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appunti di diritto comparato sulla francia
Tipologia: Appunti
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La nascita della Francia moderna può collocarsi alla data del 26 agosto 1789: è in quel giorno che viene approvata la Dichiarazione dei diritti dell’uomo e del cittadino. Si dovette aspettare più di un secolo perché fosse emanata la prima Costituzione rivoluzionaria: il testo venne votato il 3 settembre 1791. Essa era improntata sui principi dea monarchia costituzionale. Mentre si stava scatenando il Terrore, La Convenzione approva una Costituzione del 1793, poi ratificata da un referendum: è la più avanzata, sul piano politico e sociale, delle costituzioni rivoluzionarie. La sua entrata in vigore non ebbe mai luogo. Queste due costituzioni godettero di un prestigio eccezionale nel corso dell’800: punto di riferimento ineludibile del pensiero costituzionalisti progressista europeo. Quando il Senato, esautorato Napoleone, chiama sul trono di Francia Luigi XVIII, questi dovette concedere la Carta: è la Charte octroyée del 1814. Con l’ascesa al trono di Luigi Filippo d’Orleans nacque la monarchia orleanista. Con una costituzione nel 1830 arrivarono molte novità: essa non è più otturata, ma risulta da un patto fra la Camera che l’aveva revisionata e il Re. Il regime orléanista dura meno di un ventennio. Nel 1848 i rivoltosi si impossessarono dei palazzi del potere. Venne nominato un governo provvisorio che proclamò la Repubblica (la Seconda Repubblica). Venne emana una costituzione lo stesso anno. L’elemento più qualificante di essa è l’istituzione al vertice dello Stato di un presidente eletto a suffragio universale per la durata di 4 anni, non rinnovabile se non sono un intervallo di 4 anni. Dopo ani che la Francia viveva in regime repubblicano, la consacrazione ufficiale della Terza repubblica avvenne con l’approvazione della legge del 30 gennaio 1875, la quale prescriveva che il Presidente della Repubblica è eletto a maggioranza assoluta dei suffragi del Senato e della Camera riuniti in Assemblea nazionale. Una peculiarità della Terza Repubblica consiste nel fatto che essa non si dotò di una costituzione monodocumentale, ma vennero emanate tre leggi costituzionali. Nel 1946, post Seconda guerra mondiale, venne redatta una nuova Costituzione approvata a maggioranza nel referendum del 19 ottobre, nasce la Quarta Repubblica. Sulla base d quanto previsto dalla legge costituzionale del 3 giugno 1958, venne predisposto un gruppo di lavoro che redige un pre-progetto di costituzione. Senza essere discusso in parlamento il testo venne approvato il 29 ottobre a referendum. Nasceva la Quinta Repubblica. La Francia si è sempre identificata con il modello dello Stato unitario accentrato per eccellenza. Attualmente esso può essere ascritto al modello di Stato unitario decentralizzato. Nel 1982 venne deciso che le regioni sono delle collettività territoriali. Sono amministrate da un consiglio regionale eletto a suffragio universale diretto. Esse erano concepite principalmente come enti amministrativi di programmazione e solo accessoriamente di gestione. Dopo una fitta serie di leggi, si ebbe nel 2003 la nascita del nuovo Art. 72 in cui vanno messi in evidenza gli aspetti seguenti: l’introduzione del principio di sussidiarietà, in base al quale ogni ente deve svolgere le funzioni adeguate al suo livello territoriale; e il principio della libera amministrazione delle collettività territoriali da parte dei consigli eletti a suffragio universale, con l’attribuzione ad esse di un potere regolamentare. Trattandosi di una costituzione rigida, quella francese prevede una proceduta aggravata per la sua revisione. I titolari dell’iniziativa di revisione costituzionale sono: il Presidente della Repubblica su proposta del Primo ministro e ciascun parlamentare. Alla fase dell’iniziativa segue quella deliberativa, che può rivolgersi secondo due
procedimenti diversi. Il primo in sostanza in una duplice deliberazione, a maggioranza semplice e su un testo identico, da parte delle due camere, nei tempi previsti; dopo di che il Presidente indice il referendum sul testo approvato e tale testo diventerà legge. In alternativa il Presidente può non indire il referendum e sottoporre il testo al Parlamento convocato in congresso, cioè a camere riunite in seduta comune al castello di Versailles, presieduto dal Presidente dalla Camera: in questo caso il testo si considera approvato se su di esso confluiscono i voti dei 3/5 dei suffragi espressi. La scelta fra i due procedimenti è a discrezione del presidente della Repubblica. Le revisioni costituzionali sono state molto numerose (solo 2 referendum). I limiti che la Costituzione e la giurisprudenza del Consiglio costituzionale hanno approvato al potere revisionale sono ad esempio il limite per cui nessuna procedura di regione può essere avviata quando è in corso una violazione del territorio, oppure un secondo esempio per cui non può essere modificata la formula repubblicana. Premesso che la Costituzione del 1958 concepisce la legge organica come legge di particolare importanza volta a disciplinare l’organizzazione e il funzionamento dei poteri pubblici, va detto che ne consegue un elenco numerosi leggi organiche con carattere di tassatività. Sul piano di gerarchia delle fonti, esce si pongono a metà strada tra la Costituzione e la legge ordinaria. Dato il loro carattere para-costituzionale e di diretta attuazione della costituzione, essa prevede una procedura aggravata per la loro approvazione. Alla legge viene applicato un criterio di competenza materiale che ne intacca l’indiscussa onnipervasività. L’approvazione di una legge nell’ordine francese può avvenire attraverso tre tipi di procedute. Il potere di iniziativa legislativa è attribuito al Primo ministro e ai membri del parlamento. La fase di discussione inizia con l’assegnazione del testo di legge a una delle commissioni permanenti delle due assemblee o molto più raramente a commissioni carte ad hoc. Seguendo la stessa procedura della prima lettura, l’Assemblea che decide per seconda, può approvare il testo, respinger quel testo oppure approvare il testo emendandolo più o meno profondamente. Se le camere votano concordemente il testo approntato dalla commissione, l’iter legislativo si conclude con l’approvazione della legge; se invece anche questa procedura fallisce, il Governo può richiedere all’Assemblea di decidere in via definitiva. E’ uno dei casi in cui il bicameralismo francese si dimostra di carattere non paritario, in quanto attribuisce all’Assemblea nazionale, in omaggio al fatto che è l’unica eletta dal corpo elettorale, il potere di ultima parola. Una volta che òa legge sia da considerare approvata, si passa alla terza fase: l’adozione, nell’ambito della quale si succedono due sottovasi. La prima costituita dalla promulgazione entro 10 giorni del Presidente dalla Repubblica. La seconda sottopose consiste nella pubblicazione della legge sul Giornale ufficiale e nella sua entrata in vigore. Passando alle procedure straordinarie. una è disciplinata dall’articolo 11, il quale prevede che una legge possa essere approvata al di fuori del circuito parlamentare attivando un referendum. La storia costituzionale francese degli ultimi sessant’anni ha oscillato fra due poli, anche se di durata incommensurabilmente disuguale: il fatto maggioritario e la coabitazione. Con la prima espressione si qualifica la situazione, finora verificatasi per circa mezzo secolo, nella quale tre organi sono espressamente della stessa area politica. Con la seconda espressione si fa invece riferimento alle situazioni complessivamente realizzatesi per nove anni nelle quali si è verificato uno scollamento fra maggioranza popolare che ha eletto il Presidente e maggioranza parlamentare di sostegno al Primo ministro. Per individuare i candidati all’Eliseo è ormai invalsa la prassi di svolgere nell’ambito delle maggiori forze politiche le cosiddette elezioni primarie. Il Presidente è eletto per 5 anni a suffragio universale diretto e rieleggibile per una sola volta. L’abbassamento da 7 a 5 anni del mandato presidenziale è stato stabilito dalla legge costituzionale del
conservatori si dice che quando la sinistra perde perde tutto, quando la destra perde ha ancora il Senato. Al vertice di ciascuna delle due camere siede un organo monocratico di rande rilievo: il Presidente d’assemblea. L’art. 32 della Costituzione dispone che il Presidente d’assemblea è eletto per la durata della legislatura, mentre il Presidente del Senato è eletto dopo ogni rinnovo parziale. Organi collegiali di grande importanza nell’economia dei lavori parlamentari sono le commissioni (permanenti e non) e i gruppi parlamentari. Il Consiglio costituzionale è un organo che oggi è considerato a pieno titolo un giudice costituzionale. In una decisione del 1985 esso ha la forza culturale per esprimere una sintesi vertiginosa del costituzionalismo, affermando che la legge non esprime la volontà generale che nel rispetto della Costituzione. Il controllo giurisdizionale a posteriori di una legge che deve essere applicata in un processo, facendo così cadere il tabù d intangibilità della legge una volta promulgata ed entrata i vigore giunge soltanto nel 2008. Si possono distinguere le competenze del Consiglio in tre categorie: quella riguardante il suo ruolo di giudice degli atti parlamentari, quella riguardante il suo ruolo di garante della conformità costituzionale, quella riguardante il suo ruolo consultivo e di controllo. Il modello di giurisdizione francese trova le sue radici nella Rivoluzione e si fonda su un processo di burocratizzazione della magistratura per garantire la soggezione alla legge, la sua indipendenza dal punto di vista politico, la sua neutralizzazione rispetto ad altri poteri dello stato.: esso presuppone quindi l’idea di un giudice-funzionario, selezionato in base alle sue competenze tecniche tramite concorso. In Francia vale la tradizionale distinzione tra tribunali penali e civili. Al di sopra di questi siedono trentacinque corti di appello. Al vertice della giurisdizione collocata la Corte di cassazione, distinta anch’essa in civile e penale. La Giustizia politica è quella che riguarda il Presidente della Repubblica, Primo ministro e ministri. Il titolo IX della Costituzione prevede che il Parlamento si costituisca in Alta corte per giudicare l’eventuale destituzione del presidente cui si addebita il delitto di Alto Tradimento.