta che agisce secondo il volere del caso (τυχη).

I personaggi

 I personaggi di Eschilo sono prevalentemente statici, non sono tutti eroi ma hanno tutti delle caratteristiche superiori all’umano, il loro carattere viene affidato alle azioni compiute sulla scena;  Di contro i personaggi sofoclei sono dinamici: prendono coscienza dal proprio destino e maturano, sono in continua lotta con il fato e vengono travolti da forti conflitti. Prevale un nuovo eroismo: solitudine scaturita dalla consapevolezza, non hanno nessuna incertezza nemmeno dinanzi alla morte;  I personaggi di Euripide sono presi nella quotidianità e l’eroe tradizionale risulta mediocre, meschino, debole; le donne assumono a funzione di vere e proprie eroine in continuo conflitto interiore.