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Diritto privato completo, Appunti di Diritto Privato

Appunti completi presi a lezione. Utili e sufficienti ai fini del superamento dell'esame orale di Diritto Privato.

Tipologia: Appunti

2022/2023

In vendita dal 08/10/2024

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DIRITTO PRIVATO
LEZIONE 1 (22/02)
Testo di riferimento: scritti giuridici di Salvatore Pugliatti (da pag.419 e seguenti)
DIRITTO: È la vita che scorre, riassunta dalle leggi che la regolano.
Grozio (giurista medievale): sosteneva che prima viene la vita poi il diritto, che regola ogni tappa della
nostra esistenza. Il diritto non è una realtà astratta, è essenziale al nostro vivere quotidiano.
ORDINAMENTO GIURIDICO PRIVATO: il diritto privato è un complesso di norme, che presiede all’agire
umano (governano la nostra vita, il nostro agire. Si riferiscono ai nostri comportamenti) in un contesto
sociale organizzato.
Perché accettiamo una vita regolamentata dal sistema giuridico? Perché ci permette di vivere in modo
civile.
NORMA: ci dice come ci dobbiamo comportare. Attraverso la norma, posso qualificare i comportamenti.
REGOLA: ci dice ciò che è giusto e ciò che è sbagliato, e ci impone di comportarci. Nel momento stesso in
cui contraddico la regola, vedo qualificato il mio comportamento come contro diritto (illecito)
SANZIONE: strumento attraverso il quale si realizza il vivere sociale
Le norme che dettano i comportamenti sono ispirate a valori (al substrato etico, morale, sociale, e
culturale) che sono espressione della collettività.
- esempio: nel quotidiano chi acquista una scatola di fiammiferi, chiude un contratto di acquisto, e
quando la butta compie un atto di abbandono. Chi passa e raccoglie la scatola, acquista la proprietà
della scatola e compie l’occupazione.
- Esempio: se prendiamo un autobus chiudiamo un contratto di trasporto, usufruiamo di un servizio).
Il diritto permea alla vita di tutti noi, e si impone direttamente.
Questo complesso di norme è funzionale a salvaguardare il nostro contesto sociale, attraverso il diritto si
rispettano gli altri (il diritto tutela il debole). La realizzazione della comunità sociale passa attraverso un
sistema giuridico organizzato ed efficace.
PUGLIATTI: diceva che la società è costituita e non può che essere costituita dagli uomini. Dove c’è l’uomo,
c’è un aggregato sociale (collettività), dove c’è collettività c’è un complesso di norme. Il diritto limita la
libertà del singolo, in relazione agli altri.
KANT: diceva che il diritto è quell’insieme di condizioni che consentono all’arbitrio di ciascuno di coesistere
con l’arbitrio degli altri, secondo un principio generale di libertà.
ORDINAMENTO SOCIALE: complesso di fenomeni, attraverso i quali si svolge la vita di un gruppo sociale.
L’ordinamento giuridico sta sopra l’ordinamento sociale (è la somma di quegli accadimenti, che riguarda la
vita della società).
L’ORDINAMENTO GIURIDICO (manifestazioni esteriori): vede come autorità superiore, lo Stato che regola
le norme che si impongono ai consociati (se i comportamenti sono qualificati come leciti o illeciti, in quel
caso sanzionati si impone l’osservanza delle leggi).
L’ORDINAMENTO MORALE: si distingue da quello sociale e giuridico. L’ordine morale riguarda la sfera
intima dei singoli, i motivi delle azioni, le intenzioni. Considera l’atto quando sorge nella coscienza
dell’uomo.
Le norme giuridiche sono rafforzate da sanzioni quando si ha un comportamento contra legge.
NB: La sanzione è incompatibile con l’ordine morale, l’unica sanzione possibile relativa all’ordine morale è il
rimorso di coscienza. Ci sono interferenze tra l’ordine morale e giuridico? Si. Perché ci sono precetti che
talvolta diventano una norma comportamentale. Ci sono precetti morali che diventano precetti giuridici
- Esempio: norma dell’art.320 in cui si esprime un concetto, che il figlio qualunque sia la sua età deve
rispettare e onorare i suoi genitori).
- Esempio: comportamenti morali che non sono sanzioni dalla legge, ma che sono riprovevoli, è il
tradimento tra due persone fidanzate, non viene sanzionato. Perché la norma funzioni come regola
deve operare per tipici. Quando la norma si applica alla situazione specifica, conferisce al soggetto
una facoltà, il potere di fare o non fare qualcosa, in rapporto agli altri consociati.
DIRITTO IN SENSO OGGETTIVO E SOGGETTIVO:
ART 923 C.C: Le cose mobili che non sono di proprietà di nessuno, si acquistano per occupazione. Il diritto
oggettivo è che tutti coloro che occupano un bene che non è di nessuno, ne acquista la proprietà. Il diritto
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DIRITTO PRIVATO

LEZIONE 1 (22/02)

Testo di riferimento: scritti giuridici di Salvatore Pugliatti (da pag.419 e seguenti) DIRITTO: È la vita che scorre, riassunta dalle leggi che la regolano. Grozio (giurista medievale): sosteneva che prima viene la vita poi il diritto, che regola ogni tappa della nostra esistenza. Il diritto non è una realtà astratta, è essenziale al nostro vivere quotidiano. ORDINAMENTO GIURIDICO PRIVATO: il diritto privato è un complesso di norme, che presiede all’agire umano (governano la nostra vita, il nostro agire. Si riferiscono ai nostri comportamenti) in un contesto sociale organizzato. Perché accettiamo una vita regolamentata dal sistema giuridico? Perché ci permette di vivere in modo civile. NORMA: ci dice come ci dobbiamo comportare. Attraverso la norma, posso qualificare i comportamenti. REGOLA: ci dice ciò che è giusto e ciò che è sbagliato, e ci impone di comportarci. Nel momento stesso in cui contraddico la regola, vedo qualificato il mio comportamento come contro diritto (illecito) SANZIONE: strumento attraverso il quale si realizza il vivere sociale Le norme che dettano i comportamenti sono ispirate a valori (al substrato etico, morale, sociale, e culturale) che sono espressione della collettività.

  • esempio: nel quotidiano chi acquista una scatola di fiammiferi, chiude un contratto di acquisto, e quando la butta compie un atto di abbandono. Chi passa e raccoglie la scatola, acquista la proprietà della scatola e compie l’occupazione.
  • Esempio: se prendiamo un autobus chiudiamo un contratto di trasporto, usufruiamo di un servizio). Il diritto permea alla vita di tutti noi, e si impone direttamente. Questo complesso di norme è funzionale a salvaguardare il nostro contesto sociale, attraverso il diritto si rispettano gli altri (il diritto tutela il debole). La realizzazione della comunità sociale passa attraverso un sistema giuridico organizzato ed efficace. PUGLIATTI: diceva che la società è costituita e non può che essere costituita dagli uomini. Dove c’è l’uomo, c’è un aggregato sociale (collettività), dove c’è collettività c’è un complesso di norme. Il diritto limita la libertà del singolo, in relazione agli altri. KANT: diceva che il diritto è quell’insieme di condizioni che consentono all’arbitrio di ciascuno di coesistere con l’arbitrio degli altri, secondo un principio generale di libertà. ORDINAMENTO SOCIALE: complesso di fenomeni, attraverso i quali si svolge la vita di un gruppo sociale. L’ordinamento giuridico sta sopra l’ordinamento sociale (è la somma di quegli accadimenti, che riguarda la vita della società). L’ORDINAMENTO GIURIDICO (manifestazioni esteriori): vede come autorità superiore, lo Stato che regola le norme che si impongono ai consociati (se i comportamenti sono qualificati come leciti o illeciti, in quel caso sanzionati si impone l’osservanza delle leggi). L’ORDINAMENTO MORALE: si distingue da quello sociale e giuridico. L’ordine morale riguarda la sfera intima dei singoli, i motivi delle azioni, le intenzioni. Considera l’atto quando sorge nella coscienza dell’uomo. Le norme giuridiche sono rafforzate da sanzioni quando si ha un comportamento contra legge. NB: La sanzione è incompatibile con l’ordine morale, l’unica sanzione possibile relativa all’ordine morale è il rimorso di coscienza. Ci sono interferenze tra l’ordine morale e giuridico? Si. Perché ci sono precetti che talvolta diventano una norma comportamentale. Ci sono precetti morali che diventano precetti giuridici
  • Esempio: norma dell’art.320 in cui si esprime un concetto, che il figlio qualunque sia la sua età deve rispettare e onorare i suoi genitori).
  • Esempio: comportamenti morali che non sono sanzioni dalla legge, ma che sono riprovevoli, è il tradimento tra due persone fidanzate, non viene sanzionato. Perché la norma funzioni come regola deve operare per tipici. Quando la norma si applica alla situazione specifica, conferisce al soggetto una facoltà, il potere di fare o non fare qualcosa, in rapporto agli altri consociati. DIRITTO IN SENSO OGGETTIVO E SOGGETTIVO: ART 923 C.C: Le cose mobili che non sono di proprietà di nessuno, si acquistano per occupazione. Il diritto oggettivo è che tutti coloro che occupano un bene che non è di nessuno, ne acquista la proprietà. Il diritto

soggettivo è la proprietà (diritto di godere e di disporre su quel bene). La norma fissa un precetto, il contraltare l’altra faccia della regola oggettiva, è che dall’altra parte deriva un diritto, cioè il diritto di esercitare una facoltà per il singolo (diritto soggettivo). DIRITTO POSITIVO: complesso di norme in vigore in un certo contesto storico, griglia normativa che presiede i comportamenti dei singoli. Quando parliamo di ordinamento giuridico, bisogna distinguere il DIRITTO PRIVATO e il DIRITTO PUBBLICO: DIRITTO PRIVATO: il criterio distintivo è il criterio soggettivo. Regolamenta il rapporto tra i soggetti, è comunque ispirato a un principio paritario. (Include il diritto societario, il diritto del lavoro, il diritto di famiglia) DIRITTO PUBBLICO: Attiene alla regolamentazione del rapporto tra Stato e privato. Non può ispirarsi a un principio paritario, perché attiene alla regolamentazione del rapporto tra Stato, singolo. (Rientra tra le discipline il diritto amministrativo, penale, materie che presuppongono una disparità) PROCESSO DI PUBBLICIZZAZIONE DEL DIRITTO PRIVATO : interferenza tra pubblico e privato. La distinzione tra il privato e il pubblico viene sminuito, in seguito all’affermazione sempre più del pubblico sul privato. Il nostro sistema giuridico di civil law, si contrappone agli ordinamenti giuridici di common law. L’evoluzione del diritto in relazione ai valori, non può essere immediato. L’adeguamento è in primo luogo rimesso al giudice, al soggetto che esercita una funzione e che è chiamato ad applicare la norma. Successivamente, a fronte di quest’evoluzione giurisprudenziale, si arriva a una differenziazione nell’elaborazione dei precetti delle norme. Es: il riconoscimento dei diritti dei conviventi, nasce prima in via giurisprudenziale. Poi si è arrivata ad una regolamentazione normativa, nei sistemi di civil law. (l’autorità crea il diritto). Nei sistemi dell’autorità proietta la norma, il giudice applica la norma, da input ma non crea diritto. Nei sistemi di common, le pronunce vincolano i giudici. La norma è prodotta da un’autorità legislativa, poi c’è il giudice che applica la norma (valuta il comportamento). C’è uno spazio di autoregolazione del singolo? C’è ed è lo spazio riconosciuto all’ AUTONOMIA PRIVATA: due soggetti possono scegliere di regolare il rapporto tra di loro come preferiscono, l’importante è che questa regola sia riconosciuta dallo Stato. Abbia quei crismi e quelle caratteristiche, perché la regola sia vigente e sia efficace. Da dove si presume la possibilità del singolo che possa con un altro soggetto, dettare una regola? Dall’ART 1322 C.C .: le parti possono accordarsi fissando un regolamento, che anche prescinde da quelli previsti del legislatore. Tutto questo purché l’interesse sia un interesse meritevole di tutela dell’ordinamento giuridico. (questo corrisponde al PRINCIPIO DI LIBERTA’. Fonte fondamentale è la Costituzione). NB: ci sono casi in cui la scelta di autoregolamentarsi, è ammessa ed è accettata dal sistema ma non completamente. Esempio: quando si chiude una scommessa, c’è un accordo. Per il nostro ordinamento giuridico, la regola vale ma meno di quanto possono valere altre regole. La regolamentazione del rapporto che deriva dalla scommessa, non è comparata alla regolamentazione di un rapporto di compravendita. La regola di rapporto che deriva da una scommessa, è al limite tra ciò che è meritevole di tutela piena e ciò che non è meritevole. IL SISTEMA DELLE FONTI DI DIRITTO: sono gli atti e i fatti da cui traggono origine le norme. FONTI DI COGNIZIONE: complesso di testi unici raccolti, di leggi da cui si traggono le norme (permettono la conoscenza di norme, es: il Codice civile). FONTI DI PRODUZIONE: individuano quel complesso di meccanismi, attraverso cui vengono poste le norme alla comunità. Contesto normativo di riferimento delle norme: fra tutte prevale la Costituzione (tra le fonti statali). Dopo di che, le leggi ordinarie, e i regolamenti governativi e amministrativi. (queste sono le norme statali). NORME DI LEGGE: regole in senso lato, che devono essere rispettate. Ma, che non sono prodotte dal nostro Stato (derivano dalla comunità europea, si distinguono le direttive e i regolamenti. Le direttive devono essere recepite da una legge statale, i regolamenti sono immediatamente efficaci). E poi ci sono i trattati internazionali. In via residuale, valgono le consuetudini COSTITUZIONE: valenza precettiva delle norme costituzionali direttamente applicabili ai rapporti privati. Premessa: Esiste un organo che è competente a stabilire se le leggi sono in regola, è la Corte costituzionale. Quando coinvolta, in merito a questioni di legittimità costituzionale, si pronuncia in merito alla legittimità o illegittimità delle leggi che analizza. Ci si è chiesti se la Corte costituzionale fosse idonea a pronunciarsi in

DICHIARAZIONE DI SCIENZA (affermare l’esistenza di un fatto) di fine azione, se ad esempio riconosco un bambino che io ho procreato. Un altro esempio è la riconduzione di debito (devo dei soldi ad un altro soggetto, posso fare una dichiarazione per iscritto che riconosce che devo questo debito. Questa dichiarazione ha un valore giuridico). Anche i rapporti fra i soggetti possono avere rilevanza giuridiche. La norma di diritto privato attribuisce rilevanza giuridica all’atto e al fatto. Quando l’atto e il fatto acquista rilevanza giuridica, si riconnettono degli effetti. Allo stesso modo si riconosce rilevanza giuridica al rapporto. In virtù di questo riconoscimento giuridico nascono dei diritti (pretese che un soggetto avanza nei confronti dell’altro) e i doveri (tenuto all’esecuzione di un comportamento). Esempio classico di diritto soggettivo, è il diritto di credito. LEZIONE 2 (01/03) Primo seminario 23/ NORMA GIURIDICA E RILEVANZA ATTRIBUITA ALLA FATTISPECIE La NORMA: regolamenta i comportamenti dei soggetti e disciplina i comportamenti La funzione della norma è quella di dettare regole, dare un ordine e disciplinare il vivere sociale. Le norme del nostro sistema giuridico regolamentano i comportamenti, i fatti e nel contemplare, la norma attribuisce rilievo giuridico e dimensione giuridica all’agire umano. Nell’attribuire dimensione giuridica si connettono quei comportamenti detti anche EFFETTI GIURIDICI. Come opera la norma? Il fatto concreto viene valutato a fronte della previsione astratta che fa il legislatore. Es: esiste una norma che disciplina l’usucapione (modo di acquisto, articolo originale della proprietà), in sostanza un soggetto possiede un bene (pone in essere un comportamento di disposizione del bene in modo continuo e ininterrotto) se questo comportamento si protrae per 20 anni, il soggetto possiede la proprietà. A questo possesso, la norma attribuisce dimensione giuridica. Si contempla un fatto, cui si riconnettono effetti: acquisto della titolarità di un diritto, ma anche la modificazione della titolarità di un diritto. Es: art.2043 del C.c. quando un soggetto pone un comportamento doloso e arreca un danno all’altro soggetto, è tenuto a risarcire i danni. Il comportamento è quell’azione determinata a causare un danno all’altro soggetto. Quando si manifesta questo comportamento dannoso, la norma ci dice che ci sono conseguenze: uno acquista il diritto a essere risarcito, l’altro ha l’obbligo di risarcire il danno al cagionato (ripianare le perdite). (articolo 2043 da imparare) FATTI E RAPPORTI GIURIDICAMENTE RILEVANTE FATTO : accadimento naturale (terremoto, il trascorrere del tempo un evento che accade in natura), il fatto può essere anche un fatto umano, cioè un comportamento in cui è irrilevante la volontà del soggetto coinvolto. È rilevante giuridicamente quando la norma lo contempla, e a quel fatto sono connessi conseguenze. Al trascorrere del tempo connesso all’inerzia dell’esercizio di un diritto produce come effetto l’estinzione di un diritto, il legislatore riconnette un effetto definito come PRESCRIZIONE: estinzione di un diritto, pretesa giuridicamente rilevante. Esempi di effetti umani in cui la volontà non è rilevante: la nascita e la morte ATTI: fatti umani in cui rileva la volontà del singolo. Come si qualifica il fatto umano? Si attribuisce rilievo alla volontà, chi pone in essere l’atto deve volere l’atto, non rileva la consapevolezza e la scelta degli effetti connessi all’atto (perché gli effetti sono conseguenze previste dal legislatore). Nb: L’atto a differenza del fatto attribuisce rilievo alla volontà). Es: c’è la volontà del comportamento (uno fa una dichiarazione concreta), la volontà riguarda l’atto non gli effetti perché gli effetti sono ex lege. Es: se mi impossesso dei vestiti lasciati in un bidone, questo atto è un comportamento in cui rileva la volontà del soggetto che si impossessa dei vestiti. Fenomeno di occupazione secondo l’art.923 c.c., modo di acquisto della proprietà a titolo originario). Altra tipologia di atto? LA DICHIARAZIONE DI VOLONTA’ : rileva come volontarietà dell’atto, anche in questo caso quando manifesto la volontà (c’è una manifestazione), io sia consapevole di quello che sto facendo. La legge rispetto a questa dichiarazione connette degli effetti (previsti dall’art.54 e seguenti). Altra ipotesi di dichiarazione di volontà è la diffida a adempiere. Es: eventualità in cui uno vanta ad un diritto di credito, l’altro è titolare di mobili, se chi deve pagare non paga nel termine previsto è possibile fare una diffida (che il credito dichiara che è scaduto il tempo, a fronte di questa dichiarazione la legge connette effetti la costituzione in mora dei debitori). A fianco agli atti e ai fatti, ci sono I NEGOZI : atti in cui si rileva la volontà a cui si riconnettono determinati effetti (scelti dal soggetto, volontarietà e consapevolezza dell’atto e dell’effetto dell’atto, solo se c’è la

volontà degli effetti la legge riconnette la volontà dell’atto). Il legislatore legittima questa situazione. Come si differenziano i negozi giuridici?

  • La dichiarazione può essere orale o scritta, o concretizzarsi in un comportamento in cui c’è una volontà. Es: rinuncia a un diritto, sia in maniera espressa (dichiarando la mia volontà di rinunciare a quel diritto), sia in maniera tacita (mi comporto in maniera tale da far pensare che io voglio che quel diritto si estingua) comportamento da cui non posso che desumere quella volontà. Altro esempio: esecuzione prima della risposta dell’accettante, io faccio una richiesta e quando non necessita di una risposta esplicita (comportamento tacito e concludente), perché può essere eseguita, l’esecuzione vale come accettazione nell’ambito della richiesta Dal punto di vista strutturale, i negozi giuridici si distinguono: NEGOZI GIURIDICI UNILATERALI : dichiarazione di volontà che fa uno a cui si riconnettono effetti NEGOZI GIURIDICI BILATERALI : manifestazione di volontà di due soggetti che si incontrano siglando un accordo, a quella dichiarazione di volontà si riconnettono gli effetti che sono scelti dalle parti (es: contratti o accordi relativi alla costituzione di una società o di associazioni) NEGOZI RECETTIZZI : dichiarazione di volontà che produce effetti nel momento in cui viene ricevuta dal destinatario NEGOZI PATRIMONALI : dichiarazione di volontà che hanno un impatto dal punto di vista economico/patrimoniale Art 1597 C.c. in merito all’es.2 (Maria concede in locazione...) INTRODUZIONE AL DIRITTO SOGGETTIVO Quali sono gli effetti? sono la relazione tra soggetti, la conseguenza sulla disciplina del rapporto fra soggetti (es dell’usucapione di prima), nascita di situazioni giuridiche soggettive attive. Es: fatto illecito, azione di un soggetto doloso/colposo che reca un danno ad un altro soggetto (questa fattispecie complessa genera una relazione tra chi ha subito il danno, diritto a essere risarcito. Chi ha arrecato il danno ha l’obbligo di pagare e richiamare la perdita). DIRITTO SOGGETTIVI : la proprietà che io ho acquistato perché ho posseduto in modo continuo e interrotto per 20 anni. PROPRIETA’ : situazione di pretesa giuridicamente rilevante che un soggetto vanta. In rapporto ad un bene (diritti reali), può essere rivolto anche nei confronti di un altro soggetto, si parla di DIRITTI DI CREDITO. Al credito che io vanto nei confronti di un soggetto corrisponde l’obbligazione SITUAZIONI GIURIDICHE ATTIVE : di pretesa (i diritti soggettivi, diritti reali e di credito) SITUAZIONI GIURIDICHE PASSIVE : di subordinazione, obbligo e soggezione DISTINZIONE DEI DIRITTI SOGGETTIVI: Possono essere assoluti oppure relativi, patrimoniali o no, possono essere trasmissibili (ceduti per contratto, accordo, successione) oppure intrasmissibili, e poi ci sono i diritti potestativi (es. art 1373 C.c., nel momento in cui vanto questo diritto e lo esercito, la controparte non può che subire l’esercizio del diritto). Es: se io ho il diritto di sciogliere un accordo, quando esercito questa facoltà, svincolo l’accordo senza sentire la controparte. Gli obblighi sono situazioni di soggezione OBBLIGO : dovere di astensione da un comportamento (più generico) OBBLIGAZIONE : obbligo di tenere un comportamento che soddisfa l’interesse di controparte SOGGETTIVITA’ E CAPACITA’ GIURIDICA SOGGETTO DI DIRITTO : atto ad essere titolare di diritti e di doveri. L’attitudine ad essere centro di imputazioni di situazioni giuridiche soggettive, viene denominata CAPACITA’ GIURIDICA : potenzialità nella titolarità dei rapporti giuridici. Tutti gli esseri umani quando nascono sono capaci di essere (allo stesso modo), titolare di pretese e capaci di assumersi obblighi in rapporto agli altri. Come si perde la capacità giuridica? Con la morte. Perché un soggetto acquisti capacità giuridica deve nascere e deve nascere vivo, due eccezioni: nascituro concepito e nascituro non concepito (soggetti infierii, non pieni): queste due categorie di soggetti possono essere destinatari di attribuzioni, assegnazioni che derivano o da un’apertura di una successione di un parente a loro vantaggio, o di una donazione a loro vantaggio. Sia concepito che no, hanno la potenzialità a questa attribuzione. Condizione: la loro situazione giuridica del nascituro concepito e non concepito è di aspettativa giuridica (tutelata)

INABILITAZIONE : l’inabilitato perde parzialmente la capacità di agire (è una forma di incapacità relativa). Possono essere inabilitati i soggetti che sono abusi di soggetti affetti da gravi anomalie fisiche, alcol e sostanze stupefacenti AMMINISTRAZIONE DI SOSTEGNO : È un istituto molto flessibile_. L’amministrato di sostegno chi è? Come opera?_ Ha una forma di infermità (menomazione fisica o psichica) non così grave, si vede sostituito nella gestione di alcuni atti e in alcuni aspetti nella sua vita di relazione, dall’amministratore di sostegno. C’è un ricorso al tribunale, il quale valuta la condizione del richiedente, e individua gli atti che l’amministratore può porre in essere. Cosa succede se uno che è incapace di agire, pone in essere un atto, un negozio giuridico per il quale non ha capacità di agire? Viene annullato, art.1425 C.c. quando si tratta di atti negoziali rileva anche lo stato di capacità anche con colpa, serve assolutamente la malafede LEZIONE 3 15/ Soggettività – persone giuridiche Che cosa si intende per persona giuridica? Spontanea organizzazione di più persone che decidono di collaborare in funzione di uno scopo comune (dello svolgimento di un attività che è orientata al perseguimento di uno scopo da tutti condiviso). Il diritto riconosce autonomia a questi enti, riconosce il crisma della soggettività giuridica. Qual è il meccanismo attraverso il quale opera il crisma della soggettività? L’autonoma configurazione degli enti come soggetti di diritto operi in virtù di una finzione giuridica decretata dal sistema, in virtù della quale gli enti sono equiparati agli uomini sotto il profilo della capacità di agire. Si è ritenuto che esistano già organismi unitari sociali, prevalente la teoria della finzione. I soggetti di diritti, hanno la loro autonomia giuridica, perché lo stato in virtù di una finzione, riconosce un’indipendenza e autosufficienza. I soggetti di diritto, si differenziano a seconda che siano enti dotati di personalità giuridica: ● SENZA PERSONALITA’ GIURIDICA (la segregazione tra patrimonio dell’ente e dei soci non è così definita): associazioni non riconosciute, i comitati non riconosciuti (libro 1 del Codice civile). Esiste la possibilità di rivalsa anche sul patrimonio dei singoli la PERSONALITA’ GIURIDICA coincide con L’AUTONOMIA PATRIMONIALE PERFETTA (il patrimonio dell’ente è autonomo, individuato in modo indipendente e separato rispetto al patrimonio dei singoli) 🡪 Sono le associazioni riconosciute, le fondazioni e i comitati (queste riguardano il primo libro). società di capitali (disciplinati dal libro 4 del codice civile). I creditori possono far valere le loro ragioni esclusivamente sul patrimonio dell’ente, non possono aggredire il patrimonio dei consociati o dei soci_. Come si acquista l’autonomia patrimoniale perfetta?_ L’autonomia patrimoniale perfetta la si acquista con un riconoscimento pubblico: tramite la registrazione nei pubblici registri (che per gli enti del i libro del Codice civile si ha presso la prefettura del capoluogo della regione), per le società commerciali la registrazione si ha presso la camera di commercio. Questo riconoscimento ha una VALENZA COSTITUTIVA giuridica dell’ente. DISCIPLINA DEGLI ENTI CON AUTONOMIA PATRIMONIALE PERFETTA Libro 1 del Codice civile ASSOCIAZIONI RICONOSCIUTE : enti accumunati dalla volontà di perseguire uno scopo NON LUCRATIVO (ma ideale e artistico). Non vogliono un guadagno per se, perseguono un attività dietro destinazione dei risultati. È possibile che l’associazione riconosciuta persegua lo scopo non lucrativo, anche attraverso un’attività d’impresa? Si, perché l’imprenditore svolge l’attività con condizioni di economicità conducendo un pareggio tra costi e ricavi, ma non necessariamente deve perseguire uno scopo di lucro ( art.2082 ).

  1. Come si costituiscono le associazioni? Gli associati devono concludere un contratto associativo. L’accordo deve avere una forma specifica, il contratto richiede il ROGITO NOTARILE. Elementi da inserire nell’accordo, ce lo dice l’art.16 : La denominazione dell’ente, lo scopo non lucrativo, l’indicazione dell’ammontare del patrimonio, indicare la sede dove è locata l’associazione, definire le norme che riguardano la governance associativa (individuare l’organo che prende le decisioni –

assemblea degli associati e chi è il soggetto che è in grado di impegnare l’associazione rispetto a terzi).

  1. Come avviene il riconoscimento dell’associazione? avviene depositando l’atto di costituzione presso la prefettura nel capoluogo della regione , dove è tenuto il registro delle persone (viene registrata la nascita dell’associazione con capacità giuridica e capacità d’agire) FONDAZIONE : ente che non ha uno scopo lucrativo persegue un’attività pubblica. La fondazione è costituita unilateralmente (fondatore dota la fondazione con un proprio assetto patrimoniale
  2. Tramite ATTO UNILATERALE di fondazione
  3. L’atto deve essere depositato presso i registri Un'altra modalità di costituzione è il TESTAMENTO (negozio giuridico unilaterale) nelle forme previste, prevedere che quando si aprirà la successione parte del patrimonio sarà destinato alla costituzione di una fondazione. Esistono vari tipi di testamento:
  • Il testamento pubblico (si fa davanti al notaio, faccio una dichiarazione di volontà e poi pubblica il testamento solo alla morte)
  • il testamento segreto (forma speciale in cui redigo per iscritto il testamento, lo porto dal notaio che lo sigilla e sarà aperto soltanto alla morte),
  • il testamento olografo (forma comune) L’art.15 : l’atto di fondazione può essere revocato dal fondatore, fino a quando si ha il riconoscimento. Gli eredi non hanno questo potere di revoca FONDAZIONI CON REGIME SPECIALE : le fondazioni bancarie, di partecipazioni (possono essere collegate a società) IMPRESA SOCIALE: attività d’impresa svolta da un imprenditore, in cui i risultati sono etero destinati (divulgati e diffusi), non vanno all’imprenditore. Chi svolge quest’attività svolge un’attività economica, scambio di beni e servizi. ENTE DI DIRITTO CHE NON HA PERSONALITA’ GIURIDICA E NON HA AUTONOMIA PATRIMONIALE PERFETTA? ASSOCIAZIONI NON RICONOSCIUTE: organizzazione di persone che perseguono un fine non lucrativo, non chiedono il riconoscimento dell’associazione. Non esiste la segregazione patrimoniale perfetta. I creditori dell’associazione possono aggredire nell’eventualità in cui l’associazione risulti sorbente, possono aggredire il patrimonio dell’associazione quanto il patrimonio dei soci, impegnando l’associazione. NB: I creditori dei singoli associati non posso invece aggredire il patrimonio dell’associazione AUTONOMIA PATRIMONALE IMPERFETTA : il diaframma non è netto, ma la segregazione è modulata COMITATI NON RICONOSCIUTI (meno ricorrenti) CASO 1 (SLIDE): è un’associazione non riconosciuta. Perché il partito rientra nell’associazione non riconosciuta? CASO 2: non c’è un obbligo di forma scritta. Ma se costituiamo un’associazione non riconosciuta, a fini fiscali un atto va redatto e depositato presso l’agenzia delle entrate CASO 3: non può revocare, perché il potere di revoca non è trasmissibile CASO 4: Ad ogni elezione si scioglie il gruppo, alle nuove elezioni si ricostituisce un gruppo (ma è un’entità autonoma distinta rispetto al partito politico). Il soggetto giuridico viene meno, il nuovo gruppo non deve rispondere delle obbligazioni relative al precedente gruppo. Dunque, il Tfr verrà richiesto a solo coloro che hanno agito in qualità dell’associazione non riconosciuta. Cos’è il codice del terzo settore? Raccoglie sei norme che hanno caratteristiche specifiche:
  • legate a forti vantaggi fiscali correlati al riconoscimento della qualifica di ente del terzo settore ENTI DEL TERZO SETTORE Quali sono gli enti del terzo settore? Enti di carattere privato (di cui abbiamo parlato fin ora). Quando questi enti sono iscritti in un registro specifico (registro unico nazionale del terzo settore), acquistano il crisma giuridico dell’ente del terzo settore. Gli enti del terzo settore possono svolgere attività d’impresa (esercitata in via generale, il guadagno deve essere destinato allo scopo ultimo). Devono redigere il bilancio d’esercizio come le società, e devono depositarlo presso il registro unico nazionale del terzo settore. Il patrimonio non deve essere inferiore a 15 mila euro per le associazioni e a 30 mila per le fondazioni. Qui sono richiesti requisiti patrimoniali minimi.

cronaca, quando in virtù di aggiornamenti, quella notizia sia diventata falsa rispetto al momento in cui era stata diffusa (Es: si diffonde sul web la notizia che un soggetto si sia iscritto nel libro degli indagati. La notizia che viene diffusa può essere nell’interesse pubblico, il diritto di cronaca può prevalere sulla riservatezza. Quando però le cose cambiano, viene cancellato il nome del soggetto dal libro degli indagati, il diritto all’oblio in questo caso può essere esercitato e prevale sul diritto di cronaca) LEZIONE 4 22/ BENI GIURIDICI: nozione DIRITTI REALI : relazione tra soggetto e bene. Sono diritti che un soggetto può vantare nell’azione di un bene, facoltà che il soggetto può esercitare rispetto al bene. Con dei riflessi rispetto alla collettività dei consociati. Al diritto reale, corrisponde un dovere di astensione della collettività da parte dei consociati, che non devono interferire con il diritto del bene. Cosa sono i beni giuridici? Si trae dalla norma del Codice civile, l’art.810 : sono beni giuridici le cose che possono essere oggetto di diritto. Sono individuati autonomamente. La prima distinzione, è che i diritti reali sono diritti assoluti. NB: diritto di credito, invece è un diritto relativo. Si distinguono in BENI MATERIALI (hanno una composizione fisica) o BENI IMMATERIALI (privi di una consistenza fisica, es: opera letteraria). Sono commerciabili e hanno un valore economico entrambi. Art.812 distinzione tra beni immobili e beni mobili: BENI IMMOBILI : ancorati al suolo, alle sorgenti e ai corsi d’acqua… tutto ciò artificialmente incorporato alla terra Art.812 comma II : si qualificano tali, in virtù della destinazione che gli si è impressa (del loro utilizzo). Es: edifici galleggianti. Tutti i restanti beni sono BENI MOBILI Distinzione tra beni privati e beni pubblici: BENI PRIVATI : appartengono al privato. Funzionali a soddisfare l’interesse del singolo BENI PUBBLICI : appartengono alle persone giuridiche pubbliche. Funzionali a soddisfare un interesse della collettività. Tra i beni pubblici, si distingue tra i beni demaniali: BENI DEMANIALI : afferiscono al demanio pubblico. La proprietà non può essere trasferita (indisponibili) ma non possono nemmeno essere posseduti da soggetti diversi rispetto al soggetto intestatario BENE PUBBLICO PATRIMONIALE : beni che appartengono al patrimonio dello stato, tutti quei beni che non sono demaniali Beni patrimoniali, si distinguono in: I BENI CHE FANNO PARTE DEL PATRIMONIO INDISPONIBILE : sono beni che non possono essere oggetto di disposizione (la proprietà di questi beni non è cedibile). Ad eccezione del subentro di una norma, che ne preveda la disponibilità BENI CHE FANNO PARTE DEL PATRIMONIO DISPONIBILE : producono reddito e sono rapportati ai beni privati. Possono essere oggetto di disposizione (oggetto di usucapione: modo di acquisto della proprietà, conseguente al possesso del bene in modo continuo e ininterrotto) BENI VISIBILI : possono essere smembrati. BENI DIVISIBILI : assolutamente non scorporabili BENI FUNGIBILI : sostituibili in relazione all’uso che se ne fa (banconota) BENI CONSUMABILI e INCONSUMABILI , si distinguono a seconda che si estingua o meno l’uso in una volta Universalità: UNIVERSALITA’ DI BENI MOBILI – art.816 : più beni che appartengono ad una medesima persona sono beni mobili. In virtù dell’suo che se ne fa, possono individuare un bene unico. Possono essere oggetto di atto di disposizione. Es: L’azienda è una sorta di universalità di beni. Complesso di beni, funzionale all’esercizio dell’attività d’impresa. L’azienda può essere unitariamente alienata, ipotecato. UNIVERSALITA’ DI FATTO PER VOLONTA’ DEL SINGOLO: complesso di beni destinati alla soddisfazione dell’interesse unitari di chi ne è proprietario. Es: biblioteca, pinacoteca, azienda. Il soggetto che aliena è la persona fisica o la società. Può la società decidere di vendere un bene, che fa parte del complesso dei beni che individua l’universalità? Si, posso affittare l’azienda, ma posso anche vendere il macchinario o stabilimenti di cui non usufruisco.

UNIVERSALITA’ DI DIRITTO : complesso di beni, autonomamente configurata e soggetta al regime previsto dalla legge. C’è anche l’ipotesi che questo complesso di beni sia destinato ad una persona unica, che sottostà ad una disciplina unica, in virtù di una disposizione di legge (es: l’eredita, è un’ipotesi di universalità di diritto). ISTITUTO DELLA PERTINENZA - art.818 : costituiscono pertinenza quei beni, destinati in modo durevole al servizio del bene principale. Casi:

  1. Il traghetto è un bene mobile registrato
  2. È possibile, perché posso disporre di beni futuri
  3. Non è valido. Perché è un bene pubblico demaniale. Caso sulla pertinenza Art.1153 : Non c’è il vincolo pertinenziale. Perché si possa parlare di pertinenza, il bene principale e il bene accessorio devono appartenere allo stesso soggetto (proprietario). In questo caso, non c’è pertinenza. Non c’è il vincolo, il terzo può chiedere la restituzione dell’autoradio di sua proprietà. NB : La materiale disponibilità del bene, mi fa acquistare la proprietà del bene mobile. Riguarda i solo beni mobili non registrati DIRITTO SOGGETTIVO SUL BENE : il diritto conferisce al soggetto titolare un diritto assoluto e immediato sul bene. Si distinguono in proprietà: DIRITTI REALI DI GODIMENTO SU COSA ALTRUI: attribuiscono potere e facoltà ad un soggetto terzo, su un bene proprietà di un altro), DIRITTO SUL BENE CON UNA FUNZIONE DI GARANZIA: diritto sul bene con una funzione di garanzia (pegno, ipoteca, privilegi) I DIRITTI MINORI : diritti che hanno caratteristiche assolute. Art 42 – Comma II 🡪parla della proprietà. PROPRIETA’ art.832 : diritto reale per antonomasia. Diritto di godere e di disporre del bene, in modo pieno ed esclusivo nei limiti imposti dalla legge. Il diritto di proprietà sconta delle limitazioni previste dall’ordinamento in applicazione con l’art.42 della Costituzione. Esistono più modelli proprietari, la proprietà può essere conformata dal legislatore. Essere proprietario di un appartamento, è diverso dall’essere proprietario di un immobile (i contenuti effettivi della proprietà cambiano). Cosa si intende imporre limiti alla proprietà, in funzione della salvaguardia di tutti? Esempio di proprietà conformata: le proprietà vicine ad aree di rispetto (cimiteri), in base alle normative comunali, oppure aree che devono essere destinate soltanto a certi indirizzi (in base ai piani regolatori comunali). Limitazione che rispondono ad un interesse pubblico, anche i fondi agricoli devono rispettare il diritto di prelazione rispetto ai proprietari dei fondi confinanti. LIMITI PRIVATISTICI DIVIETO DI PORRE IN ESSERE ATTI EMULATIVI in essere atti emulativi ( art.833 ). Posso godere del bene, ma non posso godere e disporre del bene, in modo da arrecare pregiudizio e nuocere gli altri. (esempio di atto emulativo, se per esempio il mio vicino pianta delle piante, con il solo scopo di recarmi danno, di coprirmi la vista). Un’altra ipotesi è il DIVIDIETO DI IMMISSIONE (art.844) : divieto che un soggetto ha di immettere fumo, calore, sul fondo del vicino, quando queste immissioni superano la normale tollerabilità. LIMITI PUBBLICISTICI LEGGI URBANISTICHE : vincolano e limitano l’alienazione di quei beni che hanno un rilievo istonico. Chi è proprietario di un bene mobile vincolato, perché ha un interesse storico artistico, non può disporre di questo bene, se prima non notifica allo Stato, offrendo il bene in alienazione a parità di condizioni ESPROPRIAZIONE : il soggetto proprietario del bene, sia soggetto all’espropriazione laddove questo provvedimento sia tutelato da un interesse di natura pubblicistica. Chi subisce l’esproprio, perde la proprietà del bene Come si acquista la proprietà? A TITOLO DERIVATIVO : qualcuno mi aliena, mi trasmette la proprietà del bene. E lo fa sia con un atto di compravendita o con un atto mortis – causa (derivazione giustificata dalla successione testamentaria) A TITOLO ORIGINARIO : divento proprietario perché si verificano dei presupposti che rientrano in previsioni normative, tali per cui divento proprietario. I modi di acquisto della proprietà a titolo originario:

POSSESSO E DETENZIONE

Come si distingue il possesso dalla detenzione? Si fonda sulla verifica di due elementi:

  1. Si identifica il possesso quando oltre il comportamento, si individua anche l’ ANIMUS possidenti, un ulteriore connotato del possesso. L’animus possidendi non si ravvisa in tutti i momenti del possesso. E’ richiesto esclusivamente nel momento in cui il soggetto inizia a possedere. Il possesso si consegue e si identifica quando c’è la disponibilità del bene e c’è l’intento di possedere, escludendo che ci siano altri proprietari del diritto sul bene. Al momento in cui il soggetto possiede, ci deve essere il corpus, la disponibilità e l’animus. L’animus deve essere rilevato nell’esercizio del possesso, condizione per cui si conserva il possesso. Non si perde il possesso, quando si perde la materiale disponibilità della cosa, ma si perde quando si è nella sostanziale circostanza in cui venga rubata, e non si può più recuperare. Perde il requisito soggettivo, che è condizione per la quale io sono possessore. (Ci possono essere frangenti in cui il possesso non è capace di intendere e di volere)
  2. CORPUS possidenti Riassumendo: POSSESSO : situazione di fatto, comportamentale. Comportamento, connotato dall’intenzionalità che lo qualifica (sfera di fatto) PROPRIETA’ : presuppone un titolo di acquisto del diritto stesso. (Sfera del diritto) DETENZIONE : mera disponibilità del bene.(qualificata o non). In entrambi i casi manca il profilo soggettivo, in virtù del quale chi tiene la disponibilità del bene, lo fa libero da condizionamenti come se fosse proprietario. Sa che la disponibilità che gli è stata concessa deriva da altri, in virtù di un contratto/di un titolo, quando la detenzione è qualificata. POSSESSO E DETENZIONE: PROVA Vige una presunzione: Se un soggetto gode del bene, dall’esterno si deve presumere che è possessore e non detentore. E’ ammessa la prova contraria, dimostrando che il possessore non è tale perchè manca l’animus possidendi. MODI DI ACQUISTO DEL POSSESSO IPOTESI DI INTERVERSIONE DEL POSSESSO (art.1141): Quando si ha l'interversione del possesso? quando il detentore diventa possessore. Diventerà possessore quando sorge l’animus, che avviene perché cambia il titolo.
  1. PERCHE’ CAMBIA IL TITOLO: Abbiamo un soggetto affittuario di un bene (detentore), il proprietario del bene trasferisce la titolarità del bene all'affittuario, chi è nella disponibilità diventerà possessore però anche proprietario del bene perché acquista il diritto sul bene.
  2. OPPOSIZIONE TACITA O ESPRESSA: L’altra ipotesi si ha quando si è concretamente nella situazione in cui detentore fa opposizione al possessore. Rivendica un animus possidendi. Nel caso in cui io sia un affittuario del bene, a un certo punto impedisco a chi mi ha concesso la disponibilità del bene, di accedere al bene. (opposizione tacita). MODI DI ACQUISTO DEL POSSESSO: A TITOLO ORIGINARIO Sono nel possesso in virtù di accadimenti che mi fanno diventare possessore. Non mi viene trasferità la disponibilità del bene. ● SPOGLIOOCCUPAZIONE : oltre ad diventare possessore si diventa anche proprietari MODI DI ACQUISTO DEL POSSESSO: A TITOLO DERIVATIVO Qualcuno mi trasferisce il possesso. Come? ● IL CASO DELLA CONSEGNA: Tizio consegna a Caio un bene mobile, il possesso passa da Tizio a Caio. ● DI TRADITIO BREVI MANU: quando da detentore si diviene possessore del bene ● CON COSTITUTO POSSESSORIO: il soggetto vende il bene ad un altro soggetto (diventa possessore, senza però essere mai nella disponibilità del bene), che concede ad un altro soggetto in affitto il bene venduto (diventa possessore). PERDITA DEL POSSESSO La perdita della materiale disponibilità del bene, non implica la perdita del possesso. Ma lo smarrimento implica la perdita del possesso, quando cessa anche l’animus possidendi.

NB: - l’abbandono è causa della perdita del possesso. Ho smesso di intendermi possessore, cessa anche contestualmente l’animus possidendi.

  • Quando c’è l’interversione del possesso SUCCESSIONE NEL POSSESSO l’ art.1146 : se un possessore muore, c’è la successione del possesso all’erede EFFETTO DEL POSSESSO: USUCAPIONE Qual è l’effetto principale del possesso? E’ l’acquisto della proprietà, attraverso l’usucapione. Chi possiede per un certo periodo di tempo, laddove questo possesso abbia delle caratteristiche specifiche secondo il legislatore, acquista la proprietà del bene. Come deve essere il possesso perché il possessore diventi proprietario? Se il bene è un bene immobile, ci vogliono 20 anni di possesso Se il bene è un bene mobile, senza ulteriori eccezioni, ci vogliono 20 anni Se il bene è mobile, ma iscritto nei pubblici registri ci vogliono 10 anni. Di regola un soggetto diventa proprietario, quando un soggetto possiede in modo continuo ed ininterrotto. ECCEZIONI: ci possono essere tempi di usucapione più brevi. Quando vi è un titolo idoneo al trasferimento (es .: donazione della buona fede di acquista, e la trascrizione del titolo (pubblicazione nei pubblici registri), allora il soggetto che possiede acquista in tempi più stretti la proprietà del bene). USUCAPIONE ABBREVIATA DEI BENI MOBILI : presuppone una distinzione della buona fede che è possessore nella disponibilità del bene. Acquista il possesso quando in presenza del titolo, si accerti che il titolo è idoneo al trasferimento della proprietà quando sono idonei beni immobili e beni mobili registrati POSSESSO VALE TITOLO ( art.1153 c.c. ) Quando si applica il possesso vale titolo? Quando il soggetto che acquista il possesso, diventa anche proprietario. Purchè il contratto che ha concluso, sia idoneo a trasferire la proprietà e lui agisca in buona fede. L’idoneità del titolo: idoneo al trasferimento del diritto di proprietà. Se non osservo le forme di stipulazione, il contratto è nullo.

QUALI SONO I DIRITTI REALI DIRITTI REALE DI GODIMENTO SU COSA ALTRUI : diritto che il soggetto ha in rapporto alla cosa. Il diritto reale di godimento incide sulla cosa di proprietà di un altro soggetto. L’incidenza su quello stesso bene, limita la proprietà. I diritti reali di godimento su cosa altrui, sono costituiti tramite un contratto. Sono tipici e tassativi. Come si studia il diritto reale di godimento? ● USUFRUTTO ( art.978 c.c. comma I ): Diritto di godere (nel senso di trarne dei frutti) della cosa, nel rispetto della destinazione economica. Consiste nella facoltà di godere del bene di un altro soggetto, nel rispetto della destinazione economica impressa al bene. Il proprietario in rapporto all'usufruttuario è nudo proprietario. (a titolo derivativo l’usufrutto si acquista anche per testamento). Si può acquistare il diritto di usufrutto tramite l’usucapione (a titolo originario)? Si, posso esercitare il possesso sulla cosa che ha immagine sull’usufrutto. Il diritto di usufrutto è il diritto soggettivo. E il possesso sull’usufrutto è il comportamento ad immagine sull’usufrutto (parametrato sui contenuti dell’usufrutto). LIMITI:

  • LIMITE DELLA DESTINAZIONE ECONOMICA: godere del bene nel limite della destinazione economica. E’ imposta dal proprietario. La destinazione economica è la funzione a cui è orientato il godimento del bene.
  • LIMITE DEL TEMPO : la durata dell’usufrutto non può essere eccedente alla vita dell’usufruttuario. Non può essere superiore a 20 anni per le persone giuridiche, perché a tutela del proprietario. NB: La cessione del diritto di usufrutto è svincolata dal nudo proprietario, deve essere però comunicato l’accordo di avvenuta cessione. DIRITTI DELL’USUFRUTTUARIO:
  • Godere del bene
  • può cedere l’usufrutto
  • Obbligazione: non deve modificare la destinazione economica PROPRIETARIO:
  • Deve intervenire e occuparsi delle eventuali manutenzioni

LEZIONE 6 19/04/

L’OBBLIGAZIONE: NOZIONE

ART.1173 c.c. Quali sono le fonti del rapporto obbligatorio? e come nasce il rapporto obbligatorio?

  • il contratto
  • fatto illecito (chi ha un comportamento doloso o colposo, e arreca un danno ad un altro soggetto è tenuto a risarcire il danno)
  • ogni atto/fatto idoneo a produrle in conformità dell’ordinamento giuridico (promessa unilaterale, arricchimento senza causa…) ART.1987 c.c. PROMESSE UNILATERALI: Attraverso un impegno unilaterale, il soggetto non fa sorgere un rapporto di natura obbligatoria. E’ necessario cercare sempre il consenso, salvo le ipotesi ammesse dal legislatore: ● la PROMESSA AL PUBBLICO : quando un soggetto si rivolge al pubblico, promette una prestazione di cui si avvantaggerà colui che si trovi per primo in una specifica situazione (sarà creditore). La promessa unilaterale qui può essere fonte di rapporto obbligatorio ● la RICOGNIZIONE DI DEBITO, LA PROMESSA DI PAGAMENTO E I TITOLI DI CREDITO (ART.1988 c.c.) La prima fattispecia da cui origina il rapporto obbligatorio oltre il contratto e il fatto illecito, è dunque la promessa unilaterale PAGAMENTO DELL’INDEBITO: Quando si ha INDEBITO OGGETTIVO - ART.2033 c.c.? Non esiste un rapporto debito-credito, però un debitore paga (indipendentemente dall'esistenza del rapporto obbligatorio) convinto di essere tenuto a questa prestazione, non essendoci titolo. Quando si verifica questo atteggiamento, il soggetto ha diritto alla restituzione di quanto ha pagato, diritto al ripristino della situazione antecedente all’esecuzione eseguita. E INDEBITO SOGGETTIVO - ART.2036? L’indebito si riflette sotto il profilo del soggetto. Chi adempie non è il debitore (soggetto passivo del rapporto inizialmente configurato), chi ha pagato non essendo debitore, in questo caso ha diritto alla restituzione della somma che ha pagato, a certe condizioni: purchè l’errore dell’esecuzione è un errore scusabile, e il creditore non si sia privato del titolo e delle garanzie in buona fede (esempio se ha strappato il contratto da cui si traeva ciò che il soggetto ha eseguito). ● ARRICCHIMENTO SENZA CAUSA - ART.2041 c.c. : Chi senza causa si è arricchito a danno di un’altra persona è tenuto ad indennizzare. Es: un soggetto che coltiva un terreno, sbagliando credeva fosse suo. Investe dei soldi, questi ha diritto allora a chiedere al proprietario del suolo l’indennizzo delle spese che ha dovuto sostenere per la coltivazione ● GESTIONE DEGLI AFFARI ALTRUI - ART.2028 c.c.: un gestore con diligenza gestisce più affari di un altro soggetto. Da questo fatto deriva un rapporto di natura obbligatoria, tra gestore (tenuto all’esecuzione della gestione come se fosse stato legittimamente incaricato a fare questo a fronte di un mandato) e gestito (sostiene le spese, fa fronte agli impegni presi dal gestore). Una situazione simile concettualmente al possesso, che dà rilievo al fatto, anche l’attività di impresa. ART.1174 c.c. : connotato dell’obbligazione è la PATRIMONIALITA’ : l’obbligazione deve avere una prestazione suscettibile di valutazione economica TIPI DI OBBLIGAZIONEOBBLIGAZIONI DI FAR E (es: contratto di appalto, il committente incarica chi appalta all’impresa di costruzione l’edificazione di una villa. L’impresa di costruzione si obbliga a fare. Oppure un contratto di prestazione d’opera) / NON FAREOBBLIGAZIONI DI MEZZO: obbligo che consiste nella prestazione in sé, indipendentemente dal conseguimento da parte del creditore di un risultato finale ● OBBLIGAZIONI GENERICHE: hanno per oggetto cose individuate soltanto nel genere ● OBBLIGAZIONI SPECIFICHE: hanno per oggetto cose individuate specifiche ● OBBLIGAZIONI FUNGIBILI (oggetto della prestazione sostituibile) e OBBLIGAZIONI INFUNGIBILI (oggetto della prestazione non sostituibile) ● OBBLIGAZIONI ISTANTANEE: la prestazione si esaurisce in un momento ● OBBLIGAZIONI DI DURATA : la prestazione è continuativa ● OBBLIGAZIONI PECUNIARIE : hanno per oggetto il pagamento di una somma di denaro. Si differenziano a seconda che siano di valore o di valuta. Di valore, devo pagare quel valore

(obbligazione che nasce dall’ipotesi di fatto illecito, l’obbligo di risarcire per equivalente è un debito di valore). Il debito di valuta è l’obbligo di versare la somma di denaro al suo valore nominale NB: quando il debito è di valore, dobbiamo considerare che il debito è fruttifero e i frutti di denaro sono individuati negli interessi (è il caso dei prestiti). Esiste una quantificazione legale dell’interesse, e il codice civile ci da un indicazione in ordine alla quantificazione annuale dell’interesse TASSO DI INTERESSE LEGALE TASSO DI INTERESSE USURARIO: sono sempre usurari i tassi soglia, rileva soltanto la valutazione del tasso di interesse applicato se è superiore o meno a quello legale. Una volta che il tasso viene quantificato usurario, quali sono le conseguenze? non sono dovuti interessi. Un finanziamento quando contempla un tasso usurario, è un finanziamento che diventa gratuito. OBBLIGAZIONE IMPERFETTA OBBLIGAZIONE NATURALE - DEBITO DI GIOCO E SCOMMESSA: diritto di credito a cui corrisponde un'obbligazione, che però non è tutelata giuridicamente. La peculiarità, è che laddove il perdente del gioco della scommessa adempie all’obbligazione, non è possibile che richieda indietro quanto ha pagato. Un altro modo per distinguere le obbligazioni?OBBLIGAZIONI COMPLESSE DAL PUNTO DI VISTA ATTIVO: c’è un unico rapporto obbligatorio e che ci sono più creditori, titolari dello stesso credito nei confronti dell’unico debitore. Quando il debitore adempie, esegue la prestazione a uno dei creditori, il rapporto obbligatorio si estingue per adempimento. Esempio: contratto di sicurezza, con il quale si utilizza una cassetta di sicurezza all’interno della banca, nella quale si può depositare beni di valore. Il diritto ad aprire la cassetta di sicurezza, è un diritto che può essere esercitato in maniera solidale, dai titolari. (dal punto di vista PASSIVO , c’è un creditore titolare del diritto di credito nei confronti di più debitori. Il creditore può chiedere l’adempimento a uno dei debitori, se uno di loro adempie, il rapporto è soddisfatto. l’adempimento di uno dei debitori, libera gli altri debitori) Quando sorge la solidarietà? ART.1294 c.c. dice che la solidarietà passiva, si presume per legge. Quando tre debitori si accordano con un creditore, se niente si dice nell’accordo, si presume L’insorgere di un’ obbligazione solidale (se uno paga per tutti, il rapporto obbligatorio si estingue). Nel caso invece ci siano creditori, è necessario che sia indicato nell’accordo DISCIPLINA DELLE OBBLIGAZIONI SOLIDALI:

- RAPPORTI INTERNI: c’è una ripartizione pro quota dell’intero credito fra i creditori (sia quando la solidarietà è attiva che quando è passiva) L’azione attraverso la quale nella solidarietà passiva, il debitore che ha pagato chiede pro quota agli altri debitori si chiama AZIONE DI REGRESSO (si può chiedere il regresso se si paga più della propria quota, altrimenti non posso chiedere nulla agli altri) NB: Quando ci sono degli atti che incidono sul rapporto obbligatorio complesso in modo SFAVOREVOLE, allora l’effetto dell’atto si rivolge solo al creditore o debitore a cui è diretto ( LA TRANSAZIONE : accordo che ha la funzione di dirimere le controversie che insorgono tra due soggetti, attraverso delle concessioni reciproche. La transazione quando è fatta dal creditore con uno dei debitori in solido, la transazione non produce effetto nei confronti degli altri condebitori in solido, senza che questi non facciano contenuto della transazione stessa) Se invece è FAVOREVOLE, la parte complessa si rivolge a tutti i creditori o a tutti i debitori ( LA REMISSIONE DEL DEBITO : modalità di estinzione del rapporto obbligatorio, in virtù della quale il creditore rimette il debito. La remissione del debito, quando c’è una parte passiva soggettivamente complessa, pure se indirizzata a uno dei debitori, produce effetti anche agli altri debitori, non c’è bisogno della loro adesione). OBBLIGAZIONE PARZIARIA DAL PUNTO DI VISTA PASSIVO : ci sono più debitori, però ciascuno di essi è tenuto pro quota ( SUCCESSIONE DEL DEBITO : un soggetto ha contratto un debito, muore e subentrano gli eredi. Ciascuno degli eredi è tenuto ad adempiere pro quota) OBBLIGAZIONE PARZIARIA DAL PUNTO DI VISTA ATTIVO: ci sono più creditori, ciascuno di essi ha diritto alla pro quota del credito, ma non a richiederlo per intero (la differenza da quella solidale, è che in quella solidale il creditore oltre a chiedere la pro quota può chiedere anche l’intero) VANTAGGI DELLE OBBLIGAZIONI SOGGETTIVAMENTE COMPLESSE? si può estinguere la prestazione con un solo adempimento per l’intero

  • l’inadempimento del figlio, quando la prestazione diventa impossibile (es.il bene viene distrutto, oppure un'impossibilità giuridica, un certo bene che fino a prima poteva essere commercializzato, successivamente diventa incommerciabile, oppure un evento naturale, o per esempio: acquisto del grano a fine 2021, con lo scoppio della guerra, non è stato più possibile consegnarlo) non imputabile al debitore NB: non c’è un'esatta coincidenza tra ritardo e mora. MORA: ritardo qualificato, gli effetti della mora sono conseguenti importanti e gravi. Che cosa è necessario perché si verifichi la mora? Perché si verifica la mora è necessario che il ritardo nell’adempimento sia imputabile al debitore, l’impossibilità non deve essere prevedibile, scadenza del termine e richiesta scritta (cioè il creditore si deve attivare per chiedere l’adempimento, salvo casi dell’art. 1219) per evitare la situazione di equivoco (cioè se magari il creditore non si attiva, il debitore potrebbe pensare che non debba più eseguire la prestazione), il legislatore richiede che ci sia una richiesta scritta. Comportamenti inequivoci: se io mando la merce al domicilio del debitore, inequivocabilmente chiedo che la mia prestazione venga eseguita (se il creditore spende del denaro per ricevere questa prestazione, mandando il camion a domicilio, chiedo l’adempimento al debitore. In questo caso il ritardo si trasforma in mora) → MORA EX PERSONA : mora che deriva dal comportamento della persona (dalla richiesta formulata dal creditore) MORA EX RE : mora che deriva dalla cosa. Quando il debito deriva da fatto illecito (si fa riferimento alla responsabilità extracontrattuale, disciplinato dall’ art.2043 ). Quando il debitore dichiara per iscritto di non voler adempiere, quando la prestazione è scaduta e deve essere eseguita al domicilio del creditore. Qui non è necessaria una richiesta scritta ( ART.1182 , il luogo di esecuzione della prestazione. Quando le parti non hanno deciso il luogo per l’adempimento, il luogo allora è stabilito da questo articolo. Le obbligazioni pecuniarie, devono essere eseguite al domicilio del creditore, se non è stato detto niente). Gli interessi di mora hanno natura sanzionatoria e risarcitoria. In caso di mora, il tasso di interesse sarà determinato maggiorando di ¾ punti maggiori. Basta che il tasso di interessi superi il tasso di soglia stabilito dal legislatore, comporta l’usura. (nemmeno il tasso moratorio può superare questo limite!) Quali sono le conseguenze della mora del debitore? il trasferimento del rischio, riguardo l’impossibilità sopravvenuta (se sopravviene l’impossibilità dopo che è stato stipulato il contratto, bisogna vedere se l’impossibilità è imputabile al debitore allora è inadempiente, se non lo è allora si estingue. NB : Se però il debitore è in mora, e si verifica una situazione del genere. L’obbligazione non si sarebbe estinta, anche se l’obbligazione sarebbe stata a lui imputabile (rimane obbligato) Questi effetti ricorrono sia nel caso della mora ex persona che nella mora ex re. La richiesta deve essere fatta del creditore e può anche non avere la capacità legale. Deve essere rivolta personalmente al debitore, che abbia la capacità legale (se non ce l’ha, allora la devo fare a chi lo rappresenta) MORA EX RE O MORA AUTOMATICA , in cui non è richiesta la forma scritta, avvengono in modo tassativo. La mora si può verificare a prescindere dalla richiesta scritta, ad esempio: quando le parti del contratto, le parti abbiano stabilito che nel momento in cui si verifichi l’inadempimento, il debitore si considera automaticamente in mora MORA DEL CREDITORE: premessa: per il nostro ordinamento giuridico, creditore e debitore devono comportarsi in maniera leale e corretta ( ART.1175 ). Se il creditore non permette al debitore di adempiere, allora si verifica il ritardo. Ma la mora del creditore, non si verifica solo nel caso di mancata cooperazione, è necessario che l’offerta di adempimento venga fatta nelle forme stabilite dalle legge oppure nelle forme d’uso (offerta formale di adempimento). Se offro la mia prestazione in modo diverso, non costituisco il creditore in mora, sono io debitore esente in mora. Le modalità nelle quali deve essere formulata l’offerta?
  • L’OFFERTA REALE : riguarda il denaro. E’ la presentazione materiale (fisica) del bene che però deve essere fatta da un notaio o da un ufficiale giudiziario presso ogni sede di tribunale. - L’OFFERTA PER INTIMAZIONE: invito che l’ufficiale giudiziario rivolge al creditore, di recarsi in tal giorno in data e luogo, al fine di prendere in consegna il bene (questa modalità non riguarda solo i bene immobili, ma anche i beni mobili e anche gli obblighi di fare, es.l’appalto, contratto che prevede la realizzazione di un’opera. Magari è previsto dal contratto anche la consegna presso dei magazzini generali). La consegna dell’immobile, si consegna con le chiavi

Requisiti formali che riguardano tutte e due le offerte? La presenza dell’ufficiale giudiziario, deve essere redatto un verbale e deve essere notificato il verbale al creditore assente E quali sono invece, i requisiti sostanziali delle offerte? ● L’offerta deve essere fatta al creditore capace o a chi lo rappresenta ● Deve essere fatta a chi adempie ● L’esecuzione deve essere integrale ● Il termine può essere a favore del debitore (la prestazione non può essere pretesa prima della scadenza del termine), se è a favore del creditore (il debitore non può eseguirla prima) contratto a condizione sospensiva: il contratto non produce effetti se e quando si verifica l’esecuzione (se c’è ancora la pendenza di un esecuzione, non posso esigere qualcosa. L’obbligo che ho di adempiere la prestazione, non è ancora attuale) contratto a condizione risolutiva: un evento futuro o incerto dal quale si fa dipendere l’eliminazione degli effetti del contratto Il codice civile dice che ricade sul creditore, il rischio. Nei contratti in cui entrambe le parti devono eseguire una prestazione, in questo caso le prestazioni sono legate da un nesso di interdipendenza (reciprocità). Ogni prestazione si giustifica in funzione dell’altra. Il rischio dell’impossibilità sopravvenuta ricade sul creditore. Deve comunque eseguire la sua prestazione, se il creditore sono in mora, deve comunque pagare il prezzo (forma di sanzione). Anche se non ottengo la prestazione. Il codice prevede che l’offerta formale, possa essere fatta in conferimento agli usi (l’offerta di pagamento di una somma di denaro, può essere fatta con un assegno circolare. Se il soggetto lo rifiuta, il soggetto è in mora. Perché l’assegno è considerato conforme agli usi). Non basta un'offerta rifiutata o un'offerta formale solenne rifiutata, è necessario che l’offerta sia accettata dal creditore o sia accettata dal tribunale con sentenza passata in giudicato. NB: se nessuno è in mora, quando uno delle due diventa impossibile, si ha l’estinzione. Il debitore non è liberato, anche se il creditore è in mora (per poter essere liberato è necessario un ulteriore passaggio, deve depositare il denaro o i beni immobili. Deve stipulare un contratto di sequestro (per i beni immobili), deve chiedere al giudici che nomini una persona che somministri il bene (contratto di deposito, per i beni mobili), con l’obbligo di consegnarlo al creditore). Il sequestratario è il soggetto che si obbliga a somministrare l’immobile, a custodire oltre che a consegnarlo al creditore. Anche il deposito e il sequestro devono essere convalidati dal giudice e dal tribunale con sentenza passato in giudicato MODIFICAZIONI SOGGETTIVE DEL RAPPORTO OBBLIGATORIO Le vicende che possono portare alla modificazione nel lato attivo sono:

  • la CESSIONE DI CREDITO : il titolare del credito può cederlo con un apposito contratto, comporta il trasferimento del diritto di credito, qui lo trasferisce è il cedente , chi lo acquista è il cessionario. Dall’altra abbiamo il creditore (può avvenire non solo a titolo oneroso - compravendita, ma a titolo gratuito - donazione). Non è necessario il consenso del debitore ceduto, ma il credito viene ceduto comunque. La cessione è immediatamente efficace (contratto ad effetti reali). Con la cessione di credito posso cedere crediti futuri, con la condizione che il rapporto sia già esistente. Nei confronti del debitore ceduto quando è che produce effetti? Nei confronti del debitore ceduto, la cessione di credito produce effetto quando è stata notificata (con delle forme particolari), oppure è stata da lui accettata. L’importanza della notifica o dell’accettazione è anche un’altra, serve per rendere opponibile la cessione (si potrebbe verificare che io sono creditore, trasferisco il mio credito a laura poi lo trasferisco a francesca perché sono disonesto). Tra più cessionari, prevale chi notifica che per primo oppure la cui cessione avviene con atto avvenuto con data certa. Stessa cosa vale per chi mi ha ceduto il credito, per esempio un'impresa che è fallita, io devo notifica prima che l’impresa fallisca, in modo tale che io potrò poi esigere il credito
  • Tutti i crediti possono essere ceduti, tranne i crediti per alimenti. Oppure quando la legge vieta la cessione di credito, oppure il contratto che può vietare la cessione (divieto convenzionale) Se la CESSIONE E’ A TITOLO ONEROSO : cioè viene pagato un corrispettivo, il cedente garantisce l’esistenza del credito. Se al momento della cessione il credito non esiste, il cedente ne risponde. Non garantisce invece, la solvenza del debitore ceduto (non garantisce che quel credito verrà soddisfatto). Il rischio è a carico del cessionario ( CESSIONE PRO SOLUTO ). Se viene pattuita la garanzia, la cessione si chiama PRO SOLVENDO. Quando la cessione è a titolo gratuito, il cedente non garantisce nemmeno l’esistenza del credito. Art 1198 c.c. : posso cedere un credito, per estinguere un mio debito ( CESSIONE SOLUTORIA , si