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Sintesi tragedia di Eschilo, Sofocle ed Euripide contenente caratteri generali della tragedia, descrizione dei personaggi, delle divinità e della struttura
Tipologia: Sintesi del corso
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Nasce nel 525 a Eleusi e tra il 499 e il 496 a.C. partecipa al suo primo concorso tragico. Combatte nelle battaglie di Maratona (490), Salamina (480) e forse a Platea (479) OPERE compone tra le 70 e le 90 opere drammatiche---ne rimangono solo 7 tragedie e 5 drammi satireschi e 70 titoli in condizioni frammentarie---Niobe e Mirmidoni LA TRAGEDIA -Vuole unire le idee della collettività e quelle individuali e mettere in scena le dinamiche del reale -l’interazione tra azione umana e sanzione giudiziaria è fondamentale -concepisce due tipi di giustizia— Themis , la giustizia naturale, una norma immutabile e fondata | |_ Dike , la giustizia dialettica, la norma giudiziaria |l’assassinio compiuto da Oreste le mette in contrasto |è contrario alla legge della natura ma rientra nella giustizia perché è una vendetta legale |_paradosso tra atto non legittimo compiuto in nome della giustizia
|-conoscenza tramite sofferenza |-le azioni ingiuste provocano sofferenza, che a sua volta porta alla conoscenza | |-prima di sperimentare il male dato da un’azione non la si può vedere come sbagliata | |si può comprendere la causa di un male solo dopo che si è verificato |Serse capisce il suo errore solo dopo aver fallito **-IL FATO** -l’uomo è in balia del fato----perché all’origine di ogni decisione vi è un disegno preordinatore degli eventi che portano l’uomo all’errore -personificato dalle Moire -il suo potere costituisce la rappresentazione sostanziale della necessità e la forza che muove il cosmo -la volontà degli dèi non può cambiarla----il fato stabilisce l’avvio e l’esito degli eventi |Zeus ne controlla lo svolgimento |è superiore agli altri dèi->non viene mai rappresentato | in scena-sinonimo di una visione trascendentale della divinità
|-il folle annebbiamento dell’intelletto prodotto dalla divinità |-porta l’uomo ad agire ingiustamente La tragedia ruota intorno a tre elementi la celebrazione del potere divino, incarnato da Zeus rapporto tra colpa e pena, alla ricerca di una valutazione della giustizia attualizzazione del mito
|-l’uomo che vi cade è predisposto a commettere l’errore fatale—gli dèi mettono la condizione di errare ma è l’uomo che compie l’azione |-porta alla ubris—es, nei Persiani Serse aggioga l’Ellesponto |-reca la sofferenza come punizione |_dopo di essa c’è il dolore e l’uomo capisce il suo errore |-può esserci una colpa originaria che grava sulla famiglia—es. Atridi nell’Orestea |->ereditarietà delle colpe |-la tragedia è un avvicendarsi di colpe ed espiazione |_si può espiare la colpa originaria-es. Oreste non viene condannato I PERSONAGGI -Statici, non vi è analisi della loro psicologia -non conoscono la lacerazione del dubbio ma l’angoscia dell’agire -Figure straordinarie e vicine a una concezione tradizionale di eroe—eccezione di Prometeo che è più vicino agli dèi, data la parentela con Zeus -Devono sottostare alla colpa del ghenos , che influenza le loro vite e le loro azioni STRUTTURA -Il coro è composto da 12 coreuti e ha ampio spazio di azione, in quanto riporta l’antefatto nel prologo e porta avanti la riflessione sugli eventi -Due attori
o Assume un ruolo fondamentale il concetto di colpa, nel cui ambito si colloca qualsiasi forma di eccesso. Sfugge, però, una definizione univoca, tanto da arrivare a ipotizzare nella stessa persona la tragica coincidenza di colpa e innocenza. Talvolta i personaggi possono essere riscattati dagli dèi o L’uomo sofocleo si caratterizza anche per il conflitto che lo oppone all’ambiente circostante e ne acuisce la disperata a risoluta solitudine. Tale conflitto si manifesta nella contrapposizione di scelte e di sentimenti che anima i personaggi sulla scena. Il contrasto tra le scelte estreme e la debolezza risulta tanto più efficace quando tocca questioni come la gestione del potere, il rispetto per i morti o l’amore per i famigliari. o Mettendo in scena comportamenti che non indulgono a compromessi ne mostrano incertezze, Sofocle conferisce ai suoi personaggi la levatura della solitudine che nasce dalla consapevolezza della loro diversità. L’eroismo dei personaggi sofoclei si realizza dunque nell’individualità e nella solitudine DIVINITÀ o Non compaiono mai sulla scena se non nel prologo dell’Aiace, in cui Atena si presenta come una dea vendicativa, facendo intuire che è inutile cercare in Sofocle un dio rassicurante e protettore o La divinità è una presenza costante, che richiede rispetto indiscusso e che si manifesta attraverso il destino e comunica attraverso l’oracolo. La sua volontà non è immediatamente comprensibile poiché tra divinità e uomo vi è la categoria dell’ambiguità, che accentua la solitudine umana. Molti versi sono perciò pervasi da un profondo sentimento religioso o L’incertezza che domina la vita degli uomini è evidente anche negli oracoli e nella loro ambiguità. Vi sono Tiresia, Calcante e l’oracolo di Zeus. Non seguono il procedimento della ragione ma dei percorsi propri, lasciando spazio alla speranza e all’errore umano e diventano chiari solo quando si realizzano. L’uomo cade in rovina proprio quando pensa di trionfare o Edipo è esemplare da questo punto di vista. Nella sua storia le coppie ossimoriche innocenza/colpa e inconsapevolezza/consapevolezza hanno una dimensione eccezionale o IL Dio è misura di tutte le cose. In questa visione Sofocle contrasta il contesto dell’Atene periclea e il messaggio di antropocentrismo del sofismo. Sofocle esalta la grandezza degli uomini ma riconosce i loro limiti o Fa uno scarso ricorso alla rappresentazione in scena delle divinità, delle scene di massa e del deus ex machina Le tragedie hanno ambientazioni poco quotidiane, quali regge e solo in un’occasione un bosco sacro. Questo non impedisce però il dibattito politico, anzi garantisce una rassicurante distanza tra realtà politica e dibattito scenico. Il mondo mitico offre ai cittadini la possibilità di immaginarsi in un ambiente al di fuori del dibattito politico ma, con la rappresentazione, sulla scena il dibattito diventa parte integrante. Sofocle è quindi un testimone attento che è capace di trasfigurare nelle vicende mitiche le questioni di vasta portata che si pongono a una polis democratica con aspirazioni imperialistiche. Per questo, le tematiche affrontate acquistano una valenza che travalica la scena ateniese e assumono un significato rinnovato nel tempo. Alcune tragedie presentano una struttura a dittico, che implica una doppia vicenda tragica e un doppio personaggio tragico Le scelte espressive prevedono la rhesis, l’interazione tra personaggi che mettono in mostra la dimensione psicologica dell’eroe sofocleo L’ironia tragica percorre le opere sofoclee: il poeta sfrutta la notorietà dei miti per creare un contrasto tra l’inconsapevolezza dei personaggi e la consapevolezza degli spettatori, dando una doppia valenza alle parole pronunciate e un effetto pregnante.
Nasce nel 480 e partecipa agli agoni per la prima volta nel 456. Ha un rapporto problematico con il pubblico ateniese—i suoi contemporanei non condividono le critiche nei confronti della cultura e società ateniese e la ricerca interiore solitaria
Secondo la tradizione compose 92 drammi---ne sono giunti solo dieci e numerosi frammenti Scrisse anche drammi satireschi—tra cui il Ciclope ---il protagonista è già noto e Teocrito lo riprende per un idillio VISIONE DEL MONDO -vuole ricondurre il tono tragico a un livello comprensibile per il pubblico |_i sentimenti e le passioni sono umani e vi ci si può rispecchiare senza rimanere stordito da un universo infinitamente superiore -il contesto è riportato a un livello di normalità |il successo e la rovina sono risultati dell’agire umano e di una decisione autonoma | non c’è intervento divino -attinge al mito ma lo svuota di ogni valore assoluto e paradigmatico |_usa il mito come insieme di fatti di cronaca