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diritto pubblico comparato, Schemi e mappe concettuali di Diritto Comparato

diritto pubblico comparato…………………

Tipologia: Schemi e mappe concettuali

2010/2011

Caricato il 23/12/2025

giada-della-zoppa
giada-della-zoppa 🇮🇹

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INTRODUZIONE:
1.definizioni
=> LA FORMA DI STATO: è il complesso di disposizioni che disciplinano i rapporti tra governanti ed
i governati.
=> LA FORMA DI GOVERNO: indica il modo in cui le funzioni dello Stato sono distribuite e
organizzate tra i diversi organi.
> potere legislativo consiste emanazione delle leggi esercitato dal Parlamento;
> Il potere esecutivo è esercitato dal Governo e consiste nell'eseguire le leggi;
> Il potere giudiziario, punire chi non osserva le leggi, è esercitato dai magistrati o giudici.
->disposizione: il testo giuridico.
->La norma: è ciò che si applica della disposizione ed è il comando giuridico che si estrae dalla
disposizione tramite l’ interpretazione del giurista che interpreta secondo il principio di ragionevolezza.
Diverse concezioni di stato:
-STATO COMUNITÀ: l’insieme dei cittadini di uno stato.
-STATO ORDINAMENTO: complesso di norme giuridiche poste da un potere sovrano.
-STATO APPARATO: il sistema organizzativo dello stato mediante il quale viene esercitata la
sovranità (che molti apparati esercitano, come il governo con il potere legislativo e il parlamento con
potere esecutivo ed il capo dello stato; la corte costituzionale e la magistratura non hanno potere
politico).
2. Forme di Stato o formazioni economico- sociali
il concetto di forma di Stato è strettamente correlato da un lato a quello di regime politico,
caratterizzato dall'individuazione delle finalità di carattere generale che lo Stato intende perseguire,
dall'altro a quello di costituzione materiale, un insieme dei principi e dei valori dominanti che
contrassegnano un ordinamento costituzionale.
=>Il termine forma di Stato è stato sottoposto a critica e si è proposto di sostituirlo con quello di
formazione economico-sociale.
=>Si preferisce continuare ad utilizzare il termine forma di Stato per vari motivi.
3. Forme di governo, sistemi politici e sistemi elettorali
Cosa influenza i rapporti tra governo e parlamento?
=>Il sistema politico: composto da partiti, organizzazioni di persone aventi interessi affini, che
raggiungono grazie all’acquisizione di potere politico, i quali operano all’interno di un sistema
costituzionale.
il sistema politico può essere monopolare (una sola potenza), bipolare (contrapposizione di due
blocchi distinti) e multipolare (più blocchi o gruppi di potenza).
=>Formula elettorale: è la formula matematica di trasformazione dei voti ottenuti da ciascun candidato
o partito in seggi. L'adozione di una formula maggioritaria o proporzionale incide sia sulla funzionalità
del parlamento sia sulla struttura del governo e sulla sua stabilità.
=> criteri di razionalizzazione: (regole e disposizioni per dare forma all’organizzazione).
Dal 1948 ad oggi il sistema politico è lo stesso, tuttavia ora la forza politica è molto più potente, più
decreti legge, (Atto con valore di legge adottato dal Governo nei casi straordinari di necessità e
urgenza, che viene mutato in legge dal parlamento, se il parlamento non approva in caso sia stata
chiesta la questione di fiducia, il governo si dimette).
->È il governo stesso a mettere in gioco il suo mandato, lo fa con lo strumento della questione di
fiducia: essa ha lo scopo di sollecitare la maggioranza parlamentare ad esprimere il supporto
all'operato dello stesso, e si considera ottenuta se votata dalla maggioranza semplice dei presenti al
voto. In Usa e Francia non esiste la sfiducia.
4. Le correlazioni tra forma di Stato e forma di governo.
I concetti di forma di Stato e di forma di governo anche se distinti, sono fortemente correlati.
- la distinzione tra forma di governo e di Stato è recente, in quanto presuppone una
separazione tra Stato e società, avvenuta solo con passaggio dall'ordinamento feudale allo
Stato assoluto;
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INTRODUZIONE:

1.definizioni => LA FORMA DI STATO : è il complesso di disposizioni che disciplinano i rapporti tra governanti ed i governati. => LA FORMA DI GOVERNO : indica il modo in cui le funzioni dello Stato sono distribuite e organizzate tra i diversi organi.

potere legislativo consiste emanazione delle leggi esercitato dal Parlamento; Il potere esecutivo è esercitato dal Governo e consiste nell'eseguire le leggi; Il potere giudiziario, punire chi non osserva le leggi, è esercitato dai magistrati o giudici. ->disposizione: il testo giuridico. ->La norma: è ciò che si applica della disposizione ed è il comando giuridico che si estrae dalla disposizione tramite l’ interpretazione del giurista che interpreta secondo il principio di ragionevolezza. Diverse concezioni di stato:

  • STATO COMUNITÀ : l’insieme dei cittadini di uno stato.
  • STATO ORDINAMENTO : complesso di norme giuridiche poste da un potere sovrano.
  • STATO APPARATO : il sistema organizzativo dello stato mediante il quale viene esercitata la sovranità (che molti apparati esercitano, come il governo con il potere legislativo e il parlamento con potere esecutivo ed il capo dello stato; la corte costituzionale e la magistratura non hanno potere politico). 2. Forme di Stato o formazioni economico- sociali il concetto di forma di Stato è strettamente correlato da un lato a quello di regime politico, caratterizzato dall'individuazione delle finalità di carattere generale che lo Stato intende perseguire, dall'altro a quello di costituzione materiale, un insieme dei principi e dei valori dominanti che contrassegnano un ordinamento costituzionale. **=>Il termine forma di Stato è stato sottoposto a critica e si è proposto di sostituirlo con quello di formazione economico-sociale. =>Si preferisce continuare ad utilizzare il termine forma di Stato per vari motivi.
  1. Forme di governo, sistemi politici e sistemi elettorali Cosa influenza i rapporti tra governo e parlamento?** => Il sistema politico : composto da partiti, organizzazioni di persone aventi interessi affini, che raggiungono grazie all’acquisizione di potere politico, i quali operano all’interno di un sistema costituzionale. il sistema politico può essere monopolare (una sola potenza), bipolare (contrapposizione di due blocchi distinti) e multipolare (più blocchi o gruppi di potenza). => Formula elettorale: è la formula matematica di trasformazione dei voti ottenuti da ciascun candidato o partito in seggi. L'adozione di una formula maggioritaria o proporzionale incide sia sulla funzionalità del parlamento sia sulla struttura del governo e sulla sua stabilità. => criteri di razionalizzazione: (regole e disposizioni per dare forma all’organizzazione). Dal 1948 ad oggi il sistema politico è lo stesso, tuttavia ora la forza politica è molto più potente, più decreti legge, (Atto con valore di legge adottato dal Governo nei casi straordinari di necessità e urgenza, che viene mutato in legge dal parlamento, se il parlamento non approva in caso sia stata chiesta la questione di fiducia, il governo si dimette). ->È il governo stesso a mettere in gioco il suo mandato, lo fa con lo strumento della questione di fiducia: essa ha lo scopo di sollecitare la maggioranza parlamentare ad esprimere il supporto all'operato dello stesso, e si considera ottenuta se votata dalla maggioranza semplice dei presenti al voto. In Usa e Francia non esiste la sfiducia. 4. Le correlazioni tra forma di Stato e forma di governo. I concetti di forma di Stato e di forma di governo anche se distinti, sono fortemente correlati.
  • la distinzione tra forma di governo e di Stato è recente, in quanto presuppone una separazione tra Stato e società, avvenuta solo con passaggio dall'ordinamento feudale allo Stato assoluto;

CAPITOLO 1: CLASSIFICAZIONE DELLE FORME DI STATO

1.criteri antichi di classificazioni fin dall'antichità il pensiero filosofico e politico si è proposto di classificare le forme di dominio politico, senza distinguere tra forme di Stato e forme di governo, classificazioni: =>Aristotele:

Forme di stato positive: monarchie (governo dell’uno), aristocrazie (governo di pochi) e politèia (governo di tutti i cittadini) Forme degenerative delle tre precedenti forme: Tirannia, oligarchia(governo dei pochi che perseguono solo i loro interessi) e democrazia(dittatura della maggioranza senza interessi e tutela nei confronti della minoranza) =>Machiavelli (secondo il quale un buon governo può essere anche non perfettamente morale). distingue: principato (governo dell’uno) e repubblica (governo dei molti) Anche la repubblica può avere il capo dello stato tuttavia egli ha funzione rappresentativa della popolazione cosa diversa è per la monarchia. =>Montesquieu Divide monarchia e repubblica, differenza: legittimazione del capo dello stato=>(nelle forme repubblicane trova la sua legislazione nella rappresentanza della popolazione, il monarca non aveva questa necessità). Colui che ha teorizzato la divisione dei poteri in legislativo, esecutivo e giudiziario (con questa teorizzazione il potere non sta nelle mani di una sola persona).

2. Il criterio della derivazione del potere: Stato democratico e Stato autocratico passando ai criteri di classificazione più recenti, quello più comunemente adottato porta ad una bipartizione delle forme di Stato in due grandi categorie: la Stato democratico e lo Stato autocratico.

Per alcuni lo Stato democratico è caratterizzato da una struttura pluralistica, pluripartitica e a potere ripartito, mentre lo Stato autocratico è monolitico, monopartitico e a potere concentrato. Altri individuano i criteri di classificazione relativi: 1 alla titolarità ed esercizio del potere; 2 alle modalità di uso di questo; 3 alla finalizzazione di tale uso. Quindi in base ai tre criteri lo Stato democratico:

  • si fonda sulla titolarità collettiva e sull'esercizio ripartito del potere;
  • le decisioni sono basate sul consenso popolare;
  • finalità proprie dello Stato liberal-democratico. Lo Stato autocratico:
  • titolarità ristretta ed esercizio accentrato del potere;
  • decisioni basate sull'imposizione;
  • finalità anche antitetiche rispetto all'ideologie liberal-democratiche. 3. I significati del termine democrazia Nella concreta vicenda storica emergono due modelli molto differenti: la democrazia degli antichi e quella dei moderni.

La democrazia degli antichi ha caratterizzato le città- Stato della Grecia classica, laddove le decisioni fondamentali venivano prese dai cittadini riuniti in assemblea ed erano rese esecutive dal consiglio di cinquecento, i cui membri erano eletti o sorteggiati a rotazione tra tutti cittadini. Si trattava, di una democrazia diretta basata sulla partecipazione immediata dei cittadini al processo decisionale senza alcun intermediario, politico o burocratico. Era anche una democrazia monistica, il bene comune era il frutto dell'armonia, che non ammetteva la contrapposizione degli interessi e la divisione in partiti e richiedeva la dedizione completa alla cosa pubblica di ogni cittadino, la cui sfera privata non era distinta da quella pubblica. Questo tipo di democrazia era realizzabile solo entro territori di ridotte dimensioni. La democrazia degli antichi si fondava su una nozione ristretta di cittadinanza, che escludeva ampie categorie di soggetti, come le donne gli schiavi e gli stranieri da tempo residenti. La democrazia dei moderni è una democrazia rappresentativa, pluralistica ed è fondata sulla r

=>totalitario: evoluzione del precedente, si caratterizza poichè vi è un’ideologia ufficiale di stato, un partito unico, le decisioni del partito si sovrappongono allo stato apparato, lo stato è caratterizzato da un’organizzazione capillare che favorisce la ricerca di consenso, tutti i cittadini sono tenuti sotto il controllo dello stato. =>stato poliziesco: sinonimo di stato repressivo, c’è una forte attenzione dello stato al controllo interno attraverso il sistema delle forze dell’ordine. =>stato di polizia: stato non democratico dove chi governa cerca di raggiungere non solo il suo interesse ma anche quello della popolazione. sinonimo di polis 5.i criteri basati sull’evoluzione storica e sulla complessità delle forme di stato =>I CRITERI DI VALUTAZIONE DI UNO STATO: (distinguere tra autocratico e democratico) **>rapporto fra stato apparato e società civile

il titolare del potere politico, chi è, come lo ottiene e come lo esercita? esistenza o meno di una costituzione e il ruolo che svolge riconoscimento o meno di diritti e libertà Lo stato=>** caratterizzato dall’ unione dei tre elementi: popolo, territorio e sovranità (stato ha il monopolio del potere). indipendenza e sovranità (es. chiesa stato)

6. L’ordinamento feudale In questo contesto non si può parlare di Stato in senso proprio. l’ordinamento feudale si afferma in Europa con l’impero carolingio IX si protrae fino al XII secolo. Esso si fonda su comunità di ridotte dimensioni e isolate l'una dall'altra e su un'economia agricola basata sull’autoconsumo e lo scambio in natura, manca una organizzazione amministrativa stabile. Vigono=> (Rapporti privatistici) di tipo contrattuale il territorio del regno era patrimonio personale del sovrano, i feudatari istituivano un rapporto/contratto e le parti infatti assumono obblighi reciproci. IL SOVRANO-> offriva il territorio dove il feudatario avrebbe esercitato potere sovrano IL FEUDATARIO-> presta aiuto militare e finanziario (tasse)

i feudi venivano assegnati dal re e non si potevano ereditare, il potere era riconosciuto a livello

personale, il contatto cessa una volta che una parte muore; ogni feudo era autonomo.

nel rapporto tra feudatario e persona che viveva nel feudo NON VI ERA EUGUALITA’: FEUDATARIO-> offriva protezione CONTADINI-> produzione dei beni 90% della quale andava consegnata al feudatario L’interesse protetto era quello del re (legittimo proprietario del territorio). Sovranità del re parcellizzata da: ordinamenti autonomi all’interno dello stato come: chiesa città autonome corporazioni Status delle persone all’interno del feudalesimo: La massa non poteva avanzare PRETESE, salvo determinate figure che per forza economica o di altra natura (per uno status) avanzavano nei confronti dei feudatari delle pretese quali, si identificavano come dei (PRIVILEGI)=> ovvero qualcosa di straordinario. Appartenere ad una corporazione (come la chiesa)=> consentiva il giudizio fra pari cioè non essere sottoposti al giudizio dei tribunali ufficiali. =>Non c’è una costituzione=> la prima concessa fu la magna carta (1215). 7. Lo stato assoluto No separazione del potere=>(esecutivo giudiziario legislativo) Si sviluppa in Europa nella seconda metà del XIV secolo. Prende il nome dal sovrano assoluto o non subordinato alle leggi, i tre poteri esecutivo legislativo e giudiziario sono concentrati in una persona il sovrano, il quale identifica l’origine del suo potere come divino, ha sempre l’ultima parola, sono concentrati nella mano del sovrano tutti i poteri salvo il diritto naturale e la legge di successione al trono. Non si dividono i poteri in organi differenziati, non si persegue l’interesse comune della popolazione, il ruolo della burocrazia più rilevante, entrano quindi in gioco i funzionari regi che rispondono ai comandi del sovrano.

Lo Stato assoluto si basa su un sistema economico che aggiunge al tradizionale assetto agricolo lo sviluppo del capitalismo mercantile e manifatturiero e sostituisce allo scambio in natura quello tra merci e denaro. Tale forma di Stato, garantendo l'unificazione del mercato nazionale, la maggiore sicurezza dei traffici commerciali, la conquista di un nuovo territorio e di nuovi mercati tramite la guerra, determina anche condizioni favorevoli al rafforzamento della borghesia. Altre ragioni alla base della nascita dello Stato assoluto sono l'espansione demografica, lo sviluppo di un surplus nella produzione agricola che incoraggia gli scambi con le comunità più vicine, il desiderio del re di riaffermare il dominio politico sui suoi territori.

sviluppo dello Stato assoluto possibile distinguere: l'assolutismo empirico e l'assolutismo illuminato. Nella prima ancora si parla di Stato patrimoniale, in quanto rimane forte l'intreccio tra fine pubblicistico e fine privatistico. Nella seconda si parla di Stato di polizia, da (polis= città) infatti a fine 700 le cose iniziano a cambiare, Austria e Prussia si trovano in un momento in cui anche lo stato assoluto inizia a perseguire: il benessere dei cittadini, nasce lo stato apparato che esercita la burocrazia, l’esercito si rafforza e diventa stabile, le risorse finanziarie si ottenevano attraverso una tassazione capillare, si differenzia il patrimonio personale del re e quello dello Stato, avviene una separazione tra sovrano e corona, ci sono assemblee composte da rappresentanti con mandato (di determinate categorie sociali). I diritti non sono riconosciuti, riconosciute alcune posizioni soggettive tutelabili davanti ai giudici anche contro i pubblici poteri che potevano essere avanzate unicamente da determinati soggetti; giuridicamente la tutela della popolazione era limitata.

8. Lo Stato liberale la crisi dello Stato assoluto molteplici ragioni: finanziarie, derivanti in particolare dal costo crescente dell'apparato burocratico e militare; economico- sociali, conseguenti alla rivoluzione industriale e alla crescente egemonia borghese; politiche, consistenti nella necessità per la borghesia di conquistare il potere politico e di volgerlo alla tutela dei propri interessi. CARATTERISTICHE:

stato di diritto, dove la legge è sovrana e vige il principio di legalità che stabilisce che ogni potere pubblico deve trovare fondamento nella legge La base economica dello Stato liberale è costituita dal modo di produzione capitalistico, basato sulla proprietà privata dei mezzi di produzione, sulla libera concorrenza. Sul terreno economico si parla di Stato non interventista. I caratteri istituzionali essenziali della forma di Stato liberale sono: in primo luogo esso distingue nettamente la sfera pubblica che ha per oggetto il mantenimento dell'ordine e sfera privata, nella quale si esprimono liberamente i rapporti economici e gli interessi privati fondati sulla proprietà e sul contratto. Nazione detiene il potere=> nel concetto di nazione rientra solo parte della popolazione, in grado di imporre la propria ideologia politica esprimeva gli interessi generali che lo stato doveva perseguire. rappresentanza parte ristretta della popolazione. La separazione dei poteri è uno dei principi cardine dello Stato liberale, ripartizione tra potere legislativo, e esecutivo e giurisdizionale risale soprattutto a Montesquieu. Si afferma anche il principio della rappresentanza politica, infatti la nazione, titolare della sovranità, può operare solo tramite i rappresentanti provenienti dal suo seno, che sono chiamati a curare finalità generali e quindi di natura politica. Le elezioni diventano uno strumento fondamentale per la scelta dei migliori vale a dire di rappresentanti. Gli eletti rappresentano non coloro che li hanno votati, ma l'intera nazione, tuttavia lo Stato liberale è sì rappresentativo, ma monoclasse, in quanto attraverso il suffragio ristretto esclude dal voto la grande maggioranza del popolo. Quindi lo Stato liberale non è democratico, ma oligarchico. Grande conquista dello Stato liberale è infine la costituzione quale atto fondamentale che assicura la garanzia dei diritti (negativi diritti che il cittadino possiede per natura nel garantirli lo stato assume un impegno negativo astenersi dal privare cittadini dal godimento degli stessi) e stabilisce la separazione dei poteri. Meccanismi di compensazione per non andare al di fuori della costituzione. riconoscimento di eguaglianza di tipo formale (che non entra nel merito) tra cittadini, afferma i diritti di libertà e uguaglianza che favoriscono la borghesia che è la classe trainante mentre operai e proletari rimangono fuori dalla gestione della nazione.

riconosciuta al capo del governo nella scelta dei ministri, che sono ad esso gerarchicamente subordinati. In Germania il principio del comando attribuisce al Fuhrer il compito di unire partito, Stato e popolo. In Italia ha sottolineato il ruolo del gran consiglio del fascismo composto da membri provenienti dal partito fascista e presieduto dal capo del governo. Tale organo esprime pareri obbligatori sulle leggi relative a materie fondamentali; stabilisce la lista dei candidati alla carica di capo del governo; sceglie la lista bloccata di 400 deputati da sottoporre all'approvazione del corpo elettorale. Infine la legge n. 129 del 1939 sostituisce la camera dei deputati con la camera dei fasci e delle corporazioni, che non è elettiva, ma composta dai consiglieri nazionali delle corporazioni e del partito e dai membri del gran consiglio. La natura antidemocratica e antipluralistica dei regimi autoritari si esprime nell'esistenza del partito unico. In Italia lo sciopero viene punito come reato e gli eventuali conflitti sono risolti dalla magistratura del lavoro. Inoltre si prevede la creazione delle corporazioni, quali organismi di diritto pubblico le quali comprendono per ogni categoria i rappresentanti dei datori di lavoro e dei lavoratori. Vengono istituite 22 corporazioni presiedute da un ministro o dal segretario del partito fascista. La Stato autoritario è illiberale e repressivo, in quanto non solo nega i diritti politici, ma limita pesantemente gli stessi diritti civili. Stato autoritario caratteristiche:

intervento in economia (es: iri istituto di ricostruzione industriale in italia) (Fatti di crisi economiche nei paesi hanno determinato l’instaurazione di uno stato autoritario). si appoggiano alla piccola media borghesia il sistema di potere fortemente accentrato i partiti autocratici tendono a confondersi con gli organi dello stato Autonomie soppresse o sottoposte al controllo dello stato (IN ITALIA oggetto di forte restrizione rapporto tra stato e partito (partito unico divieto di formazione di altri) CONTRASTO non ammesso Italia=>connessione fra partito e stato (si uniscono) Germania=> tripartizione tra partito stato e popolazione Concetto di nazione in: italia unità punto di vista politico economico morale della nazione germania elemento razziale preponderante In italia Libertà religiosa e economica, il RE rimaneva formalmente capo dello stato, la giustizia formalmente autonoma tuttavia controllata dalla legislatura. Le corporazioni in italia hanno avuto effetti sulla società nascevano per diffondere idee totalitarie Magistratura speciale per la sicurezza dello stato, formata da non giuristi durante il fascismo che effettuavano sentenza non appellabile dove venivano giudicati gli avversari gran consiglio del fascismo diventato per legge organo dello stato. Figura a capo del sistema sceglie ministri in maniera autonoma, magistratura autonoma, libertà religiose formalmente accettate, Ideologie di stato, capo carismatico che accentra il potere nelle sue mani. Organizzazioni collaterali del partito: fondate per rendere ideologia politica comune e diffusa (a sfondo politico). partito unico DIVIETO più partiti Editto=> può essere annullato dal tribunale Leggi=>atti di valore primario Nel 1923 legge acerbo=> premio di maggioranza (superare il 25% dei voti si otteneva il 75% dei seggi) applicata due volte due tornate elettorali Nel 1928=> si proponeva una lista di 400 nominativi (deputati) che potevano essere approvati o meno 28/ 1934=> camera si trasforma in camera dei fasci di corporazione, avevano al vertice un ministro o segretario del partito fascista Messa fuorilegge dei partiti è del 1924 in germania del 1933 In germania per un determinato periodo l habeas corpus non valeva, =>Stato totalitario evoluzione più estrema considerato imperfetto CAPITOLO 2 : CLASSIFICAZIONE DELLE FORME DI GOVERNO => Cosa si intende per forma di governo?

1. criteri tradizionali Tra i criteri posti al fine di operare una classificazione delle forme di governo:

Il criterio del modo con cui viene scelto il titolare del potere sovrano, in base al quale si distinguono in dirette o rappresentative, a seconda che il titolare del potere non derivi oppure derivi la propria investitura dalla volontà di altri soggetti. Il criterio del numero dei soggetti sovrani, che porta la classificazione delle forme di governo in pure o miste, a seconda che vi sia un unico organo al vertice del potere o questo sia ripartito tra più organi. il criterio che fa riferimento al grado di separazione esistente tra i poteri 2. Il criterio della titolarità dell'indirizzo politico Utilizzato dalla dottrina classifica le forme di governo in base all'individuazione dell'organo titolare dell'indirizzo politico. Si distinguono: Costituzionale pura (forme di governo presidenziale e monarchie non parlamentari) Costituzionale parlamentare ( monarchie parlamentari) Costituzionale direttoriale (repubbliche) A questa classificazione possono essere mosse le critiche. In primo luogo essa inserisce nella stessa categoria esperienze qualitativamente diverse, come la monarchia costituzionale e la forma di governo presidenziale. Ma soprattutto il criterio è di incerta applicazione, in quanto l'attività di indirizzo politico si configura sempre di più come un'attività complessa, il cui artefice principale delle forme di governo contemporanea è l'organo di vertice del potere esecutivo, ma alla quale partecipano in varia misura anche altri organi, a cominciare da quello legislativo. Fini politici=>decisioni di uno stato in vista di uno scopo Legittimazione=> dove trova le ragioni di un determinato potere un organo 3. Il criterio della legittimazione unica o separata del parlamento e del governo: forme di governo monistiche e dualistiche Il criterio di distinzione tra monismo e dualismo più corretto è quello della legittimazione degli organi posti al vertice del potere esecutivo e di quello legislativo. -Sono monistiche le forme di governo nelle quali il solo parlamento è direttamente legittimato dal corpo elettorale e da esso deriva il governo: quella direttoriale e quella parlamentare, tanto repubblicana, nella quale il presidente è eletto da un organo parlamentare, quanto monarchica, dal momento in cui il re viene ad essere emarginato dalla direzione del potere esecutivo. -Sono dualistiche le forme di governo nelle quali i due organi di vertice dell'esecutivo e delle legislativo hanno una distinta legittimazione. Alle forme di governo dualistiche viene talvolta attribuita la capacità di garantire l'equilibrio tra l'organo legislativo e quello esecutivo. Tuttavia nei fatti la forma di governo presidenziale si è caratterizzata per uno squilibrio a vantaggio del presidente, con l'eccezione degli Stati Uniti d'America, dove si sono alternati fasi storiche di prevalenza del parlamento e del presidente. 4. Il criterio della legittimazione popolare diretta o indiretta del governo in tempi recenti è stato proposto il criterio della derivazione popolare o meno del governo, il che ha portato ad una distinzione delle forme di governo in due categorie: a legittimazione diretta ed a legittimazione in diretta. Nelle prime il governo proviene direttamente dal voto del corpo elettorale con il quale si instaura un rapporto di fiducia. Nelle seconde il governo deriva dal parlamento, e quindi dagli accordi tra i partiti. 5. un duplice criterio: la natura del rapporto parlamento-governo e la derivazione del governo =>Nell’analizzare la natura del rapporto tra parlamento-governo risultano determinati tre categorie 1-l’esistenza o meno di un rapporto di fiducia, in base al quale operata bipartizione tra forma di

Essa si afferma dapprima in Inghilterra, in seguito alle due rivoluzioni del (1649 e del 1688), determinate dalla reazione del Parlamento contro le pretese assolutistiche della dinastia degli Stuart, e viene sancita nel Bill of Rights (1689), che, oltre a ribadire gli antichi diritti dei sudditi, estende i poteri del Parlamento e affida il trono a Guglielmo d'Orange. Nell'Act of Settlement (1701), che attribuisce ampi poteri al Parlamento in materia di successione al trono, riafferma la responsabilità giuridica dei ministri firmatari degli atti del Sovrano e stabilisce l'inamovibilità dei giudici. In Europa continentale i meccanismi di passaggio sono più lenti, occorre attendere il periodo post- restaurazione, fine periodo napoleonico per l’emanazione di carte costituzionali ottriate e quindi per la monarchia costituzionale. E’ soprattutto nelle carte costituzionali ottriate, dell'epoca della restaurazione in quelle successive ai moti del 1948, (come lo statuto albertino) che si afferma la monarchia costituzionale, definita anche “governo costituzionale puro”, in quanto basato sul principio che il potere del monarca non è più assoluto, ma si esercita entro le regole stabilite nella costituzione. La monarchia costituzionale è una forma di governo dualistica, fondandosi sulla separazione tra il potere esecutivo del re e quello legislativo del parlamento con distinta legittimazione. Il governo non esiste in quanto organo collegiale e, quando i ministri del re si riuniscono, dando vita ad un organo consultivo che assiste il monarca nelle sue decisioni politiche. In definitiva il re è il vero titolare dell'indirizzo politico, ma ciò non comporta un ruolo marginale del parlamento, l'assemblea conquista, oltre al tradizionale potere di decidere sulle entrate, quello di pronunciarsi sulla destinazione delle stesse, potendo in questo modo condizionare la politica del monarca. Impeechment=> sfiducia singoli ministri che controfirmino gli atti del re, no sfiducia del governo da parte della camera elettiva. ->Ruoli del parlamento: Leggi sulla tassazione e flussi finanziari utilizzati (entrate e uscite). I ministri sono soggetti a manovre di impeachment da parte del Parlamento, sistema che tocca il singolo ministro e non il governo in generale, no alla sfiducia del governo). Meccanismo della controfirma, atti vengono controfirmati dal ministro in questione e il re risulta irresponsabile. Ministro non può rifiutarsi a questa procedura.

Garanzie parlamentari:

  • Immunità personale.
  • Nessuno poteva sindacare sulla scelta delle camere. Garanzia di autonomia delle camere. 7. La forma di governo parlamentare dal dualismo al monismo si caratterizza per il peculiare rapporto che si instaura tra parlamento e governo di dipendenza e derivazione tramite l’istituto della FIDUCIA quindi deve sussistere una comunione di intenti tra parlamento e governo.

la monarchia costituzionale si trasforma in via consuetudinaria e convenzionale in una monarchia parlamentare. In Gran Bretagna ciò si verifica nel corso del 18 secolo: quando dopo il 1714 con l’ascesa al trono di Giorgio I della dinastia degli Hannover, il Cabinet, nato per riunire i più stretti collaboratori del Re, si riunisce autonomamente sotto la presidenza di un ministro (il Primo Lord del Tesoro), che assume un ruolo preponderante, trasformandosi progressivamente in Primo ministro ; nel 1782 Giorgio III accetta le dimissioni del Primo ministro Lord North, accusato dalla Camera dei Comuni per la perdita delle colonie nordamericane, e da quel momento il Re nomina un Primo ministro che possa godere del sostegno della maggioranza parlamentare. Un’evoluzione analoga si verifica nel secolo successivo in Europa continentale. Per una lunga fase la forma di governo parlamentare si caratterizza in senso dualistico. In Francia rapporto tra governo e parlamento di fiducia nel 1830 con la “monarchia di luglio”, il rapporto fra governo e parlamento si afferma di fatto. Ciò spinge alcuni studiosi a ritenere che quella dualistica sia la forma di governo parlamentare classica, in quanto garantirebbe la perfetta eguaglianza tra esecutivo e legislativo attraverso la

formula 2 poteri, tre organi. La responsabilità politica del Governo nei confronti del Parlamento si afferma grazie all'evoluzione dell'istituto dell'impeachment, attraverso il quale la Camera elettiva si libera dei ministri politicamente sgraditi, i quali rispondono politicamente degli atti che hanno controfirmato. D'altro lato il Capo dello Stato, su richiesta del Governo, fa ricorso al potere di scioglimento in contrapposizione alla volontà politica della maggioranza del Parlamento ostile al Governo, rimettendo la soluzione del conflitto al corpo elettorale. Quindi il Re continua a svolgere un ruolo importante, partecipando insieme al Governo alla determinazione dell'indirizzo politico, ma in una posizione di equilibrio, conflittuale o collaborativo, con un Parlamento titolare non solo del potere legislativo, ma anche di un potere di controllo politico sull'esecutivo.

La forma di governo parlamentare si caratterizza in senso monistico in Gran Bretagna nel corso del

XIX secolo, quando nel 1832=> Viene varata una riforma elettorale inglese, si allarga il corpo elettorale e cambiarono le circoscrizioni elettorali (seggi distribuiti nelle città) con tendenze progressiste non più villaggi rurali conservatori. Nel 1834 per l'ultima volta il Re revoca il Primo ministro e scioglie la Camera che sostiene il Governo, ma le elezioni riconfermano la maggioranza uscente e il Re è costretto ad inchinarsi alla volontà popolare. Il RE sceglie il primo ministro seguendo la maggioranza parlamentare. Nella forma di governo parlamentare monista il governo deriva ormai dalla volontà del parlamento ed entrambi gli organi sono titolari dell'indirizzo politico. Quindi il governo è politicamente responsabile non più verso il capo dello Stato, ma esclusivamente verso il parlamento. La maggior parte dei poteri del capo dello Stato diventano, meramente formali. In conclusione il monismo si realizza a tre livelli:

istituzionale, con la supremazia del parlamento sul re, entro il potere esecutivo, al cui vertice si colloca il governo, sociale, grazie all’affermarsi del dominio della borghesia. In Francia=> una serie di leggi costituzionali a favore sistema parlamentare Durante la terza repubblica vige uno spiccato parlamentarismo, si prevedeva che il governo avesse delle responsabilità nei confronti del parlamento. Il presidente della repubblica revoca il primo ministro nominando una persona di sua fiducia, le camere votano contro, le camere si sciolgono e avvengono le elezioni. Maggioranza contraria ai voleri del presidente, vi è così l’avvento dei sistemi monisti. Le prerogative del re non cambiano sulla carta, ma il sovrano non partecipa più all’indirizzo politico del paese, vi è un evoluzione della controfirma ora utilizzata come attribuzione della responsabilità politica ai ministri. Governo diventa monista:

  • aspetto istituzionale, non vi è doppia responsabilità con il capo dello stato rispetto al parlamento da parte del governo.
  • Esecutivo nelle mani del governo
  • Elemento sociale, parlamento è espressione di una certa classe sociale 8. La forma di governo parlamentare a prevalenza del governo: il regno unito ha una forma di governo parlamentare monista classica, ma basata in gran parte su regole non scritte, consuetudinarie o convenzionali. La peculiarità dell'ordinamento britannico è quella di non avere una costituzione scritta, il che non significa che non abbia una costituzione sostanziale, la quale è costituita, oltre che da regole non scritte, da un insieme di leggi. Il monismo della forma di governo deriva dalla centralità del rapporto tra corpo elettorale, camera dei comuni e governo, con la conseguente progressiva emarginazione della corona e della camera dei Lords. Vige un sistema elettorale lineare (maggioritario) a turno unico e sistema politico bipolare agevolato

indirettamente e rappresentativo soprattutto dei piccoli comuni rurali conservatori; infine il capo dello Stato può sciogliere la camera su parere conforme del senato. =>Poi si passa una forma di governo monistica essendo macata visto il tentativo fallito di Mac Mahon di imporre l’interpretazione dualistica nei testi costituzionali e visto il discorso di Grevy il quale afferma che non sarebbe mai entrato in conflitto con la volontà nazionale; =>nasce la così detta “costituzione di Grevy” in base alla quale il potere di scioglimento cade in disuso e il presidente della Repubblica svolge un ruolo estraneo all'indirizzo politico. Nella determinazione dell'indirizzo politico è il parlamento a svolgere un ruolo preponderante, che controlla il governo, ma anche interviene attivamente nell'amministrazione dei singoli dicasteri. Inoltre, poiché la responsabilità politica del governo non è giuridicamente disciplinata, si inaugura la prassi per cui è sufficiente un voto negativo del parlamento, o anche di una sua commissione, su una proposta dell'esecutivo per provocarne le dimissioni. I governi sono fortemente instabili, in quanto derivano da accordi di coalizione tra partiti scarsamente disciplinati. In definitiva l'esperienza francese si basa su una molteplicità di partiti flessibili e sulla supremazia del parlamento.

10. La forma di governo parlamentare razionalizzata dopo la prima guerra mondiale: la Repubblica di Weimar Tra le costituzioni razionalizzate del primo dopoguerra=> vi è quella di WEIMAR (la prima costituzione democratica della Germania che costituirà un punto di riferimento per le assemblee costituenti del secondo dopoguerra). Entra in vigore nel 1919 sulla base di un compromesso tra forze conservatrici e forze popolari. La forma di governo si fonda su un dualismo di principi, quello della volontà popolare e quello della autorità e volontà dello stato. =>La novità più rilevante rispetto al parlamentarismo dualistico ottocentesco è rappresentata dalla previsione di un Presidente eletto dal popolo, =>Il sistema elettorale per la camera eletta dal popolo è proporzionale, era presente la componente di sfiducia del parlamento, il presidente poteva sciogliere la camera eletta direttamente. =>Il principio base è quello della forma di governo parlamentare: alla previsione del rapporto di fiducia e dell'obbligo dei ministri di dimettersi in caso di espresso voto di sfiducia corrisponde il potere del Presidente di sciogliere il (Reichstag), anche se «solo una volta per lo stesso motivo» La fiducia era prevista per camera eletta direttamente e per il governo, non prevedeva un termine e si presume (consente la formazione di governi di minoranza)

il parlamento era formato: da camera elettiva e senato (reichstrat): rappresentativo dei governi dei Laender (regioni), il quale non può far valere la responsabilità politica del Governo, ma ha un potere di veto sulle leggi ordinarie e su quelle di revisione costituzionale, che può determinare il ricorso al referendum popolare. Il governo principio monocratico, rappresentato dal Cancelliere e dal riconoscimento a questi di un potere di direttiva politica, e il principio collegiale, che impone la decisione del Consiglio dei ministri

su tutte le questioni non rientranti nella competenza del singolo dicastero, si giustappongono senza che nessuno dei due abbia una chiara prevalenza.

il presidente eletto a suffragio universale: se nessun candidato ottiene la maggioranza assoluta dei voti, non è previsto un turno di ballottaggio tra i due più votati, ma un secondo turno aperto a diverse candidature, nel quale, pertanto, viene eletto chi ottiene la maggioranza relativa. La durata del mandato è di sette anni. Il Capo dello Stato è rieleggibile ed è titolare di notevoli poteri, anche se i suoi atti devono essere controfirmati: tra questi la nomina e la revoca del Cancelliere e dei ministri, lo scioglimento della Camera dei deputati, il ricorso al referendum su una legge approvata dal Reichstag di propria iniziativa o in seguito all'opposizione del Senato. Accanto all'indirizzo politico ordinario, spettante congiuntamente al Governo ed al Parlamento, è previsto un indirizzo politico straordinario di riserva, attribuito al Presidente, che in caso di minacce e turbamenti rilevanti dell'ordine e sicurezza pub., può adottare ogni misura necessaria, compreso l'intervento militare, e sospendere l'efficacia dei diritti sanciti nella Costituzione.

Nella prassi, fino al 1930 prevale la componente di cognizione della forma di governo con la formazione di governi di coalizione espressione di una maggioranza parlamentare, anche se si tratta di governi eterogenei ed instabili. Agli inizi del 1933 il Presidente nomina come Cancelliere Hitler, leader del partito di maggioranza relativa, segnando con questo atto la fine dell'esperienza di Weimar e l'avvento del regime nazionalsocialista.

11. La razionalizzazione del secondo dopoguerra: la quarta Repubblica francese Dopo la seconda guerra mondiale vi sono due successive ondate di costituzioni che si propongono di razionalizzare le istituzioni parlamentari e di garantire tanto la democraticità quanto l'efficienza della forma di governo parlamentare. La nuova razionalizzazione consiste non solo nel disciplinare rapporto di fiducia nei suoi vari esperti, attinenti all'investitura del governo, alla mozione di sfiducia e alla questione di fiducia, al fine di garantire la stabilità dell'esecutivo, ma anche nel prevedere vari organi di garanzia, chiamati a mediare e a risolvere i potenziali conflitti tra poteri dello Stato. In Francia, dopo la parentesi rappresentata dal governo dittatoriale di Vichy(1940-44), all’indomani della liberazione viene inaugurata la quarta Repubblica un sistema monista razionalizzato, con l'approvazione mediante referendum popolare di una nuova costituzione. La costituzione prevede una forma di governo parlamentare monistica razionalizzata. Il parlamento composto da due camere, l'assemblea nazionale eletto con un sistema proporzionale, ed il consiglio della Repubblica, che rappresenta le politiche locali, ma si tratta di un bicameralismo imperfetto, in quanto la seconda camera non esercita il controllo politico del governo e sul terreno legislativo funge da camera di riflessione.

Esecutivo composto da due organi: il presidente della Repubblica, il quale eletto dal parlamento per sette anni, può essere rieletto una sola volta ed è titolare di poteri ridotti; il governo, che comprende il Consiglio dei Ministri ed il presidente del consiglio. Gli elementi di razionalizzazione della forma di governo sono:

  1. il procedimento di formazione del governo, l'articolo 45 della costituzione stabilisce che il presidente del consiglio viene prima designato dal presidente della Repubblica, poi ottiene la fiducia dell'assemblea nazionale a maggioranza assoluta dei componenti, infine viene nominato capo dello Stato insieme ai ministri da lui scelti.
  2. La questione di fiducia, la quale può essere posta dal presidente del Consiglio dei Ministri su delibera di quest'ultimo su una misura specifica e può essere negata solo dalla maggioranza assoluta dell'assemblea nazionale, e dall'articolo 50, che richiede un'analoga maggioranza per l'approvazione di una mozione di censura, che obbliga il governo di mettersi.
  3. Infine l'articolo 51, stabilisce rigide condizioni per il ricorso allo scioglimento dell'assemblea nazionale, che può essere deliberato in Consiglio dei Ministri solo quando nell'arco di 18 mesi si siano avute due crisi di governo parlamentare. 12. La forma di governo parlamentare in Italia In Italia la decisione della forma di governo parlamentare viene compiuta all'interno dell'assemblea costituente, il 5 settembre 1946 con l'intento di dare stabilità all'azione di governo e di evitare le degenerazioni del parlamentarismo. Forma di governo monistica razionalizzata (strumenti per garantire la stabilità) e corretta (garanzie per limitare il potere dell’esecutivo) vi è rapporto di fiducia tra governo e parlamento. =>Il presidente della Repubblica deriva dal parlamento e dai delegati delle regioni (3) valle d’aosta (1), è potere neutro in quanto (si distingue dai tre poteri). La rilevanza di alcuni poteri, come la nomina del governo e lo scioglimento anticipato delle camere non riduce il presidente ad una funzione meramente notarile ed in situazioni di crisi politico- istituzionale egli assume un ruolo crescente di intermediazione politica e di intervento attivo nella

=>Gli artt. 63/4 disciplinano la formazione del governo, è prevista l'elezione diretta del cancelliere da parte della camera dei deputati. L'assemblea può eleggere a maggioranza assoluta il candidato proposto dal presidente federale oppure, se questo non viene eletto, una persona diversa. In caso di esito negativo si procede a una terza votazione, nella quale risulta eletto chi ottiene più voti: se si tratta della maggioranza assoluta, il presidente è tenuto a nominarlo a cancelliere; se la maggioranza è solo relativa, il capo dello Stato può scegliere tra la nomina e lo scioglimento della camera dei deputati. Spetta al cancelliere proporre la nomina e la revoca, dei ministri al presidente federale. La posizione del cancelliere e la stabilità del governo sono rafforzati da vari meccanismi di razionalizzazione che sono:

mozione di sfiducia costruttiva, in base alla quale la camera dei deputati può votare la sfiducia al cancelliere solo se ne elegge contestualmente uno a maggioranza assoluta, dovendo intercorrere tra presentazione della mozione ed elezione almeno 48 ore. I vantaggi sono evitare i tempi morti delle crisi di governo, ma anche rafforzare la stabilità dell'esecutivo in carica. La questione di fiducia, che viene posta dal cancelliere e deve ottenere l'approvazione della maggioranza assoluta della camera dei deputati. Qualora ciò non si verifichi, se la camera non elegge a maggioranza assoluta un nuovo cancelliere entro 21 giorni, il presidente può procedere al suo scioglimento su proposta del cancelliere oppure può dichiarare lo stato di emergenza legislativa. Ricorso allo stato di emergenza legislativa, che può essere dichiarata dal presidente, su richiesta del governo e con l'assenso del senato, quando la camera dei deputati respinge un progetto di legge del quale il governo abbia dichiarato l'urgenza. In queste ipotesi, qualora il progetto venga nuovamente respinto dalla camera, diventa legge con l'assenso del solo senato e nell'arco di sei mesi ogni altro progetto di legge respinto dalla camera dei deputati può essere approvato con le stesse modalità. Scioglimento della camera dei deputati da parte del presidente federale. La costituzione prevede due ipotesi: l'elezione di un cancelliere a maggioranza solo relativa e la mancata approvazione di una questione di fiducia. La forma di governo parlamentare in Germania ha un funzionamento di tipo maggioritario, reso possibile sia dai meccanismi di razionalizzazione sia dalla natura del sistema elettorale e del sistema dei partiti. Vi è natura MONISTICA della forma di governo, si incentra su rapporto di fiducia tra camera dei deputati e cancelliere, estraneo è il (bundestrat) composto da delegati designati dai governi dei laender posizione paritaria con la camera solo in materia di revisione costituzionale e approvazione di leggi di interesse dei leander. Il presidente federale non è titolare del potere di riserva è eletto dall’assemblea federale (deputati e leander).

14. Le tendenze del parlamentarismo contemporaneo Dalle costituzioni del primo dopoguerra emergono tre tendenze della forma di governo parlamentare:

  1. la tendenza monistica si manifesta nella centralità del rapporto tra maggioranza parlamentare e governo, mentre il capo dello Stato viene considerato estraneo al gioco politico e collocato in una posizione di imparzialità. Occorre distinguere il monismo di diritto o di fatto. La prima ipotesi si realizza nella repubblica parlamentare, nelle quali il presidente è eletto dal parlamento o da un'assemblea paritetica di deputati ed i delegati degli stati membri. La seconda ipotesi si realizza in alcune monarchie parlamentari dove vi è un dualismo di diritto, ma un monismo di fatto. Sulla carta il Re è parte integrante del potere esecutivo e titolare di proprie prerogative. Rientrano in tale ipotesi le monarchie scandinave diverse dalla Svezia e i paesi anglosassoni (Regno Unito, ma anche Australia, Canada, Nuova Zelanda, i quali teoricamente riconoscono come Capo dello Stato il monarca del Regno Unito e sono presieduti da un Governatore

generale nominato dal Re inglese su parere del Governo) " ma di fatto il Re, sull'esempio inglese, viene ad essere confinato a un ruolo simbolico e formale

  1. La seconda tendenza è rappresentata dalla razionalizzazione dei rapporti parlamento- governo. Molti ordinamenti prevedono l'elezione parlamentare del solo primo ministro. E’ raro invece Il voto di fiducia iniziale all'intero governo (presente in italia). Nella maggioranza delle monarchie parlamentari il governo entra in funzione con la nomina del re e quindi la fiducia del parlamento la presunta.

La mozione di sfiducia è regolamentata in modo da rafforzare la stabilità del governo e da evitare che questo sia messo in crisi da qualsiasi voto negativo del parlamento. Infine, per quel che riguarda lo scioglimento del parlamento, si verifica una dissociazione tra la titolarità formale del potere, che spetta quasi sempre al capo dello Stato e la sua titolarità sostanziale, che, tramite la proposta e/ o la controfirma, è del governo, anche se in alcuni casi si configura come un potere condiviso o spettante al solo capo dello Stato. Numerosi ordinamenti disciplinano le cause giustificate dello scioglimento. Varie costituzioni fanno esplicito riferimento all'incapacità del parlamento di formare un governo o alla crisi di governo provocata dal rigetto della fiducia o dall'approvazione di una mozione di sfiducia, configurando un'ipotesi di scioglimento funzionale. Mentre si ha una scioglimento maggioritario, prevalente nei riordinamenti anglosassoni, determinato dalla volontà del primo ministro di scegliere il momento più favorevole alla maggioranza per andare a nuove elezioni o di sottoporre al corpo elettorale un'importante decisione politica.

  1. La terza tendenza è quella al rafforzamento del governo e soprattutto del primo ministro. Questo da via a un processo di presidenzializzazione della forma di governo che consiste nell’adozione da parte dei primi ministri di comportamenti e metodi di esercizio del potere analoghi a quelli della presidenza statunitense.

15. L’influenza del sistema dei partiti sul funzionamento della forma di gov. parlamentare Sul funzionamento del sistema dei partiti gioca un ruolo importante la natura dei sistemi dei partiti che permette di operare una sottoclassificazione delle forme di gov. Parlamentari. In particolare nel 1970 si è proposta una tripartizione:

la forma di governo parlamentare a bipartitismo rigido, tipica del regno unito e caratterizzata dall'elezione popolare di fatto del primo ministro e dalla prevalenza di questi sul governo e del governo sul parlamento; quella a multipartitismo temperato, contrassegnata dall'assenza sia di investitura popolare del primo ministro sia di una forte instabilità governativa; quella a multipartitismo estremo, caratterizzata dalla instabilità dei governi e dalla debolezza del primo ministro. Nel 1978 Colliaed ha distinto le forme di governo parlamentare in stabilizzate e non stabilizzate, a seconda della stabilità o meno della maggioranza e del sottostante sistema di partiti. Si possono distinguere le forme di governo parlamentare contemporanea in due sottotipi: maggioritarie e democrazie consensuali. Le prime si affermano in società omogenee e si basano sul ruolo determinante della maggioranza e sul predominio del potere esecutivo. Le seconde sono tipiche delle società eterogenee, attraversata da forti differenziazioni sociali, etniche, religiose, e si fondano sul coinvolgimento delle minoranze nell'adozione delle decisioni fondamentali o nella stessa partecipazione al governo. La forma di governo parlamentare maggioritaria è caratterizzata da sistemi politici bipartitici o bipolari e si afferma nelle società democratiche nelle quali non vi sono profonde fratture etniche. La forma di governo parlamentare non maggioritarie è caratterizzata da sistemi politici multipartitici e multipolari ed è di regola favorita da sistemi elettorali non selettivi. Essa si afferma nelle società eterogenee. =>Sistema politico viene influenzato dal sistema elettorale:

Il potere legislativo viene attribuito al congresso costituito da due camere: la camera dei rappresentanti, eletta per due anni dall'intero corpo elettorale ed il senato, eletto ogni sei anni, ma rinnovato per un terzo ogni biennio. Il potere esecutivo viene affidato ad un presidente, che è anche capo dello Stato, il quale ha una derivazione popolare e dura in carica per un mandato di quattro anni, rinnovabile una sola volta. L'elezione presidenziale avviene in due fasi: -La prima fase sfocia nella designazione dei candidati alla presidenza ed alla vicepresidenza nelle convenzioni nazionali del partito democratico e di quello repubblicano. -La seconda fase prevede in ogni stato ai primi di novembre l'elezione. Successivamente questi votano a scrutinio segreto per presidente e vicepresidente ed all'inizio di gennaio il presidente del senato effettua lo spoglio di fronte alle camere riunite e proclama eletti i candidati che ottengono la maggioranza assoluta dei voti; infine il 20 gennaio il presidente prende ufficialmente possesso della carica. Qualora nessun candidato raggiunga la maggioranza prescritta, la camera elegge il presidente fra i tre candidati più votati con il voto favorevole della maggioranza degli stati mentre il senato elegge il vicepresidente tra i due candidati più votati. -Intorno al presidente vi è una struttura esecutiva come un insieme di cerchi concentrici. 1)Nel primo di questi vi sono i suoi più stretti collaboratori, che costituiscono l’ Executive office, il quale si articola in varie strutture che svolgono funzioni consultive, di preparazione delle decisioni e di controllo interno sull'esecuzione di queste. 2)Il secondo cerchio è costituito dai dipartimenti, presieduti dai segretari, nominati e revocabili dal presidente, tra questi il segretario di Stato, che risiede il Dipartimento di affari esteri. La riunione periodica del presidente con i segretari dà vita al gabinetto. 3)terzo cerchio sono le autorità indipendenti chiamate a svolgere rispettivamente attività amministrativa di settore e attività di carattere economico, in base a leggi del congresso che affidano loro poteri non solo amministrativi, ma anche normativi e nelle materie di loro competenza. il potere giudiziario è attribuito alla corte suprema, composta da nove giudici nominati a vita dal presidente, ed ai giudici di grado inferiore.

18. La forma di governo direttoriale: la confederazione Svizzera Nella forma di governo direttoriale vi è compresa l’esperienza dell’Uruguay tra 1951 e 1966. la forma di governo direttoriale è tuttavia tipica della sola confederazione Svizzera è definita come assembleare o convenzionale. In tale forma di governo il parlamento sarebbe titolare di tutti i poteri e ridurrebbe il governo ad organo meramente esecutivo della sua volontà. Forma di governo della Svizzera viene modellata su quella adottata dalla costituzione francese del (1795), la quale prevedeva accanto ad un parlamento bicamerale un direttorio di cinque membri, eletto ma non revocabile dal primo, che svolgeva contemporaneamente le funzioni di governo, nominando i singoli ministri, e di capo dello Stato. La forma di governo svizzera può essere compresa solo dalle caratteristiche del paese: si tratta di una nazione non in senso etnico, in quanto lo Stato comprende una pluralità di comunità etniche, linguistiche e religiose caratterizzate da una tradizione plurisecolare di autonomia a livello cantonale e urbano, ma in senso politico, come frutto di una libera scelta rispettosa del pluralismo e delle autonomie e per questo favorevole alla creazione di un organo di governo- capo dello Stato collegiale e rappresentativo. Altri due fattori sono: la particolare collocazione internazionale del paese, fondata su una politica di neutralità, ed il ruolo importante degli istituti di democrazia diretta ( iniziativa popolare e referendum ). L'organo esecutivo deriva dal parlamento, in quanto i suoi membri sono eletti individualmente dall'assemblea federale, ma la derivazione è solo iniziale, in quanto non è previsto un voto di sfiducia nei quattro anni della legislatura. A sua volta il consiglio federale non ha il potere di scioglimento delle camere. L'organo di vertice del potere esecutivo non è eletto dal popolo e non ha natura monocratica, ma collegiale, in quanto tra i sette membri che lo costituiscono uno assume a rotazione per un anno la carica di presidente della confederazione. Il potere dell'assemblea federale è

sottoposto al duplice limite rappresentato dai diritti del popolo e dei cantoni. In secondo luogo all'assemblea esercita un controllo sul consiglio federale e può conferirgli dei mandati relativi alle competenze governative, ma non può revocare i consiglieri federali dalla carica. In terzo luogo si è sostenuto che l'attribuzione all'assemblea dei poteri residui non abbia carattere generale, ma valga solo per gli atti di tipo legislativo. Infine la tutela della sicurezza interna ed esterna, sono attribuite sia all'assemblea che al consiglio. In conclusione entrambi gli organi sono titolari dell'indirizzo politico. L'organo direttoriale svolge importanti funzioni di tipo normativo nella forma di regolamenti o di atti con forza di leggi, emanati con o senza delegazione legislativa o su autorizzazione del parlamento. Il consiglio è formato da un numero ridotto di membri, ciascuno dei quali, eletto personalmente dall'assemblea federale.

19. La forma di governo semipresidenziale si fonda sulla compresenza di due elementi: uno parlamentare ( la responsabilità politica del governo nei confronti del parlamento ) l'altro presidenziale (l'elezione popolare di un presidente della Repubblica titolare di importanti poteri propri). Ne consegue un esecutivo dualistico, caratterizzato dalla compresenza del presidente e del primo ministro, posto a capo di un governo sostenuto dalla maggioranza parlamentare. Le ragioni che hanno spinto i paesi a darsi un presidente eletto dal popolo sono varie:

  • la conquista dell'indipendenza e la necessità di sostituire al monarca dell'ex madrepatria un monarca repubblicano;
  • la volontà di contrapporre al pluralismo politico, che si esprimeva nel parlamento, l'unità e l'autorità dello Stato, impersonata da un presidente con una forte legittimazione;
  • la fuoriuscita da una dittatura e la ricerca di una garanzia di democraticità nell'elezione popolare del presidente. La natura mista della forma di governo semipresidenziale può dare vita ad esiti pratici molto differenziati, a seconda che prevalga l'elemento presidenziale o quello parlamentare. Sulla base dell'esperienza pratica e dell'influenza del sistema politico è possibile distinguere tre sottotipi: 1 ) il primo può essere definito a preminenza del primo ministro, che è il vero leader della maggioranza, mentre il presidente svolge un ruolo simbolico formale; 2 ) il secondo è ad esecutivo effettivamente diarchico, con una separazione di competenze tra primo ministro- governo e presidente, al quale sono attribuiti importanti poteri propri; 3 ) infine il terzo è a preminenza del presidente, il quale ha una posizione di superiorità gerarchica nell'esecutivo, grazie all'esistenza di una maggioranza parlamentare del suo stesso orientamento politico. Il governo semipresidenziale è stato adottato dalla maggioranza dei paesi ex socialisti dell’europa centro orientale, ed ampia diffusione in africa e asia. 20. La quinta Repubblica francese la quinta Repubblica nasce dalla crisi della quarta Repubblica, determinata da ragioni sia istituzionali sia politiche. In origine i costituenti pensano di dare vita ad un sistema parlamentare fortemente razionalizzato, nel quale ad un parlamento frazionato a causa del tradizionale multipartitismo estremo faccia da contrappeso un potere esecutivo composto da un governo, al quale vengono attribuiti importanti poteri per garantire l'attuazione in parlamento del suo programma, e da un presidente della Repubblica, che in funzione di arbitro è chiamato ad assicurare il regolare funzionamento dei poteri pubblici e la continuità dello Stato. L'evoluzione della forma di governo verso il predominio del potere esecutivo, ed al suo interno del capo dello Stato, viene sancita nel 1962 con l'introduzione dell'elezione a suffragio universale del presidente della Repubblica. L'elezione popolare esalta l'uso dei poteri del presidente e in particolare di quelli che, non essendo soggetti controfirma ministeriali, risultano poteri propri del capo dello Stato, tra i quali sono