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Diritto comparato ( il belgio), Appunti di Diritto Comparato

la nascista della costituzione belga

Tipologia: Appunti

2019/2020

Caricato il 17/11/2020

Mike17
Mike17 🇮🇹

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Belgio
1. Storicamente è un territorio sottoposto a due influenze linguistiche: germanica e neolatina.
Si è così evoluto con una significativa differenziazione linguistica e etnico-culturale tra la popolazione; nelle Fiandre si
parla fiammingo, in quelle a est che confinano con la Germania si parla tedesco, in Vallonia il francese. Obiettivo
dell’attuale sistema politico e costituzionale del Belgio riconoscimento + conservazione di questa diversità
linguistica.
1830: Costituzione dello Stato del Belgio indipendente *
I moti rivoluzionari del 1830 sfociarono nell’elezione di un Congresso nazionale con il compito di redigere una nuova
Costituzione, approvata nel 1831 (→ forma di governo monarchico-parlamentare, Corona affidata al duca di Sassonia
Leopoldo I).
Costituzione belga del 1831 = attuale Carta costituzionale + numerose revisioni; Stato unitario e accentrato, con
suffragio ristretto e censitario. Un decreto emanato dal Governo provvisorio nel 1831 dichiarava lingua ufficiale il
francese, i primi anni furono così caratterizzati da “l’arrogance francophone” che impose la redazione delle leggi in
francese (cittadini potevano usare il fiammingo nei rapporti con l’amministrazione solo se i funzionari lo
conoscevano).
Verso fine XIX: popolazione fiamminga prende consapevolezza della propria specificità linguistico-culturale e
comincia a organizzarsi per fare opposizione. Fanno delle pressioni → provvedimenti normativi sull’uso delle lingue
uso neerlandese nei tribunali nella parte fiamminga del paese (1973),
estensione nei rapporti con la pubblica amministrazione (1878), obbligo di sapere il fiammingo per i funzionari
pubblici che prestavano servizio nelle Fiandre (1890), riconoscimento neerlandese come lingua ufficiale col francese
(1898).
Corso XX secolo: in base al principio di monolinguismo territoriale → consolidamento sistema di tutela del pluralismo
linguistico. Secondo il principio si è consolidato un regime di separatismo linguistico, basato sul principio della
territorialità: neerlandese = lingua ufficiale nell’amministrazione, sistema scolastico e Tribunali nelle Fiandre,
francese = idioma ufficiale nelle province della Vallonia, bilinguismo sono a Bruxelles e territori
limitrofi.
“Frontiera linguistica” formalizzata nel 1963 → Belgio diviso in 4 regioni linguistiche (previste dall’art.4 Cost.):
a. Lingua neerlandese: Fiandre a nord
b. Lingua francese: Vallonia a sud
c. Lingua tedesca: piccolo territorio al confine con la Germania
d. Regione bilingue comprendente Bruxelles e territori limitrofi.
Non si tratta di enti politici territoriali dotati di propri organi e rispettive competenze.
Si tratta di zone con differenze culturali, e poi anche socio-eonomiche. Nel tempo si sono acuite rivendicazioni
autonomiste su entrambi i fronti, per cui per molti partiti autonomisti l’acuirsi di queste tensioni era possibile
attraverso un decentramento politico, per cui le quattro regioni linguistiche hanno offerto giridicamente una base
territoriale sulla quale costituire dei veri e propri enti politici (tre Comunità e tre Regioni) ordinamento federale
nato per “dissociazione”.
2. Il federalismo “alla belga”
2.1 Le principali peculiarità della forma di Stato belga
Art. 1: il Belgio è uno Stato federale che si compone di Comunità e Regioni.
Le Comunità sono tre:
a. Francese
b. Fiamminga
c. Di lingua tedesca
Le Regioni sono tre:
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Belgio

1. Storicamente è un territorio sottoposto a due influenze linguistiche: germanica e neolatina. Si è così evoluto con una significativa differenziazione linguistica e etnico-culturale tra la popolazione; nelle Fiandre si parla fiammingo, in quelle a est che confinano con la Germania si parla tedesco, in Vallonia il francese. Obiettivo dell’attuale sistema politico e costituzionale del Belgio → riconoscimento + conservazione di questa diversità linguistica. 1830 : Costituzione dello Stato del Belgio indipendente * I moti rivoluzionari del 1830 sfociarono nell’elezione di un Congresso nazionale con il compito di redigere una nuova Costituzione, approvata nel 1831 (→ forma di governo monarchico-parlamentare, Corona affidata al duca di Sassonia Leopoldo I). Costituzione belga del 1831 = attuale Carta costituzionale + numerose revisioni; Stato unitario e accentrato, con suffragio ristretto e censitario. Un decreto emanato dal Governo provvisorio nel 1831 dichiarava lingua ufficiale il francese, i primi anni furono così caratterizzati da “l’arrogance francophone” che impose la redazione delle leggi in francese (cittadini potevano usare il fiammingo nei rapporti con l’amministrazione solo se i funzionari lo conoscevano). Verso fine XIX: popolazione fiamminga prende consapevolezza della propria specificità linguistico-culturale e comincia a organizzarsi per fare opposizione. Fanno delle pressioni → provvedimenti normativi sull’uso delle lingue uso neerlandese nei tribunali nella parte fiamminga del paese (1973), estensione nei rapporti con la pubblica amministrazione (1878), obbligo di sapere il fiammingo per i funzionari pubblici che prestavano servizio nelle Fiandre (1890), riconoscimento neerlandese come lingua ufficiale col francese (1898). Corso XX secolo: in base al principio di monolinguismo territoriale → consolidamento sistema di tutela del pluralismo linguistico. Secondo il principio si è consolidato un regime di separatismo linguistico, basato sul principio della territorialità: neerlandese = lingua ufficiale nell’amministrazione, sistema scolastico e Tribunali nelle Fiandre, francese = idioma ufficiale nelle province della Vallonia, bilinguismo sono a Bruxelles e territori limitrofi. “Frontiera linguistica” formalizzata nel 1963 → Belgio diviso in 4 regioni linguistiche (previste dall’art.4 Cost.): a. Lingua neerlandese: Fiandre a nord b. Lingua francese: Vallonia a sud c. Lingua tedesca: piccolo territorio al confine con la Germania d. Regione bilingue comprendente Bruxelles e territori limitrofi. Non si tratta di enti politici territoriali dotati di propri organi e rispettive competenze. Si tratta di zone con differenze culturali, e poi anche socio-eonomiche. Nel tempo si sono acuite rivendicazioni autonomiste su entrambi i fronti, per cui per molti partiti autonomisti l’acuirsi di queste tensioni era possibile attraverso un decentramento politico, per cui le quattro regioni linguistiche hanno offerto giridicamente una base territoriale sulla quale costituire dei veri e propri enti politici (tre Comunità e tre Regioni) → ordinamento federale nato per “dissociazione”. 2. Il federalismo “alla belga” 2.1 Le principali peculiarità della forma di Stato belga Art. 1: il Belgio è uno Stato federale che si compone di Comunità e Regioni. Le Comunità sono tre: a. Francese b. Fiamminga c. Di lingua tedesca Le Regioni sono tre:

a. Vallona b. Fiamminga c. Di Bruxelles La particolarità del federalismo belga è che le entità costitutive consistono in due distinte tipologie autonome. La ragione sta nelle differenti rivendicazioni delle due tipologie: Comunità → domanda di autonomia dei gruppi linguistici (decentramento basato sul criterio dell’identità linguistico-culturale); Regioni → domanda di autonomia dei diversi territori belgi in ragione della loro differenziazione socio-economica (decentramento basato sul criterio dell’identità territoriale). E’ un federalismo di superposizione: Comunità e Regioni possono venire a sovrapporsi nell’esercizio delle rispettive competenze su uno stesso territorio, anche se le Comunità non coincidono territorialmente con le Regioni. P. E’ un federalismo asimmetrico: ogni Regione e ogni Comunità dispone di un Parlamento e di un Governo, attraverso i quali esercita le funzioni legislative e amministrative previste dalla Costituzione e dalla legislazione speciale. Tuttavia la Comunità fiamminga e la Regione fiamminga, anche perché coincidono territorialmente, sono amministrate da un solo Governo e un solo Parlamento. A Sud non vi è una perfetta coincidenza tra i territori della Comunità francese e della Regione vallona coesistono il Governo e il Parlamento dei due enti. Oltre all’asimmetria “istituzionale”, ce n’è anche una “materiale” relativa alle materie che rientrano nella competenza regionale o comunitaria. Capita infatti che ci siano dei trasferimenti di competenze tra Comunità e Regioni.

  • Al Nord “prevale” la Comunità neerlandese, esercita anche le funzioni della Regione fiamminga con istituzioni uniche
  • Al Sud la Regione vallona potenzia il suo ruolo, assorbendo alcune competenze della Comunità francese. P. 2.2 L’autonomia organizzativa delle Regioni e delle Comunità A differenza degli altri Stati federali, in Belgio le Comunità e le Regioni non possono adottare proprie costituzioni. Questo perché col tempo, nonostante i processi di autonomizzazione, il legislatore nazionale rimaneva l’unica autorità competente a definire la configurazione istituzionale di Regioni e Comunità. Con riforma costituzionale (1993) → riconoscimento di un certo potere di auto-organizzazione a Comunità e Regioni. Art.118 c.2: autonomia “costitutiva” di Regioni e Comunità → il Parlamento della Comunità francese e fiamminga e quello della Regione vallona hanno il potere di dettare alcuni aspetti della regolamentazione delle elezioni, della composizione e del funzionamento delle Assemblee. Autonomia costitutiva anche per lo statuto del Governo regionale e comunitario. Prive di autonomia la Regione di Bruxelles e la Comunità di lingua tedesca. 2.3 Il riparto delle competenze tra Stato federale, Regioni e Comunità Autorità federale, Regioni e Comunità hanno competenze esclusive: nell’ambito di ciascuna materia, le singole attribuzioni sono esercitate da un solo livello territoriale. L’applicazione di questo principio di esclusività è più apparente che reale, ci sono infatti delle materie (per esempio in materia di diritto penale) in cui c’è coesistenza di attribuzioni degli enti federati e dell’autorità federale. Quando ciò accade è un limite all’autonomia delle Comunità e delle Regioni. Materie di competenza  Delle Comunità (Artt.127 ss.): cultura, insegnamento, uso delle lingue e le materie “personalizzabili”, cioè settori strettamente legati alla persona e ai suoi bisogni.  Delle Regioni: rimesse dalla Costituzione alla legislazione speciale e sono state definite dalla legge 8 agosto 1980 e successive modificazioni (insieme complesso ed esteso di materie). Un’ulteriore differenza con i sistemi federali classici sta nel fatto che l’autorità federale è competente in via residuale, cioè per tutte quelle materie non espressamente attribuite dalla Costituzione e dalla legislazione speciale agli enti. Art.35: è una clausola in senso opposto, che mira a rovesciare l’attuale sistema di ripartizione delle competenze. L’autorità federale ha solo le competenze nelle materie a essa espressamente attribuite, residuando in tutti gli altri settori la potestà delle Regioni e delle Comunità. E’ una clausola inapplicata. P.

Ci sono poi altri istituti che mirano a garantire il rispetto del principio costituzionale della “lealtà federale” (art.143), per esempio l’obbligo di trasmissione di informazioni tra i diversi livelli di governo in ipotesi indicate dalla legge.

  1. Accordi di cooperazione (art.92 bis della legge speciale 8 agosto 1980) → promuovere la collaborazione tra le diverse collettività politiche. Lo Stato, le Comunità e le Regioni possono concludere questi accordi per la costituzione e la gestione congiunta di servizi e istituzioni comuni, per l’esercizio congiunto di funzioni proprie o per lo sviluppo di iniziative comuni. Se questi accordi riguardano una materia regolata dalla legge o obbligno individualmente i cittadini belghi, essi, una volta conclusi, devono essere ratificati dalle rispettive Assemblee legislative. 3. La forma di governo federale 3.1 La razionalizzazione del Governo parlamentare Forma di governo parlamentare razionalizzata, dopo la riforma costituzionale del 1993. C’è rapporto di fiducia che lega l’Esecutivo alla sola Camera dei rappresentanti. Il Governo federale è nominato dal re ed è composto da non più di 15 membri; nella sua formazione deve essere rispettato il principio di parità linguistica (stesso numero di ministri francofoni e neerlandesi). Mozione di fiducia costruttiva (art. 96, c.2) = elemento di razionalizzazione del parlamento belga. Questa può essere presentata da qualsiasi deputato della Camera dei rappresentanti. Con questo atto la Camera vota, a maggioranza assoluta dei suoi membri, la sfiducia al Governo in carica nella sua collegialità, indicando un successore che dovrà rivestire la carica di Primo ministro, formando un nuovo Governo. A questo punto il Re nomina il successore come nuovo capo del Governo, che dovrà presentarsi alla Camera per ottenere la fiducia insieme ai suoi ministri, secondo il meccanismo della “doppia investitura”. Nella Costituzione non è prevista la questione di fiducia, anche se l’istituto si ritiene comunemente ammesso. La fiducia al Governo su un disegno di legge può essere rigettata solo con la maggioranza assoluta dei suoi membri (questo per rafforzare la stabilità del Governo). E’ inoltre prevista la possibilità di un rigetto costruttivo della fiducia, in quanto la Camera dei rappresentanti dispone di tre giorni, successivi al voto di rigetto della fiducia, per proporre al Re un successore del Primo ministro. Questo meccanismo non è sempre utile per una stabilizzazione del sistema, perché in un termine così breve è difficile formare una nuova coalizione di maggioranza. Introduzione fiducia/sfiducia costruttiva → limitazione potere reale di scioglimento anticipato delle Camere. Art. 46: il Re può sciogliere la Camera dei rappresentanti in tre ipotesi: i. Quando è stata approvata a maggioranza assoluta una mozione di sfiducia verso il Governo, ma non è stato indicato simultaneamente al Re il nome di un successore del Primo ministro; ii. Quando è stata rigettata, a maggioranza assoluta, una mozione di fiducia e la Camera non esprime, nei 3 giorni successivi, il nome del successore del Primo ministro; iii. Quando, dopo le dimissioni spontanee del Governo, la Camera esprime, a maggioranza assoluta dei suoi membri, il proprio consenso allo scioglimento. Quindi è possibile che venga approvata una mozione di sfiducia “semplice”, in cui non viene indicato il nuovo Primo ministro. In questo caso l’Esecutivo non è giuridicamente vincolato a dimettersi, ma un voto del genere può aprire la strada a una crisi. Inoltre è sempre possibile che il voto di fiducia richiesto dal Governo su un disegno di legge venga bocciato non a maggioranza assoluta, ma relativa, in questo caso l’Esecutivo non può realizzare il suo progetto politico attraverso l’approvazione di quell’atto che giudica essenziale. 3.2 Il sistema politico belga Molteplici partiti politici = espressione delle principali tendenze politiche esistenti all’interno dei due gruppi linguistici. La frattura tra belgi di lingua francese e neerlandese si riflette sugli schieramenti politici e impedisce la nascita di partiti politici su base nazionale. Questa frammentazione rende instabili gli esecutivi federali. I partiti politici sono veicoli di rappresentanza e tutela degli interessi dei cittadini valloni o fiamminghi.  Fiandre = più popolose e prospere economicamente → forze conservatrici e liberali

 Vallonia = più difficoltà nello sviluppo economico e sociale → partiti di centro-sinistra 3.3 Il ruolo del Re Il Belgio è un monarchia parlamentare. Istituzione monarchica e Sovrano = simbolo unità nazionale, dell’unificazione di tutti gli enti politici belgi nello Stato federale, all’insegna del principio della lealtà federale (art. 143 Cost.) Il Re = inviolabile e irresponsabile (art.88), cioè nessun atto reale può avere effetto se non è controfirmato da un ministro che, con la firma, se ne rende responsabile. L’ordine reale non può mai sottrarre il ministro alla responsabilità. Alcuni poteri del Re:  Nomina e revoca i ministri  Scioglie Camera dei rappresentanti  Conclude i trattati sotto la responsabilità del Governo, questi devono ottenere assenso delle Camere  Sanzione regia delle leggi + promulgazione

4. Il sistema delle fonti del diritto Il sistema delle fonti è basato sul criterio gerarchico e su quello di competenza. Vertice delle fonti: Carta Costituzionale, è una carta rigida e la rigidità è garantita da una Corte costituzionale. Posizione intermedia: c.d. leggi speciale = leggi adottate con maggioranza “superqualificata”, per la loro approvazione è necessario che in ciascuna Camera sia presente almeno la maggioranza dei membri di ciascun gruppo linguistico, che il testo ottenga la maggioranza dei suffragi in ciascun gruppo, e che il totale dei voti favorevoli raggiunga 2/3 dei voti espressi. Queste leggi sono chiamate a definire quegli aspetti che riguardano l’autonomia e le competenze degli enti. Ultima posizione: fonti legislative = leggi, atti legislativi federali, decreti delle Assemblee regionali e comunitarie, ordinanze (=fonti legislative adottate dalla Regione di Bruxelles). Tra le varie fonti legislative non ci sono rapporti di subordinazione/sovra-ordinazione, questo perché c’è il principio di esclusività, per cui ogni livello di governo legifera nelle materie a esso attribuite in modo esclusivo. In caso di antinomia → criterio di competenza (non gerarchico). L’Esecutivo federale, quello delle regioni e delle comunità possono adottare atti aventi forza di legge, nonché atti di natura regolamentare, subordinati alle fonti legislative. A un gradino ancora più in basso della gerarchia delle fonti: i regolamenti degli enti locali (Comuni e Regioni). 5. Il potere giudiziario Principio dell’indipendenza del giudice (art.151), assicurato dalle condizioni di accesso alla funzione e da altre ulteriori garanzie (principio di inamovibilità e irrevocabilità, regime di incompatibilità, divieto di istituzione giudici straordinari). L’accesso iniziale alla magistratura giudicante avviene per nomina regia, tra coloro che possiedono una comprovata esperienza nell’ambito giuridico e hanno superato un esame di attitudine professionale. L’accesso alle magistrature superiori, come la Corte d’Appello o la Corte di Cassazione, è invece riservato ai magistrati che hanno operato negli organi giudiziari di grado inferiore. I magistrati che esercitano le funzioni requirenti sono distinti in un corpo a sé, detto “ ministero pubblico”, caratterizzato da unità, indivisibilità e indipendenza. Si tratta di un corpo organizzato in modo gerarchico, posto sotto l’autorità del ministero della Giustizia, che conserva la propria indipendenza nell’esercizio delle indagini e nel perseguimento dei reati. L’Esecutivo può esercitare un potere di impulso dell’azione penale, ma non può interdire l’iniziativa, indipendente e autonoma, dei magistrati, verso chiunque si indirizzi.

effetto sospensivo, salvo espressa richiesta del ricorrente e ove la Corte ritenga che il ricorso si fondi su motivi fondati e vi sia rischio d grave e irreparabile pregiudizio. Le decisioni di accoglimento del ricorso comportano l’annullamento della disposizione legislativa impugnata, con efficacia retroattiva.

  1. Di tipo concreto, mediante la questione pregiudiziale. Questa consente alla giurisdizione costituzionale belga di svolgere un controllo di costituzionalità di tipo concreto. La decisione resa dalla Corte in via pregiudiziale ha efficacia inter partes , cioè vincola il giudice che l’ha posta, nonché tutte le altre giurisdizioni che interverranno sulla medesima controversia, le quali, in caso di ravvisata incostituzionalità della disposizione legislativa impugnata, potranno disapplicarla, ma la disposizione non subirà effetto di annullamento. La decisione non vincola altri organi giurisdizionali.