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disability e inclusione, Schemi e mappe concettuali di Pedagogia

La disciplina dei Disability Studies ci può aiutare a comprendere in che modo sia possibile condurre un'analisi critica della normativa esistente.

Tipologia: Schemi e mappe concettuali

2022/2023

Caricato il 14/06/2023

emanuela-rigano
emanuela-rigano 🇮🇹

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CAPITOLO 1 DISCRIT
L'approccio intersezionale si concentra sull'analisi delle disparità e delle
disuguaglianze che le persone vivono a causa dei molteplici aspetti di identità, ad
esempio, una persona potrebbe essere al contempo donna, di origine etnica specifica,
appartenente a una determinata classe sociale e avere un'abilità/disabilità particolare.
A questo proposito, categorie come i dsa, le disabilità intellettive.. sono state applicate
soprattutto negli allievi di colore negli stati uniti, in cui gli studenti di colore non solo
venivano assegnati all’educazione speciale ma venivano anche messi in classi più
restrittive cioè che discriminano alcuni individui in base a delle caratteristiche, rispetto
ai bianchi. Nell’ottica di una didattica inclusiva, invece, l'obiettivo è quello di creare
ambienti scolastici che siano accoglienti, sicuri e rispettosi per tutti gli studenti,
indipendentemente dalle loro differenze.
All’interno di questo contesto il concetto di razzismo e abilismo (discriminazione
basata sulla disabilità/abilità) non sono scollegati tra loro ma interdipendenti, cioè le
persone che appartengono a gruppi razzialmente minoritari possono essere soggette a
forme di discriminazione o oppressione, ad esempio, una persona con una disabilità
che appartiene anche a una minoranza razziale può essere soggetta a forme di
discriminazione basate sia sulla loro razza che sulla loro abilità/disabilità. Queste
esperienze possono essere interconnesse e possono amplificare gli effetti negativi
sulla persona, creando sfide uniche e complesse.
Per affrontare queste ingiustizie, è necessario adottare un approccio intersezionale
che consideri e affronti le interconnessioni tra razza, abilità/disabilità e altre identità al
fine di promuovere promuovere un'equità inclusiva.
In questo contesto è utile citare il modello Dis Crit (disabilità critica), che è un
approccio teorico e di ricerca che esplora le intersezioni tra disabilità e critica sociale.
Il DisCrit esamina come le disabilità siano influenzate e modellate dalle strutture
sociali, cercando di sfidare le norme dominanti e promuovere l'empowerment
(potenziamento individuale e collettivo) delle persone con disabilità attraverso
l'attivismo, l'istruzione e la ricerca. L'obiettivo dunque è superare le barriere e le
discriminazioni che possono limitare la partecipazione delle persone con disabilità
offrendo loro le risorse e il supporto necessari per realizzare il loro pieno potenziale.
CAPITOLO 2 DISABILITAZIONE E POTERE
Il concetto di "disabilitazione" è strettamente collegato al modello sociale della
disabilità e considera la disabilità come il risultato di barriere sociali, ambientali ed
economiche che limitano la partecipazione piena e uguale delle persone con disabilità
nella società, rendendo pertanto le persone con disabilità svantaggiate e limitando le
loro opportunità di partecipazione sociale. Indirettamente il fatto di avere a
disposizione un sistema di classificazione oggettivo come l’ICF serva quasi a
giustificare le discriminazioni operate sulla base delle capacità di una persona.
Tuttavia, è importante sottolineare che l'ICF non è stato sviluppato per giustificare o
perpetuare le discriminazioni, ma piuttosto per fornire un quadro comprensivo e
condiviso per descrivere la salute e il funzionamento umano in modo inclusivo. È
importante promuovere una cultura inclusiva che riconosca e valorizzi la diversità
delle abilità umane, combatta gli stereotipi e le pregiudizi basati sulla disabilità e
lavori per creare un ambiente in cui tutte le persone abbiano pari opportunità di
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CAPITOLO 1 DISCRIT

L'approccio intersezionale si concentra sull'analisi delle disparità e delle disuguaglianze che le persone vivono a causa dei molteplici aspetti di identità, ad esempio, una persona potrebbe essere al contempo donna, di origine etnica specifica, appartenente a una determinata classe sociale e avere un'abilità/disabilità particolare. A questo proposito, categorie come i dsa, le disabilità intellettive.. sono state applicate soprattutto negli allievi di colore negli stati uniti, in cui gli studenti di colore non solo venivano assegnati all’educazione speciale ma venivano anche messi in classi più restrittive cioè che discriminano alcuni individui in base a delle caratteristiche, rispetto ai bianchi. Nell’ottica di una didattica inclusiva, invece, l'obiettivo è quello di creare ambienti scolastici che siano accoglienti, sicuri e rispettosi per tutti gli studenti, indipendentemente dalle loro differenze. All’interno di questo contesto il concetto di razzismo e abilismo (discriminazione basata sulla disabilità/abilità) non sono scollegati tra loro ma interdipendenti, cioè le persone che appartengono a gruppi razzialmente minoritari possono essere soggette a forme di discriminazione o oppressione, ad esempio, una persona con una disabilità che appartiene anche a una minoranza razziale può essere soggetta a forme di discriminazione basate sia sulla loro razza che sulla loro abilità/disabilità. Queste esperienze possono essere interconnesse e possono amplificare gli effetti negativi sulla persona, creando sfide uniche e complesse. Per affrontare queste ingiustizie, è necessario adottare un approccio intersezionale che consideri e affronti le interconnessioni tra razza, abilità/disabilità e altre identità al fine di promuovere promuovere un'equità inclusiva. In questo contesto è utile citare il modello Dis Crit (disabilità critica), che è un approccio teorico e di ricerca che esplora le intersezioni tra disabilità e critica sociale. Il DisCrit esamina come le disabilità siano influenzate e modellate dalle strutture sociali, cercando di sfidare le norme dominanti e promuovere l'empowerment (potenziamento individuale e collettivo) delle persone con disabilità attraverso l'attivismo, l'istruzione e la ricerca. L'obiettivo dunque è superare le barriere e le discriminazioni che possono limitare la partecipazione delle persone con disabilità offrendo loro le risorse e il supporto necessari per realizzare il loro pieno potenziale. CAPITOLO 2 DISABILITAZIONE E POTERE Il concetto di "disabilitazione" è strettamente collegato al modello sociale della disabilità e considera la disabilità come il risultato di barriere sociali, ambientali ed economiche che limitano la partecipazione piena e uguale delle persone con disabilità nella società, rendendo pertanto le persone con disabilità svantaggiate e limitando le loro opportunità di partecipazione sociale. Indirettamente il fatto di avere a disposizione un sistema di classificazione oggettivo come l’ICF serva quasi a giustificare le discriminazioni operate sulla base delle capacità di una persona. Tuttavia, è importante sottolineare che l'ICF non è stato sviluppato per giustificare o perpetuare le discriminazioni, ma piuttosto per fornire un quadro comprensivo e condiviso per descrivere la salute e il funzionamento umano in modo inclusivo. È importante promuovere una cultura inclusiva che riconosca e valorizzi la diversità delle abilità umane, combatta gli stereotipi e le pregiudizi basati sulla disabilità e lavori per creare un ambiente in cui tutte le persone abbiano pari opportunità di

partecipazione e realizzazione. A tal proposito è possibile delineare alcune strategie per una minore esclusione:

  • Cercare di rifiutare i termini più diffusi quali menomazione o disabilità il che vuol dire adottare un linguaggio più inclusivo e non discriminante quando si parla delle persone con diverse abilità. Questo può contribuire a ridurre l'esclusione e promuovere l'uguaglianza.
  • Spostare l’attenzione dallo studio della disabilità a quello di abilità. Questa strategia si basa sull'idea di valorizzare le capacità e le competenze delle persone anziché focalizzarsi solo sulle loro limitazioni.
  • Esiste una errata convinzione secondo cui gli individui disabilitati devono essere posti sotto tutela, essere rappresentati da qualcuno perché da soli non sarebbero in grado limitandone così l’autonomia. È importante invece adottare un approccio che favorisca il sostegno alle persone con disabilità nel prendere decisioni informate e autonomamente, con il supporto di reti di sostegno. Attraverso l'implementazione di queste strategie possiamo costruire una società inclusiva, in cui ogni individuo ha pari opportunità di partecipazione e realizzazione, cercando di combattere gli stereotipi, le discriminazioni e le barriere che possono limitare l'inclusione delle persone con diverse abilità. Ciò può essere reso possibile attraverso la sensibilizzazione, l'educazione e la creazione di ambienti inclusivi che rispettino e valorizzino la diversità delle abilità umane, in cui ogni persona sia rispettata, apprezzata e data la possibilità di raggiungere il proprio potenziale. CAPITOLO 3 LA NECESSITA’ DELL’IMMAGINAZIONE La questione dell'immaginario e dell'immaginazione nell'ambito della disabilità riguarda il modo in cui le persone percepiscono e comprendono la disabilità, nonché la capacità di immaginare e costruire un'immagine inclusiva e positiva delle persone con diverse abilità. Nell'attuale immaginario educativo, spesso si inquadra il discente nella categoria dell'"allievo autonomo", ovvero studenti incoraggiati a sviluppare un alto grado di autonomia nel loro apprendimento. Tuttavia, è importante ricordare che l'obiettivo finale dell'educazione non dovrebbe essere solo quello di formare allievi che ricopriranno posizioni nella società, ma anche quello di promuovere una formazione integrale che comprenda lo sviluppo delle competenze cognitive, sociali, emotive e morali degli studenti. L'educazione dovrebbe essere inclusiva e mirare a fornire opportunità di apprendimento significative per tutti gli studenti, indipendentemente dalle loro abilità. All’interno di questo panorama è interessante capire in che modo è possibile trattare gli immaginari della disabilità il che implicherebbe un processo di sensibilizzazione, educazione e trasformazione dei nostri atteggiamenti verso le persone con disabilità. La realtà invece è che noi rifiutiamo l’immaginario della disabilità quando invece La disabilità dovrebbe essere una preoccupazione primaria per le nostre immaginazioni al fine di promuovere l'inclusione e l'uguaglianza verso una società giusta e equa. Non dovremmo considerare la disabilità solo per evitare di essere considerati disumani, ma piuttosto perché riconosciamo il diritto di ogni individuo di partecipare pienamente alla società indipendentemente dalle loro abilità. CAPITOLO 4 PRATICHE DELLA DISABILITA’ NEI CONTESTI EDUCATIVI

valorizzi la diversità e garantisca pari opportunità a tutte le persone, indipendentemente dalla loro abilità. CAPITOLO 5 MSNARA Questo concetto si riferisce ai minori non accompagnati e richiedenti asilo in italia di età inferiore a 18 anni. Per quanto riguarda l’inclusione scolastica potrebbe essere necessario pertanto valutare se ci sono bisogni educativi speciali tra questi gruppi di studenti e ciò potrebbe includere supporto linguistico per coloro che non parlano la lingua del paese ospitante, servizi di consulenza per aiutare a superare traumi o difficoltà emotive, o altre forme di sostegno per affrontare le sfide specifiche che possono incontrare. L’obiettivo è quello di garantire che tutti gli studenti, inclusi i minori non accompagnati e i richiedenti asilo, abbiano l'accesso a un'istruzione di qualità e le risorse necessarie per sostenere il loro apprendimento. A questo proposito i DisCrit intendono affrontare la questione degli studenti migranti o appartenenti a culture diverse rispetto ai BES. In questo caso l’inclusione si basa su 3 aspetti fondamentali non appena i MASNARA avranno compiuto i 18 anni:

  • Apprend. Della lingua italiana
  • Accesso al mercato del lavoro
  • Accesso alla casa