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La parte di diritto commerciale si compone di due aree
- (^) Area relativa al diritto all’impresa - (^) Area relativa al diritto societario Società, Impresa e azienda sono i concerti chiave —> spesso si parla indifferentemente di questi tre concetti, sono usati come sinonimi, ma dal punto di vista giuridico si tratta di concetti diversi tra di loro —> ciascuno di essi si riferisce aut certo aspetto/fenomeno
Non tutte le attività sono qualificabili come impresa giuridicamente parlando È importante stabilire se una certa attività è o non è impresa, perché se è impresa si applica una certa disciplina, in caso contrario non si applica una disciplina in tutto/in parte Si ha un’attività quando risultano una serie di atti finalizzati al raggiungimento di uno scopo —> se è qualificabile come impresa si applicano certe norme —> la qualificazione di un certo fatto è finalizzata al risolvere la questione se a quel fatto si applica o no una certa disciplina o quale disciplina applicare a quel fatto Se l’attività è qualificata come impresa, l’attività si chiama azienda Ci sono casi in cui la società non esercita un’attività d’impresa o esercita un’attività d’impresa senza l’azienda Quando, aperta l’attività, ci sono i presupposti in presenza dei quali una certa attività può essere considerata impresa? L’esame di questo problema ha come conseguenza che, se l’attività è qualificabile come impresa, si deve applicare una certa disciplina, se non lo è la disciplina non è applicabile La disciplina in questione si compone di numerosi profili, tratta molteplici aspetti: dalla necessità di iscriversi nel registro delle imprese, alla tenuta di una certa contabilità d’impresa al regime dell’ala disciplina della concorrenza, alla applicazione di particolari regole contrattuali ecc —> è una disciplina variegata ed eterogenea L’insieme di tutte le norme dell’ordinamento del diritto civile che si applicano all’imprenditore prende il nome di STATUTO DELL’IMPRENDITORE Stabilire se un’attività è o non è impresa è importante perché:
La risposta alla domanda iniziale è fornita dall’ articolo 2082 del Codice Civile, il quale afferma che “è imprenditore chi esercita professionalmente un’attività economica organizzata dal fine delle produzione e dello scambio di beni e servizi” —> questa norma spiega quando un’attività concreta può essere considerata giuridicamente come attività d’impresa Se manca una di queste caratteristiche previste nell’attività, quella determinata attività non è giuridicamente qualificabile come impresa Bisogna quindi vedere se in concreto ricorrono i requisiti previsti dall’articolo 2082 Le caratteristiche che un’attività deve restare per essere qualificata attività d’impresa:
Il concetto di azienda ha un significato diverso da quello che tecnicamente le viene assegnato L’azienda per il diritto è il complesso dei beni strumentali utilizzati dall’imprenditore per l’esercizio dell’attività —> si riferisce sia all’imprenditore persone fisica, sia all’imprenditore non persona fisica (enti, società, associazioni) Questo complesso di beni strumentali si qualifica azienda solo se utilizzato nell’ambito di un’attività imprenditoriale
Normalmente si divide 50/50 ma nell’ambito del trasferimento d’azienda secondo alcuni il peso finale del debito cade sempre sull’acquirente (quindi se il venditore ha pagato il fornitore, può richiedere il rimborso all’acquirente s fil debito risulta dalle scritture contabili), secondo altri il peso finale del debito cade sul venditore (quindi se l’acquirente ha pagato il fornitore, può richiedere il rimborso al venditore) —> si tratta dei problemi delle azioni di regresso nell’ambito delle obbligazioni solidali —> le azioni di regresso aiutano a definire il soggetto sul quale il peso economico finale del debito farà carico alla fine Il fornitore (terzo contraente ceduto) fino al 15/10 aveva come propria controparte il venditore, dal 15/10 in avanti, a causa del subentro automatico dell’acquirente, si ritrova come controparte l’acquirente —> ciò pone un problema di tutela del fornitore, il quale rischia di non essere pagato —> quando il subentro non è automatico serve il consenso del fornitore —> in questo caso invece, il subentro è automatico, quindi non serve il consenso del fornitore —> se non ci fosse la norma 2558 di azienda, il contratto di fornitura non proseguirebbe in automatico tra fornitore e acquirente ma bisognerebbe chiedere consenso al fornitore affinché il contratto prosegua con l’acquirente —> rimane comunque una minima tutela per il fornitore, una tutela più debole che dice che il terzo contraente ceduto (fornitore), avuta notizia del trasferimento dell’azienda, può recedere dal contratto entro tre mesi solo se c’è una giusta causa, una motivazione oggettiva supportata da riscontri concreti Se l’acquirente non vuole proseguire il contratto con il fornitore, lo deve annunciare prima della vendita Per quanto riguarda la clientela, attraverso il divieto di concorrenza, viene preservata e protetta —> chi compra subentra nell’attività in funzionamento e confida nel fatto che non riceverà dal venditore un disturbo sulla prosecuzione del rapporto con la clientela La disciplina del trasferimento d’azienda è pensata con riferimento ai casi normali in cui l’acquirente intende subentrare nell’impresa esercitata dall’alienante senza soluzioni di continuità —> la legge affronta una disciplina idonea a creare i presupposti normativi per questa prosecuzione
proprietaria dell’azienda —> non faccio il contratto di compra-vendita dell’azienda, ma faccio il contratto con i soci della società di vendita delle loro partecipazioni —> per effetto di quest’ultimo contratto subentro nella proprietà della società proprietaria dell’azienda
Bisogna richiamare il concetto di rappresentanza comune che racchiude le norme che regolano i potere di un soggetto i disporre di un patrimonio altrui e agire per conto di un altra persona, vincolando questa persona Per poter essere legittimati a rappresentare qualcuno occorre la procura , ovvero un rato del titolare del patrimonio specificamente specializzato a conferire al terzo il potere di rappresentanza (può essere scritta/orale/per fatti concludenti) La rappresentanza rappresenta una forma rudimentale di organizzazione della propria attività, collaborazione tra soggetti (il rappresentante collabora con il rappresentato nella gestione del patrimonio del rappresentato ed è un’attività di organizzazione) Solitamente fuori dall’impresa, il titolare gestisce il proprio patrimonio da sé (salvo situazioni specifiche) La situazione cambia e si guarda l’ambito dell’attività d’impresa, dove:
Questi collaboratori possono svolgere mansione interne (non venire a contatto con i terzi, non concludere contratti, non trattare operazione relative alla società/imprenditore), ma ci sono anche collaboratori e ausiliari dell’imprenditore che nelle loro mansioni sono naturalmente portati a entrare in contatto con i terzi (es: cassiere della banca, commesso del negozio, capoufficio del personale) Se in queste situazioni si applicassero principi generali di rappresentanza (principio di rappresentanza di diritto comune), il soggetto terzo che entra in contatto con questi soggetti potrebbe confidare sull’efficacia degli atti compiuti con questi collaboratori solo dopo aver accertato l’effettiva esistenza della PROCURA —> la procura è necessaria per conferire il potere al rappresentante—> in mancanza della procura l’atto è inefficace Quindi, se dovessimo applicare questi principi generali secondo cui la procura è obbligatoria, tutte le operazioni compiute da questi soggetti sarebbero a rischio di contestazione sull’esistenza della procura, sull’ampiezza della procura o si tratterebbe di operazione rallentate —> questo rallentamento delle operazioni non porta nessun inconveniente rilevante se si tratta di operazioni occasionali, diventerebbe inefficiente se quei principi si applicassero anche alle situazione nell’ambito dell’impresa (es: verificare per ogni acquisto fatto se il commesso ha la procura) —> sarebbe un intralcio notevole all’attività d’impresa Da qui l’esigenza del nostro ordinamento di predisporre per le imprese una DISCIPLINA SPECIALE DELLA RAPPRESENTANZA COMMERCIALE che si affianca a quella generale nel senso che convive con quella generale Questa disciplina consiste nel potere di rappresentanza attribuito ad alcuni collaboratori dell’imprenditore in considerazione del fatto che questi soggetti, con le loro azioni/mansioni, sono naturalmente portati ad entrare in contatto co i terzi con una certa frequenza —> questo potere è attribuito dalla LEGGE (non è necessario che l’imprenditore abbia lasciato una procura relativa ai poteri di rappresentanza di cui i collaboratori sono investiti —> è un passaggio superfluo) La caratteristica della rappresentanza commerciale risiede nella FONTE del potere rappresentativo , che non è la procura (atto volontario dell’imprenditore diretto a investire il terzo del potere di rappresentanza), ma è la Legge che riconosce la legge concreta come situazione nella quale il soggetto è portato sistematicamente a entrare in contatto con i terzi e riconosce questa situazione per attribuire a questo soggetto il potere di rappresentanza La conseguenza di questo sistema è che il terzo non h bisogno di verificare la procura -> si presume che il rappresentante abbia il potere di compiere l’atto che sta compiendo —> questo sistema agevola la stabilità degli atti compiuti dall’imprenditore perché sottrae questi atti al rischio di essere considerati inefficaci in difetto della procura Il potere di rappresentanza che la legge riconosce a questi soggetti non è illimitato —> viene attribuito quel che basta per garantire al soggetto di svolgere l’attività e spiegare le proprie mansioni
rappresentanza, ciò non significa che in concreto una procura non venga rilasciata o che non vengano specificati i poteri di rappresentanza attribuiti ai rappresentanti commerciali —> anzi, spesso, in concreto, nel contratto di lavoro c’è un’ indicazione di questi poteri In alcuni casi eventuali indicazioni del potere di rappresentanza sono opponibili a terzi, rappresentano una limitazione e, quindi, effettivamente restringono il potere di rappresentanza dello specifico rappresentante commerciale es: capoufficio del personale che, per legge, ha un certo potere di rappresentanza in merito alla gestione dei rapporti del personale dipendente della società —> il datore di lavoro potrebbe limitare questi poteri perché vorrebbe per esempio escludere il potere del capoufficio del personale di assumere dipendenti —> dettaglia i poteri di rappresentanza del capoufficio del personale —> affinché questa limitazione sia effettiva nei confronti dei terzi, occorre che sia iscritta nel Registro delle Imprese (registro pubblico) —> se non viene iscritta, la limitazione è come se non esistesse nei confronti dei terzi —> in concreto, spesso c’è un atto di precisazione dei poteri del rappresentante commerciale che non fa altro che esemplificare gli atti che il rappresentante può compiere in virtù della legge che lo riconosce, oppure non comprende alcuni poteri (limitazione —> in questo caso per essere rilevante deve essere iscritta nel registro delle imprese)
Ci sono varie questioni:
Prima della scelta del tipo di società, ci si ritrova alla scelta fra i vari tipi di enti che possono essere associazioni, fondazioni o società Per fare questa scelta bisogna tenere presente lo scopo per il quale viene costituito un ente:
**Questo beneficio di escussione opera in modo diverso nelle Società Semplice e nelle Società in nome collettivo
- Nelle^ Società Semplici^ il beneficio di escussione opera^ in via di eccezione , cioè il socio al quale il creditore ha chiesto il pagamento, se vuole evitare di pagare e sottrarsi al pagamento, deve indicare al creditore i beni della società con i quali il creditore si può soddisfare; in alternativa, il socio può pagare il creditore - Nelle^ Società in nome collettivo, questo beneficio di escussione opera^ in modo automatico , cioè il creditore non può pretendere il pagamento d parte dal socio s prima non ha cercato, con gli strumenti che la legge mette a disposizione, di soddisfarsi sul patrimonio sociale Il problema non si pone se il creditore chiede e ottiene il pagamento dalla Società, quindi dal debitore principale
Ci sono diversi modi, diversi fatti che possono determinare l’acquisto della qualità di socio
- (^) Costituzione della società grazie all’iniziativa di due o più soggetti che stipulano il contratto di società —> le parti di questo contratto sono i soci - (^) Testando la partecipazione sociale di chi è già socio —> quando si costituisce una società, si crea la società e i soci sono l parti del contratto da cui questa società ha preso vita —> ciascun socio è titolare di una partecipazione sociale, cioè di un complesso di diritti e obblighi che nascono dal contratto di società e che, nel tempo, gli consentiranno l’attuazione dal rapporto sociale —> il contratto di società dà luogo al rapporto sociale (rapporto giuridico di società) —> questo rapporto dura nel tempo —> è il concetto che esprime l’essere soci di una società —> la partecipazione sociale può essere oggetto di una compravendita, con la particolarità che il “bene” non è una cosa materiale, ma una cosa astratta (insieme di diritti e obblighi che legano il socio alla società e agli altri soci), quindi si può essere socio per aver costituito la società o per aver comprato una partecipazione sociale già esistente Nelle Società di persone è possibile la vendita della partecipazione sociale, ma solo con il consenso di tutti gli altri soci Sul piano formale, la spiegazione è data dal fatto che vendere la partecipazione significa modificare il lato soggettivo del contratto e per modificare il contratto occorre il consenso di tutti i soci (articolo 2252) —> perché sono società nelle quali è molto importante il vincolo fiduciario tra i soci Ci sono aspetti della disciplina delle Società di persone che riflettono questo elemento metagiuridico Essere socio di una società significa essere titolare di una partecipazione sociale, cioè di un complesso di diritti e obblighi che nascono dal contratto di società e riguardo il rapporto sociale Sono diritti e obblighi che il socio ha nei rapporti con la società e nei rapporti con gli altri soci (duplice prospettiva) Per quanto riguarda il contenuto della partecipazione sociale, troviamo diritti e obblighi dei soci —> il contenuto cambi in maniera significativa a seconda che si tratti di Società di persone o Società di capitali Obblighi: rispondere dei debiti e obbligazioni delle società (la responsabilità verso i creditori non è modificabile) Diritti: - (^) Diritti patrimoniali: - Diritto agli utili, cioè il diritto ad avere una parte dell’utile prodotto dalla società (questo è il diritto qualificante che spinge a costituire la società, ma non è l’unico) - Diritto alla quota di liquidazione^ quando la società si scioglierà ci saranno dei beni da dividersi (è sempre un diritto patrimoniale) - (^) Diritti amministrativi —> diritti attraverso cui si esprime la gestione della società —> ciascun socio è anche amministratore della società (socio e amministratore sono la stessa cosa) —> nelle società di persone, di conseguenza, ci sono tanti amministratori quanti soci —> se uno
dei soci vende la partecipazione a un altro, quest’ultimo diventa socio e quindi anche amministratore *Quando si costituisce una Società in nome collettiva, questa regola è derogabile —> un socio può rinunciare al titolo di amministratore definendo la sua partecipazione sociale—> ci sono quindi soci amministratori e soci non amministratori È normale nelle Società di persone che vi sia più di un amministratore perché per Legge la società dve essere costituita da almeno due persone e per Legge i soci sono anche amministratori Nella società la rappresentanza per Legge spetta agli amministratori Nelle società di persone si parla:
- Amministrazione disgiuntiva:^ ogni socio/amministrazione ha potere pieno di amministrazione, può scegliere senza consultare gli altri ((qui si sottolinea l’importanza del vincolo fiduciario) **Un amministratore che ha rinunciato al titolo di amministratore, può riprendere il titolo in un secondo momento modificando il contratto con il consenso di tutti gli altri Per intervenire nell’amministrazione disgiuntiva (quando gli altri soci/amministratori non sono d’accordo) si fa OPPOSIZIONE (prima che venga sviluppato qualsiasi contratto)
l’iniziativa di un altro socio/amministratore —> ciascun socio/amministratore può opporsi Una volta inviata l’opposizione, il socio interrompe l’iniziativa perché questa opposizione la neutralizza **se il socio/amministratore, nonostante l’opposizione, continua commette un’irregolarità La decisione finale viene presa dai soci (compresi quelli non amministratori) che decidono a maggioranza La maggioranza è stabilita a criteri diversi: per teste, per quote di capitale, per entità della partecipazione, per quota di interesse (entità della misura di partecipazione agli utili) Per evitare questo rischio, nell’atto costitutivo, i soci possono indicare come sistema d amministrazione quello congiuntivo
- Amministrazione congiuntiva:^ le decisioni non possono essere prese in autonomia dal singolo amministratore ma devono essere concordate con gli altri amministratori L’amministrazione congiuntiva può essere all’unanimità o maggioranza a seconda che sia necessaria l’assenso di tutti gli amministratori o la maggioranza di essi
Non ci sono regole procedimenti attraverso cui vanno prese le decisioni Ci sono diverse situazioni in cui bisogna prendere una decisione da parte di un pluralità di persone (soci o amministratori) Se si guardano le nome sulle Società di persone non si trova riferimento al dovere/obbligo di rispettare un particolare iter procedimentale per l’adozione delle decisioni sociali tanto di competenza dei soci in quanto soci sia di competenza di soci in quanto amministratori —> opera una sorta di PRINCIPIO DI LIBERTA’ DI FORMA (una decisione sociale può essere presa indipendentemente dal rispetto di un certo procedimento decisionale)
Lo scioglimento del rapporto sociale avviene con:
- (^) Morte del socio —> la partecipazione sociale si estingue senza che passi agli eredi (come avviene nelle Società di capitali) —> la società dovrà pagare agli eredi la quota di denaro corrispondente alla somma di denaro del socio che corrisponde al bene di partecipazione sociale ( liquidazione della quota ) - (^) Recesso del socio —> atto con cui un contraente si libera del contratto, atto con cui il socio dichiara di uscire dalla società —> occorre una giusta causa , un fatto che sia di vitale gravità
Presenta delle peculiarità più marcate In primis la presenza necessaria di due categorie di soci (tra cui cambia il ruolo di diritti e obblighi dei soci all’interno della società)
- Soci accomandanti^ —> rappresenta l’unica figura di socio di Società di persone che non risponde dei debiti della società —> non ha il diritto di amministrare, è tagliato fuori dalla gestione della società —> è un socio senza responsabilità e senza poteri amministrativi —> spera che gli accomandatari siano in grado di generare utili a fine anno che verrano distribuiti anche ai soci accomandanti - Soci accomandatari^ —> è il socio che ha il potere di gestire la società e che risponde dei debiti sociali —> per il socio accomandatario valgono tutte e caratteristiche dei soci delle altre società di persona Articolo 2320 —> afferma che i soci accomandanti non possono compiere atti d amministrazione né trattare o concludere affari in nome della società Capita che il socio accomandante, pur non avendo il potere, entri nella gestione della società partecipando ai processi decisionali, confrontandosi con gli accomandatari sulle decisioni prese, contrattando con terzi in nome della società —> spesso non è pienamente consapevole delle restrizione che l’essere accomandante comporta per legge Le conseguenze della mancata osservata del DIVIETO DI IMMISTIONE/INGERENZA sono particolarmente gravi perché il socio accomandante viene sanzionato con la responsabilità dei debiti della società anche anteriori a quando ha violato il divieto (perde il beneficio della mancanza di responsabilità dei debiti sociali), ma NON acquista il potere di gestione Con la violazione del divieto di immistione il socio accomandante può anche essere escluso per esclusione facoltativa Se nell’atto costitutivo è prevista la partecipazione degli accomandanti alla gestione della società , essa è consentita es: ispezione, controllo, operare con autorizzazione nella vendita degli immobili Il divieto di immistione ha delle eccezioni , può essere derogato entro certi limiti precisi previsti dall’articolo 2320, solo per determinate operazioni —> il socio accomandante può concludere singoli affari in forza di procura speciale —> la Società in accomandita può lasciare all’accomandate una procura per concludere qualche affare, quindi l’accomandante agisce in veste di RAPPRESENTANTE della società, ma solo per singoli affari La posizione di socio accomandante che non amministra e non risponde dei debiti fa venir meno la profondità del vincolo fiduciario che normalmente caratterizza la partecipazione a una Società di persone Articolo 2322 : prende in considerazione la vendita della partecipazione a un terzo e afferma che la quota di partecipazione del socio accomandante è trasmissibile in caso di morte, ma solo se c’è il consenso della maggioranza degli altri soci che gestiscono il capitale
L’autonomia patrimoniale delle società di persone è IMPERFETTA per due motivi:
1. I soci rispondono dei debiti della società 2. Il creditore particolare del socio può ottenere dalla società la liquidazione della quota del socio suo debitore —> il patrimonio della società viene usato non per l’esercizio dell’attività svolta dalla società, ma per soddisfare le ragioni di credito che un soggetto ha nei confronti di un socio —> il patrimonio sociale non è del tutto insensibile alle vicende che riguardano il simbolo socio
Mancano entrambe le caratteristiche che rendono l’autonomia patrimoniale imperfetta, infatti l’autonomia patrimoniale delle società di capitali è PERFETTA per due motivi:
1. I soci non rispondono dei debiti della società, ma dei debiti della società risponde solo **ed esclusivamente la società con il proprio patrimonio
es: Tizio, Caio e Sempronio vogliono creare una società di capitali e devono costituire il patrimonio iniziale Il patrimonio iniziale è costituito di CONFERIMENTI
Il nostro sistema presenta dei VINCOLI:
tutela dei creditori sociali nell’ambito delle società di capitali —> assume importanza in funzione della tutela dei creditori sociali Nelle Società di persone la tutela dei creditori sociali è perseguita dalla Legge prendendo il singolo socio responsabile, con la società, die debiti sociali Nelle Società di capitali dove il socio non risponde dei debiti sociali, la tutela dei creditori passa per varie strategie normative, una delle quali la disciplina del capitale sociale Il capitale sociale riflette in termini monetari il valore iniziale della società e, dal punto di vista giuridico, esprime una regola giuridica che si indirizza a chi gestisce la società (gli amministratori e assemblea), a chi ha il potere del patrimonio scale —> è una regola che esprime il divieto di distribuire tra i soci la parte di patrimonio sociale corrispondente al capitale sociale stesso —> esprime una funzione VINCOLISTICA , una regola che ha ad oggetto la previsione di un vincolo consistente nel fatto che i soci non possono distribuirsi la parte di patrimonio corrispondente al capitale sociale e, quindi, posso distribuirsi soltanto la parte del patrimonio netto che eccede la misura del capitale sociale Il capitale sociale, quindi, può essere ridotto all’esistenza di un patrimonio della società sul quale convergono interessi che possono essere contrapposti: gli interessi dei soci (che hanno interesse ad arricchirsi e distribuirsi il patrimonio sociale) e gli interessi dei creditori sociali ( che hanno interesse a che il patrimonio della società sia tale da consentire alla società di far fronte ai propri debiti) Il capitale si innesta tra questi due interessi contrapposti con la funzione vincolistica, sancendo quella regola che esprime che, data una certa identità del patrimonio netto, la società può distribuire ai soci solo quella parte del patrimonio netto (attivo - passivo) che eccede la misura del capitale sociale es: se la società ha un immobile che vale 200 euro e sul conto corrente bancario altri 300 euro e crediti per 100 euro si parla di elementi attivi del patrimonio sociale, quindi dell’attivo patrimoniale che in totale dà 600 euro —> la società ha 200 euro di debito —> il patrimonio netto della società è dato dalla differenza tra 600 e 200, quindi abbiamo un patrimonio netto positivo di 400 —> la società non può distribuire ai soci l’intento patrimonio netto (400 euro) perché una parte dei 400 è vincolata nel capitale sociale nella misura espressa dal capitale sociale stesso —> se il capitale sociale è di 100, significa che di quei 400, 100 euro non sono distribuibili ai soci, i restanti 300 si In questo modo, in società resta sempre una frazione, una parte del patrimonio netto (perche non viene distribuita) N.B. Quando si parla di vincolo di indisponibilità non ci si riferisce a entità/beni fisici individuali, ma ci si riferisce a valori del patrimonio —> il vincolo non si esercita su singoli beni del patrimonio, ma si esercita sui valori espressi dal patrimonio —> quindi non si possono fare erogazioni di denaro ai soci se non nei limiti dell’eccedenza del patrimonio netto rispetto al capitale sociale Il nostro ordinamento è basato sul sistema del capitale sociale Non è l’unica strategia normativa a tutela dei creditori sociali; ce ne sono altre tra cui quella data dall’imposizione in capo agli amministratori di certi obblighi di comportamento nella gestione della società finalizzati a tutelare i creditori sociali È un vincolo di indistribuibilità assoluto —> la stessa funzione viene svolta anche dalle altre voci del patrimonio netto
regola di non distribuibilità/indisponibilità della frazione di patrimonio netto corrispondente ad esse, ma, a differenza del capitale sociale che esprime un vincolo di indistribuibilità tendenzialmente assoluto, le riserve esprimono un vincolo di indistribuibilità più debole , più facilmente rimovibile rispetto a quello espresso dal capitale sociale —> questo vincolo, infatti, può essere rimosso da una delibera assembleare es: una società con 200 euro di immobili, 300 euro di soldi, 100 euro di crediti e quindi un attivo di 600; questa società ha solo 200 euro di debiti e quindi un patrimonio di 400. Se il capitale sociale è 100 e riserve di 80, avremo un patrimonio netto contabile (da bilancio) pari a 180; dei 400 (differenza tra attivi e passivi) che compongono il patrimonio netto, una parte è assoggettata al vincolo di non distribuibilità/indisponibilità del capitale sociale (100), l’altra al vincolo di non distribuibilità delle riserve (300); però, il vincolo di non distribuibilità delle riserve è un vincolo meno intenso rispetto a quello espresso dal capitale sociale e, quindi, facilmente rimovibile attraverso una delibera dei soci che potrebbero quindi deliberare la distribuzione di quei 300 euro corrispondenti alle riserve, ma non potrebbero deliberare la distribuzione dei 100 corrispondenti al capitale; per potersi distribuire una parte dei 100 euro del capitale devono prendere una delibera che, però, non è sufficiente epe ala distribuzione delle somme (come per le riserve), perché oltre alla delibera occorre che i creditori della società non facciano opposizione alla distribuzione di queste somme —> questa rimozione del vincolo rappresentata dal capitale sociale ai fini della distribuzione del patrimonio netto ai soci si chiama RIDUZIONE REALE DEL CAPITALE SOCIALE ed è regolata dall’articolo 2445 del Codice Civile RIDUZIONE REALE DEL CAPITALE SOCIALE: decisione dell’assemblea di ridurre la cifra del capitale sociale (da 100 a 70) per potersi distribuire i 30 di differenza che emergono **Quando l’assemblea riduce il capitale, deve rispettare il minimo di Legge —> c’è un limite assoluto nella rimuovibilità del vincolo ed è il limite rappresentato dal Capitale Sociale minimo **Nell’ambito delle riserve, fa eccezione la RISERVA LEGALE : questa riserva non può essere toccata, se non quando supera una certo ammontare **Differenza vincolo di indistribuibilità (impossibilità di usarlo per distribuzione ai soci) e vincolo di indisponibilità (l’uso che id queste riserve può fare la società al loro interno)
Gli utili sono il saldo positivo della differenza tra ricavi e costi; al termine di ciascun esercizio si vede se l’anno si è concluso in utile o perdita L’utile è della Società, perché è la società che l’ha prodotto —> questo utile, se non viene diviso, va a incrementare la parte attiva del patrimonio netto della società e le riserve Nel caso in cui l’esercizio si chiuda in perdita, quindi che i costi siano superiori ai ricavi, la Società ha evidentemente consumato ricchezza —> in questo caso viene intaccato il patrimonio netto della società es: una società ha patrimonio netto di 400; 600 attivi e 200 debiti; questo 400 di patrimonio netto è suddiviso in 100 di capitale sociale e 300 riserve; questa società registra, al termine dell’esercizio, una perdita tra ricavi e costi di 50 euro; il patrimonio netto si riduce da 400 a 350 —> si riduce la parte di patrimonio sociale che i soci potrebbero distribuirsi —> nel patrimonio, la perdita incide sulle riserve (il capitale resta fisso) es: l’anno successivo la società ha ricavi pari a 100 e costi pari a 400 —> la perdita dell’anno successivo è quindi di 300 euro —> questa perdita di esercizio impatta sul patrimonio netto riducendolo —> abbiamo una situazione in cui il patrimonio netto è dato da 100 di capitale e 250 di riserve; in questo caso la perdita di esercizio è di 300, quindi andrà ad intaccare le riserve eliminandole integralmente perché l’importo della perdita è superiore al valore delle riserve —> in questo caso è superiore di 50 euro —> per la parte delle perdite di esercizio non assorbita dalle riserve, va ad intaccare il capitale sociale —> al termine si ha quindi un patrimonio netto di 350
Gli amministratori devono convocare l’Assemblea dei soci (articolo 2446) e informarli del fatto che c’è un situazione di perdita del capitale superiore a 1/ A questo punto si valuta il da farsi che può assumere tre strade diverse :
Legge es: società che ha 80.000 di Capitale sociale e 20.000 di riserve —> perdita di esercizio di 60. —> questa perdita comporta una perdita del Capitale di 40.000 che, quindi, il patrimonio netto scende al di sotto del minimo di Legge (50.000) a seguito di una perdita superiore a 1/ In questo caso, la Legge prende delle alternative immediate (previste dall’articolo 2447); in particolare, in questa situazione, la Società deve prendere alcune decisioni:
AUMENTO DEL CAPITALE I soci non sono obbligati a sostenere finanziariamente la società —> iniziative rimesse alla libera determinazione del socio che la effettua Conferimento: la prestazione economica effettuata da chi vuole diventare socio di una società Da un lato il soggetto che conferisce beni, dall’altro la società che riceve beni e conferisce in cambio azioni/quote che diventano proprietà di coloro che fanno il conferimento e che lo rendono “socio” Il conferimento viene fatto al momento della nascita di una società oppure durante la vita della società L’operazione che consente l’effettuazione di nuovi conferimenti durante la vita della società si chiama AUMENTO DEL CAPITALE SOCIALE (perché la somma del valore dei conferimento dà il capitale sociale, quindi, aggiungendo conferimenti a quelli originali il capitale aumenta) Dal punto di vista di chi fa il conferimento si tratta di dotare la società di ulteriore denaro/beni ricevendo in cambio ulteriori azioni o vedendo accrescere la propria quota all’interno della società L’aumento ha due fasi fondamentali :
(**i soci non sono obbligati a sostenere finanziariamente la società —> iniziative rimesse alla libera determinazione del socio che la effettua) I soci possono: