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Scheda testo Disability Studies e inclusione, Schemi e mappe concettuali di Pedagogia

Si tratta della scheda descrittiva del testo Disability Studies e inclusione che consente l'esonero dallo studio di questo testo

Tipologia: Schemi e mappe concettuali

2022/2023

Caricato il 18/08/2024

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sabrina-miceli-2 🇮🇹

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UNIVERSITÀ DEGLI STUDI ROMA TRE
DIPARTIMENTO FDI SCIENZE DELLA FORMAZIONE
CDL SCIENZE DELLA FORMAZIONE PRIMARIA (QUINQUENNALE CICLO UNICO)
PEDAGOGIA INCLUSIVA E DISABILITY STUDIES (IV ANNO, AL-M-Z) AA. 2023-2024
PROF. FABIO BOCCI-PROF.SSA INES GUERINI
SCHEDA 1_ATTIVITÀ SUL VOLUME
Goodley D., D’Alessio S., Ferri B., Monceri F., Titchkosky T., Vadalà G., Valtellina E.,
Migliarini V., Bocci F., Marra A.D., Medeghini R., Disability Studies e inclusione. Per una
lettura critica delle politiche e delle pratiche educative, Erickson, Trento, 2018.
1. Fornire una essenziale descrizione del Volume. Per la redazione si può fare riferimento a
una scheda bibliografica, a una quarta pagina di copertina o a una breve recensione (circa
2000 - max. 3000 battute spazi inclusi)
Il volume da voce al dibattito intorno alla disabilità che si sta sviluppando in
ambito sociale, accademico, di ricerca, culturale e biopolitico, attraverso punti
di vista transdisciplinari e dialettici compresi in un orizzonte ideale comune.
Quello dei Disability Studies è infatti, uno sguardo multi prospettico inter e
transdisciplinare, per molti versi finalizzato a problematizzare quello che
spesso si delinea come consolidato e quindi come verità.
Gli autori del volume, vedono i Disability Studies propensi all’indocilità
ragionata che porta a voler disvelare alcuni meccanismi che governano
politiche e pratiche attuali.
L’approccio che viene proposto è caratterizzato da un orizzonte di studio e di
ricerca assai differenziato, dialettico al suo interno che si ritrova accomunato
su alcuni punti:
1. Mettere in discussione e operare un confronto critico con il modello medico
dominante.
2. Destrutturare il linguaggio attraverso il quale si mettono in pratica i diversi
dispositivi sociali tendenti a conformare tutto quello che è discordante.
3. Analisi critica delle pratiche istituzionali che determinano discriminazioni ed
esclusioni.
4. Contribuire al perseguimento dell’emancipazione e dell’autodeterminazione
de “I dannati della terra”.
In questo volume dunque, gli autori discutono, in modo critico, i presupposti e i
paradigmi che generano le interpretazioni di disabilità, deficit, patologia,
abilismo e normalità; politiche e pratiche sia sociali che educative che ne
conseguono.
2. Scegliere due tra i saggi presenti nel Volume ed elaborare una presentazione essenziale del
contenuto (circa 3000-4000 battute spazi inclusi complessive per le due presentazioni)
SAGGIO 1. AUTORE E TITOLO:
DisCrit: l’approccio intersezionale nell’educazione inclusiva di Beth A.
Ferri
Beth A. Ferri, nel suo contributo riflette su come il concetto di abilismo e quello
di razzismo spesso si intreccino all’interno del sistema scolastico, in quanto le
percentuali di studenti migranti a cui viene affibbiata qualche etichetta
diagnostica, è enormemente superiore rispetto a quella dei ragazzi non
immigrati.
Questa tendenza ripropone nei fatti una discriminazione nei confronti degli
studenti migranti.
L’autrice, inoltre, si domanda se aver allargato la categoria BES alla differenza
culturale sia un passo verso l’inclusione o al contrario tende a discriminare
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UNIVERSITÀ DEGLI STUDI ROMA TRE DIPARTIMENTO FDI SCIENZE DELLA FORMAZIONE CDL SCIENZE DELLA FORMAZIONE PRIMARIA (QUINQUENNALE CICLO UNICO) PEDAGOGIA INCLUSIVA E DISABILITY STUDIES (IV ANNO, AL-M-Z) AA. 2023- PROF. FABIO BOCCI-PROF.SSA INES GUERINI SCHEDA 1_ATTIVITÀ SUL VOLUME Goodley D., D’Alessio S., Ferri B., Monceri F., Titchkosky T., Vadalà G., Valtellina E., Migliarini V., Bocci F., Marra A.D., Medeghini R., Disability Studies e inclusione. Per una lettura critica delle politiche e delle pratiche educative , Erickson, Trento, 2018.

1. Fornire una essenziale descrizione del Volume. Per la redazione si può fare riferimento a una scheda bibliografica, a una quarta pagina di copertina o a una breve recensione (circa 2000 - max. 3000 battute spazi inclusi) Il volume da voce al dibattito intorno alla disabilità che si sta sviluppando in ambito sociale, accademico, di ricerca, culturale e biopolitico, attraverso punti di vista transdisciplinari e dialettici compresi in un orizzonte ideale comune. Quello dei Disability Studies è infatti, uno sguardo multi prospettico inter e transdisciplinare, per molti versi finalizzato a problematizzare quello che spesso si delinea come consolidato e quindi come verità. Gli autori del volume, vedono i Disability Studies propensi all’indocilità ragionata che porta a voler disvelare alcuni meccanismi che governano politiche e pratiche attuali. L’approccio che viene proposto è caratterizzato da un orizzonte di studio e di ricerca assai differenziato, dialettico al suo interno che si ritrova accomunato su alcuni punti:

  1. Mettere in discussione e operare un confronto critico con il modello medico dominante.
  2. Destrutturare il linguaggio attraverso il quale si mettono in pratica i diversi dispositivi sociali tendenti a conformare tutto quello che è discordante.
  3. Analisi critica delle pratiche istituzionali che determinano discriminazioni ed esclusioni.
  4. Contribuire al perseguimento dell’emancipazione e dell’autodeterminazione de “I dannati della terra”. In questo volume dunque, gli autori discutono, in modo critico, i presupposti e i paradigmi che generano le interpretazioni di disabilità, deficit, patologia, abilismo e normalità; politiche e pratiche sia sociali che educative che ne conseguono. 2. Scegliere due tra i saggi presenti nel Volume ed elaborare una presentazione essenziale del contenuto (circa 3000-4000 battute spazi inclusi complessive per le due presentazioni) SAGGIO 1. AUTORE E TITOLO: DisCrit: l’approccio intersezionale nell’educazione inclusiva di Beth A. Ferri Beth A. Ferri, nel suo contributo riflette su come il concetto di abilismo e quello di razzismo spesso si intreccino all’interno del sistema scolastico, in quanto le percentuali di studenti migranti a cui viene affibbiata qualche etichetta diagnostica, è enormemente superiore rispetto a quella dei ragazzi non immigrati. Questa tendenza ripropone nei fatti una discriminazione nei confronti degli studenti migranti. L’autrice, inoltre, si domanda se aver allargato la categoria BES alla differenza culturale sia un passo verso l’inclusione o al contrario tende a discriminare

maggiormente. Beth A. Ferri, per comprendere meglio la relazione tra abilismo e razzismo e per poterla affrontare nel miglior modo possibile, propone il concetto di DisCrit: Disability Critical Race Studies, ovvero una serie di principi guida e di domande utili a studiare questo fenomeno e approcciarlo in maniera critica. Nello specifico l’autrice presenta questo modello basato su sette principi che mirano a sviluppare un atteggiamento mentale intersezionale con l’obiettivo di favorire riflessioni e possibili impieghi per un riforma educativa inclusiva.

1. I DisCrit studiano come le forze del razzismo e dell'abilismo, circolando in forme interdipendenti e spesso apparentemente scontate, siano il fondamento della concezione della normalità. Questo principio aiuta a riflettere su come razzismo e abilismo continuino a influenzare la nostra idea di normalità e sull’utilità di continuare a distinguere tra allievi normali e non invece di pensare che siamo tutti diversi l'uno dall'altro. 2. I DisCrit mettono in crisi le nozioni di identità singolari e propongono una concezione in cui gli allievi sono molteplicemente situati e complessi. Sovvertendo il pensiero binario, questo principio vuole evidenziare le differenze all’interno dei gruppi mettendo in discussione le categorie fisse per favorire una riflessione sull’unicità e complessità di ciascun individuo. 3. Per i DisCrit la razza e la disabilità sono differenze socialmente costruite e nondimeno cariche di profonde implicazioni per la vita di ognuno. Con questo principio si rifiuta il determinismo biologico e allo stesso tempo si riconoscono le reali conseguenze materiali della razza e della disabilità, che servono a giustificare l'esclusione, la segregazione e la marginalizzazione. Vengono studiati i mutamenti nelle categorie di razza e disabilità in funzione del tempo e dei contesti, evidenziando quanto tali categorie siano arbitrarie e costruite. In questa ottica i DisCrit ci aiutano a capire che gli allievi sono entità complesse e che non possono essere ridotti ad alcuna delle categorie utilizzare per descriverli. 4. I DisCrit privilegiano il punto di vista degli «insider». Ponendo attenzione alle prospettive divergenti di chi sta al margine, si riconosce alle persone disabili il ruolo di esperti della propria esperienza e di collaboratori apprezzati. Nell’ottica di un’educazione inclusiva è utile comprendere quanto sia importante considerare e valutare le nostre pratiche osservandole dal punto di vista privilegiato dei bambini che hanno un legame più debole con l'inclusione. 5. I DisCrit prestano attenzione ai contesti giuridici, storici, ideologici e culturali del razzismo e dell'abilismo. Con questo principio si ripudia l'esclusione in tutte le sue forme, e si cerca di ricostruire come assai spesso le rappresentazioni razzializzate della competenza siano state ulteriormente reificate attraverso il razzismo scientifico. 6. Nei DisCrit la bianchezza e la capacità sono forme di proprietà. I DisCrit ci aiutano a evidenziare come la capacità e la normalità, al pari della bianchezza, conferiscano privilegi a coloro che possono affermare di possederle. 7. I DisCrit promuovono l'attivismo e varie forme di resistenza. Con quest’ultimo principio viene riconosciuta la necessità di varie forme di attivismo per mettere in discussione gli immaginari dominanti e il pensiero

Attivismo Multidimensionalità definito normale da ciò che non lo è e cambio di prospettiva per valorizzare ciascuno come diverso ed unico. Mettere in discussione gli immaginari e il pensiero dominanti, dare voce ai soggetti che vivono quotidianamente la realtà di discriminazione e che possono far emergere le reali difficoltà che affrontano. Critica al pensiero binario, riflessione sulla complessità degli individui e delle situazione, importanza di andare oltre le categorie fisse per poter cogliere le sfumature della diversità. Inclusione Linguaggio Focus Distinzione tra integrazione ed inclusione, mascheramento delle forme di esclusione e discriminazione. Analisi critica del linguaggio come strumento per mantenere forme di discriminazione, limiti del linguaggio nella formulazione di leggi e politiche di integrazione, linguaggio come veicolo di stigma. Analisi degli elementi su cui si basano le politiche di inclusione (focus sul deficit dell’alunno da compensare, sulle risorse aggiuntive e sulla progettazione per gli alunni con disabilità) per promuovere un cambiamento di paradigma.

5. Illustrare nella massima essenzialità (max. 1000 battute spazi inclusi) una personale definizione di cosa sono e/o cosa rappresentano i Disability Studies nel panorama scientifico nazionale e internazionale L’approccio dei Disability Studies può essere visto come un valido modello per affrontare in maniera critica tutte le questioni che riguardano l’identità plurale e composita di un individuo e le relazioni all’interno di un determinato contesto sociale e culturale. Offrono un orizzonte di ricerca differenziato che può essere la chiave di lettura per diverse questioni. Sottolineano la necessità di avere un atteggiamento critico verso alcuni elementi specifici come il modello teorico dominante e il linguaggio normativo e sociale; perseguono l’autodeterminazione e l’emancipazione. A livello internazionale coinvolgono diversi settori di studio e ricerca accademici come i movimenti per la vita indipendente e le associazioni. A livello nazionale rappresentano l’occasione per riflettere sulla disabilità e la sua costruzione sociale, sulla scuola e le sue pratiche di inclusione e della diagnosi, sull’analisi dei servizi e delle politiche per la disabilità.