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Appunti di tutte le lezioni di Diritto del Commercio Internazionale del corso di Mediazione Linguistica (L-12), anno 2018/2019. (Sono compresi gli articoli del Regolamento di Roma 1 da studiare) --studiando solo da questi miei appunti ha preso come voto finale 30---
Tipologia: Appunti
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PRIMA LEZIONE – IL COMMERCIO INTERNAZIONALE FINO ALLA SECONDA GUERRA MONDIALE. L’ORDINE ECONOMICO DEL SECONDO DOPOGUERRA.
INTRODUZIONE
Ogni Stato ha un proprio diritto ma allo stesso tempo appartengono ad una stessa famiglia giuridica che affrontano le problematiche allo stesso modo (risultato delle condizioni storiche).
FAMIGLIE DI DIRITTO : gli Stati appartenenti sono fortemente ancorati e legati alla condizione giuridica della famiglia di appartenenza.
La nostra famiglia giuridica è quella romano-germanica ( ordinamento di civil-law) , comune ai paesi come la Francia, Germania, Portogallo Paesi che costruiscono il loro diritto intorno alla tradizione romanistica ( diritto romano : padre della cultura giuristica quasi universali – se si tolgono i paesi asiatici e africani) accresciuti dal diritto tedesco.
Famiglia inglese : appartiene all’ordinamento di common-law. Comprende UK, Commonwealth, USA (Luisiana ha un ordinamento quasi di civil-law perché legata alla Francia). Il Canada è una federazione dove vi è una base fortemente francese e altre di common law. Nei paesi di common-law si cita il precedente (da noi il precedente viene citato solo a sostegno di un’ipotesi, noi citiamo i codici).
Paesi ex-socialisti: appartenevano alla famiglia romano-germanica, per un certo periodo sottoposti a regolamentazioni di istituzioni completamente diverse.
Diritto islamico : completamente fondato su dei pilastri assolutamente diversi dai nostri. È diritto, religione e morale (si parte dalla Sharia che si rivela attraverso il corano ecc…). Ordinamento dove fondamentale non è quello detto dai giudici o quello scritto ma formato dagli studiosi (prevale la dottrina). Solo di recente si sono messe per iscritto regole. C’è una dicotomia tra tradizione e modernità (ovvero, far parte di una economia internazionale).
Nella realtà dei paesi asiatici (in particolare Cina e Giappone) il diritto è considerato come un qualcosa da guardare con una certa cautela perché il confucianesimo, buddismo, scintoismo… ha portato a questi Paesi la valenza che ricorrere al diritto sia qualcosa di riprovevole. Ricorrere al diritto (all’avvocato) significa una sconfitta perché significa che non si è stati in grado di arrivare ad un accordo amichevole. In Giappone solo il 2% fa la professione legale. In Cina concetto del li e fa (?), il capitalismo diventa uno strumento per raggiungere degli scopi.
Negli USA c’è il calvinismo che propugna la predestinazione. Si capisce che si è predestinati dalla ricchezza?
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GIURISPRUDENZA : è il risultato di quello che il giudice dice.
DIRITTO : è quello che è scritto.
DOTTRINA : quello che dicono gli studiosi.
FONTI DEL DIRITTO : sono le leggi.
DIRITTO DEL COMMERCIO INTERNAZIONALE
Ci soffermiamo sugli aspetti privatistici, non rapporti domestici (ciò interni ad unico Paese) ma con dei rapporti che presentano sempre elementi di estraneità. Significa che ci sono dei collegamenti con un ordinamento straniero (es: straniero può essere la parte, all’estero può trovarsi il luogo di esecuzione del contratto…). Quindi ci sono cose che ci riconducono all’ordinamento di un altro Paese. Ci sono più ordinamenti e ci pone le domande di quale ordinamento deve regolare il nostro caso e in caso di controversia, davanti quale giudice vado.
È fondamentale che in un contratto internazionale si tenga in considerazione l’oggetto del contratto ma anche di altre problematiche (quale legge si applica, chi paga i costi ecc…).
Siamo ad un livello sovrannazionale che prescinde dai diritti dei vari Stati.
DIRITTO DEL COMMERCIO INTERNAZIONALE (DEFINIZIONE): è una branca del diritto. È una disciplina che regola le operazioni di commercio le quali in ragione del collegamento più Stati o del loro ruolo nelle relazioni economiche internazionali presentano un carattere internazionale. È un diritto diverso rispetto al diritto internazionale pubblico e diritto internazionale privato.
DIRITTO INTERNAZIONALE PUBBLICO : riguarda i rapporti tra gli Stati.
DIRITTI INTERNAZIONE PRIVATO : è un diritto rigorosamente interno. Ogni Stato ha il suo diritto interazione privato che è diverso da Paese a Paese.
PARTE DA STUDIARE EFFETIVAMENTE.
Il diritto del commercio internazionale (materia che studia gli scambi commerciali) lo si studia in due modi:
Sono gli Stati dai quali le merci vengono esportate o/e gli Stati a cui tali merci sono destinate.
Gli attori protagonisti del commercio internazionale a livello pubblicistico sono:
-gli Stati
-le organizzazioni intergovernative a vocazione universale (FMI, WTO; la Banca Mondiale, l’ONU…)
-le organizzazioni intergovernative a vocazione regionale (l’Unione Europea, OCSE, UNIDROIT, G7…)
-le organizzazioni non governative (come le Camere di commercio internazionali); sono importanti perché sono gli istituiti a cui mi devo rivolgere principalmente nel momento in cui intendo intraprendere rapporti commerciali con un certo Paese. (Mi può dare tante informazioni del tipo come mi devo muovere, quali i sono rischi, chi mi aiutare sul posto…).
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dotati dello status di civis. Il soggetto che si pronuncia in materia di ius civile è il cosiddetto iudex. Lo iudex romano interviene solo nei rapporti di diritto civile tra cittadini. Quando invece cominciano a crearsi rapporti giuridici che riguardano soggetti non cittadini si cominci a sviluppare un diritto diverso che è molto importante: ius gentium (il diritto delle genti). La caratteristica è che in tutto l’impero, oltre ai cittadini, c’erano rapporti che erano intrattenuti soprattutto con soggetti che possono trovarsi in altri parti dell’impero. I rapporti con questi oggetti non possono essere regolati con lo ius civile e così venne definito lo ius gentium sul quale si pronuncia non lo iudex ma il Prætor (il pretore), il soggetto chiamato a regolare i rapporti soprattutto in materia commerciale che vengono a crearsi o tra non cittadini o tra il cittadino e il non cittadino.
Lo ius gentium è un diritto interno perché ci muoviamo sempre nei confini dell’Impero Romano.
Alcuni istituti di diritto attuali sono l’espressione dello ius gentium, tipo il concetto di società sociali, locazione, compravendita.
Dopo un periodo in cui si comincia a parlare di una attività di scambio, con l’Alto medio evo tutto questo subisce una brusca battuta d’arresto a causa di invasioni barbariche, incertezza e insicurezza nei rapporti commerciali. Nell’alto Medio Evo nasce l’economia curtense –> quel tipo di organizzazione della società civile che si traduce in un fenomeno molto semplice: la vita economica, che al tempo dei romani erano assolutamente agevolata dal commercio, si richiude in sé stessa. L’economia curtense si basa sul concetto di autosufficienza. Gli scambi commerciali non sono favoriti perché non c’è più un potere centrale.
Intorno al XX e XXI secolo comincia a verificarsi una sorta di opposizione di tendenza, piano piano si cominciano a creare dei rapporti commerciali. Si riaprono i commerci dovuto anche al fatto che cominciano le crociate. Cominciano ad avere un ruolo le repubbliche marinare e si cominciano a creare un certo ordine anche negli affari marittimi. Il diritto marittimo getta le basi del diritto commerciale internazionale.
Problema dell’apertura e chiusura al mondo è un problema che si è trovato il Giappone perché dopo anni di influenza cinese e 300 anni di totale chiusura con il periodo dell’imperatore sciogu? ad un certo punto il Giappone intorno al 1848 apre le porte. Vi sono state conseguenza a livello imperativo, industriale che sono state sospese (negli altri Paesi vi sono state le rivoluzioni industriali ecc…) Il Giappone invece si ritrova nel 1850 non ha il servizio postale, le strade ecc… non ha regole né leggi. Con l’apertura iniziano i trattati, i rapporti commerciali he ovviamente il Giappone non sa come gestirli perché non ha norme.
Questa situazione viene risolta quando tutti decidono di aprire le porte al commercio e di progredire, così si intensificano i rapporti commerciali e culturali nel periodo del Rinascimento. Questa rinascita avviene non solo a livello commerciale, culturale, ma anche giuridico. Infatti, in questo periodo nasce un diritto che si chiama ius commune , un diritto comune perché unisce ciò che era rimasto diviso per decenni e secoli. Questo ius commune è il risultato della combinazione di due diritti: il diritto romano e il diritto canonico (quello della Chiesa). Questo diritto commune non è sufficiente. In difetto di normative e di regole cominciano a regolare questi rapporti tra soggetti lontani e in Stati diversi gli stessi commercianti , inventandosi le regole e facendo nascere così la LEX MERCATORIA.
La LEX MERCATORIA è ancora attualmente una delle fonti principali del diritto del commercio internazionale, perché è una legge sovrannazionale. Sono delle regole che tutti i mercanti si danno e che tutti i mercanti rispettano. Diventa un diritto internazionale , uniforme (perché è più o meno lo stesso dappertutto), speciale (perché non è un diritto che copre tutti gli ambiti del diritto civile,
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riguarda solo rapporti commerciali e inoltre non è stato creato da un potere centrale ma da un ceto specifico: quello dei mercanti.)
I mercanti non solo creano le regole ma creano anche un modo per farle rispettare inventandosi i tribunali dei mercanti. Le curie mercantili sono dei tribunali completamente staccati dai poteri centrali davanti ai quali un mercante cita in giudizio un altro mercante. La sanzione più grave è quello di non essere più ammesso a commerciare con gli altri ( essere estromesso dalla attività del commercio ). Ci sono regole sui pesi, pagamenti… tutti gli aspetti vengono disciplinati non dallo Stato o poteri politici centralizzati ma dal ceto che ha il principale interesse alla gestione, all’incremento, sviluppo e al fatto che i rapporti commerciali avvengono in maniera corretta e fisiologica. Qui nasce uno dei pilastri del commercio internazionale perché questo è un modo per risolvere le problematiche collegate alla nazionalità di ogni parte in gioco.
Ci troviamo difronte ad una legge che è autosufficiente : perché regola i rapporti mercantili e si espande fin la dove arrivano i mercanti (varcando i confini comunali); dove c’è un’attività mercantile.
La legge mercatoria si compone di statuti delle corporazioni mercantili i mercanti si organizzano tra loro. Per essere ammessi ad una professione bisognava seguire una procedura e significava sottostare agli statuti di coloro che si erano organizzati si erano dati.
Inoltre, vi erano le consuetudini : fonte del diritto anche al giorno oggi. La consuetudine è una fonte che produce diritto perché si fonda su dei fatti. Legge e consuetudine sono due concetti opposti perché la legge viene approvata, costituito, imposto da una autorità superiore. La consuetudine nasce dal basso, cioè è fondata su due elementi importantissimi:
Un comportamento giuridicamente dovuto significa che un determinato modo, ad esempio, di spedire, di imballare, pesare ecc… è diventato doveroso. Diventano delle regole.
La lex mercatoria si fonda:
Le curiae mercatorum sono rapidissime nelle loro decisioni e decidono secondo equità (giustizia del caso singolo).
La lex mercatoria diventa un ordinamento nell’ordinamento coesiste e opera contestualmente e contemporaneamente alla lex fori (la legge tradizionale).
In questo periodo i poteri centrali cominciano gradualmente a stabilizzarsi, quindi cominciano anche ad aversi dei trattati internazionali. Accanto al diritto dei mercanti anche il diritto degli Stati,
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delle raccolte di consuetudini, su cui lo stato effettua degli aggiustamenti per farle funzionare. Ci sono diversi code, tra cui il code savary ispirato da questo mercante che si chiama ‘Savary’, il quale era un esperto di giurisdizioni mercantili. Tale ‘code savary’ è l’altro nome con la quale viene definita l'ordonnance du commerce. È particolarmente importante perché rappresenta il primo esempio di organizzazione, una sorta di strumento da consultare in materia di diritto del commercio internazionale. Diventa importante perché quello che era uno ius mercatorum, diventa uno ius mercatura quello che era il diritto dei mercanti, costruito è approcciato in termini soggettivi rispetto a chi lo aveva fatto, diventa il diritto di una materia, lo ius mercatura, diventa il diritto del commercio. Questo avviene perché c’è un opera di statalizzazione.
Nel momento in cui diviene uno ius mercatura/e viene strutturato, regolamentato e perde molto di quella uniformità, spontaneità che era dovuta alla sua natura internazionalistica. Questo diritto funzionava ovunque perché era internazionalistico e non si portava dietro i sovrappesi delle istituzioni nazionali (i retaggi culturali, nazionali…). Ora, invece, diviene una sorta di affare di stato e lo contamina con i propri aspetti statalistici.
L’evoluzione del diritto del commercio internazionali ci fa capire molte cose: noi parliamo di una situazione che è sottoposta ad una sorta di ciclicità. Nasce la lex mercatoria che successivamente viene statalizzata.
(Liberismo). Siamo arrivati intorno al 1870 che è un periodo molto importante perché questo è il periodo dell’avvento della prima globalizzazione economica. Accade che intorno al 1860 – 1930 avviene un grande fenomeno che influenza in maniera sostanziale in diritto del commercio internazionale: la Rivoluzione Industriale. Si comincia a parlare di produzione di massa e anche le comunicazioni internazionali si sviluppano a tal punto che si comincia a parlare di una vera e propria globalizzazione. Il primo effetto della globalizzazione è che viene a privare le industrie del loro carattere nazionale tipico e si crea un vera attività che comincia ad operare tra le nazioni a livello universale.
La nazione che in questo momento prospera e vuole imporsi riuscendoci a livello mondiale è la Gran Bretagna , che porta avanti un forte politica di liberalizzazione del commercio che punta ad abbattere dazi e divieti tra gli inglesi che vogliono commerciare con il mondo e vogliono creare nuovi mercati.
Gli stati, difronte a questa nuova esigenza, ricorrono sempre più spesso a convenzioni di diritto internazionale privato materiale uniforme e a norme di conflitto uniformi. Questi accordi tendono a creare delle regole per la risoluzione e per la gestione di rapporti commerciali fisiologici e patologici (cioè controversie) caratterizzati dall’ elemento di estraneità (rapporti commerciali che non sono domestici ma sono collegati ad uno stato straniero in qualche modo). Si comincia a discutere per trovare dei rimedi da utilizzare quando ci troviamo difronte a queste situazioni che presentano degli elementi di estraneità e riguardano rapporti commerciali.
Ci troviamo ancora difronte a un diritto commerciale statualizzato, quindi, legato alle differenze proprie e tipiche legate ai propri ordinamenti giuridici. Viene in soccorso ai rapporti commerciali a livello transfrontaliero (internazionale) la lex mercatoria. Le consuetudine hanno questo vantaggio di andare aldilà delle frontiere, quindi, nonostante i governi cerchino di mettere le loro regole in materia di diritto del commercio internazionale, i mercanti (gli operatori/attori del commercio) a loro modo riacquisiscono e rinvigoriscono la tradizione iniziata attraverso la lex mercatoria. Si ha una graduale rinascita e riscoperta di quella che viene definita una nuova lex mercatoria che nasce dalle ceneri in cui l’aveva ridotta la statalizzazione del diritto.
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È rinata la lex mercatoria però in questo periodo scoppia la Prima Guerra Mondiale ed inizia un periodo buio per il commercio internazionale fatto di misure restrittive, controllo sui cambi, sussidi di export e svalutazioni competitive delle monete nazionali. Succede che ogni stato invece di guardare a prospettiva più ampia internazionalistica, invece di tenere in conto una sorta di quadro generale dei rapporti commerciali a livello internazionale, inizia un forte periodo di nazionalismo che porta con sé delle conseguenze.
Dirigismo economico : lo stato interviene direttamente nella vita economia del paese e quindi, attua delle vere e proprie politiche protezionistiche che però non solo vogliono difendere lo stato di appartenenza ma mirano a scaricare gli effetti di queste politiche protezionistiche su altri stati. Lo scopo è quello di creare un politica che cerca di acquisire benefici propri a spesa degli altri paesi. (beggar thy neighbor)
Questo avviene nel periodo del primo dopoguerra che viene accompagnato anche dalla Grande Depressione negli Stati Uniti (1929). Si tratta di un periodo buoi del commercio internazionale proprio perché sono gli stati che nonostante questo tentativo di risurrezione della lex mercatoria, intervengono con questa politica che è fortemente limitativa di questo modo di pensare e che crea una serie di limitazioni. Si mettono dazi, limiti di importazione ecc...
Secondo conflitto mondiale. Ci si rende conto che questi scopi di pensare non portano da nessuna parte, tanto che alla fine della Seconda guerra mondiale ci si rende conto di quelli che sono stati gli effetti devastanti della mancanza di comunicazione. Si inizia, perciò, a parlare di pianificazione a livello economico e di collaborazione tra i vari paesi.
Nel 1941 si ha luogo la conferenza atlantica e viene firmato un? agreement e l’America si fa promotrice di questo nuovo modo di pensare e di un sistema basato su libertà di scambio.
Nel 1946 nasce un istituto molto importante che è il cosiddetto ITO ( International Trade Organization ) noto anche come ‘Carta dell’Avana’. Il suo scopo è quello di cominciare a dettare un regolamentazione universale di diritto del commercio internazionale condivisa da tutti i paesi o, meglio dire, dai paesi aderenti. Si ha bisogno di regole e di ripartire mettendo ordine in ogni ambito (nel commercio internazionale con l’ITO).
Un’altra conferenza importantissima è la Conferenza di Bretton Woods del 1944. Con tale conferenza si creano dei pilastri fondamentali per l’ordine internazionale che sono:
Nello immaginario di questi soggetti che si fanno promotori di idee di cooperazione si voleva creare un sistema trilaterale dove c’era l’ITO , il FMI e il BIRS.
Il FMI doveva preoccuparsi di ordine monetario.
La BIRS nasce con lo scopo di aiutare la ricostruzione nei paesi dell’Europa distrutti dalla guerra. Si comporta come una banca prestando soldi e doveva svolgere questo ruolo in collaborazione con l’ITO. Ma soprattutto la Banca Mondiale e il Fmi sono delle agenzie delle nazioni unite che nel un’frattempo sono state costituite.
Nel 1945 nasce l’ONU il cui scopo era quello di creare un ordine talmente articolato e funzionante in cui c’era: ordine nel commercio , ordine nei cambi , nella ricostruzione e ordine nei paes i. L’ONU nasce in sostituzione di quella che era stata a Società delle Nazioni , nata nel periodo successivo al primo dopoguerra, e con l’ONU si voleva creare un nuovo ordine economico
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Classificazione:
-Stato -Organizzazioni internazionali (suddiviso in tre gruppi: -a vocazione universale ONU, WTO, FMI, Banca Mondiale -a vocazione regionale UE, OCSE… - 1 - STATO
Lo stato è un soggetto che può giocare un duplice ruolo nel commercio internazionale perché si pone come un potere (autorità sovrana e colui che scrive le regole) ma allo stesso tempo può essere parte contrattuale (come un privato qualsiasi). Si comporta iure privatorum , cioè secondo le regole i diritto privato.
Si può comportare come autorità in vari modi:
-può applicare una politica laissez faire (fa che il mercato trovi una sua regola)
-può applicare un protezionismo (un regolazione unilaterale del commercio estero mediante norme di diritto pubblico dell’economia)
-può partecipare ad accordi internazionali (multilaterali o bilaterali)
[Investimenti esteri - lo stato da parte contrattuale può giocare con regole diverse e, quindi, diventare un’autorità (prima ti faccio fare un investimento e poi la nazionalizzo).
Il nostro è uno stato sociale libero (art. 42 -42 -43) e l’iniziativa economica privata ha sempre un limite: non deve mai urtare con l’utilità sociale, non perseguire fine sociali e non deve mai scontrarsi con quello che rappresenta la dimensione del sociale.
In paese come l’Inghilterra in cui non c’è una costituzione scritta e hanno due parole per la loro costituzione: liberty and property.]
Lo stato italiano interviene come soggetto protagonista nel diritto del commercio internazionale attraverso alcuni organi:
-a livello centrale c’è una commissione permanente per il coordinamento e l’indirizzo strategico della politica commerciale con l’estero presso il CIPE (Quinta commissione permanente CIPE). Ha un ruolo molto importante perché è una commissione interministeriale, dentro ci sono tutti i vari ministeri.
Nel 1988 è stata istituita questa commissione perché si voleva seguire un’ideale di sistematizzazione e di creare delle regole in materia di diritto, di istituti statali che si occupavano di diritto del commercio internazionale. Si occupa principalmente di politica industriale e di politiche
per l’internazionalizzazione. All’interno di quello che viene definito ‘ sistema paese ’ va a coordinare la propria attività con la ‘ cabina di regia’.
All’interno da quello che da noi viene definito sistema paese, il ruolo fondamentale lo occupa sia questa quinta commissione permanente del CIPE la quale ha funzione di coordinamento e indirizzo strategico della politica commerciale con l’estero. È il vertice della piramide, è quella che da le direttive a tutti gli organismi amministrativi, coinvolti gli enti e poi c’è questa cabina di regia che definisce gli indirizzi strategici delle politiche di internazionalizzazione e promozione degli scambi con l’estero. All’interno di tutto ciò vi sono diversi soggetti: il ministero degli affari esteri, l’istituto nazionale per il commercio estero, la SACE e altri soggetti che svolgono una funzione importante (ad esempio: le camere di commercio e le stesse regioni).
(TROVARE NEL MARRELLA – SE SI FA ALLO SCRITTO NON LA CHIEDE ALL’ORALE E NON BISOGNA SAPERE BENE)
Parlando dello stato italiano come attore del diritto del commercio internazionale due sono le commissioni da tenere in considerazione:
ICE (Istituto nazionale per il Commercio Estero): ha la funzione di fornire informazioni e agevolazioni in termini di sviluppo dei rapporti commerciali con l’estero e creare degli importanti contatti con le rappresentanze diplomatiche italiane all’estero ed elabora le schede paese.
Le schede paese sono quelle schede che tendono a dare un quadro informativo sulla situazione politica ed economica di un certo stato.
SACE (Servizi Assicurativi del Commercio Estero) : è simile ad una impresa privata di assicurazione che si avvale della garanzia dello stato. (Esempio: se voglio fare un investimento in una paese a rischio e ci sono delle problematiche posso assicurare il rischio che qualcosa vada male attraverso la Sace).
Camere di commercio : possono essere viste o come camere di commercio in Italia oppure come camere di commercio italiane all’estero e straniere in Italia. Sono degli enti autonomi di diritto pubblico che svolgono numerosi servizi a favore delle impese nella circoscrizione di competenza. Hanno un mandamento che coincide con quello della provincia, rilasciano certificazioni molto importanti e rappresentano anche uno sportello per l’internazionalizzazione (forniscono una prima informazione in materia di import ed export, fiere, appalti…) Sono il primo punto di riferimento che si va consultare qualora si decidesse di intraprendere rapporti con l’estero. Sono importanti (quelle italiane) perché hanno varie funzioni e tra queste rappresentano il registro delle imprese.
Esistono altri tipi di camere di commercio (come la camera di cooperazione italo-araba) la quale svolgono funzioni molto importanti, solo che mentre le camere di commercio italiane in Italia sono degli enti autonomi di diritto pubblico, queste altre camere di commercio (tipo straniere in Italia o italiane all’estero) sono delle associazioni private di imprenditori. È importante essere parte di queste camere di commercio o di cooperazione di commercio internazionale perché offrono moltissimi servizi di consulenza e incentivi allo sviluppo degli affari. Cosa fanno:
Se lo stato agisce come stato: in caso di controversia la porterebbe davanti ai propri giudici o se ci fossero delle situazioni delicate a invocare immunità.
Quando lo stato si deve comportare come parte contrattuale diventa inevitabile che le risoluzione delle controversie le delega agli arbitri e non ai propri giudici e che debba rinunciare ad una parte di queste sue immunità (altrimenti non sarebbe una parte contrattuale sullo stesso livello della controparte).
2 – ORGANIZZAZIONI INTERGOVERNATIVE A VOCAZIONE UNIVERSALE
Vocazione universale: possono riguardare tutti gli stati del mondo.
Vocazione regionale : riguardano soltanto alcuni paesi.
( Universali ). Si parla di centri indipendenti di organizzazione istituzionale della cooperazione tra stati. Normalmente non hanno dei poteri coercitivi, non possono imporre qualcosa.
Possono essere:
Inoltre, possono essere:
Sono importanti perché farne parte significa: trovare una sede per stipulare convenzioni interstatali, è un modo perché gli stati si parlino, perché predispongano delle guide contrattuali, delle leggi modello e perché si aiuti anche a capire il contenuto e le modalità di prassi del commercio internazionale.
Queste organizzazione sono:
L’ONU si compone:
-dell’assemblea generale
-il consiglio di sicurezza
-la corte di giustizia dell’Aia
-il segretariato
-il consiglio economico e sociale
VEDERE BENE DA SOLI ONU
Storia – Si era arrivati a l’ITO, FMI, BIRS e ONU. Siamo intorno agli anni ’40. Succede che su ispirazione di alcuni paesi si vuole cercare di rimettere le mani nell’ordine economico mondiale, riorganizzarlo, renderlo libero e consentire una sorta di liberalizzazione degli scambi ma soprattutto lo scopo primario è quello di tendare di regolare giuridicamente i rapporti tra gli stati su basi bilaterali. Ci troviamo nel secondo dopoguerra (1945 in poi) e si punta ad un atteggiamento liberistico definito ‘ neoliberismo’ che si sostituisce al nazionalismo. È un liberismo differente perché prima era totale (ci si affidava al mercato che fa le regole), qui è un liberismo organizzato. Si tratta di un multilateralismo istituzionalizzato perché va compatibilizzato con altri valori. Si cerca di compatibilizzare la libertà con altri principi (come quello di non discriminazione, il principio della reciprocità) e si tiene sempre presente il principio della clausola della nazione più favorita.
Principio della clausola della nazione più favorita : nasce nel periodo del liberismo per diventare successivamente uno dei principi cardine del commercio internazionale. Questo era l’unico strumento che veniva utilizzato per tutelare i privati quando vigeva il sistema liberista. Afferma che “se in un rapporto commerciale tra me e lui vengono utilizzati dei dazi, sostanzialmente bassi, quando io mi vado a relazionare con altri paesi non dovrei applicare (a questi altri paesi) dei dazi più alti ma dovrei riconoscere agli stessi paesi il trattamento riconosciuto a lui che è la nazione più favorita”. Un certo tipo di trattamento riconosciuto ad un dato paese, secondo tale principio, lo si deve estendere anche agli altri paesi (aspetto del principio di non discriminazione).
Questi è il quadro che si presenta negli anni ’40. Viene creata l’ITO la quale dovrebbe essere realizzata attraverso la sottoscrizione della carta dell’Avana ma il problema è che molti stati si rifiutano di sottoscrivere la carta dell’Avana. Succede che in questo quadro composto da: ITO, FMI, BIRS (collegati in maniera stretta con l’ONU), il pilastro dell’ITO non può realizzarsi sia per ragioni dell’imperialismo britannico, sia per i conflitti sulle politiche liberiste, sia per la guerra fredda. Alla fine, non si arriva a sottoscrivere la carta dell’Avana e questa organizzazione internazionale del commercio (ITO) non viene a esistere.
Si ricorrere ad una soluzione di salvaguardia, nel senso che si va prendere un pezzo della carta dell’Avana che era un accordo allegato al capitolo 4 che è il cosiddetto ‘ GATT’ (General Agreement on Tariffs and Trade).
Questo GATT per decenni ha rappresentato il pilastro della normativa a livello intergovernativo del commercio internazionale.
GATT 47 : quello adottato a partire dal 1947. Il GATT era una parte di un accordo molto più ampio e strutturato che era quello dell’ITO, ma il ricorso al GATT viene con una idea programmatica, nel senso che venne preso mettendoci su le mani circa 50 anni dopo. Dal 1947 fino al 1996 il GATT ha giocato un ruolo fondamentale, è stato il principale strumento nel settore del commercio internazionale fino alla nascita del WTO.
Il GATT nasce con intendi solo provvisori, era temporaneo e non aveva una struttura istituzionale forte ma abbastanza esile (non c’era un’assemblea WTO – conferenza dei ministri). Non è mai stato ratificato (non ci sono leggi che dicono noi applicheremo il GATT) e non è mai diventato un accordo direttamente applicabile all’interno dei vari stati, però non è stato mai contestato. Lo si applicava sulla base di un protocollo di applicazione provvisoria e alla fine, giuridicamente parlando, era quasi dubbio che uno lo dovesse applicare doverosamente.
C’era, inoltre, la famosa clausola chiamata ‘ clausola grandfather ’ secondo cui, in pratica, le disposizioni nazionali non potevano essere in contrasto con quelle del GATT, però se queste erano vigenti nel momento in cui è stato adottato l’accordo le si potevano mantenere (quelle fatte
regolamentazione del commercio internazionale in maniera stabile e strutturata. Più sono i membri che ne fanno parte più è vincente la scelta di utilizzare il WTO. Attualmente si contano 164 Paesi membri.
Dal beggar thy neighbor, dal nazionalismo si arriva (a partire dal 1996) a un sistema di totale apertura alla collaborazione e a scrivere delle regole comune.
TERZA LEZIONE – LE ORGANIZZAZIONI INTERNAZIONALI AD AMBITO REGIONALE E GLI OPERATORI NON STATALI
WTO – 1996 anno di entrata in vigore del WTO. Passaggio dal GATT al WTO supportato da una serie di rounds (Uruguay). Il WTO rappresenta il risultato di uno sforzo multinazionale consistente, volto a realizzare una imponente regolamentazione di relazioni commerciali.
Lo scopo principale del WTO è quello di liberalizzare il commercio (attraverso l’eliminazione o riduzione di dazi e barriere anche non tariffarie) a seguito di negozianti. Le parti devono contrattare a devono trovare un luogo e una situazione in cui questo possa avvenite.
Nel sistema vengono integrati altri settori , come quello agricolo e tessile, ma soprattutto le regole pianificate dal GATT che attenevano allo scambio di merci, ora attengono anche ai servizi , la proprietà intellettuale e gli investimenti esteri. L’ambito di operatività del WTO si amplia comprendendo anche la tutela di alcuni diritti (diritto d’autore, marchi, contraffazione…). Con l’ingesso del WTO di alcuni Paesi si crea un sistema dove tutte le parti giocano seguendo le regole e mirano ad osservarle (garantisce anche che chi fa un investimento, prestiti ecc. con una tutela).
Il 1° gennaio 1945 entra in vigore l’atto finale del WTO. Solo che il passaggio effettivo avviene attraverso un periodo transitorio e l’effettiva entrata in vigore del WTO è il 1° gennaio 1996.
Tale passaggio è un passaggio che avviene attraverso una Implementation Conference del 1994 tutte le strutture, documenti, obblighi, decisioni, prassi, procedure, principi (tutto ciò che era stato frutto dell’attività del GATT ’47) viene recepito nel mondo dell’WTO.
La nuova struttura del WTO è sicuramente integrata sotto il profilo istituzione e materiale. In questo sistema confluisce anche il GATT 1947 che però cambia nome in quanto viene modificato dall’Uruguay round e ora viene identificato come GATT 94 (anche questo confluisce nella nuova struttura del WTO).
1° gennaio 1996 entra in vigore l’atto finale (l’atto istitutivo del WTO) e si compone di:
-una parte prima: introduzione ; con la quale viene adottato l’atto stesso
-una parte seconda: accordo istitutivo WTO (nucleo centrale)
Nel nucleo centrale si trova:
-il preambolo : il quale chiarisce i fini del WTO.
I 6 allegati sono 28 testi normativi e si distinguono in
Gli allegati degli accordi commerciali multilaterali (ACM) sono 5 e sono compresi:
-allegato 1A riguarda gli scambi di merci e si chiama GATT 1994
-allegato 1B riguarda i servizi e si chiama GATS
-allegato 1C riguarda il diritto di proprietà intellettuale attinenti al commercio e si chiama TRIPS
-allegato 2 intesa su norme e procedure che disciplinano la risoluzione delle controversie e si chiama DSU (dispute settlement)
- allegato 3 meccanismo di esame delle politiche commerciali TPRM
Il WTO è un luogo in cui si parla, si discute di commercio, si fanno trattative, si raggiungono accordi e ciò che viene concordato in sede di OMC non è mai suscettibile di coercizione nei confronti di uno stato. L’OMC non è un’autorità superiore e sovrana in grado di imporre qualcosa a qualcuno. È un ambiente dove tutti si trovano per stipulare accordi che possono o vincolare tutti ( ACM ) o vincolare solo alcune parti ( ACP ).
Il potere coercitivo dell’OCM in realtà è molto limitato, ha un suo valore una violazione di un accordo però l’unica sede in cui l’OCM ha un potere più forte è in sede di DSU. Significa che se due parti (stati) decidono di fare ricorso al sistema di risoluzione delle controversie che è previsto dal OMC, poi bisogna dare esecuzione a quello che viene deciso. Se due Stati decidono di fare riferimento ad un organo dell’OMC, con lo scopo di discutere ad una controversia non è che poi nel momento in cui arrivano ad una soluzione fanno come vogliono, in quel caso la decisione adottata in sede dell’OMC diventa vincolante e lo stato non si può più sottrarre. Questo potere esiste solo nell’ambito delle DSU. [dispute settlement body]
Gli ACM si distinguono dagli ACP perché quando si entra a far parte dell’OCM, gli allegati dell’ACM vengono ad essere oggetto di un impegno globale ed unico si chiama il principio del ‘ single undertaking ’. Gli allegati devono essere accettati solo il blocco e serve per tutelare l’unità del sistema e per evitare il cosiddetto ‘ free riding’ io mi scelgo solo gli accordi che mi fanno comodo.
ACP ( Accordi Commerciali Plurilaterali ) accordi plurilaterali che sono vincolanti solo per chi gli ha accettati espressamente e hanno, dunque, bisogno di una specifica ratifica. (Riguardano settori come l’agricoltura, il settore finanziario…).
C’è la clausola di opt-out possono attenuare unità del sistema (eccezioni da utilizzare quando ci sono difficoltà politiche).
WTO - PAESI CHE NE FANNO PARTE: 164 membri (data 2019) + 23 soggetti presenti in qualità di osservatori.
Osservatori hanno uno status particolare e sono ad esempio: FMI, BIRS … oppure stati che non vogliono far parte dell’OMC ma che vogliono entrare (hanno 5 anni per fare l’osservatore).
Taiwan anche se fa parte della Cina, ha una sua identità all’interno del WTO.
UE partecipa come UE.
A differenze dell’ITO, del FMI e della Banca Mondiale, che sono agenzie specializzate dell’ONU, l’OMC è totalmente indipendente da l’ONU.
ITO ordine nel mondo del commercio.
le questioni che interessano gli accordi commerciali con conseguente centralità all’interno dell’OMC.
Organi principali a competenze generale Il consiglio generale è anche un organo di risoluzione controversie, organo di appello permanente e organo di controllo delle politiche commerciali
Vi sono, poi, anche organi sussidiari permanenti (sono 3 gruppi) e 6 organi sussidiari ad hoc.
ALTRE INFO UTILI WTO
Ci sono procedure rigide per l’ammissione, non esistono procedure di espulsione ma si può uscire attraverso una procedura di recesso.
Quando si entra bisogna rispettare il principio del single undertaking.
I membri dell’OMC hanno tutti uno voto perché presenta un sistema simile a quello dell’ONU.
COME SI VOTA
All’interno dell’OMC vale la regola del consensus la manifestazione del voto e il ricorso ad una eventuale maggioranza sono previsti solo se non opera la regola del consensus. (Uno vota e fa valere la sua opinione solo se è in disaccordo).
Esprimere il consensus significa in un certo senso acconsentire a quel deliberatum e viene utilizzato per determinate decisioni (come il caso di modificare delle clausole).
Per molti oggetti di delibera occorre che ci sia una unanimità. (consensus?)
Diverso è il caso di altri tipi di votazione dove, per esempio, si vogliono cambiare delle regole di funzionamento, dove ci vogliono delle decisioni interpretative, in questi casi non si va per consensus ma bisogna raggiungere la maggioranza.
L’OMC si comporta spesso come un garante del funzionamento del sistema (ospita i negoziati) e opera attraverso un atto che è quello della raccomandazione (non fa leggi, non da direttive). In questo quadro si necessariamente interfaccia con 2 noti attori del diritto del commercio internazionale: FMI e BIRS (osservatori del WTO). È un necessario rapporto perché il FMI controlla le politiche valutarie degli stati e, in alcune decisioni che riguardano il GATT 94 bisogna necessariamente sentirlo.
FONDO MONETARIO INTERNAZIONALE
È una agenzia specializzata delle Nazioni Unite. Che nacque con gli accordi Bretton Woods del
SCOPI ISTITUZIONALI:
Questo FMI ha uno scopo primario : quello di promuovere l’ordinato operare del sistema monetario internazionale (vuole che il sistema monetario mondiale funzioni senza problemi) ma in funzione di questa sua attività gli vengono attribuite varie prerogative (quelle elencate sopra).
FUNZIONI
In primo luogo, legalizza la situazione dei tassi di cambio e elimina il concetto di parità aurea delle monete (perché quello che si vuole ottenere è un regime regolamentato dei tassi di cambio).
*Quando venne creato il FMI, questo fondo non ha solo la funzione di creare delle regole e garanzie nella stabilità dei cambi ma vuole intervenire dove ci sono dei problemi.
Un’altra importante funzione del FMI è quella di erogare assistenza finanziaria perché il FMI può intervenire dove ci sono degli stati che si trovano in difficoltà nella bilancia dei pagamenti. Il FMI è esso stesso un fondo e per aiutare gli altri Stati si gioverà delle sue risorse perché per farne parte bisogna versare una quota di partecipazione. La quota di partecipazione doveva essere versata, secondo le regole stabilite del Bretton Woods, per il 25% in attività di riserva che poteva essere oro (inizialmente), una valuta straniera o i DSP. Ad un certo punto si dotata di una sua specie di moneta virtuale che sono i Diritti Speciali di Prelievo ( DPS ). Per il restante 75% con la valuta propria. Chiaramente, ogni quota di partecipazione che viene al FMI viene calcolata in base al peso economico del Paese. questo fondo viene utilizzato per offrire assistenza finanziaria.
Aiuta poi gli stati nella bilancia dei pagamenti per farli arrivare ad una sorta di stabilizzazione economica.
Infine, si occupa di gestire la liquidità internazionale perché gli stati possono andare al fondo, chiedere i Diritti Speciali di Prelievo e arrivare ad uno aggiustamento della propria economia. (Per stabilizzare i cambi e la situazione economica).
DPS può essere scambiata con moneta propria o con altre monete e viceversa.
-Essendo stato costituito prima della dichiarazione universale dei diritti dell’uomo, lo statuto del FMI non ha alcun vincolo circa il sostegno ai governi antidemocratici. (Se ci sono governi antidemocratici che violano i diritti umani, essendo stato costituito prima della dichiarazione non ha una sorta di sbarramento morale nell’intervenire a sostegno di questi regimi antidemocratici.)
-A differenza del WTO e della BIRS, il FMI non ha un sistema di risoluzione delle controversie. C’è all’interno una sorta di organo che si occupa di chiarire delle questioni che possono sorgere in maniera interpretativa ma è un organo interno.