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appunti personali per sostenere l'esame sul libro manuale di diritto privato romano (marrone)
Tipologia: Appunti
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Dalla fondazione di Roma all’ottavo secolo dopo cristo. Caratteristiche del diritto privato romano la tradizione ordinamenti di civil law in Europa continentale. Il diritto privato è la base comune degli ordinamenti. Goete dice che il diritto privato romano è come un’anatra che mette la testa sott’acqua (appare e scompare), infatti lo ritroviamo soltanto dal 6 secolo dopo cristo al 1100 dC. Nel ‘900 il diritto privato romano inizia ad essere studiato come un fenomeno storico ovvero come il diritto privato dei veri e propri romani.
Periodizzazioni Sono molto importanti le periodizzazioni perché ci fanno capire il passaggio da una civiltà primitiva ad una imperialista.
re etrusco nel 6 secolo aC
introduzione principato
secolo dC, in cui vi è anche la caduta dell’impero romano di occidente nel 476 dC
Fonti di produzione del diritto Sono diverse dalle fonti di cognizione e sono diverse nelle varie epoche. Esse sono delle fonti o atti idonei a produrre diritto. Dall’ epoca arcaica all’età repubblicana il diritto passa da un diritto non scritto e quindi orale, ad uno scritto. Su epoca arcaica la principale fonte di produzione del diritto erano i “mores”, consuetudini che erano interpretate ed esplicitate. Nel caso di controversie dai pontefici (istituzioni religiose) erano gli unici interpretatori del diritto e non necessitano di giustificazione, quello che dicevano era giusto a priori..cambia quando, nei primi secoli dell’età repubblicana altre fonti come:
confronti di privati).
La giurisprudenza (ius periti) nasce da un certo di esperti di diritto con il compito di interpretare il diritto e crearne di nuovo. Prende avvio grazie ai giuristi una razionalizzazione del diritto romano, un sistema scientifico aspetto importante che durerà fino al 3 secolo dC dove si inaridirà questa pratica. Ma si riserverà nella produzione del corpus iuris di Giustiniano in particolare nel Digesto.
Con la nascita del principato nasce una nuova fonte di costituzioni imperiali (emanate dall’imperatore).
E’ molto importante la periodizzazione dal 3 secolo aC al 3 secolo dC 90% delle istituzione che studieremo sono qui
Il processo è il mezzo attraverso il quale vengono riconosce la maggior parte delle posizioni giuridiche soggettive che sono oggetto.
Ci sono tre forme di processo:
17 aC
aC verrà utilizzato fino a che quello che studieremo di più.
del principato.
Ci sono vari tipi di ordinamenti che indicano ambiti diversi:
consulti, plebisciti, attività giurisdizionale e la costituzione) fonti ius civile
dello ius civile)
Dell’area mediterranea (altri popoli) esempio: sponsio che è solo per cittadini romani e la stipulatio
Fonti di cognizione
giuridici molto semplici, aspetti disparati del diritto rappresentava una garanzia per la plebe.
istituzionale ad uso di studenti. Opera già matura, riflessione scientifica sul diritto. Vi è una divisione sistematica nel diritto privato (res actiones)
costituzioni imperiali da Costantino in poi vengono ordinate in maniera sistematica
codex ed un digesto (frammenti interpretazione giuristi). Giustiniano vieta poi tutte le interpretazioni successive composto da 50 libri a loro volta divisi in titoli.
Nell’epoca del principato gli imperatori decidono di munire alcuni giuristi dello ius respondendi ovvero una sorta di patente di responsabilità questo perché il diritto giurisprudenziale romano e un diritto controversiale.
Carattere specifico del diritto romano no sistema chiuso ma prudenziale casistico per risolvere casi concreti.
Diritto oggettivo complesso di norme che compongono un ordinamento. Tale diritto è un diritto scritto e non scritto. Tutte le fonti sono diritto oggettivo che si distingue dal diritto soggettivo (che fa capo ad una o più parti di diritti assoluti a carattere reale diritto relativo o di credito).
I Romani ragionavano attraverso la spettanza di un’azione quindi pratico processuale. L’approccio al processo è improntato sulla tipicità (più sfumata nel processo cognitio extra ordinem).
Processo per legis actione Età arcaica fino al 17 aC quando Augusto emana le leges Iuliae praetorium con cui abolisce le leggi sanctiones e istituzionalizza il processo formulare. Caratteristiche:
formalismo legato non solo alla pronuncia di formule
E ha un carattere importante: conditio non dover far riferimento a que….
garanzia di un proprio credito era usata dal creditore per tutelarsi. Poi si istituiva una controversia con il debitore per verificare se poteva adempiere o meno al proprio debito.
il processo dichiarativo. Caso dello sponsor in qualità di garante abbia pagato il debitore. 30 giorni per esercitare la manus iniectio Vindex sostiene la difesa + mercati + trinum dinum
Agere in rem in spontionem
pronunciava davanti al magistrato lo sponzio, ovvero prometteva di pagare una somma di denaro all’attore se all’esito del processo fosse risultato soccombente pregiudiziale perché il giudizio non è ancora stato avviato. L’attore in virtù di tale promessa avrebbe agito con la legis actio sacramenti in personam in un primo momento e in un secondo momento con una legis actio in arbritribe postulationem. L’attore quindi poteva scegliere quale utilizzare delle due. Oggetto: titolarità di diritto su una cosa
promessa idonea volta a sostituire i garanti che erano presenti nella legis atio sacramenti in rem. Attraverso questa seconda sponzio il convenuto promette che nel caso in cui sia condannato in un processo, restituirà la cosa in questione. La prima serve per fingere la controversia sia un diritto di credito. La seconda serve per garantire l’attore che il convenuto nel caso sia soccombente restituirà la cosa. Na volta avviato il processo della seconda sponzione il convenuto non aveva nessuna protezione. Il vantaggio di tale processo era far ricadere l’onere della prova solo sull’attore, il secondo era di non dover portare la cosa oggetto in iure, terzo vantaggio quello di non presentare garanti, quarto vantaggio per l’attore vi era la possibilità qualora l’onere del processo non fosse stato favorevole si poteva agire con la legis actio sacramenti in rem in modo tale da trarre vantaggi.
A ridosso del 5/4 secolo aC venne creata una seconda tipologia di processo. I processi per formulas (processo formulare) vedeva come partecipanti cittadini vs stranieri, o straneri vs stranieri. Il pretore quindi emanava delle promesse confluite successivamente nell’editto pretorio, in cui prometteva di tutelare certi tipi di situazioni giuridiche. Egli ebbe la possibilità di creare nuove tutele per rapporti sconosciuti allo ius civile ad esempio: i rapporti negoziali fondati sullo ius gentium che diedero vita che diedero vita ai cosiddetti ai giudizi di buona fede. Essi sono rapporti che vengono introdotti a Roma in seguito all’espansione nel bacino del mediterraneo e quindi al commercio con gli stranieri. La mancipatio prima della nascita della compravendita…
Questo processo formulare all’inizio non aveva nessuna rilevanza sarà solo con le leggi di augusto nel 17 aC che vengono considerate come azioni civili.
La necessità di risolvere tali controversie portarono nel 242 aC all’istituzione di un nuovo processo Secondo praetor denominato praetor peregrinus che aveva il compito di ius dicere nell’ambito di controversie tra stranieri, e quello istituito nel 337 veniva chiamato praetor urbanus.
Si giunse così al 130-140 aC ad un’istituzione di una legge chiamata lex butia viene abolita la legis actio per conditionem e sostituita dal suo componente formulare ovvero la conditio. Tale intervento ha fatto pensare a diversi studiosi, che dopo la lex iulia si riconobbe un’efficacia del ius civile già con una lex butia. Nel 17 aC poi augusto con le leges iuliae abolisce definitivamente le leges per actiones ed istituisce il processo formulare.
Imperium continentia fondate sull’imperum del magistrato. La controversia doveva svolgersi a Roma, e doveva essere sorta tra cittadini Romani e richiedeva come figura di ordine giudicante un giudice unico (iudex unus). Per talune cause vi erano i recuperatores. Occorre precisare che in confronto alle legis actiones ad ogni legis actio corrispondeva un rito 5 riti processuale, invece nella procedura per formulas l’iter era unico per tutte le tipologie di processi.
Fasi del processo formulare: Esso si svolgeva con un atto introduttiva ad iniziativa di parte la ius vocatio e non era accompagnata dall’uso della forza. Quindi l’attore non dovrà più esercitare la forza sul convenuto in quanto quest’ultimo si può rifiutare di partecipare al processo, a questo quindi ci penserà il magistrato tramite minaccia che prevedeva di togliere tutti i suoi beni missio in bona. Uno strumento che viene usato per agevolare il convenuto alla presenza del processo vadimonius promessa resa dal convenuto di presentarsi tal giorno alla tal ora davanti al magistrato, tramite questo le parti trovavano un compromesso e si concordavano sul giorno in cui trovarsi a processo, in caso tale promessa non venga mantenuta ci sarà la mssio in bona. A questo punto l’attore dovrà scegliere l’azione che intende promuovere dinnanzi al magistrato e nei confronti del convenuto. Ora l’attore dovrà edere in actionem
Editto pretorio testo che inizia a formarsi a cavallo del 3/4 secolo avanti cristo, in cui il pretore incominciava a fare promesse che emanava attraverso un editto. Questo testo edittale comincia a comporsi in maniera sistematica, con una parte che indica gli atti, una parte all’indicazione dei mezzi processuali, ed un’ultima parte in cui sono indicati istituti di creazione pretoria. All’interno dell’editto non troviamo solo promesse dello ius onorario ma anche formule di azioni fondate sullo ius civile. Tale testo edittale poteva essere modificato ogni anno, in quanto il pretore veniva eletto di anno in anno, la parte di editto che veniva ripetuta da ogni pretore ogni anno veniva chiamata edittum tralaticium. Sotto l’imperatore Adriano venne presa la decisione di cristallizzare il testo edittale, ovvero di far si che non sia più modificabile. Da Adriano in avanti si riduce molto la possibilità del pretore di creare nuovo diritto.
Iter l’attore sceglie l’azione e nel contempo richiede postulatio actioni, ed in seguito il convenuto procede alla sua difesa esponendo le sue ragioni su tale argomento serve una giuridizzazione della controversia. Mentre nelle legis actiones potevano rientrare in ogni rito…in questo caso ad ogni sentenza corrisponde un giudice. Il pretore di fronte alla postulatio actioni può decidere se negare l’azione oppure concederla, se nega l’azione il processo si chiude, però il provvedimento della denegatio actione non ha l’effetto preclusivo della litis contestatio. Qualora la scelta dell’attore fosse stata corretta, il pretore da iudicium e avrebbe preso avvio la litis contestatio, di conseguenza, l’attore dovrà dettare iudicum ed il convenuto dovrà accettare iudicium tutto questo forma la litis contestatio. In questo momento si forma la formula da utilizzare nel singolo processo. Andava indicato il nome del giudice. Tale formula può anche essere corredata da elementi utili a sostenere le ragioni del convenuto. Le conseguenze della litis contestatio nebisi nidem, effetto conservativo (la pretesa dell’attore rimane al sicuro), effetti novativi (prevedere una condanna espressa sempre in forma pecuniaria). Nel processo formulare la condanna è sempre in forma pecuniaria!
successore universale iure civili ovvero secondo ius civile.
formula si da conto nell’intentio della situazione giuridica sostanziale da cui ha origine la pretesa processuale. Si fa riferimento quindi ala persona del debitore fallito. Nella condennatio ovvero una parte della formula in cui si invita il giudice ad assolvere o condannare non compare più il debitore fallito ma il bonorum entor. Queste due tipologie ci sono per estendere la tutela dello ius civile ad una casistica presa in considerazione non dallo ius civile ma dallo ius pretorio.
Cessio bonorum prevede un iter simile a quello della bonorum vendictio ad eccezione della accessione dell’infamia. Si può ricorrere alla cessio bonorum quando si considera l’ipotesi nella quale il debitore fallito non ha potuto far fronte ai propri debiti per cause che esulano da una sua intenzione di non soddisfare il proprio creditore. Distractio bonorum riguarda categorie specifiche di soggetti, ovvero i pupilli senza tutore ovvero soggetti che non hanno compiuto ancora 12 (F) o 14 (M) anni d’età a seconda del sesso. Tali pupilli erano sottoposti a tutela o meglio i loro beni ed interessi erano amministrati da un tutore che gli era assegnato. Qualora il tutore venisse a mancare, gli eventuali debiti che il pupillo doveva salvare scatta la distractio bonorum nel quale il patrimonio del pupillo viene affidato ad una figura che dovrà vendere in cespi il patrimonio del pupillo in modo tale da risarcire il creditore. Se il debito era molto alto, in alcuni casi si doveva vendere l’intero patrimonio pupillare. Tale procedura veniva affidata anche successivamente ai senatori, che la usavano per auto-tutelarsi.
E’ il cardine dell’attività pretoria. Esse sono dei testi contemplati in vi astratta nel testo edittale che servivano per l’inquadramento giuridico della fattispecie giuridica nell’ambito del processo formulare. A proposito del testo della formula si suole distinguere:
formula che viene utilizzato in giudizio e che sono state previste astrattamente dal pretore. Su tali parti l’attore ed il convenuto non hanno possibilità di contestazione. L’incipit della formula è la cosiddetta iudicis nominatio (presupposto comune). Parti ordinarie sono:
viene richiesto) e poteva essere espressa anche la causa petendi ovvero la ragione sulla quale si fondava la ragione dell’attore. La presenza di tale causa petendi dipendeva dalla situazione, infatti non era sempre presente. Tale causa era presente quando l’intentio era certa, laddove invece l’intentio fosse stata incerta tale causa petendi risiedeva nella demonstratio. Quando l’intentio è certa pagina 37 n.2 del libro Riferimento con azioni in personam pagina 66 n. Pag 48 n. 19 viene usata sia in caso contrattuale sia in caso extra- contrattuale.
In efficacia pratica il fatto che l’intentio fosse certa o incerta ricadeva sul plurispetitio quando l’attore chiedeva di più (chiede 100 ma era condannato a 90), il giudice dovrà seguire la legge e condannare o assolvere a 90), la soluzione quindi era di perdere la lite in modo definitivo (?). Se l’intentio invece è certa non si poteva chiedere di più di quanto previsto. Di conseguenza l’attore sfuggiva dalla plurispetitio
demonstratio va da “quod aula Agerio” fino a “deposuit”.
costitutivi di diritti reali. Nel momento in cui il giudice pronunciava la sentenza si presentava nelle parti coinvolte nella controversia comporta la capacità del giudice di emanare una sentenza con effetti reali (?) es: pagina 62 n. 50.
E’ la parte nella quale il diritto privato romano cede il potere ad una persona fisica ovvero il iudex privato. Tale parte è presente in tutte le formule. Questa fase ha uno stretto collegamento con l’intentio. Infatti:
somma di denaro ad esempio, avremo una condemnatio considerata come certa. In quanto la somma richiesta sarà la somma di condanna imposta al convenuto se condannato oppure la somma necessaria per essere assolto.
incerta, in questo caso non avrà ad oggetto una precisa somma di denaro bensì la consegna di uno schiavo ad esempio pag 37 n.2. Siccome nel processo formulare la condanna è sempre espressa in via pecuniaria, nella condemnatio non troveremo una somma di denaro certa, ma abbiamo un parametro al quale il giudice deve attenersi per stabilire la condanna pag 38 “quanti ea rem est” (quello che fu il valore della cosa) momento della litis contestatio se il verbo è al presente momento successivo se il verbo è al futuro, quindi si farà riferimento all’emanazione della sentenza da parte del giudice se il verbo è al passato si farà riferimento ad un momento antecedente alla litis contestatio.
seconda combinazione la valutazione della somma di denaro è fatta in modo diverso, infatti il convenuto se le ragioni dell’attore vengono accettate sarà condannato “inid quod interest actoris” ciò che interessa all’attore es: “dovevi restituirmi un cavallo che ti avevo prestato un tal giorno ad una tal ora, perché dovevo vendere il cavallo il giorno dopo ad un altro, tu non mi hai restituito il cavalo facendomi perdere una possibilità di guadagno quindi l’attore verrà risarcito sia della cifra di vendita non avvenuta sia del favore fatto al convenuto a volte anche in modo maggiore rispetto a tali due situazioni assieme.
condanna decisa dal giudice taxatio trovava luogo nella formula, vicino alla condemnatio. Pagina 82 condemnatio dum taxat limite di tassazione imposto dal giudice. Quindi possiamo dire che queste taxationes possono essere di varia natura
sono inserite su richiesta della parte interessata, quindi o dall’attore o dal convenuto. Le principali parti non ordinarie: una a favore dell’attore, una a favore del convenuto. Sono:
che precedeva la formula ed era per lo più volta a limitare la pretesa dell’attore. Crediti frazionabili il debitore deve dare una somma di denaro al mese (rate). Il creditore se non riceve la somma di denaro che gli spetta, può agire contro il debitore, chiedendogli l’intero importo e non solo le rate mancanti.
(Actio de peculio pagina 51 n.99)
Differenza tra azioni in rem ed azioni in personam: L’indefensio se il convenuto non collabora o non accetta la formula, non difendendosi e bloccando l’iter procedurale. Se siamo in ambito di un’azione in personam l‘indefensio poterà alla prospettazione da parte del pretore di una missio in bona a favore dell’attore, l’attore verrà immesso nel possesso dei beni del convenuto. Nel caso delle azioni in rem vige il principio per cui il soggetto poteva essere costretto a difendere la cosa, questo comportava che di fronte all’indefensio del convenuto si aveva anche una traslatio possessione. Si apre poi un secondo processo: se il bene era mobile actio exsibendum, nel caso di beni immobili interdictum que fundum.
??? Operatività dell’effetto preclusivo della litis contestatio : conta la distinzione perché nelle azioni in personam, anche considerate in iudicia legittima, il iudicium sarebbe stato legittimo della litis contestatio avrebbe avuto effetto ipso iure, se non era iudicia legittima o erano azioni in personam, la parte avrebbe agito in exceptio rei giudicate o in iudicium deductae. Nei processi di clausola arbitraria il giudice come primo atto deve invitare il convenuto a restituire l’oggetto della controversia, in caso non lo facesse il giudice, come secondo atto, deve compiere il giuramento stimatorio, defendendo al giuramento del convenuto circa il valore dell’oggetto in questione e si stabilirà l’evenetuale somma pecuniaria della sentenza, se l’oggetto era del convenuto ma non poetava dimostrarlo doveva restituire o pagare la somma di denaro. Se il convenuto restituisce, viene assolto. Questa litis extimatio è un modo per acquistare la proprietà a titolo derivativo.
L’altra classificazione prevede azioni rei persecutorie e azioni penali : dipende a ciò a cui mira l’attore con la proposizone dell’attore:
perché non è stata adempiuta la prestazione prevista dal contratto. Possono essere in personam o in rem
sanzione del convenuto per un comportamento che l’ordinamento ritiene illecito E’ solo in personam. L’esigenza di irrogare una sanzione nei confronti del convenuto, l’azione penale prevederà una condanna in un multiplo del valore della cosa oggetto di controversia.
Trasmissibilità
colui che avrebbe dovuto rivestire il ruolo del convenuto. Nel caso delle azioni penali vige il principio di intrasmissibilità passiva non si può agire sull’erede
sarebbe stato l’attore nel giudizio, salvo il caso di una particolare azione penale che è l’actio iuregadum perché tale azione è considerata un’azione vindicta spirans che si esaurisce a livello di vendetta personale.
Cumulo delle azioni : quelle rei persecutorie non sono tra loro cumulabili, lo sono quelle penali perché nell’ambito di un rapporto giuridico che sorge in seguito ad un atto lecito possono nascere solo obbligazioni solidali elettive obbligazioni per le quali l’attore po' richiedere l’adempimento per intero a uno o a qualsiasi co-obbligati, mentre un rapporto sorto da un atto illecito prevede l’insorgere di obbligazioni solidali cumulative.
Nossalità disciplina che riguarda la commissione di atti illeciti da parte delle cosiddette persone soggette a potestà altrui. La persona soggetta a potestà può liberarsi dall’obbligo di pagare la somma oggetto di condanna dando a nossa il sottoposto. Tutte le azioni penali
sono nossali, e solo una rei persecutoria, l’actio de pauperie, azione esercitata nei confronti del proprietario di un animale che abbia causato un danno ad un terzo.
Rimedi pretori Abbiamo sempre parlato di azioni, il pretore poteva concedere delle cautiones et stipulationes, delle missio in possessionem. Ci sono quattro tipologie di pretorie:
verificare la cessazione della materia del contendere, se si attingono ai comandi del magistrato, se le parti smettevano di litigare la controversia finiva. Se non avessero ascoltato il magistrato, sarebbe scaturito un procedimento che avrebbe preso avvio da due promesse.
riempire le lacune dello ius civile, serve a porre nel nulla l’efficacia di un istituto di ius civile.
pretore su invito del pretore a una delle parti di ottenere un determinato effetto.
anche l’immissione di un solo bene
Cognitio extra ordinem Nasce quando viene istituzzionalizzato il processo formulare come processo civile ordinario (principato di augusto) si afferma questo rito straordinario in seguito a diverse vicende giuridiche. Per tutta l’epoca classica non ha una struttura stabile, solo in età post-classica (fine III – inizio IV) il processo si stabilizza 342 dC diventa processo civile ordinari. Quando i figli di costantino aboliscono il processo per formulas ed istituirono quello della cognitio come ordinario. Ma dalla fine del primo secolo in avanti già nelle provincie questo processo veniva utilizzato presieduto da un funzionario imperiale dall’inizio alla fine del processo, non abbiamo più quella natura arbitrale e non abbiamo più suddivisione fase in iure/ apud iudicem. Nelle provincie sarà un governatore provinciale. La decisione poteva essere in tutti i casi appellabile all’imperatore (c’era una gerarchia) sentenze prendevano il nome di decreta. C’è una perdita di valore della litis contestatio, formalmente rimane ma non serve più compone la formula serve come momento di transizione dell’inquadramenti giuridico della fattispecie alla fase istruttoria.
dell’attore
funzionario imperiale
eseguire tale sentenza “manu militari”. Quando non era possibile si sarebbe proceduto con un’esecuzione patrimoniale
Dopo con caratteristiche più omogenee nell’età post-classica potremo riscontrare:
anche riduzione di questa. In età giustinianea Vi secolo aC viene mantenuto la distinzione tra azioni in rem (diritti reali) e in personam (diritti di credito) e anche quella di azioni in buona fede e non di buona fede. Cade invece la distinzione tra azioni civili e azioni pretorie. Pur mantenendo la tipicità delle azioni, quindi ad ogni fattispecie corrisponde un cosiddetto nomen actionis,
Quando però il commercio si ampliò, il pretore decise di intervenire con la concessione di un certo tipo di azioni (chiamate adiettizie) con cui il terzo poteva chiamare il dominus in giudizio. Il denominatore comune è l’autorizzazione implicita/esplicita che il dominus da allo schiavo di contrattare. Vediamo la casistica individuata dal pretore:
dominus al terzo al suo schiavo per contrattare per un singolo affare.
con lo schiavo siccome la dominus ho dato al mio schiavo la gestione di un’attività commerciale per mi conto.
novis.
Problema impossibilità di condurre diritti ed obblighi in capo allo schiavo. NB : Peculio piccolo patrimonio affidato in gestione allo schiavo che però restava di proprietà del dominus.
chiamata taxatio. Come si calcolava il limite peculiare? verificare quale fosse la consistenza del peculio sottratti i crediti dello schiavo e del dominus stesso. Poi veniva preso in considerazione l’attivo peculiare.
persio in rem che consiste nell’eventuale arricchimento del dominus in relazione all’attività negoziale conclusa dallo schiavo arricchimento del dominus.
azione che per presupposti è simile a quella dell’actio de peculio, ossia fa riferimento a dei casi in cui lo schiavo ha utilizzzato delle merci per conclidere l’atto negoziale, ma si contraddistingue dall’actio de peculio perché il terzo temendo un dissesto finanziari relativo al peculio, agisce nei confronti del dominus su un piano di assluta parità con il terzo creditore.
[I filii familias sono soggetti della famiglia.]
La condizione di liberto Vediamo cosa vuol dire divenire liberto. In una fase più arcaica sul liberto il patronus conservava il diritto di vita e di morte, tale prerogativa venne meno con l’età repubblicana. Il liberto era tenuto da una forma di ossequio dal patrono. Tale ossequio trovava fondamento morale in un giuramento prima dell’atto di manomissione, per rendere poi operativo la possibilità di richiedere la cosa allo schiavo, si ricorse alla prassi di effettuare dal liberto promisso iurata liberti promessa effettuata dalla pronuncia di certa verba in cui il liberto prometteva di condurre certe attività. La forma di liberto si aveva grazie alla concessione di un actio stipulatio. Forma assoggettamento personale paraservile
Persone in causa mancipi si trattava di persone libere e cittadine che erano state fatte oggetto di mancipatio da parte di colui che su di essa aveva una forma di potestas che 99 volte su 100 era riconducibile alla patria potestas. Come poteva accadere che un figlio potesse essere mancipatus dal padre, ci potevano essere situazioni transitorie o permanenti.
invece sta ad indicare l’uscita self ilio familias da patria potestas per non ricadere
sotto il dominio paterno sui iuris (in genere dopo la morte del padre). In questa situazione il figlio si troverà in una situazione di causa mancipi transitoria.
furto (azione penale) che prevederà il risarcimento o la nossa del figlio (mancipatio del figlio e donarlo a chi è stato vittima del furto. Una persona in causa mancipi non perde la cittadinanza, e queste non saranno liberate dal mancipium alla morte di colui esercita il mancipio. Se muore colui che esercita il macipio susseguirà l’erede.
[Iupstae notiae giuste nozze gli schiavi non avevano una capacità giuridica patrimoniale e nemmeno gli individui di causa mancipi.]
Si nasceva cittadini romani e si aveva il vantaggio di accedere a tutti gli istituti dello ius civile romano (no ius gentium cittadini stranieri). Tutti i contratti che vedremo sono utilizzabili sia dagli stranieri sia dai cittadini.
di acquistare automaticamente la cittadinanza romana nel caso in cui si stabilissero a Roma. Avrebbero comunque goduto dello “ius connubi” + ius commerci.
La situazione cambia quando Costantino caracalla nel 212 dC emana la sua costituzione antoniniana o meglio un editto rivolto a tutti i residenti dell’impero. Con questo editto viene concessa a tutti la cittadinanza romana, quindi non vi è più una distinzione tra stranieri e cittadini per gli istituti.
La cittadinanza si perdeva se il soggetto veniva catturato da uno straniero. Oppure si poteva perdere con l’esilio.
Matrimonio affectio maritatis dimostrare di voler vivere come marito e moglie Sponsalia se i due avessero voluto essere marito e mogli dimostrandosi tali diventavano marito e moglie Serviva l’effectio maritatis anche per sciogliere il matrimonio se due soggetti non vivono più assieme e non si presentano alla società come marito e moglie.
sotto marito spezzando i vincoli che aveva con la propria di origine.
a seguito della convivenza sotto lo stesso tetto coniugale per togliere tale effetto bisognava allontanare la donna per tre giorni consecutivi dallo stesso tetto.
19/03/18 giornata NO Per sposarsi si dovevano possedere tali caratteristiche:
NB: Vietati tutti i matrimoni tra parenti di via diretta e anche quindi tra cugini primi, ma non di terzo grado.
Indicazione testamentaria.. app martina ( anche sotto)
Condizione dell’infans Infans (minori di 7 anni) vi doveva essere un tutore, ed il regolamento prevedeva che egli compisse tutti gli atti di ordinaria amministrazione. Il tutore poteva agire in modo diretto ed in modo indiretto. L’officium del tutore prevedeva che egli lasciasse il puer libero di gestire il proprio patrimonio, purchè tale gestione non comportasse atti di alienazione. Auctoritas accrescere manifestazione volontà del puer Per quanto riguarda la responsabilità:
infamante la forma dell’actio tutele dipende dal fatto che il giudice investito della causa avrebbe dovuto valutare la pretesa del soggetto divenuto puer nei confronti dell’ex tutore, ma al contempo avrebbe dovuto tener conto di eventuali crediti sorti in favore del tutore stesso ad esempio crediti nascenti del tutore durante la gestione del patrimonio.
Diligentia nel caso in cui il soggetto agente reca un danno al puer involontariamente, ma tale danno può essere considerato risarcibile se..
Tutela di giovani con meno di 25 anni Categoria soggetti capaci di agire ma considerata la loro età erano considerati deboli, ovvero i soggetti con un’età inferiore ai 25 anni, ma comunque pueri. Essi dovevano essere tutelati quindi in modo particolare, prevedendo degli strumenti processuali, volti a sanzionare colui che si fosse approfittato della giovane età dell’individuo. In seguito al…il pretore ebbe modo di prevedere in vari modi. Nel primo caso, si ricorre ad un’azione penale sul terzo che si è approfittato del giovane. Nel secondo caso invece si voleva indicare l’atto giudiziale come pregiudizievole.
I giovani con meno di 25 anni potevano esssere tutelati in due modi:
Questi due modi ponevano al riparo in modo eccesivo il giovane di 25 anni da atti negoziali. Tali metodi prevedono l’intervento di un curator al minore di 25 anni, il quale doveva assistere il minore di 25 anni nella fase di trattativa negoziale e quindi valutare insieme a lui, vantaggi e svantaggi dell’azione medesima.
Furiosi affetti da vizi di mente non potevano esprimere volontà negoziale Prodigi tendenza allo sperpero
Tutela della donna
donna purchè non sia puer. In quest tutela, il tutore ha il potere di prestare o meno l’auctoritas.
donna nel caso costei avesse avuto tre o più figli, nel caso fosse nata ingenua, se fosse nata liberta quattro o più figli. Sotto l’imperatore claudio, viene abolita la tutela legittima e si consente alla donna di scegliere autonomamente il tutore, ed in secondo luogo di convincere il tutore nel caso in cui la donna si fosse lamentata della mancanza della partecipazione del tutore.
Problema persone giuridiche vengono prese in considerazione sotto due forme:
cambiamento dei soggetti che la compongono. Il caso più emblematico in questo caso era il populis romano che diveniva centro di imputazione di interessi giuridici nell’ambito della gestione della cosa pubblica. Altri sono civitates (aggregazione persone in un’area territoriale municipia o colonie) e collegia (istituzioni di carattere religioso, volte a soddisfare i bisogni della civitas)
Caso discusso Reddita giacente: complesso di beni e di posizioni giuridiche soggettive e attive e passive che formerebbero oggetto di successione ereditaria, ma che non possono essere considerate nella titolarità dell’erede perché costui non ha ancora accettato l’eredità.
costituire/ modificare/ estinguere delle posizioni giuridico-soggettive. E’ un’elaborazione concettualistica della pandettistica. Parliamo di: elementi essenziali la manifestazione di volontà, la forma e la causa.
Classificazione dei negozi giuridici Criteri numero di parti che hanno partecipato alla forma dell’atto negoziale.
Negozi giuridici:
Negozi a titolo oneroso acquisto di una posizione giuridca soggettiva delle parti comporta un pagamento di un corrispettivo da quest’ultima. Negozio giuridici a titolo gratuito hp. Contraria
Negozi inter vivos efficacia tra soggetti vivi Negozi mortis causa efficacia del negozio dopo la morte di una delle parti coinvolte
Negozi causali elemento essenziale funzione socio-economica riconosciuta dall’ordinamento Negozi astratti elemento caratterizzante è la forma. Il negozio è valido se la forma è corretta. Non emergendo la funzione socio-economica.
Negozi ad effetti reali negozi medianti i quali si ha l’insorgere di una posizione giuridica soggettiva attiva a carattere assoluto cioè di un diritto reale.
seconda delle ipotesi i romani che non avevano dettato una disciplina dell’errore scelsero di dare rilevanza a tale questione. Anche in questo caso era importante il tipo di negozio che si andava a concludere, se era fromale o meno. Se sussisteva l’ignoranza iuris il negozio era comunque valido.
**Il dolo negoziale***** la volontà iniziale nasce da un errore, che si crea da un inganno altrui, posto in essere al fine di indurre la contro parte a concludere un negozio che non avrebbe compiuto o a condizioni diverse. Dolus malus e dolus bonus ( irrilevante nel diritto). Vi sono due fasi nell’epoca romana:
contratti tutelati dai giudizi di buona fede nel terzo secolo aC, nei quali la valutazione da parte del giudice del comportamento delle parti al di là di quello che era il giudizio sull’esistenza del negozio, consentiva al giudice di dare rilevanza a tale dolo negoziale. Dal terzp secolo aC il dolo negoziale inizia ad essere rilevante per la validità del negozio. Nel primo secolo aC quando il pretore concesse l’exceptio doli concedeva a chi si presentava di opporsi validamente all’attore.
Dolo passato prima del processo Dolo presente al momento del processo, non si fa riferimento al dolo negoziale ma bensì ad ipotesi che vengono comunemente definite come abuso del diritto, nelle quali l’attore è sia legittimato ad esercitare una determinata azione, ma tale legittimazione fa si che la sua pretesa venga accolta e si verifichi un caso di palese iniquità.
Non solo excpetio doli veniva usato come strumento, qualora una parte non si fosse accorta del raggiro e avesse concesso il negozio, il pretore può disporre:
esperibile nel caso in cui non vi fosse un mezzo più specifico per determinare quel caso concreto.
la situazione giuridica iniziale precedente su un bene.
*** Quando trattiamo del dolo negoziale, dobbiamo distinguere due piani:
ovvero equilibrato minaccia seria. Sviluppo della disciplina simile al dolo!!
Metus timore generato dall’altrui minaccia. Subì un’evoluzione come il dolo. Inizialmente il metus era di poca rilevanza, poi con il passare del tempo, circa nel terzo secolo aC con l’introduzione dei regolamenti..acquisì importanza.
posto in essere il raggiro.
prospettato il male ingiusto.
l’oggetto della controversia, eviterà la condanna pecuniaria.
utilis fittizia per recuperare ciò che è stato dato in esecuzione del negozio viziato.
Criteri interpretativi per interpretare al meglio la volontà generale.
Principio favor testamenti tra due o più soluzioni interpretative si prediliva quella che avrebbe condotto alla validità del negozio Atti di manomissione due o più soluzioni interpretative, si preferiva quella che avrebbe condotto alla libertà del servo. Negozi bilaterali ad esempio i contratti venne stabilito il principio di scegliere la soluzione interpretativa contraria a colui aveva dettato i termini dell’accordo.
Elementi accidentali elementi che potevano essere previsti o meno all’interno del negozio, quindi non pregiudicavano la validità del negozio. Condizione : elemento accidentale a cui i fa dipendere l’efficacia dall’avveramento meno del futuro incerto.
Condizione sospensiva produce effetti solo dopo l’effetto della condizione Condizione risolutiva quando il negozio nasce subito con degli effetti e con l’avveramento della condizione smette di produrli
Condizioni positive si ha quando l’evento dedotto in condizione prevede il verificarsi di un determinato fatto se la nave tornerà dal viaggio Condizione negativa se la nave non tornerà dal viaggio
Condizione potestativa evento dedotto in condizione il cui avveramento dipende dalla volontà di una delle parti Condizione casuale ipotesi nelle quali l’avveramento della condizione dipende dall’attività di un terzo o da un accadimento naturale. Condizione mista contengono sia elementi potestativi sia causali.
Possono combinarsi tra di loro.
Condizione sospensiva potestativa negativa Caio dovrebbe andare a genova si ha tale possibilità fino a quando egli non muore. Cautio muciana il soggetto della parte negoziale avrebbe promesso a tizio di restituire quanto ricevuto in negozio qualora avesse tenuto un comportamento opposto alla condizione.
Negozi inter vivos condizione illecita è impossibile avrebbe determinato l’invalidità Negozi mortis causa
Condicio iuris non è un elemento accidentale, ovvero elemento liberamente apposto dalle parti. Il debitore potrà richiedere ciò che ha donato.
NB: Condizione e termine non potevano essere apposti nei confronti degli actus legittimi, ovvero atti formali, nei quali viene effettuata una dichiarazione che per natura deve essere immediatamente efficace.
Termine: Termine che prevede l’efficacia del negozio subordinato all’avveramento di un evento futuro e certo. Il termine finale prevedeva effetti immediati, e si divide in:
efficacia se se si verificava il termine iniziale