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Il documento tratta dei tre poeti: Eschilo, Sofocle ed Euripide, in particolare delle loro produzioni.
Tipologia: Schemi e mappe concettuali
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Eschilo (drammaturgo) 525 a.C. Eleusi (più a nord di Atene) - 456 a.C. (Gela,Sicilia Magna Grecia). Combatte nelle guerre persiane (499-479 a.C.): greci contro l’impero persiano che tentava di occupare la Grecia. Eschilo si muoveva tra Atene e Magna Grecia. Lo ricordiamo per: -l’introduzione del deuteragonistés (secondo attore); -parti corali molto estese (tipica della tragedia più antica) + attori non recitavano tanto → forte legame con ciò che accade negli episodi, da cui si trae spunto per riflessioni di carattere etico e morale -l’invenzione di vocaboli nuovi, creati combinando o usando parole diverse (con il passare del tempo nessuno capiva) -concezione tradizionale della divinità: tutto ciò che avviene nel mondo umano, avviene per una volontà divina a cui non ci possiamo sottrarre. Temi: porta sulla scena avvenimenti di critica contemporanea / Valori democratici
Libertà, progresso e tirannide ● Prometeo: egli ruba il fuoco (progresso tecnico) per donarlo agli uomini (-->rendersi autonomi rispetto al potere divini) Zeus lo fa incatenare da Efesto (con l’aiuto di Kratos: il potere/ Bia: la forza) e come punizione un falco gli mangia continuamente il fegato. Rapporto tra libertà e tirannide (tragedia dove l’elemento forte sono i discorsi di tipo sofistico)
Sofocle: Colono (Atene) 497/496 a.C. - Atene 406 a.C. Attraversa tutto il 5 secolo e come Eschilo è coinvolto dagli avvenimenti della città (guerra del Peloponneso) → partecipa attivamente alla vita della polis, vive nell’Atene governata da Pericle (uno dei più importanti tiranni→ non assume ancora una connotazione negativa, bensì tiene le redini del governo della città). 442: nominato stratego (comandante militare): figura chiave in quanto stabiliva i piani di guerra; 412: probulo: consigliere anziano. Sul piano drammaturgo introduce alcune innovazioni tra cui la scenografia (non equivalente a quello che intendiamo noi / Aristotele non ci spiega in che cosa consistesse);
● Ippolito (428 a.C.): figlio di Teseo e della regina delle Amazzoni, Ippolito si dedica alla caccia e disdegna l’amore. Di lui s’innamora Fedra, moglie di Teseo e dunque sua matrigna. Rifiutata da Ippolito e tormentata dalla vergogna, Fedra si uccide accusando per iscritto Ippolito di averla violentata. Teseo uccide Ippolito. Solo dopo scopre la verità da Artemide che interviene ex machina. Nel mondo greco prevale l’oralità / scrittura vista con diffidenza→ inganna. Guerra ● Troiane (415 a.C.): La città di Troia è distrutta, gli uomini sono uccisi e le donne prese dai Greci come schiave o concubine. Si accende un alterco tra Ecuba, madre di Paride Alessandro e moglie del re di Troia Priamo, ed Elena, che aveva tradito Menelao per Paride, dando luogo alla guerra. Ecuba sostiene che Elena sia causa della guerra ed Elena ribatte con argomentazioni pretestuose (se Ecuba non avesse partorito Paride, Elena non lo avrebbe mai seguito) =Sofistica: arte della retorica sofista: emerge la sua pericolosità ● Fenicie (410 a.C. c.a.): Giocasta (che in questa versione del mito dopo l’accecamento di Edipo non si uccide) cerca di riappacificare i figli Eteocle e Polinice, in lotta per la conquista della città di Tebe. Ella però resta inascoltata e i figli, accecati dalla sete di potere, si uccidono Spettacolarizzazione del mito ● Oreste: Oreste ha ucciso la madre Clitemestra per vendicare la morte del padre Agamennone ed è tormentato dalle Erinni (senso di colpa). Il popolo di Argo lo condanna a morte. Nemmeno lo zio Menelao gli presta soccorso. Oreste organizza con la sorella Elettra e con l’amico Pilade un attentato a Elena, che però sparisce magicamente. Interviene Apollo ex machina che preannuncia l’assoluzione di Oreste da parte di un tribunale di soli dei e la sua reintegrazione come re. Oreste sconta la sua pena purificandosi, poi viene assolto e reintegrato. [utilizzo mechane per impressionare il pubblico] Irrazionalità ● Baccanti: Penteo, re di Tebe, nega la natura divina di Dioniso. Il dio, allora, mostra la sua natura divina infondendo la follia bacchica (Bacco è un altro nome di Dioniso) nelle donne di Tebe, che, riunite sul monte Citerone, compiono riti prodigiosi. Penteo, che non sa di essere ispirato dal dio, si veste da donna per spiare le baccanti, tra le quali vi è anche la madre Agave, lo scoprono e lo uccidono facendolo a pezzi. Dioniso appare ex machina riportando la normalità e spiegando di aver punito chi non credeva nella sua natura divina.