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Evoluzione del diritto canonico: dal vincolo giuridico al Corpus Iuris Canonici, Appunti di Diritto Ecclesiastico

L'evoluzione storica del diritto canonico, partendo dalla sua nascita nel iv secolo d.c. Fino alla formazione del corpus iuris canonici nel 1500. Vengono illustrate le prime collezioni di diritto canonico, come la collezione dionysiana e la collezione hispana, e le riforme carolingia e gregoriana che hanno influenzato la sua evoluzione. Viene inoltre descritto il decretum gratiani, una raccolta unica e organica di diritto canonico compilata da graziano nel 1140, e le successive collezioni private. Infine, vengono presentate le tre collezioni ufficiali, il liber extra, il liber sextus e le decretali clementinae, che hanno composto il corpus iuris canonici.

Tipologia: Appunti

2020/2021

Caricato il 06/05/2021

cristinaziliotto
cristinaziliotto 🇮🇹

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Lezione 30.1 – EVOLUZIONE STORICA DEL DIRITTO CANONICO (1-4)
slide 30.1 (n. 1-4)
Non vi è diritto canonico se non a partire dal IV secolo d.C. e tutto
ciò che viene prodotto prima di questo secolo, prima del 325 d.C.,
anno in cui viene celebrato a Nicea il primo Concilio ecumenico, non
è propriamente diritto canonico nel senso di un diritto posto, positivo,
scritto. Pertanto, fino al IV secolo d.C. non vi è diritto canonico
scritto ma solo diritto consuetudinario, non posto, del quale si ha
conoscenza non per scritti diretti ma indirettamente. Il primo
Concilio ecumenico della storia del Cristianesimo, quello di Nicea
del 325 d.C., si concludeva con una determinata dichiarazione che
risolveva un determinato problema, e tale dichiarazione era
tecnicamente detta canone. Così, nasce il diritto posto, positivo,
scritto, che diventa vincolante per tutti i soggetti che fanno parte
della Chiesa cattolica.
Nascendo il vincolo giuridico nasce il diritto. Quindi, grazie ai
Concili ed ai relativi canoni nasce, nel IV secolo d.C., il diritto
canonico come lo conosciamo ancora oggi.
La prima collezione di diritto canonico, storicamente redatta, è la
Collezione Dionysiana, compilata nel 500 d.C. in Italia dal giurista
Dionigi il Piccolo.
Nel 600 d.C., viene pubblicata la Collezione Hispana, prodotta in
Spagna.
Poi vi sono varie collezioni del periodo della riforma carolinga e
della riforma gregoriana: la Collezione Adriana del 774 d.C.,
chiamata così in onore del Pontefice Adriano I, e contiene tutti i
canoni dei concili celebrati dai tempi della collezione Hispana fino
alla pubblicazione dell’Adriana. Frutto della riforma gregoriana,
attuata da Gregorio VII, riforma totalmente ecclesiastica, è, invece, la
quarta Collezione, chiamata Tripartita.
Ma è il 1140 l’anno in cui il diritto canonico assume nuova
importanza all’interno della storia della Chiesa. Un monaco
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Lezione 30.1 – EVOLUZIONE STORICA DEL DIRITTO CANONICO (1-4) slide 30.1 (n. 1-4) Non vi è diritto canonico se non a partire dal IV secolo d.C. e tutto ciò che viene prodotto prima di questo secolo, prima del 325 d.C., anno in cui viene celebrato a Nicea il primo Concilio ecumenico, non è propriamente diritto canonico nel senso di un diritto posto, positivo, scritto. Pertanto, fino al IV secolo d.C. non vi è diritto canonico scritto ma solo diritto consuetudinario, non posto, del quale si ha conoscenza non per scritti diretti ma indirettamente. Il primo Concilio ecumenico della storia del Cristianesimo, quello di Nicea del 325 d.C., si concludeva con una determinata dichiarazione che risolveva un determinato problema, e tale dichiarazione era tecnicamente detta canone. Così, nasce il diritto posto, positivo, scritto, che diventa vincolante per tutti i soggetti che fanno parte della Chiesa cattolica. Nascendo il vincolo giuridico nasce il diritto. Quindi, grazie ai Concili ed ai relativi canoni nasce, nel IV secolo d.C., il diritto canonico come lo conosciamo ancora oggi. La prima collezione di diritto canonico, storicamente redatta, è la Collezione Dionysiana , compilata nel 500 d.C. in Italia dal giurista Dionigi il Piccolo. Nel 600 d.C., viene pubblicata la Collezione Hispana , prodotta in Spagna. Poi vi sono varie collezioni del periodo della riforma carolinga e della riforma gregoriana: la Collezione Adriana del 774 d.C., chiamata così in onore del Pontefice Adriano I, e contiene tutti i canoni dei concili celebrati dai tempi della collezione Hispana fino alla pubblicazione dell’Adriana. Frutto della riforma gregoriana, attuata da Gregorio VII, riforma totalmente ecclesiastica, è, invece, la quarta Collezione , chiamata Tripartita. Ma è il 1140 l’anno in cui il diritto canonico assume nuova importanza all’interno della storia della Chiesa. Un monaco

camaldolese, di nome Graziano, professore di teologia all’università di Bologna, ha un’intuizione eccezionale: mettere insieme in maniera ordinata ed organica tutto il diritto canonico dal IV secolo d.C. fino al 1140, creando un unico testo, chiamato Decretum Gratiani , Decreto del maestro Graziano, definito anche Concordia discordantium canonum , una messa in armonia dei canoni discordanti all’interno del diritto canonico. Da tale momento vi è un’unica opera utile per tutti e che raccoglie tutto il diritto canonico in modo organico e senza discordanze, anche se è pur sempre un’opera di carattere privato. Dopo il Decretum la pubblicazione di collezioni private continua con le Quinque Compilationes Antiquae , (Cinque compilazioni antiche) redatte tra il 1140 e il 1226: Breviarium extravagantium di Bernardo di Pavia, compilato tra il 1187 e il 1191; Compilatio secunda (terza in ordine cronologico) di Giovanni del Galles che raccoglie il materiale dei pontefici tra il 1198 e il 1210; Compilatio tertia fatta per ordine di Innocenzo III opera dell’ecclesiastico Pietro Collevaccino; Compilatio quarta fatta nel 1217 da Giovanni Teutonico; Compilatio quinta elaborata da Tancredi di Bologna comprendente le decretali di Onorio III tra il 1216 e il 1226. Per la difficoltà di consultazione di queste cinque opere, Gregorio IX, nel 1234, incaricando il frate domenicano spagnolo Raimondo de Penafort, le ha raccolte insieme realizzando una maestosa opera che ha visto la luce il 3 settembre del 1234 e che il papa con la Bolla Rex pacificus inviava alle Università di Bologna e di Parigi con il comando di usarla e il divieto di redigere ogni altra collezione senza il suo permesso. Così le precedenti collezioni persero importanza ad eccezione del Decreto di Graziano che non era assorbito nella nuova opera. Nasceva così il Liber Extra di Gregorio IX strutturato secondo cinque temi: giudice, giudizi, clero, matrimonio e crimini.