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diritto bancario ecampus prof. abuy awwad amai
Tipologia: Panieri
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Lezione 002 DIRITTO BANCARIO (9 CFU) - Paniere svolto completo Docente: Abu Awwad Amai
un rilievo formale
detta alcune disposizioni sui contratti fra banca e cliente
soddisfa interessi metaindividuali
è un'impresa commerciale
capacità di agire
è un'impresa speciale
ha affrontato il problema della disciplina dell'attività bancaria alla fine degli anni '
hanno assunto un rilievo decrescente nel sistema politico, economico, giudiziario dei diversiordinamenti
NON significa comunque che l’imprenditore è assimilabile a qualunque individuo che NON eserciti un’attività d’Impresa
è rilevante nella disciplina del fenomeno bancario Lezione 003
è una branca autonoma del diritto che ha per oggetto lo studio dell'attività bancaria
è imprescindibile sia lo studio delle fonti nazionali che sovranazionali
è il contratto più diffuso nell'attività bancaria pur non essendo assimilabile al contratto di deposito ordinario
presuppone che le banche acquistino risorse mediante la stipulazione di contratti con i risparmiatori
un settore dell'economia che consente il trasferimento di risorse accumulate da soggetti risparmiatori a soggetti imprenditori
sono i soggetti privati che decidono di NON spendere tutto ciò che guadagnano
possono partecipare alla vita delle imprese mediante la sottoscrizione di azioni o quote
possono sia concedere prestiti che ricevere depositi
l'istituto bancario acquisisce la proprietà di una somma di denaro dietro il pagamento di una cifra calcolata in base ad un determinato tasso di interesse
non esiste un'unica tipologia contrattualeLezione 004
è stata la prima funzione esercitata dagli istituti bancari;
possono essere utilizzati come moneta
può essere utilizzato anche mediante strumenti di pagamento
possono assolvere anche a funzioni diverse rispetto all'intermediazione, come la funzione monetaria
possono calcolare una quota di denaro che non sarà in ogni caso utilizzata dagli stessi mediante gli strumenti di pagamento
è una delle funzioni che le banche possono esercitare oltre alla funzione monetaria
si verifica ogni qualvolta i soggetti che ricevono denaro dagli imprenditori depositano il denaro pressoistituti bancari
consente alla banca di concedere finanziamenti
ha un ruolo fondamentale nel determinare la quantità di moneta in circolazione
le banche riconosceranno al soggetto privato un interesse;
Gli istituti bancari, oltre ad essere intermediari tra i risparmiatori e i soggetti che necessitano di risorse per svolgere la propria attività, svolgono ulteriori funzioni. ° la funzione monetaria, che è stata la prima funzione esercitata dagli Istituti bancari. Il contratto di deposito bancario conferisce al risparmiatore il diritto a richiedere la restituzione immediata del denaro ceduto alla banca. Il denaro depositato presso le banche, verrà utilizzato dalle stesse per concedere prestiti, dando così vita ad un processo di moltiplicazione dei depositi. ° la funzione di liquidità, in quanto, lebanche, mediante il deposito di somme, consentono ai risparmiatori di porre in essere un investimento.Quale corrispettivo del deposito, le banche solitamente riconosceranno ai risparmiatori un interesse. ° La riduzione dei costi di transazione nella valutazione delle iniziative imprenditoriali.
nel periodo medioevale
ha origini molto antiche, tanto che le prime operazioni bancarie si registrano già nel periodo babilonese
vi furono l'accettazione di depositi e i pagamenti di merci tramite monete
potevano accettare depositi in denaro in cambio di interessi
erano soggetti giuridici che esercitavano un'attività più complessa rispetto ai monti di pietà;
che lo scambio della moneta NON avvenisse direttamente ma soltanto tramite l'iscrizione in registri contabili
si diffuse nel cinquecento nonostante l'espresso divieto della legge canonica
nel cambiare la valuta estera con la valuta locale
gli enti religiosi
mercanti
A partire dal XII secolo, si comincia a registrare una sempre maggiore diffusione di mercanti specializzati in operazioni finanziarie come la concessione di crediti al fine di consentire il differimento dei pagamenti. Nel medioevo si sviluppò una prima significativa attività bancaria. In un primomomento tale attività era esercitata da Enti religiosi e consisteva prevalentemente nella concessione di prestiti grazie ai proventi derivanti dalla gestione di beni immobiliari. In detto contesto, infatti, le attività finanziarie rivestivano un ruolo marginale. La diffusione delle attività finanziarie avvenne soprattutto grazie all’attività dei mercanti che lavoravano, soprattutto nellegrandi città, con capitali propri e solo in misura minore con capitali derivanti dai depositi effettuati. I “ cambiavalute ” erano soggetti che, soprattutto in periodi di crisi, offrivano il cambio di valute estere conmoneta locale e, applicando determinate tariffe per tali servizi, arrivavano a guadagnare cifresignificative. Nel XVI secolo, accanto alla ’ ttività dei mercanti, fu particolarmente significativo il ruolo assolto da soggetti privati che prestavano denaro in cambio di interessi. In detto periodo va registrataanche la nascita dei monti di pietà: istituzioni che effettuavano prestiti dietro pegno. Lezione 008
potevano essere anche inferiori rispetto al valore dei titoli emessi in circolazione
si sviluppa soprattutto grazie all'attività degli istituti di emissione
il diritto di ricevere una cifra pari a quella riportata nel titolo
si trasferisce in un titolo bancario il potere di acquisto derivante dal deposito
industria: ha visto sempre un maggiore rafforzamento
mirava ad evitare che gli istituti bancari potessero trovarsi in uno stato di illiquidità ed insolvenza 3. Ilruolo di tutela del risparmio venne affidato principalmente: ad un Comitato di Ministri
sempre maggiori poteri, pur restando in vigore la legge del 1936
deve alla legge bancaria del 1936
fu emanata per far fronte alla crisi del 1929
nascita di nuovi soggetti e di nuovi mezzi di risparmio
l'irrogazione delle prime sanzioni a carico di imprese che avevano costituito un cartello
era devoluto all'Ispettorato per la difesa del risparmio e per l'esercizio del credito
venne emanata con lo scopo precipuo di abbattere le differenze normative tra i diversi Stati
Nel 1936 venne emanata una nuova legge bancaria che rimase inalterata fino al 1993, quando nacque il Testo Unico Bancario. La legge era stata emanata per perseguire un obiettivo di stabilità e conlinee guida. Inoltre, serviva per dare allo Stato un controllo globale sul mercato finanziario. Il periodosuccessivo che va dagli anni ’40 agli anni ’90, si caratterizza per la rigida difesa del principio diseparatezza tra banche e industria (art. 41). Negli anni settanta, si sentì la ncessità di modificare leregole del sistema bancario. Infatti si cominciò a registrare la nascita dei prodotti finanziari e dei nuovi servizi di investimento. Si registrarono anche Antitrust, Consob e Covip. La trasformazione avviene per mezzo della legge 30 luglio 1990 n. 218. Trattto di Maastricht 1992. TestoUnico 1993. Tutela risparmio 2005. Market Abuse 2006. Recep Mifid 2007. Lezione 011
subì una battuta di arresto per effetto della trasformazione della Banca pubblica
la Banca pubblica da Ente pubblico si trasformò in Società per Azioni
era fondata sulla durata delle operazioni di provvista
fu emanata nell'ambito della privatizzazione degli Enti pubblici bancari
sono due modelli diversi
ha esteso il proprio intervento ad alcuni settori finanziari
il d.lgs.231 del 2007 ha cercato di evitare che potessero essere investiti in operazioni bancarie proventi di attività criminose
è stata sempre rafforzata dalla normativa nazionale ed europea
ha rivoluzionato la normativa bancaria
che gli Enti creditizi avrebbero potuto porre in essere attività finanziarie
Vedi risposta lezione 10 Lezione 012
erano: le regioni a statuto speciale
sono entrambi rappresentativi della sussistenza di un deposito bancario
sono attualmente lo strumento più diffuso per la raccolta del risparmio
deposito bancario
ha un ruolo sempre più significativo in tempi recenti
è generalmente al Centro dell'attività di un istituto bancario
Le obbligazioni rappresentano la forma alternativa di raccolta del risparmio più diffusa nel mercato italiano. In seguito all’emanazione del TUB, ogni Istituto bancario ha la possibilità di emettere obbligazioni. È tuttavia fondamentale distinguere tra le obbligazioni emesse dalle società disciplinate dalla ’ rt. 2410 c.c. Ciò in quanto è direttamente la legge a prevedere che alle obbligazioni bancarie non si applichi gran parte delle norme previste per quelle emesse dalle società. Le obbligazioni bancarie possono essere sicuramente definite come titoli rappresentativi di un debito e sono, pertanto, annoverabili tra i titoli di credito. Si tratta di titoli per cui è prevista una durata minima pertanto le obbligazioni bancarie sono annoverate tra i titoli di credito a medio/lungo termine.
I buoni fruttiferi e i certificati di deposito sono titoli rappresentativi della sussistenza di un deposito bancario. Il TUB disciplina un’ampia possibilità di emettere titoli rappresentativi di depositi. Peraltro, nella prassi gli unici titoli che concretamente vengono emessi sono proprio i buoni fruttiferi ed i contratti di deposito. Per entrambe le tipologie dei titoli in questione (: buoni fruttiferi e certificati di deposito), è previsto un limite massimo di durata pari a 5 anni, essendo gli stessi emessi sulla base di un rapporto individuale che, nella maggioranza dei casi, è a breve termine.
Operazione che comporta la vendita di una determinata quantità di titoli con il contemporaneo riacquisto entro un termine prestabilito di un pari quantitativo di titoli della stessa specie da parte della medesima controparte ad un prezzo stabilito. Tale operazione è la conclusione di due contratti distinti con effetto simile (anche se non identico) a quello del contratto di riporto, disciplinato dal codice civile, art. 1548.
Le obbligazioni rappresentano la forma alternativa di raccolta del risparmio più diffusa nel mercato italiano. In seguito all’emanazione del TUB, ogni Istituto bancario ha la possibilità di emettere obbligazioni. È tuttavia fondamentale distinguere tra le obbligazioni emesse dalle società disciplinate dall’art. 2410 c.c. Ciò in quanto è direttamente la legge a prevedere che alle obbligazioni bancarie non si applichi gran parte delle norme previste per quelle emesse dalle società. Le obbligazioni bancarie possono essere sicuramente definite come titoli rappresentativi di un debito e sono, pertanto, annoverabili tra i titoli di credito. Si tratta di titoli per cui è prevista una durata minima pertanto le obbligazioni bancarie sono annoverate tra i titoli di credito a medio/lungo termine.
I buoni fruttiferi e i certificati di deposito sono titoli rappresentativi della sussistenza di un deposito bancario. Il TUB disciplina un’ampia possibilità di emettere titoli rappresentativi di depositi. Peraltro, nella prassi gli unici titoli che concretamente vengono emessi sono proprio i buoni fruttiferi ed i contratti di deposito. Per entrambe le tipologie dei titoli in questione (: buoni fruttiferi e certificati di deposito), è previsto un limite massimo di durata pari a 5 anni, essendo gli stessi emessi sulla base di un rapporto individuale che, nella maggioranza dei casi, è a breve termine.
Il contratto tipico per la raccolta del risparmio è, il contratto di deposito bancario. Già dalla metà degli anni ’ gli Istituti bancari iniziarono a raccogliere il risparmio con modalità diverse rispetto al contratto di deposito. In particolare, si vuol e fare riferimento all’emissione di titoli come i certificati di deposito e i buoni fruttiferi. Oltre ai contratti di deposito, pronti contro termine, certificati, buoni del tesoro, obbligazioni.
Abbiamo diversi modelli negoziali per la raccolta del risparmio, rappresentati in larga parte dai titoli di credito. Nel diritto dei contratti si è, infatti, registrato un ricorso sempre maggiore ai contratti atipici. Detti contratti si sono spesso dimostrati essenziali per trovare un migliore contemperamento dei diversi interessi delle parti contrattuali a fronte delle nuove esigenze da soddisfare nella realtà empirica.
L’attività di intermediazione creditizia può essere esercitata con diverse forme contrattuali ciascuna delle quali può essere riferita all’attività di raccolta del risparmio o dell’esercizio del credito. Il contratto tipico per la raccolta del risparmio è il contratto di deposito bancario. Peraltro, già dalla metà degli anni ’70 gli istituti bancari iniziarono a raccogliere il risparmio con modalità diverse rispetto al contratto di deposito. In particolare, si vuole fare riferimento all’emissione di titoli come i certificati di deposito e i buoni fruttiferi. Gli strumenti più diffusi per laraccolta del risparmio sono: - i contratti di deposito; - i pronti contro termine; - i buoni fruttiferi; - icertificati di deposito; - le obbligazioni. Lezione 014
rientra nell'attività di intermediazione;
somma di denaro sono: i contratti di credito
prevede solo una formula ampia che può dar vita a diverse interpretazioni
sono strettamente legati, dato che la banca prima di concedere l'erogazione di un credito dovrà verificarel'entità delle somme depositate
le parti possono fissare liberamente gli interessi seppur nel limite fissato dall'ordinamento
è disciplinato dal TUB
Il contratto di leasing operativo prevede la concessione di beni strumentali all’attività di impresa (sipensi a macchinari particolarmente costosi) dietro il pagamento di un prezzo e per un periodo di tempo inferiore al tempo di vita del bene oggetto del contratto. I canoni del contratto di leasing operativo sono generalmente commisurati al valore d’uso del bene, oltre che all’entità dei servizicollaterali (ad esempio, la manutenzione) che il concessore solitamente presta. Il leasing operativo,almeno nella generalità dei casi e salve caratteristiche tipiche delle singole pattuizioni, non è suscettibiledi essere posta in essere dalle banche.
Le attività reali sono tutte quelle aventi ad oggetto beni tangibili o che, in ogni caso, possono formare, ai sensi dell’art. 810 c.c., oggetto di diritti. Anche tali attività hanno ind ubbiamente una parte finanziaria (si pensi al pagamento di un prezzo): tuttavia, è possibile affermare che le operazioni prettamente finanziarie siano quelle in cui entrambe le prestazioni abbiano una natura finanziaria.
Dall’elenco riportato nell’art. 1, comma 2 lett. f), TUB, è possibile evincere quali siano le categorie principali diverse dall’attività di intermediazione. Oltre all’attività di raccolta del risparmio e di erogazione dei crediti, infatti, è possibile individuare come attività finanziarie: - le attività di investimento; - la prestazione di servizi di pagamento.
Tale contratto, da tempo diffuso nei paesi anglosassoni, prevede che un soggetto intermediario acquisti per conto e su istruzioni di un cliente un determinato bene che successivamente formerà oggetto di un contratto di locazione tra l’intermediario ed il cliente stesso. Il leasing finanziario si differenzia da una comune locazione, tra l’altro, perché il cliente al termine del contratto di locazione ha la facoltà di acquistare il bene dietro il pagamento di un prezzo di riscatto. Lezione 016
l'acquisizione di risorse finanziarie da parte della banca mediante la stipula di contratti
di risorse finanziarie tramite trattative personalizzate
resta escluso l'investimento del risparmio in azioni o titoli assimilabili alle medesime, con riferimentoalle quali NON è previsto un obbligo di rimborso
'70 del XX secolo
i risparmi investiti per l'acquisto di azioni e obbligazioni di società anonime erano esclusi dal divieto di raccolta del risparmio
era contemplata già nella legge bancaria del 1936
la raccolta del risparmio tra il pubblico è vietata ai soggetti diversi dalle banche
essere effettuata anche da Imprese e Società industriali
La disciplina dell'impresa bancaria si applica al soggetto “banca" e può esercitare l'attività in questionesolo il soggetto autorizzato a detto esercizio
Anche i soggetti autorizzati all'esercizio dell'attività bancaria da parte della Banca d'Italia
È escluso l’investimento del risparmio in titoli ammissibili alle medesime, dove non vi è obbligo di rimborso. Se si esamina l’art. 11 tub, è possibile comprendere che l’attività di raccolta del risparmio per l’erogazione del credito, se avviene con determinate modalità, è riservata alle banche. È quindi reato, in difetto di autorizzazione, l’esercizio di tale attività se la raccolta avviene con tali modalità “riservate”. Ad es. l’art. 11, comma 2, tub dispone che “la raccolta del risparmio tra il pubblico è vietata ai soggetti diversi dalle banche ”. Resta escluso: - l’investimento del risparmio in azioni o titoli assimilabili alle medesime, con riferimento alle quali non è previsto un obbligo di rimborso.
L’attività bancaria (attività di raccolta del risparmio e di esercizio del credito, che ha carattere d’impresa
tenuto dalle autorità creditizie. Sono iscritti nell’albo tenuto dalle autorità creditizie: - I soggetti autorizzati all’esercizio dell’attività bancaria da parte della Banca d’Italia (art. 14 tub); - Gli intermediari bancari di paesi dell’Unione europea autorizzati come enti creditizi dal proprio ordinamento di appartenenza, in forza del principio del mutuo riconoscimento all’interno dei paesi dell’Unione europea. La disciplina dell’impresa bancaria si applica al soggetto “banca” e può esercitare l’attività in questione solo il soggetto autorizzato a detto esercizio (c.d. disciplina a soggetto).
L’esercizio abusivo dell’attività in difetto di autorizzazione integra un reato (art. 131 tub). In particolare, ai sensi di tale disposizione, “chiunque svolge l’attività di raccolta del risparmio tra il pubblico in violazione dell'art. 11 ed esercita il credito è punito con la reclusione da sei mesi a quattro anni e con la multa da €2.065,00 a €10.329,00 (ex lire quattro milioni a lire venti milioni)”. Ove si esamini l’art. 11 tub, è possibile comprendere che l’attività di raccolta del risparmio per l’erogazione del credito, se avviene con determinate modalità, è riservata alle banche. È quindi reato, in difetto di autorizzazione, l’esercizio di tale attività se la raccolta avviene con tali modalità “riservate”. Ad es. l’art. 11, comma 2, tub dispone che “la raccolta del risparmio tra il pubblico è vietata ai soggetti diversi dalle banche”.
La riserva dell’esercizio dell’attività bancaria era contemplata già nella legge bancaria del 1936 e rispondeva ad un obiettivo di ordine pubblico (: evitare il perpetrarsi di truffe a danno dei piccoli risparmiatori). Solo soggetti autorizzati, sottoposti a controlli pubblici, potevano esercitare l’attività bancaria. La ratio della riserva: è intuitivo che solo un intermediario bancario è in grado di restituire il risparmio che ha formato oggetto di raccolta ad un tasso di rendimento più elevato, perchévi è una valutazione del merito creditizio. L’attività viene esercitata mediante un’organizzazione complessa che utilizza il risparmio raccolto per effettuare investimenti.
In ragione dell’evoluzione dei sistemi finanziari, è emersa l’inadeguatezza dell’ordinamento italiano, soprattutto per i limiti, eccessivamente stringenti, posti per l’accesso al mercato di capitali da parte di imprese industriali. Dagli ‘70 del XX secolo, le Borse valori e i mercati finanziari sono stati oggetto di una regolamentazione e sono state individuate forme di controlli pubblici. Nel 1974: - è stata istituita la Commissione nazionale per le società e la borsa (Consob); - ha formato oggetto di disciplina la sollecitazione del pubblico risparmio; - sono stati imposti obblighi di trasparenza a tutela di investimenticonsapevoli.
Il divieto è ampio e vi si ricomprende: - “acquisizione di fondi con obbligo di rimborso, sia sotto forma di depositi, sia sotto altra forma” nei confronti del pubblico; - l’investimento in strumenti ibridi, perché sussiste un obbligo di rimborso. Sussiste altresì un obbligo di rimborso nelle ipotesi in cui sia desumibile per le caratteristiche dei flussi finanziari collegati all’operazione (ad es. titoli emessi nelle operazioni di cartolarizzazione).
L’attività bancaria (: attività di raccolta del risparmio e di esercizio del credito, che ha carattere d’impresa – art. 10, comma 1, tub) è riservata alle banche (art. 10, comma 2, tub), e cioè i soggetti iscritti in un albo tenuto dalle autorità creditizie. Sono iscritti nell’albo tenuto dalle autorità creditizie: - I soggetti autorizzati all’esercizio dell’attività bancaria da parte della Banca d’Italia (art. 14 tub); - Gli intermediari bancari di paesi dell’Unione europea autorizzati come enti creditizi dal proprio ordinamento di appartenenza, in forza del principio del mutuo riconoscimento all’interno dei paesi dell’Unione europea. La disciplina dell’impresa bancaria si applica al soggetto “banca” e può esercitare l’attività in questione solo il soggetto autorizzato a detto esercizio (c.d. disciplina a soggetto).
Non configurano raccolta del risparmio tra il pubblico: a) l’acquisizione di risorse finanziarie tramite trattative personalizzate; b) l’acquisizione di risorse finanziarie da parte di un’area di soggetti ristretta (numero ridotto o soci o dipendenti della società che effettua la raccolta del risparmio).
dell’art. 47 Cost. vi era l’esigenza di acquisire finanziamenti diretti allo sviluppo del Paese nei settori enelle aree che più necessitavano di investimenti. L’idea era quella di un “governo del credito” in cui l’attività bancaria era concepita in funzione della crescita del sistema economico ed anche per tale ragione doveva essere assoggetta a controlli.
ha introdotto limiti alle attività di investimento che possono essere poste in essere dalle banche commerciali
successivamente al 2000 si è affermato un modello di banca universale
le Investments Banks, che NON potevano esercitare attività di raccolta del risparmio, potevano operarenei mercati mobiliari.
si riconosceva la specialità delle banche
vietava alle banche commerciali l'esercizio di attività di investimento
la banca è un'attività che esercita congiuntamente l'attività di raccolta del risparmio e l'attività di concessione di prestiti.
ente creditizio se è autorizzato
è consentito ad un soggetto banca di concentrare la propria attività in altri settori dell'intermediazione finanziaria diversi dalla raccolta del risparmio per l'erogazione del credito
NON si ha una nozione di ente creditizio analoga a quella dettata a livello europeo