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Dispensa sul corso di diritto penale
Tipologia: Dispense
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LA VIOLENZA DI GENERE La parola genere deriva dall’inglese gender, come concetto di appartenenza ad un sesso biologico;
profilo biologico/corporeo.^ è sostenuto da medicina e psicologia, inserendosi nel tessuto socioculturale non più come rilevante sul solo
I. congiunzione carnale, atti di libidine^ Nozione^ di atti sessuali^ –^ principali orientamenti III.^ II.^ realizzabile anche in assenza di un coinvolgimento corporeo o sessuale della vittima (es. autoerotismo)ricomprendente solo le ipotesi di contatto sessuale Orientamento Fiandaca scienze antropologiche e: vi rientrano tutte le condotte che attingono alle zone genitali o erogene intese come tali dalle sociologiche; o quelle condotte che esplicitano la volontà soggettiva del requisito di reato.
Per individuare i - Dichiarazione di Vienna, 1993 reati di genere si fa riferimento alla legislazione internazionale: Afferma la particolare quella sessuale, titolarità dei diritti umani in capo alle donne, con l’obiettivo di eliminare la violenza contro esse, in
a. ad effetto comune prevista per i fatti commessi nei confronti di Nel reato di maltrattamenti in famiglia, modifica l’aggravante minori di 14 anni, aumentando tale età a 18 debba applicarsi anche solo in presenza del minore ( ed emendando cheviolenza assistita b. Nel reato di – art. 46 lettera D, violenza sessuale Convenzione di Istanbul riconosce il potenziale lesivo e di) vittimizzazione che può aversi nelle relazioni affettive. c. Nel reato di atti persecutori prevede due aggravanti il cyberstalking e l’apposizione di essa anche nei casi di coniugi o^ maggiorate:
In Italia Indagini statistiche dell’Istat contro la violenza sulle donne e all’interno del nucleo familiare, individuano fenomeni sociologici provenienti da partner o ex-partner: trattasi di Queste indagini hanno anche consentito di conoscere e confermare negli anni quali siano gli effetti traumatici di queste violenza domestica. violenze:
L’abrogazione dell’art. 587 - Omicidio d’onore Ipotizzando il corpo della donna come proprietà dell’uomo, l’uccisione della moglie/figlia/sorella era concessa qualora essa avesse offeso l’onore familiare e qualora l’omicidio fosse stato commesso in stato d’ira conseguente a tale offesa(quasi sempre presupposto) da parte dell’uomo.
Il rapporto tra femicidio, femminicidio e diritto penale in Italia Femicidio: deriva dal latino femina-cedere: femmina-uccidere.
compiuto da uomini.^ Originariamente il termine indicava omicidio da parte di chiunque: oggi viene interpretato come unicamente matrimonio combinato.^ È un omicidio^ basato sulla violenza di genere: quella di partner o padri che^ per esempio^ puniscono la figlia per non aver accettato un Il concetto di femminicidio, sociologicamente Femminicidio: omicidio basato su qualsiasi motivo (espresso per la prima volta da Barbara Spinelli),, tra cui il femicidio. indica un fenomeno socio- antropologico di condotte violente e omicide subite da donne. Taluni lo ritengono genocidio;
Le vittime statisticamente più esposte sono le donne straniere, separate o con disabilità, istruite e fino ai 34 anni.
La questione venne rimessa alle SSUU, che fissarono il punto di riferimento della giurisprudenza in materia con il modello bifasico I. diNella prima fase il giudice accerta la accertamento causale. causalità generale: la disponibilità di una legge scientifica che attesti l’idoneità che quel tipo di condotta possa cagionare quel tipo di evento. II. Nella seconda fase si procede alla verifica della ragionevole dubbio nel caso causalità individuale, purché sia stato possibile escludere oltre ogni concreto, la presenza di possibili spiegazioni alternative dell’evento. In ambito medico basta provare che le terapie omesse comunque condurre alla morte; avrebbero prolungato la vita del paziente, anche se la patologia avrebbe poi potuto Nel settore delle responsabilità dell’imputato abbia malattie professionali, è sufficiente verificare che il periodo di esposizione alla sostanza tossica riconducibile alla rivelatasi letale per la vittima.^ accelerato lo sviluppo della malattia
II.^ I.^ Dolo intenzionaleDolo diretto Nella sua forma speciale di dolo alternativo, si configura quando il soggetto agente prevede e vuole l’uno o III.^ l’altro degli eventi lesivi per la vittima, dietro condotta Dolo eventuale^ cosciente e volontaria. Segna il confine tra responsabilità dolosa e colposa; [caso noto: Lucini, pag. 14] La prova del dolo In dottrina si è soliti fornire una serie di indici fattuali (soggettivi-oggettivi) ausiliari al giudice, cui potrà fare ricorso per valutare se l’agente avesse o meno la Gli indici oggettivi volontà di uccidere. si individuano nella volontà omicida, riscontrabile da:
Profili processuali È di competenza della Corte d’assise:
Le circostanze aggravanti In loro presenza il giudice applica la pena dell’ speciali nell’omicidio doloso (^) ergastolo– Artt. 576-577cp. Si distinguono I. modalità oggettive cinque tipologie di di aggravanti dell’omicidio doloso, attinenti a: esecuzione del delitto - Art. 577 c.1 n.2-
Viene sanzionato con la reclusione da 5 a 12 anni chiunque determina altri al suicidio, rafforza l’altrui La legittimità^ proposito di suicidio o ne agevola in qualsiasi modo l’esecuzione. della fattispecie è controversa: la norma punisce il concorso in un fatto di per sé non punibile. comunque condanna^ La^ struttura oggettiva^ del^ reato^ delinea un’ipotesi di^ fattispecie plurisoggettiva imperfetta: la condotta principale non punibile livello valoriale.^ il concorso morale-materiale della stessa, punendo con medesime sanzioni le due condotte seppur profondamente diverse a Elemento soggettivo l’altrui proposito suicidario del reato: dolo generico della rappresentazione volontaria di determinare, rafforzare o agevolare
Se nonostante l’istigazione o l’aiuto il suicidio 5 anni), non avviene, il colpevole è punito con una pena diminuita (reclusione da 1 a a condizione che dal tentato suicidio sia derivata alla vittima una lesione grave o gravissima: forma un’ autonoma del tentativo. incriminazione Il base indicata dal codice) c.2 prevede una circostanza aggravante ad effetto comune (che comportano un aumento non superiore ad 1/3 della pena- quando il fatto sia stato compiuto nei confronti di: - un minore
La giurisprudenza italiana ad oggi sostiene che non possa esistere il^ EUTANASIA diritto di morire. L’unico spiraglio aperto dal legislatore riguarda l’aiuto al suicidio, rendendo lecito il Legge 219/2017 diritto di non curarsi e lasciarsi morire - (Norme in materia di consenso informato e di disposizioni anticipate di trattamento)
Eutanasia attiva Comprende le situazioni in cui, con una morte su richiesta condotta positiva(iniezioni letale, colpo di arma da fuoco) viene cagionata la di un soggetto che versi in una situazione di intollerabile sofferenza psichico-fisica: c.d. omicidi pietosi. Eutanasia indiretta Ipotesi in cui, nell’ambito della terapia del dolore, ad un malato in fase terminale venga somministrato un farmaco che ne lenisca il dolore ma che potrebbe accelerare la verificazione del decesso. Il dolore offende la dignità umana ed è lecito opporvisi con tutti gli strumenti a disposizione anche se ciò può comportare un abbreviamento della vita. Perciò si configura come non sia più possibile contrastare il progredire della malattia l’obbligo del sanitario è quello di evitare al paziente inutili lecita la condotta del medico in quanto conforme ai doveri connessi al rapporto terapeutico: ove sofferenze, costituendo il decesso anticipato una conseguenza collaterale dell’atto medico, non imputabile.
Eutanasia passiva “consensuale” di soggetto cosciente Si fa riferimento alla ipotesi in cui un soggetto affetto da una grave patologia decida consapevolmente di non (caso Welby - pag.64) sottoporsi alle cure mediche che potrebbero prolungargli la vita(facendo venire meno il consenso al trattamento medico), preferendo la morte. “Nessuno può essere obbligato ad un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge. (…)” Art. 32 Cost. c.
Si applicano invece le pene previste per l’omicidio doloso/volontario quando la vittima è: - un minore di anni 14
Dispone che nessun trattamento sanitario (anche salvavita) possa iniziarsi o proseguirsi senza il consenso libero e informato Legge 219/2017 , art. 1 della persona interessata, che può rifiutare i trattamenti anche preventivamente, attraverso il DAT(Disposizioni Anticipate di Trattamento)
Eutanasia passiva di soggetto incosciente Interruzione di presidi terapeutici salva-vita nei confronti di un soggetto che non sia più in grado di esprimere un valido consenso alla sospensione del trattamento. [pazienti in permanente stato vegetativo che hanno perso qualsiasi capacità cognitivo-volitiva]
Eluana Englaro fu vittima di un incidente stradale nel 1992 (vent’enne), uscendone in una condizione vegetativa protrattasi per sette^ Caso Englaro anni prima di diagnosticarne l’ tribunale di Lecco tramite ricorso la facoltà di interrompere irreversibilità. Nel gennaio ’99 il padre Beppino, tutore legale della figlia dichiarata interdetta, chiese al le cure di sostegno, sostenendo che la figlia non avrebbe mai acconsentito alla continuazione delle cure. Il provvedimento del tribunale dichiarò inammissibile il ricorso, dando inizio ad una striscia di ben 7 pronunce sfavorevoli accumulate negli anni tra il tribunale di Lecco, della Corte d’appello di Milano e della Cassazione. Solo nel 2007, tramite una sentenza della Cassazione civile, venne stabilita la possibilità di autorizzare la sospensione del trattamento ad una duplice condizione: I. che lo stato vegetativo fosse irreversibile, in base ad un rigoroso apprezzamento clinico II. che l’istanza del tutore fosse espressiva della voce del paziente, tratta da sue precedenti dichiarazioni o dalla sua personalità prima di cadere in stato d’incoscienza Nel giugno del 2008 la Corte d’appello di Milano ritenne sussistenti entrambe le condizioni e dettando le linee autorizzò la sospensione del trattamento, del protocollo sanitario da seguire affinché fosse garantita ad Eluana una morte dignitosa, avvenuta poi nel febbraio successivo non senza imprevisti e polemiche.
Il suicidio assistito Il caso di chi intenzionalmente ponga fine alla propria vita con l’aiuto di un’altra persona che fornisca mezzi di supporto(logistico, psicologico) o indicazioni utili per il suicidio in situazioni di estrema sofferenza, causate da patologie irreversibili. Caso Antoniani^ È lo stesso paziente a causare materialmente la propria morte, assumendo la sostanza letale. sostenitore del suicidio assistito di Dj Fabo.^ Il caso che ha posto la problematica di rilevanza penale del suicidio assistito è stato quello relativo al caso di Marco Cappato, irreversibilmente tetraplegico e non vedente.^ Fabiano Antoniani rimase vittima di incidente stradale nel 2014, conservando le sue capacità intellettive ma rimanendo mise in contatto^ Dopo alcuni tentativi di cure volte al migliorarne la condizione^ (purtroppo falliti),^ Dj Fabo decise di non voler proseguire; la sua famiglia si rivolgersi alla clinica Dignitas,^ con Marco Cappato, rappresentante di un’associazione a tutela di libertà civili e diritti umani, che decise in accordo con Fabiano di procedimento penale nei confronti^ in Svizzera (dove il suicidio assistito è consentito), dove morì nel febbraio 2017. La procura di Milano, dopo aver aperto un di Cappato, archiviò il procedimento assolvendolo dal reato contestatogli. · Analogamente si concluse il caso di Davide Trentini(2017), malato di sclerosi multipla da 20 anni, con la variante rispetto ad Antoniani rapportata al fatto che lo stesso non dipendesse da macchinari salva-vita ma fosse unicamente dipendente da farmaci e cure specifiche.
La modernizzazione ha accresciuto la criminalità colposa. Le circostanze aggravanti e l’omicidio colposo plurimo Con l’introduzione nell’ art. 589-bis (da parte della Legge 41/2016 – c.2 ) dell’autonoma fattispecie dell’omicidio colposo stradale violazione delle norme per la prevenzione di infortuni sul lavoro(reclusione da 2 a 7 anni), l’aggravante prevista dal c.2 è stata modificata ed oggi si applica solo alle ipotesi di.
· La anni l’omicidio colposo Legge 3/2018 ha introdotto al c.3 una nuova circostanza aggravante, che punisce con la reclusione da 3 a 10
· Il c.4 disciplina le ipotesi di^ cagionato nell’ omicidio colposo plurimoesercizio abusivo di una professione prevedendo una pena che non superi i 15 anni.^ per la quale è richiesta una speciale abilitazione.
Attività medico-chirurgica I processi in ambito sanitario presentano difficoltà tecniche rispetto alle questioni discusse, che impongono al giudice di – medical malpractice ricorrere all’ausilio di periti o consulenti tecnici il cui parere è decisivo ai fini della soluzione della controversia.
L’uso di veicoli a motore rappresenta un tipo di attività lecita e fondamentale in una società moderna, il cui svolgimento cagiona unCircolazione stradale numero statisticamente elevatissimo di eventi fatali. La società consente lo svolgimento di un’attività intrinsecamente pericolosa in virtù della sua indiscutibile utilità sociale. Le numerose circostanze aggravanti previste delineano un quadro sanzionatorio duro: - Art. 589-bis c.2-3: comminano la reclusione da 8 a 12 anni quando il fatto è cagionato da soggetto alla guida in stato di ebrezza (superiore a 1,5 g/l) o sotto stupefacenti
(^581) e 582 (Percosse)(Lesione personale), cagiona la morte di un uomo.
La morte come conseguenza di altro delitto doloso Prevede che quando da un fatto preveduto come delitto doloso – Art. 586 cp cagiona, quale conseguenza non voluta dal colpevole, la morte o la lesione di una persona, si applicano le disposizioni dell’ dall'agente), ma le pene stabilite negli artt. 589 (Omicidio colposo) e 590 cpart. 83 cp (Lesioni personali colpose) (Evento diverso da quello voluto sono aumentate. La norma rappresenta un’ipotesi di e dall’offesa non voluta. abberatio delicti plurilesiva, caratterizzata dalla qualifica della condotta illecita di base [es. morte di soggetto a cui sia stata ceduta sostanza stupefacente]
Punisce con la reclusione fino a sei mesi o con la multa sino a 309euro chiunque percuote taluno e se dal fatto non deriva una malattia nel corpo e nella mente. Il reato in esame è punibile a querela della persona offesa. Trattasi di una fattispecie residuale, destinata a tutelare il bene giuridico dell’integrità fisica dalle offese di minor rilievo. Elemento oggettivo comportato un’intrusione^ La consumazione del reato si realizza con l’azione di “percuotere” taluno. Si punisce la condotta^ violenta, che abbia nella sfera di inviolabilità dell’altrui persona; non importano le modalità con cui è stato attinto il corpo della vittima, né è necessario che vi sia stato un contatto fisico tra aggressore e vittima (es. lancio di oggetti).
Punisce con la reclusione da sei mesi a 3 anni chiunque cagiona ad alcuno una lesione personale dalla quale deriva In dottrina si chiarisce che il reato di lesioni possa configurarsi anche con una condotta priva di violenza fisica^ una malattia nel corpo o nella mente, a tutela del^ bene giuridico^ dell’integrità fisica. (es. aggressione verbale che causi un disturbo della sfera psichica come vertigini, palpitazioni o stato ansioso) Centrale risulta la nozione di secondo l’indirizzo meno recente malattia deve intendersi qualsiasi alterazione anatomica o funzionale dell’organismo,: anche se di lieve entità e tale da non compromettere le condizioni fisiche generali; oggi risulta una nozione funzionalistica, perciò più ristretta rispetto al passato. In giurisprudenza la nozione di malattia risulta problematica sotto due profili:
Mutilazione degli organi genitali femminili c.1 : “chiunque, in assenza di esigenze terapeutiche, cagiona una mutilazione degli organi genitali femminili, è - Art. 583-bis cp punito con la reclusione da 4 a 12 anni”; c.2 genitali femminili, è: “chiunque, in assenza di esigenze terapeutiche, provoca menomazioni alle funzioni sessuali o lesioni agli organi punito con la reclusione da 3 a 7 anni”; c.3 un minore, o se il fatto è: prevede un aumento di pena sino ad 1/3 quando le pratiche di mutilazione o di lesione siano commesse a danno di commesso per fini di lucro; c.4 la decadenza dall’esercizio: introdotto dalla Legge 172/2012 , dispone che qualora il fatto sia stato commesso dal genitore o dal tutore, si applichino
amministrazione di sostegno.^ della responsabilità genitoriale o l’interdizione perpetua da qualsiasi ufficio attinente alla tutela, curatela o Il reato è frutto della visione patriarcale. un esempio di reato di genere perché l’aggressione agli organi genitali avviene ai danni di vittime femminili, Sovvengono svariati esempi di scarsa tutela giuridica derivante dallo stigma culturale, prima e dopo la legge del 2006 di riferimento: - Sentenza Tribunale di Torino, 1997 Coppia di genitori nigeriani citata per aver operato fosse legittima, mgf: il tribunale archiviò il caso considerando che l’azione penale non in quanto la pratica nelle loro tradizioni locali veniva accettata. Si evidenzia la totale indulgenza e le scarse garanzie di tutela.
- Un immigrato egiziano sottopone la figlia di 10 anni ad infibulazione con asportazione di clitoride, piccole labbra e Sentenza Tribunale di Milano, 1999 suturazione della vulva, con conseguente sviluppo di malattie in zona genitale (inoltre, la circoncisione del figlio); l’uomo viene condannato mediante patteggiamento a soli 2 anni di reclusione, con l’aggravante della premeditazione. Si evidenzia l’orientamento attenuante legato alla cultura contemplata da tali soggetti verso le - Sentenza Tribunale di Venezia, 2012 mgf. Tale sentenza di vennero considerate come non attinenti alle II grado assolse gli imputati per mgf (^) ; si sostenne che l’incisione praticata sul clitoride della figlia deglidifetto dell’elemento soggettivo del dolo specifico, in quanto le lesioni imputati fosse riferibile al mero rito di iniziazione relativo alle tradizioni culturali nella società di appartenenza degli stessi.
pochi mesi di reclusione, ritenendo^ Il giudice di I grado del Tribunale di Verona riconobbe la portata lesiva della pratica, condannandoli però indulgentemente a quella indicate nel fatto.^ i fatti di lieve entità. La corte d’appello invece assunse che la norma fosse inapplicabile in quanto riferibile la finalità diverse da
Conclusioni Le diversità culturali mettono a dura prova gli equilibri sociali e la considerazione del diritto penale, in quanto questa diversità spezza dei valori condivisi nella società, nonché la loro sanzionabilità. Non è utile chiudersi in un presenti i limiti dettati dai diritti fondamentali dell’uomo: la tolleranza etnocentrismo, ma non si può neanche imboccare la via del multiculturalismo senza aver non può essere assoluta. Lo stereotipo criminale verso lo straniero non aiuta l’affermarsi del multiculturalismo in quanto l’opinione pubblica risulta diffidente rispetto alle loro usanze e culture; l’immigrato viene spesso associato al vagabondo e considerato dalla società come tendente alla devianza. L’Italia non è ad oggi una nazione inclusiva.
Lesioni personali gravi o gravissime a pubblico ufficiale in servizio di ordine pubblico Modificato dalla Legge 113/2020 (Disposizioni in materia di sicurezza per gli esercenti le professioni sanitarie e socio- – Art. 583-quater sanitarie nell’esercizio delle loro funzioni) che ha aggiunto un secondo comma alla norma, per cui le stesse pene si applicano in caso di lesioni personali gravi o gravissime nei confronti di personale sanitario nell’esercizio delle proprie funzioni, nonché a chiunque svolga attività di cura, assistenza sanitaria o soccorso.
Deformazione dell’aspetto della persona mediante lesioni permanenti al viso La Legge 69/2019 - c.d. Legge Codice Rosso , ha introdotto il nuovo art. 583-quinquies che introduce questa fattispecie come figura autonoma di reato e condanna alla reclusione da 8 a 14 anni.
L’importanza del bene giuridico dell’ volontarie. integrità fisica giustifica la scelta del legislatore di tutelarla anche dalle offese non Punisce con la reclusione fino a tre mesi o con la multa fino a 309euro “chiunque cagiona ad altri lesione personale”; per colpa una c.2: “se la lesione è Se gravissima grave, reclusione da tre mesi a 2 anni o multa da euro 309 a 1239., la pena è la reclusione da uno a sei mesi o della multa da euro 123 a 619. c.3: lesioni se i fatti sono commessi in gravi è della reclusione violazione delle norme per la prevenzione degli infortuni sul lavoro, la pena per le da tre mesi ad 1 anno o della multa da euro 500 a euro 2000. Per le lesioni gravissime, la reclusione da 1 a 3 anni. c.4: inserito dalla Legge 3/2018 , prevede che se i fatti sono commessi nell’esercizio abusivo di una professione (per la quale è richiesta una speciale abilitazione), la pena per le lesioni gravi è della reclusione da 6 mesi a 2 anni; per le lesioni gravissime, la reclusione da 1 anno e 6 mesi a 4 anni. c.5: disciplina le ipotesi di lesioni colpose plurime; Lesioni personali stradali La Legge 41/2016 , oltre ad aver introdotto l’ gravi e gravissime art. 589-bis (reato di omicidio stradale), ha introdotto anche l’ art. 590-bis : lesioni stradali gravi e gravissime. La rilevanza scriminante del consenso per le lesioni cagionate nello svolgimento di attività sportive Lo schema appena riferito può trovarsi ad esempio nel caso di una partita di basket nel quale venga rifilata una gomitata ad un giocatore durante un’azione di gioco; la scriminante si pone a favore dell’agente, in quanto l’offeso si era assunto la responsabilità di praticare uno sport potenzialmente lesivo. Il contesto condotte lesive in quanto agonistico o amatoriale viene valutato nello schema della condotta: nell’agonismo vengono consentite maggiori Problemi di responsabilità a titolo di lesioni possono porsi anche nel contesto di attività individuali, come lo sci: in violazione della^ strettamente connesse alle esigenze vittoriose dell’attività, che invece non si riscontrano in un contesto amatoriale. normativa contenuta nella Legge 363/2003 , uno sciatore, tagliando la strada ad altra sciatrice che lo seguiva a pochi metri di distanza, le cagionava lesioni gravissime e fu condannato alla pena prevista dalla citata fattispecie, ritenuto colpevole di condotta lesiva.
La rissa – Multa sino a 2000 euro; Art. 588 cp Bene giuridico | Elementi costitutivi La norma punisce chiunque partecipi ad una rissa, configurando un reato di pericolo rispetto al bene giuridico dell’incolumità individuale. reciprocamente^ La nozione di rissa si ravvede in una.^ contesa violenta^ tra più soggetti(almeno tre),^ animati dalla finalità di^ ledersi Al delitto in esame risulta sostanzialmente inapplicabile la legittima difesa in considerazione^ Legittima difesa del fatto che se uno dei gruppi si è limitato a difendersi, la reciprocità tipica del reato viene meno. Rissa aggravata | Concorso con i reati di omicidio e lesioni Ai sensi dell’ art. 588 c.2 , se nella rissa taluno rimane ucciso o riporta lesione personale, la pena è della reclusione da sei mesi a 6 anni. L’ cagionare l’evento aggravante.aggravante è applicabile a tutti coloro che hanno preso parte alla rissa, anche se non ha materialmente concorso a Si configura un’ipotesi di responsabilità oggettiva unitamente a responsabilità per fatto altrui. I concorso corrissanti che abbiano personalmente concorso a cagionare morte o lesioni, risponderanno di rissa aggravata in con i reati di lesioni personali ed omicidio commissione dell’omicidio o ; per coloro che non abbiano fornito un contributo né materiale né morale alla Circostanze attenuanti^ delle lesioni, il rimprovero è solo per rissa aggravata. È stata ritenuta applicabile l’attenuante nel caso in cui l’azione offensiva di uno dei due gruppi sia stata preceduta e determinata da una gravissima offesa proveniente esclusivamente dall’altro gruppo, causando conseguentemente una eccessiva reazione in taluno dei corrissanti. Abbandono di persone minori o incapaci – Art. 591 cp Chiunque abbandona una persona minore di 14anni o una persona incapace di provvedere a sé stessa per malattia o vecchiaia(accertata) della quale abbia la custodia, è punito con la reclusione da sei mesi a 5 anni. La norma appresta una tutela rafforzata all’integrità fisica di soggetti che non sono in grado di badare a sé stessi: in queste ipotesi non interviene un danno effettivo alla vita o alla salute, ma l’ -> Elemento oggettivo esposizione al pericolo del soggetto debole Il dovere di custodia implica una relazione tra l’agente e la persona offesa che può derivare non solo da obblighi giuridici formali, ma anche da una spontanea assunzione dovuta a situazioni di fatto per cui il soggetto passivo sia entrato nella sfera di controllo e disponibilità dell’agente.
· La fattispecie rientra nella categoria dei ai fini delle circostanze reati di mera condotta, in quanto le eventuali conseguenze lesive rilevano solo
Art. 600 cp vincolata] : Riduzione o mantenimento in schiavitù-servitù | [ condotta di sfruttamento reiterata – reato a forma Art. 601 cpArt. 602 cp :: Tratta di personeAcquisto e alienazione di schiavi-esseri umani | [reato prevalentemente di genere, a forma libera] Si inquadrano 1) riduzione o mantenimento in schiavitù cinque fattispecie:
Nozione di schiavitù e servitù La definizione di schiavitù trae origine dalla Convenzione di Ginevra del 1926; nell’attuale formulazione la riduzione o mantenimento in schiavitù persona dei poteri corrispondenti^ è definita come “l’esercizio su una
a quelli del diritto di proprietà”. - La norma, modificata nel 2003, si pone in continuità con la fattispecie previgente, avendo la nuova disciplina solo definito la nozione di schiavitù, precedentemente desumibile soltanto dalla sua abolizione, disciplinata dalla Convenzione di Ginevra. La Cassazione ha statuito che la riduzione in schiavitù è finalizzata allo sfruttamento per il perseguimento di prestazioni lavorative forzate o inumane, prestazioni sessuali o riguardanti qualsiasi obbligo di facere imposto con la violenza fisica o psichica. Nella nuova disciplina codicistica Al suo posto il legislatore ha introdotto la fattispecie di(2003) è stata abbandonata la categoria delle riduzione o mantenimento in servitù condizioni analoghe alla schiavitù..
La suddivisione è contenuta nell’ art. 600 : I. Il delitto di corrispondenti schiavitù è un reato di mera condotta, si consuma con l’esercizio sulla vittima dei poteri a quelli del diritto di proprietà. II. Il delitto di 1. riduzione e mantenimento servitù è un reato caratterizzato da due eventi concorrenti della vittima in uno stato di soggezione: Si tratta perciò di un reato d’evento e a forma vincolata.^ 2.^ costrizione^ della vittima al compimento delle prestazioni^ sopracitate > Entrambe leNel rapporto con altri reati^ fattispecie^ sono a, concorrono^ dolo generico lo sfruttamento della prostituzione, le lesioni personali, l’omicidio e il. sequestro di persona. Il bene giuridico oggetto di tutela Le norme tutelano lo status libertatis: patrimonio del soggetto, libertà sessuale, incolumità personale, generica libertà di agire; mentre parte della dottrina rileva che il bene protetto dalla norma si rinvenga nella dignità della persona.
(segue)
“stato di soggezione continuativa, costrizione a prestazioni lavorative o sessuali, all’accattonaggio, organi”.^ al compimento di attività illecite sotto sfruttamento o al prelievo obbligato di Con la specificazione che lo stato di soggezione si ha allorché la condotta sia attuata mediante approfittamento di situazioni vulnerabili, violenza, minaccia, inganno, abuso,
Traffico di esseri umani a) chi recluta, introduce, trasferisce nel territorio dello Stato o al di fuori di esso trasporta l’ - Art. 601 cp autorità sulla persona; b) chi realizza le stesse condotte su una o più persone mediante inganno, violenza, minaccia, abuso, approfittamento, promesse di denaro, costringendole a prestazioni;Ove i fatti descritti siano commessi dal comandante o dall’ufficiale di una nave nazionale o straniera, la pena è La fattispecie (dapprima contenuta nel codice navale –^ aumentata fino ad 1/3 ( Art. 601 c.3 ) art. 1152 ) deve intendersi riferita all’ipotesi di cui la tratta sia realizzata per mezzo della nave nazionale o straniera su cui essi prestano servizio, con la consapevolezza e volontà di concorrere alla commissione del reato.
Quadro sanzionatorio e circostanze Identico per tutte le fattispecie è il Identiche per tutte le fattispecie sono le quadro sanzionatorio aggravanti a effetto speciale: reclusione da 8 a 20 anni. (pena aumentata da 1/3 alla metà – Art.602-ter ) nel caso in cui: - il fatto sia commesso su vittima di età inferiore a 18anni
È stato introdotta anche una circostanza attenuante^ di almeno 3 persone. dall’ art. 600-septies , in base alla quale la pena è diminuita da 1/ alla metà nei confronti del concorrente che si adopera nell’evitamento del proseguimento dell’attività delittuosa, aiutando le autorità. In base all’ commesso da persona sottoposta con provvedimento definitivo ad una misura di prevenzione personale e sino a 3 art. 71 D.lgs. 159/2011 (Codice Antimafia), la pena è altresì aumentata da 1/3 alla metà se il fatto è anni dal momento in cui ne è cessata l’esecuzione.
Traffico di organi prelevati da persona vivente c.1: è punito con la reclusione da 3 a 12 anni e con la multa da 50.000 a 300.000euro chi, - Art. 601-bis cp illecitamente, commercia, vende, acquista o procura organi o parti di essi prelevati da persona vivente. Il reato è a dolo generico. donazione di organi al fine^ c.2:^ è punito con la reclusione da 3 a 8 anni e con la multa da 50.000 a 300.000euro chi svolge opera di^ mediazione^ nella c.3:^ diè prevista la^ trarne un^ vantaggio economico pena accessoria dell’interdizione perpetua. Il reato è a^ dolo specifico dall’esercizio della professione sanitaria in caso di commissione. del suddetto reato. c.4: è punito con la reclusione da 3 a 7 anni e con la multa da 50.000 a 300.000euro chiunque organizza, propaganda, pubblicizza viaggi o diffonde con qualsiasi mezzo (anche informatico o telematico) annunci finalizzati al traffico di organi o parti di essi. all’ordinamento di intervenire^ Ci troviamo in presenza di un^ reato ostativo, la cui funzione è quella di anticipare la tutela del bene protetto consentendo prima che si abbia una lesione del bene. Il reato è a dolo specifico, finalizzato al traffico di organi o parti di essi.
Ignoranza dell'età della persona offesa Prevede che in caso di commissione di delitto nei confronti di un minore, il colpevole non possa indicare a propria scusa - Art. 602-quater cp l’ignoranza dell’età della persona offesa.
Tutela della propria volontà. libertà psichica della persona: tranquillità, libera autodeterminazione, capacità di formazione della
I delitti contro la libertà fisica Il sequestro di persona Lede la libertà fisica dell’individuo, da intendersi come diritto di muoversi nello spazio; – Art. 605 cp Nella tutela penale delle persone totalmente prive di libertà cinetica, si risponderà del delitto di cui all’ persone incapaci), per aver leso la cura/protezione del soggetto legittimato ad esercitarla su tali soggetti. Non il diritto alla art. 574 (Sottrazione di libertà fisica, considerando che non possono disporne. [es. neonati, soggetto comatoso] Non è necessaria la È indifferente il mezzo con cui l’agente cagiona l’evento. totale privazione della libertà: il reato è consumato anche nel caso in cui la vittima possa muoversi all’interno di uno spazio circoscritto qualsiasi o in un centro abitato dal quale le è impedito allontanarsi. > La giurisprudenza esige che la privazione della libertà si sia protratta per un certo lasso di tempo “giuridicamente apprezzabile”. In una recente pronuncia la Suprema Corte ha ritenuto ravvisarsi un^ Nella prassi giurisprudenziale sono valsi anche dai 7 ai 20 minuti; tentativo di sequestro nel fatto di un uomo che aveva sottratto alla madre la figlia per due minuti, prima che la donna reagisse riprendendola. > Non si ha un’autonoma responsabilità per il delitto in esame ove la limitazione della libertà fisica sia funzionale alla commissione strettamente di un altro delitto a aveva trattenuto una donna nel proprio veicolo contro la sua volontà per il tempo necessario a consumare una violenza condotta violenta: è stata esclusa la consumazione del sequestro di persona in un caso in cui un uomo sessuale.
reclusione, se il fatto è commesso: 1) In danno di un ascendente, discendente, coniuge
autonome^ Con^ Legge 94/2009 di reato:^ il legislatore ha introdotto all’interno dell’ art. 605^ i^ commi^3 ,^^4 ,^^5 , che configurano^ fattispecie c.3: È prevista la pena della È prevista la pena della reclusione da 3 a 12 anni reclusione da 3 a 15 anni se il fatto è commesso in danno di un minore; se il fatto è commesso ai danni di un minore e in presenza di una delle aggravanti
previste dal c. 2 ; se è commesso ai danni di un minore di 14 anni; se il minore sequestrato è condotto o trattenuto all’estero c.4: È prevista la pena dell’( Art.574-bis cp ergastolo). se il colpevole cagiona la morte del minore sequestrato dolosamente. c.5: Le pene previste sono diminuite fino alla metà nei confronti dell’imputato che collabora concretamente con le autorità per porre fine all’attività delittuosa. Il riferimento all’imputato comporta che il PM abbia fatto richiesta di rinvio a giudizio, altrimenti potrà solamente applicarsi l’attenuante comune prevista dall’ art.62 n.6 cp. Sempre in base commesso da persona sottoposta all’ art. 71 D.lgs. 159/2011 (Codice Antimafia), la pena è aumentata da 1/3 alla metà se il fatto è con provvedimento definitivo ad una misura di prevenzione personale e sino a tre anni dal momento in cui ne è cessata l’esecuzione, o in danno di persona internazionalmente protetta.
I reati contro la libertà psichica: nozioni di violenza, minaccia e molestia Minaccia – Art. 612 cp Prospettazione di un male ingiusto la cui verificazione si presenta come dipendente dall’agente. Può essere formulata sia a parole che mediante un comportamento concludente. Violenza Impiego di energia fisica sulle persone o sulle cose –Uso di qualsiasi mezzo idoneo a forzare la volontà del soggetto passivo - violenza propria (es. percosse) violenza impropria (es. narcotizzazione, sostanze fumogene) Molestia cp) – Art. 660 - (Elemento costitutivo del delitto di “atti persecutori”, introdotto nel 2009 tramite l’ art. 612-bis Comportamento che si concretizza in un’ intrusione nella sfera psichica altrui con conseguente compromissione della tranquillità personale e morale della vittima, persona. senza concretizzarsi in violenza sulla Si identifica in un particolare effetto comportamento che possa turbare la tranquillità della persona, che la condotta dell’agente ha prodotto nella psiche della vittima: un qualsiasi ad es. chiamate notturne, mute o anonime, Punisce con l’arresto fino sei mesi o con l’ammenda fino a 516euro, chiunque in luogo pubblico o aperto al^ corteggiamenti volgari o non graditi; pubblico, o con il telefono, reca a taluno molestia o disturbo.
Reato di stalking È una fattispecie di reato – Art. 612-bis cp prevalentemente di genere (nell’80% dei casi), d’evento, e poliedrica, introdotta dall’ art. 7 (modifiche al codice penale) del Decreto-legge 11/2009 , titolato “Misure urgenti in materia di sicurezza pubblica e di contrasto alla violenza sessuale, nonché in tema di atti persecutori.” Potendosi manifestare in molti modi, non prevede una specifica tipizzazione della fattispecie, andando in contrasto con il principio di precisione/indeterminatezza. Salvo che il fatto costituisca più grave reato, è punito con la reclusione da sei mesi a 4 anni chiunque, con condotte reiterate e consapevoli, minaccia o molesta taluno in modo da cagionare o generare un perdurante e grave stato d’ansia o turbamento psichico, un timore per l'incolumità propria, di un congiunto o di persona al medesimo legata da relazione affettiva, o costringendo lo stesso ad alterare le proprie abitudini di vita (anche qui, parametri soglia indeterminati). La pena è relazione affettiva aumentata se il fatto è commesso dal coniuge legalmente separato, divorziato o da persona che sia stata legata da
La pena è aumentata fino alla metà se il fatto è commesso a danno di un minore, di una donna in stato di gravidanza o di^ alla persona offesa. una persona con disabilità. La pena è aumentata se il fatto è commesso da soggetto già ammonito dal questore, anche se la persona offesa è diversa da quella per la quale il soggetto era stato ammonito.
Il termine per la proposizione della querela è di sei mesi. Il delitto è punito a querela della persona offesa.
commesso da soggetto ammonito^ Si procede d'ufficio se il fatto è commesso nei confronti di un minore, di una persona con disabilità o quando il fatto è (anche se la persona offesa è diversa)
I delitti contro la libera autodeterminazione della persona