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Differenze tra lo stile di Euripide, Eschilo e Sofocle
Tipologia: Appunti
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Eschilo usa uno stile complesso e solenne, ricco di espressioni aforistiche e concise; Sofocle adotta per lo più un linguaggio medio, che appare semplice, ma in realtà è molto concettoso; Euripide è l’unico ad adoperare un linguaggio colloquiale, chiaro ed immediato, tipico del linguaggio quotidiano.
In Eschilo sono presenti due attori tragici, dodici coreuti (in quanto il poeta attribuisce molta importanza al coro) e le trilogie sono legate (ereditarietà della colpa); Sofocle inserisce il tritagonista (terzo attore) più tre coreuti e dunque giungendo a quindici; fa poco ricorso alle divinità e a scene di massa; Anche la tragedia di Euripide presenta tre attori, il coro ha una funzione marginale, ricorrono i colpi di scena, e per quanto riguarda le divinità si parla di deus ex machina
In Eschilo è presente una profonda religiosità: gli dei agiscono all’interno del sistema, infatti possono avere delle interazioni con gli uomini (sono proprio gli dei che pongono gli uomini in condizione di sbagliare). Zeus è superiore a tutti gli altri dei e non viene mai rappresentato sulla scena, ma ad ogni modo tutti gli dei non vengono mai controbattuti; Sofocle dice: “Degli dei o bisogna parlarne bene o non bisogna parlarne affatto.” La divinità è sempre presente moralmente e bisogna rispettarla. Nella tragedia sofoclea, la volontà degli dei non è chiara, ma lo diventa nel momento in cui inizia la sofferenza. L’uomo è impotente dinanzi agli dei. Una figura che assume importanza è l’oracolo;
Secondo Euripide, invece, non si può parlare di qualcosa che non ha una spiegazione. Gli dei sembrano delle maschere e servono solo da espedienti drammaturgici utili per sciogliere situazioni intricate.
Per Eschilo l’uomo supera i propri limiti e commette una colpa ( υβρίς ) che verrà scontata da lui e dalla sua stirpe. Sono gli dei a porre gli uomini in condizione di sbagliare, ma l’uomo compie l’azione ingiusta autonomamente e di conseguenza si deve adeguare al destino; In Sofocle l’uomo soffre per il volere incomprensibile degli dei. Ha una visione pessimistica del rapporto tra volontà e necessità. L’uomo è artefice della propria vita ma è limitato dal destino. L’uomo ha la possibilità di riscattarsi solo grazie alla divinità; Nella fase iniziale della sua carriera poetica, Euripide lascia che le ragioni dei suoi personaggi determinino e sciolgano gli eventi. Il successo e la rovina sono il risultato dell’agire umano: l’uomo deve trovare in sé, mediante una ricerca razionale, la forza di reagire (Euripide si sofferma dunque, sulla comprensione e su superamento del dolore in seguito a una ricerca razionale). Nella fase finale l’uomo di Euripide è come una marionetta che agisce secondo il volere del caso (τυχη).
I personaggi di Eschilo sono prevalentemente statici, non sono tutti eroi ma hanno tutti delle caratteristiche superiori all’umano, il loro carattere viene affidato alle azioni compiute sulla scena; Di contro i personaggi sofoclei sono dinamici: prendono coscienza dal proprio destino e maturano, sono in continua lotta con il fato e vengono travolti da forti conflitti. Prevale un nuovo eroismo: solitudine scaturita dalla consapevolezza, non hanno nessuna incertezza nemmeno dinanzi alla morte; I personaggi di Euripide sono presi nella quotidianità e l’eroe tradizionale risulta mediocre, meschino, debole; le donne assumono a funzione di vere e proprie eroine in continuo conflitto interiore.