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La disciplina dei Disability Studies ci può aiutare a comprendere in che modo sia possibile condurre un'analisi critica della normativa esistente.
Tipologia: Schemi e mappe concettuali
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L'approccio intersezionale si concentra sull'analisi delle disparità e delle disuguaglianze che le persone vivono a causa dei molteplici aspetti di identità, ad esempio, una persona potrebbe essere al contempo donna, di origine etnica specifica, appartenente a una determinata classe sociale e avere un'abilità/disabilità particolare. A questo proposito, categorie come i dsa, le disabilità intellettive.. sono state applicate soprattutto negli allievi di colore negli stati uniti, in cui gli studenti di colore non solo venivano assegnati all’educazione speciale ma venivano anche messi in classi più restrittive cioè che discriminano alcuni individui in base a delle caratteristiche, rispetto ai bianchi. Nell’ottica di una didattica inclusiva, invece, l'obiettivo è quello di creare ambienti scolastici che siano accoglienti, sicuri e rispettosi per tutti gli studenti, indipendentemente dalle loro differenze. All’interno di questo contesto il concetto di razzismo e abilismo (discriminazione basata sulla disabilità/abilità) non sono scollegati tra loro ma interdipendenti, cioè le persone che appartengono a gruppi razzialmente minoritari possono essere soggette a forme di discriminazione o oppressione, ad esempio, una persona con una disabilità che appartiene anche a una minoranza razziale può essere soggetta a forme di discriminazione basate sia sulla loro razza che sulla loro abilità/disabilità. Queste esperienze possono essere interconnesse e possono amplificare gli effetti negativi sulla persona, creando sfide uniche e complesse. Per affrontare queste ingiustizie, è necessario adottare un approccio intersezionale che consideri e affronti le interconnessioni tra razza, abilità/disabilità e altre identità al fine di promuovere promuovere un'equità inclusiva. In questo contesto è utile citare il modello Dis Crit (disabilità critica), che è un approccio teorico e di ricerca che esplora le intersezioni tra disabilità e critica sociale. Il DisCrit esamina come le disabilità siano influenzate e modellate dalle strutture sociali, cercando di sfidare le norme dominanti e promuovere l'empowerment (potenziamento individuale e collettivo) delle persone con disabilità attraverso l'attivismo, l'istruzione e la ricerca. L'obiettivo dunque è superare le barriere e le discriminazioni che possono limitare la partecipazione delle persone con disabilità offrendo loro le risorse e il supporto necessari per realizzare il loro pieno potenziale. CAPITOLO 2 DISABILITAZIONE E POTERE Il concetto di "disabilitazione" è strettamente collegato al modello sociale della disabilità e considera la disabilità come il risultato di barriere sociali, ambientali ed economiche che limitano la partecipazione piena e uguale delle persone con disabilità nella società, rendendo pertanto le persone con disabilità svantaggiate e limitando le loro opportunità di partecipazione sociale. Indirettamente il fatto di avere a disposizione un sistema di classificazione oggettivo come l’ICF serva quasi a giustificare le discriminazioni operate sulla base delle capacità di una persona. Tuttavia, è importante sottolineare che l'ICF non è stato sviluppato per giustificare o perpetuare le discriminazioni, ma piuttosto per fornire un quadro comprensivo e condiviso per descrivere la salute e il funzionamento umano in modo inclusivo. È importante promuovere una cultura inclusiva che riconosca e valorizzi la diversità delle abilità umane, combatta gli stereotipi e le pregiudizi basati sulla disabilità e lavori per creare un ambiente in cui tutte le persone abbiano pari opportunità di
partecipazione e realizzazione. A tal proposito è possibile delineare alcune strategie per una minore esclusione:
valorizzi la diversità e garantisca pari opportunità a tutte le persone, indipendentemente dalla loro abilità. CAPITOLO 5 MSNARA Questo concetto si riferisce ai minori non accompagnati e richiedenti asilo in italia di età inferiore a 18 anni. Per quanto riguarda l’inclusione scolastica potrebbe essere necessario pertanto valutare se ci sono bisogni educativi speciali tra questi gruppi di studenti e ciò potrebbe includere supporto linguistico per coloro che non parlano la lingua del paese ospitante, servizi di consulenza per aiutare a superare traumi o difficoltà emotive, o altre forme di sostegno per affrontare le sfide specifiche che possono incontrare. L’obiettivo è quello di garantire che tutti gli studenti, inclusi i minori non accompagnati e i richiedenti asilo, abbiano l'accesso a un'istruzione di qualità e le risorse necessarie per sostenere il loro apprendimento. A questo proposito i DisCrit intendono affrontare la questione degli studenti migranti o appartenenti a culture diverse rispetto ai BES. In questo caso l’inclusione si basa su 3 aspetti fondamentali non appena i MASNARA avranno compiuto i 18 anni: