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sbobine / appunti delle lezioni anno 2019/2020. Appunti comprendono sia la parte dei delitti contro la PA che contro la persona.
Tipologia: Appunti
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Il titolo secondo del libro secondo è dedicato alla PA, più in particolare, il capo primo dagli articoli 314 agli articolo 335bis del codice penale disciplina i delitti dei pubblici ufficiali contro la pubblica amministrazione pur se in alcuni casi sono incriminati gli incaricati di pubblico servizio. Al capo secondo gli articoli che vanno dal 336 al 356 art. riguardano i delitti dei privati contro la PA. Il capo terzo prevede alcuni disposizioni comuni. La corretta analisi delle fattispecie appena individuate impone una corretta individuazione dell’oggetto giuridico tutelato. Il concetto di PA va inteso nell’ottica penalistica, per il Codice Rocco, essa comprende tutte le funzioni imputabili allo stato o ad altro ente pubblico non per tanto la sola funzione amministrativa. Negli ultimi anni sulla perpetrazione della nozione penalistica di PA ha influito molto l’evoluzione dell’ordinamento europeo, prima comunitario oggi ordinamento europeo soprattutto attraverso la categoria del cosiddetto organismo di diritto pubblico cioè quell’ente avente personalità giuridica che soddisfa esigenze di carattere generale questo, posto ad una qualificata attività di controllo da parte dello stato. Questo vale se posto alla questione inerente alla assoggettabilità della PA di soggetti operanti in strutture che aventi ad esempio una veste societaria tendenzialmente privatistica sono qualificabili come organismo di diritto pubblico e come tali tenuti ad espletare delle attività procedimentalizzate e oggettivamente pubblicistiche. Si considera in tal senso ad esempio che ex articolo 357 c.p. “Agli effetti della legge penale, sono pubblici ufficiali coloro che sono abilitati a manifestare la volontà della PA”. Questa questione non è di agevole soluzione perchè è necessario porre due precisazioni:
legislazione possiamo dedurre come il legislatore abbia inteso aderire alla pretesa o tesi funzionale oggettiva eliminando qualsiasi riferimento al rapporto di impiego, alla sua onerosità o gratuità, alla sua temporaneità o alla sua permanenza. Ciò che attualmente rileva dunque è l’esercizio della funzione da intendersi in senso oggettivo. La Cassazione del 12 maggio del 2011 n.27181 ha ribadito ad esempio che la qualifica spettante al dipendente di una società di servizi postali va concretamente individuata sulla base del criterio oggettivo funzionale di cui all’articolo 357c.p. e 358. Natura privatistica del rapporto di lavoro con la società che gestisce servizi postali non esclude cil carattere pubblicistico dell’attività. Ne consegue che non può escludersi che un attività qualificabile come pubblica sia espletato nell’ambito di una società di carattere privatistico e che le connotazioni pubblicistiche dell’ente possono assumere importanza solo se e nella misura in cui si traducano in intrinseche ed oggettive caratteristiche dell’intera oggettività dell’ente stesso, destinata dunque in considerazione della disciplina cui è assoggettata ad assumere carattere pubblicistico. Non sembrano sorgere particolari problemi per i soggetti che esercitano una pubblica funzione legislativa es.parlamentari, consiglieri regionali e provinciali oppure aventi funzioni giudiziarie. La legge dedica particolare attenzione alla pubblica funzione amministrativa precisandone i connotati:
Con la legge anticorruzione del 2005 numero 69 il legislatore ha apportato modifiche ad alcuni reati contro PA oltre a ridisciplinare questioni quali il falso bilancio all’art.2621 c.c. L’intento è quello di rimediare alla crisi di effettività che in conseguenza della disciplina inerente alla prescrizione del reato ha caratterizzato il sistema dei delitti di corruzione. Novella con art. quart ha in riparazione pecuniaria applicabile al pubblico agente stante il mancato richiamo art.321 c.p. Il giudice condanna imputato a pagare una somma, al pagamento di questa somma art.165 cp. Restando in pregiudicato ilrisarcimento del danno, Condiziona applicabilità di applicare sospensione condizionale della pena. Legge ha ristretto per l’imputato di giovarsi del rito dell applicazione della pena cosiddetto patteggiamento. E stato introdotto sul modello del ravvedimento operoso nuovo comma all’articolo 323 bis codice penale che prevede attenuante speciale per correo che abbia evitato che la situazione si sia verificata in modo peggiore. In generale per quanto riguarda impianto sanzionatorio con riferimento ai reati titolo 2 il legislatore ha aggravato le pene previste per alcuni reati in specie per il peculato o ipropriazioe indebita. IL DELITTO DI PECULATO ARTICOLO 314 C.P. “Il pubblico ufficiale [357] o l'incaricato di un pubblico servizio [358], che, avendo per ragione del suo ufficio o servizio il possesso o comunque la disponibilità di denaro o di altra cosa mobile altrui, se ne appropria, è punito con la reclusione da quattro anni a dieci anni e sei mesi.” 1 comma peculato ordinario 2 comma peculato d’uso Bene giuridico protetto in questa fattispecie : Secondo dottrina prevalente il reato costituisce un esempio di reato plurioffensivo : funzionamento e prestigio ossia il buon andamento della PA ma anche i suoi interessi patrimoniali e dopo riforma 1990 e successivamente anche i privati. Mancanza di danno patrimoniale dovrebbe escludere sussistenza reato. La questione della natura plurioffensiva p estate oggetto di vivace dibattito , La natura plurioffensiva del delitto è stata oggetto di un vivace dibattito giurisprudenziale 1 orientamento sostenuto dalla cassazione del 2010 che disattende la tesi della plurioffensivita ostendneo che il debito di cui stiamo parlando si identifica con la tutela del patrimonio della PA. 2 orientamento fatto dalla Cassazione 2013 che invece ravvisa il delitto anche quando la condotta appropriativa dell’agente non recando un danno patrimoniale, sia lesiva dell’interesse alla legalità, imparzialità, dell’interesse al buon andamento dell’amministrazione. Cassazione del 2012 ha sostenuto che il delitto del peculato si configura quando l’appropriazione abusivo ha leso la funzionalità della PA e ha causato un danno patrimoniale apprezzabile trattandosi di un reato plurioffensivo. Inteso oggi come reato plurioffensivo da un lato volto all’interesse della tutela statale e funzionalità operativa della PA sotto i molteplici profili della legalità, efficenza e imparzialità dell’attività amministrativa e dall’altro lato volto alla protezione di beni patrimoniali che sono affidati alla custodia di pubblici funzionari. La natura offensiva deriva dal fatto che l’eventuale mancanza o particolare modestia del danno patrimoniale conseguente all’appropriazione non esclude la sussistenza del reato. In questi termini si è pronunciata la più recente sentenza di legittimità numero 50198 del 2017. Si tratta di un reato proprio commesso esclusivamente da p ufficiale o incaricato pubblico servizio. Soggetto passivo può essere anche il privato cittadino a seconda dell’appartenenza dell’oggetto. Struttura condotta tipica : Con la riforma del 1990 sono venuti meno il requisito dell’appartenenza alla PA della cosa oggetto della condotta stante la riconduzione del peculato della fattispecie di malversazione a danno dei privati art.615 codice penale abrogata dalla legge n 86 del 1990 , Il requisito del profitto proprio o altrui che deve considerarsi insito in quello di appropriazione e il riferimento della condotta di distrazione che nella precedente formulazione, ante 1990 era alternativa rispetto a quella di appropriazione. Sono venuti meno questo 3 requisiti fondamentali. In dottrina vi e stato un dibattito riguardo quest’ultimo requisito.
Vi è una tesi che riconduce questo requisito sotto la fattispecie di abuso di ufficio. Sotto quest’ultimo senso la dottrina si è dunque divisa; secondo la tesi maggioritaria il legislatore ha inteso privare di rilevanza, all’interno dell’articolo 314 c.p. le condotte distrattive, facendole refluire nella fattispecie meno grave prevista nell’art. 323 c.p. Vi è poi una tesi definita tradizionale o opinione minoritaria l’appropriazione del nuovo articolo 314 continuerebbe a ricomprendere le condotte distrattive di risorse altrui quantomeno quelle realizzate al pubblico ufficiale per conseguire un proprio profitto. Già prima della riforma si fronteggiavano due tesi integraliste:
disponibilità sulla cosa mobile altrui, la truffa postula di regola un atto dispositivo da parte della vittima che poi determina la posizione in capo al soggetto attivo di un stilita patrimoniale che precedentemente si trovava al di fuori della sfera di indisponibilità. ART 314cp IL PECULATO D’USO Ipotesi che troviamo al comma 2 dell’articolo 314 introdotta nel 1990; prima di tale data in dottrina e in giurisprudenza vi era un fervido dibattito relativo all’applicazione nei casi in cui ad esempio l’uso della cosa fosse consistito in uno sfruttamento momentaneo e materiale. Prima del 1990 sembrerebbe che la condotta fosse punibile come peculato solo in presenza di un uso giuridico della cosa configurabile tutte le volte in cui ,anche momentaneamente, fosse stata impressa una destinazione diversa ed incompatibile con quella originaria. Con la riforma del 1990 il legislatore ha voluto quindi politicizzare la fattispecie in modo da eliminare le applicazioni analogiche della fattispecie del peculato. Quanto alla natura giuridica, dottrina e giurisprudenza possono considerarsi concordi nel ritenere che il peculato d’uso costituisca una figura del tutto autonoma di reato, per l’impianto strutturale anzitutto. L’elemento specializzante andrebbe ravvisato nel dolo specifico con lo scopo di usare temporaneamente la cosa sottratta; come avviene nella fattispecie articolo 626 comma 1 che definisce il furto d’uso. Ecco che la disposizione di cui al secondo comma non descrive direttamente la condotta punibile ma rinvia alla fattispecie del 1 comma. La formulazione prevede infatti che si applichi una pena inferiore rispetto nel peculato quando il colpevole abbia agito al solo scopo di fare uso momentaneo e questa dopo l’uso momentaneo sia stata immediatamente restituita. Si e discusso sulla limitazione all’uso momentaneo , ciò che è richiesto dalla norma è che l’uso sia di breve durata, episodico od occasionale e protratto per un tempo assolutamente trascurabile. Diversamente un uso abusivo costante reiterato dovrebbe ricadere sotto previsione del 1 comma che prevede una sanzione penale più lesiva. La giurisprudenza ha stabilito ad esempio che l’uso momentaneo dell’autovettura di servizio per finalità non corrispondenti a quelle istituzionali non integra il peculato d’uso in quanto non arreca un concreto danno all’ente. La giurisprudenza ha inoltre affermato come uso momentaneo sia da intendersi non come istantaneo ma temporaneo in modo tale da non comportare una sottrazione della cosa alla sua destinazione funzionaria e tale da non compromettere seriamente la funzionalità della PA. Vi è un caso che riguarda l’utilizzo del cellulare di servizio per fini privati peculiare, sono intervenute le sezioni uniti da un lato parlando di integrazione del caso nel reato di peculato dall’altro escludendolo. Nel 2013 sono appunto intervenute con la sentenza n. 19054 che ha disatteso l’orientamento prevalente, l’orientamento all’ora dominante in giurisprudenza riteneva quest’uso del telefono di servizio per fini privati realizzasse una appropriazione definitiva delle energie costituita dalle onde elettromagnetiche che permettono l’emissione della voce, non potendosi configurare una restituzione successiva al consumo. Le sezioni Unite disattendono questo orientamento stabilendo che l’uso a fini privati del cellulare di servizio, il soggetto distoglie il bene fisico costituito dall’apparato telefonico distogliendo dalla destinazione pubblicistica. Rimane rilevante il fatto che il bene non esca dalla sfera di disponibilità della PA. Non puo non rilevarsi che il raggiungimento la soglia di rilevanza penale presupponga l’offensività che nel caso reca un danno al patrimonio della PA. L’eventualità, relativa alla funzione dell’ufficio potrà assumere autonomo e determinante rilievo in situazioni regolate dal contratto. Lo stesso principio è applicabile al caso di abuso di internet da parte del pubblico funzionario che lo utilizza per fini privati diversi rispetto a quelli relativi all’ufficio. Con riferimento all’oggetto materiale del peculato si registrano 2 opposte teorie :
All’articolo 316c.p. troviamo il reato di peculato per errore altrui, fattispecie che sanzione il pubblico ufficiale o l’incaricato ad un pubblico servizio che nell’esercizio delle funzioni o del servizio giovandosi dell’errore altrui ritiene per se o per un terzo denaro o altra utilità. La dottrina ritiene improprio l’utilizzo del termine “peculato” in questo caso non essendo richiesto per configurabilità del fatto il possesso della cosa altrui. Mancherebbe il presupposto stesso della appropriazione ,tesi seguita da Pagliaro. Si è escluso configuri la fattispecie della concussione, difettando quindi del requisito dell’induzione in errore. Il bene giuridico protetto viene individuato nel buon andamento e nell’imparzialità della PA. E’ un reato proprio il cui soggetto agenti può essere sia l’incaricato a pubblico servizio o il pubblico ufficiale. La persona offesa si ritiene essere solo la PA, soggetto che subisce condotta delittuosa. Il fatto tipico consiste nell’accettazione non sollecitata o della ritenzione ( trattenimento di ciò che e stato consegnato) di denaro o altra utilità che devono essere ricevuti dall’agente, per se o per un terzo. Nella nozione di terzo non rientra la PA secondo alcuni, la ritenzione non deve essere dovuta ne alla PA ne al soggetto attivo ritenuto come privato. La ritenzione si verifica anche quando il pubblico funzionario acquistando colpevolezza nel momento in cui trattiene ugualmente quanto gli è stato consegnato. L’articolo 316 presuppone che il terzo sia erroneamente convinto di dover versare una somma o altra utilità nelle mani del pubblico ufficiale o all’incaricato di pubblico servizio. L’errore del soggetto passivo appare dunque preesistere rispetto alla condotta. Per quanto riguarda l’elemento soggettivo, è individuabile nel dolo generico, inteso come rappresentazione dell’altrui errore. Vi sono dei rapporti possibili anche con altre fattispecie incriminatrici, perchè si parli di articolo 316 e non di 314 è necessario che l’errore costituisca LA CAUSA dell’indebito profitto da parte dell’agente. Seguendo questo orientamento rientrano nella fattispecie di peculato tout court tutti quei casi in cui gli agenti siano già legittimamente in possesso della cosa oggetto sin cui ci si appropri della cosa indipendentemente dall’errore. CASO 1 Un notaio si appropria di somme ricevute dai clienti a titolo di sostituto d’imposta in relazione ad atti di compravendita immobiliare rogati, che aveva l’obbligo di consegnare al legittimo proprietario entro il termine stabilito nel rogito.
E’ necessario soffermarsi sull’articolo 640bis c.p. Sentenza delle sezioni unite del 2017 era stata chiamata a dirimere il contrasto giurisprudenziale, si stavano fronteggiando 2 tesi , quella prevalente in giuri sostiene la configurabilità di un concorso formale o materiale di reati sulla base di alcuni argomenti:
Orientamento minoritario della giurisprudenza era di diverso avviso che invece voleva applicare il principio di sussidiarietà, affermando che questo fosse applicabile quando due fattispecie criminose sanzionino 2 comportamenti diversi che offendono spazi diversi dello stesso bene uno in maniera più grave, l’altro in misura minore. Cosicchè il secondo fatto rimane assorbito nel primo. Non possono essere sottoposte a sanzioni penali entrambi i comportamenti offensivi dello stesso bene uno in maniera più grave dell’altro. Il diverso impiego del finanziamento pubblico conseguito integrante la fattispecie art.316 bis non è che una conseguenza naturale del conseguimento dell’erogazione pubblica ottenuta in seguito del compimento del reato di truffa aggravata art.640. La suprema corte afferma in sostanza che le due fattispecie tra loro concorrono. INDEBITA PERCEZIONE EROGAZIONE PUBBLICA ARTICOLO 316TER La successiva disposizione articolo 316 tre punisce l’indebita percezione di erogazione pubblica. “salvo che il fatto costituisca reato previsto dall’articolo 640bis, chiunque, mediante l’utilizzo o la presentazione di dichiarazioni o di documenti falsi o attestanti cose non vere, ovvero mediante l’omissione di informazioni dovute consegue indebitamente per se o per altri contributi, finanziamenti, mutui agevolati o altre erogazioni dello stesso tipo, concesse dallo stato o da altri enti pubblici o dalla comunità europea, è punito con la reclusione da 6mesi a 3anni”. Quando la somma, indebitamente percepita è pari o inferiore ad una determinata somma 3.999,96euro si applica soltanto il pagamento di una somma di denaro da circa 5 mila euro a circa 25 mila euro. Reato introdotto nel codice penale da una legge del 2000 la numero 300, per completare la tutela prestata contro le frodi prestate allo stato e alla unione europea dando cosi attuazione alla convenzione sulla tutela dell’interesse finanziario ( convenzione Bruxelles 95). Bene giuridico protetto: Secondo alcuni è costituito da interessi finanziari della pubblica amministrazione nazionale e sovranazionale , sotto il profilo della corretta locazione delle risorse pubbliche. Soggetti del reato: Soggetti attivi, secondo alcuni si presenta come reato comune potendo essere recato da chiunque lasciando perplessa la norma nell’ambito del titolo secondo che riguarda i delitti ai pubblici ufficiali e contro la PA.Il soggetto attivo può essere chiunque non per forza il pubblico ufficiale, per quando riguarda il soggetto passivo sono lo stato, gli enti pubblici, o l’unione europea. La condotta penalmente rilevante, secondo parte della giurisprudenza ha natura di reato di pericolo essendo questa fattispecie integrata con la mera violazione di prescrizioni volte ad evitare le adozioni sistemiche volte a nascondere atti fraudolenti. Reato si realizza con il conseguimento indebito di erogazioni pubbliche ottenuto con particolari modalità di azione indicate dalla fattispecie come utilizzo di presentazione di documenti falsi o attestazione falsita, omissione di informazione. Condotte che si concretizzano sia con comportamenti positivi cioè l’utilizzo della presentazione ma anche con comportamenti omissivi ossia l’omissione di informazione. Le informazioni cui l’omissione puo integrare la fattispecie
devono essere dovute ossia trovare fondamento da richiesta espressa dall’ente erogatore nel corso di un’ istruttoria finalizzata alla concessione del finanzimento o comunque imposte da quel principio riconducibile alala buona fede pre contrattuale riconducibile all’articolo 1336 del codice civile. Reato si consuma non con la mera presentazione di dichiarazioni mendaci ma con la semplice omissione di informazione, ne con l’assunzione dell’obbligazione da parte del soggetto passivo ma con il conseguimento indebito dei finanziamenti erogati dallo stato, ente pubblico o dall’unione. In base al secondo comma il conseguimento di una somma pari o inferiore ad un ammontare non integra la condotta penalmente rilevante ma solo un illecito amministrativo. Secondo la giurisprudenza più recente la soglia prevista al comma 2 non è una condizione obbiettiva di punibilità ma un elelemtno costitutivo dalla fattispecie inciriminatrice. Le differenze sono notevoli fra le due impostazioni. Se si tratta di un elemento costitutivo della fattispecie come tale richiede di essere oggetto di rappresentazione e volizione da parte del recepiente. Ove non ci siano queste caratteristiche il dolo richiesto non sarebbe integrato, e il fatto non costituirebbe reato. Rapporti con altri reati : DOMANDA ESAME Puo articolo 316ter concorrere con l’articolo 640bis? La fattispecie si apre con la seguente disposizione : “salvo che il fatto costituisca reato previsto dall’articolo 640bis”. Rapporti non sono pacifici , sono intervenute a derimere il contrasto tra 2 tesi fondamenteali, le sezioni unite:
di autonomia, l’atto anteriore della promessa, concretizaandosi l’attività illecita con la dazione secondo un fenomeno che è per alcuni assimilabile al reato progressivo. Schema recepito recentemente dal giuri in una sentenza del 2018 seconda sez penale 15792. Si tratta di dolo generico. E possibile in questo caso la configurabilità del dolo eventuale? Configurabilita controversa essendo che nella concussione si sottolinea che il “comportamento del pubblico agente deve essere diretto sin dalla sua genesi e durante tutta lavasse esecutiva a costringere il privato all’indebita costrizione. Schema di questo tipo non si concilia in termini della mera eventualità della possibile premessa o daizone di denaro o altra utilità da parte della vittima. Rapporti con altri reati: Sono stati fati criteri descrittivi fra la fattispecie di corruzione e quella della concussione per induzione ricompresa prima della legge del 2012 che la riconduceva all’articolo 317 ma che è oggi ricondotta al nuovo articolo 319 quater codice penale. Per quanto riguarda i rapporti fra corruzione e concussione propria c’è una legislazione del 2012 , sesta sezione penale secondo costituisce elemento decisivo distintivo il ricostruibile atteggiamento del pubblico ufficiale agente e del suo interlocutore privato. Mentre nella corruzione le corrispettive volontà si incrociano, su un piano paritario , nella concussione il pubblico ufficiale sfrutta la propria autorità o le proprie qualità per quartare o condizionare la volontà del soggetto. DELITTI DI CORRUZIONE L.190/2012 DISPOSIZIONE X PREVENZIONE E REPRESSIONE DELLA CORRUZIONE E DELLA ILLEGALITA DELLA PA Perdita del carattere duale della corruzione con coinvolgimento di soggetti ulteriori destinati a svolgere azioni di intermediazione e di filtro e la modifica della prestazione da parte del soggetto corrotto ed il contenuto stesso della limitata tangente, non più limitata alla classica razione di denaro ma anche da meccanismi di triangolazioni varie di carattere affaristico. In generale è stata introdotta fattispecie di traffico di influenze illecite art346cp bis che presegue serie di condotte prodromiche ad accordi correttivi successivi poi è stata introdotta in modo dettagliato la corruzione per l’esercizio di una funzione art.318c.p., è stata riscritta la concussione. Tratto caratterizzante corruzione è l’accordo tra pubblico ufficiale o incaricato a pubblico servizio e il soggetto privato avente per oggetto il compimento da parte del funzionario pubblico o di un atto del suo ufficio, o l’esercizio delle funzioni o dei poteri ( corruzione impropria ex art.318) oppure di un atto contrario ai doveri di ufficio ossia mancato compimento di atto d’ufficio (corruzione propria art.319). Configura tipica ipotesi di reato-contratto, il legislatore incrimina la stipulazione di un contratto a prestazioni corrispettive tra corrotto e corruttore che presenta profili di mancata liceità in relazione all’oggetto stante principio generale di incommerciabilità delle funzioni pubbliche. Non è la fase di formazione di volontà delle parti che qui non appare per il vero viziato. Si parla di soggetti consapevoli di ciò che stanno facendo, ad essere viziata è la stipulazione del contratto, si tratta di un contratto illecito in quanto tale. Alla sanzione penale, sul piano civile si accompagnerebbe la declaratoria di nullità del contratto per la violazione di norme imperative secondo art1418 codice civile comma1. In rapporto al momento temporale :
Soggetto passivo: lo stato o altro ente da cui dipende il pubblico funzionario Condotta penalmente rilevante: Sono quelle del pubblico funzionario che riceve denaro o altra utilità o ne accetta la promessa per l’esercizio delle sue funzioni o poteri. La condotta è quella speculare dell’extraneus che si concretizza nel dare o promette al pubblico funzionario denaro o altra utilità. Secondo dottrina maggioritaria la corruzione è reato plurisoggettivo bilaterale il cui atto materiale dalle condotte convergenti del privato e del pubblico funzionario che vanno ad integrarsi reciprocamente, insieme danno origine ad un unico delitto a compartecipazione necessaria configurabile a condizione che suscitano entrambe. Altra parte dottrina le considera distinte e autonome
specifico atto contrario al dovero d’ufficio,( omissione) altro non è che un ipotesi generale della compravendita della funzione del pubblico ufficiale ( attuale giudice corte costituzionale sostiene questa tesi si chiama Francesco ). Con legge di riforma si è in termini positivi sostenuto che l’eliminazione della fattispecie qualsiasi riferimento all’atto oggetto di scambio comporta una sorta di asimmetria tra l’elemento oggettivo della corruzione propria e quello della corruzione impropria che in precedenza erano convergenti nel coniugare la promessa o il compimento di un atto. Perplessità in relazione al mancato recepimento da parte del legislatore di quegli approdi giurisprudenziali volti ad escludere necessità di individuazione di uno specifico atto anche per la configurabilità della corruzione propria che al contrario continua ad essere ancorata al compimento di un singolo atto. Tra le due corruzioni anche dopo la riforma rimane un rapporto di continenza con la conseguenza che la contestazione della prima lascia ampio margine pe ala qualificazione giuridica del fatto in se di decisione senza che venga compromesso il principio di correlazione tra imputazione e sentenza ( articolo 521 procedura penale). Cassazione 2015 ha stabilito che lo stabile asservimento del pubblico ufficiale ad interessi personali di terzi attraverso sistematico ricorso di co atti contrari d’ufficio non definiti ne individuabili, ex post, integra reato 319 e non il reato di corruzione pubblico enunzino ex art. che ricorre quando oggetto sia costituito dal compimento di atti d’ufficio. Cassazione 2017 : più grave di reato di corruzione propria anche lo stabile asservimento del p ufficiale che si traduca in atti che pur legittimi in quanto costituzionali e non predeterminati si conformi di soddisfare un interesse privato in un contesto di una logica orientata alla realizzazione di interessi diversi a quelli istituzionali Millantato credito : a favore dell’alternativa tra tale delitto e corruzione. art. 346 condotta a farsi dare o promettere denaro o altra utilità per comprare favore pubblico funzionario deve essere fraudolenta perchè se l’utilità fosse veramente destinata al pubblico ufficiale sarebbe ritenuta corruzione e non millantato credito. Riferimento è ad una formulazione antecedente. Legge 3 del 2019 ha abrogato articolo 346 codice penale, sostituito con 346 bis e poi i prezzi per la mediazione illecita verso un pubblico ufficiale. Premessa articolo 321 cp il legislatore prevede pene per il corruttore ( guarda articolo) LA CORRUZIONE PER UN ATTO CONTRARIO AI DOVERI D’UFFICIO ART. 319 C.P. .Tale è la fattispecie in cui : un pubblico ufficiale o incaricato di pubblico servizio accetta la dazione o la promessa di denaro o altra utilità per omettere o ritardare il compimento di un atto del suo ufficio, ovvero per compiere un atto contrario ai doveri del suo ufficio. Bene giuridico protetto: Alcuni nel dovere d’ufficio dei funzionari e nel prestigio PA, altri nel suo regolare funzionamento o nel divieto per i pf di accettare retribuzione privata contrariamente ai doveri d’ufficio. Dovere interno : buon andamento quello esterno: imparzialità pa Soggetti reato: condotta del p ufficiale e il corruttore ossia soggetto privato o pubblico estraneo alle pubblici funzioni. Soggetto passivo : è la PA interessata al che i propri atti non siano oggetto di questo delitto Condotta tipica: corruzione propria e reato plurisoggettivo o a concorso necessario proprio a forma libera che per integrazione necessita entrambe le condotte. Comportamento incriminato nella condotta propria antecedente consiste per il pf nel ricevere per se o per un tiro denaro o altra utilità per ritardare atto dell’ufficio per il privato, promettere dare denaro o altra utilita. Nella corruzione propria susseguente il fatto punito è dato dalla ricezione da parte dell’intraneus del denaro o altro stilita e nazione da parte del soggetto estraneus dopo il compimento dell’attività antigiuridica e della causa di questa. Articolo 319 in tema id corruzione per esercizio della funzione non richiede che denaro o altra utilità costituiscano retribuzione , sicché parte della dottrina e giuri hanno sostenuto che tal requisito espunto dalla struttura della corruzione impropria non sia richiesto nemmeno in quella propria. Non rileva attenuità della somma di denaro o del valore della cosa. Si fa riferimento ad
rappresentante della nazione , esigenze frustrate dalla subordinazione del voto relative ad interessi particolarissimi dietro corrispettivo economico. Per quanto riguarda l’attività prodromi del voto, che se espressiva di un pactum può integrare articolo 319. Linea di demarcazione tra tale delitto e la legittima negoziazione degli interessi politici viene individuata dal tribunale nella correlazione tra la dazio ne di un diluita e la rinuncia del parlamentare della propria? ( attività di lobby ed espressione di voto in seno al parlamento) MOMENTO CONSUMATIVO REATO: x giuri il delitto è fattispecie a duplice schema: Nello schema ordinario il reato viene consumato con l’accettazione della promessa e del ricevimento del denaro o dell’utilità. Nella specie contratta, che si realizza quando la promessa resta inadempiuta, il reato si perfeziona con la sola accettazione della promessa. Questa prestazione in ordine al momento consumato del reato comporta delle conseguenze importanti anche in tema di decorrenza del termine di prescrizione. A questa tesi giurisprudenziale hanno aderito le Sezioni Unite della Cassazione con una sentenza importante del 21 aprile del 2010, 15208, consolidata adesione da parte della giuri successive 6 sez numero 4105 del 2017. Elemento soggettivo corruzione propria antecedente: è richiesto il dolo specifico. La giuri ha confermato che contrarietà dell’atto ai doveri d’ufficio non costituisce l’elemento soggettivo della costituszione propria antecedente ma ne qualifica il dolo caratterizzando la qualifica della condotta. Elemento soggettivo nella corruzione propria susseguente : costituita dal dolo generico. Sono previste delle aggravanti specifiche al 319bis. Rapporti con altre fattispecie sono interessanti. Differenze tra corruzione propria e la truffa aggravata commessa dal pubblico ufficiale (millantanto credito ormai abrogato) pur avendo in comune la qualità del soggetto agente e l’abuso da parte di questo soggetto della pubblica funzione al fine di conseguire un indebito profitto si differenziano per il fatto che nella corruzione colui che da o che promette non è vittima di un errore ed agisce sul piano di parità con il pubblico ufficiale nel concludere un negozio giuridico illecito in danno della PA. Nella truffa invece il pubblico ufficiale si procura un ingiusto profitto, sorprendendo pero la fede del soggetto passivo, e lo fa mediante quegli artifizi e i raggiri che hanno indotto quest’ultimo soggetto. Sentenza cassazione sez 6 del 2016 numero 19. orientamento giuri rietiene che integra il delitto di corruzione e non quello di truffa ad esempio, la condotta del pubblico ufficiale che riceve una somma di denaro per un atto contrario ai doveri d’ufficio, consegnato spontaneamente e non in conseguenza di artifizi e raggiri. Nel caso in cui il p ufficiale accetti del denaro per compiere atto contrario ai doveri d’ufficio e successivamente favorisca i corruttori nell’attuare un artifizio idoneo ad indurre nell’errore la PA, secondo l’orientamento giurisprudenza sarebbe configurabile il CONCORSO MATERIALE tra il reato di corruzione e il reato di truffa in danno dello stato , in quando l’errore correttivo non può integrare l’induzione in errore nei confronti del pubici ufficiale ma può indurre in errore gli altri funzionari dell’ente pubblico in particolare i deputati in controllo di tale attività. Rapporti tra 319cp e la nuova fattispecie di induzione indebita a dare o promettere altra attività prevista dall’articolo 319 quater codice penale. Il legislatore ha scelto di elaborare ques’ultima fattispecie delittuosa assimilandola alla corruzione propria, è stato infatti considerato che la scelt< di punire il soggetto che da o promette altra utilità contemplata dal 2 comma dell’art.319 quater, nonché la fattispecie in posizione contigua alle figure di corruzione, segnala come in realtà articolo 319 quater si collochi su una linea intermedia tra corruzione e concussione o se vogliamo su una posizione più prossima al reato di corruzione, nel quale in forza dell’articolo 321 codice, penale è punito anche il soggetto che promette o corrisponde l’utilità. Questa contiguità si trova anche nella relazione del 2012 della corte di cassazione. CORRUZIONE IN ATTI GIUDIZIALI art.319ter “Se i fatti indicati negli articoli 318 e 319 sono commessi per favorire o danneggiare una parte in un processo civile, penale o amministrativo, si applica la pena della reclusione da sei a dodici anni”.
L.86/90 dedicato una distinta definizione all’ipotesi prevista dall’articolo 319cp evitando possibilità che maggior pena venga elisa in sede di bilanciamento con le circostanze attenuanti. Indirizzo minoritario —>avrebbe conservato la natura di circostanze aggravanti ( mancato richiamo di articoli quali il 321,322bis). Giurisprudenza concorda sul punto ossia che la corruzione all’articolo 319ter integri una fattispecie autonoma e non una circostanza aggravante. Oltre ad un autonomo nomen iuris ed un autonoma circostanza aggravante prevista al secondo comma, per la configurazione del reato è altresì richiesto di favorire o danneggiare una parte in un processo. Bene giuridico: Per alcuni rimane l’imparzialità per altri la correttezza e persino la moralità dell’organo giudicante per altri il coretto svolgimento dell’attività giudiziaria. Soggetti attivi: pubblico ufficiale, alcuni osservano che almeno in astratto potrebbe essere commesso anche dall’incaricato a pubblici servizi. E’ un reato a concorso necessario proprio, tale qualifica può essere assunta non solo da giudici ma anche da periti, e funzionari di cancelleria. Condotta penalmente rilevante: espressa e descritta al rinvio degli articolo 318 e 319 codice penale e quindi ai fatti di corruzione per l’esercizio della funzione o dei poteri di corruzione propria. La condotta tipica è descritta a queste due disposizioni. La finalità che contraddistingue questi delitti è che sono atti commessi per raggirare una parte in un processo civile, penale o amministrativo. La qualità di parte è rivestita :dobbiamo far riferimento alle discipline non solo penalistiche, va riconosciuta all’imputato, alla parte civile, responsabile civile, alla persona civilmente obbligata per la pena pecuniaria e al pubblico ministero. La soglia di punibilità appare anticipata rispetto alla previsione della riforma del 1990, allorché la stessa fattispecie costituiva circostanza aggravante della corruzione propria. Per l’integrazione del delitto non occorre più il raggiungimento dell’obbiettivo del danno o del vantaggio ma e sufficiente finalizzazione accordo criminoso a favorire o danneggiare parte processuale. Articolo potrebbe apparire applicabile sia alla corruzione propria sia a quella per l’esercizio e funzione dei poteri. Secondo la dottrina prevalente il campo di applicazione andrebbe ridotto alla corruzione propria antecedente considerato che la finalità prima descritta non può che essere ingiusta in riferimento al comma 2 “ingiusta condanna”. Accordo è dunque finalizzato proprio a favorire o a danneggiare parte processuale. Deve sussistere un collegamento tra fatto corruttivo e attività giudiziaria svolta. Per quanto riguarda il significato da attribuire all’atto giudiziario la Cassazione ha ritenuto applicabile l’articolo 319ter nei confronti del funzionario di cancelleria rilevando come deve considerarsi atto giudiziario non solo l’atto del giudice, ma anche l’atto funzionale ad un procedimento giudiziario. Cassazione del 2013 n.30542 ha ritenuto ricomprendere nella nozione di atto giudiziario anche una relazione ministeriale acquisita nella natura di procedura fallimentare, proceduralmente idonea per il suo contenuto a condizionare l’iter , influenzando il fulcro decisorio della causa. Momento consumato: Eventuale mancato verificarsi del danno o del vantaggio è irrilevante o l’effettivo compimento dell’atto ciò che rileva è la conclusione del pactum generis orientata a tale fine, non essendo necessario il raggiungimento del fine. E ammissibile una corruzione susseguente per quanto riguarda gli atti giudiziari? Per ipotesi minoritaria è esclusa la configurabilità della corruzione susseguente in atti giudiziari e vi sono diversi argomenti a sostegno ,sentenza del 2006 nella slide. Mera remunerazione di atti pregressi rimane fuori dalla tipicità di questa fattispecie. Sono, in questa fattispecie, equiparate, le condotte di corruzione propria e per l’esercizio della funzione e dei poteri dell’antecedente perchè entrambe nel condizionamento del processo sono espressione di un medesimo disvalore.