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Appunti del corso diritto dell'ambiente
Tipologia: Appunti
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Diritto dell’ambiente Prof. Luciano Salomoni email: [email protected] Orario: Materiale: G. Rossi, Diritto dell’ambiente, Torino. Ultima edizione Esame: Lezione 1 Materia che si occupa dei poteri pubblici e del ruolo dei poteri pubblici. Materia vicina ai problemi dei pubblici poteri, tenendo conto però degli aspetti economici e sociali. È una materia che tiene conto dell’attualità dei problemi legati allo sviluppo: problemi legati all’inquinamento e impatto ambientale. Il tema dell’ interesse ambientale come un interesse ambientale sotto il profilo giuridico: lì interesse sociale affinché l’ambiente si preservi, l’attenzione, il piacere rispetto all’ambiente come fenomeno naturalistico si può considerare come elemento esistente da sempre. Ma ciò su cui dobbiamo interrogarci è il momento in cui l’interesse ambientale emerge nell’ambito del diritto: non resti solo un aspetto di attenzione sociale, ma diventa un fattore disciplinato e considerato da parte del diritto. Questo assume rilievo per il diritto nel momento in cui l’ambiente non viene considerato un semplice bisogno o valore ma un interesse giuridicamente rilevante, un fenomeno di rilievo per il diritto. Per il diritto se esso riconosce un interesse, allora si pone un tema di tutela: la salute è un interesse giuridicamente rilevante a quel punto si pone un tema di tutela e protezione della salute, quindi in questo caso di tutela dell’ambiente e protezione del bene ambientale. Il passaggio che dobbiamo fare è: interesse ambientale —> interesse giuridicamente rilevante —> tutela e protezione del bene ambientale. Inquadrando l’interesse per l’ambiente che sotto il profilo del diritto deve essere giuridicamente rilevante, da lì percepiamo la dimensione giuridica che deve avere questo interesse. L’interesse ambientale sorge nel momento in cui si riconosce che deve avere una tutela, una protezione. Quindi se vi è tutela giuridica vuole dire che vi è qualcuno che può pretendere la tutela ovvero una situazione giuridica soggettiva. Questo è un passaggio progressivo nell’ambiente: se io ho un interesse rilevante in salute, ho la tutela del diritto alla salute, riconosco che vi siano situazioni giuridiche soggettive di singoli che possano far valere il diritto su tutti. Io come singolo ho un diritto alla tutela della salute perché è riconosciuta rilevanza a quell’interesse. Il passaggio fatto rispetto l’interesse ambientale come interesse giuridicamente rilevante è molto articolato, complesso e progressivo che ha richiesto anni e decenni di evoluzione: le emergenze ambientali hanno fatto render conto della necessità di proteggere questo interesse, di trovarne una soggettività nella collettività locale. Accanto al fatto che siano le emergenze ambientali ad averlo fatto emergere teniamo conto che l’interesse ambientale è debitore di quella fase di accrescimento dei diritti negli stati democratici, cioè gli ordinamenti democratici hanno fasi in cui hanno incrementato i diritti che tutelavano. Si tratta di conquiste dello stato democratico il fatto che lo stato si preoccupi di tutelare la salute, nuovi diritti del cittadini e l’ambiente. In questo quadro si inscrive l’emergere dell’interesse ambientale come interesse giuridicamente rilevanti. Un punto di svolta per l’emersione a livello globale dell’interesse ambientale è il momento in cui si prende coscienza del fatto che l’attività umana debba operare irrimediabilmente le risorse ambientali. Il momento in cui questo dato diventa un dato chiaro nel dibattito giuridico e per gli esperti viene datato comunemente con il rapporto (di studio) Meadows “I limiti della crescita” dell’MIT del 1972 voluto per studiare le ricadute del progresso: la prima volta in cui in modo sistematico e scientifico si qualifica e prende coscienza del fatto che l’attività umana possa essere fattore negativo per le risorse ambientali, ma è anche il rapporto che segna il passaggio e l’idea che occorra ogni tanto astenersi da interventi legati al progresso. È il rapporto che evidenzia la necessità di limitare la crescita. È un momento di passaggio che va collocato dal punto di vista sociologico e storico che segna il progressivo evolversi dell’idea dell’interesse all’ambiente. Quindi emerge l’interesse ambientale con un momento storico collegato al rapporto MIT 1972. Sul piano sociologico gli anni ’70 e ’80 sono gli anni delle irrompere dell’interesse ambientale nel dibattito politico, l’attenzione all’ambiente anche in voluta controtendenza rispetto a fenomeni di inquinamento massivo, all’idea salvifica del progresso, all’idea del progresso che non tiene conto delle esternalità ambientali. Quindi vi è un crescere di questo interesse a livello sociale
accompagnato anche a un crescere nel dibattito politico quindi con la nascita di partiti che si rifanno all’esigenza di tutela dell’ambiente. Specificità dell’interesse ambientale L’interesse ambientale viene inteso come interesse giuridico come meritevole di protezione dal punto di vista giuridico. A differenza degli altri interessi (come la salute) che irrompono nei sistemi democratici ha una serie di sue specificità particolari. Considerare l’interesse giuridico ambiente significa:
quella di creare degli apparati amministrativi specializzati che è giunta fino all’istituzione degli anni 90 delle agenzie regionali di protezione dell’ambiente
sviluppo sostenibile. Valutare lo sviluppo in funzione della possibilità che rimane alle generazioni future di fruire delle risorse: nel momento in cui lo sviluppo consuma risorse (es. energie fossili) il limite è legato alla possibilità di garantire anche le generazioni future.
Fonti internazionali
eccezionale (funziona a eccezione cioè a situazione particolare in cui può determinarsi una disciplina diversa rispetto alla regola generale) : in quello che l’accordo deve favorire commercio tra stati quindi svolto a impedire che gli stati adottino misure contrarie a favore il commercio, ma ciò fa si che gli stati adottino misure restrittive del commercio nel caso in cui siano necessarie per proteggere la salute e conservare le risorse naturale. In questi casi si giustificano le misure restrittive, a condizione che non siano mezzo per discriminare tra i prodotti di diversi Stati e creare limiti al commercio internazionale (es. misure di messa al bando dell’amianto penalizzando paesi produttori e esportatori dell’amianto quindi era restrizione al commercio internazionale ma che si giustificava in funzione della tutela della salute )
come interesse collettivo.
competenze La tutela dell’ambiente non è stata inserita nei principi e quindi non sia nello stesso rango di dove si trova il paesaggio. Ciò è una conseguenza di come è stata fatta la costituzione nel 2001, ma si manifesta anche come occasione mancata per:
L’intervento della Corte Costituzionale Individuare il rapporto tra Stato e ragione nella tutela ambiente. Individuare spartiacque
Esercizio del potere pianificatori (potere più vicino a quello legislativo es. piano regolatore in una città). La facoltà è riconosciuta al potere pubblico e alla pubblica amministrazione e si esplica attraverso:
programmazioni triennale a livello nazionale sulla disciplina ambientale e tutela ambiente e specifici piani di settore ambientale(l. 349/86). La scelta pianificatoria è una scelta di modalità di servizio dell’azione amministrativa. Pianificazione ha lati positivi: si programma.
Ma ha anche lati negativi: è uno strumento rigido. Creando un evidente vetus sta della pianificazione. All’indomani dell’idea positiva della pianificazione, nella legge istitutiva dell’ambiente si è optato x pianificazione a livello nazionale a livello dell’ambiente. Negli anni 90 la legge Bassanini spazza via tuta una serie di complessa attività statale x dare ruolo alle Regioni, Province e comune dando loro potere di pianificazione.
svolto da Regioni e Province nella pianificazione tutela ambiente. Un ruolo particolare lo rivestono le province attraverso lo strumento PTCP = piani territoriali di coordinamento provinciale
irreversibile dell’ambiente. Attraverso autorizzazione pongo limiti x evitare che se un soggetto danneggia si rischia di perdere irreversibilmente quel bene ambiente. Agire con forte rete di autorizzazione (non ci si può muovere liberamente) ha una valenza a tutela l’ambiente evitando che si pregiudichi il bene con la rovina irreversibile
attraverso le prescrizioni —> previsione che si inserisce nell’autorizzazione che funziona secondo lo strumento del “tu sei autorizzato ma”. Esempio: autorizzazione alla realizzazione nuovo impianto di gestione dei rifiuto —> autorizzazione contiene prescrizione da rispettare nell’ambito dell’esercizio dell’attività: sei autorizzato ma non potrai realizzare l’impianto a meno di 4m da altri edifici, nel realizzarlo dovrai conservare questi limiti altezza, avrai quei limiti di inquinamento —> strumento autorizzato = strumento determinante per gestire tutela ambiente.
termine con facoltà di rinnovo: costante dialettica e controllo da parte del soggetto pubblico
quindi tanti procedimenti Es. nuova fabbrica in una zona ambientalisticamente rilevante—> autorizzazione riguarderà fabbrica x vedere se è tutto a norma, controllo di fumi, autorizzazione che verifica che non deturpi il paesaggio, verifica sugli scarichi nelle acque —> 4 situazioni diverse = 4 autorizzazioni = 4 procedimenti => confusione Il Rimedio è che vi sia un fascio coordinato di autorizzazioni nell’ambito di un unico procedimento: nei casi di attività che impattano su più interessi contemporaneamente (ambientale, economico) il legislatore ha previsto il ricondurre ad unico autorizzazione: una domanda, un procedimento, un’autorizzazione unica che tratta tutte le questioni insieme
messo ritenuto che siano
strumento del potere di ordinanza: potere di determinati apparati pubblici di assumere provvedimenti ingiuntivi/autoritativi che ordinano determinati comportamenti
competenze del ministero dell’ambiente vengono riorganizzate, ri-sistematizzate e ri-articolate ulteriormente. Competenze del Ministero dell’Ambiente (d. Lgs. 300/99) Si tratta di competenze e funzioni attribuite a livello statale.
armonizzare le normative dei diversi Stati membri.
dell’ambiente ovvero l’introduzione di misure che hanno come finalità diretta di assicurare una tutela elevata dell’ambiente e il miglioramento della qualità dell’ambiente. Si tratta di misure che devono essere compatibili con il TFUE ponendosi in via diretta e prioritaria di tutelare l’ambiente. —> Questo modo di intervento è nuovo e rappresenta una protezione diretta dell’ambiente
Ha il suo presupposto nell’art. 192 TFUE: azioni per la diretta realizzazione di obiettivi di politica europea dell’ambiente. La protezione diretta dell'ambiente ha senso perché all’UE sono stati attribuiti compiti direttamente di protezione dell’ambiente in quanto la protezione ambiente è entrata tra gli obiettivi di politica europea
scelto dal legislatore è regionale
Lezione 7 Principi rilevanti in materia ambientale La domanda che sorge è se questi principi riguardano la produzione normativa o l’attività amministrativa Valutazione del rischio La disciplina ambientale chiama in causa il rischio: come valutarlo e come agire nei confronti del rischio nel di danno, di pericolo, di danneggiamento. Quando si parla di valutazione del rischio in materia ambientale parte dall’inquadramento legato al fatto che il rischio in sé è una questione connaturata della componente normativa: rischio e prevedibili guidano la disciplina di diversi settori del diritto (prevenzione rispetto edificazione come es. rischio sismico). Lo stello diritto è concepito nell’ottica di prevenire ed evitare dei rischi nel senso di pericolo ovvero come possibilità di un evento negativo. Si può addirittura dire che le stesse comunità sorgono per la protezione dai rischi che l’assenza di stato può determinare sui singoli (Hobbes). Tutte le scelte a livello politico ed economico sono dominate dalla valutazione dei rischi e agire nell’ottica di evitare pericoli e rischi. Se in generale la protezione del rischio guida la produzione normativa, essa è alla base